De Rossi al Chelsea: via alle trattative

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FONTE: GOAL.COM – Il Chelsea si prepara a lanciare un’offensiva per Daniele De Rossi. Il club londinese avrebbe infatti dato il via alle operazioni preliminari per intavolare una trattativa con la Roma. Il club di Abramovich avrebbe avuto i primi contatti con la Roma già la scorsa settimana. I ‘Blues’, pur avendo già un accordo di massima con il centrocampista del Vitesse, Marco van Ginkel, ma non hanno intenzione di abbandonare la pista che porta al romanista.

Inoltre Josè Mourinho, da oggi nuovo allenatore del Chelsea, stima parecchio il giocatore  e lo porterebbe volentieri a ‘Stamford Bridge’. I contatti tra i due club sono già stati avviati e, secondo quanto riferisce il portale web, “la Roma è disposta a vendere De Rossi di fronte ad un’offerta ritenuta valida” . L’unico problema sono le richieste  del calciatore che  potrebbero costituire un freno importante alla trattativa.

 

Roma, Bielsa non convince. Blanc favorito per mancanza di alternative

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FONTE: GIANLUCADIMARZIO.COM – Ore febbrili in casa Roma. Perso Allegri, la dirigenza giallorossa sta lavorando in queste ore sul candidato alla panchina del prossimo anno. Secondo quanto scrive il giornalista ed esperto di mercato Gianluca Di Marzio, sono in ribasso le quotazioni di Bielsa: il profilo del tecnico infatti non convince appieno i dirigenti della Roma.

Con Donadoni che si è chiamato fuori, una candidatura forte resta quella di Laurent Blanc contattato in passato da Baldini e Sabatini all’indomani dell’esonero di Zeman. Il tecnico francese è al momento il grande favorito, anche per una mancanza di reali alternative rimaste in mano ai giallorossi.

La situazione comunque resta aperta. Intanto Vincent Candela si sta disimpegnando dalla Spal, dove doveva diventare presidente nel giro di qualche giorno, per fare eventualmente il vice di Blanc a Roma. 

SKY: “Entro 24 ore il nome del nuovo tecnico della Roma”

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FONTE: SKY SPORT – Franco Baldini e Walter Sabatini si sono dati 24 ore di tempo per scegliere il nuovo allenatore. Questo è quanto diffuso dal giornalista di Sky Sport, Angelo Mangiante, secondo cui l’indiziato numero uno a sedere sulla panchina giallorossa sarebbe Laurent Blanc. I contatti con il tecnico francese sono ben avviati e al momento è questa l’ipotesi più probabile.

Blanc ha ricevuto una proposta anche dal Paris Saint-Germain, che però gli offrirebbe un solo anno di contratto, ostacolo che potrebbe far saltare la trattativa. Capitolo Rudi Garcia: Mangiante riferisce che il tecnico del Lille è molto apprezzato da Walter Sabatini, il quale lo avrebbe preso ad occhi chiusi se la Roma avesse conseguito dei risultati diversi in questi ultimi due anni. Tuttavia il delicato momento attraversato dalla parte giallorossa della Capitale risulterebbe un problema insormontabile, in quanto Sabatini teme che la piazza – ritenendolo un tecnico non di prima fascia – rigetterebbe la candidatura di Rudi Garcia.

Roma, offerta all’Udinese la metà di Bertolacci per arrivare a Benatia

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FONTE: SKY SPORT – La Roma continua a lavorare per arrivare al difensore centrale dell’Udinese Mehdi Benatia.

Secondo quanto riporta l’emittente satellitare Sky Sport, il club giallorosso avrebbe inserito nella trattativa la metà del cartellino di Andrea Bertolacci, attualmente in comproprietà tra Roma e Genoa.

L’offerta è finalizzata ad abbassare il prezzo di Benatia, che si aggira intorno ai 10 milioni di euro. Roma e Udinese continuano a trattare.

Roma, Zeman non aveva torto…

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REPUBBLICA.IT (A. VOCALELLI) – A mezzanotte, il classico orario delle favole, Allegri si è ripreso il Milan. Ma sarà il tempo a stabilire se le perplessità di Berlusconi sono davvero evaporate nella coppa di champagne con cui è stato sancito il nuovo accordo. Certo è che il Milan si tiene il suo allenatore, per la felicità di Galliani e di uno spogliatoio che ripetutamente ha fatto sapere di gradire questa soluzione. Molto meno serena è la Roma che, come un principe azzurro scaricato nel peggiore dei modi, ha atteso fuori dalla porta la conclusione dell’incontro. Con il risultato di trovarsi senza allenatore, senza certezze, senza la guida che aveva programmato. Certo, l’annuncio del nuovo tecnico sarà (vedrete….) accompagnato da mille promesse, da finte assicurazioni, da mille parole: ci diranno che – quale Mazzarri? quale Allegri? – quella è sempre stata la reale preferenza, tenuta gelosamente al riparo da indiscrezioni e pettegolezzi.

La realtà, invece, è che la Roma, dopo due anni orribili, si ritrova per la terza volta con il cerino in mano. Nella prima stagione, con gli americani freschi di tappeti rossi e violini, si provò con Guardiola e Villas Boas, per poi planare su Luis Enrique, in nome di una presunta rivoluzione culturale e sportiva. Il secondo anno, dopo un tira e molla incredibile e ancora oggi inspiegabile con Montella, si virò su Zeman, poi velocemente sconfessato. E stavolta dopo aver fatto credere alla gente di poter e dover solo scegliere tra Mazzarri e Allegri – sembravano le primarie giallorosse – la Roma si ritrova con un pugno di mosche in mano. Illusa da Allegri che in fondo ha sempre lottato per tenersi il Milan, preferendo un presidente che non gliele ha certo mandate a dire a una società che era pronta a qualsiasi sacrificio. Una società che era pronta a dargli due o tre anni di contratto, a differenza del Milan che non ci ha pensato neppure ad allungargli quello che scade tra dodici mesi; una società, la Roma, che era pronta ad offrirgli tre milioni e mezzo di euro netti, uno in più di quanto prende per un solo anno al Milan; una società, la Roma, che era pronta ad accontentarlo in toto dal punto di vista degli acquisti, mentre il Milan gli ha fatto sapere che è il club a fare il mercato e lui deve limitarsi a fare la formazione. Anzi no, perché pure su questo ci sarà bisogno di un confronto costruttivo.

Insomma, la Roma esce sconfitta su tutta linea. Innanzitutto della credibilità, esterna e interna, perché sarà dura convincere i giocatori che saranno adesso guidati da un tecnico che gode di tutta la fiducia dei dirigenti. La squadra saprà perfettamente che ancora una volta quella è la terza scelta, con tutti i rischi del caso. Malgrado la Roma, è questo l’aspetto paradossale della questione, da cinque mesi sappia di dover cambiare allenatore. Dal giorno dell’esonero di Zeman, licenziato soprattutto per aver denunciato la scarsa collaborazione di alcuni giocatori e le incertezze della società nel saper fissare delle regole, indicando la strada a tutti. Con il risultato che, cinque mesi dopo, gli stessi dirigenti stanno – per loro stessa ammissione – girando l’Europa per piazzare i giocatori che a Zeman non andavano a genio e, con il risultato parallelo, di non essere riusciti a prendere nessuno dei tecnici che volevano. Detta così, ma è la semplice realtà, viene il dubbio che Zeman, in fondo in fondo, non avesse poi così torto…

SONDAGGIO – Sfumato Allegri, la Roma vaglia altri candidati: chi preferiresti?

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GIALLOROSSI.NET – Allegri dice no ai giallorossi, preferendo restare al Milan. La Roma, alla luce del rifiuto di Mazzarri,  si trova costretta a tornare sui propri passi e vagliare un piano C.  I candidati che restano in corsa per la panchina della Roma sembrano ormai ridotti a quattro: Bielsa, Blanc, Mancini e Rijkaard.

Vi chiediamo: tra questi “papabili” quale allenatore preferireste vedere sulla panchina della Roma il prossimo anno? Vi ricordiamo che, oltre a partecipare al sondaggio, è possibile esprimere il proprio pensiero nello spazio dedicato ai commenti.

Come sempre, a voi tifosi giallorossi l’ultima parola.

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FLASH – Blanc preferisce la Roma al Psg

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FONTE: REPUBBLICA.IT – Sfumato Allegri, Blanc è in primissima fila per la panchina giallorossa. Secondo quanto scrive l’edizione on line de La Repubblica, il tecnico francese è così smanioso di tuffarsi in una sfida così affascinante, che preferirebbe l’avventura Roma alle lusinghe  del Psg.

In alternativa ci sono i nomi  di Bielsa e Mancini, che però non sembrano tentatissimi dall’idea. Più improbabili le psite che portano a Rijkaard, soprattutto dopo che il suo agente ha smentito alcun interesse della Roma, o la scommessa Panucci. Ma l’ennesimo schiaffo ricevuto dai giallorossi ha fatto sorgere dubbi in molti allenatori, che se fino a qualche mese fa chiamavano per proporsi (come assicura Baldini), e oggi guardano con sospetto alla squadra della capitale.

Allegri-Milan, è ancora alta tensione: possibili colpi di scena

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CORSPORT.IT (F. FEDELE) – Dopo la lunga notte e la “cena della pace ad Arcore” con Berlusconi, sembrava tutto rientrato. Ma può anche darsi che qualcosa sia andato storto ieri sera, al di là del comunicato del Milan. Il tecnico rossonero infatti, questa mattina è entrato nella sede del club rossonero in via Turati, per un incontro con Galliani. Da pianificare c’è il mercato e tutto il resto. Tutto normale se non fosse per l’aria di tensione che si respira. Il tecnico è entrato abbastanza teso in volto. Si segnala anche un Galliani nervoso, tira aria di tempesta e non sono esclusi clamorosi ulteriori colpi di scena.

LE PAROLE DI ALLEGRI – “Abbiamo mangiato veramente bene“. Lo ha detto Massimiliano Allegri entrando nella sede del Milan in via Turati commentando scherzosamente l’esito della cena di ieri con Silvio Berlusconi e Adriano Galliani a villa San Martino ad Arcore. Bella giornata? “Manca giusto un pò di sole“, ha aggiunto il tecnico rossonero.

Baldini lascia, torna Montali?

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FONTE: CORRIERE DELLO SPORT – Prima dovrà trovare un allenatore per la Roma. Poi, forse, Franco Baldini annuncerà urbi et orbi l’addio ai giallorossi. La notizia è ormai nell’aria da giorni, ma è di questa mattina l’indiscrezione che vede il possibile ritorno di Giampaolo Montali alla Roma al posto del dg dimissionario.

Eventualità che viene riportata questa mattina sul giornale Il Corriere dello Sport. Per adesso siamo più nel campo del “si dice”, ma il ritorno di Montali in giallorosso sarebbe visto di buon occhio da Unicredit. Fra l’altro, secondo quanto risulta alla redazione di Giallorossi.net,  l’ex dirigente è stato avvistato allo stadio Olimpico in occasione della finale di Coppa Italia persa dai giallorossi: sarà solo un caso?

Baldini: “Roma, se serve pago io”

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CORSPORT (M. EVANGELISTI) – Quante volte lo deve dire? «Sono andato a Londra per trattare la cessione di Stekelenburg al Fulham. C’erano questioni da risolvere. Ho chiuso un accordo condizionato dalle solite cose, gli interessi personali del giocatore, le visite mediche. Per De Rossi non ho fatto nulla e non posso dire nulla». Franco Baldini, direttore generale della Roma, l’uomo nel mirino ma pure l’uomo, bisogna riconoscerglielo, che quel mirino lo insegue e vuole il punto di luce rossa appuntato sul petto. Non sparate sul pianista, semmai su di me.

Fa parte del suo lavoro tenere al riparo le sezioni più squisitamente tecniche della società. Lavoro ingrato, indubbiamente. Baldini si prende i radi meriti che una stagione come quella da cui siamo appena guariti può portare e si assume le molte responsabilità. Lo ha anche dichiarato – non serenamente, ma con decisione sì – dopo la sconfitta con la Lazio. E’ questo il senso che potrebbero avere le sue eventuali dimissioni. (…)

IL CONTO – Parrebbe che sia un’accusa di assenteismo, quantomeno di scarsa attenzione, da parte della proprietà. «Invece io sostengo, mi si passi il paradosso, che la proprietà è stata anche troppo presente». Quindi, a farlo sentire inutile o prigioniero sono semmai gli scarsi margini di manovra. La sovrapposizione di poteri con Italo Zanzi, magari. Raccontato così sembra un problema di semplice soluzione e allora non vengono in mente veri motivi per celebrare l’addio. «A me ne vengono in mente diversi. I risultati deludenti. Aver sbagliato un paio di allenatori. Il tiro a segno sulla mia persona. Il principio, validissimo, che alla fine qualcuno paga il conto. Poco importa se abbiamo sempre parlato di un programma di crescita articolato in cinque anni».(…)
Baldini in effetti ci ha pensato. Ma non intende scrivere dimissioni da chiudere in una bottiglia e gettare in mare aperto. Vuole assicurarsi che con lui o senza di lui i programmi dei bostoniani vadano avanti (finalmente avanti, ci sarebbe da aggiungere) e neppure vuole lasciare la Roma in mezzo a un canale in secca, senza gestore generale e senza allenatore. Sarebbe un cocktail di mancanze troppo forte da digerire.
ALTERNATIVE – Ha come prima casa l’Europa e come seconda l’Inghilterra. Quindi tra Tottenham e altre simili realtà ricche e meno ribollenti di Roma troverà lavoro senza sudare. Dicono che al suo posto potrebbe tornare Gian Paolo Montali. Pallotta dice che il dg ha svolto benissimo il suo compito. Dicono tutti tante cose, come se ogni decisione fosse stata presa due mesi fa e bastasse trovare i documenti giusti per capire. (…)

Benatia sarà il primo rinforzo per la difesa

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IL MESSAGGERO (S. CARINA) – Mehdi Benatia, 26 anni, difensore centrale dell’Udinese, sarà il primo rinforzo della nuova Roma. Indipendentemente dal nome del nuovo allenatore. Un acquisto voluto e firmato dal ds Walter Sabatini, certo che Benatia potrà andare bene per qualsiasi allenatore. I contatti tra Trigoria e l’Udinese stanno andando avanti da giorni e non appena la Roma avrà rintracciato il suo allenatore verrà perfezionata. Costo dell’operazione circa 10 milioni di euro.

PRESSING CITY
Continua, in maniera quasi quotidiana, il pressing del Manchester City sul clan di Marquinhos, che è nel mirino anche del Barcellona. Gli inglesi, secondo indiscrezioni provenienti da Manchester, sarebbero disposti a offrire alla Roma circa 20 milioni di euro, ma Sabatini finora è stato inflessibile: Marcos resta alla Roma. Chissà se questo atteggiamento verrà mantenuto nelle prossime settimane, ricordando che l’agente del giovane difensore ha già battuto cassa per il rinnovo del contratto.
IL CHELSEA CI PROVA
Josè Mourinho, nuovo allenatore del Chelsea, potrebbe chiedere Daniele De Rossi alla Roma e sfruttare i soldi della cessione al Barcellona di David Luiz e Ivanovic per accontentare Sabatini e il giocatore. Una cosa è certa: le probabilità che De Rossi possa restare alla Roma sono ogni giorno di meno, anche se l’ultima parola spetterà al prossimo allenatore giallorosso. È chiaro che il costo del cartellino di De Rossi si è notevolmente abbassato, ora intorno ai 10 milioni di euro.
CIAO STEK
In settimana, Maarten Stekelenburg sarà a Londra per sostenere le viste mediche con il Fulham. Alla Roma è stato già sostituito da Rafael, in arrivo dal Santos in cambio di 5 milioni di euro. Un portiere giovane ma (dicono) di prospettiva al quale potrebbe essere affiancato uno più esperto tipo Sorrentino anche se il Palermo vuole mollare Viviano.
I NOMI
In Brasile la Roma sta trattando anche Jean del Fluminense. Per la difesa piace anche il cagliaritano Astori che ha richieste da mezza Europa, Russia soprattutto. Con l’Udinese la Roma tratta anche Basta, che è nel mirino di Mazzarri per la sua Inter. Nico Lopez: «Voglio andare a giocare altrove».

Allegri? No, il caos. La Roma punta Blanc, con lui c’è Candela

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GASPORT (A. PUGLIESE) – E adesso che si fa? Se lo chiedono in tanti a Roma, tra i tifosi e la gente comune. E forse se lo chiedono anche i dirigenti giallorossi, che dopo lo schiaffo preso da Walter Mazzarri devono incassare anche quello subito da Max Allegri. Il problema è che esattamente quattro mesi dopo l’esonero di Zdenek Zeman, la Romaè ancora a caccia di un allenatore che non arriva. A Trigoria sono convinti di riuscire a chiudere la pratica tra domani emercoledì, anche perché se così non fosse il progetto tecnico resterebbe bloccato e la credibilità dei dirigenti ai minimi storici.

Torna Vincent Psg permettendo, Sabatini adesso spera di poter portare a casa Laurent Blanc. Dopo aver capito che Allegri «bluffava », la Roma ha deciso di virare altrove, con il mirino puntato proprio Oltralpe. L’ex c.t. francese, in verità, era già stato contattato subito dopo l’esonero di Zeman ed aveva risposto no, volendo un programma lungo. Ora le cose sono cambiate e Blanc verrebbe volentieri a Roma, per cominciare un progetto nuovo ed intraprendere la sua prima sfida da allenatore all’estero. Tra l’altro, per non incorrere nello stesso errore già commesso con Luis Enrique (a cui la società non ha affiancato nessun uomo capace di «indirizzarlo» nel contatto con la piazza), a Blanc la Roma ha intenzione di mettere accanto come assistente Vincent Candela, che con l’ex centrale di Napoli, Inter, Barça e United ha vinto un titolo di campione del mondo nel 1998. Candela è nel cuore della gente romana, vive a Roma da sempre ed è un uomo che può aiutare Blanc nell’adattamento all’ambiente giallorosso, consigliandolo e suggerendogli eventuali «segreti» per non affogare come sono affogati un po’ tutti gli ultimi tecnici della Roma. Blanc ha sempre giocato con due moduli conosciuti perfettamente aRoma(4-2-3-1 e 4-3-3) e questo sarebbe un altro punto a suo favore. Certo, è anche quello che pensava che Menéz fosse costretto all’altare sacrificale per tutelare una leggenda come Totti, ma questo è un altro discorso.

Sognando Spalletti Se poi arriverà anche il rifiuto di Laurent Blanc (voi tra Psg e Roma oggi chi scegliereste?), allora Sabatini e Baldini si vedrebbero costretti a girare altrove: i nomi in corsa restano gli stessi, Garcia e Rijkaard sono le prima alternative, con Bielsa nelle retrovie. Il tecnico argentino, tra l’altro, ieri ha detto no al Santos (la stampa brasiliana parla di una richiesta di 4 milioni di euro a stagione e di un’eventuale disponibilità dal prossimo gennaio). In realtà, Sabatini sembra avere anche un paio di nomi a sorpresa, così che ieri a Roma si fantasticava: dal ritorno di Spalletti (presente in città, dove vive la famiglia) ad un presunto corteggiamento a Jupp Heynckes. Roba, a conti fatti, da fantacalcio, per ingaggio, opportunità e fattibilità. Domani, intanto, dovrebbe essere il giorno di Stekelenburg al Fulham. Osvaldo, invece, è sempre più verso il Tottenham mentre la Roma, in entrata, ha praticamente chiuso Benatia e sogna di arrivare a Modric (Real Madrid). Chiusura con Nico Lopez: «Voglio andare via per giocare, Sampdoria e Verona vanno benissimo»

Blanc prende tempo

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IL MESSAGGERO (M. FERRETTI) –  Beccato un altro schiaffo in faccia, dopo quello ricevuto da Walter Mazzarri, la Roma non può perdere altro tempo e deve trovare in fretta un allenatore. Da Trigoria continuano a confidare di avere le idee chiare, ma ora è arrivato il momento di dimostrarlo. Con i fatti, non più con le parole. Il nome in pole position è quello di Laurent Blanc, che – già contattato – si è preso ventiquattro ore di tempo prima di dare una risposta. Blanc, ex calciatore di Napoli e Inter, non guida una squadra di club dal 2010, cioè dai tempi del Bordeaux mollato per andare ad allenare la nazionale francese fino allo scorso anno.

LA SCELTA ITALIANA –  Pista straniera, dunque. Luciano Spalletti ha un contratto con lo Zenit San Pietroburgo fino al 2015 con il ruolo di allenatore/manager: guadagna circa 3,5 milioni l’anno e, nonostante abbia casa e affetti a Roma (dove si trova da un paio di giorni), non ha grande intenzione di tornare a Trigoria, qualora glielo dovessero chiedere. Roberto Mancini è stato licenziato dal Manchester City nonostante un contratto fino al 2017 a cifre altissime. Teoricamente non avrebbe difficoltà ad accettare un’offerta della Roma, dopo essersi liberato economicamente dal City. Ma l’interessamento romanista finora è stato molto tiepido.

A VOCE ALTA –  E Roberto Donadoni, più volte accostato alla Roma nei giorni passati, ieri ha voluto mettere fine a tutte le illazioni legate ad un suo eventuale futuro in giallorosso. «Ribadisco ancora una volta a scanso di equivoci che resto al Parma. Qui mi trovo bene, c’è piena sintonia con il Presidente Ghirardi e con Leonardi e ho un contratto per altri due anni. Visto le voci che continuano a circolare, ci tengo a dire questo ancora una volta pubblicamente, per rispetto del club, della squadra e di tutti i tifosi. Siamo a giugno, ho già pianificato la prossima stagione con il Parma. Una società che considero di assoluto livello e che non avrei dunque motivo di lasciare», ha spiegato attraverso il sito internet del club emiliano.

VIVA LA FRANCIA –  I francesi Laurent Banc e Rudi Garcia hanno diverse cose in comune. Entrambi, ad esempio, sono a spasso. Quindi potrebbero firmare per un altro club in qualsiasi momento, anche oggi. Blanc era stato contattato dalla Roma quattro mesi fa, cioè dopo l’esonero di Zdenek Zeman, ma declinò l’offerta per motivi economici: adesso di fronte a una nuova proposta si è preso 24 ore per dare una risposta alla Roma. E in attesa c’è anche Vincent Candela, che potrebbe essere il suo vice. Garcia, invece, venne accostato a Trigoria nell’estate di due anni fa, cioè prima di Luis Enrique. Blanc nei giorni passati è stato avvicinato anche alla panchina del Psg, ma non sono mai arrivate conferme.

OCCHIO ALL’OLANDA… –  Anche Frank Rijkaard è senza squadra e, quindi, potrebbe metter nero su bianco al volo. Rijkaard al Barcellona ha fatto bene, ma si è fermato lì. E non allena da una vita. Piace, ma non al cento per cento.

…E ALLA SPAGNA –  Ernesto Valverde, tre scudetti e due coppe nazionali in Grecia, ex Valencia, ha confidato di avere un’offerta interessantissima. E, per questo, c’è chi l’ha accostato alla Roma. A proposito di Spagna: mollato l’Athletic Bilbao, Marcelo Bielsa sembrava ad un passo dal Santos ma il club brasiliano l’ha rispedito al mittente per una richiesta troppo alta. El Loco, insomma, è ancora disponibile. E piace tanto al ds Sabatini.

Roma, la panchina resta vuota

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IL TEMPO (A. AUSTINI) –  La Roma è arrivata preparata alla sconfitta: la cena di ieri ad Arcore è servita solo a celebrare il trionfo di Galliani, che è riuscito a convincere Berlusconi a lasciare Allegri sulla panchina del Milan.L’avventura del toscano in rossonero continua, «con fiducia e reciproca stima» dice il Cavaliere senza aggiungere fino a quando: del rinnovo si parlerà a Champions acquisita. Il presidente gli ha dettato una serie di condizioni, in sostanza ha commissariato il tecnico. L’appoggio della squadra e il superbo lavoro di mediazione di Galliani – il vero vincitore – ha comunque spinto Allegri a mollare la ricca proposta della Roma. E il presidentissimo a rinviare la scommessa Seedorf.

Che sarebbe finita così s’è capito subito: Berlusconi atterra in elicottero a Villa Margherita, il Milan spedisce ad Arcore il fotografo ufficiale e segue l’andamento della cena con una diretta sul sito internet e il lieto fine comunicato ufficialmente a mezzanotte. Maestri di comunicazione.

Sabatini ha perso le speranze su Allegri venerdì, il giorno inizialmente fissato per il matrimonio e poi divenuto quello della rottura definitiva. Ieri sera il ds è tornato a Milano per trattare dei giocatori ma prima di tutto, insieme a un Baldini prossimo all’addio, ora deve inventarsi qualcosa per dare un futuro alla Roma. Prima Mazzarri, poi Allegri: due voltafaccia che costringono i dirigenti a ricominciare da capo. Chiunque arriverà, per la terza volta su tre nell’era americana a Trigoria sbarcherà un tecnico di ripiego. Sperando che stavolta sia almeno quello giusto.

Baldini ha ripreso da qualche giorno i contatti con Blanc, il nuovo favorito per la panchina giallorossa. Il dg voleva il francese al posto di Zeman a febbraio, allora non si trovò l’accordo sulla durata del contratto e a Trigoria decisero di promuovere Andreazzoli nel ruolo di traghettatore. Adesso è un’altra storia, ugualmente difficile: Blanc ha una proposta per una stagione dal Psg, preferirebbe un biennale e così tiene aperto uno spiraglio per la Roma. A Trigoria potrebbe fargli da Cicerone l’ex Candela, suo compagno nella Nazionale dei «Bleus» pronto a seguirlo nello staff.

La soluzione piace ma non entusiasma i dirigenti, costretti a valutare altre piste. Per motivi diversi Spalletti (in questi giorni a Roma solo per questioni personali) e Mancini non sono mai entrati in corsa, mentre gli altri italiani non hanno quel carisma considerato una dote fondamentale nella scelta. Per questo motivo è stato scartato il vecchio pallino del ds: Pioli. Idem Donadoni, a cui Sabatini ha pensato davvero. Ma il rapporto tra l’ex ct e Totti sarebbe da ricostruire e il suo carattere un po’ molle viene considerato inadatto alla circostanza. Il Parma, seccato dalle voci dell’interesse dei giallorossi, ha comunque fatto uscire allo scoperto il tecnico. «Ribadisco ancora una volta a scanso di equivoci – la specifica di Donadoni in una nota diffusa ieri – che resto al Parma. Ho due anni di contratto e piena sintonia con la società». Tornare indietro a questo punto sarebbe difficile.

La Roma è già oltre, persa nella scelta del «meno peggio». Non è un mistero il gradimento di Sabatini per Bielsa. Il ds,però, lo considera una soluzione po’ estrema e rischiosa. E, tra l’altro, non sarebbe per nulla scontato l’ok del «Loco», che ha appena chiesto al Santos uno stipendio da 4 milioni di euro, dando la sua disponibilità solo a partire da gennaio. I brasiliani si sono ritirati, la Roma difficilmente si inserirà.

I vari Rijkaard, Rodgers e Garcia presentano troppe contro indicazioni. Sabatini fa capire di avere tra le mani anche un «mister X». Difficile capire se si tratti dei vari Panucci, Di Francesco e Colantuono, gente che a Trigoria, ovviamente, ci verrebbe a piedi.

Un rebus da sciogliere il più in fretta possibile. E una convinzione: se avesse vinto la Coppa Italia, la Roma sarebbe rimasta nelle mani di Andreazzoli. Ma l’ha persa, come la sfida impari con Galliani. Un’altra botta terribile.

Allegri, schiaffo alla Roma

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SERIE A 2008/2009 - ROUND 7° - TORINO-CAGLIARI

IL MESSAGGERO (U. TRANI) – Il pranzo leggero a Fiumicino, per guardare lontano e cercare finalmente l’approdo. Walter Sabatini, davanti al mare e al secondo voltafaccia di fine stagione, cambia obiettivo, sapendo che la cena, anche se di altri, sarebbe stata pesante solo per lui che da mesi ha carta bianca da Pallotta. Allegri rimane al Milan e lascia la Roma senza allenatore. A quattro mesi dall’esonero punitivo Zeman e a otto giorni dalla sconfitta umiliante nella finale di Coppa Italia inchinandosi alla Lazio, il club giallorosso non può ancora annunciare il successore di Andreazzoli. Troverà un tecnico, anzi ce l’ha già nel taschino (magari uno per ogni tasca, vista l’aria che tira). Ma non sarà nè la prima, nè la seconda scelta. E nemmeno la terza. Il livornese ha preferito le offese di Berlusconi, proprio come Mazzarri ha deciso di andare all’Inter sgangherata. Nella lista figurano anche Donadoni e Mancini: raffica di no. Un’altra umiliazione, nonostante il ds faccia sapere di essere stato lui a svincolarsi dall’impegno preso nei giorni scorsi. Sarà. Ma il flash back produce un’altra immagine: la stessa di due anni fa. E della stagione scorsa. Non è mai arrivato l’allenatore individuato dal management della proprietà Usa, ma sempre uno di scorta. Che ha fallito e di brutto. Il podio dei candidati, comunque, non conta. E nemmeno il nome. Basta che sia capace e che abbia pieni poteri nel football ranch di Trigoria. Adesso c’è solo da incrociare le dita.

IL VERTICE A TAVOLA
Berlusconi anticipa tutti e anche il lieto fine. Per il Milan, non per la Roma che incassa il nuovo schiaffo. E questo brucia. L’ex premier atterra a Villa San Martino alle ore 19, in elicottero. Viene da Linate, dove è arrivato in aereo da Roma. Galliani si presenta alle 20 e 15, con il solito suv nero e accompagnato dall’addetto stampa Sapienza. Lo segue una station wagon che ospita Buzzi, il fotografo ufficiale del Milan. Spetta a lui lo scatto d’onore, dopo tre ore di discussione e il comunicato sul sito del club di via Turati: stretta di mano, per la pace tra il presidente e l’allenatore, anche se è più corretto definirla tregua. Allegri è l’ultimo a varcare il cancello ad Arcore, mezz’ora dopo l’ad. A cena, semplice il menu con insalata, tortellini e gelato (e partita della Primavera, invece di Livorno-Empoli: decide tutto il padrone di casa…), il chiarimento che la Roma aveva messo in preventivo da giovedì. E ieri sera ha dovuto prendere atto che, dopo Mazzarri, anche il livornese ci ha ripensato, tenendosi stretta la panchina rossonera. E solo per un anno.
IL DISCORSO DELL’EX PREMIER
Berlusconi è ripartito dalla sua frase che preparava la fumata bianca. Non si cambia tecnico, almeno fino alla conclusione della prossima stagione. «Basta mettersi una mano sulla coscienza». E’ stato, dunque, molto chiaro con Allegri che per ora non può pretendere niente, soprattutto perché c’è da fare attenzione al bilancio. Nessun prolungamento di contratto, nemmeno di un anno come avrebbe inizialmente voluto l’interlocutore: gli acquisti, come nell’estate scorsa, dipenderanno ancora dalle cessioni. In partenza Robinho e Boateng, più uno tra Abate e Antonini. L’allenatore, preparato da Galliani che di fatto ha risolto la crisi interna, non fa una piega, insistendo però sui rinforzi, almeno uno per reparto: Ogbonna, Poli e Cerci. La rosa sarà di 25 calciatori, compresi i 3 portieri. Tra dodici mesi decideranno se andare avanti insieme o dirsi addio: dipenderà dall’andamento dell’annata. Anche se la possibile qualificazione alla fase a gironi della Champions e l’eventuale partenza convincente in campionato potrebbero spingere Berlusconi a concedere un anno in più di contratto al livornese. Il presidente, motivando le sue accuse alle scelte fatte da Allegri durante la stagione e indirizzando le linee guida per il gioco della prossima, accontenta il tecnico: qualche carezza in più e meno critiche in pubblico. Per non essere delegittimato. Saluta a mezzanotte e un quarto e fa salire sulla sua auto Galliani. Porta l’ad a casa. E lo ringrazia.