QUI TRIGORIA – Out Destro, Florenzi e Marquinho. Si ferma Dodò. In gruppo Pjanic

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QUI TRIGORIA (Giallorossi.net ) – Squadra scesa in campo dopo la vittoria con l’Inter. Sono assenti Marquinho (problema al ginocchio, farà degli aggiornamenti oggi pomeriggio), Destro e Florenzi. Gli ultimi due faranno fisioterapia. Regolarmente in campo Miralem Pjanic.

La squadra lavora sulla circolazione di palla, sotto gli occhi di Walter Sabatini e Claudio Fenucci.
Dodò lascia anzitempo la seduta di allenamento: da valutare la natura del suo stop.

Allegri alla Roma, gli sviluppi

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GIALLOROSSI.NET – La Roma e Allegri, una storia d’amore fatta di continui ammiccamenti. E come tutte le relazioni complicate, anche questa è un continuo allontanarsi e rivenirsi incontro. In mezzo c’è il Milan, che vuole tenerlo stretto a sè più per mancanza di alternative valide. Berlusconi infatti preferirebbe aprire un nuovo ciclo con un altro tecnico, mentre Galliani frena. Ai rossoneri manca l’asso nella manica, il nome che possa sostituire al meglio il tecnico toscano alla guida del club di Milanello. Donadoni piace, ma non così tanto da rinunciare a cuor leggero ad Allegri.

La Roma in queste ultime ore sta aumentando il pressing sul tecnico per capirne le intenzioni. Allegri infatti è piuttosto indeciso sulla sua permamenza al Milan (che ancora non gli ha offerto il rinnovo di contratto), e allo stesso tempo è attratto dal progetto giallorosso. Franco Baldini resta in attesa di una sua risposta. Perchè, forse, il suo destino potrebbe essere legato a quello di Allegri. Il dg punta tutto su di lui per rilanciare le ambizioni della Roma. Le alternative, per diversi motivi, o non convincono appieno oppure sono difficili da raggiungere.

I giallorossi aspetteranno ancora, ed è probabile che la risposta dell’allenatore rossonero arriverà prima della fine del campionato.   L’impressione è che alla fine il matrimonio tra Allegri e la Roma sia l’eventualità più probabile. L’intenzione dei dirigenti è quella di annunciarlo al termine della finale di Coppa Italia. Magari dopo la conquista del primo trofeo della gestione Pallotta.

 

Per l’Inter spunta Zeman

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CORSPORT (P. GUADAGNO) – All’indomani dell’eliminazione dalla Coppa Italia, ancora una volta Moratti ha concesso più alibi che colpe alla sua squadra: «Hanno dato tutto quello che potevano dare». Resta, però, il quadro di una stagione fallimentare, comunque pesantemente condizionata dagli infortuni («Ce n’è uno al minuto…»). Inevitabile, quindi, tenerne conto al momento di valutare il lavoro di Stramaccioni: «Non ho dubbi nei suoi confronti. Ribadisco che non posso fare l’analisi di una persona che ha a disposizione un terzo di quello che avrebbe dovuto avere». Insomma, il presidente ancora una volta si è esposto per difendere il suo allenatore, quello che ha scelto poco più di un anno fa e che oggi, in cuor suo, vorrebbe confermare. Del resto, i risultati negativi non hanno mutato l’eccellente rapporto personale e ieri non sono mancate le telefonate tra i due. Ma è chiaro che il pensiero di Moratti è storicamente volubile, nel senso che muta di continuo e pure in tempi molto rapidi. (…)

CONDIZIONI IDEALI – Per intendersi, anche il tecnico ha una parte di colpe se si è arrivati a questo punto. Ma è fuori discussione che non è stato messo nelle condizioni ideali per lavorare. Ebbene, Moratti vuole capire se i cambiamenti che ha in mente basteranno per sostenere in maniera adeguata l’allenatore in una stagione che dovrà essere di svolta. Qualora non dovesse avere certezze, allora proverà a puntare su qualcun altro. «Nessuno ha contatti con altri allenatori. I nomi li leggo anch’io sui giornali», ha ringhiato davanti ai cronisti. In realtà qualche pensiero nella sua testa ha già cominciato a circolare. Altrimenti un certo tipo di indiscrezioni non avrebbero nemmeno iniziato a circolare. Con Mazzarri destinato a restare a Napoli, le alternative a Stramaccioni restano soprattutto Mihajlovic e Blanc, ex-giocatori dell’Inter e uomini che Moratti conosce perfettamente e stima. Ultimamente si è aggiunto anche Donadoni. Mentre l’ultima novità è rappresentata da Zeman, un personaggio che ha sempre affascinato il presidente nerazzurro, che alla realtà dei fatti però non ha mai voluto ingaggiare. (…)

Roma, Ortiz e Wallace per rafforzare le fasce

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GIALLOROSSI.NET – Ancora mercato in casa Roma. Oltre ad un difensore centrale e almeno un centrocampista di livello, Walter Sabatini è a caccia di esterni di difesa che possano dare qualità alla squadra del prossimo anno.

Il primo obiettivo resta il brasiliano Wallace: il ds giallorosso sta tenendo vivo il canale aperto con il Chelsea, ma la trattativa è bloccata sul riscatto. La Roma infatti è disposta a prendere il giocatore in prestito, ma solo se nell’operazione sarà prevista anche un’opzione per acquistare l’intero cartellino del brasiliano. I due club in questi giorni continuano a cercare un’intesa su questo aspetto.

Il nome nuovo per la fascia sinistra è invece Richard Ortiz, esterno sinistro dell’Olympia e della nazionale paraguaiana. Il giocatore, classe ’90, è un terzino di spinta tutto mancino, che spesso è stato impiegato anche come centrocampista. Dotato di un gran tiro dalla distanza, viene dipinto come un giocatore grintoso, che non molla mai. Nonostante la sua giovane età, il ragazzo è già in pianta stabile nella  nazionale maggiore. Ortiz è stato offerto ai giallorossi, ma su di lui pesa un grave infortunio (rottura del legamento crociato), dal quale però sembra essersi ormai completamente ristabilito.

La Roma fa lo sprint con l’attacco a quattro stelle

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GASPORT (M. CECCHINI) – Questionario per il tifoso giallorosso: qual è la migliore notizia fra le seguenti? 1) L’approdo in finale di Coppa Italia; 2) Il patrimonio di James Pallotta valutato dalla rivista Forbes in circa 3 miliardi di dollari; 3) Il valore della Roma (sempre fonte Forbes) stimato a 354 milioni di dollari, cosa che la colloca al 17˚ posto al mondo tra le società di calcio.

Allegri & Mazzarri In attesa che ognuno scelga la risposta più adeguata alle proprie sensibilità, le buone notizie non sono finite qui. Entro un paio di settimane, il club potrà contare sugli ultimi 15milioni di finanziamento (in conto aumento di capitale) dei proprietari. Anzi, visto che l’esposizione con Uni- Credit non può aggravarsi ulteriormente, è molto probabile che i partner rifinanzino presto per potenziare il club. E questo, forse, potrebbe allettare alcuni allenatori seguiti — Allegri e Mazzarri «in primis» — a una nuova sfida, anche se Andreazzoli vuole giocarsi fino in fondo le sue chance di conferma.

Rinnovo Totti Ad aiutarlo ci sono di sicuro le prestazioni dei suoi quattro attaccanti, che stanno «anabolizzando» le speranze della Roma per un grande finale di stagione. Ognuno di loro, poi, è una galassia con i propri soli di riferimento Il primo della lista è capitan Totti, che entro maggio dovrebbe firmare il rinnovo di contratto biennale, prima di cominciare un futuro dirigenziale. Chiave indispensabile per provare a superare Piola tra i cannonieri della Serie A a girone unico.

Futuro Destro Su Destro, invece, poco da dire. Al di là del fatto che è diventato l’uomo di Coppa Italia, l’attaccante è considerato un totem del prossimo futuro. E non solo in chiave giallorossa, visto che su di lui il c.t. Prandelli dovrà sciogliere la riserva relativa all’azzurro: portarlo in Confederations Cup oppure dirottarlo alle finali europee dell’Under 21 in programma in Israele.

Tentazione Lamela Discorso diverso quello relativo a Erik Lamela, capocannoniere stagionale della squadra. Il giocatore è seguito da United e City, ma il legame forte che lo lega al d.s. Sabatini rende difficile ipotizzare eventuali scippi non consensuali. Per premunirsi, però, si sussurra che in questi giorni l’agente Pablo Sabbag abbia incontrato la dirigenza in prospettiva di un rinnovo di contratto (e di un conseguenziale aumento d’ingaggio) che potrebbe arrivare entro poco tempo.

Dubbio Osvaldo Il gol a Torino, però, ha rimesso in vetrina anche Daniel Osvaldo. Sul valore del giocatore nessuno ha dubbi, ma la sua permanenza è sempre in bilico, anche perché l’eventuale cessione potrebbe servire al club per fare cassa e destinare alla panchina non un top player come l’italo-argentino, ma un giocatore con meno pretese d’impiego. Da non sottovalutare, poi, che Osvaldo è fra quelli destinati a rappresentare l’Italia in Brasile tra due mesi. Una vetrina utile sia per lui sia per la Roma, qualora valutasse l’ipotesi di una cessione. Non a caso in questi giorni s’infittiscono le voci di mercato intorno all’universo giallorosso. E così, visto che Stekelenburg sembra sempre più in orbita Premier, resta più forte la candidatura di Rafael (Santos) rispetto a quella di Krull (Newcastle). A centrocampo circolano i nomi di Ortiz (Olimpia), Cabral (Velez) e Jean (Fluminense), mentre per la difesa è sfida con l’Udinese per Bruno Peres (Santos). Piccole cose, ovvio. L’importante è che brillino le quattro stelle d’attacco.

Roma, sarà uno stadio imperiale

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CORSPORT (M. EVANGELISTI) – Sono belli gli stadi disegnati da Dan Meis. Hanno sempre un profilo armonioso, un’ala che si spiega, una curva avvincente. Meis è un architetto relativamente giovane: ha 52 anni e non traccia una linea se prima non ha capito per filo e per segno a che cosa serva la struttura che è chiamato a disegnare e non ha chiaro in mente in mezzo a quale paesaggio si inserisca. Meis deve progettare lo stadio della Roma. Ha davanti due mesi di spola tra Los Angeles e l’Italia. (…)

SI MUOVE – Nel giro di due mesi, tre al massimo, da questi incontri devono uscire disegni, calcoli e modello del nuovo impianto. La proprietà americana continua a sperare di aprirlo alla fine del 2016. Gli ostacoli che rendono il processo lungo come un romanzo russo sono autorizzazioni e vincoli burocratici. Una volta avviata la costruzione, i tempi sarebbero ragionevolmente ristretti. Intanto lo stadio si muove. In senso figurato. In senso letterale, Meis ha già realizzato stadi che si muovono. (…) Nulla di simile serve per il calcio. Al calcio serve un impianto moderno, capace di ospitare 50-55.000 spettatori, con tutto quello che può servire per passare la giornata e non necessariamente la giornata della partita. Negozi, ristoranti, aree giochi. Meis ha visto l’area di Tor di Valle e ha alzato il pollice. Molto romano: qui staremo ottimamente(…)

 

ARCHI – Il presidente della Roma, James Pallotta, non è un umorista di mestiere. Ha detto di aver chiesto informazioni sul Colosseo per scoprire che era occupato. Battuta fiacca e battuta fino a un certo punto. Lo stadio della Roma, come il pollice alzato di Meis, dovrà trasmettere immediata l’idea di romanità come la concepiscono negli Usa. Vengono in mente, appunto gli archi dell’anfiteatro più grande del mondo. Non è detto venga fuori qualcosa di pessimo gusto. Il circuito automobilistico in Bahrein per esempio s’ispira alle tende dei nomadi del deserto, ma l’effetto è agile ed elegante.  Dipende pure dai soldi che si vogliono spendere. Solo per lo stadio il budget previsto va da 200 a 250 milioni. (…)

Balbo pazzo di Destro: “E’ il nuovo Batigol”

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IL MESSAGGERO (M. FERRETTI) – Abel Balbo, 78 reti e uno scudetto con la Roma, se ne intende. Di attaccanti, ovviamente. E sul conto di Mattia Destro spende parole al miele. «Se mi piace? Mi piace tantissimo…», racconta.

Si spieghi, prego.
«Destro è un grande centravanti. Lo vedi da come si muove, da come attacca gli spazi, da come fa a sportellate con i difensori avversari, da come segna. Soltanto gli attaccanti veramente bravi hanno quelle caratteristiche».
Sedotto dalla doppietta di Milano?
«Contro l’Inter ha giocato davvero bene, segnando un gol, il primo, fantastico, ma io sul suo conto pensavo queste cose anche prima della partita di mercoledì sera».
Centravanti: è questo il suo ruolo?
«Quello deve essere il suo ruolo. Perché ha tutto ciò che deve avere il centravanti. Compresa la voglia di non scappare di fronte alla botte degli avversari».
A chi lo paragona?
«A Batistuta».
Addirittura?
«Faccio un riassunto: Gabriel aveva una grande forza fisica, non aveva paura di niente, vedeva la porta con una facilità impressionante però non aveva piedi eccelsi. Gli stessi pregi, e gli stessi difetti, che riconosco a Destro».
La miglior qualità mostrata da Mattia?
«Lui veniva da una squadra di provincia, pressione zero, ambizioni ridotte e si è trovato a Roma dove il calcio si vive ventiquattro ore su ventiquattro con il piede pigiato sull’acceleratore: essersi imposto, anche se a fatica, in questo ambiente è un grande merito».
A fatica, ha sottolineato.
«È la verità. Vi posso assicurare che fare bene a Roma è complicatissimo, specie per un attaccante: lui prima ha pagato il cambio di città/squadra poi si è messo in luce».
Zeman lo impiegava spesso da esterno.
«Destro, ripeto, è un centravanti, non ha minimamente le caratteristiche per fare l’esterno. In un 4-3-3, ad esempio, può, anzi deve giocare solo da punta centrale».
In vista c’è un altro derby.
«E questo resterà davvero nella storia, visto che sarà la finale di Coppa Italia. Una cosa mai accaduta prima. Già il derby di Roma è una gara unica quando vale tre punti, figuratevi se vale per un trofeo così importante. Sarà un evento straordinario».

Derby di coppa, sale l’ipotesi pomeriggio

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IL MESSAGGERO (U. TRANI) – Cambia l’orario, non la data della finale di Coppa Italia tra Lazio e Roma. Il derby, dunque, si dovrebbe giocare domenica 26 maggio. Di giorno, però: alle 17, e non alle 15 come ipotizzato in partenza. Non di sera, come avrebbero voluto la Lega e la Rai, alle 20,45. Il prefetto Pecoraro, dunque, non arretra, anche se il sindaco Alemanno rimane contrario a far disputare il match proprio il pomeriggio delle elezioni comunali. Esiste l’alternativa infrasettimanale, mercoledì 29, ma il calendario, per gli impegni delle nazionali, non permette lo slittamento. Escluso sabato 25: c’è già la finale di Champions.

IL VERTICE Ieri alle 18 si è riunito l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive. Presenti, oltre ai dirigenti Forgione, Ciullo e Massucci in rappresentanza del Viminale e il questore Della Rocca, anche Brunelli per la Lega calcio, Nepi per il Coni e Spitaleri per la Figc, Fenucci e Feliziani per la Roma e Calveri, Canigiani e Cragnotti per la Lazio. Nonostante il parere negativo del Campidoglio, è molto probabile la conferma della data del 26 maggio. Nel braccio di ferro sull’orario, con la Rai che spinge sul fascino e l’audience della notturna, si cercherà una via di mezzo: calcio d’inizio a metà pomeriggio come accade spesso in Inghilterra, per chiudere l’evento comunque con la luce, anche se la sfida si allungasse con i tempi supplementari e i rigori. Ecco perché il derby si dovrebbe giocare alle 17 (al massimo alle 17,30). Nei prossimi giorni si confronteranno il sindaco Alemanno e il prefetto Pecoraro, sempre con il coinvolgimento della Lega, per prendere una decisione definitiva. «In modo da evitare cortocircuiti istituzionali» spiega proprio Alemanno. «Spero che in due-tre giorni si definisca tutto, per evitare sovrapposizioni che non servono alla città. Intanto esprimo soddisfazione, come sindaco di Roma, perché vedo Roma e Lazio prendere la scena centrale nella Coppa Italia. Ma facciamo in modo che questa volta ci sia una partita senza incidenti».
IL PARERE DELLA LEGA «Con le due società abbiamo garantito il massimo di collaborazione a qualsiasi tipo di iniziativa per costruire un percorso che possa aiutare a creare il clima ideale per disputare una gara che è una occasione straordinaria di sport per Roma» chiarisce Brunelli, dg della Lega. «I dettagli e i contenuti verranno ufficializzati all’inizio della prossima settimana per poter mettere in moto la macchina organizzativa. Non è da escludere che il derby resti di sera, ma dobbiamo completare tutta una serie di valutazioni». Appena si conoscerà la data, toccherà al comitato di ordine e sicurezza occuparsi proprio del piano organizzativo, dalle vie di accesso all’Olimpico alle zone da presidiare con le forze dell’ordine. Oggi nuova riunione per preparare la vendita dei biglietti: lo stadio sarà diviso a metà, stesso numero di posti per le due tifoserie.

La stella d’argento

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GIALLOROSSI.NET (A. Diofebbo) – Quando Dexter raccoglie l’assist di Balzaretti (il secondo consecutivo, ndr) e con un unico movimento schiaccia nella porta di Handanovic il pallone della tranquillità, tutto cambia nell’umore del tifoso giallorosso. 2700 (+600) secondi di noia, mista a rabbia e incredulità, prima di vedere la partita andare nel verso giusto. L’Inter perde anche Cambiasso proprio durante il riscaldamento, eppure è la squadra di casa ad aprire le marcature con una triangolazione Alvarez – Rocchi – Jonathan, che fa brillare gli occhi di ironia e stupore (e i motivi sarebbero interminabili…). Poi passa la Roma. Quella Roma che ha un ‘ventaglio’ di motivazioni per cercare la finale, che poi, vuoi perché la rotta viene invertita, vuoi perché l’Inter ha fatto di tutto e anche oltre per salvare la faccia, alla fine, ottiene quasi forzatamente.

Doveva andare così. Perché quel lontano 26 Maggio è ora vicino. Allungare la stagione, dare una ragione all’ambiente, alimentare le speranze, sono solo filosofia se le confrontiamo con le cose pratiche che vanno a cozzare contro la squadra giallorossa. In palio c’è una finale, c’è un derby, c’è una supremazia e c’è una stella d’argento. Molto più di una sola ragione. Si dice che l’Argento abbia un valore protettivo. E si dice anche che i sacerdoti Romani usassero nascondere sottoterra statuine argentate per tenere lontani i barbari. Sempre l’Argento, proprio la cosa per cui una squadra lotta (o due, volendo parlare in generale) vestita di giallo ocra e rosso pompeiano, inequivocabilmente e anch’essa romana. Un traguardo inseguito, quasi preso, poi fuggito, e ora riavvicinato.

Ci sono voluti tre anni per rivedere la Roma in finale di Coppa Italia e mai come ora, il traguardo, appare avvicinabile a tal punto da poter essere strappato, preso, portato via con sé e fare in modo di continuare la corsa fino al raggiungimento di un Argento che, analizzato, vale come Oro. Questo perché è l’occasione giusta, la partita giusta, la situazione giusta dalla quale portare via tutto, non solo una Coppa. Aggiungiamoci anche la possibilità di vedere per la prima volta la nuova ‘società’ alzare un titolo che potrebbe essere l’inizio, il primo fuoco d’artificio, la scintilla da cui (ri)partire, (ri)cominciare, (ri)provare. La Roma, dalla sua parte, non solo ha la chance perfetta, ma ha anche un protettore che, di questi tempi, ma soprattutto in questa partita, in pochi possono vantare : l’Argento. Proprio lui.

Protettivo e romano. Lo stesso Argento che popola una stella che nessuno ha la possibilità di richiedere, perché nessuno ha mai vinto dieci finali nella storia di questa manifestazione. E perché no, perché non dovrebbe essere proprio la squadra romana e di Roma, a portare avanti la tradizione e a farsi scudo con quella piccola e lucente forma a cinque punte? E perché, pensando ai riti effettuati in passato, citati appena qualche riga fa, non usufruire di tutto questo per tenere lontani i barbari? In fondo, nella prossima finale, oltre tutte le cose già dette, c’è anche la giusta dose di barbari da ricacciare indietro…

Sky: il nome del prossimo allenatore prima del derby di Coppa Italia. Andreazzoli in ascesa

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GIALLOROSSI.NET – Prima della finalissima di Coppa Italia tra Roma e Lazio, in programma (al momento) per il 26 maggio, Walter Sabatini dovrebbe annunciare il nome del prossimo allenatore dei giallorossi. Lo riferisce pochi minuti fa l’emittente satellitare Sky Sport.

Sempre secondo Sky, dopo la qualificazione ottenuta ieri ai danni dell’Inter, sarebbero in forte ascesa le quotazioni di Aurelio Andrezzzoli: il tecnico infatti gode della massima stima del direttore spotivo giallorosso,

 

Pellegrini è la prima alternativa ad Allegri

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GIALLOROSSI.NET – E’ Manuel Pellegrini la prima alternativa a Massimiliano Allegri come prossimo allenatore della Roma. Il tecnico dei rossoneri resta il preferito di Franco Baldini, e il dg sta lavorando sottotraccia per riuscire a strapparlo dalle grinfie di Galliani. Il lavoro è stato facilitato dalle recenti frizioni avute con El Sharaawy e con un po’ tutta la dirigenza rossonera. La Roma “spera” che i prossimi risultati del Milan possano scuotere la turbolenza di Berlsuconi e portare ad un addio anticipato da Allegri.

Ma per non farsi trovare impreparato, il direttore giallorosso Baldini continua a  battere altre piste. Su tutte, appunto, quella di Manuel Pellegrini, allenatore del Malaga. Il tecnico argentino ha il contratto in scadenza nel 2014, ma i rapporti con il club spagnolo (in crisi finanziaria) sono ormai logori: la sua partenza a fine stagione è certa. La Roma lo aveva già sondato (ricevendo un “no” secco) al momento dell’esonero di Zeman. A dimostrazione che il tecnico piace, e molto, alla dirigenza giallorossa. Resta però il problema della forte concorrenza che potrebbe esserci, se squadre come Chelsea e City dovessero puntare su di lui.

Sabatini intanto non ha ancora scartato l’ipotesi di una conferma di Andrezzoli, nel caso queste piste si dimostrassero non percorribili e soprattutto se il tecnico massese centrasse la vittoria nella Coppa Italia. Meno propenso a seguire questa strada Baldini, orientato verso un cambio tecnico a prescindere dai risultati che Andreazzoli potrà ottenere da qui a fine anno.

ON AIR – CORSI: “La finale è merito di Zeman”, PETRUCCI: “No, era colpa sua”, ROSSI: “La Roma sbaglia sempre i primi tempi”, FOCOLARI: “Inter sfortunatissima”

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ON AIR (Giallorossi.net) – Prosegue la nostra rubrica dedicata al variopinto mondo delle radio romane. Un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore.
Buon divertimento!

Stefano Petrucci (Tele Radio Stereo): “La partite durano due tempi. Alla fine del primo già leggevo e sentivo gente che si disperava e che si domandava: “Allora, era colpa di Zeman?”. Si, la colpa era di Zeman, sua e di chi ha impostato la gestione tecnica. Io non mi esalto per la vittoria in una semifinale di Coppa Italia, soprattutto dopo questo campionato deludente.”

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio): “Le dichiarazioni di De Rossi sulla Lazio? Non sono quelle che sono riportate da certi giornali. I giornali faranno una brutta fine perchè scrivono le cazzate. Aizzano tutto. De Rossi è stato eccezionale, equilibrato, maturo, serio. Chi invece ha estrapolato al contrario il suo pensiero è poco serio. Abbiamo smascherato la voglia dei coltelli da parte di qualcuno. Abbiamo tra di noi dei pazzi sconsiderati.”

Mario Corsi (Centro Suono Sport): “La Roma è meritatamente in finale grazie a Zeman che l’ha portata fino a qui. Andreazzoli meriterà soltanto quando batterà la Lazio perchè ieri ha affrontato una ‘non squadra’ come l’Inter.”.

Jonathan Calò (Centro Suono Sport): “Comincio a preoccuparmi sul fatto che la Roma sbaglia sempre l’approccio alla gara. Se sbagli approccio contro la Lazio in finale, c’è il rischio che non ti perdona. E mi dispiacerebbe parecchio”

David Rossi (Tele Radio Stereo): “Contentissimi per la finale raggiunta. Detto questo, c’è un problema ormai atavico di questa squadra: la Roma sbaglia sempre il primo tempo. Ieri siamo stati fortunati che l’Inter era una squadra a pezzi, ma non si può sempre pensare di riuscire a raddrizzare le partite nella ripresa. Bravo Andreazzoli per come ha motivato la squadra negli spogliatoi tra il primo ed il secondo tempo. Non so se verrà riconfermato, ma la media punti, il gruppo riunito e la finale di Coppa Italia conquistata parlano a suo favore“.

Dario Bersani (Tele Radio Stereo): “Se avessimo perso sarebbe stato inconcepibile. L’Inter è una squadra a pezzi con 15 assenze più Cambiasso infortunatosi nel riscaldamento. Destro è un campione, Dodò ha dei grandissimi numeri.  ”.

LAMELA: “Sogno di battere la Lazio in finale, sto già contando i giorni”

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GIALLOROSSI.NET – Manca più di un mese al derby che deciderà la vincitrice della Coppa Italia, ma in casa giallorossa la testa è già alla stracittadina che farà la storia del calcio capitolino.

Erik Lamela ne è l’esempio lampante. L’asso argentino ha appena scritto sul proprio profilo Twitter il seguente messaggio: “E adesso siamo in finale! Godiamoci questo momento e spero che si avveri il sogno di vincere la finale contro la Lazio! Sto già contando i giorni!” .

INTER-ROMA, le pagelle dei giornali

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GIALLOROSSI.NET  – Mattia Destro il migliore, bene anche Lamela,  promosso De Rossi, appena sufficiente Stekelenburg. Questo il giudizio che esce fuori dalle pagelle dei principali quotidiani, che riportiamo:

IL MESSAGGERO

Stekelenburg 5,5; Torosidis 6,5; Marquinhos 6; Castan 6; Marquinho 5,5; Bradley 6; De Rossi 6,5; Florenzi 6 (Balzaretti 6,5); Lamela 7,5 (Taddei ng); Totti 7; Destro 9 (Dodò ng); Andreazzoli 7.

IL TEMPO

 Stekelenburg 6; Torosidis 7; Marquinho 6,5; Castan 6,5; Marquinho 6; Bradley 6,5; De Rossi 7; Florenzi 5 (Balzaretti 6,5); Lamela 6,5 (Taddei ng); Totti 6; Destro 7,5 (Dodò 6); Andreazzoli 7.

IL ROMANISTA

Stekelenburg 6; Trosidis 6,5; Marquinhos 6; Castan 6+; Marquinho 6; Bradley 6,5; De Rossi 6,5; Florenzi 6 (Balzaretti 6,5); Lamela 7,5 (Taddei ng); Totti 6,5; Destro 8 (Dodò 6); Andreazzoli 7.

CORRIERE DELLO SPORT 

Stekelenburg 6 , Torosidis 6,5, Marquinhos 6,5, Castan 6, Marquinho 6, Bradley 6,5, De Rossi 6,5, Florenzi 7, Balzaretti (1’ St) 6,5, Lamela 7., Totti 7, Destro 7,5, Andreazzoli (All.) 6,5.

GAZZETTA DELLO SPORT

Stekelenburg 5,5, Torosidis 6,5, Marquinhos 6,5, Castan 6 , Marquinho 6,5, Bradley 6, De Rossi 6,5,  Florenzi 5,5, Lamela 7 , Totti 6,5, Destro 7,5 Balzaretti 6,5.

(CONTINUA…)

 

Mercato: Stek, Osvaldo e Piris verso l’addio

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GIALLOROSSSI.NET –  Comincia a delinearsi il prossimo mercato della Roma. Hanno contorni più chiari le possibili cessioni: Osvaldo, a prescindere dal finale di campionato, verrà messo sul mercato.