Roma-Mazzarri, c’è il contatto

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REPUBBLICA.IT (M .PINCI) – Appuntamento lunedì, nel primo pomeriggio, a Trigoria. Non l’unico delle ultime settimane tra la Roma e Giuseppe Bozzo. Un incontro per parlare “di un paio di giocatori” (Basta dell’Udinese, l’argentino Rojo dello Sporting), come fin troppo candidamente ammettono le parti. Ma utile, soprattutto, per quella che a oggi rappresenta la priorità del club: la scelta del tecnico per la prossima stagione. Allegri il primo nome sulla lista, Pioli un’ottima alternativa. Eppure le ultimissime ore hanno visto crescere le quotazioni di Walter Mazzarri.

Il tecnico rossonero, nome forte con cui la dirigenza giallorossa è in contatto da ottobre e che piace per stile e capacità di dare un’identità alle proprie squadre, resta il preferito. Ma il suo futuro sembra legato alla Champions del Milan, e attendere non è certamente la soluzione ideale dopo due fallimenti. E allora alle sue spalle inizia a stagliarsi la figura dell’allenatore del Napoli (assistito proprio da Bozzo). Poco simpatico caratterialmente ai dirigenti Baldini e Sabatini (che rinnoverà entro maggio il suo contratto), per le scenate in campo, le proteste contro gli arbitri, uno stile forse eccessivo. Ma l’ultimo mese ha fatto crescere la convinzione – anche tra le mura di Piazzale Dino Viola – che serva una figura di forte personalità, capace di tirare fuori dalla squadra un agonismo che troppo spesso (quella con il Pescara è soltanto l’ultima dimostrazione) latita, a prescindere dall’importanza della gara.

Già nella mattinata di ieri il ds Sabatini e Aurelio Andreazzoli hanno pesato i problemi della Roma. A partire dalla triste abitudine di iniziare le gare in modo fiacco. Sotto accusa preparazione fisica (ma la ripresa a ritmi elevati testimonia comunque una squadra in salute), ma soprattutto mentale, caratteriale. Come risolverla? Puntando su un tecnico “alla Conte”, anche antipatico ma in grado di ricostruire la voglia del gruppo e quella “sofferenza per le sconfitte” che il club rincorre da tempo. Mazzarri risponde a questo profilo più di Pioli e forse anche di Allegri. E inoltre con il contratto in scadenza a fine stagione consente di pianificare da subito la nuova stagione. Se la Roma lo volesse davvero, però, dovrebbe sbrigarsi, convincendo il tecnico prima di una eventuale firma sul rinnovo con il Napoli, che spinge per prolungare il contratto già nelle prossime ore.

Allegri verso la Roma: gli sviluppi

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GIALLOROSSI.NET – Allegri sembra sempre più vicino all’addio dal Milan a fine anno. Berlusconi non  vedrebbe di buon occhio nemmeno il raggiungimento del terzo posto, considerato un ridimensionamento per un club abituato a vincere. Il tecnico sembra sempre più convinto di lasciare Milano a fine anno, ma solo nel caso in cui non arrivi una proposta per il rinnovo di contratto (in scadenza nel 2014). La Roma attende, pronta a sferrare l’attacco finale per convincere il tecnico toscano ad accettare le sue avances. L’allenatore dei rossoneri resta il grando obiettivo della Roma, e al momento è il candidato numero uno alla panchina giallorossa. Ma lo scoglio da superare non sarebbe solo la volontà del Milan. Resterebbe ancora da convincere lo stesso Allegri, non ancora del tutto persuaso di sposare il progetto Roma. Una sfida che lo affascina da una parte, ma che dall’altra lo intimorisce.

L’attuale allenatore dei rossoneri infatti sarebbe perplesso circa l’ecatombe di tecnici che si sta verificando nella capitale da qualche tempo a questa parte. Fonti vicine al tecnico parlano di dubbi che starebbero portando Allegri a considerare anche le offerte provenienti dall’estero, dove forse il tecnico potrebbe lavorare con più facilità. Ma la Roma, in caso di divorzio col Milan, farà di tutto per dissipare le sue incertezze e portarlo nella Capitale.

A.F.

Lo sfogo di Zeman: “Roma, ti ho amato più di ogni altra cosa. Ora sono deluso”

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FONTE: GASPORT/CORSPORT – «L’ho amata più di ogni altra, e sono rimasto deluso. La verità è che ho sempre anteposto i suoi interessi ai miei. Perché tutto quello che ho fatto e detto, io l’ho fatto e detto per il suo bene».

Zdenek Zeman parla della sua Roma, in una lunga intervista che questa mattina riportano alcuni dei principali quotidiani sportivi. Il boemo va a ruota libera.

Ha metabolizzato il dolore per l’esonero della Roma?

«Andiamo avanti, se può…».

Torniamo  al 2 febbraio scorso: l’esonero era nell’aria… 

«Io so che il 22 dicembre, dopo aver battuto il Milan, eravamo, quasi unanimemente, la squadra che con la Fiorentina esprimeva il più bel calcio in Italia. E la Roma con la Fiorentina ne ha vinte anche due su due….».

Però qualcosa era cambiato…
«Non dentro di me: quando sono tornato a Roma, l’ho fatto innanzitutto per affetto, perché sono legato al club, perché volevo ripartire – tredici anni dopo – e provare a regalare ai tifosi le stesse soddisfazioni di Pescara. Oggi, a posteriori, non saprei dirle perché sono stato chiamato, né perché mi sia stato proposto un biennale».

Sospetta (forse) d’esser stato scelto come personaggio-immagine?
«Posso soltanto dire che soltanto dopo essere arrivato qua, e non poteva accadere diversamente, ho scoperto che tra me e chi mi aveva voluto c’erano due visioni diverse del calcio».

Tra lei e la società qual era la differenza?
«Ci è mancata l’unità di intenti. Si dice così, no?».

Si dice così però spieghiamola…
«La Roma ha cambiato 14 calciatori, nove dei quali titolari. Eravamo la formazione più giovane. Ma anche i ragazzi di talento, per esplodere definitivamente, hanno bisogno di lavorare: l’unica condizione per migliorare e sviluppare le proprie qualità è quella. E poi esiste il rispetto delle regole. Chi arriva in un club così prestigioso, non deve pensare di aver raggiunto l’obiettivo. Deve poi confermarsi».


Zeman,ma anche lei avrà sbagliato qualcosa…
«
Certo, come chiunque lavora, posso aver sbagliato delle valutazioni. Ma l’errore più grande è stato pensare che tutti avessero il mio stesso entusiasmo e a cuore il bene della Roma».

Le frasi alla vigilia della trasferta di Bologna le ricorda?
«Certo che sì. E l’unico motivo che mi ha spinto ad esprimermi con dichiarazioni così forti, era l’interesse dalla Roma. Invece, paradossalmente, sono diventato il colpevole d’uno stato di agitazione. Non l’ho detto io, ma qualcuno più importante di me (Mourinho, ndr) : dove non c’è disciplina, non può esserci calcio».

Non sono stati mesi semplici con i calciatori.
«Io ai ragazzi chiedevo solo che si allenassero. Non ho avvertito un clima così complicato, onestamente. E penso di aver lasciato qualcosa: la finale di coppa Italia la sento mia, ad esempio. E poi, a parte qualche risultato negativo, c’è un lavoro dietro: fare nomi non è piacevole, ma Marquinhos, che è un ‘94, si è messo in evidenza. Altri hanno guadagnato la Nazionale. E poi penso ai progressi di Florenzi, di Castan, di Lamela, alle reti segnate da Osvaldo, a ciò che secondo me ha dato Tachtsidis».

Nomi è inevitabile farne, se permette: De Rossi è stato il pomo della discordia.
«E io invece non ho mai guardato al nome ma alle prestazioni, valuto in base ai meriti e a quello che dice il campo. Leggendo i giornali, ad esempio, aveva una media di 5,42. Io non vivo del passato ma del presente».

Discussioni anche intorno ad Osvaldo.
«Con me ha segnato dieci gol, sarebbe potuto arrivare a venti. A Lecce lo volli io. Ho fatto tutto per il suo bene. E, viste come stanno andando le cose, non dovevo essere io il problema».

La gestione dei portieri ha rappresentato il tormentone e la sconfitta con il Cagliari nasce da incertezze di Goicoechea, ritrovatosi nel ciclone.
«Purtroppo si dimentica in fretta: le parate con il Milan e con la Fiorentina andrebbero ricordate; o anche le vittorie quando c’era lui in porta. La serie positiva apparteneva anche a lui».

Preferirlo a Stekelenburg non è stato un azzardo?
«Stekelenburg si è infortunato a Parma e poi è rimasto fuori per un periodo più o meno lungo. Lobont era fermo e Goicoechea mi offrì garanzie. Io non avevo mai messo in discussione Stekelenburg, neppure dopo il gol con la Sampdoria: ma quando è rientrato, non ho colto in lui il desiderio di riconquistare il posto. Tant’è vero che poi andò in Inghilterra, quando è sfumato il passaggio al Fulham».

Si è argomentato sui suoi metodi di preparazione.
«Mi permetto di sottolineare che Totti, un uomo senza età, corre come un ragazzino. L’esempio è lui, che nonostante sia il calciatore più importante della storia della Roma, resta un modello. Il suoi desiderio di competere è un messaggio diretto per chiunque. Il primo ad arrivare al campo, l’ultimo ad andare via: se qualcuno non l’ha seguito, non è certo colpa di Francesco. Ripeterò sempre un concetto: se qualcuno in allenamento dà dimostrazione, io non ho

Così, però, è rimettere il dito nelle piaghe del recente passato.
«E’ un’analisi onesta, che riflette la mia visione del calcio: io non mi lascio gestire dai giocatori, mentre invece c’è chi lo fa e concede eccessiva libertà».

Questione tattica: venne fuori un problema-Pjanic.
«Ma non ne ho capito il motivo, visto che con me ha giocato quasi sempre. Poi è evidente che ho interpretazioni personali sul ruolo: e posso pure pensare che lui non debba giocare in prossimità di Totti, ma sul versante opposto».

Inevitabile: è tornata la Gea.
«Siamo in un mondo senza memoria. Intanto, eviterei di pronunciare la parola etica. E poi sarebbe meglio per il calcio che chi ha subito processi e condanne, ne stesse lontano».

Consenta: come mai Zeman ha detto sì ad un club con una proprietà che non è in linea con le sue idee di management?
«Ho scelto lasciandomi guidare dai sentimenti: ho pensato ai tifosi, alla Roma».

E ora che intenzioni ha?
«Di allenare ancora. Di fare il mio calcio». (…)

Alessandro Moggi attacca Zeman: “Abituato a sputare nel piatto dove mangia”

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RADIO CRC –Zeman parla di etica e di morale, quando però ero consulente del Napoli e lo chiamai a nome di Ferlaino e di Corbelli per buttare giu’ una proposta, non si scandalizzo’ mica di ricevere un’offerta da parte mia“.

Lo ha detto Alessandro Moggi rispondendo alle parole del boemo che aveva commentato così il ritorno della Gea: “Il calcio italiano dimostra di avere poca memoria, ma eviterei la parola etica per chi ha subito processi e condanne”.

Piccata la reazione del figlio di Luciano Moggi: “Probabilmente lui è abituato a sputare nel piatto dove ha mangiato – aggiunge ancora Moggi jr – e devo dire poi che proprio stamattina ho letto che addirittura ha criticato la dirigenza della Roma. Evidentemente è molto bravo nel rilasciare interviste“.

PJANIC: “Resto qui. Andreazzoli ha unito il gruppo, prima c’era un ambiente strano”

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GIALLOROSSI.NET – Il centrocampista della Roma Miralem Pjanic è intervenuto oggi nella videochat in esclusiva per gli iscritti alla Membership As Roma.  Queste le sue parole:

Come ti trovi a Roma? Pensi che questa squadra potrà lottare con le grandi?
“Mi trovo molto bene, da quando sono venuto ho visto solo cose positive. E’ vero che fino ad adesso non abbiamo avuto i risultati che ci aspettavamo, ma c’è un gran futuro e una società stabile che costruirà qualcosa di grande. Mi sono sempre sentito bene e voglio continuare con questa squadra. La tifoseria qui a Roma è diversa dalle altre, il tifo qua è molto caldo e molto bello, è una bella sfida per me stare qui e vincere”.

Quanto ti ricorda i tifosi bosniaci la Curva Sud?
“Quando gioco in Nazionale devo dire che sono fortunato di avere due tifoserie così belle e passionali, sono contento di giocare davanti a un pubblico così bello che ti sostiene durante tutta la partita”.

In quale posizione del campo ti trovi meglio?
“Quest’anno ho fatto un po’ di tutto, mi sento bene quando giochiamo a 2 davanti alla difesa, mi devo abituare rispetto al sistema di gioco, ma se devo scegliere un ruolo scelgo assolutamente questo”.

Qual è il tuo rapporto con i tifosi? Cosa ami di più di Roma?
“Il rapporto è sempre stato buono, da parte mia ho voluto sempre dare quello che potevo in ogni partita. Amo i nostri tifosi e faccio sempre il massimo per non deluderli. Quando scendo in campo è per vincere, spero che in questi prossimi anni avremo tanti successi insieme. A Roma si mangia molto bene, la città è straordinaria, non mi sono mai trovato così bene come qui. Non sono uno che ama visitare tutto, ma questa città mi offre sempre qualcosa di nuovo, sto molto bene”.

Il tuo piatto preferito?
“Cacio e pepe mi piace, è veramente un bel piatto. Ci sono tanti altri piatti, tutti i generi di pasta mi piacciono, qui la fanno in un modo molto speciale”.

La gara col Pescara?
“Sicuramente siamo ancora arrabbiati oggi, è una partita che non avremmo dovuto pareggiare, è come una sconfitta. Volevamo i 3 punti, però è successo questo e adesso ci sono ancora 5 partite fino alla fine, non dobbiamo buttare tutto questo, ci sono ancora 15 punti. Dobbiamo fare il massimo e metterci al lavoro per noi, ci sono obiettivi belli da raggiungere, questo è una motivazione enorme. Sono sicuro che la squadra reagirà subito contro il Siena, ci sarà una risposta”.

Il tuo modello da bambino?
“Oggi sicuramente Xavi, ma è sempre stato Zidane il mio idolo”.

Sei fidanzato? Ti piacciono le donne italiane?
“Non ho avuto esperienze con donne italiane”.

Come stai fisicamente?
“Mi dispiace essermi infortunato, il mio obiettivo è quello di rimettermi in una forma ottimale, dopo un infortunio c’è sempre bisogno di tempo per riprendere la forma. Questa settimana farò un lavoro differenziato per rimettermi bene fisicamente, so che faccio tutto il possibile per riprendere la mia forma al meglio possibile. Dopo l’infortunio non è stato facile. L’infortunio mi dà ancora fastidio ma quello che mi importa è finire bene questo mese e di lavorare bene fisicamente per stare bene in campo”.

Un voto alla tua stagione?
“C’è la gente che lo può fare. Ho avuto un infortunio all’inizio e questo alla caviglia che mi hanno dato problemi, in generale sono soddisfatto ma so che voglio e posso fare meglio”.

Cosa ha dato Andreazzoli?
“Ha riunito il gruppo, c’era un ambiente un po’ strano prima. Il mister ha lavorato tanto, ha ridato fiducia a tutti noi, ci crede, ha sempre creduto in noi e ci dà forza per finire bene la stagione, non è stato facile per lui prendere una squadra a metà campionato, noi siamo stati contenti di continuare a lavorare col mister e secondo me ha fatto un bel lavoro. Spero che alla fine vinceremo questa coppa a cui teniamo molto”.

La finale di Coppa Italia?
“E’ molto importante, è una finale contro la Lazio che dobbiamo vincere. I tifosi saranno sicuramente più contenti se vinciamo e noi giocheremo per vincere, ma ci sono ancora 5 partite, il mister ci ha detto che non dobbiamo dimenticare il campionato, ma tiene molto alla Coppa. Lo abbiamo dimostrato con l’Inter, la Coppa è un obiettivo che abbiamo raggiunto, ora c’è la finale. C’è questa Lazio che noi vogliamo battere, come loro. Ma spero che saremo noi quelli ad alzare la Coppa”.

Un messaggio alla tifoseria in previsione del derby?
“Ognuno può tifare per la sua squadre, se si arriva a casi estremi lo trovo esagerato e triste, perché prima di tutto ci sono tanti bambini che vengono a tifare una squadra e secondo me deve essere una festa, succedono cose che non devono succedere. Questo è sempre successo e spero che questa volta la tifoseria partecipi a questa grande festa, con due squadre di Roma nello stadio di Roma. Noi giocatori preferiamo giocare la sera, è un ambiente diverso. Spero che non succeda nulla di grave al di fuori dal campo e spero che chi viene per fare incidenti rimanga a casa”.

ON AIR – RENGA: “Pioli? Serve uno cattivo”, TRANI: “Allegri pronto a venire”, BERSANI: “Zeman? La Roma impugni il suo contratto”, CALO’: “Grazie mister”

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ON AIR (Giallorossi.net) – Prosegue la nostra rubrica dedicata al variopinto mondo delle radio romane. Un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore.
Buon divertimento!

Riccardo “Galopeira” Angelini (Tele Radio Stereo): “Abbiamo sempre detto che dalla scelta dell’allenatore si capiranno le ambizioni della Roma. Pioli è una bravissima persona e un buon allenatore, ma non sarebbe il segnale di una Roma pronta a vincere. Qualunque sarà la scelta, il prossimo tecnico deve restare per i prossimi tre anni: non ci sono esoneri o dimissioni che tengano. Le parole di Zeman? Se vuoi bene alla Roma, oggi non la sfondi così”.

Dario Bersani (Tele Radio Stereo): “Zeman? Spero che qualcuno possa impugnare il suo contratto, non si può pagare un dipendente che continua a sputtanare tutti . Facesse i nomi di chi non aveva voglia di vincere. Lo dica, ma poi non passi a ritirare lo stipendio. Parla di medie voto, ma se guardassimo quello manco la serie C potrbbe allenare. Questa è la sua verità, e conta uno. Anzi, conta zero.”

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio): “Si sta spianando la strada all’arrivo di Pioli, che per me va bene, perchè è una persona normale. Ma si sta passando dai massimi sistemi fino ad arrivare a capire che il calcio è una cosa semplice. Io so che Montella non ce l’ha con la Roma, e se i giallorossi si ripresentassero da lui, una stretta di mano e si riparte. Se fosse chiamato, non direbbe di no”

Roberto Renga (Radio Radio):Per me Pioli è un bravo allenatore, ma ha sempre allenato in piazze tranquille. E’ una persona perbene ed è bravo, ma qui a Roma non ci svuole un allenatore bravo e buono, ma un allenatore cattivo. Uno prepotente, durissimo, uno che sia l’esatto opposto di Pioli”

Franco Melli (Radio Radio): “Pioli non vi sta bene, Pulga e Lopez non vi stanno bene, Marino non vi sta bene. Non vi sta bene nessuno..Questi sono i nomi che possono venire alla Roma, ma non stanno bene a nessuno. Allegri e Mazzarri non ci vengono ad allenare la Roma”.

Ugo Trani (Rete Sport): “Secondo me Allegri sa già che non gli rifanno il contratto al Milan. Lui chiede il rinnovo ma il Milan tentenna. Allegri non vuole stare un altro anno appeso. Fra l’altro l’idea di Berlusconi è quella di portare un allenatore di fede milanista sulla panchina dei rossoneri. Se Allegri andasse via dal Milan, verrebbe alla Roma”.

Jonathan Calò (Centro Suono Sport): “Ringrazio mister Zeman perchè, insieme a Totti, è l’unico che dice sempre quello che pensa. Le sue parole mettono una pietra tombale sulla situazione della Roma di quest’anno. E oggi tanti giornali parlano della situazione grave in cui versa la Roma”.

Stefano Petrucci (Tele Radio Stereo): “Le parole di Zeman non vorrei nemmeno commentarle. Ma dov’era st’assenza della società? I dirigenti stanno sempre lì. Le regole le fa l’allenatore, ed è lui che deve farle rispettare. L’allenatore può sbattere un giocatore in Prmavera, o non farlo più giocare, o non farlo allenatore in prima squadra. Questo fa un allenatore, i maestro forse fanno altro. Lui continuasse a fare il maestro, con tutto il codazzo di creduloni che gli vanno appresso.”

Il Parma soffia Jankovic alla Roma

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GIALLOROSSI.NET – Il Parma soffia Filip Jankovic alla Roma. Lo scrive sul suo blog ufficiale il giornalista di Sky Sport Gianluca Di Marzio. Il giovanissimo talento serbo classe ’95 era stato a lungo inseguito dai giallorossi, ma la Stella Rossa chiedeva tre milioni di euro. Ora invece, scrive Di Marzio,  si è liberato praticamente gratis, perché il club non gli ha pagato 3 mesi di stipendio.Il giocatore ha quindi fatto vertenza e ha ottenuto la risoluzione dalla federazione.

Il Parma in queste ore sta verificando che tutte le carte siano a posto. Per la fumata bianca manca solo la firma. I ducali pagheranno solo un indennizzo di 450 mila euro alla Stella Rossa. Il giovane serbo è pronto a prendere il primo volo per l’Italia. Una vera beffa per la Roma.

Valencia, pronti 15 milioni per Stekelenburg e Osvaldo

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CORSPORT – Il Valencia ha messo gli occhi sulla capitale in vista del prossimo mercato estivo. Dopo l’interesse per Stekelenburg,  la cui esperienza a Roma potrebbe essere sul punto di chiudersi il club spagnolo punterebbe forte su Osvaldo e Bradley. (…)

Per l’attaccante e il portiere gli spagnoli sono pronti ad offrire 15 milioni, mentre più difficile è una partenza dell’americano.

Pallotta insoddisfatto, Baldini rischia

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GIALLOROSSI.NET – La Roma continua a deludere, e l’inaspettato pareggio con il Pescara ha fatto perdere le staffe anche a James Pallotta. I giallorossi infatti hanno gettato via l’ennesima ghiotta occasione per avvicinare l’Europa. E per la Roma non giocare le coppe per il secondo anno consecutivo sarebbe un vero disastro, anche d’immagine.

Ecco perchè, al termine della partita di domenica pomeriggio, il presidente Pallotta ha manifestato ai suoi dirigenti la sua insoddisfazione. La lavata di capo, riportata questa mattina da diversi organi di informazione, si sarebbe indirizzata principalmente verso il dg. Franco Baldini, il cui futuro verrà deciso dalla proprietà a fine stagione.  Ma non è da escludere che alla fine dei giochi possano pagare il conto di due anni fallimentari anche altri dirigenti, allo stesso modo artefici di questo ripetuto insuccesso.

A.F.

Roma, a Trigoria regna di nuovo il caos: giocatori svogliati e società assente

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LEGGO (F. BALZANI) – Chi pensa già alla vacanze, chi alle dimissioni, chi ancora al prossimo allenatore. Non è la rivisitazione di un pezzo di Rino Gaetano, ma è il caos che regna a Trigoria e che rende attuale ciò che Pirlo ha scritto sul suo libro «Penso dunque gioco» («Sarei venuto a Roma. Baldini mi diceva che avrebbe fatto una grande squadra, ma mi sono insospettito sui nomi degli americani: Pallotta, Ruane, D’Amore. Sembravano gli autori di una canzone di Sanremo…»).

L’1-1 col Pescara è stata l’ennesima puntata di un biennio grottesco: tre allenatori bocciati (1,47 punti la media di Luis Enrique e Zeman, 1,8 quella di Andreazzoli) e una squadra che rischia di stare ancora fuori dall’Europa. Il presidente Pallotta ieri dagli Usa si è fatto sentire, deluso dall’atteggiamento dei giocatori (domenica cazziati anche dai preparatori per la sciatteria con la quale si stavano riscaldando), preoccupato in vista del derby, ma pronto a investire ancora.

Però colui che dovrebbe allestire il nuovo progetto tecnico, Baldini, è pronto all’addio. Il silenzio del dg nasconde la voglia di rinunciare e le dimissioni, pronte dalla scorsa estate, potrebbero essere realtà. Non è un caso che Baldini sia stato visto spesso a Londra. L’ennesima divergenza di vedute con Sabatini sul prossimo allenatore ha acuito i dubbi del dg, che ha portato avanti la trattativa con Allegri. Con Baldini “in uscita”, tornano alla ribalta le candidature di Mazzarri e Pioli (ieri incontro definito «informale» con Sabatini a Roma).

Nel caos, a fine aprile il nome dell’allenatore è ancora un mistero. Il rischio è che ancora una volta si rovini il mercato. La rosa, infatti, si è rivelata inadeguata. Giocatori considerati campioni come Pjanic, Stekelenburg e Osvaldo sono andati male. Altri come Marquinho, Balzaretti, Tachtsidis e Bradley, non si sono dimostrati all’altezza delle ambizioni giallorosse.

Roma all’assalto di Pioli

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Chievo vs Catania Campionato Italiano Serie A Tim 2010 - 2011

CORSPORT (G. D’UBALDO) – La Roma cerca il nuovo allenatore. Per la prossima stagione si cambia, con l’obiettivo perentorio di non sbagliare la terza scelta, dopo quelle di Luis Enrique e Zeman. Ad Andreazzoli, che comunque resterà nello staff tecnico della Roma, verrà chiesto un parere sul suo successore. La prima scelta dei dirigenti giallorossi era Massimiliano Allegri, contattato qualche mese fa quando sembrava che il suo matrimonio con il Milan fosse giunto al capolinea. Poi l’opera di ricucitura di Adriano Galliani ha dato i suoi frutti.  (…)

RITORNO SU PIOLI – Alla luce di questo scenario diventa necessario percorrere altre strade. Non è un mistero che Walter Sabatini sia uno estimatore di Stefano Pioli, che incontrò due anni fa a Verona per offrigli la panchina giallorossa prima che prevalesse la linea di Baldini, che preferì tentare la scommessa di Luis Enrique. Oggi Pioli sta conducendo il Bologna a una comoda salvezza e appena un mese fa ha rinnovato il contratto con il club emiliano fino al 2015. Il tecnico sta già discutendo con il presidente Albano Guaraldi la possibilità di rinforzare la squadra in vista della prossima stagione. Sabatini però non vuole precludersi questa soluzione e se Pioli diventerà il candidato ufficiale per la Roma spera di convincere il Bologna a liberare l’allenatore in cambio di una contropartita tecnica. Una sorta di clausola rescissoria virtuale (…)

STOP ALLA PISTA STRANIERA – I dirigenti della Roma si sforzano di trovare una convergenza sul nuovo allenatore dopo che il primo anno era prevalsa la linea di Baldini (per Luis Enrique) e il secondo quella di Sabatini (per Zeman, dopo la rottura con Montella). Oggi sarebbe un azzardo puntare su un nuovo allenatore straniero, considerate le inevitabili difficoltà di ambientamento. Per questo sembrano in calo le quotazioni di Manuel Pellegrini, il tecnico cileno del Malaga, con un passato al Real Madrid, che è stato contattato in passato. Pellegrini tra l’altro ha una clausola rescissoria di quattro milioni. Finora non è mai decollata neppure la candidatura di Laurent Blanc (…)

La Roma su Rojo dello Sporting Lisbona

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GIALLOROSSI.NET – Non solo attaccanti. Walter Sabatini lavora per cotruire la Roma del prossimo anno, guardando sempre ai giovani. Lo dimostra il fatto che abbia messo nel mirino il giovane difensore centrale argentino Marcos Rojo, attualmente allo Sporting Lisbona.

Rojo ha iniziato la sua carriera nell‘Estudiantes, squadra argentina con cui ha vinto una Coppa Libertadores nel 2009,  per poi approdare nel 2011 allo Spartak Mosca, e finire poi allo Sporting. Il ragazzo è un difensore molto forte fisicamente, e nonostante la sua giovane età (23 anni, classe 1990) è già nel giro della nazionale maggiore. Walter Sabatini sta allacciando i primi contatti con l’entourage del giocatore, che però è da tempo nel mirino anche del Valencia. Il costo del suo cartellino si aggira intorno ai 7 milioni di euro.

Roma, è sprint Allegri-Mazzarri

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GASPORT (M. CECCHINI) – Avviso ai naviganti dell’universo giallorosso. Se il pari interno contro il derelitto Pescara vi ha fatto sorgere pulsioni rabbiose di difficile controllo verso i vostri beniamini, provate subito a perdonarli, perché quantomeno potrebbero essere utili al futuro della scienza medica. Non ci credete? Abbiate fiducia. Secondo gli studi condotti dal professor Makiko Yamada dell’istituto nazionale di Scienze Radiologiche, quella sorta di «illusione di superiorità» che ci fa credere più bravi degli altri, non è altro che una sorta di autoinganno cognitivo che, adeguatamente indirizzato — potrebbe essere utile nella cura della depressione. Ebbene, sembra proprio che il materiale umano disponibile a Trigoria — sia nello spogliatoio che negli uffici dirigenziali—vantino un tasso di sicurezza nelle proprie doti molto alto, che a volte si scontra con la durezza della realtà.

Pallotta deluso Perciò la questione allenatore è tornata prepotentemente alla ribalta, anche perché nel dopo partita lo stesso d.s. Sabatini ha fatto capire come per il bravo Andreazzoli un ruolo nella società ci sarebbe sempre. Doverosamente, dopo la prova col Pescara, la dirigenza in pubblico ha difeso la squadra, ma in privato le critiche non sono mancate, soprattutto per quei giocatori che non sanno convivere con gli acciacchi (Marquinhos e Pjanic) o sembra abbiano «staccato la spina» (Osvaldo e Stekelenburg, nel mirino del Valencia,col portiere che ha diradato i corsi di italiano in vista dell’addio). Una cosa è certa: dopo la sconfitta dei suoi Boston Celtics nei playoff Nba contro i New York Knicks, la Roma non ha fatto tornare il buonumore a James Pallotta che ai dirigenti si è detto deluso della prestazione e della personalità mostrata dalla squadra, proprio come era successo già a Palermo.

Vertice a Trigoria A questo punto si pensa già al futuro e, al netto delle doverose prese di posizioni di Milan e Napoli, in cima alla lista dei desideri ci sono Allegri e Mazzarri. Detto che sondaggi sono fatti in più direzioni (Blanc, Villas Boas, Donadoni, Pioli) e che fra un anno il sogno sarebbe portare Prandelli, pur con caratteristiche diverse i due allenatori toscani, per i vertici del club, avrebbero entrambi quelle caratteristiche di leadership che occorre al fragile gruppo giallorosso. Tanto per fare un esempio, adesso la Roma cerca un Mourinho, pronto a far battaglia con tutti. Il rovescio della medaglia ovviamente, per la dirigenza, sarebbe quello di non essere acquiescente a decisioni prese in altre sedi, a partire dal mercato.

Fascino Roma Contatti informali sono già stati avviati con entrambi, e tutti e due si sussurra subiscano il fascino dei giovani ricchi di talento della Roma. I problemi però non mancano. Allegri è sotto contratto col Milano fino al 2014 e, se arrivasse in Champions, potrebbe anche rimanere. Mazzarri invece, che pure dal punto di vista del gioco piace meno del suo corregionale, a giugno sarà libero, ma il Napoli è pronto a sottoporgli un rinnovo da oltre 3 milioni a stagione. Di sicuro però la Roma—raffreddate per questo le piste estere con relativi tempi di ambientamento —sa di non poter sbagliare allenatore per il terzo anno di fila. Perché se così accadesse, gli Usa e i suoi malumori, a quel punto, non sarebbero poi così lontane.

Osvaldo: la sua cessione è sicura, anzi no

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IL MESSAGGERO (M. FERRETTI) – Fischiato prima e dopo la partita. Ma Dani Osvaldo, in rottura prolungata con l’ambiente, non ha fatto nulla, prima e dopo la gara contro il Pescara, per evitare che la gente romanista lo infilasse nel mirino della contestazione. A nulla gli valgono i dodici gol segnati in campionato; a nulla valgono (e forse varranno) le assicurazioni di maniera dei dirigenti di Trigoria («Non è sul mercato»): il destino del bizzoso italo-argentino è già segnato. Sarà divorzio consensuale con la Roma, a fine stagione. A meno che non arrivi un allenatore che lo ponga al centro del suo progetto, rischiando magari l’impopolarità (e, si dice, Max Allegri sarebbe disposto a provarci), e a patto anche che Osvaldo abbia ancora voglia di restare. Perché le partenze, come gli arrivi, hanno bisogno di due sì.

LE IPOTESI
Dani è legato alla Roma da un contratto che scadrà soltanto nel giugno del 2016 e la sua valutazione (è stato pagato 15 milioni, bonus esclusi) è – bene o male – la stessa di due estati fa. Ad abbassarla, se mai, non è stato il suo rendimento (24 le reti firmate finora con la Roma), ma i suoi comportamenti. Quel neppur vago senso di anarchia che l’ha contraddistinto fin dal giorno del suo primo sbarco a Trigoria, e che via via l’ha allontanato dal cuore della gente romanista. Nonostante il suo carattere fosforescente, non mancano gli ammiratori. Dani piace, di sicuro, a Juventus, Fiorentina, Tottenham e Napoli. Squadre ambiziose, piazze importanti. E, allora, ci si chiede: possibile che uno come lui farebbe comodo a tutti questi club e non sia più utile per la Roma? È evidente, perciò, che non sarà una cessione tecnica, se cessione ci sarà. Ecco perché, a patto che Dani non voglia assolutamente cambiare aria, la società dovrebbe mostrarsi forte, irremovibile di fronte all’ipotesi di una sua partenza. Perché il discorso, alla fine, è sempre lo stesso: se uno sotto contratto va via, è perché la società l’ha voluto far andare via.

L’ALTERNATIVA
La Roma nella passata estate ha acquistato Mattia Destro, e non l’ha pagato poco, pur avendo preso dodici mesi prima Osvaldo, pagato anche lui un sacco di soldi. Zdenek Zeman sosteneva che i due non possono giocare insieme, suggerendo – di fatto – la via d’uscita per il prossimo mercato. Se la Roma crede davvero in Destro, continuare a mantenere in vita un duello così delicato con Osvaldo non avrebbe senso, e non gioverebbe a nessuno. O resta Osvaldo oppure l’acquisto di Destro non aveva senso. Potrebbe trovarlo il nuovo tecnico. però…

Lotito gela i laziali: “Nessuna offerta ricevuta. E comunque il club non è in vendita”

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GIALLOROSSI.NET  Il presidente della Lazio Claudio Lotito gela i tifosi laziali, che sognavano un cambio al vertice della società dopo che in mattinata il quotidiano La Repubblica aveva rilanciato la voce di un’offerta da parte dello sceicco Al Shoaibi:

“La Lazio non e’ in vendita e non ho ricevuto offerte da nessuno”, le dichiarazioni di Lotito riportate dall’Ansa, “80 milioni? E’ una cifra ridicola. Il club oggi vale molto di piu’, ma in verita’ non mi sono neanche posto il problema di saperne il valore: questa societa’ e’ incedibile. Poi,lo ripeto, non ho ricevuto offerte ufficiali e non incontrero’ nessuno'”