La Roma annuncia: “Un calciatore positivo al Covid-19 dopo il tampone molecolare” (COMUNICATO)

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ULTIME NOTIZIE AS ROMA – Un giocatore della Roma è risultato positivo al Covid19 dopo aver eseguito un tampone molecolare.

Lo rende noto il club giallorosso con un comunicato ufficiale che riportiamo integralmente di seguito. Come di consueto, per motivi di privacy, non viene fatto il nome del calciatore positivo.

“L’AS Roma comunica che, a seguito di un controllo svolto attraverso un tampone molecolare, un calciatore, che ha completato il ciclo vaccinale, è risultato positivo al COVID-19.

Le autorità sanitarie competenti sono state immediatamente informate. Il calciatore sta bene e si trova in isolamento domiciliare”.

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28 Commenti

    • Ma che vuoi dire? Come ho detto pure altrove, se la consorte è positiva immagino facilmente che non l’abbia murata viva in qualche stanza…la stessa cosa che ormai da un po’ di tempo facciamo tutti. Se hai positivi in casa, amen.
      Io ho avuto entrambe le figlie positive e non mi è manco saltata in testa l’idea di chiuderle in isolamento, semmai il gesto potesse servire a qualcosa. E tutti quelli che conosco e che hanno avuto positività in casa (tanti), si sono comportati allo stesso modo.
      Qualcuno se l’è preso, senza conseguenze; altri, come nel caso mio e di mia moglie, no.
      Tutta gente peraltro vaccinata, così come Veretout.

    • Se è Veretout è una cosa normale. Quando chi vive con te scopre di essere positivo è già troppo tardi, quindi non diamogli colpe che non ha

    • Si ma tu e i tuoi amici non prendete quasi 3 milioni a stagione per giocare a pallone…

    • Vedo che solo Maja ha compreso il senso di quanto dicevo. Nel momento in cui scopri di avere un convivente stretto positivo è inutile stare a farsi troppi film, perché se è destino che ti contagi succederà, anzi è già accaduto. E questo a prescindere da ciò che uno guadagna…

    • “The devil is in the details” dicono gli anglosassoni.
      In questo caso, il dettaglio e’ la successione degli eventi.

      Se sei un giocatore di calcio professionista, per cui la positivita’ significa al 100% non poter lavorare, con valore di questa assenza commensurata allo stipendio, dovresti tenerti sotto controllo con molta maggiore attenzione di comuni mortali che hanno potuto e possono comunque lavorare da casa da positivi e, alla fine, prendono una modestissima frazione dello stipendio di Veretout.

      Quindi: Se sei Veretout o un altro giocatore e tua moglie testa positiva, ti dovresti fare tu il test al piu’ presto possibile.
      Se sei positivo, come e’ molto probabile, amen: c’est la vie.
      Se sei negativo, pero’, ti prendi una stanza d’albergo per un po’ (tra lui e Roma non penso ci sia un problema di soldi a riguardo) e ti fai altri test per controllare prima della partita.

      Da cinico quale sono, suppongo che il nostro sia invece andato spensieratamente alla festa della moglie sapendo che lei era positiva, non sapendo se lui lo era, e diciamo…fregandosene abbastanza.

      Se poi sta “supposta” non e’ vera, faccio ammenda, sono un malpensante bastardo e ritiro tutto: pace e gioco.

    • Ahi ahi UB, forse pian piano vedrai anche tu i talebani del covid che citai tempo fa…
      D’altronde, se fai la “guerra” ad un virus… Non devi esser poi tanto distante da quelli che facevano le “battaglie” del grano…

    • UB,
      Tu sai che ai ragazzi delle giovanili sconsigliano il motorino?
      Ecco, non aggiungo altro.

    • Almeno in questi giorni non ha incontrato nessuno dei titolari della prima squadra,è stato con la moglie in famiglia a casa ( il party era a casa loro)

    • E certo, almeno lo regaliamo. Certo che potresti dare lezioni a Pinto, tu, come no…

  1. Apparte il fatto che sono settimane che veretout in campo è imbarazzante a dire poco dopo un ottimo inizio di stagione che gli ha fato guadagnare la convocazione in nazionale…questo comportamento è una mancanza di rispetto verso tante persone,verso noi tifosi,la società,i suoi compagni e tutti coloro che hanno sofferto per questo maledetto virus…atteggiamento davvero deludente,veda di impegnarsi un po’ di più oppure se ne vada dove vuole se deve giocare senza impegno e fare danni fuori dal campo.

  2. Tanto si capisce subito dalle convocazioni e se fosse Veretout sarebbe una mancanza molto grave da parte del giocatore

  3. Se fosse Veretout, quasi garantito di essere positivo se la moglie l’aveva. Non so cosa poteva fare di diverso se abitano insieme.

    • Certo non abitano in 1 camera e cucina,come tanti poveri mortali.
      Se c’ha una villa,ad esempio,uno si mette al piano di sopra e l’altro di sotto.
      Altrimenti vuol dire che a lui della Roma non gliene freca una emerita ceppa.

  4. Mi aspetto sia lui, l’augurio, oltre a quello di non avere sintomi o complicazioni, è quello che si sia isolato evitando di trasmetterlo alla squadra. Certo da come sembrano prendere la cosa non ci giurerei! Ho trovato tutta la vicenda di cattivo gusto e da parte di giocatore e famoglia poco intel.

  5. Se avessi 2-3-4 case come hanno loro, le dico: ciao bella ci vediamo quando sei negativa!! Non vado a fare i brindisi di compleanno.. non me la rischio con un contratto da rinnovare/ una squadra da trovarmi… C’è gente in salute/ atleti che si portano dietro dei postumi allucinanti, non è che se lo fai poi sei immune e non lo riprendi… Questo a prescindere o no che sia lui il positivo. Ma va beh il buonsenso e le capacità di valutazione del rischio, sono cose che appartengono a chi il cervello si sforza di usarlo…

    • non è buon senso è professionalità. per quello che prendi devi essere un vero professionista e come tale ti devi comportare.

  6. Ma sinceramente io quando ho avuto il covid e sono stato male il giorno prima del tampone, mi sono barricato in camera e sono stato isolato per tutta la settimana. Almeno in quel periodo non l ho attaccato ai miei figli.Poi ognuno fa quello cje vuole,ma fregarsene e girare per casa non mi sembra giusto

  7. In realtà il problema semmai si porrebbe nel caso in cui Veretout ( se è lui) avesse raggiunto la moglie da Roma a Montecarlo sapendo della sua positività, fregandosene delle conseguenze e dimostrando poca serietà nei confronti di compagni e società. Se non fosse così invece amen, capita ed è capitato a tutti di essere stato a contatto con positivi che non sapevano di esserlo.

  8. giustificare un calciatore che non pone le necessarie attenzioni per essere un professionista sa di chi ha dei pregiudizi. un calciatore di 30 anni poi, deve porre in atto tutte le necessarie precauzioni….xchè è pagato anche per questo. se poi c’è l’aggravante di post irriguardosi allora nn ci sono scuse, perché il danno lo fa anche all’immagine della società

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