Luis Enrique non dimentica: “Forza Roma, ho un grande ricordo” (VIDEO)

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AS ROMA NOTIZIE Luis Enrique non si dimentica della Roma. Già in passato ha dato testimonianza di custodire ricordi dell’esperienza annuale sulla panchina in giallorossa e a distanza di anni non sembrano svanire.

Nel corso dell’innovativa diretta su Twitch a margine del Mondiale, il commissario tecnico della Spagna è tornato sul periodo romanista:

“Lo sapete, conservo un grande ricordo di Roma e dell’Italia. Forza Roma!“, ha concluso il tecnico andaluso.

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36 Commenti

    • Si presentò carico di autostima e fuego interior ma scivolò su una sostituzione frettolosa e senza senso in coppa europea e qualche punizione di troppo per un ritardo. E chissà quale altra cosa? Il fatto di esser un “hombre vertical” non lo mise in buona luce con la squadra. Logorato il rapporto con lo spogliatoio fu boicottato. Solo a Bologna riuscì a far vedere le sue idee. L’unica volta che la squadra fece un tiki taka e giocò così bene che il giorno dopo tutte le radio parlavano di nuovo corso.
      E invece? Nisba! Sempre ostacoli, mal gioco e brutti risultati.
      Fine del sogno spagnolo!
      Magari tornasse..

    • Adesso che ha sicuramente maturato esperienza sarebbe un gradito ritorno ma ricordo che anni addietro tutti e dico tutti esultammo per il suo esonero. Roma non può aspettare ma soprattutto non sa aspettare…

    • Sarebbe meraviglioso, non ha avuto la possibilità di fare pulizia, come ha fatto MOU….Adesso, MOU è il massimo e me lo tengo stretto, stretto. Se andrà via, allora un pensierino va fatto….

    • L. Enrique non fu affatto esonerato, Baldini e Sabatini non ci pensavano minimamente a liberarsene.
      Fu solo lui a prendere la decisione di andare, precocemente invecchiato di cinque anni nel giro di uno. Non era ancora maturo per reggere le pressioni e i colpi bassi di questa piazza.
      Ricordiamo il suo accorato “perché tutta questa mierda” in conferenza stampa.
      Prese una squadra ricostruita in fretta e furia dopo il passaggio societario, tra vecchie glorie (Heinze e Gago), qualche bidone di troppo (Josè Angel in primis), e alcuni giovani promettenti come Pjanic e Lamela.
      A un certo punto si trovò costretto a schierare esterni difensivi addirittura Taddei e Perrotta.
      Qualche buona e rara prestazione che apriva il cuore alla speranza, subito seguita da pesanti legnate (con Serse Cosmi che dice ai suoi di rallentare a Lecce dopo avercene fatti quattro, con Muriel a devastarci come voleva).
      A rigor di logica sembrerebbe più adatto un profilo come il suo per quello che dovrebbe essere il manifesto programmatico della Roma piuttosto di Mourinho, ma temo che si tratti di una persona troppo onesta e limpida per resistere qui.

    • Veramente, per come me la ricordo io, Luis Enrique aveva un contratto annuale e a fine stagione, nonostante Sabatini gli chiedesse di continuare, preferì, da hombre verticale qual è, salutare tutti, avendo fallito il traguardo stagionale. Non mi pare proprio che sia stato esonerato.

    • Grazie Luis, ma stai bene dove stai… Taddei difensore centrale e 100 passaggi per fare un tiro direi che non funzionano in serie A.

  1. Ai tempi quando giocava a calcio, per garra e tecnica era uno dei miei giocatori preferiti in europa.
    Ricordo che si parlava di un interessamento delle Magica per Nadal, ma io ho sempre sperato di vedere in giallorosso Luis Enrique. Be ci è venuto da allenatore, e sfortunatamente non nel momento migliore. SEMPRE FORZA MAGICA ROMA !!

  2. Luis Enrique avrebbe meritato la stessa pazienza e lo stesso credito che viene accordato
    giustamente adesso a Mourinho.
    Aveva idee all’avanguardia,sia tatticamente che nel rapporto con i giocatori. Purtroppo non gli è stato concessa alcuna prova d’appello ; Mario Corsi lo chiamava per radio “il Nullo”.
    I fatti successivamente sotto forma di risultati,dimostrarono che non era una nullità.
    Mi ricordo che negli ultimi tempi della sua permanenza nella Capitale, Luis era diventato pelle e ossa,sopraffatto com’era dallo stress e dall’amarezza.
    Ci fosse mai stato qualcuno dei suoi vecchi denigratori che gli abbia chiesto scusa,anche per quello che gli è capitato poi come padre.
    Con un pò di vergogna,penso che queste belle parole che Luis Enrique riserva ancora per la Roma ,non ce le siamo meritate per il trattamento indegno che gli è stato riservato.

    • Una grande persona e un bravo allenatore arrivato nel momento peggiore.
      A dispetto della stampa assassina che lo ha fatto passare per l’ultimo degli scemi per tutto l’anno, gran parte della tifoseria lo ha sempre rispettato e tutt’ora lo stima.
      Buona fortuna mister.

    • Quoto con tutti voi.
      Gran brava persona, grande tecnico….. Sti maiali col microfono non se lo sono meritato.
      SFR❤️❤️

    • Alessandro, i giocatori che aveva Luis Enrique non erano scarsi, stanno trovando ancora l’aggettivo per decifrarli… erano bravi? e allora perché quello dopo ha fatto peggio?

  3. Un hombre vertical… Uno dei pochi credibili 💛❤️💪….

    Chissà magari con i friedkin…. Mi piacerebbe un suo ritorno…. Sempre apprezzato come allenatore e come UOMO 💪🤞

  4. era la prima Roma del peggiore presidente che abbiamo avuto, quindi totalmente allo sbaraglio,poi i fatti gli hanno dato completamente super-ragione!

  5. Un grandissimo uomo di calcio, arrivato a Roma troppo presto (ma dopo non te lo saresti potuto permettere…) e troppo per bene per non essere vittima del solito, vergognoso tritacarne mediatico romano, spesso e volentieri condito dalle solite stucchevoli frasi fatte sulla falsariga del “qualunque allenatore farebbe meglio con questa squadra” che riecheggiano nell’etere decennio dopo decennio. Ma quella squadra (smembrata e ricostruita in modo compulsivo negli anni successivi) non ha cavato un ragno dal buco con millanta allenatori diversi, lui ha invece vinto TUTTO altrove.
    A Corsi e vari compagni di merende chiederei chi fosse, dunque, lo scemo della situazione.

  6. Un uomo che mi genera sempre enorme simpatia, rispetto e stima.
    E soprattutto uno dei pochi che ha sempre avuto parole di amore per la magica, anche se c’è stato un addio non sicuramente indolore.
    Sarò romantico ma mi piacerebbe molto rivederlo un giorno sulla nostra panchina, adesso lui sarebbe pronto per la Roma e probabilmente la Roma sarebbe pronta per lui.

  7. Io credo che nella sua permanenza alla Roma, ne abbia guadagnato più Luis Enrique che la Roma stessa. Era la sua prima esperienza da allenatore e le mille difficoltà incontrate lo hanno fatto maturare e crescere tantissimo come allenatore, facendogli capire la durezza di mettere in pratica le sue idee di gioco. Nel tempo ha poi imparato a fare l’allenatore ed oggi è diventato un ottimo MR. Obiettivamente, però, quella sua esperienza in panchina, fu abbastanza disastrosa per la nostra squadra. Si dimise lui, nessuno lo licenziò, perchè, da persona onesta intellettualmente, forse capì che ancora non era pronto per allenare una piazza difficile come quella romana. Le cose, ahimè, vanno contestualizzate nel tempo, e dire che bisognava aspettarlo, senza sapere quale sarebbe potuta essere la sua carriera futura (magari fatta da soli fallimenti), non ritengo che potesse essere la migliore scelta per il bene della squadra.

  8. Mi spiace, ma chi si ostina a giocare come il Barcellona avendo kjaer e heinze in difesa e José Angel e Rosi sulle fasce non merita alcuna stima calcistica. La sua Roma fatta di eterni passaggi laterali aveva un possesso palla dal 70% a salire senza però mai tirare in porta. Quando hai Messi, Iniesta e Cavi che ti scardinano le difese avversarie con azioni personali o geniali verticalizzazioni lo puoi fare, ma se insisti in questo gioco non avendo gli uomini per realizzarlo sei limitatissimo e non sai che altro fare. Non a caso Luis Enrique ha avuto il suo exploit da allenatore solo a Barcellona, a casa sua, dove sin dalle giovanili tutte le squadre giocano con la stessa impostazione tattica, e lo ha avuto dopo essere stato in pratica esautorato, dopo che per qualche partita provò a tenere Messi in panca. Risultato: Messi va a parlare con Laporta e dalla partita dopo il tridente delle meraviglie messi-suarez-neymar diventa inamovibile e il barca vince tutto. Poi se vogliamo inventare sciocchezze e avere la memoria corta perché un allenatore ci è simpatico ed un altro no allora si esce dal campo calcistico e ci si addentra in discorsi che non hanno molto senso. Questo voleva fare il calcio tecnico con giocatori non in grado di farlo, voleva i centrali a quaranta metri dalla porta quando ne aveva di lentissimi, la sua Roma fu umiliata a Lecce, Udine, Siena, Firenze, Torino, Bergamo, perse due derby, prese la squadra in Europa (solo per uscire ai preliminari con lo slovan Bratislava) e la lasciò a fine stagione fuori da tutto. Ricordato per essere “l’hombre vertical” di sani principi, portò a Roma il suo amichetto di triathlon come mental coach (uno in realtà laureato in giurisprudenza) e dopo un anno di giri in bicicletta in sua compagnia ripartì lasciando a noi solo macerie.
    E alcuni lo rimpiangono…
    No comment.

    • @julianb: assolutamente, ma non ti hanno fatto a pezzi a Lecce con l’allenatore avversario che sul 4-0 dice ai suoi di fermarsi, lo slovan Bratislava non ti ha fatto fuori dall’Europa e hai portato a casa pure una coppa. La Roma di oggi ha tantissimi problemi e deve migliorare in tantissime cose ma questo non fa di alcune pessime Rome passate degli esempi di calcio. Il revisionismo storico, se ci deve essere, dev’essere motivato da fatti concreti e non da nostalgie fini a se stesse e completamente slegate da logiche di campo.

  9. Luis Enrique fece settimo posto avoia a dire però il gioco era moderno Poi sarà stato anche moderno ma era troppo orizzontale.
    Una squadra come la Roma se fa settimo posto è fallimento, questa è la dura legge del calcio, gli allenatori che uno si ricorda apprezza rivorrebbe sono quelli che ti hanno fatto fare secondi e terzi posti, perché ciò significa che hai passato belle giornate felici di campionato con la Roma vincente, settimo posto significa che ne hai perse di partite e ne hai ingoiati di rospi amari per cui di rimpianti ce ne sono molti pochi

  10. Grande Luigi Enrico.
    er primo intérprete der primo “progietto” americano …

    “ Mai schiavi del risultato “ .
    Grande Curva Sud allora si che era perfetta …
    Che striscione quello !

    Mi ricordo anche il botto con la bici per le buche di Roma ma sopratutto la lesa maestà a Derossi per il ritardo .

    Che ricordi.
    Come si fa a non volergli bene?
    Professionista, persona seria e Uomo di calcio. Che ha vinto tutto . Prima come giocatore e poi come allenatore . E noi (come troppe storie Romaniste) in mezzo in quel caso si nel “ nulla “ di una storia personale incredibile …

  11. Veramente Luis Enrique aveva 2 anni di contratto, voleva far giocare la Roma come il Barça ma non ci è riuscito, riusciva a fare grande calcio per 30-40 minuti e poi squadra con la lingua di fuori.
    Arrivò 8° e rassegnò le dimissioni sostenendo lui stesso di aver fallito tra lo stupore della Roma che invece voleva tenerlo anche per il 2° anno di contratto che aveva.

  12. C’è gente che inorridisce al ritorno di Spalletti che a Roma ha fatto vedere grandi cose…e poi ha nostalgia di L.Enrique (inappuntabile e di grande livello come uomo) che ci ha fatto vedere il calcio più noioso di sempre. 30 passaggi per arrivare in porta, con alte probabilità di sbagliarne uno e di trovarsi l’avversario davanti al portiere in 3 secondi. Ha ottenuto risultati col SuperBarca dei fenomeni, poi cos’altro (a parte perdere un europeo avendo la squadra nettamente più forte)?

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