GASPORT (A. PUGLIESE) – Che fine ha fatto Federico Balzaretti? Ieri a Trigoria non c’era a causa di una sindrome influenzale, forse oggi tornerà in gruppo. Ma a preoccupare, più del virus, è il suo rendimento e la sua incidenza nel progetto-Roma. Sotto la gestione Andreazzoli ha giocato appena 165 minuti in cinque gare (con una media di 33 minuti a partita, con Zeman viaggiava a oltre 83 a gara), partendo due sole volte da titolare (a Bergamo e con il Genoa, dove tra l’altro è stato sostituito dopo 56′ di gioco). Lui che con il 4-3-3 di Zeman era uno degli inamovibili, nel 3-4-1-2 «aureliano» ha perso colpi e posizioni, visto che da laterale di centrocampo il nuovo allenatore della Roma gli preferisce i vari Torosidis, Marquinho e Lamela. Sabato «Balza» tornerà per la prima volta da avversario a Palermo («Ho sempre adorato la mia Torino, ma Palermo è la città dove mi sono trovato meglio», ha detto a fine 2012), dove ha conosciuto anche l’amore della sua vita, Eleonora Abbagnato («La prima volta che venne a vedermi fu un Palermo-Maribor di Europa League. Vorrei che succedesse più spesso»). Sarà un ritorno pieno di emozioni, ma da vivere probabilmente ancora una volta da spettatore.
Metamorfosi Quando è arrivato a Roma, la scorsa estate, Balzaretti era considerato con Destro il giocatore più interessante del mercato italiano. Il d.s. Walter Sabatini (con cui Federico ha un rapporto speciale) era orgoglioso di averlo preso e con lui un po’ tutta la piazza. Poi, strada facendo, l’esterno di difesa non ha mai convinto fino in fondo. «A volte il suo impegno è da 10, ma i piedi da 5», ha detto Zeman. Giudizio a cui Andreazzoli ha poi aggiunto: «Attenzione alle parole espresse su Federico, perché lì c’è tanta qualità a livello morale». Vero, perché infatti a Trigoria Balzaretti è uno di quelli che più sanno fare gruppo. Ma il rendimento è andato pian piano scemando (in realtà, non è mai decollato) e con il posto nella Roma, alla fine il difensore giallorosso ha perso anche quello in Nazionale.
Separazione «Balzaretti è un bravissimo ragazzo e un grande professionista, abbiamo pensato di cederlo realizzando il massimo — ha detto ieri Giorgio Perinetti, d.s. del Palermo —. Ci sono momenti per cedere i giocatori e quello era il momento giusto per lui, non c’erano altre prospettive. Non è stato facile inserirsi nel gioco di Zeman, ma credo che Federico darà il suo apporto alla Roma in questi anni. Non so se il suo problema sia il modulo, nel calcio bisogna avere grandi motivazioni. Credo che lui a Roma ne abbia, ma è in concorrenza con giocatori freschi e che hanno voglia di fare». Da questa settimana riparte la rincorsa di «Balza». Per riconquistarsi la Roma e la Nazionale, magari già dalla «sua» Palermo. Ma, per ora, è una speranza.
Mistero Balzaretti, caduta senza fine
La Repubblica Ceca pensa a Zeman ct. Il debutto con l’Italia?
CORSPORT (R. MAIDA) – Quarantacinque anni dopo il doloroso addio a Praga, Zdenek Zeman potrebbe allenare la nazionale ceca […]. Decisiva verso questa soluzione è stata la sconfitta di venerdì sera in casa contro la Danimarca, un secco 0-3. I tifosi sono in subbuglio perché la squadra quasi certamente non giocherà il Mondiale (con tre punti in quattro partite, nel girone dell’Italia, la Repubblica Ceca sembra spacciata) e molti considerano il ct Bilek il principale responsabile del flop internazionale.
Andreazzoli si gioca la riconferma
IL TEMPO (A.Serafini) – Quotazioni in aumento. Sicuramente superiori a quello 0,2% che fieramente appare sul suo cappellino. Perché il tempo, e di conseguenza i primi bilanci, sono pronti inesorabilmente a delineare il prossimo futuro di Aurelio Andreazzoli. Un pensiero, che a Trigoria continua a girare più nella testa dei dirigenti, che in quella dello stesso allenatore. «Non voglio più parlare del mio futuro, penso solo a una partita per volta», aveva dichiarato il tecnico appena una settimana fa. Troppe le discussioni e le ipotesi fatte dal suo arrivo sulla panchina romanista, poche le certezze su quella conferma, che giorno giorno sembra essere però più concreta.
Per il momento infatti, il punto di forza del suo curriculum parla chiaro: tredici punti in sei partite disputate, una media di 2,17 (che in un intero campionato proietterebbe la Roma in un solitario secondo posto) e la rinascita di un gruppo scalfito dalla precedente gestione zemaniana. Una rimonta in classifica per la squadra e per lo stesso Andreazzoli, deciso a continuare un percorso che, nonostante tutto, ha ancora bisogno di dare ulteriori certezze. Baldini e Sabatini incassano punti, risultati, con un occhio rivolto però a tutto quello che succede intorno.
Il recente passato trascorso tra le macerie di Luis Enrique e Zeman, hanno lasciato un segno profondo a Trigoria. Ogni scelta e decisione futura avrà sicuramente una valutazione e un peso diverso rispetto alle attenuanti concesse dalla piazza nei primi due anni della nuova Roma a stelle e strisce. Nessuno si sarebbe aspettato probabilmente un impatto così felice ed efficace dell’ex tattico di Spalletti, tanto da renderlo il primo nome della lista delle scelte della prossima stagione. Inevitabilmente la linea definitiva verrà tracciata prima di giugno, quando alla partenza sprint si scopriranno anche i risultati delle fasi finali di Coppa Italia e il tanto agognato obiettivo di un ritorno in Europa. Le alternative studiate da Baldini e Sabatini rimangono comunque sotto stretta osservazione. Nei primi accenni di mercato e del gioco conseguente delle panchine, i nomi dei possibili sostituti subiscono ogni giorno picchi di quotazione tra ribasso e rialzo.
A chiudere la porta ad Allegri ci ha pensato ancora una volta Adriano Galliani: «Non esiste, non è ragionevole pensare ad un addio. Il nostro allenatore è ben felice di rimanere al Milan e ci rimarrà». Così come per Pioli, che tra i tanti (quasi continui) contatti con Sabatini, ieri ha annunciato il rinnovo contrattuale con il Bologna fino al 2015.
Andreazzoli quindi è pronto a giocarsi le sue carte, continuare a basarsi soltanto sui risultati cercando di mettere in crisi i propri dirigenti con il lavoro che ne ha contraddistinto l’intera carriera. Da Palermo al derby, la settimana successiva darà ulteriori informazioni per la scelta imminente che dovrà essere presa nelle stanze di Trigoria. Un altro anno con Andreazzoli al comando, potrebbe infatti nascondere un’ulteriore soluzione. Aspettare la chiusura del Mondiale brasiliano e aprire la porta al ritorno, per molti da tempo auspicato, di Cesare Prandelli.
De Rossi, rendimento da top player?
ILCATENACCIO.ES – Nella Roma Daniele De Rossi è in discussione. Stranezze del calcio dove si sa è difficile essere profeti nella propria città. Capitan Futuro è oggi uno di quei giocatori che dividono i tifosi che forse non riescono proprio a digerire il contratto da top player (guadagna 6 mln di euro netti a stagione) a fronte di prestazioni non sempre all’altezza.
Per cercare di capire se i tifosi siano nei confronti di De Rossi ipercritici, ci siamo affidati ai numeri, ovvero alle pagelle dei tre quotidiani sportivi: Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport, Tuttosport. In questa stagione nelle 20 partite fin qui disputate De Rossi ha una media voto che oscilla tra il 5,55 della Gazzetta e il 5,72 di Tuttosport. Dunque ben al di sotto della sufficienza. La peggiore partita è stata il derby dove venne espulso per una gomitata a Mauri, voti compresi tra il 3 e il 4, la migliore quella contro il Milan, voti tra il 7 e il 7,5.
De Rossi per la prima volta negli ultimi anni non ha mai segnato ed è tra i peggiori centrocampisti centrali per rendimento. Il migliore in Italia, numeri alla mano, è David Pizarro con 6,5 di media voto. Bene Pirlo con 6,3, seguito da Lodi del Catania con un onorevole 6,2. Benino Montolivo che raggiunge comunque la pienza sufficienza.
Ma guardando indietro che rendimento ha avuto De Rossi negli ultimi anni? Sempre facendo riferimento ai numeri, la sua stagione migliore è stata quella del sogno scudetto 2009/2010: 33 presenze, 7 gol, due assist e 6,2 di media voto. Positiva anche la travagliata annata con Luis Enrique: 32 presenze, 4 gol e ancora 6,2 di media voto. Male De Rossi invece, come tutta la Roma, nel secondo anno di Ranieri: 1 solo gol e 5,8 di media voto. Tirando le somme, il tanto criticato Capitan Futuro nelle ultime 4 stagioni due volte ha fatto bene e due volte ha deluso. Un rendimento da top player?
Qui Trigoria – Dodò, infortunio alla caviglia sinistra. Out Destro, differenziato per Pjanic
QUI TRIGORIA (Giallorossi.net) – La squadra, dopo la consueta riunione tecnica del lunedì, si ritrova in campo per l’allenamento pomeridiano. Occhi puntati su Pjanic: il centrocampista bosniaco comincia l’allenamento in gruppo, ma poi non prende parte al lavoro con il pallone insieme ai suoi compagni. Stesso dicasi per Romagnoli e De Rossi.
Sono assenti Destro, Balzaretti e Marquinhos.
Mister Andreazzoli lavora sulla tattica e divide il gruppo in due schieramenti. Con i gialli ci sono Dodò, Torosidis, Tachtsidis, Taddei, N.Lopez, Osvaldo, Totti. Con i rossi invece Burdisso, Castan, Marquinho, Cedric, Perrotta, Lucca, Lamela. Da segnalare un colpo ricevuto da Osvaldo in partitella: l’attaccante è restato a terra per qualche secondo, salvo poi rialzarsi e riprendere l’allenamento.
Al momento sono piuttosto basse le probabilità che Pjanic possa partire titolare contro il Palermo. Ancora più improbabili i recuperi di Marquinhos e Destro.
Sul finale di allenamento, Dodò si infortuna alla caviglia sinistra: il brasiliano costretto ad abbandonare il campo sulla macchinetta elettrica. La Roma comunica attraverso il proprio sito che si tratta di un trauma distorsivo alla caviglia sinistra, la cui entità verrà valutata nelle prossime 24/48 ore.
Pioli prolunga il contratto con il Bologna fino al 2015
GIALLOROSSI.NET – L’allenatore del Bologna Stefano Pioli, tecnico molto stimato dal ds Sabatini e recentemente accostato alla Roma per la panchina del prossimo anno, ha prolungato il contratto con la squadra rossoblu fino al 2015. A dare l’ufficialità in conferenza stampa è stato il presidente Guaraldi:
“In queste settimane si fatte molte chiacchiere sul fatto che il nostro allenatore fosse tentato da grandi club e potesse interrompere il contratto in scadenza l’anno prossimo, invece non solo lo onorerà ma lo ha prolungato al 2015. Abbiamo grande fiducia in lui e vogliamo dare continuità al suo lavoro per cominciare a costruire qualcosa di solido e futuribile”. Poi, anche Pioli si è detto “soddisfatto e fortemente deciso in questa scelta, anche perché qui al Bologna non mi sono mai sentito in discussione. Anche nei momenti più difficili”.
(VIDEO) Zeman e Florenzi finiscono nella “trappola” delle Iene
GIALLOROSSI.NET – Anche il giocatore della Roma Alessandro Florenzi e l’ex allenatore Zdenek Zeman sono finiti nel mirino delle Iene. L’inviato della nota trasmissione televisiva Lello Corti ha porvato a strappare due autografi “molto particolari” ai due volti noti del calcio.
Mercato, la Roma segue Florian Thauvin del Bastia
TMW.COM – Secondo quanto appreso dalla redazione di Tuttomercatoweb.com, nelle ultime settimane Inter e Roma avrebbero iniziato a seguire con interesse le prestazioni di Florian Thauvin, centrocampista offensivo classe 1993 attualmente in forza al Bastia.
Il cartellino del giocatore, titolare della Francia Under 20, è di proprietà del Lille. In questa stagione il fantastista si è messo in grande luce con 5 gol e due assist in Ligue 1. La sua valutazione si aggira intorno ai 4 milioni di euro.
Vucinic: “Ho parlato con Jovetic e gli ho consigliato di venire alla Juve”
FONTE: DAILY MIRROR – L’ex attaccante della Roma Mirko Vucinic ha avuto modo di parlare con Stevan Jovetic, talento della Fiorentina conteso da tantissime squadre, nel tentativo di convincerlo a trasferirsi alla Juventus:
“Jovetic alla Juve? Sarebbe un trasferimento eccellente per noi ma sopratutto per lui”, afferma il bomber montenegrino al giornale inglese Daily Mirror. “Non mi meraviglia affatto che l’Arsenal sia sulle sue tracce, perché Stevan è un vero top-player. Ma io gli ho consigliato di restare in Italia, e di venire da noi”.
Il fantasista viola è di recente stato accostato anche alla Roma, disposta a dare Osvaldo e soldi per avere Jovetic in cambio.
ON AIR – Petrucci: “Baldini primo problema”, Corsi: “Osvaldo non va ceduto”, Leggeri: “Con Jovetic sogno scudetto”
ON AIR (Giallorossi.net) – Prosegue la nostra rubrica dedicata al variopinto mondo delle radio romane. Un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore.
Buon divertimento!
Stefano Petrucci (Tele Radio Stereo): “Il primo problema della Roma è Franco Baldini. Nonostante il suo curriculum, ha incredibilmente toppato. Servirebbbe un direttore generale capace di essere un punto di riferimento forte per la proprietà, che possa far fare a Sabatini solo il direttore sportivo, evitandogli di dover parlare”.
Furio Focolari (Radio Radio): “La Roma si prepara per questo match di Palermo alla grande. Adesso la Roma è diventata una squadra fortissima, è in salute e si presenta all’appuntamento in grande spolvero. La Lazio? Molto dipenderà dalla partita con il Catania”.
Tony Damascelli (Radio Radio): “Il derby? Con le due rose al completo, la Lazio batte la Roma”
Roberto Renga (Radio Radio): “Il derby? Bisognerà vedere la Sicilia che risposte ci darà sulle due squadre. A me sembra che la Roma ci arrivi meglio alla stracittadina”.
Max Leggeri (Radio Manà Sport): “L’unico giocatore che potrebbe far fare il salto di qualità alla Roma è Stevan Jovetic. Mi sembra che ci sia l’Arsenal in questo momento sul giocatore. Se portiamo Jo-Jo a Roma, il prossimo anno partiremmo ai nastri di partenza in lizza per poter vincere lo scudetto”.
Mario Corsi (Centro Suono Sport): “Il prossimo anno Milan e Juve partiranno con grande distacco sulle altre. La Roma dovrà vedere se riuscirà a risolvere i suoi problemi societari: questi sono giorni concitati. Per il prossimo campionato sarebbe importante non vendere nessuno, nemmeno Osvaldo. Una grande società lo deve tenere e rimetterlo in riga, perchè è un grande giocatore. Altrimenti servirà comprarne un altro al suo posto, almeno dello stesso valore”.
Dario Bersani (Tele Radio Stereo): “Le parole di Castan su Zeman? Io non tornerei più su questo aspetto, il passato è passato. La Roma contro il Palermo non deve farsi intimidire, ma anzi deve andare lì per imporre dal primo minuto la sua superiorità. Se non vinci a Palermo contro una squadra così, che non vince da novembre, allora non ouoi permetterti proprio certe ambizioni”.
David Rossi (Tele Radio Stereo): “Il terzo posto? Tra Napoli e Milan, io farei la corsa più sul Napoli, che mi sembra più in declino. Pensa che bello sarebbe Roma-Napoli l’ultima giornata di campionato che vale la Champions League”.
Luca Valdiserri (Rete Sport): “La Roma mi sembra stia andando verso il modulo spallettiano, con Totti centravanti. Destro è appena tornato, e non credo che sarà subito titolare. Osvaldo e Destro insieme? Il dubbio che siano incompatibili comincia ad esserci. Il fututo della Roma è comunque Destro”.
Goicoechea addio. La Roma si tiene stretto il “nuovo” Stekelenburg
GIALLOROSSI.NET – Un giocatore ritrovato, un pensiero in meno per il prossimo mercato. La cura di Andreazzoli sta dando i primi frutti, sia in termini di classifica, sia per quanto riguarda la condizione psicofisica di alcuni giocatori che sembravano destinati ad un addio imminente.
Tra questi c’è senza dubbio Maarten Stekelenburg. Il portiere olandese, dopo essere stato ad un passo dall’addio, è tornato ad essere il titolare indiscusso della Roma. Tra prestazioni ottime e qualcuna meno convincente, il numero uno giallorosso ha ritrovato morale e convinzione, ed è destinato a restare nella capitale anche per la prossima stagione. Un aspetto fondamentale per la rinascita di Stek è l’appoggio dello spogliatoio e il rapporto migliorato con la squadra: le lezioni di italiano impartite al giocatore stanno dando ottimi risultati, facilitandogli il compito d’integrazione con il resto del gruppo.
Chi invece pare destinato ad un addio certo è l’urugaiano Goicoechea, portiere fortemente voluto da Zeman che però è da considerarsi ormai “bruciato” qui a Roma. Molto probabile che la società giallorossa decida di non riscattarlo alla fine del campionato: per lui è quasi scontato un ritorno al Danubio.
Castan: “Confermerei Andreazzoli. Zeman? In sei mesi non mi ha mai parlato “
LEGGO (F. BALZANI) – In una lunga intervista concessa al giornale Leggo, il difensore brasiliano Lenadro Castan promuove il suo nuovo allenatore e boccia senza appello quello precedente:
“Confermerei assolutamente Andreazzoli, faccio il tifo per lui. Zeman? Ora l’allenatore parla con i giocatori. In 6 mesi Zeman non ha parlato neanche un giorno con me. Ora c’è armonia, Andreazzoli sin dal primo giorno mi ha chiesto cosa mi piace o cosa no, come bisogna lavorare: è un allenatore giusto. Se vieni a vedere un allenamento oggi ti accorgi quanto è diverso rispetto a prima. Tutti i giocatori si allenano più tranquilli. E in partita si vede”
Totti, il contratto che non scade
LEGGO (F. Maccheroni) – Abbiamo appena finito di parlare dell’ultimo record di Francesco Totti, serve un altro argomento. Naturalmente su Totti. Applaudito quei ragazzini che urlavano «Sei forte papà» al 225˚ gol, il nostro cinismo s’è sentito insultato. E allora, dai, parliamo del contratto. Scadrà come ogni cosa nella vita (a parte Totti). Mentre il 2009 si avviava al crepuscolo, Totti e la Roma firmarono un accordo fino al 2014. Il capitano disse: «Ho sempre sognato di indossare questa maglia a vita. Il sogno si avvera».
Ma la vita a volte è sorprendente. I cinque anni che sembravano un «omaggio alla carriera» per un atleta di 33 anni, ora sono stretti. A 37 anni ha un rendimento che ha fatto strabuzzare gli occhi non soltanto ai tifosi, anche a Prandelli (lo porterà al Mondiale?) e a uno come Balotelli («Giocarci? Magari, è un fenomeno») che difficilmente regala complimenti, soprattutto a chi gli ha fatto assaggiare gli scarpini su un polpaccio. E allora? Pensate davvero che ci sarà un problema Totti-Roma? Pensate davvero che ci sia un contratto per Totti? Che serva carta e penna? Diciamo così: Totti ha già rinnovato. E il vero record è della Roma: uno così ce l’ha solo lei.
CASTAN: “Champions? No, Coppa Italia”
LEGGO (F. BALZANI) – Castan è già un leader della Roma. Come ha fatto ad ambientarsi così in fretta?
«In una squadra di grandi giocatori come questa è facile, tutti hanno parlato subito con i nuovi. Sono felicissimo di aver scelto la Roma»
Cosa l’ha colpita di più?
«La città è fantastica e poi il cibo: si mangia benissimo. Mi piace questo campionato, pieno di fuoriclasse, di tante partite difficili»
Con Andreazzoli sembrate una squadra diversa. Cosa non ha funzionato con Zeman?
«Tante cose sono diverse. Ora l’allenatore parla con i giocatori. In 6 mesi Zeman non ha parlato neanche un giorno con me. Ora c’è armonia, Andreazzoli sin dal primo giorno mi ha chiesto cosa mi piace o cosa no, come bisogna lavorare: è un allenatore giusto. Se vieni a vedere un allenamento oggi ti accorgi quanto è diverso rispetto a prima. Tutti i giocatori si allenano più tranquilli. E in partita si vede, ora giochiamo ogni partita come una finale e possiamo arrivare davvero in alto».
Confermerebbe Andreazzoli?
«Assolutamente sì, io faccio il tifo per lui. È una grande persona e un bravo allenatore. In serie A non vinci 4 partite su 6 a caso, ora siamo una squadra compatta e equilibrata».
Quando ha capito che avrebbe fatto il calciatore?
«Ce l’ho nel sangue: mio papà è stato calciatore e da bambino sono cresciuto negli spogliatoi, mio fratello Luciano ha 21 anni ed è una bella promessa. Gli do tanti consigli. Non ho mai pensato di poter fare altro nella vita».
Il Brasile le manca?
«No. A Roma c’è tutto per stare bene, è una città calda, non come Londra o Torino. Mi manca parte della mia famiglia, ma è normale. Voglio restare qui tanti anni».
In Brasile ci sarà il Mondiale. Ci porterebbe Totti?
«Sarebbe bello. Il torneo sarebbe più bello con lui in campo. Cercheremo tutti di dargli una mano per portarlo al mondiale. Se la Roma vince, è più facile per tutti arrivare in nazionale».
Meglio Neymar o Balotelli?
«Uno è veloce, l’altro potente. Me li prendo tutti e due (ride ndr)».
Per lei è più importante il Mondiale o la Roma?
«Prima viene la Roma, se poi andrò al Mondiale meglio. Questa squadra è fortissima e lo sta dimostrando. Se la società mantiene tutti i giocatori e magari prende un altro campione possiamo puntare al massimo. Di sicuro se non andiamo in Champions quest’anno, ci andremo il prossimo».
Tra Champions e vittoria in finale di Coppa Italia con la Lazio cosa sceglie?
«Domanda difficile. Ma dico la Coppa Italia nel derby. Avrebbe davvero un sapore particolare per noi e per i tifosi».
Ha il 5 di Falcao, molti la paragonano a Zago. Lei a chi si ispira?
«Ho sempre ammirato Juan, ma anche Zago è modello. Qui però c’è uno che può diventare il più forte di tutti».
Chi?
«Marquinhos. A 18 anni ha la testa da campione, una grande esperienza e un’umiltà unica. Mamma mia che giocatore, spero non vada via e che Sabatini lo faccia restare a lungo».
C’è ancora grande differenza tra il calcio europeo e quello brasiliano?
«C’è una grande differenza: qui non puoi sbagliare nulla o vieni punito. Ci sono attaccanti fortissimi, basta pensare a Cavani».
Lei è molto religioso, che impressione le ha fatto Papa Francesco?
«Non ho visto molto. Io seguo una religione diversa (è un’atleta di Cristo, ndr), ma è una persona umile e mi aspetto che faccia bene».
Ha ancora un sogno nel cassetto?
«No, ringrazio Dio che mi ha dato una famiglia bellissima e il lavoro che amo. Se sono qui lo devo a mio padre, mia madre, i miei fratelli, mia moglie e i miei 2 figli. Quando le cose vanno bene tutti ti sono vicini, ma quando vanno male solo loro sanno farti rialzare da terra».
Osvaldo ora ha un rivale in più
GASPORT (A. PUGLIESE) – Lo raccontano felice, e non solo per l’amore — fortissimo — con Ludovica Caramis. Quello, eventualmente, gli ha dato la carica giusta per mettere da parte il prima possibile l’infortunio (lesione al menisco esterno del ginocchio sinistro) che l’ha tenuto fuori per due mesi. Mattia Destro da oggi tornerà a lavorare con il gruppo, svolgendo (quasi al completo) tutti i lavori.
Infortunio In realtà, l’attaccante giallorosso ha già ripreso mercoledì scorso, dividendosi però tra differenziato e fisioterapia e regalandosi anche una seduta supplementare sabato con Francesco Chinnici, il preparatore atletico della Roma. Ha voglia ed entusiasmo, non vede l’ora di (ri)mettersi a disposizione di Andreazzoli, lui che finora non ci ha mai lavorato direttamente. Già, perché il volo di Destro quest’anno si è arenato proprio nel momento migliore, quel 23 gennaio in cui la Roma vinse per 2-1 la semifinale d’andata della Coppa Italia con l’Inter. Fatale un contrasto con Chivu, che gli ha prodotto la distorsione alla caviglia destra e la lesione al menisco esterno sinistro, operato tre giorni dopo dal professor Cerulli. All’epoca c’era ancora Zeman.
Countdown Ma quando si potrà tornare a contare su Mattia a tutti gli effetti? È ancora presto per dirlo, dai prossimi giorni si potranno avere risposte più certe. Fisicamente è recuperato, adesso serve andare a fondo con la fase di atletizzazione. Destro, in buona sostanza, deve ritrovare sprint, velocità e brillantezza, sia sul breve sia sul lungo. L’obiettivo è quello di essere in grado di giocare il derby dell’8 aprile, a cui mancano 15 giorni. Ma se questa settimana darà i frutti che a Trigoria sperano un po’ tutti, Mattia prenderà già parte alla trasferta di sabato a Palermo. Magari anche solo per fargli tornare a respirare l’aria del gruppo, l’adrenalina della partita, dello spogliatoio. Una molla psicologica che lo può aiutare ancora di più a tornare ai livelli che aveva raggiunto prima dell’infortunio, quando sembrava finalmente essersi scrollato di dosso paure e insicurezze di inizio stagione.
Stimolo Il ritorno di Destro, tra l’altro, fungerà anche da stimolo a Osvaldo, finito in panchina da due partite e nell’occhio del mirino della critica e della tifoseria. Dani è un mesetto che si allena con il freno a mano tirato, Andreazzoli gli ha voluto dare un segnale molto chiaro. Ma se con Udinese e Parma è scivolato Totti a fare la prima punta (falsa, «a risucchio»), adesso che c’è il ritorno di Destro alle porte per l’attaccante italoargentino c’è un bisogno in più di riprendere il cammino interrotto con l’arrivo dell’anno nuovo. Del resto, il destino sembra già segnato, con quello di Osvaldo lontano da Roma e quello di Destro pronto ad impossessarsi della Capitale. Se poi dovesse succedere già dal prossimo derby dell’8 aprile, tanto meglio…




























