Roma, un punto di non ritorno

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IL MESSAGGERO (U. TRANI) – Questa non è una squadra. Cambiano le stagioni, i campionati e le competizioni, non le figuracce. E’ la solita Roma, incapace di vincere contro le avversarie più modeste e senza obiettivi. E’ il gruppo di sempre che, generoso e al tempo stesso incompiuto, toglie ai ricchi per donare ai poveri. Che un giorno sia il Lecce, uno il Venezia e ieri il Pescara ( rispetto alle altre due formazioni omaggiate, è ultima senza però essere ancora retrocessa,) il discorso non cambia. E’ il giorno del Natale della città, il regalo ci sta tutto. Come la bocciatura del pubblico dell’Olimpico, all’intervallo e a fine gara, ai protagonisti giallorossi che, conquistata la qualificazione per la finale di Coppa Italia mercoledì sera a San Siro, tornano per un pomeriggio a essere le comparse di tanti match del passato. Da arrossire per la vergogna. Oggi come ieri.

SOLO LA SUPREMAZIA CITTADINA L’1 a 1, addirittura in rimonta, è il punto misero che non può migliorare la classifica: sesto posto, perché anche l’Inter a pezzi torna sopra, e quarto più lontano, con la Fiorentina che ora è sei punti avanti. La Roma, attualmente fuori dall’Europa, si deve accontentare di averne almeno uno in più della Lazio, novità assoluta per questa stagione e anche per quella scorsa: per ritrovare i giallorossi davanti ai biancocelesti bisogna tornare a 27 mesi fa (cioè 87 giornate di campionato), al 23 gennaio 2011, con Ranieri che il 20 febbraio avrebbe poi dato le dimissioni.
TUTTI RESPONSABILI Il Pescara, 8 sconfitte di fila e solo 1 pareggio nel girone di ritorno prima di quello all’Olimpico, fa la sua gara con umiltà e semplicità. Bucchi festeggia il primo punto da quando è in panchina e forse sa già che non servirà a niente. Ma è la prestazione della Roma a far discutere. Andreazzoli si prende le colpe per non essersi fatto capire dopo il successo di San Siro. I giallorossi, però, sono recidivi. Alla vigilia di Pasqua regalarono i 3 punti al Palermo, all’epoca ultimo e quasi spacciato. Il tecnico ci mette la faccia, ma non può essere solo lui a finire sul banco degli imputati. Sono per i primi i dirigenti a dover scoprire i motivi del nuovo flop. Per non sbagliare la programmazione della prossima annata. A Trigoria serve l’allenatore di personalità e carisma che gestisca la situazione a 360 gradi. In campo e fuori, in panchina e in società. Leader, manager e comunicatore. Da seguire, senza fiatare. Non si capisce nemmeno l’altalena di rendimento dei giocatori. Che cosa passa loro per la. testa Se hanno il vizio di snobbare i più deboli, se hanno voglia solo quando la partita è sotto i riflettori (non notturna, ma speciale più che cruciale) o se dirigenti, tecnico e ambiente li sopravvalutano. Se big e giovani incidono solo per le gaffe, allora il problema è da prendere di petto, senza più effusioni e carezze. Da Stekelenburg a Marquinhos, da Pjanic a De Rossi, da Lamela a Osvaldo (se ne potrebbero citare tanti altri): sono le loro performance (non solo ieri) a inquietare.
ERRORI E AMNESIE Al primo tiro in porta del Pescara, destro nemmeno forte di Cascione, Stekelenburg respinge male, Marquinhos si perde Caprari e l’ex segna a porta vuota, di testa, e non esulta per il vantaggio al quattordicesimo. Senza orgoglio e gioco, la Roma sbaglia anche davanti: Totti fa meno del solito, ma mette Florenzi e De Rossi davanti a Pelizzoli: il primo colpisce l’ex portiere giallorosso, il vicecapitano nemmeno tira. Andreazzoli, partito con il 4-3-3, passare al 4-2-1-3, quasi a specchio con il Pescara che inizia con il 4-2-3-1 e finisce con il 4-4-1-1. Florenzi si piazza dietro i tre attaccanti, ma non rientrerà dopo l’intervallo: nella ripresa, con Totti arretrato da trequartista, entra Destro che, su tiro sballato di De Rossi, pareggia al sesto, tap in a un metro dalla porta. Quinto gol in campionato e decimo in giallorosso contando i cinque di coppa. Pelizzoli devia in angolo un sinistro di De Rossi, rigore in movimento sull’unica giocata di Pjanic che poi lascia il posto a Bradley. Castan sta per regalare il pari a Sforzini che colpisce Stekelenburg, reattivo quando evita la sconfitta sulla palombella di Di Francesco jr. Andreazzoli ottiene solo altri corner con la mossa della disperazione: fuori Piris e spazio a Lopez. Tutte le punte in campo e assetto da partita in spiaggia: ecco il 3-2-3-2 e altri fischi.

Roma flop, resta solo la Coppa Italia. Andreazzoli: “Soliti errori, sono deluso”

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GIALLOROSSI.NET – Resta solo la finale di Coppa Italia come unico obiettivo della Roma di questa stagione. Il deludente pareggio di questo pomeriggio contro il Pescara ormai retrocesso è l’ennesimo passo falso dei giallorossi in campionato. Il quarto posto si allontana di sei punti, e l’Inter con la vittoria sul Parma sorpassa di nuovo i ragazzi di Andreazzoli.

Il tecnico a fine gara si dimostra molto scontento del risultato finale (1-1), e commenta laconicamente: “Una domenica difficile. Purtroppo stiamo a ripeterci le stesse cose: facciamo cose importanti poi ricamiamo su noi stessi, poi ci abbattiamo, riaccendiamo la luce… Questa storia l’ho vista molte volte, ieri ero stato buon profeta. Non possiamo permetterci un atteggiamento del genere e sono deluso. Non pensavo che succedesse nuovamente”.

 

Jean ha già detto si alla Roma

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CORSPORT (M. EVANGELISTI) – Il guaio a tenere lì appesa la scelta dell’allenatore – ammesso che sia effettivamente appesa: a sentire Andreazzoli e le voci contraddittorie che si affastellano sembrerebbe di sì – è che il mercato, ormai lanciato a tutta velocità, si fa a priori. Senza indicazioni precise da parte di una persona che abbia in mente un progetto tecnico, basandosi solo sui costi dei giocatori, sulle vendite e svendite, sulle offerte che si ricevono. Naturalmente c’è anche l’esperienza di Walter Sabatini, che alla Roma sta acquistando sempre più influenza nelle scelte strategiche. Oggi come oggi, il direttore sportivo (in società lo chiamano semplicemente il Direttore, riuscendo in qualche modo persino a pronunciare la maiuscola) sta tessendo tele in perfetta indipendenza e libertà di giudizio. (…)

INNESTI – Ieri le indiscrezioni parlavano di un rafforzamento della pista che porta a Jean Vanderlei Moreira detto Jean, centrocampista del Fluminense ma il cui cartellino è per la maggioranza del San Paolo. La formula che Sabatini sta cercando di utilizzare è quella classica del prestito con diritto di riscatto.(…)

Poi piace il verdissimo laterale destro sempre del Fluminense, ma bloccato dal Chelsea: Wallace. Ancora un prestito. C’è da rimettere in sesto la porta, dove Stekelenburg non si è guadagnato la fiducia né dei tifosi né dello staff tecnico e gioca perché comunque è il meglio che c’è. Allora ecco Rafael Cabral Barbosa, 23enne guardiano del Santos. Osvaldo, a meno che il nuovo (o il vecchio) allenatore non gli faccia far pace con le sue inquietudini, partirà e serve sostituirlo, ma tanto in campo al netto di infortuni e cali d’allegria andrà Destro. (…)

Di sicuro per competere a livelli accettabili occorrerà altro. Infatti Sabatini continua a tenere d’occhio Nainggolan, che però come scrivevamo giovedì è difficilmente raggiungibile. (…)

Ronaldo: “Totti super, merita il Pallone d’Oro”

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CORSPORT (B. BARTOLOZZI) – Luis Nazario Da Lima è tornato in Italia. Ha fatto visita a Vinovo e ha parlato del suo Brasile, dell’Inter, del Milan e anche della Roma di Francesco Totti. Queste le sue parole:

 Ronaldo, è tornato in Italia da ambasciatore.
«Sì… eh ambasciatore. C’è un grande evento, la Confederations Cup da far conoscere».

Era in compagnia del viceministro dello sport. Insomma, Ronaldo, c’è un avvenire politico davanti a lei. Tra l’altro ha avuto il passaporto diplomatico Fao…
«Ambasciatore del calcio. In Brasile si giocherà una ouverture del Mondiale. Qualcosa da gustare. E’ giusto raccontarlo in giro».

In Italia, alla Juve… A Vinovo ha incontrato Pirlo, Buffon…
«Amici, grandi campioni… Vedrò la partita tra Juve e Milan. Quindi a Madrid…».

Eh, li vedrà alla Confederations… 

«Anche al Mondiale… Spero bene».

Chi vincerà?
«Brasie

Vabbe’, facile così.
«Non so se sarà facile»

Quali saranno le vere stelle del Mondiale?
«Io dico che Messi e Cristiano Ronaldo saranno davanti a tutti. Ma il giocatore che sarà il migliore del Mondiale, come chiaro, sarà quello che avrà dietro la squadra migliore».

Quindi?
«Non so se Messi con l’Argentina ce la farà ad andare fino in fondo…».

Parliamo di cose di casa nostra…
«Parliamo».

Dica la verità: di quale squadra è più tifoso in Italia?
«Eh, sono stato all’Inter e al Milan. E al Milan sono stato bene. Ma in fondo mi sento più legato all’Inter».

Un momento difficile, cosa ne pensa…
«Eh… Da quando noi siamo andati via non è più la stessa cosa…».

Veramente da allora hanno cominciato a vincere…
«Eh, eh eh… Lo so, lo so. Negli anni di Mourinho sono stati al centro del mondo. Appena qualche anno fa. Mi dispiace che adesso abbiano dei problemi. Ma è sicuro che l’Inter tornerà a farci divertire tutti. E a vincere. Lo spero proprio. Lo spero per Moratti, un grande presidente. Una persona per bene. Un grande intenditore di calcio».

Ha visto ci sono le polemiche di sempre… Allenatori, medici, preparatori atletici.
«Già, mi sono sentito più giovane a sentirle».

A proposito di giovani. Javier Zanetti sembra non invecchiare mai…
«Beato lui che ha ancora tanta voglia. Ne ha quaranta di anni. O no?».

Ad agosto.
«Ha forza, voglia, salute. Se avessi avuto un terzo della sua salute. Purtroppo non è stato così…».

Lei in quel periodo è stato non solo il miglior giocatore dell’epoca. Ma a mio avviso anche di altre. Era imprendibile, irragiungibile. C’è chi la ricorda ancora 

con terrore. Costacurta ad esempio… Chi è che somiglia a Ronaldo del periodo 1996-1998? 


«Questo non ha senso. I paragoni sono antipatici e non ci stanno. Cristiano Ronaldo e Messi sono quelli che con distacco vedo davanti a tutti. Ma quello che è stato o che non è stato lasciamolo agli almanacchi».

 

A proposito di gioventù. Lei è tornato in forma…
«Allude alla dieta?».

Sì.
«Ne avevo bisogno. Ho perso venti chili. E devo dire che da settembre, quando è cominciata questa esperienza raccontata da un programma televisivo, mi sono sentito bene e sto bene».

E’ anche quella una prova sportiva. Una grande forza di volontà. E un obiettivo raggiunto.
«Sono contento così. E’ una cosa che si può fare».

A proposito non tanto di grassi (e comunque è dimagrito pure lui) ma di campioni intramontabili. C’è Francesco Totti: ha il suo stesso anno di nascita. Anche lui non sembra fermarsi mai.
«Totti è proprio bravo. Ha classe e l’aiuta una tecnica straordinaria. Se tiene la condizione che vedo può andare avanti chissà fino a quando».

Fino a quando?
«Può continuare a divertirsi. Fino a quando ci si diverte la fatica pesa meno».

Totti ha vinto meno di quello che poteva?
«Sì, anche a livello individuale. Poteva essere un perfetto Pallone d’oro. Avesse conquistato qualche cosa con il club in Europa… E’ un calciatore che ha dei numeri rari».

Da calciatori a allenatori. Le sarebbe piaciuto Mourinho? Lei lo ha avuto a Barcellona.
«Sì, ma non da primo. Mourinho è un grandissimo allenatore. Chissà insieme cosa avremmo potuto fare…».

Lo vedrà a Madrid martedì…
«E’ un grandissimo leader. E ha in testa dei concetti importanti. Capace di trasmetterli e di farli comprendere».

Gli allenatori italiani non sono più cult?
«Tutt’altro. All’estero sono dei punti di riferimento. Ancelotti al Paris Saint Germain sta lasciando il segno. E Capello in Russia: sembra non dover perdere mai».

Quindi l’Italia non è in crisi come sembra.

 «No, è ancora un punto di riferimento. Se esporta allenatori esporta calcio. E se esporti calcio hai sempre qualcosa di importante da far ammirare».

Mercato Roma, Basta: “Futuro in giallorosso? Non si sa mai…”

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SKY SPORT – Il centrocampista dell’Udinese Dusan Basta ha parlato ai microfoni dell’emittente satellitare del suo futuro:

«La Roma? Ora non ci penso ma in futuro non si sa mai. Non voglio parlare di mercato, sono concentrato solo su questa stagione. In futuro non si sa mai».

ROMA – PESCARA: le probabili formazioni

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GIALLOROSSI.NET – Questo pomeriggio alle 15 la Roma tornerà in campo per affrontare il Pescara. Pochi i dubbi di formazione per mister Andreazzoli, che dovrebbe schierare la difesa a 4 con Piris e Torosidis sulle fasce. A centrocampo dovrebbero partire titolari De Rossi e Pjanic, con accanto uno tra Bradley e Perrotta a . In attacco ci sarà Osvaldo al posto di Destro, non in perfette condizioni. Confermati Totti e Lamela. 

Queste le probabili formazioni di Roma-Pescara:

ROMA (4-3-2-1) Stekelenburg, Piris, Marquinhos, Castan, Torosidis; Bradley, De Rossi, Pjanic; Lamela, Osvaldo, Totti.

PESCARA (4-3-3): Pelizzoli, Balzano, Kroldrup, Capuano M., Modesto; Togni, Rizzo, Cascione; Caprari, Sforzini, Celik.

ANDREAZZOLI: “Il 4-3-3 è il metodo più idoneo. Il derby? Pensiamo al Pescara”

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GIALLOROSSI.NET – Alla vigilia della sfida con il Pescara, Aurelio Andreazzoli parla davanti ai cronisti nella conferenza pre partita. Queste le parole del tecnico della Roma: 

Da qui al 26 maggio una partita monopolizzerà l’attenzione. Cosa chiedete dal campionato?

Chiariamo un aspetto: siamo felicissimi di aver raggiunto questo obiettivo, siamo molto soddisfatti di dare la possibilità ai tifosi e alla città di vivere una giornata indimenticabile. Roma avrà la possibilità di dimostrare al mondo la propria civiltà e l’amore per lo sport. Detto questo, vi prego di non fare domande sul derby perchè non risponderò da qui fino alla fine del campionato. Abbiamo l’obbligo di ragionare gara per gara, vogliamo essere concentrati sul Pescara. Dobbiamo mettere tutte le energie in questa gara, senza distrazioni. La nostra classfica la costruiremo su quello che avremo fatto in precedenza. Ora pensiamo al Pescara, cercando di incrementare la classifica.

Destro, una grande partita a Milano. Come lo gestirete adesso? Domani andrà cauto o può giocare di nuovo dall’inizio?

Il nostro mestiere ci chiede cautela, queste considerazioni le facciamo.

Tatticamente, la Roma è tornata alla difesa a 4. Ha trovato il modulo giusto per la fine del campionato?

Lo abbiamo detto tante volte, il nostro era un percoorso alla ricerca di tante situazioni, anche al mantenimento di cio che di buono sapeva fare questa squadra. E’ il momennto di fare il gioisto mix delle esperienze fatte dalla squadra. Adesso abbiamo le idee più chiare. Abbiamo quasi tutto il gruppo ricomposto, ora facendo leva sulle espereizne di questo periodo cercheremo di cogliere il meglio.

Sulla difesa a 3 o a 4, perchè tornare alla difesa alla 4? Più per motivi psicologici o per ragioni tecniche?

L’uno e l’altro. Un po’ la necessità per la ricerca di sicuirezze, un po’ perchè le scelte sono dettate dalla disponibilità numerica dei calciatori. A volte sono anche gli avversari. C’è sempre il tentativo di avere un’idea nostra, ma bisogna rendersi conto delle peculiarità degli avversari. In Serie A, se non li consideri puoi solo rimetterci. Non sono dello stesso parere quando dice che un sistema indica una strada. Non è così, è l’interpretazione di un sistema che indica la squadra. Ci sono suqadre con la difesa a 4 estremamente offensive, ci sono squadre che difendono a 3 che sono ancora più offensive e viceversa. Ad esempio, la Juve con la difesa a 3 è estremamente offensiva. E anche la Roma quando ha difeso a 3 lo era. La Juventus è più brava di noi, riusciva ad attaccare con 6 persone, noi con 5.

Sul Pescara e sulle partite che seguono. Dopo la semifinale si è diffusa la convinzione che per andare in Europa il più sia fatto. Cosa fare per non far influenzare la squadra?

L’ho fatto stamane. Intanto, quando tu ti presenti in una gara di Serie A, senza un’atteggiamento mentale, tu paghi. La storia recente ha un elenco lunghissimo di queste situazione. Ad esempio Palermo, la nostra pagina nera, ne è la testimonianza.

I dirigenti le hanno detto se la deicsione sul suo futuro sarà presa prima del derby?

Non ce n’è stato bisogno, sappiamo del mio ruolo fino a fine campionato teso a rendere il massimo nel raggiungimento di quegli obiettivi importanti della società. E poi il nostro obiettivo era quello di arrivare anche al derby di fine stagione.

La difesa a 4, una scelta per riportare Lamela e Marquinho in fase offensiva?

Influisce tutto, anche questo. La scelta di un sistema non deve essere una sorta di crociata di un allenatore. E’ fare una valutazione dei propri calciatori e adattare il sistema alle caratteristiche dei calciatori, dando la possibilità di esprimersi al meglio. Non puoi accontentare tutti, ma devi tendere a questo. Quando ci si riesce i vantaggi sono globali, se ne avvarrà anche la squadra.

Forse il modulo più idoneo era quello scelto anche dalla precedente gestione, il 4-3-3.

Si, lo sto usando adesso e credo che sia idoneo. Ma abbiamo fatto qualche forzatura.

Ha parlato di Palermo-Roma come l’unica partita no della sua gestione. Ma se domani dovesse vincere sarebbero 20 punti in 10 partite. Con questo trend, si aspetta la riconferma?

Mi auguro che sia questo, l’idea è di aumentare questa media. Se il risultato avrà queste attese saremmo soddisfatti. Punto. Mi aspetto di essere apprezzato per il lavoro che ho fatto.

Dopo la partita con l’Inter De Rossi si è detto certo che la squadra sarà rinforzata. E’ al lavoro su Sabatini?

Stiamo lavorando per il Pescara, non per altre cose.

Balletto sulla finale. Dalla Cina proposta Pechino

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GASPORT (A. CATAPANO)Giocatela a Pechino! Non è una boutade, ma un invito pure piuttosto allettante: 3,3 milioni di euro da spartirsi tra Roma, Lazio (45% ciascuna) e Lega (il restante 10%). L’offerta, spedita da un gruppo imprenditoriale cinese, potrebbe sparigliare il tavolo e interrompere il balletto su data e orario del match, ma le società (per ora) hanno declinato l’invito. La finale di Coppa Italia, che per la prima volta metterà di fronte le due squadre romane, con tutti i rischi del caso, si giocherà nella Capitale.

Questa sembra essere l’unica certezza. Sul resto, si balla e si ballerà ancora. Chi la vuole domenica in prima serata (Lega e Rai), chi spinge per giocarla alle 17 (il Prefetto) e chi, come il sindaco Alemanno, vuole anticipare la data causa elezioni («Sarebbe opportuno — ha detto —, ci saranno tante persone impegnate ai seggi»), ma poi in serata fa intendere che gli andrebbe bene anche la domenica pomeriggio.

Tra lunedì e martedì i due club presenteranno il proprio piano d’azione, ma la decisione forse non arriverà prima di giovedì o venerdì. Intanto, ieri sono intervenuti il Prefetto Giuseppe Pecoraro («La gara si svolga in sicurezza, mi aspetto buon senso da tutti»), il questore Fulvio Della Rocca («Sia occasione di civiltà»), il presidente del Coni Malagò («Auspico che si giochi quando previsto, dando prova di maturità») e il c.t. Prandelli, preoccupato che si giochi a ridosso delle convocazioni, e non dopo: «L’importante è che si arrivi alla fine della stagione con ancora la voglia di venire in Nazionale». Olè.

Serve un’assunzione di responsabilità da parte di tutti

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CORSPORT (A. MAGLIE) – Ha ragione il Questore di Roma, Fulvio Della Rocca, quando dice che il derby di Coppa Italia deve essere «una grande occasione di civiltà». (…) Ma in una logica di assunzione e distribuzione equanime delle responsabilità, va anche detto con onestà che l’evento non è stato sicuramente riportato nei suoi ambiti naturali nel momento in cui si è immediatamente cominciato a parlare di orari notturni da evitare come la peste per un certo tipo di partite. Poi nulla osta che per determinati appuntamenti, per il carico di tensioni che alimentano, si possa ritenere che un orario sia più utile di un altro, che la luce del giorno garantisca maggiore sicurezza della luce artificiale anche se poi, in occasione dell’ultimo derby, su Roma splendeva una straordinaria luce naturale quando sono esplosi gli incidenti.

E’ evidente che appuntamenti come questi vanno preparati, accompagnati (…). Il derby spesso è stato il palcoscenico di «persone che prendono a pretesto il calcio» (parole del questore capitolino). Ma poi ci sono anche le persone per le quali l’unico pretesto per andare allo stadio è lo spettacolo, il gol, il grande gesto tecnico e questa parte di collettività ha il diritto di non essere prevaricata dall’altra. Nel passato recentissimo abbiamo avuto derby tranquilli proprio perché «preparati». Come si dice, meglio prevenire che curare perché come insegnavano i grandi poliziotti come Antonio Manganelli, le cariche e i lacrimogeni servono (come estrema ratio) ma non risolvono. Meglio, molto meglio, una completa, sincera e rasserenante assunzione di responsabilità da parte di tutti.

Roma, shopping in Sudamerica

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CORSPORT (R. BOCCARDELLI) –  Più o meno sotto traccia, la Roma si sta muovendo, e non da oggi, sul fronte del mercato per apportare nuove correzioni ad una rosa competitiva ma (…) da colmare. (…)

PORTIERE – Se arriveranno offerte per Stekelenburg (che piace soprattutto in Premier League) la Roma lo lascerà andare. Sabatini sembra aver già pronta l’eventuale soluzione: Rafael Cabral Barbosa, 23 anni a maggio, il portiere brasiliano del Santos che ha vinto la Libertadores nel 2011. Atleticamente prestante, molto reattivo, spettacolare quanto basta per un portiere brasiliano, Rafael era già stato accostato alla Roma nella passata stagione, ma poi non se ne fece più niente. Ha il vantaggio, rispetto a Cassio del Corinthians, di avere un passaporto comunitario e di costare almeno la metà, diciamo 4 milioni rispetto agli 8 chiesti dal club paulista. In alternativa viene seguito anche l’olandese Tim Krul (…)
LATERALI – (…) Sabatini avrebbe sondato anche il terreno per il terzino destro del Santos Bruno Peres (23), che ha avuto anche Carlos Zago come allenatore. Viene seguito anche il laterale sinistro cileno Larenas (19) in evidenza nel Sudamericano Under 20. Occhi puntati sul brasiliano Wallace (19), acquistato dal Chelsea ma che potrebbe arrivare in prestito.
IN SUDAMERICA – Capitolo centrocampisti: il primo obiettivo resta il trottolino del Fluminense Jean (26), premiato come miglior centrocampista dell’ultimo Brasileirao. Offerti anche il paraguayano Richard Ortiz (23) che può giocare anche laterale sinistro e Alejandro Cabral (25) del Velez Sarsfield.
ATTACCANTI – La Roma aspetta l’offerta giusta per Osvaldo (26) e potrebbe richiamare Borriello (31, ancora sotto contratto) in funzione di alternativa/chioccia di Destro (…)
VERSO IL PESCARA – Squalificati Burdisso e Balzaretti, Andreazzoli dovrà mettere mano soprattutto alla difesa per la partita di domani contro il Pescara. Molto probabile la difesa a quattro con Piris sulla destra. Marquinhos e Castan al centro, e Torosidis a sinistra (il greco ha giocato anche in quel ruolo in passato). A centrocampo tornerà Pjanic che ha smaltito la botta alla caviglia rimediata domenica scorsa a Torino. Avrà ai suoi fianchi De Rossi e Bradley tornando così ai compiti di regìa. In avanti è possibile il rilancio in casa di Osvaldo che non ha giocato a Milano perchè infortunato. Destro, che non è ancora nelle migliori condizioni, ha speso moltissimo a San Siro contro l’Inter. Potrebbe partire dalla panchina e giocare l’ultima mezz’ora al posto di chi avrà bisogno di tirare il fiato tra i giallorossi. Da verificare le condizioni di Marquinho che ha lamentato ieri un’infiammazione al ginocchio destro.

De Rossi-Pjanic: sirene da Mou e Pep

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GASPORT (M. CECCHINI) – Se vi piacerebbe rinascere delfini, probabilmente non siete dei grandi appassionati di calcio mercato. È stato accertato, infatti, che questi splendidi mammiferi non sognano. E allora pensateci, se agli allestimenti estivi togliete la parte onirica, alla fine resta solo la prosaicità degli affari. Per questo, chi può sognare in grande già si muove e così Josè Mourinho e Pep Guardiola hanno messo nel mirino, rispettivamente, Daniele De Rossi e Miralem Pjanic. Messaggi Ai loro entourage, infatti, sono già stati fatti arrivare chiare «cartoline» per chiamarli alle loro corti, che si presume siano vincenti. Le situazioni dei due romanisti, però, sono differenti. Mourinho, infatti, non ha ancora deciso dove allenerà il prossimo anno. Le scelte, com’è noto, oscillano tra la permanenza al Real Madrid al trasferimento a Psg oppure al ChelseaInutile dire che tutte e tre le piazze sono gradite a De Rossi, la cui incedibilità — causa anche la volontà di tagliare il costo degli ingaggi — non è più un dogma come fino ad un paio di anni fa.

Nuovo Bayern Più chiara la situazione intorno a Pjanic. Si sa da tempo come Guardiola stimi molto il centrocampista, tanto da averlo sondato anche nel periodo del Barcellona. Adesso però che deve cominciare la nuova sfida col Bayern Monaco, ha individuato proprio in Pjanic il giocatore giusto per incarnare il suo calcio in una realtà diversa rispetto a quella catalana. Dinanzi ad un’offerta corposa (almeno 20 milioni) laRomaci penserà perché il giocatore rinnoverà solo dinanzi a precise garanzie tecniche e a un congruo aumento d’ingaggio.

De Rossi: «Io frainteso» L’attenzione di entrambi, però, è già verso il derby. A questo proposito, lo stesso De Rossi ha diffuso un messaggio che intende chiarire il suo pensiero sulla stracittadina. «Avrei preferito incontrare una squadra più forte della Lazio». Il senso vero? Eccolo. «Il giorno che vorrò provocare gli avversari o caricare i tifosi della mia squadra lo farò direttamente. Non capisco come possa esser stato frainteso il mio messaggio dopo la gara contro l’Inter: volevo far capire quanto sia complicata una sfida carica di significati come il derby, alla quale avrei addirittura preferito un impegno difficile come quello di incontrare la prima del campionato, la Juve. Sono inoltre dispiaciuto del fatto che alcuni media, anziché stemperare i toni, preferiscano strumentalizzare le mie dichiarazioni, contribuendo in tal modoa surriscaldare un ambiente che non ne ha bisogno» Proprio vero. La partita, infatti, si annuncia così straordinaria da far sbarcare di nuovo a Roma il presidente Pallotta.

Wallace apre alla Roma I titoli di coda li lasciamo per tre protagonisti che hanno idee diverse sul futuro: Wallace, Stekelenburg e Perrotta. Il manager del difensore brasiliano acquistato del Chelsea apre: «Sento sempre Sabatini — dice Moraes —deciderà il Chelsea se darlo in prestito o meno. La Roma è piazza importante, non abbiamo preclusioni». Il portiere invece vuole andare in Premier League e sarà accontentato, per essere sostituito probabilmente da Rafael del Santos. Il centrocampista infine vorrebbe rimanere prolungando il contratto in scadenza,ma al momento si confrontano due anime: quella della gratitudine e quella del «meglio i giovani». Il dubbio ci accompagnerà ancora per un po’. Tanto ai delfini queste cose non interessano.

Parte Osvaldo, torna Borriello?

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GIALLOROSSI.NET – Per un attaccante che parte, ce ne potrebbe essere uno che torna. Pablo Daniel Osvaldo continua ad essere uno dei primi papabili a lasciare la Roma a fine anno. Sabatini attende offerte, e appena se ne materializzerà una vantaggiosa (dai dodici milioni in su) l’attaccante verrà lasciato andare. Squadre interessate al bomber italo-argentino ce ne sono, e tante, sia in Italia che all’estero. La Roma preferirebbe cederlo oltre i confini nazionali, anche se al momento le squadre che potrebbero stuzzicare i giallorossi con proposte allettanti sono proprio quelle di serie A: Fiorentina (in caso di partenza di Jovetic) e Napoli (alla ricerca di un vice-Cavani) sono al momento i due club che guardano con maggiore attenzione ad Osvaldo.

La Roma dopotutto avrebbe il suo sostituto già in casa: parliamo di Marco Borriello, che dopo l’esperienze in prestito  con Juventus e Genoa, a fine anno tornerà alla base. I giallorossi potrebbero perciò decidere di tenere l’attaccante a Trigoria: la sua esperienza potrebbe essere molto utile per far crescere nel modo migliore Mattia Destro, che dal prossimo anno sarà l’attaccante titolare della Roma. Una soluzione a costo zero (ad eccezione dell’ingaggio) che la dirigenza giallorossa sta valutando con attenzione.

Allegri verso la Roma? Galliani: “Resta qui”

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GIALLOROSSI.NET – La Roma insegue Allegri, che ammicca ai giallorossi. Ma alle speranze di vedere il tecnico toscano sulla panchina dei capitolini mette un freno Adriano Galliani. L’amministatore delegato del Milan taglia corto sul futuro del loro tecnico: “Il futuro di Allegri? Resta. Non abbiamo mai contattato nessun altro allenatore. Il Milan ha fatto una buonissima stagione e non vedo perché dovremmo cambiare allenatore. Allegri rimarrà sicuramente sulla panchina del Milan”.

Dichiarazioni obbligate, a stagione in corso. Il destino dell’allenatore rossonero resta ancora in bilico, e verrà deciso nelle prossime settimane. La Roma non si perde d’animo, e spera di poter approfittare di una frattura fra tecnico e società.

DE ROSSI: “Strumentalizzate mie dichiarazioni sul derby”

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ASROMA.IT – Queste le dichiarazioni di Daniele De Rossi, apparse pochi minuti fa sul sito ufficiale dell’As Roma.

Il giorno che vorrò provocare gli avversari o caricare i tifosi della mia squadra lo farò direttamente. Non capisco come possa esser stato frainteso il mio messaggio dopo la gara contro l’Inter: volevo far capire quanto sia complicata una sfida carica di significati come il derby, alla quale avrei addirittura preferito un impegno difficile come quello di incontrare la prima della classe del nostro campionato, in una finale di Tim Cup.
Sono inoltre dispiaciuto del fatto che alcuni organi di stampa, anziché stemperare i toni di un match così delicato, preferiscano strumentalizzare le mie dichiarazioni, contribuendo in tal modo a surriscaldare un ambiente che non ne ha bisogno
”.

ON AIR – TRANI: “Non escludo la conferma di Andreazzoli”, CORSI: “Il derby sarà una crociata”, LEGGERI: “Allegri o Mazzarri”

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ON AIR (Giallorossi.net) – Prosegue la nostra rubrica dedicata al variopinto mondo delle radio romane. Un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore.
Buon divertimento!

Stefano Petrucci (Tele Radio Stereo): “Il mercato che si legge sui giornali è roba da ridere. Si leggono nomi improbabili che vengono fatti passare per obiettivi della Roma, quando invece il 95% di questo sono calciatori che vengono offerti a Sabatini. Avete idea di quanti giocatori vengono offerti ogni giorno?”

Marco Cherubini (Tele Radio Stereo): “La gestione Andreazzoli finora ha avuto luci e ombre. Ma le ombre sono state fosche, perché la gestione del gruppo, la scarsa attitudine ad avere una mentalità vincente hanno fatto tornare indietro la Roma, che con Aurelio ha voltato pagina dal punto di vista tattico.  Il vero problema della Roma, da due anni a questa parte, è la gestione del gruppo”.

Mario Corsi (Centro Suono Sport): “Del campionato ormai non si parla più. E’  chiaro,  si parla del derby della vita. E’ normale: è una crociata”.

Riccardo Galopeira (Tele Radio Stereo): “Io ero tra quelli che a metà stagione pensavano che la Roma potesse fare solo peggio e non meglio, alla fine invece ha fatto meglio. Ma solo il 26 maggio sapremo se questa stagione potrà essere ricordata quanto meno per la vittoria della Coppa contro chi sappiamo noi.”.

Max Leggeri (Radio Manà Manà Sport): “Secondo alcuni organi di stampa, Sabatini avrebbe già scelto il nuovo allenatore della Roma. Al momento, i papabili sarebbero due: Allegri o Mazzarri”.

Ugo Trani (Rete Sport): “Pellegrini piace molto a Baldini. Il Malaga è stata una delle più belle squadre da vedere in Europa. Comunque non è da escludere la riconferma di Andreazzoli. Totti e De Rossi già si sono espressi in questo senso”. 

Angelo Di Livio (Radio Manà Manà Sport):Per me l’allenatore della Roma sarà uno tra Allegri e Donadoni. E’ una sensazione personale, però poi sarò certamente smentito”.