L’ascesa silenziosa di Ryan Friedkin: è lui che indirizza le decisioni di papà Dan

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ULTIME NOTIZIE AS ROMA – La figura di Ryan Friedkin dentro la Roma cresce col passare dei mesi. In silenzio. Nascosto dall’ombra di papà Dan, ma sempre più influente nelle decisioni che riguardano la vita del club, scrive l’edizione odierna de Il Messaggero (S. Carina).

Un esempio: il lunedì post Milano, è Ryan che contatta nel pomeriggio De Rossi, ne ottiene la disponibilità e avvisa il padre. Poi, il giorno dopo, ci pensa Friedkin senior a parlare con Mourinho e a liquidarlo, ma con il figlio sempre al fianco. Un’ascesa importante, di un uomo che ha da poco superato i trenta, sempre più consapevole e maturo.

Per intenderci: dimenticate il ragazzo che facendosi prendere dall’entusiasmo invita Pinto, appena arrivato, a chiudere l’operazione Reynolds. Tre anni di Roma, sono serviti infatti a Ryan per calarsi nella realtà locale, percepirne gli umori e prevederne le reazioni.

E così, ieri, dopo aver letto battute sul fatto che la Roma «sarebbe dovuta già fallire», ha abbozzato un sorriso, ricordando a persone a lui vicine come lui e il padre abbiano supportato anche nell’esercizio 2022-23 le esigenze finanziarie del gruppo attraverso finanziamenti soci, erogando immissioni di capitale pari a 232,5 milioni, utilizzati per il rimborso del prestito obbligazionario emesso nel 2019 e per le esigenze di working capital del gruppo.

Senza contare che tali importi sono da considerarsi ai fini dell’aumento di capitale deliberato da ultimo dall’Assemblea dei Soci del 18 ottobre 2022, per un importo massimo di 520 milioni ed esecuzione entro il 31 dicembre 2024. Insomma, niente male per un club che doveva essere già fallito.

Fonte: Il Messaggero

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21 Commenti

    • Ed il.piverp Pinto è stato accusato di averci portato Reynolds…Alle accuse del pregiudicato replica con un sorriso invece di far partire querele

    • E ci scrivono anche un articolo per incensare chi ci ha portato Reynolds???
      Quindi fa curriculum??

    • peccato che sono un po’ in disgrazia i Ferragnez…… sennò gli americani un colpo di teatro lo avrebbero fatto… chissà?!

    • Falso. Pallotta avrebbe dovuto vendere per di meno, ma acquirenti si trovano sempre. Se non si trovava l’acquirente, La Roma sarebbe finita nella mani di Goldmans Sachs

  1. E’ vero che senza dubbio stiamo passando calcisticamente parlando un periodo buio ma mai e poi mai chiederei un cambio di proprietà, sono sicuro che riusciremo a toglierci delle grosse soddisfazioni nei prossimi anni.
    I Friedkin sono una società solida, sicuramente hanno commesso degli errori che stiamo pagando oggi ma ho grossa fiducia in loro e nella Roma che verrà.
    Sono anche convinto che DDR si meriterà la conferma arrivando dove il mago di Setubal non è mai riuscito ad arrivare arrancando ciclicamente su 1000 scuse.

  2. Ma infatti, il problema non è l’insolvenza in termini di (in)capacità di restituzione del complesso dell’indebitamento, essendo disponibili le linee di credito che consentono di completare l’aumento di capitale.
    Il problema è il valore di scambio (di gran parte) della rosa sul piano patrimoniale, che è legato ai risultati sportivi della stagione in corso: se non entrano futuri ricavi sportivi, derivanti dal piazzamento in campionato, non sarà, infatti, economicamente possibile effettuare cessioni utili e ripetere le plusvalenze della scorsa stagione; e, di conseguenza, rinforzare l’organico, attualmente deficitario sul piano tecnico e eccessivamente costoso sul piano finanziario.
    E senza cessioni/plusvalenze e introiti legati al cammino nelle competizioni principali, la perdita di esercizio tornerebbe a crescere, con il rischio di una smobilitazione in perdita del parco giocatori: ed allora saremmo ancor più legati al sistema di penalizzazioni del settlement agreement.

    Questo insieme di criticità può sì, in prospettiva delle prossime immediate stagioni, erodere il capitale e le riserve, e condurre, in caso di mancata concessione di nuove aperture di credito per nuovi aumenti di capitale, a una situazione che rasenti l’insolvenza e, tra l’altro, renda impraticabile una cessione societaria ai valori che oggi i Friedkin considerano “accettabili”.
    Senza risultati sportivi, il prezzo non potrebbe consentire il recupero dei prestiti in conto soci e degli aumenti di capitale (per dire, Pallotta, alla fine, uscendo finché era in tempo, e fortunosamente, PRIMA del bagno di sangue finanziario determinato dalla pandemia, riuscì in questo recupero).

  3. A me sembra un articolo scontato. Dan Friedkin è negli USA, Ryan a Roma ed è il vice presidente della società. Mi sembra normale che sia lui a muoversi “alla luce”, anche se le decisioni comunque le prenderà il padre, o comunque di comune accordo

    • Più che scontato, n’articolo ruffiano. Ar Messaggero so’ convinti che er presidentino possa instaurà n’rapporto esclusivo cor giornale, pe avè notizie in esclusiva..

  4. Hanno messo un botto di soldi nella nostra Roma. Li vorrei via solo e dico solo in caso di arrivo di sceicchi ricchissimi. Altrimenti me li tengo stretti

  5. Rayan e’ il Presidente del Cannes capisco che e’ una societa’ da serie D italiana pero’ e’ una squadra francese….Une peu me ragire le ballon…

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