Mercato, Sabatini vicino all’acquisto di Muzenjak

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GIALLOROSSI.NET – Secondo alcune indiscrezioni di mercato, la Roma sarebbe molto vicina a chiudere la prima operazione in vista della prossima stagione: si tratta del laterale destro croato Luka Muzenjak.

Il terzino è un ragazzo del ’93 (ha ancora 19 anni) e gioca nel Cibalia Vinkovci, squadra della massima serie croata che quest’anno staziona nella parte medio-bassa della classifica. Su di lui hanno messo gli occhi altri due club di serie A, Chievo e Torino, ma la Roma è in pole position. Anche per volere dello stesso giocatore: “Quando ho letto la notizia pensavo fosse uno scherzo”, ha rivelato il ragazzo alla redazione di Forzaroma.info,  “Giocare con i giallorossi per me sarebbe un sogno. La Roma è una squadra di tradizione e grande successo. Sarebbe bellissimo. L’interesse di Torino e Chievo? Preferisco la Roma…”.

Sabatini sta portando avanti questa operazione da tempo, e vorrebbe portare nella capitale il giovane terzino utilizzando la formula del prestito con diritto di riscatto. Il suo club invece preferirebbe cederlo in via definitiva. Una trattativa ben avviata, e che potrebbe chiudersi con un esborso assai contenuto: il costro dell’operazione non dovrebbe superare i tre milioni di euro.

 

Pallotta: “Grazie Totti, onorato di essere una piccola parte della tua storia”

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ANSA  – ”Sono onorato di essere una piccola parte della sua storia nella Roma. Sono coinvolto nella Roma soltanto da 20 mesi, non posso immaginare cosa significhi esserlo per 20 anni. Grazie Francesco”.

E’ l’augurio inviato a Totti dal presidente della Roma, James Pallotta, nel giorno dei 20 anni dall’esordio in Serie A.

 

TOTTI: “Vi racconto le mie partite più belle in Serie A”

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ASROMA.IT – Esattamente 20 anni fa, il 28 marzo del 1993, Francesco esordiva in campionato con la maglia della Roma: oggi, in esclusiva per il sito ufficiale del club, il numero 10 ripercorre i match più significativi, stagione per stagione, della sua avventura in giallorosso.
1992/93
Brescia-Roma 0-2, 28/3/1993

“La prima volta, in una storia d’amore, non si scorda mai… l’esordio con la maglia giallorossa in A: un sogno realizzato nell’indimenticabile giornata di fine marzo al Rigamonti!”.

1993/1994
Lazio-Roma 1-0, 06/03/1994
“Il mio primo derby, purtroppo senza sorrisi. Conquisto un rigore, non realizzato da Giannini. La partita finisce male, ma è stata comunque una emozione…”.

1994/95
Roma-Foggia 1-1, 04/09/1994

“Un’altra splendida “prima volta”: rete numero uno in serie A e per di più davanti al mio pubblico… cosa altro chiedere? È la prima di una lunga serie… non smetterò più!”.

1995/96
Bari-Roma 1-2, 31/03/1996

“Il primo gol fuori dalla culla dell’Olimpico: Statuto mette al centro, la sfera mi rimbalza davanti e io di collo sinistro trovo una conclusione a giro che supera Fontana. I tiri di potenza, di destro o di sinistro, sono sempre stati tra i miei preferiti… un must nella mia carriera”.

1996/97
Roma-Milan 3-0, 12/10/1996

“Il primo gol a una “big” del calcio, italiano e mondiale: la rete al Milan di Tabarez dà il via alla nostra vittoria. Faccio un contrasto con Rossi in uscita e la palla resta lì: lascio partire un esterno destro, d’istinto, senza pensarci troppo su. Esplodo di gioia, togliendomi la maglia. Un’emozione che rimarrà sempre impressa nella mia mente”.

1997/98
Roma-Parma 2-2, 29/03/1998

“Il mio primo cucchiaio dalla distanza. Uno dei gol più belli che ho messo a segno, a pallonetto, battendo in uscita il mio amico Buffon: provo con il sinistro e il risultato è sotto gli occhi di tutti. Nemmeno il tempo di realizzare il gesto… che sono già ad esultare con il mio pubblico!”.

1998/99
Roma-Lazio 3-3, 29/11/1998

“La mia prima rete in un derby: veniamo da diverse sconfitte e siamo sotto di 1-3. Di Francesco fa il 2-3 e io, pochi minuti dopo, pareggio calciando di controbalzo sull’uscita di Marchegiani e corro a prendere l’abbraccio della Sud che esplode di gioia… da brividi!”.

1999/00
Roma-Bologna 2-0, 16/04/2000

“Non so cosa mi stia dicendo la testa davanti al pallone: parto dagli undici metri e supero Pagliuca con un cucchiaio, scavando il terreno sotto la palla. È la prima volta che tiro un rigore così nella mia carriera. Due mesi più tardi, farò lo stesso nella semifinale dell’Europeo. Un contesto di un altro livello, certo, ma in questo match contro il Bologna c’è già l’emblema di un gesto che farà il giro del mondo…”.

2000/01
Roma-Parma 3-1, 17/06/2001

“Il gol dello Scudetto, difficile da riassumere in due righe. Il più pesante della recente storia della Roma e il più sentito da me e credo dalla gran parte dei nostri tifosi: un collo esterno, di destro, su passaggio di Candela… la palla entra in rete e poi riesco a sentire solo l’assordante esplosione dell’Olimpico. Corro verso la Sud. Già sento cosa sta accadendo: campioni d’Italia!”.

2001/02
Lazio-Roma 1-5, 10/03/2002

“Mi ci ero allenato già qualche anno prima, ma mettere la firma con un simile gesto in un derby dominato così è il massimo. In porta c’è Peruzzi e io scavo il terreno sotto il pallone, da fuori area. Il giro della palla è una di quelle foto che ti rimane sempre impressa: scende pian piano verso la porta avversaria, sfiora la traversa e regala a tutti i tifosi il 5-1. Io sono già a correre verso Ilary, in tribuna, alla quale dedico la maglia “6 Unica”. Lei, come la notte che sto vivendo…”.

2002/03
Brescia-Roma 2-3, 29/09/2002

La prima tripletta in Serie A, finalmente! Tre gol per la vittoria contro il Brescia di Mazzone. Il primo su rigore, il secondo su punizione e infine un destro da fuori per un tris che non posso certo dimenticare.

2003/04
Empoli-Roma 0-2, 20/12/2003

“Una doppietta, con il secondo gol grazie a un cucchiaio da fuori area. Scavo il terreno con l’interno a giro spettacolare. Due reti e tre punti pesanti, che ci portano in cima alla classifica: vetta purtroppo non mantenuta fino alla fine della stagione…”.

2004/05
Roma-Parma 5-1, 19/12/2004

“Due gol, uno di sinistro e uno di destro, per una vittoria netta ma soprattutto per un importante record battuto: supero un grande come Pruzzo nella classifica dei bomber più grandi di sempre in giallorosso… un vero onore per me!”.

2005/06
Inter-Roma 2-3, 26/10/2005

“Forse il mio pallonetto più riuscito: parto da centrocampo scartando tutti gli avversari e una volta arrivato al limite tento il mio tocco magico, che supera Julio Cesar. Poi segno un rigore, per mettere in ghiaccio il risultato. Gli applausi di San Siro mi rendono orgoglioso. È la prima volta che vinco a Milano… e lo faccio con un gol da cineteca”.

2006/07
Sampdoria-Roma 2-4, 26/11/2006

“Il lancio di Cassetti da destra e il mio tiro a volo di sinistro in diagonale, da posizione defilata. Esulto con il ciuccio, mi viene da sorridere. Che gol ho fatto?! Forse è uno dei colpi più belli della mia carriera… e lo capisco perché tutto Marassi batte le mani”.

2007/08
Roma-Juventus 2-2, 23/09/2007

“Fare gol ai bianconeri è sempre una soddisfazione per noi romanisti… e in questa gara ne faccio addirittura due. È un peccato che la partita finisca in parità, ma segnare alla Juve fa sempre piacere…”.

2008/09
Milan-Roma 2-3, 24/05/2009

“Come detto, vincere a San Siro, che sia Inter o Milan, è una cosa che ti regala grandi emozioni: segnare il gol decisivo a 5 minuti dalla fine, poi, è ancora più bello. C’è una punizione di seconda dal limite: tocco breve del Pek e il mio destro potente beffa Dida sul palo lontano, 2-3… ma questa partita la ricorderò soprattutto per l’addio al calcio di Paolo Maldini: altra grande bandiera del calcio italiano!”.

2009/10
Roma-Bari 3-1, 22/11/2009

“Altra tripletta, in una partita che aprirà la strada alla nostra rincorsa verso l’Inter di Mourinho. Un rigore e un destro su punizione di seconda per aprire le danze. Il gol più bello, però, arriva con il sinistro, sugli sviluppi di un calcio d’angolo: la saetta parte a giro dal lato corto dell’area di rigore, a destra, e si infila sul secondo palo. Eppure sono appena rientrato da un infortunio!”.

2010/11
Roma-Lazio 2-0, 13/03/2011

“Doppietta, la prima in un derby: un’altra soddisfazione in carriera, non avevo mai fatto due gol alla Lazio in una sola partita. Due reti sotto la pioggia ed entrambi sotto la Sud: una su punizione, l’altra su rigore. Qualcuno durante la telecronaca dice a tutti che “non sono ancora morto”: forse ha ragione…”.

2011/12
Roma-Cesena 5-1, 21/01/2012

“Altra doppietta, ancora all’Olimpico, con una nuova giornata da ricordare: due reti di destro per superare Nordahl come migliore marcatore della storia della serie A con la stessa maglia, di cui uno al volo e un altro su assist di tacco di Lamela. Per me il fatto di averlo fatto con il giallo e rosso sulle spalle è un sogno da bambino che si avvera…”.

2012/13
Roma-Juventus 1-0, 16/02/2013

“Per non perdere l’abitudine di segnare alla Juve e a Buffon (scherzo, lui è un amico): destro potente per un gol che porta tre punti importanti e pesanti per il nostro campionato. Corro assieme a tutti i miei compagni, ci abbracciamo, mi travolgono. L’ovazione dell’Olimpico è come sempre la cosa che porto con più gioia nel cuore! E che voglio continuare a sentire…”.

(asroma.it)

(VIDEO) L’intervista a Totti: “Se avessi giocato sempre da punta, avrei già superato Piola”

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GAZZETTA.IT – Nell’intervista del Capitano della Roma Francesco Totti pubblicata oggi sul quotidiano La Gazzetta dello Sport il numero dieci giallorosso affronta diversi argomenti, e lo fa come sempre con grande schiettezza.

Francesco parla della sua carriera (“Se avessi giocato sempre da centravanti, avrei segnato molto di più”), del Mondiale 2014 ( “Se poi le cose andassero male se la prenderebbero con me e direbbero che sono vecchio”), di Balotelli (“Ha potenziali da fenomeno, ma dipenderà dalla testa, dai comportamenti fuori dal campo”), del futuro della Roma (“Se potessi, alla Roma vorrei Xavi”), del suo rapporto con Spalletti (“Ancora ci sentiamo. Peccato che ancora mi dica che sono stato io a mandarlo via dalla Roma, invece era lui che voleva lo Zenit”) e di tantissime altre cose.

GUARDA L’INTERVISTA DI TOTTI SU GAZZETTA.IT

A Palermo torna Pjanic, Marquinhos verso il no

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IL MESSAGGERO (S. CARINA) – Aurelio Andreazzoli comincia a fare la conta per Palermo. Assenti nell’ultima seduta di allenamento Burdisso (in permesso concordato dalla società), Balzaretti (ancora febbricitante) e gli ultimi reduci dai voli transoceanici (e non) che hanno risposto in questi giorni alle convocazioni delle rispettive nazionali, ovvero Bradley e Piris, mentre Stekelenburg si è rivisto a Trigoria solo ieri pomeriggio e si è allenato con il preparatore dei portieri, Nanni. La squadra ha svolto esercizi atletici e poi si è dedicata alla parte tattica. Pjanic e Destro hanno svolto tutto il lavoro con il gruppo tranne la partitella finale, alla quale l’attaccante ha assistito con la borsa del ghiaccio sul ginocchio.

I RECUPERATI – Anche Perrotta, che martedì aveva avuto un piccolo problema alla caviglia ed era uscito in anticipo dal campo, ha lavorato regolarmente con i compagni. Verso la fine della seduta Marquinhos è sceso in campo per svolgere differenziato. Durante le prove tattiche Andreazzoli ha testato di nuovo il tridente formato da Lamela, Florenzi e Totti. Ricapitolando: contro il Palermo difficilmente rientrerà Marquinhos, molto probabilmente invece ritoccherà a Pjanic riprendersi il posto al fianco di De Rossi, mentre Destro («Mi piacerebbe vincere con la Roma», ha detto ieri in video-chat da Trigoria) potrebbe essere almeno convocato, quantomeno per fargli riassaggiare il clima partita. Stek sarà il portiere anti-Palermo, Piris (che dovrebbe prendere il posto di Marquinhos), Burdisso e Castan la linea dei tre difensori; in mezzo De Rossi e Pjanic (o Tachtsidis), dietro a Totti dovrebbero agire Florenzi e Perrotta, con Lamela a supporto.

L’EX SABATINI – Walter Sabatini si è concesso al Giornale di Sicilia per parlare della sua ex squadra, il Palermo, e di quella attuale, la Roma. «Andreazzoli? Sta lavorando con abnegazione e competenza, la squadra lo segue spontaneamente e in questo momento il trend è positivo. Ha avuto, inoltre, l’intelligenza e la sensibilità di non disperdere ma anzi di incentivare quanto di buono aveva fatto Zeman prima di lui. Sorpreso da Totti? Il Totti attuale potrebbe giocare nel resto del mondo, farà di tutto per mantenere questa condizione».
Proprio il ds Sabatini avrebbe già centrato il primo colpo in vista della prossima stagione: secondo tuttomercatoweb.it, il presidente del Cibalia era nella capitale la scorsa settimana per trattare con la Roma il trasferimento di Luka Muženjak, terzino classe 1993, sul quale erano interessate anche Torino e Chievo.

Il capitano: «Io, Totti, Er Mejo che c’è»

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(Gazzetta dello Sport – M.Cecchini) La leggenda aurea racconta come il giorno precedente avesse giocato il primo tempo con la Primavera contro l’Ascoli segnando due gol. Poi doccia rapida e partenza per Brescia, da aggregato alla prima squadra. D’altronde, a 16 anni, difficile pretendere di più. Invece il 28 marzo 1993, grazie a un esordio imprevisto, la storia di Francesco Totti cambiò all’improvviso. E così quella del calcio italiano.
Totti, sono passati in fretta questi 20 anni?
«Sono volati, perché ho fatto tutto con passione. Quel sabato andò proprio così e la domenica non pensavo di entrare. Tant’è vero che quando Boskov si voltò per chiamarmi, pensavo parlasse a Muzzi. Fu lui a dirmi: “Guarda che vuole te”».
Se avesse giocato sempre centravanti, quanti gol avrebbe già segnato?
«Almeno 300: avrei già superato Piola. Adesso spero di non avere problemi fisici e continuare così. Anche se fra un anno mi scade il contratto».
Lei vuole giocare fino a 40 anni. Il rinnovo, intanto annuale o biennale, sarà una formalità.
«Lo spero, la prossima settimana arriverà il presidente Pallotta a Roma e ne parleremo direttamente. Comunque mi fa piacere che la società mi stia mostrando fiducia».
Rivera, Maldini, Riva, Mazzola, Antognoni, Del Piero. Spesso da noi a fine carriera le bandiere vengono messe da parte.
«Rimangono solo le aste… Scherzi a parte, non è giusto che gente che ha dato tanto venga accantonata. Spero di essere l’eccezione alla regola».
Quale italiano del calcio che ha visto, ritiene più forte di lei in una graduatoria immaginaria?
«Nessuno, perché i numeri parlano chiaro».
Quale giocatore le ha mai fatto pensare: «Non riuscirò mai a fare quello che fa lui»? E quali sono invece i più forti che ha avuto da avversario e da compagno di squadra?
«Nel primo caso, solo uno: Messi. Il più forte avversario dico Ronaldo. Come compagni scelgo Batistuta e, come feeling in campo, Cassano».
Buffon ha scelto Conte come migliore allenatore che ha avuto, lei su chi punta?
«Lippi. Il carisma che trasmetteva lui nessuno lo aveva. Anche Capello però è stato un grande, così come Spalletti. Ancora ci sentiamo. Peccato che ancora mi dica che sono stato io a mandarlo via dalla Roma, invece era lui che voleva lo Zenit…».
Con quale allenatore le piacerebbe lavorare?
«Mourinho».
Intanto a Trigoria avete allevato ottimi tecnici: da Montella e Stramaccioni. Le piacerebbe riaverli qui, magari quando farà il dirigente?
«Può darsi che faccia in tempo ad averli anche come giocatore. Nel calcio tutto è possibile. Con loro ho un rapporto ottimo. Vincenzo, poi, lo frequento perché le nostre mogli sono amiche».
Aurelio Andreazzoli però sta facendo bene: obiettivo Champions possibile?
«Non dipende da noi. Ci proviamo, ma bisogna essere realisti: il traguardo è l’Europa League. Una squadra come la Roma, comunque, non può stare lontano dall’Europa. Con Andreazzoli le cose stanno andando bene. È uno che conosce Trigoria dalla A alla Z. E se arrivano vittorie su vittorie, ha ragione su tutti i fronti. Il prossimo anno, però, dobbiamo lottare per i primi due-tre posti».
Alcuni suoi compagni hanno accolto l’addio di Zeman come una liberazione: può essere che non riuscisse a farsi capire?
«Pregi e difetti ce l’hanno tutti, e alla fine quando le cose non vanno, si sa che paga l’allenatore. Ma se ognuno di noi avesse dato il 100% le cose sarebbero andate diversamente».
Come se lei nel 1997 fosse stato ceduto alla Sampdoria, come voleva Carlos Bianchi.
«Sì, lui non sopportava i romani. Andando a Genova non sarei più tornato e adesso sarei lontano. Anche anni dopo, prima del penultimo rinnovo, avevo deciso di andare al Real Madrid. Poi il contratto e questioni di vita privata mi hanno spinto a restare qui. E non mi sono mai pentito».
Quando avrebbe meritato il Pallone d’oro?
«Nel 2000: se avessimo vinto l’Europeo avrei dovuto ottenerlo, anche perché avevo iniziato la stagione dello scudetto».
Pensa ancora che in quella manifestazione lei non giocò da titolare la semifinale contro l’Olanda per pressione di qualche sponsor?
«Così dicono tutti. Fino a quel momento avevo disputato un grande Europeo e avevo fatto gol importanti: non c’era motivo per cui stessi fuori».
Abete ha fatto l’Italia ideale della sua gestione. Ci dica se resta fuori qualche intoccabile: Buffon; Bergomi, Scirea, Cannavaro, Maldini; Conti, Pirlo, Tardelli; Totti; Rossi, Del Piero.
«Io sto dentro e mi piace così. Con questa squadra avremmo vinto due Mondiali».
A proposito, prima di smettere preferirebbe vincere un altro scudetto o un altro Mondiale?
«Tutti e due no? Intanto dico scudetto, poi ho un mese prima del Mondiale, così ci posso pensare».
Scherzi a parte, i suoi dubbi azzurri sono legati a come risponderà dopo il suo fisico, all’accoglienza del gruppo o al fatto che, se le cose andassero male, lei farebbe da capro espiatorio?
«L’ultima cosa che ha detto. So che un Mondiale è il massimo, soprattutto in Brasile dove il calcio è tutto. Ma se le cose invece andassero male, saprebbero con chi prendersela. Direbbero: “Hanno portato un vecchio, uno che ha rovinato il gruppo”. Vorrei sentire tutte queste persone che sono salite sul carro, quando sbaglierò qualche gara il prossimo anno. Ricominceranno a dire: “Basta, non si sopporta più”. Ora sono tutti bravi a parlare»
Che farà l’Italia al Mondiale senza di lei?
«Quello che ha fatto all’Europeo. Anzi, speriamo che vinca. Con me invece perde… Meglio, sarebbe un punto interrogativo. Ma il gruppo è valido e Prandelli è bravissimo, li mette bene in campo».
Balotelli è un già un fenomeno?
«Diciamo che può diventare un fenomeno, ma dipende dalla testa che avrà, dai comportamenti. Ciò che fai esternamente lo trasmetti in campo».
Eppure certi accanimenti dei media su Mario ci ricordano quelli su di lei quando era giovane.
«Certo, a me dicevano che ero romano, coatto, che non volevo allenarmi, ma lui se le cerca, io no. Sono stato sempre un tipo tranquillo».
Nel 2001 vinse lo scudetto, avrebbe mai immaginato che 12 anni dopo sarebbe rimasto l’unico finora?
«No, avevamo uno squadrone, un bel gruppo e un grande allenatore. Ne avremmo potuti vincere almeno 2-3. Assomigliavamo all’Inter che ne ha vinti 4 di fila. Un paio li abbiamo buttati, ma penso che anche Calciopoli abbia avuto il suo peso».
Sul piano dei risultati, si aspettava di più dalla Roma americana? Forse avere un presidente lontano è un problema.
«Non credo. Se i risultati non sono arrivati non dipende dalla società, ma dai giocatori. Loro hanno fatto una grande squadra».
Ha trovato un Baldini diverso rispetto al 2005?
«Sì, è pigro».
Che cosa ha pensato della vicenda sceicco?
«Solo a Roma poteva succedere un fatto del genere»
Si aspettava De Rossi così criticato dai tifosi?
«Sì, è successo anche a me. I tifosi dai romani pretendono sempre di più rispetto agli altri. Spero che resti, però nel calcio può succedere di tutto».
Esclusi Messi e Cristiano Ronaldo, quale giocatore vorrebbe alla Roma?
«Xavi»
Arriva il derby: quale laziale ha più patito e più goduto a battere?
«Nesta, perché era forte e un amico. Ma sportivamente parlando, tutti i laziali mi sono antipatici».
Le devo chiedere il pronostico.
«Non posso farlo, perché non è più come una volta, purtroppo, anche perché appena parli, se la prendono subito come se fosse chissà che. Forse qualcuno non capisce le battute».
Voltiamo pagina: è più forte il ricordo dell’emozione del primo gol in Serie A o del primo bacio?
«Al primo bacio sei giovane. Lo dai perché vedi gli altri che baciano, non è che trasmetti passione o amore. Non sei manco capace a darlo. Il gol invece lo hai sempre sognato, io preferisco il gol. E poi il bacio avevo 12, no, 10 anni. A quell’età non capisci niente».
A dieci anni il primo bacio?
«Be’, a 12 ho fatto l’amore per la prima volta. A Tropea, con una ragazza romana che aveva 17 anni».
Restiamo sul sesso, in passato lei raccontò che le era capitato di «andare a mignotte». Visto che questo pare succeda anche alle star hollywoodiane, ci si chiede perché. Potreste avere quasi chiunque. È un modo per circoscrivere l’evento e non rischiare conseguenze?
«Rischi se ne corrono sempre. Fosse per me, riaprirei anche le case chiuse, almeno ci sarebbe la certezza dell’igiene».
Allora chi ha ragione: Prandelli che dice che siete pronti all’outing dei giocatori gay oppure Di Natale, ad esempio, che risponde di no?
«Guardi, io gay qui non ne ho mai conosciuti, ma credo che non sia pronto né il calcio e neppure l’Italia in generale. È triste forse, ma è così».
Meglio passare alla politica: ha visto Grillo?
«Sì, ma io di queste cose non mi interesso. Non sono neppure andato a votare».
Almeno ci dira se Malagò, nuovo presidente del Coni, le sembra il Grillo dello sport.
«Quello sì. È nuovo, è bravo, farà benissimo».
Occhio che lo sport significa anche calcio scommesse. Doni poi ha raccontato che, a fine stagione, sono tante le gare con risultati noti.
«Non confondiamo le due cose. Un conto è vendere le partite, un’altra è darsi una mano. Sono cose che non devono succedere, occorre cambiare, ma in Italia non è facile».
Pentito di aver fatto da testimonial del poker on line, visto che tanti si rovinano giocando?
«C’è chi lo fa con la droga, chi con la birra. Quella è solo gente debole».
Lei ha fama di appassionato di carte e di giochi in generale: sposa la linea di Buffon che, restando nel lecito, ognuno fa quello che vuole?
«Certo, ci mancherebbe. Coi soldi miei faccio quello che voglio».
La salutiamo con un pensiero sui figli. Sarebbe contento se Chanel sposasse un calciatore?
«Perché no? L’importante è che nessuno le manchi mai di rispetto».
Cristian invece gioca già a calcio. Possibile pensare a una dinastia in stile Mazzola o Maldini?
«Se si dimostrerà bravo sarò contento, ma spero di no. Avere il cognome Totti sarà un’ossessione. Mi auguro faccia il tennista, così quando smetterò di giocare userò il tempo facendogli da manager».

Torna Chimenti, allenerà i portieri

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LEGGO (F. BALZANI) – Zucchina sogna il ritorno a Trigoria. Antonio Chimenti, portiere della Roma dal ’97 al ’99 e preparatore dei portieri della Samp in questa stagione (fino all’esonero di Ferrara) affiancherà Nanni, attuale preparatore dei portieri, a partire dalla prossima stagione. Un altro arrivo possibile a Trigoria è quello di Sensibile. Il ds del Padova affiancherebbe Sabatini. «Ho un gran rapporto con Walter, ma ora la Roma è concentrata sul finale di stagione poi si vedrà», ha dichiarato ieri. Oggi a Trigoria è prevista una festa organizzata dall’ad Zanzi per i 20 anni di carriera di Totti. In vista di Palermo, invece, Andreazzoli potrà contare su Pjanic, ma non su Marquinhos (spazio a Romagnoli anche perché Piris tornerà solo domani dal Paraguay). IndistruttibilePerrotta: ieri si è allenato regolarmente dopo la distorsione alla caviglis di martedì. Vicino, infine, l’acquisto del 18enne Muzenjak (terzino destro del Cibalia).

(LIVE) VenTotti Day – Sorpresa a Trigoria per Francesco Totti: “E’ un giorno che difficilmente dimenticherò”(VIDEO)

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GIALLOROSSI.NET  – Nel giorno in cui si festeggiano i vent’anni di Francesco Totti in serie A con la maglia della Roma, Giallorossi.net segue in diretta tutte le notizie legate all’evento.

Ore 10:45  – Francesco Totti entra in campo con in sottofondo la canzone di Jovanotti “Ragazzo fortunato”. Vengono esplosi dei fuochi d’artificio. Francesco è visibilmente emozionato. I compagni gli corrono incontro e lo sollevano in aria per festeggiarlo. Queste le parole del Capitano: “Vorrei ringraziare la squadra, lo staff e i dipendenti per questa sorpresa. Un giorno che difficilmente dimenticherò, 20 anni tutti con la stessa maglia. Cosa ho pensato quando ho esordito? Nulla, ero spensierato, mi divertivo a giocare e questo ha fatto sì che io diventassi il giocatore che sono diventato”.

Ore 10:35: E’ pronta una sorpresa prima dell’allenamento odierno per il capitano giallorosso Francesco Totti. Infatti, i dipendenti di Trigoria stanno aspettando il suo ingresso in campo per la seduta di allenamento per acclamare il numero 10 romanista in occasione dei suoi vent’anni di Serie A, tutti con la stessa maglia. (SEGUI LA DIRETTA SUL CANALE DI ROMA CHANNEL)

Da Trigoria –  Fuori dai cancelli del Fulvio Bernardini  i tifosi giallorossi hanno esposto uno striscione che recita: “20 anni d’amore, Capitano di un’era…Totti unica bandiera”

Queste le parole di alcuni di giocatori e addetti ai lavori rilasciate a Sky Sport nello speciale che la tv satellitare dedica a Francesco Totti:

Rosella Sensi: Si vedeva che era un grandissimo campione. Fratellone, mi raccomando continua così per altri 10 anni!”

Adriano Galliani:In passato abbiamo provato a prenderlo, ma sono contento che sia rimasto a Roma. Certo, è un grande rimpianto non esser riusciti a portarlo al Milan”.

Giuseppe Marotta: “Totti è un artista. Lo si vedeva fin da quando giocava in Primavera”

Simone Perrotta: “Il primo ricordo che ho di Francesco è una partita di Coppa Italia primavera, Reggina – Roma. Già a quel tempo si vedeva che aveva dei numeri fuori dal comune”.

Fabio Petruzzi:Quel giorno non ero a Brescia perchè ero infortunato. Francesco è un mio amico, abitavamo molto vicino. Lui non aveva la patente e spesso lo passavo a prendere io. E’ un ragazzo straordinario, con una famiglia eccezionale. Già dagli allievi si vedeva che era un giocatore di un’ altra categoria, ma non pensavo però potesse diventare un campione del genere. Uno dei giocatori più forti al mondo, ancora oggi.”

Antonio Carlos Zago: “Abbiamo vinto lo scudetto insieme. E’ stato uno delle gioie più belle della nostra carriera. Spero che possa chiudere la carriera a Roma con la vittoria di un altro campionato.”

 

 

Zeman: “Totti è semplicemente il calcio. Un simbolo che diventa leggenda”

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GAZZETTA DELLO SPORT  (Z.Zeman) – Totti è il calcio. Ecco, finito. Tutto qui. Non c’è molto altro da dire. Mi hanno chiesto 30 righe. Ma bastano quattro parole: Totti è il calcio. Classe, passione, divertimento, spensieratezza, altruismo, sacrificio, disponibilità verso tecnici e compagni, amore per la maglia e i colori. Totti è il sogno di ogni bambino che diventa realtà. È il tifoso che diventa campione. E poi il campione che diventa simbolo. E poi il simbolo che diventa leggenda. È l’uomo che diventa bandiera. Da venti anni. Per sempre.

QUALITÀ — Parlare di Totti calciatore è un esercizio quasi banale. Francesco in campo sa fare tutto. E sa farlo sempre bene. Ora lo dicono tutti, anche quelli che spesso ne hanno sminuito il valore. Io sono felice di ripeterlo da almeno 15 anni: Totti è un campione. Il giocatore più forte e completo che io abbia mai allenato. E, con Baggio e Rivera, uno dei tre più grandi fuoriclasse italiani che io abbia visto giocare.

RECORD — Oggi celebriamo il suo ennesimo record, venti anni di A. Tutti con la maglia della Roma. Squadra e società che si è spesso caricato sulle spalle, esaltandola nei momenti belli e coprendone magagne in quelli bui. Una storia che è un brivido. Lungo una vita. Qual è il suo segreto? Madre natura gli ha dato la classe. Ma quella da sola non basta. Tutto il resto ce l’ha messo Totti. Ci sono talenti che durano qualche stagione, si perdono, non sfruttano il loro potenziale. Totti no. Lui ha saputo illuminare la sua carriera. Facendo brillare di luce riflessa tanti compagni. Senza mai smettere di applicarsi per migliorare.

UMILTÀ — Non è semplice. Non è facile essere Re e restare umile. Totti è caduto e ha saputo rialzarsi. Ha subito infortuni gravissimi e li ha superati. Non ha mai mollato. E per questo non solo i tifosi della Roma, ma tutti quelli che amano il calcio dovrebbero ringraziarlo. Perché il calcio per prima cosa è, o dovrebbe essere, un divertimento. E Totti sono venti anni che ci fa divertire. E si diverte. Eccolo il segreto: a lui piace giocare. Nel campione è rimasto il bambino. Tutti parlano dei suoi gol, ma per Totti tra un gol e un assist non c’è differenza. Un attaccante deve essere egoista? Totti è un’eccezione, lui non lo è mai stato: 226 gol in A da altruista. L’ultimo mio giorno a Trigoria, salutandolo, gli ho detto: “Mi raccomando, supera tutti”. Ci sta riuscendo. Il record di Piola, i Mondiali, un altro scudetto, giocare fino a 40 anni, nel nuovo stadio. Nuove sfide. Gli auguro di vincerle. Un giorno i tifosi della Roma potranno dire: “Sono stato fortunato, per più di venti anni ho visto giocare Totti”. Io sarò tra questi. E potrò aggiungere: “L’ho pure allenato due volte”.

Unicredit chiama, Pallotta risponde: nessuna frizione fra banca e americani

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FONTE: IL TEMPO – Il confronto tra Paolo Fiorentino e James Pallotta è andato in scena a New York ed è servito per programmare le linee guida del futuro giallorosso. Un faccia a faccia che di fatto non ha cambiato le strategie da percorrere insieme anche dopo il tramonto della vicenda Al Qaddumi. Nessun problema tra banca e americani, scrive il quotidiano Il Tempo, malgrado qualche incidente comunicativo legato alla vicenda sceicco.

La Roma rimarrà alla ricerca di un socio «strategico» per valorizzare il marchio nei nuovi mercati, garantendo comunque la continuità aziendale senza l’obbligo di dover far fronte all’ingresso di nuovi investitori o ai risultati della squadra. La rassicurazione è arrivata da Pallotta, pronto a concordare ogni operazione finanziaria per mantenere la solidità societaria del club.

 

Pallotta accontenta UniCredit: “Avanti così”

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GAZZETTA DELLO SPORT (M. Cecchini) –  In una stessa contingenza, a volte, capita di essere prima incendiari e poi pompieri. Dopo il caso sceicco, infatti, stavolta UniCredit si è spogliata delle vesti critiche nei confronti della proprietà americana, indossando quelle del partner soddisfatto. Segno, probabilmente, che hanno avuto le garanzie che cercavano sul piano dell’impegno economico.

IN USA –  «Il signor Pallotta e tutta la proprietà statunitense hanno confermato il loro impegno nei confronti del club — ha detto il vice presidente della banca, Paolo Fiorentino, dopo aver incontrato negli Usa in presidente Pallotta —. Essi hanno adempiuto per intero a tutti gli obblighi assunti. Siamo pienamente fiduciosi che continueranno a farlo in futuro e non vediamo l’ora di lavorare con loro nella costruzione del club. Ho ritenuto importante rispondere ad alcune errate interpretazioni giornalistiche relative allo scopo e alla natura del mio incontro con Pallotta, che ha richiesto l’incontro nell’ambito di un continuo impegno a mantenere la massima trasparenza tra i soci, cosa che UniCredit apprezza molto. Le speculazioni di natura finanziaria sulla salute del club non sono corrette». I conti però necessitano interventi. A questo punto, però, siamo sicuri che il nuovo aumento di capitale arriverà presto.

Fiorentino: “Pallotta ha confermato il suo impegno nella Roma”

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ASROMA.IT – AS Roma riceve e volentieri pubblica le dichiarazioni del COO di Unicredit Paolo Fiorentino a seguito dell’incontro avuto con il presidente della AS Roma James Pallotta e in riferimento ad alcune notizie apparse oggi sulla stampa:

“Ho ritenuto importante rispondere ad alcune errate interpretazioni giornalistiche relative allo scopo e alla natura del mio incontro con James Pallotta riguardo l’AS Roma.

“Per essere chiari, il signor Pallotta ha richiesto l’incontro di oggi nell’ambito di un continuo impegno a mantenere la massima trasparenza tra i soci, cosa che UniCredit apprezza molto. Le speculazioni di natura finanziaria con riferimento alla salute del club, come recentemente riportate, non sono corrette.

“Il signor Pallotta e tutta la proprietà statunitense hanno confermato il loro impegno nei confronti del club. Essi hanno adempiuto a tutti gli obblighi di cui agli impegni da loro assunti per intero. Siamo pienamente fiduciosi che continueranno a farlo in futuro e non vediamo l’ora di lavorare con loro nella costruzione del club”.

Il destino di Andreazzoli va deciso subito

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GIALLOROSSI.NET (A. Fiorini) – Se è vero che la programmazione di una squadra comincia molto prima dell’inizio del calciomercato estivo, è altrettanto vero che per farlo al meglio è necessario avere contezza di quanti soldi si potranno investire, individuare i giocatori indispensabili alla causa e quelli invece sacrificabili,  ricercare i tasselli mancanti della rosa che dovranno essere colmati in sede di mercato. Per farlo però occorre sedersi attorno ad un tavolo: dirigenti, proprietà e (soprattutto) allenatore.

Perchè è dalle necessità e conseguenti richieste del tecnico che si costruisce  una squadra fondata su basi solide, che dovrà mirare necessariamente in alto. La Roma in questi ultimi anni non è stata in grado di riuscirci: Luis Enrique si è dimesso dopo un anno alla guida della squadra, Zeman è stato mandato via a stagione in corso e Andreazzoli non è affatto sicuro della riconferma. Per il tecnico attualmente in carica, si mormora, saranno decisive le prossime gare: Palermo, derby e Coppa Italia. Insomma, per sapere se Andreazzoli merita una riconferma, bisognerà prima vedere cosa riuscirà a combinare  nelle prossime settimane.

Ma la bravura di un allenatore si può davvero misurare in tre o quattro partite? E la fiducia di una dirigenza si può basare solo sull’esito di una manciata di gare? Se la Roma è davvero convinta delle qualità di Andreazzoli, che lo confermi subito, senza dover aspettare ulteriori banchi di prova. E cominci già da ora a programmare insiema a lui la Roma della prossima stagione. Altrimenti non attenda risposte che farebbero solo perdere tempo prezioso,  e vada immediatamente a caccia del prossimo allenatore. Una prima scelta, forte, convinta e condivisa. Il tempo degli esperimenti è finito da un pezzo.

R. Sensi: “Totti è un simbolo. Il suo rinnovo di contratto? Non chiedete a me”

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ADNKRONOS – Francesco e’ un simbolo, un esempio, che non solo rimarra’ nella storia del calcio italiano, ma per tutti i ragazzi che vogliono avvicinarsi al mondo del calcio, perche’ e’ rimasto un uomo semplice, non solo un grande professionista e un grande uomo, cresciuto con dei grandi valori che gli sono stati trasmessi dalla sua famiglia”. Rosella Sensi, ex presidente della Roma ed assessore capitolino, parla con affetto di Francesco Totti. Il capitano giallorosso domani tagliera’ il traguardo dei 20 anni in serie A.

Lui esordi’ 20 anni fa e pochi giorni dopo Franco Sensi compro’ la Roma con Mezzaroma. E’ stata una storia che ci ha accompagnato fino a due anni fa, in cui siamo cresciuto insieme. Ci sono stati tantissimi momenti belli, ma anche momenti di condivisione e di grandi sacrifici, fatti insieme per amore di questa societa’”, spiega l’ex presidente giallorosso. Rosella Sensi quando rinnovo’ il contratto di Totti per cinque anni fu molto criticata, ma i fatti le stanno dando ragione. “Il contratto di Totti andrebbe prolungato? Non dovete chiederlo a me. Io vedo Francesco giocare sempre meglio. E’ ancora lontano il giorno cui smettera’? Non ci voglio neanche pensare, e’ un simbolo anche per l’entusiamo e la voglia che mette quotidianamente in questo sport, e per la passione che trasmette a tutti“. Al numero 10 giallorosso manca un solo riconoscimento. “Innanzitutto a Totti credo manchi il Pallone d’Oro, che sarebbe strameritato. I Mondiali del 2014? Sara’ una scelta del mister e di Francesco, ma quello che manca a Francesco e’ il riconoscimento di un Pallone d’Oro. Credo se lo meriti per la coerenza, le scelte che ha fatto e quello che ha dimostrato sul campo”, conclude l’ex presidente giallorosso.

Malagò: “Totti meriterebbe un Pallone d’oro alla carriera”, Buffon: “Ha fatto la storia”

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ANSA – ‘Caro Francesco, hai fatto la storia del calcio italiano: 20 anni di serie A, che traguardo… Auguri davvero’‘. E’ il messaggio scritto da Gianluigi Buffon, e indirizzato attraverso l’agenzia di stampa a Francesco Totti. ”Ho ancora in testa l’immagine del tuo primo gol, era un Roma-Foggia: siamo amici, tu sai quanto ci tenga a te. Abbiamo cominciato insieme all’Under 15, abbiamo vissuto anni splendidi in nazionale e continuiamo a incrociarci da avversari sui campi di A, dove spesso (10 volte per la precisione, tante quanti i gol che mi hai fatto) da campione quale sei ti sei dimenticato dell’amicizia… Poi, al fischio finale, di nuovo sorrisi tra noi, come quando temevo mi facessi il cucchiaio e poi ti ho parato un rigore: alla fine mi dispiaceva fossi proprio tu. Noi due siamo una generazione fortunata: e’ vero che dopo i 30 anni ogni stagione ne vale sette, pero’ tuo sembri tornare indietro nel tempo invece di invecchiare. Hai scritto la storia del calcio, col presente e col futuro prossimo: un giocatore che non si puo’ discutere. E per me sarai sempre un azzurro. Ti abbraccio, il tuo amico Gigi” 

”Francesco e’ il mio gladiatore. Un campione a tutto tondo, un fuoriclasse in campo e fuori”. Sono gli auguri del presidente del Coni, Giovanni Malago’, a Totti che domani spegne 20 ‘candeline’ in Serie A. ‘‘In un mondo sempre piu’ globalizzato e sportivamente mutabile – dice il numero uno dello sport italiano e tifoso della Roma – Totti incarna come Maldini, Bergomi e Del Piero, il simbolo della fedelta’. Una fedelta’ che domani compie vent’anni e che con la Roma nessuno mai e’ riuscito a raggiungere. Se potessi, gli consegnerei un Pallone d’Oro alla carriera. Per la bravura, la generosita’ e l’umilta’, qualita’ che si possono trovare solo nei grandissimi come Francesco. Bravo!”