Mourinho firma col Chelsea e ora aspetta De Rossi

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IL TEMPO (A. SERAFINI) – Un ritorno di fiamma annunciato e finalmente concluso. Ballare tra le regine d’Europa è diventato l’esercizio più semplice per Jose Mourinho, che ieri è stato ufficializzato alla guida tecnica del Chelsea per i prossimi 4 anni. Circa 50 milioni di euro hanno convinto il portoghese a ripercorrere le vincenti strade di Londra. «Special One» sul campo e sul mercato, pronto a rinforzare la rosa con una lista di obiettivi già consegnata alla proprietà. E sul taccuino spicca il nome di De Rossi, definito da Mourinho, negli passati da avversario nell’Inter, «uno dei migliori giocatori del mondo».

La stima è rimasta invariata sino ad oggi, rafforzata nonostante le difficoltà, tecniche e ambientali, del centrocampista (cancellata una scritta offensiva nei suoi confronti comparsa a Trigoria) nel primo biennio americano. «Con noi Daniele è uno dei migliori in campo – la spiegazione di Prandelli – forse perché non gli chiediamo cose che non sa fare, a differenza di quello che accade nella Roma, dove vive troppo la pressione». Ma l’epilogo non è così scontato. A Trigoria si aspetta la proposta del Chelsea, che verrà presa in esame soltanto dopo aver appreso le reali intenzioni del giocatore.

Sì, perché De Rossi, nonostante il rapporto incrinato con una parte della tifoseria, smaltita in parte la delusione del derby, mette ancora la Roma al primo posto. Aspetterà che si palesi il nuovo allenatore per capire se potrà godere della sua fiducia. In caso contrario, il trasferimento in uno dei miglior club del mondo risulterà sempre doloroso, ma inevitabile. Nessuno in società si metterà di traverso, considerando la possibilità di tagliare un ingaggio da 10 milioni lordi.

E se negli ultimi giorni è stata rispedita al mittente un’offerta da 20 milioni del Real Madrid per Marquinhos, Sabatini si muove per piazzare i primi colpi. Limati anche i dettagli con l’Udinese, Benatia è pronto per trasferirsi in giallorosso. L’annuncio è atteso appena dopo quello dell’allenatore. Imminente anche la firma di Stekelenburg col Fulham e l’arrivo di Rafael a Trigoria.

Sono i tifosi ad aver paura di voi

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LEGGO (F. MACCHERONI) – La Roma non è allo sbando. È già sbandata. La triste conclusione della trattativa con Allegri ha dato il colpo di grazia. I dirigenti non sanno dove bussare. Non hanno i soldi per portare a Trigoria un grande allenatore. Assicurano che, tanto per citarne uno tirato in ballo in questi giorni, Roberto Mancini non può essere preso in considerazione. Il motivo è avvilente: non possono garantirgli una squadra all’altezza delle sue ambizioni.

La dirigenza americana, quella della grande rivoluzione culturale, di Topolino, della Nike, dello stadio e dei colpi di genio, ha la consapevolezza di aver affossato la Roma: mai peggio di così, nemmeno nella tribolata parentesi di Ciarrapico. Baldini ha pagato la scelta di Luis Enrique, l’impossibilità di difenderlo e di insistere con lui. Fa capire che potrebbe lasciare. Sarebbe bene per lui.

Sabatini no, resterà, perché pensa di aver lavorato bene: da applauso, no? E quel Baldissoni, lo ricordate? Dov’è finito ora che c’è da metterci la faccia? E Jim? È al campo dei Celtics? Ma la cosa peggiore è che non prendono un allenatore che reputano adeguato (Colantuono) perché hanno paura dei tifosi. No, signori, ora sono i tifosi ad aver paura di voi

Blanc sceglie Candela: sarà l’apripista della sua nuova avventura italiana

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CORSPORT (G. D’UBALDO) – Un discorso avviato qualche mese fa, quando Laurent Blanc era stato contattato per sostituire in corsa Zeman. L’accordo non fu raggiunto, perchè la Roma propose all’ex commissario tecnico della Nazionale francese solo sei mesi di contratto, più un’opzione per l’anno successivo. Blanc chiese già allora di avere nel suo staff Vincent Candela, suo compagno di tante battaglie quando la Francia vinse il titolo mondiale nel 1998, giocando a casa sua. Candela già vestiva la maglia giallorossa, lo portò Carlos Bianchi, uno dei migliori acquisti della gestione Sensi, che riuscì ad ottenere dalla banca una fidejussione da girare al Guingamp alle tre di notte per portarlo in Italia. Candela ha poi vinto lo scudetto con la Roma nel 2001, è rimasto a vivere ai Castelli anche dopo aver smesso con il calcio. E’ rimasto amico di Blanc, hanno continuato a scambiarsi idee sul calcio italiano, che Laurent conosce bene. (…)

L’ex terzino campione del mondo e campione d’Italia entrerà nello staff di Blanc. Non da vice allenatore, ma come collaboratore tecnico. Aiuterà Laurent a conoscere Roma, terrà i rapporti con i giocatori, lui che sa tutti i segreti di Trigoria. Saprà capire gli umori dei tifosi, che ancora lo amano (…)

IL RETROSCENA – Il mister X di Sabatini era Simeone

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FONTE: GASPORT – Nè Blanc nè Garcia: l’asso nella manica di Sabatini era Diego Simeone. Secondo quanto scrive oggi la Gazzetta dello Sport, il direttore sportivo giallorosso aveva scelto proprio l’ex centrocampista della Lazio per la panchina della Roma.

Lo stop alla trattativa però sarebbe arrivato dallo stesso Simeone: l’allenatore ha detto no alle proposte avanzate dal ds, convinto di voler restare sulla panchina dell‘Atletico Madrid almeno per un’altra stagione. Il suo trascorso laziale poi non avrebbe di certo favorito un suo approdo in giallorosso. Visti i tempi che corrono…

C’è chi dice no: quanti rifiuti incassati dalla gestione Usa

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GAZZETTA DELLO SPORT (A. CATAPANO) –  Per dirigenti che vantano buone letture, è triste doversi affidare all’ignoranza. Par di capire, infatti, che dopo il diniego di Allegri, solo uno straniero, ignaro del caos che governa la Roma, sarebbe disposto a sporcarsi le mani. La società in cui qualunque allenatore — stando alle dichiarazioni del d.g. Franco Baldini — verrebbe di corsa, in realtà è scansata da tutti .

FORSE TUTTI SANNO CHE… Oggi, le giustificazioni che hanno accompagnato tre anni di rifiuti, appaiono ridicole. Guardiola voleva riposarsi, Villas-Boas fare prima un po’ d’esperienza altrove, Ancelotti chiedeva 15 nuovi giocatori, Montella la cessione di Lamela, Deschamps non era adatto, Benitez bollito, Mazzarri umorale e Allegri eterno indeciso. Ma sì, crediamoci ancora. Poi, però, restando all’ultimo caso, viene fuori che Allegri aveva scoperto la verità: proprietari lontani (Pallotta) o defilati (UniCredit), pochi soldi, tanti manager, troppe idee e confuse, nessuna gerarchia. E giocatori quasi sempre in libera uscita. Cosa si deve pensare di una società in cui il direttore sportivo (Sabatini) detta la formazione all’allenatore (Andreazzoli), fa la voce grossa nello spogliatoio (inascoltato) e va a trattare con chi dovrà sedersi in panchina, mentre il direttore generale (Baldini) dà notizie del suo operato solo per una memorabile cessione del portiere? Ma chi comanda a Trigoria? E chi ha l’autorevolezza, più che l’autorità, per farlo? Sarà un caso che l’ultima Roma accettabile aveva Ranieri in panchina e Gian Paolo Montali trait d’union tra squadra e società?

Salvagente francese

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IL TEMPO (A. AUSTINI) – Una Romà con l’accento. Il salvatore della patria è in arrivo dalla Francia: Laurent Blanc, ex ct dei «Bleus» con esperienze da giocatore in serie A, è il favorito per occupare la panchina di Trigoria. Libero da vincoli e poco tentato dal solo anno di contratto che gli ha offerto il Psg, sarebbe una scelta di ripiego dopo i dolorosi voltafaccia di Mazzarri e Allegri. Ma comunque dignitosa. Pallotta ha lasciato la Capitale convinto che sarebbe arrivato uno dei due toscani.

E Allegri è stato davvero un passo: si era accordato per firmare venerdì scorso un contratto biennale discusso nei dettagli, compresi i bonus per la qualificazione in Champions. Poi il capolavoro di Galliani ha distrutto i piani giallorossi. Detto che Baldini sta solo aspettando l’arrivo di un allenatore per congedarsi, ora Pallotta lascia decidere a Sabatini chi prendere nella lista di «riserva» che gli aveva sottoposto, con la sola indicazione di mettere in panchina un uomo di carisma, con un’immagine forte dentro e fuori Trigoria. Blanc sembra rispondere in buona parte all’identikit. Parla italiano e questo aiuta.

Ha esperienza internazionale e un successo alle spalle con il Bordeaux, prima della travagliata esperienza da ct. Il suo agente Bernes è segnalato in Italia per trattare con Sabatini, rientrato da Milano in serata con il bisogno di schiarirsi le idee. Il calcio di Blanc si sposa con la rosa e la filosofia romanista (ama il calcio d’attacco senza eccessi e utilizza il 4-3-3 o il 4-2-3-1), l’accordo economico è possibile sulla base di un biennale con stipendio non lontano dai 2 milioni di euro, Candela potrebbe supportarlo insieme al fidato vice Gasset, ma Sabatini vuole togliersi i dubbi sul carattere dell’allenatore: il suo timore è che non abbia quel polso necessario a rimettere in riga la squadra.

I colloqui di queste ore col diretto interessato – nella notte c’è stato un aggiornamento – porteranno a una decisione che la Roma vuole prendere entro due-tre giorni. Senza però farsi contagiare dalla smania di un ambiente alla disperata ricerca di un segnale di vita. Blanc è sì favorito, ma non ancora vincente.Lo rincorre da vicino un altro francese: Rudi Garcia, l’uomo del miracolo di Lilla, da cui si sta liberando. Sabatini prenderebbe di corsa lui se non avesse sbagliato le ultime due stagioni. Garcia sarebbe comunque percepito come un azzardo, il contrario di quello che serve alla Roma adesso, insomma. Ma qualche chance la conserva. In lizza c’è anche un terzo incomodo, il «mister X» della situazione, da ricercare nella miriade di nomi accostati alla Roma in questi giorni schizofrenici.

Si può andare per esclusione: Rijkaard, contattato da Massara ,il vice di Sabatini, ha fatto sapere che si prenderà un periodo di pausa; Bielsa è considerato troppo estremo e chiede una «tombola» oltre a una rivoluzione tecnica; Donadoni è blindato dal Parma e ha respinto gli ultimi assalti; Pioli è stato scartato in partenza per paura della sua scarsa capacità resistenza alla ferocia della piazza ed è già in vacanza; Mancini e Spalletti sono irraggiungibili per parametri economici e non solo. C’è poi l’esercito degli attendisti. Da Panucci a Di Francesco e Colantuono, chissà quanti allenatori in questi giorni non perdono mai d’occhio il telefono. E c’è pure chi ci scherza sui: ieri su Wikipedia per qualche minuto Jupp Heynckes è diventato il nuovo allenatore della Roma. Magari.

E nonostante il fallimento rinnovate già 15mila tessere

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GASPORT (C. ZUCCHELLI) – Forse il senso dello striscione apparso in Curva Sud qualche tempo fa—il celebre «Mai schiavi del risultato» — sta tutto qui, nei quasi 15mila abbonamenti che la Roma ha messo insieme in neanche due mesi. Nonostante la disastrosa stagione (la seconda consecutiva), nonostante una panchina ancora vuota e nonostante la rabbia e la delusione nei confronti di tutti, proprietà, dirigenti e calciatori, i tifosi continuano a fare la loro parte. E infatti più della metà degli abbonati (24.800 il dato ufficiale della scorsa stagione) ha di nuovo sottoscritto la tessera.

Curva fedele Dei quasi 15mila abbonamenti venduti, oltre un terzo sono di Curva Sud. Più di 10mila le tessere staccate, segno che lo zoccolo duro del tifo romanista si abbona a prescindere dai risultati. E sicuramente continuerà a farlo, a maggior ragione adesso che è cominciata la vendita libera. Il via, per tutti i settori, ieri a mezzogiorno ed è una novità visto che il calendario di vendita comunicato ad aprile prevedeva la solita distinzione tra i settori e quindi la vendita in più fasi. La «fase libera» per tutte le zone dell’Olimpico terminerà il 9 luglio, poi la società comunicherà tempi e modi della proroga. La proprietà spera che il nome del nuovo allenatore e, magari, l’acquisto di qualche giocatore forte, possano dare un nuovo impulso nei mesi estivi.

E’ una Roma mangia-allenatori. Solo Spalletti ha resistito

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GASPORT (C. ZUCCHELLI) – Undici allenatori, nessun sopravvissuto, un solo domatore, peraltro l’unico vincente. In 9 anni sono cambiati tre Papi, due presidenti della Repubblica e cinque della Roma (Sensi padre, Sensi figlia, Cappelli, Di Benedetto e Pallotta) ma una sola cosa non è mai cambiata: chi allena la Roma, prima o poi, sbatte la porta e se ne va. Senza rimpianti e senza trofei.

Pugno di ferro Luciano Spalletti è l’unico che alla Roma comanda (e vince 3 coppe). Ha voce in capitolo sul mercato, sull’organizzazione di Trigoria, sui rapporti coi calciatori. Con Luciano si riga dritto e chi non lo fa viene preso di petto. Prima e dopo di lui, dall’addio di Capello ad oggi, gli allenatori della Roma sono arrivati con l’entusiasmo e andati via con la depressione.

L’anno peggiore Nel 2004 Prandelli abbandona la Roma per stare vicino alla moglie malata (anche se una lite con Cassano fa in tempo ad averla) e lascia il posto a Voeller prima e (dopo una gara con Sella) Delneri poi. Tutti e due dimissionari, scappati da Trigoria. Emblematiche le parole del tedesco: «Sono abituato in un certo modo, ma qui non è possibile farlo. A questi ragazzi mancano impegno e anima». A Delneri non va meglio, Bruno Conti evita per un soffio la retrocessione, poi tocca a Spalletti.

Il tacco e la punta Quattro anni d’amore e di disciplina, poi l’addio nel 2009 con parole di fuoco verso la squadra: «E il tacco e la punta e il numero… È troppo facile credersi bravi e ammorbidirsi nel lavorare», dice, sbattendo la mano sul tavolo. Andato via lui, arriva Ranieri. La Roma sfiora lo scudetto il primo anno poi perde tutti gli stimoli. Nella seconda stagione Ranieri resiste fino a febbraio e poi lascia e accusa: «C’è un’anarchia totale nello spogliatoio ». Panchina a Montella, le cose migliorano ma pure lui litiga con Menez.

Luis e l’Africa Nel 2011 Vincenzo vorrebbe restare, Sabatini e Baldini scelgono Luis Enrique. Le sue regole a volte di ferro— l’esclusione di De Rossi per un ritardo alla riunione tecnica— a volte inesistenti — ritiri aboliti — mandano in confusione la squadra, i risultati non arrivano e dopo un anno lascia. Per riprendersi se ne va in Sud Africa. Siamo a giugno del 2012, Baldini e Sabatini (parte II) cercano l’allenatore, arrivano con Montella (ancora) a un passo dalla firma, poi crolla tutto.

Le regole di Zeman La Roma prende Zeman, il feeling non sboccia. E il boemo parla di squadra senza disciplina e società assente. Esonerato, ecco Andreazzoli. L’amico dei calciatori, si diceva. Salvo poi scaricare Osvaldo, definendolo «un piagnucoloso». Immediata la replica dell’attaccante, che lo invita a festeggiare la Coppa con la Lazio. Almeno questo in 10 anni non era mai successo. Forse perché prima Twitter non c’era.

Quelle parole di Baldini che hanno spiazzato Allegri e aumentato i suoi dubbi

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CORSPORT (G. D’UBALDO) – Una brutta storia nella quale ci ha rimesso solo la Roma. Massimiliano Allegri per mesi ha parlato con i dirigenti giallorossi, ha parlato di soldi e di giocatori, ha parlato della possibilità concreta di venire via dal Milan. (…) Da parte di tutti. In particolare ad Allegri ha dato molto fastidio una frase del direttore generale della Roma Franco Baldini, che disse: «Ci hanno cercato molti allenatori, anche Allegri», frase pronunciata prima della finale di Coppa Italia. Il tecnico di Livorno, impegnato fino a quel momento a trovare una via d’uscita con il Milan (e ancora sotto contratto per un anno con il club rossonero) è rimasto spiazzato.

Allegri aveva raggiunto un’intesa dal punto di vista economico per tre anni e aveva chiesto informazioni su come sarebbe stato accolto dalla piazza. Giovedì scorso aveva detto ai dirigenti giallorossi che il giorno dopo sarebbe stato pronto per chiudere. (…) Ma ad Allegri ha dato anche fastidio che la Roma aveva trattato Mazzarri. Non è stata la frase di Baldini a impedire al club giallorosso di prendere l’allenatore che aveva scelto. Ma certo si è trattato di un errore. Che alla fine ha pesato.

Dopo Rafael e Benatia, l’obiettivo è Ilicic

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IL MESSAGGERO (S. CARINA) – Arriva direttamente dal ds uscente dell’Udinese, Larini, la conferma di come Benatia abbia oramai le valigie pronte: «La difesa è attrezzatissima, anche se Benatia dovesse andare via». Il dirigente non nomina come probabile destinazione la Roma anche se la squadra giallorossa (forte soprattutto dell’accordo con il calciatore) sembra oramai aver vinto il braccio di ferro con il Napoli per il difensore marocchino, già cercato la scorsa estate. Nell’affare con il club friulano, oltre ad una base cash di 7 milioni dovrebbe rientrare anche la metà del cartellino di Bertolacci che attualmente la Roma ha in comproprietà con il Genoa.

SIRENE STRANIERE
L’arrivo di Benatia andrà a completare un reparto che almeno per ora è composto da Castan, Burdisso, Romagnoli e Marquinho. Se l’argentino non è escluso che possa tornare in Argentina (Newell’s e Boca Juniors lo cercano), dovrebbe essere invece esclusa – nonostante le richieste – la partenza del giovane brasiliano. Ieri da Trigoria è trapelato come il club abbia rifiutato 20 milioni per il suo cartellino. Ad offrirli sarebbe stato il Real Madrid. Capitolo De Rossi: l’ufficialità dell’ingaggio da parte del Chelsea di Mourinho potrebbe accelerare la trattativa. Il portoghese non ha mai nascosto la stima nei confronti del centrocampista e, secondo il sito inglese Goal.com, avrebbe già contattato i giallorossi: «La Roma è disposta a vendere De Rossi di fronte ad un’offerta ritenuta valida. Il suo tempo nella capitale è finito» le parole riportare dal portale britannico di una fonte vicina alla situazione. Mourinho che vorrebbe anche Modric accostato ieri dal quotidiano spagnolo As ad Inter e Roma.

ASSE CON IL PALERMO
È intanto attesa per oggi la partenza di Stekelenburg, destinazione Londra. Dopo due stagioni molto deludenti l’ex Ajax darà l’addio alla Roma per accasarsi al Fulham. I circa 4 milioni che il club londinese verserà nelle casse giallorosse saranno girati al Santos per Rafael. Non è escluso che il brasiliano possa essere affiancato da un collega più esperto. Benché nelle ultime ore sia tornato a circolare il nome di Viviano, il portiere nel mirino di Sabatini è Sorrentino. Con il Palermo possibili altri affari in vista: ieri il ds giallorosso ha avuto un contatto con Perinetti chiedendo al dirigente rosanero di aspettare ancora qualche giorno a cedere Ilicic al Napoli. Del club di Zamparini, monitorato sempre con molto interesse l’attaccante Hernandez.

Roma-Blanc, ore decisive

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IL MESSAGGERO (M. FERRETTI) – C’è stato un periodo in cui il cellulare di Franco Baldini, l’ha raccontato lui stesso prima del vergognoso derby di Coppa Italia, veniva bombardato dalle chiamate di allenatori di tutte le nazionalità che chiedevano di essere ingaggiati dalla Roma. A quattro mesi abbondanti dalla cacciata di Zdenek Zeman, però, la Roma non ha ancora trovato un tecnico per le prossime stagioni. Le cose sono due: o quelle telefonate sono state fatte da imitatori di Allegri e via dicendo oppure quei tecnici si sono divertiti a prendere in giro la Roma. L’unica cosa certa è che, dopo aver rimediato due schiaffoni in faccia prima da Walter Mazzarri e poi da Max Allegri, la squadra giallorossa ai primi di giugno è ancora tristemente senza guida.

BANDIERA BLANC
Le ultime indiscrezioni provenienti da Trigoria continuano a dare Laurent Blanc in pole position per la panchina giallorossa con contratto biennale (in nazionale prendeva 1,2 l’anno) e Vincent Candela (che sembra aver mollato l’idea di comprarsi la Spal) come suo vice. Blanc, però, ha un’offerta annuale anche dal Psg e sta pensando bene al suo futuro. Ma deve dare alla Roma una risposta in tempi brevi, già entro oggi. Ieri Trigoria era deserta o quasi, con il ds Walter Sabatini in giro per Milano, dove avrebbe incontrato Blanc per strappargli il sì. Che potrebbe arrivare, in caso di no del francese, da Rudi Garcia, considerato bravo, molto bravo. Ci sono delle piccole remore legate al difficile momento della Roma e uno come Garcia potrebbe esser non adatto alle attuali esigenze della società. Al di là di questo, la Roma sta portando avanti una doppia trattativa francese. Se va male l’una, ecco pronta l’altra. Sempre sulle note della Marsigliese. Vincent Candela, compagno di squadra di Blanc nella Francia campione d’Europa e del mondo, viene da più parti indicato come l’uomo giusto per aiutare Laurent a entrare nel mondo giallorosso. Che lui conosce bene, anche se non lo frequenta da tempo (ma è rimasto un grande tifoso della Roma). Senza dimenticare che Blanc porterebbe con sè un altro secondo di sua assoluta fiducia.

LAURENT E TOTTI
In attesa di sapere se Blanc sarà o meno il nuovo allenatore della Roma, dall’album dei ricordi ecco alcune sue dichiarazioni sul conto del capitano giallorosso. Alla vigilia della sfida di Champions tra Roma e Bordeaux (dicembre 2008), Blanc disse: «Totti è di nuovo Totti, lui é sicuramente l’avversario più pericoloso. È il Colosseo della Roma», il suo virgolettato. Diverso il tenore delle sue dichiarazioni due anni dopo (novembre 2010) quando se ne uscì così: «Il ritardo del calcio italiano è anche questione di generazioni. Henry va in pensione in Usa, Del Piero e Totti sono ancora titolari in A». Bene no?

L’OLANDESE E GLI ALTRI
La Roma nei giorni passati ha contattato, attraverso l’agente Perry Overeem, anche Frank Rijakaard. L’olandese piace, ma non piace abbastanza da essere scelto in via definitiva. Come Marcelo Bielsa, considerato un po’ troppo esuberante per un periodo così delicato come quello che sta attraversando il club giallorosso. Mai dire mai, però. Intanto ieri su wikipedia (ma poi è stato tolto) è apparso Jupp Heynckes nuovo allenatore della Roma. Mah.

STRAMA CI PROVA
Andrea Stramaccioni, esonerato dall’Inter, ha da poco cambiato agente e quello nuovo l’ha offerto immediatamente alla Roma. La risposta che è stata data al procuratore è che Strama è troppo giovane per affrontare un’esperienza così particolare come s’annuncia la prossima in casa Roma. Non v’è dubbio, comunque, che alla faccia di un campionato mediocre con l’Inter (il peggiore degli ultimi 20 anni), Stramaccioni abbia ancora ottimi sponsor tra i media.

AURELIO E Z.Z
C’è chi, provocatoriamente, si chiede: ma la Roma non ha già in organico due allenatori di prima categoria, cioè Zdenek Zeman e Aurelio Andreazzoli? Certo, entrambi sono sotto contratto. Stanno lì, entrambi a libro paga. Complicata l’ipotesi che il management di Trigoria abbia – in mancanza di alternative – intenzione di richiamare Zeman, ma nessuno metterebbe la mano sul fuoco che Andreazzoli non verrebbe preso in considerazione in caso di drammatica necessità. Visto quanto accaduto finora, nulla più sorprenderebbe.

Blanc si avvicina alla Roma: il tecnico francese è già in Italia?

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GIANLUCADIMARZIO.COM – Laurent Blanc e la Roma si avvicinano. La strada porta sempre più al francese dopo la pista Allegri sfumata, da qualche ora è in pole position, la sensazione è che si possa ormai chiudere in queste ore l’affare per l’ex c.t. della Francia sulla panchina giallorossa. F

iltrano intanto smentite su un possibile incontro in serata tra la Roma e Blanc, smentite che sembrano però diplomatiche, l’allenatore infatti sarebbe davvero già in Italia pronto per la Roma. Oggi la società ha valutato anche altri profili come Colantuono e Stramaccioni, ma la scelta ormai sta per cadere su uno straniero. E Blanc in questo senso sembra aver ormai staccato Bielsa e Rijkaard nella corsa alla panchina, sebbene con quest’ultimo ci siano stati contatti anche in giornata. Insomma, le prossime ore saranno decisive. Ma Blanc si avvicina alla Roma…

IL PAGELLONE DI FINE ANNO – Totti e Lamela i migliori, si salvano in pochi, dirigenza bocciata

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GIALLOROSSI.NET (A. Diofebbo) – Con la stagione finita, è ora di passare ai giudizi finali. Vediamo nel dettaglio quali sono state le note positive e le note negative della nostra Roma che hanno caratterizzato l’anno calcistico 2012/2013. Nessuno escluso.

Stekelenburg 5 : più chiacchierato per la sua scomparsa dall’undici titolare sia sotto la gestione Zeman che sotto quella del subentrato Andreazzoli, quando si vede in campo è spesso incerto, poco sicuro e non in sintonia col reparto difensivo. Arrivato come il portiere finalista all’europeo e quindi titolare in Nazionale, Stek fa di tutto per smentire la sua fama di ‘goalkeeper’ e cede più agli errori che ai miracoli. Poche le partite da salvare, tra cui la vittoria contro la Juventus.

Goicoechea 5 : portiere acerbo, lanciato dal boemo subito dopo l’infortunio di Stek contro il Parma, dimostra bravura nelle uscite ma si rivela disastroso sulla linea di porta. Gli errori fioccano dopo le buone partite contro Milan e Fiorentina fino ad arrivare al clamoroso autogol contro il Cagliari. Non pronto.

Lobont 6+ : pensa a fare gruppo e a recuperare dai due infortuni, finché Andreazzoli non gli concede una chance : da quel momento non lascia più la porta giallorossa. I suoi interventi sono goffi ma quasi sempre efficaci. Non è semplice entrare a stagione in corso, senza aver mai visto il campo, se non dalla panchina.

Marquinhos 7 : nota lieta del mercato estivo e delle scoperte di Sabatini, nella prima parte della stagione si eleva e strappa il posto a Burdisso. Classe ’94, si distingue per i suoi recuperi, per la sua precisione nelle scelte di tempo e per la sua determinazione. Catapultato dal Brasile all’Italia da giovane, regge la pressione senza problemi. In calo solo nel finale di stagione con qualche incertezza di troppo ma va oltre tutte le aspettative. Ha ancora ampi margini di miglioramento.

Castan 6,5 : possente, in ogni senso, quando gioca, dona sicurezza al reparto e si trova a meraviglia nel dualismo difensivo tutto brasiliano. Forte di testa ed elegante, dimostra grande carattere tanto da ottenere immediatamente il posto da titolare. In qualche partita la sua puntualità negli interventi e la capacità di marcare l’uomo si annebbiano portandolo a commettere qualche errore. Stagione comunque positiva.

Burdisso 5,5 : no, quest’anno Nicolas non c’è. Il reparto non lascia tranquilli i tifosi nemmeno di notte, è vero, ma lui sbaglia tanto e parecchio. Gli errori contro il Bologna o contro l’Udinese rendono la stagione difficile per l’argentino. La grinta e la decisione non mancano mai e valgono mezzo punto nella votazione finale.

Romagnoli 6 : oggetto misterioso, aggregato da Zeman alla prima squadra, fa la sua prima comparsa in Coppa Italia contro l’Atalanta. Grande personalità dimostrata nella sfida contro il Milan e contro il Genoa, contro cui segna addirittura un gol, ma le sue caratteristiche restano ancora segnate da un punto interrogativo. Prospetto futuro.

Piris 5+ : inizia male poi si riprende leggermente. Le qualità, purtroppo, non sono eccelse e le troppe partite finiscono per rivelare tutte le sue pecche, sia in fase difensiva che in fase offensiva. L’impegno c’è, da ricordare i due assist nella partita di andata contro l’Inter, per Florenzi e Destro. Meglio da centrale di destra nel 3-5-2 targato Andreazzoli. Non può fare di più.

Torosidis 6+ : giocatore discreto, arrivato a gennaio per una cifra irrisoria, si mette in mostra per le sue doti offensive, dando un po’ di spinta in più alla catena di destra. Trova spesso il fondo, non dimenticando di convergere verso la porta. Questa tendenza gli permette di segnare il terzo gol del match in entrambe le sfide contro Atalanta e Inter.

Balzaretti 4,5 : arriva dopo un grande Europeo vissuto da protagonista e pronto al salto di qualità, sbaglia tutto quello che c’era da sbagliare. In difficoltà in difesa, impalpabile in attacco e sui cross. Ci prova, ma non cava un ragno dal buco fino alla fine della stagione. Passa diversi infortuni, questo va detto, ma la stagione, rispetto alle aspettative, è senza dubbio deludente.

Dodò 4 : Zeman e Andreazzoli ci provano e lui anche, ma le gambe non reggono. Per tutta la stagione cerca di allenarsi, di trovare la forma, ma puntualmente il ginocchio operato fa capricci. Quando scende in campo dimostra corsa e rapidità ma il fiato corto non gli permette di giocare al 100%. La speranza è che possa mettersi alle spalle l’infortunio e dimostrare le sue capacità. Per ora, evanescente.

Bradley 6,5 : l’americano fra gli americani, arriva dal Chievo dopo un’ottima stagione. Ogni volta che scende in campo dimostra grande sostanza ed è l’ultimo a mollare lì nel mezzo del campo. Finisce la stagione in crescendo, dando ulteriori certezze ai suoi compagni di reparto.

De Rossi 5 : quando viene schierato fa il possibile, soffre anche il continuo entra-esci dal rettangolo di gioco ma le prestazioni rivelano la sua involuzione. Gioca male, cade nei tranelli delle espulsioni e non segna nemmeno un gol in stagione. Migliora leggermente con Andreazzoli, che gli restituisce il posto da titolare, ma non trova mai la forma giusta. Fa quasi impressione vedere un centrocampista di livello mondiale giocare così.

Tachtsidis 5 : Zeman lo lancia al posto di De Rossi, ma lui si rivela un regista in confusione. I passaggi non sono precisi e la lentezza dimostrata in fase di possesso rendono le sue partite poco esaltanti. Con un po’ di sicurezza in più, nella seconda parte della stagione, migliora. Forse, paga troppo il paragone con il vice capitano giallorosso.

Pjanic 5,5 : la tecnica e la calma lo contraddistinguono eppure giocando in 3 ruoli diversi non trova mai quello adatto a lui. Esterno di attacco, regista o terzo di centrocampo, la musica non cambia. La sua stagione va a corrente alternata, manca un po’ di determinazione. Non si può sprecare così tutta questa classe. A volte determinante, a volte impalpabile.

Perrotta 6,5 : fuori dal ritiro precampionato, finisce nel dimenticatoio finché il ritorno in campo a Siena si traduce in un successo con il gol decisivo quasi allo scadere. Quando gioca è sempre determinante, quando non gioca non dice mai una parola fuori posto. Professionista ed esempio per tutti.

Florenzi 6,5 : super sotto la gestione Zeman, meno sotto quella di Andreazzoli. Il gioco del boemo lo esalta e lui non manca mai all’appuntamento col pallone. Preciso negli inserimenti e bravo di testa, porta a casa il vanto di aver segnato ben due gol, su quattro realizzati, all’Inter. Cala dopo il cambio d’allenatore, pagando anche il ruolo di esterno sinistro. Dalla B alla A, un ottimo adattamento per il centrocampista tornato dal prestito al Crotone.

Marquinho 6 : non è un giocatore tecnico e si sa, ma sulla fascia sinistra nel 3-5-2 post Roma – Cagliari, si esalta e tira fuori le sue qualità di corridore. Ad un passo dall’addio a gennaio, torna ad essere un giocatore utile alla causa e si sposa bene con l’idea di calcio andreazzoliana. Chiude la stagione con un gran gol che, con quello di Destro, ‘vale’ il sesto posto.

Lamela 7 : la parte centrale del campionato non lo vede protagonista, ma agli estremi della stagione segna e si carica la squadra sulle spalle. Dopo un anno di transizione, avviene la sua consacrazione definitiva, disegnando calcio e inventando palla al piede. A volte troppo solista e inconcludente ma le qualità sono indiscutibili.

Lopez 6 : gioca poco, pochissimo, ma quanto basta a timbrare il cartellino all’esordio contro il Catania. La tecnica c’è, il fisico e il carattere un po’ meno. Il prestito potrebbe fare bene al giocatore argentino che sembra aver bisogno soltanto di continuità. Rimandato al prossimo anno.

Totti 7,5 : il migliore di tutta la stagione romanista. Da Capitano segna, fa assist, recupera palla, corre e cerca di dare sempre l’ultima scarica anche quando la Roma sembra già morta. La preparazione di Zeman lo rende più giovane di almeno 10 anni, seppur ‘relegato’ nella corsia di destra, spazia per il campo come vuole e dà lezioni di calcio appena sfiora la palla. Cala nel finale di stagione, ma a 37 anni continua ad essere il più grande giocatore di sempre. Indimenticabile il gol contro la Juventus che regala 3 punti pesantissimi. Prendere Piola si può ma serve il rinnovo.

Osvaldo 6,5 : miglior marcatore giallorosso, segna fino a che il crack del dopo gennaio lo travolge. Salta la tourneé americana per un problema intestinale, culmina col rigore fallito alla Samp e l’assenza sugli spalti al derby di ritorno (era squalificato). Tutto questo crea un clima di ‘tensione’ attorno al suo nome. Le prestazioni, per di più, diventano una sofferenza per lui e per la Roma. Si riprende però a suon di gol e la sua stagione resta comunque positiva in vista dei sedici gol segnati. Peccato per l’assenza di continuità, indiscutibile invece il suo talento.

Destro 7- : pagato fior di milioni, la sua stagione parte molto tardi. Si sblocca solo col Palermo e da lì, finalmente, comincia a segnare e trascina la Roma in finale di Coppa Italia. Nel miglior momento di forma, quando sembrava aver trovato anche continuità, è costretto a fermarsi per un infortunio. Torna e subito timbra il cartellino. Manca un po’ di precisione sotto porta, che gli costa il meno in pagella, ma a 22 anni c’è tutto il tempo per migliorare.

Zeman 5,5 : il suo calcio e le sue idee sono sempre rispettabili ma la disposizione in campo della squadra fa acqua da tutte le parti. Non tutti i giocatori digeriscono il 4-3-3 un po’ per negligenza, un po’ per limiti calcistici e questo crea molte difficoltà sia nella maturazione che nella gestione del risultato. I risultati ottenuti contro Milan e Fiorentina fanno ben sperare, ma la squadra piano piano naufraga verso mari in tempesta, lasciando troppe perplessità riguardo il prosieguo della stagione. L’inserimento di Goicoechea e Tachtsidis creano ulteriori dubbi. Zeman, però, paga anche colpe non sue. Peccato.

Andreazzoli 5 : dilettante allo sbaraglio, sostituisce il boemo in veste di ‘tecnico’ ma dimostra di capire ben poco di calcio. Cambia modulo ogni domenica, ruolo ai giocatori in ogni partita ma le scelte sono figlie della confusione. Dà una raddrizzata alla squadra, lasciandola libera e tranquilla di giocare, ma nei momenti decisivi sbaglia lo sbagliabile. Lascia la difesa a quattro contro una punta e mette la difesa a tre contro le due punte avversarie. Quando la Roma è in svantaggio, inserisce tutte le punte a disposizione. Conclude malissimo, con lo schieramento nel derby-finale e le polemiche bambinesche con Osvaldo.

Dirigenza 4 : voto unico per la dirigenza, formata da Pallotta – Unicredit, Baldini, Sabatini e affini. La dirigenza c’è e non c’è, le iniziative sono anche interessanti (il patto con la Nike, ma solo dal 2014!) ma sul lato pratico la Roma ha gravi lacune. Manca il sostegno agli allenatori, manca una disciplina e delle regole precise per i giocatori e tutto questo rendono difficile il cammino di questa ‘nuova’ proprietà. Al secondo anno di esperienza, la società fallisce tutti gli obiettivi rimanendo fuori da tutto e fallendo anche la finale contro la Lazio. Gli acquisti ci sono, i giovani anche, ma è ora di cambiare registro, comprare anche giocatori pronti e con una notevole componente caratteriale. Bisogna guardare tutti insieme verso un unico obiettivo. E che non siano soltanto i tifosi a farlo. Arrivederci al primo luglio.

Renga: “La Roma valuta Stramaccioni. Se salta Blanc c’è anche Andreazzoli”

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GIALLOROSSI.NET Secondo quanto scrive il giornalista de Il Messaggero Roberto Renga, la Roma starebbe valutando anche il nome di Stramaccioni per la panchina giallorossa. Ma anche Andreazzoli sarebbe una pista molto calda, soprattutto se l’iptesi Blanc dovesse tramontare:

Blanc piacicchia per il nome; Garcia e Strama piacicchiano per tecnica e non per nome; Andreazzoli piace”, il testo del tweet inviato dal giornalista.Se molla Blanc e non sale Stramaccioni, ecco pronto e caldo Aurelio Andreazzoli”, conclude Renga in un altro tweet inviato poco dopo.

FLASH – Blanc verso la Roma, accordo vicino

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GIALLOROSSI.NET – Dopo il gran rifiuto di Allegri, la Roma si è fiondata con convinzione su Laurent Blanc. Sabatini ha fretta di chiudere l’operazione, e sta cercando di forzare la mano al tecnico francese che è corteggiato anche dal Psg. Il club parigino però sembra intenzionato ad offrirgli un solo anno di contratto, una proposta che non convince affatto Blanc,smanioso di tornare in pista con un progetto a largo raggio.

La Roma vede però nel Paris Saint Germain un rivale assai temibile e in queste ore sta aumentando il pressing sul tecnico: al contrario dei francesi, i giallorossi offrono a Blanc un contratto pluriennale e un progetto a lunga scadenza: proprio quello che l’allenatore transalpino aveva posto come condizione necessaria e sufficiente al suo ritorno in panchina.

I colloqui tra Sabatini e Blanc sono continui: la Roma vuole cercare di chiudere entro domani. Le parti sono praticamente d’accordo su tutto, restano da limare solo i dettagli economici. Intanto però Baldini avrebbe riallacciato i contatti con Frank Rijkaard: se Blanc dovesse clamorosamente decidere di dire no alla proposta dei giallorossi, la Roma tornerebbe sull’olandese.  Le prossime ore saranno decisive.