Roma, se Allegri dice no è pronto Blanc

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REPUBBLICA.IT (M. PINCI) – Attendere. O non attendere? Il “dubbio amletico”, stavolta, per la dirigenza della Roma è tutto sulla strategia da adottare con Massimiliano Allegri dopo l’ennesimo rinvio. L’allenatore rimanda l’addio (ma sarà addio?) al Milan dopo la cena con Galliani. La società giallorossa per ora aspetta, intanto non può abbandonare eventuali piste alternative, italiane e non. Mentre Berlusconi detta la linea. Del Milan e, forse, della Roma. Che ha già pronta l’alternativa: Laurent Blanc.

NUOVO RINVIO – “La soluzione entro domenica sera”. È quella del presidente Silvio Berlusconi la prima voce a pronunciarsi sulla situazione di Massimiliano Allegri. Mentre da Trigoria rimbomba, fin dalla serata di giovedì, un rumorosissimo silenzio. “Credo che avremo un incontro con lui e Galliani entro la settimana, entro domenica sera e da lì verrà fuori la soluzione, che non è difficile da trovare se tutti si mettono nella direzione di mettersi una mano sulla coscienza e scegliere il meglio per il nostro Milan”. Questo il pensiero completo del numero uno del club rossonero. Pensiero cui dare una lettura univoca è complesso: mettersi una mano sulla coscienza per interrompere un rapporto ormai logoro? Oppure per mettere da parte le divergenze e continuare insieme? Altri dubbi prova a tesserli Galliani, architetto della “melina” dell’allenatore, che vorrebbe mantenere con sé in rossonero: “L’ultima cena con Allegri? Non sia blasfemo, l’Ultima Cena è un’altra cosa”, ha risposto ai cronisti di Sky.

LA RABBIA DELLA ROMA – Gelo, rabbia, disorientamento: queste le reazioni che ieri sera hanno sorpreso l’umore dei dirigenti di Trigoria. Il più scottato, forse, era proprio il ds Sabatini, che per tutto il giorno aveva atteso a Milano Allegri e che ha trascorso in un hotel del capoluogo anche la notte in attesa di incontrare quello che aveva individuato come il nuovo allenatore della Roma. Una cosa invece è certa: se Allegri avesse voluto lasciare il Milan avrebbe già presentato le dimissioni. La sua primissima scelta, evidentemente, è la permanenza milanese. E la Roma può continuare ad aspettare fino a domenica (ma attenzione ai nuovi rinvii: giovedì si parlava di un vertice tra lunedì e martedì) un allenatore per cui i giallorossi non rappresentano che un paracadute di lusso? L’accordo raggiunto per un biennale da 3,5 milioni, è chiaro, non basta a fargli dire “stop” all’ad milanista.

LE ALTERNATIVE DELLA ROMA: IN ASCESA BLANC – E allora a Trigoria iniziano a guardarsi intorno. Inevitabile. Già stamattina i dirigenti – che non hanno alcuna intenzione di farsi trovare impreparati di fronte a scenari imprevisti – hanno avviato i contatti con il francese Laurent Blanc, tecnico di esperienza e già contattato a gennaio. L’ipotesi è concreta, e all’ex selezionatore della nazionale francese la Roma piace. Ma le alternative possibili sono tantissime. In Italia ha ottime referenze Eusebio Di Francesco, neo promosso con il Sassuolo, come anche Donadoni. E nelle ultime settimane Baldini ha sentito in più di un’occasione (ma senza mai offrirgli la panchina) anche Roberto Mancini, che alla Roma verrebbe a prescindere dal passato laziale e rinunciando anche a qualcosa dal punto di vista economico. Poi Bielsa, Rudi Garcia, Rijkaard, nomi affascinanti ma forse troppo distanti dall’universo italiano.

Sky – Nessun contatto Spalletti-Roma. Gli altri nomi sul taccuino dei giallorossi

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FONTE: SKY SPORT – Secondo l’emittente satellitare Sky Sport sul taccuino di Sabatini ci sarebbero Stefano Pioli, Roberto Donadoni, Rudi Garcia, Marcelo Bielsa, Laurent Blanc e Frank Rijkaard

Roma, rimossa solo oggi dal sito la sciarpa: “Finale Tim Cup, io c’ero”

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GIALLOROSSI.NET – Oltre al danno, la beffa. L’As Roma, tramite il proprio sito ufficiale, nella sezione ‘shop’ aveva messo in vendita una sciarpa celebrativa per la finale di Coppa Italia persa contro la Lazio che così recitava: “Finale Tim Cup, io c’ero“.

Una volta individuata da alcuni tifosi, è partito il tam-tam mediatico. La sciarpa, che è stata presumibilmente messa in vendita prima del derby, è stata prontamente rimossa dallo store online. Ma il danno ormai era fatto.

Da Rijkaard a Spalletti: adesso è caccia a mister X

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IL MESSAGGERO (A. ANGELONI) –  E adesso? Due le possibilità. La prima: aspettare l’incontro tra Berlusconi e Allegri (se ci sarà davvero…) e quindi trattenere il fiato per qualche altro giorno e magari ritrovarsi davvero con il cerino in mano e con una contestazione bis, la prima è annunciata per domani a Trigoria. La seconda: correre ai ripari e presentarsi quanto prima con un’alternativa, valida, credibile, che faccia contenta (per quanto sia possibile dopo i disastri di questi due anni) la piazza giallorossa. Il borsino dice che la prima ipotesi è poco probabile: a Trigoria pensano che il riavvicinamento tra il Milan e Allegri (o viceversa) sia definitivo e le possibilità che l’allenatore livornese, nonostante l’accordo, scelga la Roma sono davvero minime. Quindi meglio dare la caccia a qualcuno che in passato è stato già pre-allertato.

IL TULIPANO – Il nome che più di altri piace a Trigoria, sarà per quel calcio utopistico che affascina molti dirigenti della Roma, è quello di Frank Rijkaard, reduce dalla esperienza poco positiva in Arabia Saudita, alla guida della Nazionale. L’olandese è stato esonerato a gennaio dopo l’eliminazione dalla Coppa del Golfo. Utopia Rijkaard, dicevamo, ma fino a un certo punto, perché il tecnico a Barcellona ha vinto e ben ha fatto come ct dell’Olanda. I dubbi su Frank sono legati ai suoi sistemi di allenamento, molto olandesi e poco italiani. L’altro nome sempre buono, ormai da due anni, è quello di Rudi Garcia, tecnico del Lille. Che piace a Sabatini. Calcio spumeggiante, persona molto seria. Questo, all’ennesima potenza, vale per Marcelo Bielsa, che sarebbe per tanti la persona giusta per rilanciare la Roma. El Loco sta facendo molto bene a Bilbao e già lo scorso anno ha detto no alla Roma. Che ora ci riprova. O meglio: è costretta a farlo.

PISTE ITALIANE – L’idea è quella di andare su un allenatore straniero, quindi poco condizionato dall’ambiente. Ma a Trigoria non escludono soluzioni alternative, anche italiane. I nomi che circolano sono quelli di bravi tecnici, ma senza quell’appeal di cui la piazza ha bisogno. Roberto Donadoni, è uno. A lui, ora, si sta chiudendo la strada verso il Milan, magari può aprirsi quella della Roma; Stefano Pioli, è il nome di Sabatini, tecnico che già era stato contattato due anni fa. In questo momento però non è facile prendere nemmeno lui, già promessosi al Bologna siglando un rinnovo del contratto. Terzo nome italiano: Stefano Colantuono, che all’Atalanta non sbaglia una stagione.

IL COLPO A SORPRESA –  Infine, il nome che metterebbe d’accordo tutti, dirigenti, giocatori, tifosi: Luciano Spalletti, che allo Zenit viaggia su uno stipendio di circa sei milioni di euro. La Roma non può offrirgli quelle cifre, semmai si fermerebbe a quanto offerto ad Allegri. Spalletti è stato già contattato, lui in questo momento è un po’ titubante, perché è legatissimo al presidente dello Zenit e a Pietroburgo. Ma Roma è sempre la Roma e quell’addio di quattro anni fa non è andato già a nessuno. C’è sempre, infine, l’ipotesi di scorta, legata a Christian Panucci. Idea di Baldini che vede in lui le qualità giuste per gestire un gruppo come quello della Roma.

Roma, Zeman non ha perso le speranze: sogna ancora la panchina

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GAZZETTA.IT – La cattiva gestione Andreazzoli e il caos a Trigoria hanno dimostrato che il boemo su molte cose aveva ragione e lui, forte del contratto di un altro anno, sogna ancora di avere una terza chance… “Io sono l’allenatore della Roma”. Lo ripete ancora come un mantra Zdenek Zeman. Il contratto valido ancora un anno è lì a dimostrarlo e lui, anche se sembra assurdo ai più, pensa ancora possa essergli data la possibilità di tornare per la terza volta sulla panchina della Roma.

RISULTATI — D’altra parte il calcio è pieno di club che esonerano i propri tecnici e li richiamano, perché non dovrebbe succedere ancora, pensano nel suo entourage. I risultati del campo e il mezzo sfacelo che c’è stato a Trigoria dopo la sua partenza hanno oltretutto dimostrato che le critiche che Zeman muoveva erano fondate. Nei mesi senza di lui non sono migliorati i risultati (la Roma è rimasta fuori dall’Europa e ha perso malamente la finale di Coppa Italia che soprattutto sotto la sua gestione era stata raggiunta), è peggiorato il gioco, i big sgonfiati che lo seguivano poco non hanno ripreso vigore (da De Rossi a Stekelenburg, da Osvaldo a Pjanic) e i giovani che invece lui aveva valorizzato, hanno visto calare di molto il proprio rendimento (da Lamela a Florenzi da Piris a Marquinhos fino al desaparecido Tachtsidis).

DIRIGENZA — In più i dirigenti che lo hanno messo alla porta e che lui aveva spronato a far rispettare le regole a Trigoria vivono il loro momento più difficile: da Baldini a Sabatini l’appeal nella tifoseria è ora vicino allo zero. Anche per questo se dovessero esserci cambiamenti in società e se nel frattempo non dovesse arrivare Allegri in panchina, il boemo pensa ancora che – forte del suo contratto – potrebbe essere richiamato a ultimare il suo lavoro. Le possibilità sembrano davvero quasi nulle ma evidentemente il boemo, che continua a nicchiare davanti alla possibilità di ripartire da Pescara, ritiene che ci siano margini. “Io sono l’allenatore della Roma…” continua a ripetere. Di certo buona parte della tifoseria giallorossa ha rivalutato il lavoro e soprattutto le considerazioni che il boemo aveva espresso nella prima parte della sua seconda avventura.

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Stekelenburg ad un passo dal Fulham. La prossima settimana le visite mediche

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DAILYMAIL.CO.UK – Il Fulham è vicinissimo a Stekelenburg: l’affare con la Roma si chiuderà sulla base di 3 milioni di sterline. Il tecnico Jol, che voleva l’olandese già a gennaio è tornato alla carica per portare il portiere in Inghilterra.

La trattativa è in fase avanzata, Stekelenburg la prossima settimana partirà per l’Inghilterra per le visite mediche e la firma del contratto.

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ON AIR (Audio) – Petrucci (TRS): “Dirigenti incapaci: fossi in Pallotta li avrei presi a calci nel sedere”

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GIALLOROSSI.NET – Nelle radio romane comincia a montare un certo malcontento davanti agli eventi che si stanno verificando alla Roma negli ultimi giorni. Il giornalista Stefano Petrucci, intervenendo a Tele Radio Stereo, non le manda a dire:

“Allegri è assolutamente convinto di restare al Milan, e la Roma ha perso un’altra settimana. Escludo che la Roma da qui a domenica sera sia in grado di trovare un’alternativa. E se domenica sera scoppia la grande pace, magari con una bottarella di Bunga Bunga, la Roma rimarrà l’unica squadra senza guida tecnica.  La situazione è chiarissima: sono un branco di incapaci, E anche a questo punto con un pizzico di malizia devo pensare che c’è qualcosa d’altro. Non riesco a capire se salta questa vicenda come cavolo fa Pallotta a tenerseli stretti: o ha problemi seri a capire come funziona il calcio, oppure non gliene frega niente. Perchè io fossi in lui li avrei già presi a calci nel sedere”

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Berlusconi: “Vedo Allegri entro domenica sera, deciderò il meglio per il Milan”

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GIALLOROSSI.NET“Credo che avremo un incontro con lui e Galliani entro la settimana, entro domenica sera e da lì verrà fuori la soluzione, che non è difficile da trovare se tutti si mettono nella direzione di mettersi una mano sulla coscienza e scegliere il meglio per il nostro Milan”.

Così Silvio Berlusconi, presidente del Milan, intervenendo a ‘La Telefonata’ su Canale 5, in merito alla vicenda legata al futuro in panchina di Massimiliano Allegri.

De Rossi aspetta solo la chiamata di Mourinho

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LEGGO (F. BALZANI) – Un pranzo per dirsi addio, o magari solo arrivederci. De Rossi, Totti e Perrotta hanno mangiato insieme mercoledì di fronte al mare di Ostia tanto caro a Capitan Futuro. Niente brindisi, stavolta da festeggiare c’è ben poco. Totti è in attesa del rinnovo, Perrotta di un posto da dirigente, De Rossi di un’offerta da Londra.

Il centrocampista ha infatti deciso di voler cambiare aria ed è pronto a dire sì alle avances di Mourinho, da ieri ufficialmente il tecnico del Chelsea (quadriennale da 10 milioni l’anno). Fino a ieri però la casella “offerte ufficiali per De Rossi” era vuota. Il giocatore attende un cenno dal suo agente, Sergio Berti, e intanto si prepara a raggiungere i compagni di nazionale.

Anche da Madrid nessuno si è fatto vivo e nell’incontro tra Sabatini e Bronzetti di ieri a Milano non si è parlato di lui. Il ds ha incontrato anche gli agenti di Lima, attaccante del Benfica che potrebbe sostituire il partente Osvaldo. Poi ha parlato con il Genoa di Tachtsidis e Bertolacci: possibile uno scambio. Dal Santos, infine, oltre a Rafael arriverà Victor Andrade, attaccante classe ’95.

IL PUNTO – Se avessimo avuto una dirigenza “forte”

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GIALLOROSSI.NET (A. Fiorini) – Se la Roma avesse avuto una dirigenza forte, in questa situazione non ci si sarebbe mai trovata. Dopo essere stata sedotta e abbandonata da Walter Mazzarri (la prima scelta), adesso la storia sembra ripetersi con Max Allegri. Stavolta però la botta è ancora più forte, perchè viene all’indomani di un derby perso in una finale di Coppa. La Roma a pezzi aveva bisogno di dare un segnale forte e chiaro ai suoi tifosi: il nome di un allenatore importante, subito.

E invece sta succedendo tutto il contrario. I “nostri” sono rimasti per troppo tempo attaccatti alla giacchetta di Allegri, che (ormai dovrebbe essere chiaro anche ai più duri di comprendonio) preferisce il Milan alle lusinghe della Roma. Nonostante Berlusconi lo abbia pubblicamente sbeffeggiato a più riprese. Ieri sera l’ultimo smacco: la cenetta intima tra il tecnico e Allegri, condita con tanto di foto, sancita con l’ennesimo rinvio di una qualunque decisione alla prossima settimana. Una mossa che pare abbia lasciato assai deluso Sabatini.

Ma una dirigenza forte non avrebbe permesso che tutto questo accadesse. Piuttosto, all’indomani del derby perso, avrebbe chiamato Allegri e lo avrebbe messo davanti ad un fatto compiuto: due giorni di tempo per decidere, o lasci il Milan oppure noi guardiamo altrove. E nel frattempo avrebbe lavorato ad un piano B, in modo da avere già in mano il nome dell’alternativa ad Allegri. Un nome importante, sia chiaro. Uno come Spalletti, o Ancelotti.

E invece eccoci qua, smarriti davanti all’ennesima dimostrazione di debolezza di questa società. Cosa farà adesso la Roma? Aspetterà ancora Allegri? Oppure sta già andando a caccia di un altro allenatore? Nel frattempo siamo già arrivati a giugno, ed esattamente come l’anno scorso la Roma sembra nuovamente destinata a a ripiegare sulla terza o quarta scelta.

Contratto, mercato e pazienza: ma ad Allegri non basta ancora

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CORSERA (L. VALDISERRI) – L’ennesimo rinvio. Che infastidisce i tifosi e che i dirigenti della Roma cercheranno di gestire nel migliore dei modi per non perdere da un lato l’occasione di portare a casa l’allenatore che vogliono e dall’altro non perdere ulteriormente la faccia. Le prossime ore diranno se l’arma scelta dalla Roma—un’attiva pazienza—è stata quella giusta per portare Massimiliano Allegri sulla panchina giallorossa oppure se la coppia Baldini & Sabatini è andata incontro a un nuovo fallimento.

Massimiliano Allegri ha incontrato Adriano Galliani ieri sera a Milano: una cena al ristorante “Il Consolare”, in zona Brera, che ha prodotto l’ennesima puntata di una telenovela ormai stucchevole. Dopo essere stato “bidonato” per due volte, Allegri incontrerà il presidente Berlusconi, insieme al suo grande elettore Adriano Galliani, lunedì o martedì prossimo. Un incontro faccia a faccia, che dovrebbe essere definitivo. Se la Roma avrà la pazienza, appunto, per aspettare ancora. Galliani e Allegri, dopo aver depistato il plotone di giornalisti e operatori che per tutto il giorno aveva bivaccato sotto la sede del club rossonero, in via Turati, sono stati twittati da un cliente del ristorante, che ha “postato” una foto del loro nascondiglio. Sono usciti dalle cucine, come in una spy story, ma la notizia dell’incontro a tre è comunque filtrata.

«Ballano» un anno di contratto (scadenza giugno 2014) e circa 2,5 milioni di euro. La differenza tra un esonero, una rescissione consensuale o le dimissioni da parte del tecnico. La Roma ha seguito con discrezione tutta la vicenda, senza dare ultimatum. Ha lavorato con gli uomini di fiducia di Allegri per tracciare le linee, prima di massima e poi sempre più precise dell’accordo. Baldini e Sabatini hanno ottenuto da Pallotta le garanzie per un mercato importante e il via libera ad alzare l’offerta fino a 3 milioni netti più 500mila euro in bonus facilmente raggiungibili, per due anni di contratto e opzione per il terzo. Il passare dei giorni, però, è diventato pesante, soprattutto dopo la finale di Coppa Italia perduta contro la Lazio.

La Roma non ha allacciato vere alternative con altri tecnici, perché la scelta era ed è rimasta Allegri, ma questa linea non è semplice da giustificare a una tifoseria che in questo momento si sente “usata” da Allegri. I dirigenti giallorossi hanno capito le priorità del conte Max: chiarire il suo rapporto con il Milan, non perdere la faccia di fronte ai tifosi rossoneri che sono sempre stati dalla sua parte e ricambiare fino all’ultimo la fiducia che Galliani ha avuto in lui. Ma ora ci sono anche le domande di chi ha la Roma nel cuore e che non vede lo stesso “fuoco” in Allegri. Come dare loro torto?

Roma in ansia ma non molla

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CORSPORT (R. BOCCARDELLI) – Sabatini voleva tornare a Roma con Allegri. Oppure… Non c’è alternativa. O almeno non c’era fino a ieri sera. La Roma aveva deciso di correre diritta per la sua strada, quella che porta al tecnico livornese, anche a rischio di andare a sbattere contro un muro a tinte rossonere. Mentre i tifosi adesso s’interrogano sempre più sulla sua effettiva volonta di venire ad allenare la Roma. A meno che non ci siano dei cavilli regolamentari che consiglino al tecnico di aspettare la rescissione del contratto. Le dimissioni, se eccepite, non consentirebbero ad Allegri di tesserarsi per la Roma.
(…) Allegri dopo aver dribblato (matematico) la stampa tutta, è finito inevitabilmente davanti ad un piatto di qualcosa alla Galliani (puntualmente fotografati). L’ultima cena da milanista? Risotto? Importante che non sia un “biscotto”, quello che andrebbe talmente di traverso alla Roma da tramortirla. Ora è vero che non si vive di solo Allegri (chiedere a Berlusconi per credere), e che si può fare buon calcio anche senza, ma è anche vero che sarebbe veramente mortificante, dopo il balletto sulle punte di Mazzarri, vedere anche Allegri svanire nelle nebbie meneghine. Nessuno alla Roma vuol credere di poter restare con il cerino in mano mentre Berlusconi, Galliani e Allegri brindano al rinnovo. E’ l’incubo per il quale Sabatini potrebbe scegliere anche di passare un paio di notti insonni pur di non rischiare che si materializzi nei suoi sogni affumicati.

PIANO B – Sabatini è arrivato ieri a Milano e aveva deciso di restare per un po’, almeno fino a quando non aveva risolto il nodo del tecnico. Ma dovrà fare almeno un altro viaggio e approntare in tutta fretta un piano B. Con i nomi già fatti negli ultimi giorni: Bielsa, Blanc, Rudi Garcia, Mancini, Panucci. C’è perfino Ancelotti ancora non ufficializzato da qualcuno. (…) Senza considerare che la Roma ha già due allenatori a libro paga: Zeman e Andreazzoli. L’obiettivo unico è invece lì, davanti agli occhi, a un paio di ristoranti di distanza. Sabatini in pressing a Milano e Franco Baldini chiuso nel suo ufficio di Trigoria, appena tornato dalla sua misteriosa missione londinese dove ha visto Pallotta. Direttore generale e direttore sportivo, finiti loro malgrado nell’occhio del ciclone dopo la rovinosa sconfitta di domenica nel derby, hanno dato seguito all’annuncio a caldo. «Da domani – aveva detto Baldini nella pancia rovente dell’Olimpico – ci rimettiamo al lavoro per fare una Roma più forte» . (…)
TUTTO FATTO – Prendere Allegri e voltare pagina. La Roma è d’accordo con l’eclettico Max che a lungo andare rischia di passare per un grande indecisionista. Gli ha offerto un contratto di tre anni a 2,8 milioni a stagione con premi a crescere proporzionali agli obiettivi. Ha poi modulato l’offerta, nel senso che Allegri potrà anche scegliere un biennale più ricco, da 3,4 milioni a stagione. Il tecnico potrà portare con sè l’intero staff a partire da Mauro Tassotti, suo fidato secondo che lascerebbe anche il Milan dopo una vita, per seguirlo a Roma. Allegri avrebbe già dettato l’agenda e compilato la lista della spesa, a conoscenza sia di Baldini che di Sabatini. Gli ultimi dubbi sulla sua avventura romana sarebbero stati fugati da almeno due telefonate con Jim Pallotta che gli avrebbe garantito personalmente i pieni poteri tecnici a Trigoria e la bontà del progetto a breve-medio termine. Insomma, la Roma, che insegue Allegri già da febbraio, e che ha avuto l’ok del tecnico, aspetta fiduciosa ma ora con qualche punto interrogativo di troppo un sì che nelle intenzioni del club giallorosso doveva arrivare già nelle prossime ore e che invece slitta ancora. Di qualche giorno. Uno stillicidio.

La Roma prepara un’altra estate a casa Pallotta

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GAZZETTA DELLO SPORT (C. ZUCCHELLI) – L’home page del sito della Major League americana di calcio nell’annunciare l’amichevole con la Roma che si giocherà a Kansas City il 31 luglio aveva in bella mostra le foto di Totti, Bradley e De Rossi. Sicuramente, quel giorno, anzi quella notte visto che si giocherà alle 21, il capitano e lo statunitense ci saranno mentre sul vice di Totti certezze non sono: dipenderà dal cammino dell’Italia nella Confederations Cup e, soprattutto, dal mercato.

NUOVA AGLIA E OBIETTIVI – In attesa di capire cosa succederà ai tormenti di De Rossi, la Roma guarda al futuro e, per la terza volta in dodici mesi, sbarca negli States. I giallorossi andranno nel paese di Pallotta dopo il ritiro di Riscone (che a questo punto dovrebbe terminare il 26 o il 27 luglio) e, oltre alla partita contro la selezione delle star statunitensi (che dovrebbero schierare anche Di Vaio ed Henry), dovrebbero giocare un’altra amichevole, probabilmente a Boston. Negli Usa sarà poi presentata la seconda o la terza maglia stagionale. «L’All Star Game rientra nelle iniziative che vogliamo portare avanti negli Stati Uniti — ha commentato un soddisfatto Pallotta — e siamo onorati di partecipare a un evento del genere». La Roma è il primo club italiano ad essere invitato, prima era toccato, tra gli altri, a Manchester United e Chelsea. Per il club l’obiettivo è sempre lo stesso: valorizzare il marchio, come ha sottolineato anche l’ex ad — e stretto collaboratore di Pallotta — Mark Pannes: «Siamo orgogliosi di partecipare perché sappiamo quante potenzialità abbia un marchio come la Roma».

LACRIME E MARE  Magari, si augurano i tifosi, lo sviluppo del marchio dovrebbe passare anche e soprattutto dalla costruzione di una squadra di livello. Tra le poche gioie dell’ultima stagione la vittoria contro la Juve, che Francesco Totti, autore del gol decisivo, ha voluto ricordare nel sesto episodio della serie «Forza Roma» su Kick tv. Per cercare di allentare un po’ la tensione, mercoledì Totti ha invitato a pranzo a Ostia De Rossi e Perrotta, due che nella Roma ci stanno da anni, come lui, e che ben capiscono lo stato d’animo della parte – romanista – della città. Menù di pesce, pochi sorrisi, tanta voglia di provare a dimenticare la delusione di Coppa.

L’ADDIO DI OSVALDO  Se i pensieri di Totti sono chiari, chissà cosa si agita nella mente di Dani Osvaldo. La sua ex compagna, Elena Braccini, ieri ha provato a fare un po’ di chiarezza: «A Firenze tornerebbe di corsa e non solo per le bambine. Non so cosa farà, ma una certezza c’è: senza alcun dubbio andrà via da Roma». A Trigoria se ne sono fatti una ragione.

La Roma alle corde: ora si vira su Garcia. Baldini verso l’addio

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GAZZETTA DELLO SPORT (A. PUGLIESE) – E adesso la Roma che fa? Difficile capirlo, di certo a Trigoria ci sono rimasti male. Anzi, malissimo. Si aspettavano che Allegri chiudesse la sua storia d’amore con il Milan proprio ieri sera (e su questo avevano avuto delle garanzie dall’entourage del tecnico livornese) ed erano pronti ad annunciare il tecnico in queste ore, al massimo domani. Una necessità, anche per calmare una piazza in ebollizione, che proprio in questi giorni sta manifestando tutto il proprio dissenso nei confronti della Roma americana e dei suoi principali dirigenti (Baldini e Sabatini). L’ennesimo rinvio ha invece indispettito il club giallorosso. Quasi un voltafaccia (più o meno sulla falsariga di quello già subito da Walter Mazzarri), preso alla stregua di un mezzo addio. E anche se un piano B (o C, appunto, considerando l’attuale tecnico dell’Inter) a Trigoria ancora non c’è, è chiaro che si comincia a pensare anche a una serie di possibili alternative.

ALTERNATIVE In buona sostanza, la Roma non può più aspettare. E forse non lo vuole neanche fare, per evitare altre brutte figure con i tifosi. La gente, dopo la seconda stagione fallimentare (a livello di risultati) e la ferita lacerante della Coppa Italia, si aspettava un segnale e cioè l’allenatore, appunto. Aspettare ulteriormente Allegri vorrebbe dire consegnarsi mediaticamente nella mani di un tecnico che oramai — è evidente — considera la Roma una scelta di ripiego rispetto al Milan. Ecco perché, nel frattempo, Sabatini e Baldini stanno pensando di riallacciare una serie di contatti già avviati nei giorni scorsi. Il primo nome sul taccuino di Trigoria è quello di Rudi Garcia, che due stagioni fa ha portato il Lille alla vittoria della Ligue 1 e che a Trigoria piace. La Roma, nonostante le smentite di turno, nei giorni scorsi ha parlato anche con Frank Rijkaard, oltre che con Bielsa e Blanc. Baldini, poi, sogna da tempo Brendan Rodgers (Liverpool), di cui è grande amico, ma sa che è durissima prenderlo, per tanti motivi. A cominciare dal fatto che la Roma puntava a un tecnico italiano per evitare periodi di assestamento. Tra gli altri nomi che ballano a Trigoria, poi, ci sono quelli di Pioli (la prima scelta di Sabatini), Panucci, Di Francesco, Donadoni, Mancini (che verrebbe, ma che da ex laziale avrebbe delle ovvie difficoltà ambientali) e Colantuono, che qualcuno ieri dice di aver visto a colloquio con Sabatini. Anche se il sogno un po’ di tutti (soprattutto dei tifosi) sarebbe Carlo Ancelotti.

QUASI ADDIO  Intanto, dopo essere rientrato ieri da Londra, da ieri Baldini ha ripreso il suo posto a Trigoria, continuando a lavorare per la Roma. Stanco, per alcune cose anche sfiduciato, sicuramente con mille pensieri. A cominciare dal prossimo allenatore, è chiaro, fino al suo futuro, sempre più lontano dalla Capitale. Già, perché queste due stagioni hanno creato più di un dubbio nel d.g. giallorosso, aumentati dalla contestazione successiva alla finale di Coppa Italia. Proprio dopo quella finale, conclusa la quale, Baldini disse: «Sono il primo responsabile, devo riflettere sul futuro». Quella riflessione Baldini la farà nei prossimi giorni con Pallotta, ma solo dopo che la Roma avrà il tecnico. Poi Baldini forse presenterà le sue dimissioni a Pallotta, il quale si è reso conto che l’ambiente romano intorno a lui è oramai incandescente. E stavolta che farà Pallotta? Fino a un mese le avrebbe respinte, ora potrebbe anche accettarle.

Allegri non si decide, la Roma è senza tecnico

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IL MESSAGGERO (M. FERRETTI) – Max Allegri è ancora l’allenatore del Milan e questo significa che non è ancora il nuovo tecnico della Roma, a patto che un giorno lo diventi. L’ad rossonero Adriano Galliani – ovviamente d’accordo con Allegri – è riuscito a prendere altro tempo, vanificando l’attesa e le speranze della Roma. Una Roma adesso in grossa difficoltà: ecco perché torna d’attualità l’ipotesi di una soluzione B per la panchina giallorossa.

NO ALL’INCONTRO IN SEDE – Dopo una lunga attesa, cominciata davanti alla sede del Milan alle prime ore del mattino, ieri intorno alle 17,30 è trapelata la notizia che il faccia a faccia tra Adriano Galliani e Max Allegri, previsto per il primo pomeriggio, era saltato. O meglio, era stato rinviato con sede e orario da individuare. Insomma, nessun incontro in via Turati ma altrove, magari in serata e al riparo da occhi indiscreti. L’ennesimo colpo di scena di una telenovela ricchissima di certezze, bugie e bluff.

ROMA ALLA FINESTRA – E il club giallorosso? Walter Sabatini a Milano pronto a tutto (anche a fermarsi lì nella giornata odierna), e Franco Baldini, rientrato dall’Inghilterra, a Trigoria anche lui praticamente pronto a tutto: ecco lo schieramento della Roma in attesa di sapere. Con un pizzico di ottimismo, forse legato ai tanti colloqui intercorsi (pure ieri) con Allegri, ma anche con un filo di impazienza per poter sistemare prima possibile la questione allenatore. Un’offerta di 3,5 milioni di euro netti a stagione per due anni e la garanzia di investimenti importanti: queste le carte mostrate dalla Roma al tecnico di Livorno, dopo l’umiliante sconfitta nel derby. Una proposta impossibile da rifiutare, un invito da prendere al volo. Non per Allegri (innamorato del Milan), che ha preso più volte tempo. L’ultima ieri sera davanti a un buon bicchiere di bianco.

LA CENA – Intorno alle ore 21, Galliani e Allegri si sono visti a cena in tranquillo ristorante, Il Consolare, in zona Brera. Tutto è ancora possibile, si diceva negli ambienti milanesi prima dell’incontro tra i due certificato da un tweet con tanto di foto. Cioè vittoria di Galliani (Allegri ancora al Milan) oppure addio, con Max diretto nella Capitale. Fuori del locale ancora una volta cronisti e telecamere in attesa di carpire una dichiarazione. Con un’indiscrezione: la Fininvest avrebbe suggerito di non esonerare Allegri per una questione di bilanci. Dunque, se mai dimissioni di Max, in caso di mancato rinnovo. Sintesi della cena? Nulla di fatto, con una doccia fredda per la Roma: i due hanno concordato un ulteriore incontro all’inizio della prossima settimana, lunedì o al massimo martedì, stavolta con il presidente Berlusconi. Una vittoria politica di Galliani, che come Allegri non ha rilasciato dichiarazioni (sono usciti dalla cucina)? Impossibile negarlo. Ma non è assolutamente certo, visti i precedenti, che lunedì ci sarà questo incontro a tre…

L’OLANDESE AL MARE – Clarence Seedorf, individuato da Berlusconi come il nuovo allenatore del Milan, non è stato convocato per la partita del Botafogo contro il Santos ed è stato avvistato ieri a pranzo in riva al mare con un paio di dirigenti del suo club. A Rio de Janeiro garantiscono che qualche giorno fa Seedorf è stato raggiunto da una telefonata dall’Italia, cioè da Berlusconi, che gli ha annunciato di essere il prossimo allenatore rossonero. Forse, a questo punto.

L’AD IN GEORGIA – Oggi Adriano Galliani volerà in Georgia per partecipare all’addio al calcio di Kaladze, portandosi dietro un nutrito gruppo di giornalisti, «perché ci sarà da scrivere», ha annunciato l’altro giorno. Non c’è dubbio.