José Mourinho torna a parlare della Roma e lo fa lasciando ancora una volta parole destinate a colpire il cuore dei tifosi giallorossi. Intervenuto al podcast “Beast Mode On”, l’attuale allenatore del Real Madrid ha ripercorso alcuni dei momenti più forti della sua esperienza nella Capitale, dalla notte di Tirana alla finale persa di Budapest.
Alla domanda sul titolo di cui va più fiero, Mourinho non ha avuto dubbi, scegliendo la Conference League vinta con la Roma: “Quando abbiamo vinto la Conference con la Roma la città è impazzita. Lì succede qualcosa che altre città non possono fare neanche vincendo la Champions League”. Parole pesanti, che raccontano il legame speciale nato tra il tecnico portoghese e il popolo romanista. Mourinho ha poi proseguito sottolineando la forza emotiva della piazza giallorossa: “Roma è una città in cui le persone sono davvero tanto, tanto, tanto innamorate del club. Un club gigante con una passione assolutamente incredibile”. Il ricordo si sposta poi sulla festa dopo la vittoria di Tirana, con la sfilata tra Colosseo e Circo Massimo: “Abbiamo vinto la prima Conference e l’Europa non la vedeva come la vede ora. Quando siamo tornati a Roma e abbiamo fatto la sfilata tra Colosseo e Circo Massimo abbiamo realizzato cosa avevamo davvero donato a quei tifosi”.
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Mourinho ha voluto chiarire anche un aspetto personale, spiegando come quella vittoria non fosse legata soltanto alla sua figura: “Non era una questione di José Mourinho. Ai miei inizi ero concentrato su me stesso, i miei sentimenti, le mie vittorie, ragionando sul mio futuro. Poi sono andato più sulla linea degli altri, sul cosa potessi fare per gli altri e i tifosi”. La Roma, in questo senso, sembra aver rappresentato un passaggio profondo nella sua carriera: “Quello che abbiamo fatto a Roma è stata la cosa che mi ha fatto realizzare cosa potessimo fare per la gente. È stata una cosa incredibile. Ho vinto la Champions, ho allenato in Premier, l’Inter, il Real Madrid. Ma pensare agli altri è una bella sensazione”.
Non solo Tirana, però. Nel racconto di Mourinho c’è spazio anche per Budapest, una ferita ancora aperta per il mondo romanista. Alla domanda sulla partita che rigiocherebbe, il tecnico ha risposto senza esitazioni: “Roma-Siviglia, la finale di Europa League. Ma senza Anthony Taylor”. Una frase breve, ma sufficiente per riportare alla memoria una delle serate più amare della storia recente giallorossa. Mourinho, ancora una volta, lega così i suoi ricordi più intensi alla Roma: la gioia immensa della Conference e il rimpianto mai davvero cancellato della finale europea persa contro il Siviglia.
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Fonte: Beast Mode On

Per sempre José
sempre nel cuore mister
E questo è romanista vero daje vai a Madrid e dici una cosa del genere vuol dire che quello che dici è la verità e non hai timore di dirlo!
José vero romanista, molto più lui di tanti “romani e romanisti”…
a quest’uomo, se gli aprono il petto, gli trovano un cuore giallorosso!! è l’allenatore del real, non gli serve arruffianarsi, Roma gli è rimasta dentro!!
grande MOURINHO
Mourino e’ veramente un grande ..
mai stato superficiale o disattento su tutte le partite della Roma ..
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.