Malen cambia tutto: con lui è una Roma da Champions

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Un mese appena, sufficiente però per cambiare la faccia dell’attacco giallorosso e, forse, il destino della stagione. L’impatto di Donyell Malen sulla Roma è stato immediato, violento, quasi inatteso per continuità e peso specifico. Cinque gol in cinque partite dal 18 gennaio, giorno del suo esordio: numeri che parlano da soli e che raccontano meglio di qualsiasi analisi quanto l’olandese sia diventato centrale nel presente della squadra di Gasperini.

Nella storia recente della Roma, un avvio così lo aveva fatto registrare soltanto Gabriel Omar Batistuta, riferimento inevitabile quando si parla di centravanti capaci di incidere subito. Ma il dato che colpisce ancora di più è il confronto con il resto del panorama italiano ed europeo: nell’ultimo mese nessuno, in Serie A, ha segnato quanto Malen. Né i rivali diretti nella corsa Champions, né gli attaccanti più celebrati del campionato. E guardando ai top cinque campionati europei, soltanto due fuoriclasse assoluti come Kane e Mbappè hanno tenuto lo stesso passo realizzativo.

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Il suo arrivo ha coperto un’emergenza evidente in attacco, ma sta facendo anche molto di più. Sta trascinando una Roma che, fino a gennaio, faticava terribilmente a trasformare il gioco in gol. In appena trenta giorni Malen è diventato il riferimento offensivo, il terminale che mancava, l’uomo capace di spostare l’equilibrio delle partite. Non solo reti, ma presenza costante, pericolosità continua, sensazione diffusa che ogni pallone giocato in area possa trasformarsi in qualcosa di concreto.

Ora c’è la Cremonese e c’è l’occasione di aggiornare ancora questi numeri, magari avvicinando o raggiungendo Soulé in vetta alla classifica dei marcatori stagionali della Roma. Sarebbe un dato quasi irreale, se rapportato al tempo passato a Trigoria. Allo stesso tempo, però, evidenzia un tema chiaro: senza Malen, questo reparto ha prodotto troppo poco. Con Malen, invece, la Roma ha ritrovato gol, fiducia e soprattutto una speranza concreta di rientrare con forza nella corsa al quarto posto.

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Fonte: Gazzetta dello Sport

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21 Commenti

    • @Bobo ma se giochi con i Pellegrini della situazione senza la vitalità e la verve dei giovani non potrai mai dare l’aiuto che tu giustamente evidenzi.

    • E infatti se si pensa che Malen da solo possa portarci in Champions direi che è una scommessa abbastanza ardita. Anche perché potrebbe avere un calo o infortunarsi (ovviamente sono autorizzati tutti i gesti del caso…..).
      Ma del resto ai Friedkin piace scommettere, come hanno fatto in passato prendendo giocatori dalla nefasta carriera fisica sperando nella capacità taumaturgica dello staff medico.

    • Errore, si tratta di sistema di gioco.
      La stessa cosa accadeva al napoli con cavani e higuain: Sarri aveva sviluppato un sistema di gioco nel quale loro erano i “catalizzatori”, si trattava di un sistema meno corale è più verticale, un gioco ad hoc per far segnare la punta.
      E vi dirò di più. Studiate bene la storia dell’Atalanta di Gasperini: ha cambiato molti attaccanti. La punta centrale, Gasp, non l’ha mai toppata.
      Retegui, al Genoa, segno 7 goal. All’Atalanta 25.
      Tornando al discorso di prima, magari, con un gioco più corale e meno “verticale” probabilmente Malen avrebbe segnato meno.

      Quindi, per come la vedo io, la punta centrale non sarà mai un problema SE verrà scelta dal mister. E vi dirò di più. Secondo me, Malen è più forte di Retegui. Può segnare di più e il prossimo anno sarà capocannoniere, altro che Lautaro.

      La Roma deve fare qualche ritocco, principalmente sugli esterni, a centrocampo e in avanti. Abbiamo trovato una quadratura a centrocampo, con Cristante, Koné, Pisilli e El Aynaoui. In difesa siamo solidi così.

  1. Malen è eccezionale (e va protetto) ma è subito dietro che l’assetto non è chiaro: Dybala gioca troppo poco per suoi problemi fisici, Soulé è impiegato a tutto campo fino a compiti di copertura; di Pellegrini meglio sorvolare per carità cristiana (sta meglio in panchina). Manca un altro con capacità realizzative che giri intorno a Malen.

    • esatto, ci si chiede cosa sarebbe successo se non lo avessimo preso Donny-gol, con tutti gli altri in infermeria (Vaz mi sembra veramente acerbo). questo ha cambiato completamente la squadra.

  2. ancora e ‘ troppo presto per dare giudizi definitivi , ma l’ esposione di Malen lascia pensare che non fosse il gioco espresso dalla squadra il grande limite, ovvero che gli attaccanti erano male e poco serviti, evidentemente , al di la’ delle doti tecno fisiche sia Dobvik che Ferguson mal si adattavano alle caratteristiche degli altri giocatori ed al gioco sviluppato.

  3. vederlo puntare (e riuscirci) 2 difensori alla volta, è una gioia per gli occhi.

    il paragone con Dovbyk e Ferguson è improponibile.

    era passato il messaggio per cui il 9 gioca SOLO spalle alla porta e aspetta lo scarico.

    ma quando mai ? 😅

    ❤️🧡💛

  4. Vista la fonte, esponenziale degli interessi delle maggiori controinteressate, si tratta di una gufata (a denti stretti). Ignoriamoli e facciamo tutti i dovuti scongiuri…

  5. Nel frattempo dopo aver programmato Milan-Como in Australia, poi annullata, poi spostata, tra tutte le mille possibilità hanno ben pensato di mettere la trasferta a S.Siro del Comò manco tre giorni prima della trasferta allo Juve stadium.

    Poi dici che uno pensa male…

    • Da Como a Milano sono 50 km, mentre da Como a Torino saranno un paio di ore di pullman, cosa dovrebbe dire l’inter che ieri sera era al circolo polare artico e sabato alle 18 andrà a Lecce. Pensare male ogni volta di tutto e tutti è molto facile e comodo e soprattutto è da perdenti.

    • @gialdi: non è la distanza, è il principio. Quella partita si doveva giocare il giorno stabilito di campionato, e se S.Siro non era disponibile andava trovato uno stadio alternativo come si fa sempre. Piazzarla volontariamente 65 ore prima di un altro scontro diretto è una vaccata, e infatti Fabregas si è lamentato.

  6. D’ora in poi non dobbiamo sbagliare più niente se vogliamo arrivare in Champions,la vedo complicatissima,Inter,Milan, napoli e Juve che dopo quello che ha subìto la vedo matematicamente in Champions purtroppo,troppi piagnistei per una volta che ha subìto un danno,noi non molliamo se non ci saranno furti e credo che purtroppo sbaglio noi saremo in Champions

  7. @Bobo ma se giochi con i Pellegrini della situazione senza la vitalità e la verve dei giovani non potrai mai dare l’aiuto che tu giustamente evidenzi.

  8. Malen è senz’altro un attaccante che fa la differenza, ma la Roma con lui in campo ha totalizzato 2 vittorie,2 pareggi e una sconfitta,un ruolino di marcia appena sufficiente.
    Se non c’è un salto di qualità anche da parte degli altri giocatori,l’obiettivo Champions diventa arduo.

  9. Dei 5 gol fatti, almeno 2 sono stati in scivolata su assist in orizzontale. Quando vedo un giocatore che segna in questo modo la prima cosa che mi viene in mente è che non molla mai, si butta su un pallone anche se pensa sia troppo lontano per colpirlo. Questo è lo spirito che voglio vedere negli attaccanti, gli altri non si sono mai buttati sui palloni per segnare, li hanno sempre aspettati sui piedi

  10. Per aiutare Malen serve un’ ALA goleador. Tutte le grandi squadre hanno sempre avuto due cannonieri, con poche eccezioni. La ROMA dello Scudetto 1983 contava molto sui gol di Pruzzo, Bruno Conti segnava non molto ma faceva segnare. Il Manchester United di Ferguson invece giocava con due o tre grandi punte. Nel Calcio vince chi segna di più.

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