Destro: “Voglio vincere con la Roma. Pronto per il Palermo? Decide il mister”

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ASROMA.IT – L’attaccante della Roma Mattia Destro ha risposto alle domande dei tifosi in videochat sul sito ufficiale asroma.it:

Come stai?
“Sto abbastanza bene, mi alleno col gruppo e il ginocchio risponde bene. Sto cercando di recuperare la condizione. Per quanto riguarda Palermo deciderà il mister, mi alleno per essere disponibile il prima possibile”.

Quanto ha influito tuo padre nella scelta di giocare a calcio?
“Ho iniziato presto, è una cosa che mi piaceva perché con gli amici ci divertivamo a giocare a calcio. E’ stato prima un divertimento, poi uno sport.

La tua qualità migliore?
“Lascio giudicare agli altri. Devo migliorare su tanti aspetti come tutti i giovani”.

Il tuo obiettivo per il finale di stagione?
“Riprendere il prima possibile la condizione”.

Il tuo obiettivo per il finale di stagione?
“Riprendere il prima possibile la condizione”.

Quanti derby hai giocato?
“Inter-Milan nelle giovanili. E’ una partita particolare, in Serie A è un’altra storia”.

Domani Totti festeggia 20 anni di Serie A.
“E’ un campione, chiunque vuole giocare con lui. Guardandolo cerco di apprendere il più possibile”.

Cosa si prova a giocare con una curva del genere?
“Tanta emozione”.

La tua partita migliore?
“In Coppa Italia con Fiorentina e Inter”.

Chi seguivi degli attaccanti della Roma del passato?
“Mi piaceva molto Montella, poterlo vedere giocare era bello, è un attaccante completo”.

Gli Europei Under 21?
“Non penso a questa cosa, do la priorità al fatto di riprendere il prima possibile la condizione per dare un contributo importante alla Roma”.

Il mondiale in Brasile?
“E’ il massimo per qualunque giocatore, adesso a causa dell’infortunio penso solo a rientrare. Poi altri discorsi si faranno in futuro”.

Tanti talenti nati nel 1991, siete il futuro del calcio italiano?
“Lo spero, sono tutti giocatori che conosco e la maggior parte sono amici, spero in un futuro di fare grandi cose con loro e di migliorarmi anno dopo anno”.

Che ricordo hai di Sannino?
“Ho un ricordo buonissimo, ho fatto grandi cose e mi ha insegnato molto. La partita è la partita e ognuno penserà ai propri interessi”.

Cosa ti ha insegnato in particolare?
“Qualsiasi allenatore ti dà qualcosa in più, con lui lottavamo per la salvezza e quindi dovevamo fare bene la fase difensiva, è un aspetto che mi ha insegnato molto”.

Come ti stai ambientando a Roma?
“La città è la cosa più bella. E’ una delle città più belle del mondo, se non la più bella”.

Com’è la tua giornata fuori dal campo?
“Ultimamente sto sempre a Trigoria tra allenamenti e riabilitazione”.

Hobby particolari?
“Pochi, mi piace stare con gli amici, penso sia la cosa più bella”.

Quanto si cambia con la fama?
“Non tanto, i veri amici rimangono tali. Il comportamento non cambia”.

Rapporto con la tecnologia?
“Zero, sono negato. Gioco alla Playstation, ma tra iPhone e computer faccio il minimo indispensabile. Non sono bravo a nessun videogioco”.

Cosa vorresti raggiungere a Roma?
“Tra qualche anno vorrei vincere qualcosa, l’obiettivo è quello. Con l’infortunio, gli obiettivi che hai in testa un po’ vengono accantonati, ma l’obiettivo è quello”.

Qual è la tua posizione in campo con Totti?
“Sono a completa disposizione del mister, lui mette in campo la squadra. Deciderà lui se e dove schierarmi”.

Sabatini: “Andreazzoli bravo a non disperdere il lavoro fatto da Zeman”

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IL GIORNALE DI SICILIA – Il direttore sportivo della Roma, Walter Sabatini, ha rilasciata una lunga intervista al quotidiano siciliano nel quale tocca anche argomenti legati al club giallorosso.

Ecco alcune delle sue dichiarazioni:

“Andreazzoli sta lavorando con abnegazione e competenza la squadra lo segue spontaneamente e in questo momento il trend è positivo. Ha avuto, inoltre, l’intelligenza e la sensibilità di non disperdere ma anzi di incentivare quanto di buono aveva fatto Zeman prima di lui. Sorpreso da Totti? Il Totti attuale potrebbe giocare nel resto del mondo, farà di tutto per mantenere questa condizione. Palermo-Roma? Alla fine della gara, qualsiasi possa essere il risultato, per il Palermo non ci sarà verdetto definitivo e molto dipenderà anche dall’esito di Genoa-Siena. So perfettamente che Sannino è un ottimo allenatore e grande motivatore ma non temo lo spirito di rivalsa che da solo non basta a vincere le partite. Temo invece la qualità di molti giocatori del Palermo che, anche se non si è espressa nel corso della stagione, si potrebbe manifestare nella singola gara. Retrocessione vicina per i rosanero? Non sarebbe una vergogna, in serie B hanno giocato Juventus, Napoli, Torino e qualche tempo fa addirittura il Milan. La vergogna sarebbe non risollevarsi subito, istituire processi e far mancare fiducia e affetto alla squadra e a Zamparini che come l’araba fenice risorge sempre. Ma questo non accadrà perché Palermo è una città tollerante e di grande civiltà sportiva”.

ON AIR – Renga: “Pallotta parli in conferenza stampa”, Calò: “Questa situazione non durerà a lungo”, Bersani: “A Dimito o si crede sempre o mai”

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ON AIR (Giallorossi.net) – Prosegue la nostra rubrica dedicata al variopinto mondo delle radio romane. Un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore.
Buon divertimento!

Stefano Petrucci (Tele Radio Stereo): “Servono quei 100 milioni che avrebbe dovuto immettere lo sceicco. So che la Roma sta trattando con altri investitori, e non ci saranno problemi di ricapitalizzazione. Entro giugno ci saranno novità”

Roberto Renga (Radio Radio):Se quelle cose le scrive Dimito, vuol dire che sono da considerarsi ufficiali. Visto che Pallotta sarà a Roma per il derby, spero che indica una conferenza stampa per parlare al pubblico giallorosso e spiegare quello che sta succedendo. Una cosa è certa: alla Roma servono soldi, e non per investire, ma per coprire delle perdite”.

Furio Focolari (Radio Radio): “Lo sceicco “du camere e cucina” ha fatto incrinare definitivamente i rapporti tra Unicredit e gli americani. I tifosi della Roma devono ringraziare la banca. Io non so se potrebbero stare altrettanto tranquilli se fossero stati solo gli americani a guidare il club”.

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio): “Mai mi sarei immaginato una Roma in queste situazioni. Quando sono arrivati questi americani, immaginavo una Roma ricca. E invece così non è”.

Mario Corsi (Centro Suono Sport):Mi piacerebbe sentire adesso Qaddumi, parlarci, perchè di quella storia io non ho capito niente. L’articolo di Dimito? I novanta milioni che hanno messo gli americani li ha prestati la banca. E infatti il pezzo del giornalista parla di banca esposta per centottanta milioni. Non credo però che possa crollare tutto. Fiorentino? Queste fair-play nei confronti degli americani è dovuto dal fatto che sono stati loro a portarli a Roma. Ora però siamo arrivati al redde rationem. Pallotta credo che abbia trovato o troverà qualcuno che possa mettere i soldi”.

Jonathan Calò (Centro Suono Sport): “Nuovo partner? Io sinceramente vedo che l’unico socio che avevano trovato era Qaddumi. Pallotta? Secondo me non durerà a lungo questa situazione”

Bruno Ripepi (Centro Suono Sport): “Questo è un finanziamento che è finito. La banca sperava che prima o poi Pallotta mettesse i soldi, ma questa cosa non è mai successa. E la banca ormai è stanca. Ma come, tu che sei un esperto di finanza, l’unico socio che trovi è Qaddumi? Io però non ce l’ho con gli americani, ma con chi li ha portati. La banca troverà qualcun’altro, ma spero che questo qualcuno prenda tutta la Roma e non il 60 del 40. Per me la storia di Pallotta è finita”.

David Rossi (Tele Radio Stereo): “Il pezzo di Dimito molto duro. E’ un pezzo scritto in chiave Unicredit, dove Fiorentino vine dipinto come Charles Bronson. Io comincio a essere stufo dell’incapacità della società di difendersi. Questi articoli gettano dubbi pesanti, ma se tu non dici nulla le possibilità sono due: o le cose sono vere, o ritieni che sia un fastidio sopportabile. Delle due cose non sono quale sia quella più grave. Io in quattro mesi segnali di vita di Zanzi non ne ho. Non ne vedo l’incidenza, sta qua, però fa il turista. Io non vedo miglioramenti, anzi vedo peggioramenti. La storia dello sceicco è stata una figura di merda abissale, è inutile girarci intorno. E si sta continuando su questa falsariga”.

Dario Bersani(Tele Radio Stereo): “Di elementi nuovi nell’articolo di Dimito non ce ne sono. Usa il termine “stanare” che è un po’ pesantuccio. Qui più che smentire, o puntualizzare, c’è da mettere soldi. C’è un patrimonio negativo di 78 milioni di euro, e quello non si può smentire. A Dimito o si crede sempre, o non si crede mai. Lui scriveva anche prima delle difficoltà societarie delle Roma con i Sensi, e si prendeva per oro colato tutto quello che scriveva. Stessa cosa per Dragoni. Adesso invece passano come i nemici della Roma”.  

Qui Trigoria – Destro, Pjanic e Perrotta in gruppo. Out Balzaretti, Burdisso e Marquinhos

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QUI TRIGORIA (Giallorossi.net) –  A pochi giorni dalla delicata trasferta di Palermo, la Roma torna in campo per l’allenamento della mattina. La squadra scende in campo poco dopo le dieci e mezza.

La seduta inizia con riscaldamento e stretching. In gruppo si vedono anche Destro e Pjanic. Si passa al consueto torello.

Sono assenti Marquinhos e Balzaretti, mentre Perrotta è regolarmente in campo. Out anche i nazionali Piris, Stekelenburg (che tornerà ad allenatori nel pomeriggio), Piris e Bradley.

Anche Burdisso non sta prenderndo parte all’allenamento. Mister Andreazzoli inizia a far lavorare la squadra sulla tattica. Queste le due mini-formazioni:

VERDI: Castan, Lucca, Dodò, Taddei, De Rossi, Florenzi, Lamela, Destro e Totti

ROSSI: Guberti, Cedric, Torosidis, Pjanic, Tachtsidis, Marquinho, Lopez, Perrotta e Osvaldo

Inizia ora una partitella in famiglia, a cui però non prendono parte né Destro né Pjanic.

 

(Seguono aggiornamenti)

Fiorentino vuole ‘stanare’ Pallotta: alla Roma servono fino a cento milioni

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GIALLOROSSI.NET – La situazione è tutt’altro che rosea in casa Roma. I conti in rosso restano l’unica (allarmente) certezza del momento attuale del club. Secondo quanto scrive oggi Rosario Dimito (LEGGI L’ARTICOLO), giornalista molto vicino a Unicredit, Paolo Fiorentino vicedirettore generale della banca con delega sulla squadra, è volato negli States con una missione precisa: ‘stanare’ James Pallotta.

Un termine molto forte, che letteralmente significa far uscire allo scoperto qualcuno che si nasconde. Secondo il pezzo uscito oggi su Il Messaggero la banca al momento ha un esposto di circa 180 milioni, e vuole che la proprietà americana immetta soldi freschi nelle casse del club.

Per coprire il rosso di bilancio potrebbero servire fino a 100 milioni di euro (la forchetta della cifra oscilla dai 50 ai 100 milioni). In quel caso, gli americani dovrebbero versare 60 milioni di euro, mentre la banca (socia di minoranza) immetterebbe i restanti quaranta. Soldi che però Unicredit vuole vedere subito. Pallotta dal canto suo è ancora alla ricerca di un socio che possa “aiutarlo” nella ricapitalizzazione. La banca non ha obiezioni in merito: basta solo che il nuovo partner sia solido e solvibile. Insomma, l’esatto contrario di Quaddumi.

Aldair: “Vi racconto chi è Totti”

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CORSERA (G. PIACENTINI) – «Sono già passati 20 anni? (Pausa) Allora sto proprio diventando vecchio…». La voce arriva lontana, dal Brasile, ma Aldair Nascimento dos Santos, detto Pluto dai tifosi giallorossi, 13 anni, 330 partite e 14 gol con la maglia della Roma, non fatica a capire che si parla di Francesco Totti, che domani festeggerà i suoi primi 20 anni in giallorosso. Lui, d’altronde, c’era quel 28 marzo 1993 a Brescia quando il capitano esordì, e c’era pure il 17 giugno 2001 allo stadio Olimpico (non in campo perché era infortunato), quando la Roma vinse il terzo scudetto.
Insieme in giallorosso hanno condiviso dieci anni di (poche) vittorie e qualche delusione.

Dica la verità, quel giorno a Brescia si aspettava che quel ragazzino avrebbe fatto la storia del calcio?
«Sapevo che sarebbe diventato un grande calciatore, ma non potevo immaginare che avrebbe fatto questa carriera. La sua è una storia fantastica, che merita di essere celebrata. Si è sempre comportato bene, è sempre stato un esempio per gli altri, rimanendo umile. I suoi 20 anni in giallorosso sono solo un altro record da aggiungere alla sua collezione».

Lei Totti lo ha visto crescere. Poi un giorno, il 31 ottobre 1998 contro l’Udinese all’Olimpico, gli ha consegnato la fascia da capitano, che non avrebbe più abbandonato.
«Ho pensato fosse pronto per prendersi quel tipo di responsabilità e che la fascia lo avrebbe aiutato a crescere ancora di più. Andava solo incoraggiato ».

Ci racconti dello scudetto.

«È stato un sogno vincerlo. Abbiamo fatto un grande campionato grazie a Francesco, a Vincenzo (Montella n.d.r.), a Batistuta. Eravamo una grande squadra».

Nella carriera di Totti così ricca di record, però, è mancato il Pallone d’Oro.
«Avrebbe meritato di vincerlo nel 2006 quando l’Italia ha conquistato il Mondiale. Giocare nella Roma, senza vincere niente in Europa, non lo ha di certo aiutato in questo tipo di competizione dove conta soprattutto la vetrina internazionale ».

Il prossimo obiettivo è il record di gol di Piola: può farcela?
«Può arrivare a battere tutti i record. Non so quanto giocherà ancora, ma io credo che possa farlo almeno per altri 2 o 3 anni».

In Italia si parla del ritorno del capitano in Nazionale per i Mondiali brasiliani.
«Lo meriterebbe. Qui in Brasile ha un gran numero di estimatori e di lui si parla anche come di un possibile obiettivo di mercato per alcune squadre. Il nostro è un campionato molto ricco e se la Roma non dovesse prolungargli il contratto, qui gli si potrebbero spalancare parecchie porte».

All’inseguimento di Piola

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CORRIERE DELLO SPORT (G. D’Ubaldo) – Vent’anni trascorsi in un attimo, scanditi da 226 gol. Francesco Totti ha esordito in serie A il 28 marzo 1993, a Brescia. Domani sono vent’anni precisi. «Dai, spogliati, entri tu», gli disse Vujadin Boskov, che negli ultimi minuti stava portando a casa la vittoria grazie ai gol di Caniggia e Mihajlovic. Mancavano tre minuti alla fine e quando il tecnico si voltò verso la panchina il giovanissimo Francesco Totti non riusciva a crederci. «Guarda che ha detto a te», lo scosse Roberto Muzzi, che era seduto accanto a lui tra le riserve e che oggi è il suo allenatore in seconda con Andreazzoli.

Comincia così il romanzo della carriera di Francesco Totti, un percorso straordinario che non si è ancora concluso e che lo ha portato a raggiungere record impensabili. Ormai gliene manca uno solo, quello di Piola, distante ancora 48 gol. «Smetto solo quando lo raggiungerò», ci ha detto con entusiasmo una settimana fa nell’intervista con Giovanni Malagò, il suo amico presidente del Coni.

Una grande iniziativa per celebrare i venti anni con Totti. Un’opera in quattro volumi che presto troverete in edicola con il nostro giornale con cadenza settimanale. Un documento prezioso da conservare per sapere tutto di Totti.
Venti anni con Totti, una carriera ineguagliabile. Il capitano ha scavalcato Nordahl il 17 marzo scorso e ora si lancia all’inseguimento di Piola, senza sentire il peso dei 36 anni, ringraziando Zeman per averlo aiutato a raggiungere una condizione fisica invidiabile. E’ sul podio dei goleador del calcio italiano di tutti i tempi, tre campioni di epoche diverse, tre storie da raccontare.
Quella di Totti ha un sapore speciale. La storia di un fuoriclasse che vive per il calcio e che ha deciso di vestire sempre e solo una maglia. Rinunciando a soldi e a successi. Quei 226 gol sono un trofeo del quale va fiero. Ma non gli bastano.

Forse è proprio questo uno dei principali motivi della grandezza di Totti. Non si è mai sentito appagato, non si è mai seduto. Andrà ancora avanti, c’è da scommetterci. Il cammino non si è concluso. Lo percorrerà con quell’entusiasmo che lo accompagna ogni volta che varca i cancelli di Trigoria per allenarsi.

“Osvaldo era pronto a mollare tutto per me”

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CIUDAD.COM – «Daniel stava per mollare tutto e venire a vivere a Buenos Aires per stare con me». Parola di Jimena Baron, fidanzata argentina dell’attaccante della Roma Daniel Osvaldo. L’attrice ha concesso un’intervista al sito sudamericano Ciudad.com nella quale ha parlato anche del suo rapporto con il bomber giallorosso. «Daniel stava per lasciare tutto e volare in Argentina per stare con me. Io l’ho visto e poi ho parlato con mia madre. Ho capito allora che era una persona seria e ho deciso di venire io in Italia per stargli vicino. Io sono ancora giovane e sicuramente non voglio fare la donna di casa per tutta la vita. Ora però Osvaldo è al top della sua carriera ed è giusto che continui a giocare. Per quanto mi riguarda, fare un film c’è sempre tempo». Jimena ha raccontato come ha conosciuto Osvaldo: «Degli amici in comune mi hanno detto che voleva parlarmi e così abbiamo fatto. Lui mi conosceva come personaggio televisivo. Il primo bacio? Eravamo in una macchina e ho preso io l’iniziativa visto che non ce la facevo più. Lui è un ragazzo molto timido e sembrò imbarazzato». La fidanzata di Osvaldo ha parlato della sua giornata tipo: «Dani si alza al mattino, facciamo colazione insieme, poi lui va ad allenarsi e io vado a correre. Preparo il pranzo e lo mangiamo insieme alle 13.30. A volte vado a vederlo giocare ma di calcio non ci capisco granchè. Non riesco a capire perchè una partita debba durare novanta minuti. Conosco solo Messi, Tevez, Aguero e… Osvaldo, ovviamente».

Ecco Andreazzoli: “Pjanic? Spero ce la possa fare”

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GAZZETTA DELLO SPORT (A.Pugliese) –  Cauto ottimismo, anche se per la Roma va già bene così. A Trigoria, del resto, c’era una paura folle che Miralem Pjanic potesse giocare uno spezzone di Bosnia-Grecia, giovedì scorso, mettendo così a rischio il processo di recupero dalla distorsione alla caviglia sinistra riportata dal talento bosniaco lo scorso 3 marzo, contro il Genoa. Miralem, in realtà, a quella partita ci teneva tantissimo e in condizioni di estrema necessità avrebbe anche stretto i denti. Ma in panchina ci è andato con le scarpe da ginnastica, cosa che rende l’idea di quale fosse la sua reale intenzione.

BENTORNATO  Da lunedì, invece, Pjanic ha ripreso a lavorare a Trigoria, anche se sempre con le dovute cautele. Oggi, poi, Miralem aumenterà i carichi di lavori, gradualmente, per vedere anche come reagisce la caviglia infortunata. La speranza di vederlo in campo a Palermo è legata soprattutto a questo, alla funzionalità della caviglia negli spostamenti laterali. Fino a ieri il giocatore sentiva ancora un po’ di dolore, soprattutto nella fase di carico. Andreazzoli, è chiaro, spera di riaverlo già per sabato, perché nei due mediani davanti alla difesa, il bosniaco ha dimostrato di integrarsi perfettamente (come regista) con Daniele De Rossi ed è proprio questa la coppia su cui vuole puntare il tecnico. «Credo che alla fine Pjanic possa farcela», ha detto ieri sera il tecnico giallorosso intervenendo all’inaugurazione del Roma Club Tevere Remo. La speranza, infatti, è proprio quella. Ma se alla fine non dovesse essere così, Pjanic a Palermo sarebbe destinato alla panchina, in vista poi del recupero definitivo l’8 aprile, quando ci sarà il derby. L’intenzione della Roma, infatti, è di non rischiare niente, soprattutto visto che c’è la Lazio alle porte, partita ritenuta ovviamente fondamentale per tanti motivi. Se tutto andrà bene, Pjanic sarà in campo già sabato, altrimenti appuntamento all’8 aprile.

Sale Marquinho. Da esodato a insostituibile: “È una favola”

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GASPORT (C.ZUCCHELLI) – Per Zeman non solo non era titolare, ma era anche il primo sulla lista dei partenti. Da quando c’è Andreazzoli, la vita calcistica di Marquinho è cambiata del tutto. Con il boemo era il 17° giocatore della rosa per minutaggio (peggio solo Dodò, Taddei, Perrotta, Lopez e Romagnoli) e, gol a San Siro a parte, di lui ci si ricordava solo per gli insulti al tecnico a Catania. Con il cambio in panchina la situazione si è capovolta e Marquinho è diventato il 5° giocatore più utilizzato. Davanti a lui solo Stekeleburg, Burdisso, Lamela e De Rossi.

Punto di riferimento – Andreazzoli lo considera un giocatore importantissimo, un punto di riferimento della fascia sinistra, la dimostrazione di come col lavoro quotidiano si possano ribaltare le gerarchie. Come il tecnico la pensa Simone Beccaccioli, il tattico di Trigoria, l’uomo che un anno e mezzo fa lo studiò per conto di Sabatini e fu decisivo con le sue relazioni per farlo arrivare a Roma. Impiegato come esterno di centrocampo o terminale avanzato, Marquinho ha dimenticato tutte le amarezze della prima parte di stagione e si sta ritagliando uno spazio sempre importante anche per mancanza di avversari, visto che la situazione di Dodò ormai è nota e Balzaretti non è al meglio.

Tra Sicilia e Brasile – A gennaio il brasiliano era pronto ad andare al Palermo, l’avversario di sabato, poi l’offerta del Gremio — che gli aveva proposto ritorno in patria e maglia da titolare — lo aveva convinto ad accantonare i siciliani («Io non c’ero, ma era quasi tutto fatto, poi preferì il Gremio — dice il d.s. rosanero Perinetti — Per la Roma è stata una mancata cessione che le ha fatto trovare un nuovo titolare»). La Roma, infatti, non era sicura di cederlo in prestito con diritto di riscatto e negli ultimi giorni di mercato bloccò tutto.

Favola e motivazioni – Marquinho era perplesso: da una parte la Roma che gli chiedeva di aspettare, dall’altra il Gremio che premeva. «Il problema non è la panchina — disse ai dirigenti della Roma — ma il fatto che, anche se faccio il massimo in allenamento, poi non ho opportunità. L’allenatore non mi vede, non ho motivazioni». A giustificare lo sfogo i minuti (530) giocati con Zeman. Senza il boemo ha trovato stimoli e i minuti, in sole 6 gare, sono già 446. Ha segnato un gol bello e importante a Bergamo sotto la neve (il 6° in 14 mesi di Roma) ed è diventato la chiave tattica di Andreazzoli per cambiare le partite. Lui si gode il momento e ammette: «Se me l’avessero detto due mesi fa non ci avrei mai creduto. Mi sembra una favola».

Ha 17 giorni per convincere Baldini

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CORSPORT (R.MAIDA) – Ha conservato la produttività offensiva che lascia alla Roma il migliore attacco del campionato, con 57 gol come la Juve e una partita in meno (quella contro il Cagliari, vinta a tavolino). In più ha sistemato la difesa, che nelle ultime cinque giornate ha incassato quattro gol: media, 0,8 per volta. E’ proprio questa finora la chiave del successo di Andreazzoli(…).

ORDINE – La Roma oggi è più bilanciata e di conseguenza più equilibrata rispetto alla gestione zemaniana. Ha perso fluidità nella manovra ma in compenso concede poco all’avversario, il che è un presupposto fondamentale per le vittorie.
IL PERIODO – (…)Andreazzoli sa che buona parte del suo credito si gioca tra sabato 30, pomeriggio di Palermo-Roma, e mercoledì 17 aprile, sera della semifinale di ritorno di Coppa Italia in casa dell’Inter. Diciassette giorni che contengono anche il derby di campionato, lunedì 8 aprile, e che possono portare a una svolta tecnica, in un senso o nell’altro. Se dovesse stabilizzarsi nell’alta classifica, conquistando la finale di coppa che sarebbe ancora contro la Lazio, Andreazzoli potrebbe anche essere confermato ufficialmente dalla Roma.

IL PRECEDENTE – Due anni fa, nella prima estate americana, Baldini lasciò andar via Montella dopo un buonissimo periodo da allenatore debuttante nella Roma: 24 punti in 13 giornate, a una media di 1,85 a partita, con un sesto posto finale che valse il preliminare di Europa League. Andreazzoli arriverà a fine stagione con 15 partite di campionato. Per rimanere in panchina dovrà fare meglio di Montella: a 1,85 di media (più bassa di quella attuale) chiuderebbe a 61-62 punti, che probabilmente non saranno sufficienti per l’Europa.

Unicredit in pressing su Pallotta

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IL MESSAGGERO (R. DIMITO) – Il dopo-sceicco mette americani e Unicredit uno difronte all’altro per decidere il futuro della Roma calcio. Il club ha bisogno a tutti i costi di liquidità entro giugno, il patrimonio è pesantemente in rosso (78 milioni), l’istituto di piazza Cordusio sente la responsabilità di assumere al più presto decisioni di cui deve farsi carico soprattutto James Pallotta, in quanto azionista di maggioranza.

LA MISSIONE – Così Paolo Fiorentino, vicedirettore generale di Unicredit con la delega sulla squadra (ha gestito il passaggio dai Sensi agli americani), ha colto l’occasione di una missione oltreoceano per le attività della banca, per incontrare il presidente della Roma, nonchè capocordata della As Roma Svp llc, la newco proprietaria del 60% di Neep, di cui l’istituto di credito ha il restante 40%. Il banchiere, che sarebbe accompagnato da un dirigente operativo, vuole stanare il partner.
Dissoltasi come previsto, l’illusione del coinvolgimento di Adnan Adel Arel al Qaddumi che, allo scadere del termine del 14 marzo, non ha versato i 50 milioni promessi, nella newco americana e, a cascata, in Neep e quindi nel club giallorosso, è arrivato il momento di trovare comunque i soldi per dare ossigeno alla società. E i soldi devono metterli innanzitutto Pallotta e gli alleati Usa. Finora gli americani hanno iniettato circa 90 milioni. Di questa cifra, poco più di 36 milioni hanno rappresentato la quota parte di investimento – di complessivi 60,3 milioni – per acquistare (era il 18 agosto 2011), il 67,1% della As Roma da Roma 2000, veicolo passato sotto le insegne di Unicredit, nell’ambito del piano di salvataggio del gruppo Sensi, esposto verso la banca per 325 milioni. Poi americani e Unicredit, tramite Neep, hanno lanciato l’opa sulla società giallorossa, che è sempre quotata in piazza Affari: in questa operazione Pallotta & c. hanno speso altri 15 milioni.

PIANO A MEDIO TERMINE – Infine sempre gli investitori d’oltreoceano hanno partecipato al finanziamento-soci da 65 milioni totali (la loro quota si è aggirata a 39 milioni) all’interno di una ricapitalizzazione complessiva da 80 milioni. Gli altri 15 milioni, tuttavia, non sono stati versati dai soci. Comunque, la somma è altamente insufficiente per il fabbisogno finanziario dei prossimi mesi. E questo fabbisogno va tarato con il piano che Fiorentino concorderà nel faccia a faccia con Pallotta, in relazione anche alle esigenze finanziarie da mettere a punto con il top management guidato dall’ad Italo Zanzi.
Il banchiere punta a tracciare un programma di medio periodo, almeno sino a fine anno, per evitare interventi-tampone limitati a pochi mesi.

LA POSIZIONE DELLA BANCA – Ecco perchè potrebbero servire da 50 a 100 milioni. Attestandosi sulla parte alta della forchetta, gli americani dovrebbero metterne 60. Sicuramente Unicredit, che allo stato è esposto per circa 180 milioni, non è più disponibile a pannicelli caldi del tipo operazioni di factoring, come quelli effettuati finora per consentire la campagna acquisti e/o l’iscrizione al campionato. La banca ha in animo di diluirsi al 10%, come da accordi con gli americani. Occorre, invece, che il socio forte dia un segnale chiaro e sicuro di fiducia nell’investimento romano. Se Pallotta, Richard D’Amore e Michael Ruane non riuscissero a far fronte da soli alle necessità, trovino uno o altri partner, purchè siano affidabili e solvibili. Ma nel frattempo, mettano mano al portafoglio.

Roma, emergenza difesa per il Palermo. Attacco, riecco Destro

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REPUBBLICA.IT (M.Pinci) –  Indifesa in difesa. Fin troppo facile il gioco di parole a guardare quel che resta della retroguardia della Roma. E stavolta c’entrano poco i numeri che, soprattutto a causa del semestre zemaniano, fanno del reparto arretrato romanista il penultimo del campionato con 49 gol subiti: Andreazzoli, a 4 giorni dalla partita con il Palermo non sa ancora su quanti (e quali) difensori potrà contare. Se non altro, dopo settimane di ristrettezze, torna l’abbondanza in attacco dove oltre a Osvaldo tornato dalla Nazionale il tecnico è pronto a portare con sé anche Destro: con il rischio (gradevolissimo) di dover indicare a entrambi la strada della panchina.

REBUS DIFESA: CHI CON BURDISSO E CASTAN? – Il secondo allenamento della settimana non ha sciolto i dubbi di Aurelio Andreazzoli. Semmai li ha incrementati: la difesa in vista della gara di sabato a Palermo rischia di risolversi in un rebus. Perché l’allenatore da quando siede sulla panchina romanista non ha mai rinunciato alla difesa a 3, ma stavolta completare il pacchetto rischia di essere più complicato del solito. Marquinhos, dopo la lesione al bicipite femorale della coscia sinistra che lo ha fermato la scorsa settimana non ha ancora ripreso a lavorare con i compagni, limitandosi a una parte di allenamento differenziato in compagnia di Pjanic oltre al consueto lavoro di carico in palestra. Non abbastanza per essere in condizioni ottimali nel weekend: volendo, lo staff tecnico potrebbe forzare il suo rientro, ma correre rischi dopo un doppio infortunio muscolare nello stesso punto sarebbe un rischio eccessivo, soprattutto a una settimana dal derby con la Lazio. E Piris, la primissima alternativa del reparto arretrato, giocherà stasera l’ultima gara con il suo Paraguay in Ecuador per le qualificazioni mondiali e non sarà a Roma prima di giovedì. In tempo per svolgere soltanto un allenamento vero con i compagni prima della partenza per Palermo. Resterebbero soltanto allora Burdisso e Castan, due difensori cui, quando ha potuto, il tecnico ha sempre aggiunto un terzo elemento rapido per compensarne i limiti di dinamismo. Diverso dunque dal baby Romagnoli, tornato ad allenarsi dopo due settimane ai box per un affaticamento muscolare difficile da smaltire e che gli è costato anche la chiamata dell’Under 21. Per caratteristiche, più simile ai due compagni disponibili che a quelli in dubbio. Ad oggi, però, l’unica soluzione certa a disposizione di Aurelio.

OSVALDO E DESTRO: ABBONDANZA IN PANCHINA – Al contrario, l’allenatore potrà tornare a disporre di un attacco a pieno regime. Totti, Lamela, Osvaldo e, ormai, anche Destro: oggi il centravanti di Ascoli Piceno ha svolto quasi tutto l’allenamento, rinunciando soltanto alla partitella. Il segno di un recupero ormai ultimato, anche in tempo per Palermo. Quasi inevitabile però che dopo uno stop così lungo Andreazzoli possa preferire portarlo, ma soltanto in panchina. Dove, nonostante l’abbondanza, rischia di finire anche Osvaldo, non più intoccabile come qualche settimana fa. E non per comportamenti sgraditi, ma esclusivamente a causa di un rendimento e un’applicazione in campo al di sotto degli standard richiesti dal tecnico. Che sembra aver scelto la formula definitiva, o quasi, per la sua Roma: nonostante lo stop di Perrotta (distorsione alla caviglia) Aurelio sarebbe orientato a confermare il doppio incursore alle spalle di Totti centravanti. Con Florenzi, premiato con la chiamata in Nazionale, farebbe coppia Lamela, spostato più al centro con il rientro di Torosidis a destra nel centrocampo. Gli attaccanti, per ora, possono anche restare a guardare.

Trauma distorsivo alla caviglia sinistra per Perrotta. Escluse lesioni per Dodò

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ASROMA.IT – Perrotta ha abbandonato in anticipo la seduta a seguito di un trauma distorsivo alla caviglia sinistra, la cui entità sarà da valutare nelle prossime 24/48 ore.

Lavoro in palestra e differenziato in campo per Marquinhos.

Dodò, dopo aver effettuato accertamenti clinici che hanno escluso lesioni capsulo-legamentose, ha svolto lavoro fisioterapico e palestra.

Per Balzaretti, invece, riposo domiciliare a causa di una sindrome influenzale.

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Di Marzio: “Non sono sicuro che Allegri resterà al Milan”

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SKY SPORT – Il giornalista di Sky Gianluca Di Marzio ha parlato del futuro del tecnico del Milan, Massimiliano Allegri, accostato da tempo alla panchina della Roma per la prossima stagione:

“Fosse per Galliani Allegri sarebbe saldato sulla panchina del Milan. Il tecnico rossonero ha il contratto in scadenza nel 2014 e gradirebbe avere un rinnovo di un altro anno, per avere più forza all’interno del gruppo e all’esterno. Quest’anno è stato messo in discussione, alle prime sconfitte, e l’anno prossimo, con il contratto in scadenza, potrebbe accadere la stessa cosa. C’è quindi questo problema relativo al rinnovo, probabilmente legato alla qualificazione in Champions. Se il Milan arriverà almeno terzo, Galliani far di tutto per soddisfare le esigenze di Allegri. Poi c’è la variabile Berlusconi, che ha un debole per qualche ex rossonero, come Donadoni, Seedorf, Van Basten. Oggi non mi sentirei di dire che Allegri rimarrà al 100%”.