Roma, contro il Chievo l’inedito tandem Destro-Osvaldo

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FONTE: IL ROMANISTA – «Il turnover? Qualcosa faremo». Andreazzoli lo ha ammesso, ci sta riflettendo, è quasi sicuro che più di qualche titolare stasera si accomoderà in panchina. I diffidati Lamela, Florenzi e Torosidis, per esempio. Il tecnico potrebbe approfittare della presunta facilità (presunta) dell’incontro anche per rischiare un “esperimento”: Destro e Osvaldo insieme in attacco. Magari con Totti alle loro spalle. Partiamo dal numero uno. «Un numero uno assoluto», lo ha esaltato Andreazzoli. Lobont lo è sicuramente, lo è per numero di maglia e per la professionalità dimostrata in questi anni da gregario. La frattura nasale non è un ostacolo, potrebbe giocare con la mascherina protettiva.

«Per quello che riguarda la determinazione di Lobont a giocare anche in condizioni particolari, non ho il minimo dubbio: lui è un grande in questo senso e non ci sono problemi». Per Aurelio è ok, per i tifosi romanisti idem. Ieri l’allenatore, che non considera il frequente cambio di modulo un ostacolo, ha provato la difesa a tre. La Roma giocherà quindi con la linea titolare: Castan, Burdisso (superbo a Firenze) e Marcos. Andreazzoli ha provato in allenamento Piris esterno alto. Dopo l’ammonizione col Pescara, Torosidis è in diffida. Un altro giallo e addio Milan. È un rischio che potrebbe anche essere corso, per carità. Però è un rischio e Piris offre discrete garanzie.

Per lo stesso motivo, potrebbe partire dalla panchina anche Florenzi. In questo caso, sempre dando per scontata la difesa a tre, a sinistra dovrebbe essere schierato Marquinho. A meno, ma è improbabile, che Andreazzoli voglia stupire tutti impiegando Dodò. Nessun dubbio invece al centro: De Rossi e Bradley. È vero che sono entrambi due mediani, due che tendono più a rompere il gioco che a crearlo, ma sotto sotto è vero solo per l’americano, perché Daniele è anche molto bravo a rilanciare l’azione. Pjanic comunque è prossimo al pieno recupero e per Andreazzoli sarà un’opzione in più. Se, come pare, sarà risparmiato anche Lamela, pure lui sotto minaccia di squalifica, in attacco le scelte saranno praticamente obbligate. Totti (o Pjanic, qualora Andreazzoli intendesse risparmiare Francesco per il Milan), più l’accoppiata Destro-Osvaldo. Dal primo minuto hanno giocato assieme solo due occasioni, entrambe con Zeman. In InterRoma 1-3 e in Pescara-Roma 0-1, dove a decidere la partita è stato proprio un gol di Mattia. Andreazzoli ha varato diversi attacchi, spesso assolutamente inediti, ma questo mai. «Possono coesistere», dice il tecnico di Massa. Anche se sono due centravanti? Sì, secondo Andreazzoli. In ogni caso, è un azzardo che col Chievo si può tentare.

 

Roma, avanza Mazzarri. Ma Andreazzoli trova lo sponsor

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GAZZETTA DELLO SPORT  (M.Cecchini)In un mondo sempre più televisivo, il futuro della Roma sembra quasi un reality legato alla bellezza. Avete presente quelle trasmissioni in cui una adolescente alle prese con inestetismi dovuti alla crescita si mette nelle mani dell’«esperto»? Per lievitare magari basta poco. Occhiali in soffitta, denti rimessi in sesto, un paio di chili in meno in certe zone topiche e la crisalide che non riesce ad emergere diventa la più bella del reame. Ecco, l’impressione è che la squadra giallorossa, per tanti addetti ai lavori, sia la miss del prossimo futuro ed è per questo che alcuni degli allenatori più in vista — Walter Mazzarri e Massimiliano Allegri su tutti (ma non solo) — la guardano con ovvia concupiscenza.

ORGOGLIO ANDREAZZOLI – Occhio, però, che al momento sulla panchina c’è un tecnico, Aurelio Andreazzoli, che alle soglie dei 60 anni scopre un comprensibile orgoglio destinato a rimetterlo in corsa per l’avvenire. Non a caso il presidente James Pallotta, uomo di sport di cultura statunitense e perciò esperto di statistiche, vede nel suo attuale allenatore un personaggio in grado di coniugare ottimi numeri (media di due punti a partita, senza contare che se oggi la Roma battesse il Chievo supererebbe persino la striscia iniziale di Fabio Capello) con un ingaggio assai contenuto, cosa che di questi tempi non è secondaria. «Tutti gli allenatori sono legati ai risultati — spiega lo stesso Andreazzoli, perorando tra l’altro l’introduzione del time out per migliorare le prestazioni — forse a volte anche troppo perché sarebbe opportuno fare valutazioni a tutto tondo. Ma in ambito sportivo il risultato è predominante. Io mi preoccupo solo di fare meglio e dare quella continuità che la squadra ha dimostrato di non avere. Abbiamo fatto miglioramenti impressionanti sotto tantissimi aspetti, basta esaminare i numeri. Poi ci sono i comportamenti. E io ho un gruppo di persone che lavora bene insieme e si rispetta. È opportuno però fare i conti a fine campionato, queste sono solo classifiche parziali. Credo comunque che alla nostra media manchi qualcosa, perché sul campo penso avremmo meritato di più». Con queste premesse, non sorprende che lanci la sfida alla corazzata Juventus. «C’è differenza, ma non credo sia così marcata come dice la classifica. Se si fa una proiezione dei nostri numeri le possibilità di competere coi bianconeri che stravincono da due anni sono concrete. Ma di strada ce ne è ancora da fare».

MAZZARRI & ALLEGRI  – Per compiere l’ultimo tratto, però, alcuni dei dirigenti pensano che sia meglio cambiare timoniere, a costo di rischiare un investimento da non meno di 2,5 milioni a stagione. In questo senso negli ultimi giorni Mazzarri sta guadagnando quota perché, oltre ad avere il vantaggio del contratto in scadenza, a Trigoria ora c’è chi pensa come la linea buonista nel calcio italiano non paghi e sia meglio un allenatore che alzi la voce, mettendo a volte il fair play in soffitta. Detto che qualche voce parla anche di colloqui fra dirigenti giallorossi e Mazzarri, Allegri comunque resta una idea (Sabatini ieri era a Milano), anche se il Berlusconi di nuovo «innamorato» potrebbe incollarlo alla panchina del Milan.

VOCI MONTELLA  – Restando ai sussurri legati alle esternazioni di ieri di Montella, c’è chi afferma come la Roma sia pronta a tornare a Canossa con Montella, bocciato improvvidamente lo scorso anno. Impressioni? Ipotesi difficile, anche perché in caso di addio ai viola il Milan potrebbe bussare forte. Ma il calcio è strano e di sicuro l’Aeroplanino è legato a Roma e anche ad Andreazzoli. Che di sicuro, vada come vada, resterà a Trigoria. D’altronde, se la Roma diventerà davvero la più bella del reame, il merito sarà anche suo.

Un gol di De Rossi: se non ora, quando?

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GASPORT (M.Calabresi)Non è rassegnazione, ma un piegarsi agli eventi, alla faccia della scaramanzia. Da qualche partita, Daniele De Rossi gioca di nuovo con la maglia a mezze maniche. Entrambe mezze maniche, dopo che per una vita era sceso in campo con il braccio sinistro «coperto», non quello del tocco incriminato che ha fatto infuriare la Fiorentina. Pare che durante una partita di Champions gli fu strappata la manica destra, lui giocò alla grande e l’episodio di una sera divenne un rito. Ma quando per una stagione cerchi il gol e non lo trovi, e troppo spesso il rendimento è sotto la sufficienza (media voto Gazzetta 5,54), attaccarsi a queste cose diventa inutile. E De Rossi se n’è reso conto.

CONTO IN SOSPESO  – Stasera c’è l’avversario giusto per cancellare quello zero: il Chievo, il suo bersaglio preferito. In realtà sarebbe l’Inter, a cui De Rossi ha segnato già sei volte, ma ci sono di mezzo la Coppa Italia e la Supercoppa, e lo stesso vale per il Catania, colpito in quattro occasioni. Come il Chievo, ma in questo caso si conta solo il campionato: doppietta nell’aprile 2006 in un 4-4 allo stadio Bentegodi, un gol dopo neanche un minuto nel gennaio 2010 (unico allo stadio Olimpico), e uno lo stesso anno nella gara di ritorno, dove 20 mila tifosi giallorossi non bastarono per trascinare la Roma di Claudio Ranieri allo scudetto. Parte di quelli, sabato erano anche a Firenze, a godersi l’esultanza di Osvaldo, ma anche quella di De Rossi, uno che quando c’è da festeggiare finisce sempre con i pugni levati al cielo e la vena di fuori.

ESTATE CALDA – Con la maglia della Roma, una scena così per un suo gol De Rossi non la vive da oltre un anno. Non fa testo quello a Cesena nell’ultima giornata dello scorso campionato (ultimo in ordine di tempo), lì c’era poco da esultare: bisogna tornare alla sfida di Catania del 14 gennaio, poi sospesa per pioggia, quando De Rossi si tolse pure la maglia. Ne fece vedere una, di maglia, anche Francesco Totti nell’ultimo Roma-Chievo, sei giorni prima: finì 2-0, con due gol dal dischetto del capitano. C’era scritto «scusate il ritardo», perché Totti in campionato non aveva ancora segnato. Quel giorno De Rossi, sostituito, ricevette una standing ovation, che nel periodo del rinnovo del contratto fece il suo bell’effetto quando si trattò di mettere la firma. Tra qualche settimana, le voci (e non solo quelle) su una possibile cessione di De Rossi torneranno d’attualità: aspettando l’estate e le riflessioni che ne deriveranno, è la serata ideale per scusarsi del ritardo, proprio come fece il suo capitano.

Allegri al bivio: Galliani media. E ora Berlusconi apre

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GAZZETTA DELLO SPORT (C.Laudisia) Un’altra settimana in attesa. Dei punti necessari per sentirsi certi dei preliminari di Champions, e poi dell’incontro che stabilirà il futuro. Il destino di Massimiliano Allegri resta in sospeso, così come quello di eventuali eredi per la panchina del Milan, ma i segnali che arrivano da Silvio Berlusconi sono positivi: le perplessità del presidente starebbero per cadere sotto la pressione di Adriano Galliani, da sempre sostenitore della necessità di tenere Allegri in carica ancora per una stagione. Dopo Milan-Roma, quando la situazione di classifica dovrebbe essersi delineata, Galliani e Allegri si incontreranno ancora, ma già prima di Milan-Torino i due si erano parlati. E come Berlusconi, anche Allegri è sensibile all’opera di mediazione di Galliani. Il nodo resta il rinnovo, del quale si parlerà a terzo posto raggiunto: non è buono per nessuno cominciare una stagione con un allenatore in scadenza, ma con la Champions in tasca le perplessità potrebbero cadere e Allegri potrebbe evitare di chiedere di andarsene, quindi di essere liberato in anticipo.
TROPPO PRESTO  Berlusconi invece deve essersi convinto di ciò di cui Galliani è convinto da tempo: in questo momento sarebbe prematuro pensare a uno dei fedelissimi di Ancelotti. Nelle ultime settimane si è parlato molto di Seedorf, verso il quale Berlusconi aveva espresso grande stima a taccuini chiusi («per il Milan mi piacerebbe una figura internazionale, uno alla Seedorf che parli tante lingue e sia conosciuto ovunque»). Ieri Seedorf ha rilasciato una dichiarazione che sui siti internet italiani è già stata interpretata in modi diversi, ma il testo ufficiale è lineare: l’olandese ha escluso ogni contatto con il Milan. «Nella mia carriera ho sentito tante voci. Se il Milan mi chiamasse sarebbe un’altra cosa, ma non mi ha contattato nessuno. Sono solo pettegolezzi», ha detto a Lancenet. Il nome di Seedorf può essere valido per il futuro (un futuro per il quale sono in corsa Inzaghi e Gattuso), ma difficilmente utilizzabile per la successione immediata ad Allegri. Il quale ha ripetuto più volte di considerare il Milan una priorità, ma dovrà scoprire a quali condizioni il suo lavoro può continuare. Allegri è infastidito per molte cose, però le parole di Galliani hanno sempre il potere di rigenerarlo. E l’appoggio della squadra lo rafforza.

GRANDI ELETTORI  I giocatori sono dalla sua parte e gli italiani tirano il gruppo. Schierati con il tecnico ci sono i senatori vecchi e nuovi, El Shaarawy, uno dei sostenitori più convinti, Balotelli e altri in ordine sparso. Il problema resta il gradimento di Berlusconi, che negli anni non ha risparmiato critiche a nessuno dei suoi allenatori. Ma Galliani sa che trovare adesso un successore con l’esperienza giusta e uno stipendio abbordabile non è semplice. Per questo continuerà a mediare fra i malumori stabili e passeggeri di presidente e tecnico. La soluzione del caso è vicina.

Cherubini: “Allegri sarà l’allenatore della Roma”, Cerboni: “Fatta al 99%”

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GIALLOROSSI.NET – Nonostante le smentite piovute sabato, alcuni giornalisti sportivi si dicono assolutamente convinti che Massimiliano Allegri sarà il prossimo allenatore della Roma.

Totti: “Roma-Lazio di Coppa Italia? E’ come una finale di Champions”

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KICKER.DE – Francesco Totti in un’intervista al settimanale tedesco “Kicker” racconta che 25 anni fa sua madre poteva scegliere se inserire il giocatore nelle giovanili della Lazio o della Roma.Lei decise per la Roma – dice il capitano giallorosso – Se fosse stato altrimenti l’avrei uccisa….Certamente avrei vinto di piu’ se fossi andato altrove, ma non rimpiango la mia decisione nemmeno per un secondo”.

“Silvio Piola? Me ne mancano 47 per raggiungerlo, non sara’ facile, ma il mio obiettivo è molto chiaro. La finale di Coppa Italia con la Lazio? Sarà una festa in cui Roma si ferma. Per me  è come una finale di Champions League“.

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FOCUS – Ecco perchè Andreazzoli non può essere riconfermato

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GIALLOROSSI.NET (A. Fiorini) – I meriti di Andreazzoli sono evidenti e innegabili. La media punti con cui sta viaggiando la sua Roma fa invidia alle big del nostro campionato. E’ una media da zona Champions. Contro la Fiorentina sono arrivati tre punti rocamboleschi, grazie ad una vittoria fortunosa ma non “rubata”. E i meriti di Andreazzoli nella mezza impresa di sabato scorso sono innegabili: alzi la mano chi, a metà del secondo tempo, non stava invocando a gran voce l’inserimento di Destro al posto dell’evanescente Osvaldo.

Vittoria fortunata, ma l’essere fortunati è sempre un merito e mai un demerito. Detto questo, la risposta alla fatidica domanda “Andreazzoli dovrebbe essere riconfermato?”, rimane negativa. Questo perchè, in un certo senso, Andreazzoli è già stato bruciato ancora prima che la sua candidatura riprendesse quota. Bruciato dai nomi di Allegri e Mazzarri circolati in questi giorni su tutti i media. Due candidati fortissimi, contro cui Andreazzoli non ha la forza di concorrere.

Ecco perchè, se alla fine dei giochi dovesse esser confermato Andreazzoli, sarebbe un mezzo dramma (sportivamente parlando). Per il terzo anno consecutivo la Roma si presenterebbe alla piazza con un allenatore che non rappresenta la prima scelta della società, ma nel migliore dei casi la terza o la quarta. Un segnale di debolezza sotto ogni punto di vista, da evitare come la peste in vista in vista di una stagione, la prossima, che non può essere fallita.

Ecco perchè Andreazzoli non potrà essere confermato. Ma la sua esperienza (al momento positiva) sarà servita a far capire che questa squadra ha bisogno di un allenatore “normale”, in grado prima di tutto di saper fare gruppo. Allegri o Mazzarri dovranno ripartire da questo prezioso insegnamento.

Andreazzoli: “Il mio futuro? Aspettiamo gli eventi. Destro e Osvaldo possono giocare insieme. Domani farò un po’ di turn-over”

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GIALLOROSSI.NET –  Queste le parole di Aurelio Andreazzoli nella conferenza stampa alla vigilia di Roma-Chievo, in programma domani sera alle ore 20:45.

TRIGORIA – Lobont in campo, Andreazzoli torna alla difesa a tre

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GIALLOROSSI.NET (qui Trigoria) – Miracolo Lobont: nonostante la frattura al naso rimediata sabato sera contro la Fiorentina, il portiere rumeno oggi è sceso in campo. Il numero uno però si allena a parte, e non prenderà parte alla sfida contro il Chievo. Mister Andreazzoli ha provato in partitella la difesa a tre. Dalle indicazioni di oggi il tecnico potrebbe dare una chance a Dodò da titolare per la partita di domani sera. In attacco dovebbe tornare Destro, e non è escluso che possa giocare in tandem con Osvaldo. Totti, autore di una tripletta in partitella, potrebbe restare a riposo in vista del Milan.

Questa la probabile formazione di Roma-Chievo:

Roma (3-4-1-2) – Goicoechea, Castan, Burdisso, Marquinhos, Dodò, De Rossi, Pjanic, Torosidis,, Lamela, Destro, Osvaldo.

ON AIR – D’Ubaldo: “Allegri sempre favorito”, Trani: “Mazzarri pensa seriamente alla Roma”, Petrucci: “Il prossimo allenatore? Sono preoccupato”, Corsi: “Resta Andreazzoli? Mi prende un colpo”

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ON AIR (Giallorossi.net) – Prosegue la nostra rubrica dedicata al variopinto mondo delle radio romane. Un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore.
Buon divertimento!

Franco Melli (Radio Radio): “Andreazzoli merita la riconferma sparata. E’ bravo, e poi c’ha un satellite enorme, che non guasta”

Roberto Pruzzo (Radio Radio): “Credo che i dirigenti della Roma stiano pensando seriamente di andare avanti con Andreazzoli”.

Guido D’Ubaldo (Radio Radio):Baldini ha detto che la Roma non ha raggiuto l’accordo con nessuno, non che abbiano contattato nessuno. Allegri per me resta sempre in pole-position. Nella Roma c’è un dibattitto sulla scelta del nuovo allenatore, tutti i dirigenti, anche quelli che rapporesentano gli americani, vogliono avere voce in capitolo”

Roberto Renga (Radio Radio): “Spero che per l’allenatore della Roma ci sia un’idea precisa. Se Andreazzoli dovesse restare, dovrebbe essere perchè sono convinti di tenerlo, e non perchè Allegri e Mazzarri ti dicono di no. Possibile che tutti gli anni è così? La Roma è una società che deve stare ad aspettare in ginocchio la risposta di un allenatore? Ragazzi, questa è la Roma…”

Di Giovambattista (Radio Radio): “Aurelio sul campo esce sconfitto sette a zero contro Montella. La Roma ha vinto, ma non mi sembra abbia combintato tante cose.”

Stefano Petrucci (Tele Radio Stereo): “La situazione allenatori è molto nebulosa, sono preoccupato perchè la decisione spetta più alla volontà degli altri piuttosto che dalla tua.  Andreazzoli è uno straordinario traghettatore, ha ristabilito dei rapporti umani che non c’erano nella Roma. Questo i seguaci di “Scientology” (Zeman, ndr) non lo capiranno mai, perchè continuano a pensare all’imboscata fatta al genio della strategia e della tattica. Andreazzoli ho delle perplessità, anche perchè se restasse lui sarebbe perchè non è venuto nessun’altro. Sarebbe terrificante. Se Allegri e Mazzarri non dovessero arrivare alla Roma sarebbe un casino”.

Mario Corsi (Centro Suono Sport): “La Roma ha vinto con merito. I due pali? Stanno lì per proteggere la rete. Ma come si può dire che abbiamo rubato, dopo tutto quello che ci hanno fatto in questi anni? Oggi però leggo che forse rimane Andreazzoli e mi prende un colpo. Allegri? Il Milan è la squadra che gioca peggio di tutto il campionato, perfino il Cagliari o il Torino hanno un’identità e giocano meglio dei rossoneri. A me piacerebbe Mazzarri, ma credo che sia molto difficile che possa venire”

Dario Bersani (Tele Radio Stereo): “Si parla di Allegri e Mazzarri, ma loro tengono le carte copertissime. In tutto questo c’è Andreazzoli che giustamente continua a giocarsi le sue carte. La squadra però non gioca bene, è inutile nasconderlo. Montella come atteggiamenti è stato spiacevole, anche come calciatore lo era”

David Rossi (Tele Radio Stereo): “La Roma non mi è sembrata in balia della Fiorentina nel primo tempo. Io credo che Andreazzoli abbia lasciato per scelta l’iniziativa ai viola. Nel secondo tempo c’è stata una supremazia dei toscani, se andiamo a vedere le occasioni della Fiorentina sono tutti tiri da fuori area. Il rigore di De Rossi? Mi sembra che tocchi la palla con la spalla e non col braccio. Montella? E’ un ipocrita, l’ho sempre trovato un ipocrita.”

Ugo Trani (Rete Sport): “Mazzarri alla Roma? Il problema è capire il nuovo progetto del Napoli. Perchè De Laurentiis i soldi è disposto a darglieli, però poi magari gli vende Cavani. Mazzarri ci sta pensando in maniera molto concreta alla Roma. Il progetto della Roma è migliore rispetto a quello del Napoli”.

Luca Valdiserri (Rete Sport): “Allegri ha rotto col Milan. La Roma è nettamente sulla strada di Allegri, e Allegri non ha nessun timore di affrontare la piazza romana. A lui la rosa giallorossa piace e non crede sarebbe necessario fare tanti acquisti per migliorarla. La scelta credo che sia stata fatta.”

Mazzarri: “Il mio futuro? Dirò tutto dopo la partita con la Roma”.

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GIALLOROSSI.NET – Resta da sciogliere il futuro di Walter Mazzarri sulla panchina del Napoli. E la Roma, che resta in pressing sull’allenatore dei partenopei, spera di riuscire a convincerlo a rinunciare ai tre milioni e mezzo offerti da De Laurentiis per sposare il progetto giallorosso. Ieri il tecnico toscano ha deciso di dribblare le domande sul proprio destino, rimandando il discorso al termine dell’ultima giornata di campionato.

“Del futuro adesso non parlo, ci sarà tempo. Adesso pensiamo a chiudere questo secondo posto – ha affermato Mazzarri ai microfoni di Sky Sport -. Poi dopo la partita con la Roma, parlerò col presidente e dirò tutto”. I dubbi sulla permanenza del tecnico sulla panchina del Napoli a questo punto sono d’obbligo: il suo tentennare davanti all’offerta di un rinnovo biennale a cifre molto consistenti fanno sperare i tifosi giallorossi, che vedono in Mazzarri il candidato migliore alla panchina della Roma.

Osvaldo, ora Roma vuole che resti

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CORSERA (G. PIACENTINI) – «Roma è una piazza che dimentica facilmente». Se c’è una persona all’interno della Roma che può interpretare il pensiero della tifoseria romanista

Che fine ha fatto Julio Sergio? S’allena, s’allena…

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CORSPORT In verità, la Roma avrebbe pronta a Trigoria la soluzione al problema improvviso dei portieri. Una soluzione che darebbe certamente maggiori garanzie rispetto alla promozione lampo di Svedkauskas.
Solo che non ferrà sfruttata. Sarebbe troppo controversa e aprirebbe scenari anche legali di complicata gestione. Ricordate Julio Sergio detto Bertagnoli? (…)

Ma non è sparito. Resta un giocatore della Roma con regolare contratto. A metà marzo ha chiesto di allenarsi con il resto della squadra e in questo periodo sta lavorando tranquillamente a Trigoria. L’allenatore Andreazzoli, che con lui ha un ottimo rapporto, potrebbe anche utilizzarlo in attesa della fine dell’emergenza. Ma è difficile che in questo caso la Roma rinunci alla sua posizione intransigente.

Sprint Allegri-Mazzarri, ma Aurelio sale

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CORSPORT – La soluzione esterna rimane la più probabile. Per una serie di motivi, poco o nulla legati all’effettiva stima che i dirigenti della Roma nutrono per Andreazzoli. Intanto ci sono i vari e impegnativi contatti che Sabatini e Baldini hanno intrecciato con altri allenatori: niente accordi, tantomeno carte firmate, però prese di contatto impossibili da considerare autoconclusive. (…)

Non si offenderà nessuno se diciamo che la scelta numero uno del direttore sportivo Walter Sabatini sarebbe il suo omonimo Mazzarri, un cagnaccio da guardia incaricato di mettere ordine nel cortile talora indisciplinato di Trigoria. Mazzarri però è fortemente amato a Napoli e anche lui esita a rompere il legame con una città tanto calda e in sintonia con il suo temperamento.  Tutto considerato il favorito della corsa resta Massimiliano Allegri.(…) Naturalmente tutto questo è appeso ai risultati delle ultime partite e soprattutto all’eventuale (probabile?) qualificazione del MIlan alla Champions League.

Con possibilità ormai ridotte rimane sul tappeto la candidatura di Stefano Pioli, tecnico flessibile di ispirazione in qualche modo andreazzoliana: uno che piega senza porsi scrupoli d’orgoglio le proprie idee teoriche alla realtà dei giocatori a disposizione. (…). Anche Andreazzoli ormai appare piazzato meglio di Pioli sulla griglia di partenza.

Rebus Osvaldo: ora la Roma non è più sicura di cederlo

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FONTE: CORSPORT – Il futuro di Osvaldo sta diventando un rebus. Le sue prestazioni recenti, cinque gol nelle ultime cinque partite inclusa la tripletta al Siena, non solo lo hanno riproposto al top della forma e all’altezza delle aspettative, ma hanno anche insinuato il dubbio nei dirigenti giallorossi che forse privarsi di uno così, pur avendo un Destro su cui puntare forte, sarebbe comunque una sciocchezza. Soprattutto se, come sperano anche i tifosi, la Roma nella prossima stagione sarà impegnata in Europa League: un torneo molto lungo, con partite al giovedì e che impone un sostanzioso turnover.
CONVIVENZA – Dove lo trovi in giro uno come Osvaldo? Se c’è, ti chiedono una fortuna. E allora il dubbio sorge spontaneo. Ma davvero Destro e Osvaldo non possono convivere in un club che si dichiara ambizioso e che vuole diventare il top nel mondo? Certo, si tratta di due prime punte, ma va anche considerato che hanno caratteristiche diverse sia nei movimenti che nelle conclusioni. (…)
VOLONTA’ – (…) In questo senso una nuova avventura all’estero dopo l’esperienza all’Espanyol, lo tenterebbe eccome. Destinazione Londra, per motivi calcistici ma anche musicali. Il Tottenham gli sta facendo una corte discreta ma serrata. Osvaldo gradirebbe. In Italia c’è la fila. Se la Roma dovesse mettere all’asta il suo gioiello, Napoli, Fiorentina e Juve si accapiglierebbero. Ma una Roma ambiziosa può volere che un suo giocatore vada a rinforzare una diretta concorrente in Italia? A Trigoria dovrebbero avere la certezza che la contropartita sia all’altezza se non migliore. O che il ricavato dalla cessione serva davvero a rinforzare la squadra se non in attacco, in reparti in cui la squadra è stata ed è tutt’ora carente. Una delle chiavi per la soluzione del caso può essere il ritorno alla base di Borriello, ancora giocatore della Roma.