Mou, due mesi per conquistare il gruppo: ora la Roma è come una famiglia

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ULTIME NOTIZIE AS ROMA – “Tutti pazzi di Mourinho”, titola oggi Il Tempo (E. Zotti). In due mesi lo Special One è già riuscito a fare breccia nel cuore dei tifosi, ma anche e soprattutto in quello della sua squadra.

Con il passare del tempo la convivenza con il nuovo allenatore sta cementando l’intero gruppo, a prescindere che si tratti di titolari o riserve. La vittoria con il Sassuolo è la fotografia perfetta del lavoro che il portoghese e i suoi collaboratori stanno mettendo in pratica dal giorno del loro insediamento a Trigoria.

A fare la differenza durante la gara con gli emiliani sono stati i cambi di Mou, che ha rivoluzionato l’attacco buttando dentro El Shaarawy, Carles Perez e Shomurodov. Tutti e tre non hanno tradito le aspettative del tecnico e il loro contributo si è rivelato determinante per portare a casa i tre punti.

Carles Perez sembra essersi finalmente convinto dei suoi mezzi e di avere le capacità per dire la sua in un progetto ambizioso, il Faraone ha ritrovato fiducia in sé stesso ed è convinto di potersi giocare le proprie carte per ritagliarsi uno spazio importante nella speranza di convincere Mancini a convocarlo di nuovo in azzurro mentre Shomurodov è consapevole di avere a disposizione un’occasione unica per affermarsi ad alti livelli.

Al di là degli obiettivi personali però, il filo conduttore che unisce gli uomini agli ordini di Mourinho è il bene della squadra. Il senso di appartenenza che Mourinho è riuscito ad infondere nello spogliatoio è reale: e non soltanto per la mini rissa vista contro il Porto durante il ritiro in Portogallo o per come i giocatori si sono schierati a difesa l’uno dell’altro durante l’amichevole con il Betis. La sensazione è che, più che un gruppo, lo Special One stia pian piano creando una piccola famiglia all’interno del Fulvio Bernardini.

Famiglia che comprende anche giovani come Bove, Zalewski e Darboe: tre ragazzi che in estate hanno rifiutato diverse proposte, ammaliati all’idea di crescere sotto la guida di Mourinho. Anche a costo di giocare poco. Ovviamente c’è ancora tanto su cui lavorare per continuare a crescere, ma una cosa è certa: a Mou sono bastati due mesi per conquistare lo spogliatoio.

Fonte: Il Tempo

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13 Commenti

  1. Basta che non metti vecchie pettegole, vecchi topolini, vecchi amici di merende nello staff, solo gente nuova e fresca. Non servono bandieruole e gente giornalmente sponsorizzate che fanno interviste in tv.

    • E figurarsi se non era così:toccano a noi…
      La manfrina di incontrare squadre che arrivano da n+1 sconfitte si ripete uguale da decenni

  2. Ma è evidente che tutti soni uniti e vigliono qualcosa di importante, un conto prendere e giocare con i campioni, un conto prendere, ottimi giocatori e falli diventare campioni. I

    • Bhe, non mi sembra che mou abbia mai, anche solo per caso snobbato i tifosi. anzi, ci ha presi sotto braccio da tutti i punti di vista. ci ha nominati, ha detto che è per noi che … si comporta solo per caricarci e così caricare la squadra.
      Se in un articolo qualcuno ci dimentica … non famo i mariti gelosi dai 🙂

  3. Diffidate da questi racconti da Libro Cuore e ritratti della famiglia del Mulino Bianco, così come diffidate dei reportage che descrivono esattamente l’opposto.
    Non è così, in ogni gruppo di lavoro ci saranno sempre quelli più appagati e quelli che lo sono meno, invidie e gelosie più o meno celate. E coloro che adesso dipingono il primo quadro, come sempre, domani saranno prontissimi a fare inversione e dipingere il secondo.
    Quello che conta è l’abilità del manico nel tenere sotto controllo tutte queste normalissime dinamiche che si sviluppano in una comunità.
    I Friedkin e Mou sono in questo senso una garanzia di leadership e autorevolezza come da tempo non si vedeva dalle parti di Trigoria, quando bastava un refolo di vento avverso per dare la stura al vaso di Pandora degli egoismi e della cura del proprio orticello a discapito del giardino comune. E mandare alle ortiche una stagione intera.
    La differenza col passato e la nostra speranza è tutta riposta in questo trio.

    • A differenza de Pecorino, che piagne perché li pennivennoli nun je leccano er ciulo, a me sti articoli me fanno solo che incassà…e portano pure male

    • Giustissimo UB-
      aggiungo solo che con le coppe ora tutti avranno più chance e il clima migliorerà ancora sicuramente.

    • Già, quello che però non capiscono i “delusi”, è che la vittoria del gruppo porta benessere a tutti, e a fare l’imbronciato non hai che da rimetterci. Se non son contenti, ciao .. ci son tante squadre.
      Ognuno sceglie la propria strada. Io auguro fortuna a tutti, quale che sia la scelta, basta che non facciano il male della ROMA

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