Elena Turra alla Fiorentina

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IL TEMPO (T. CARMELLINI) – Un altro esodo dall’ufficio stampa giallorosso. Elena Turra, da undici anni a capo della comunicazione della As Roma, lascia il club della capitale. Si chiude l’esperienza romana per la stimata professionista torinese che resta però nel mondo del calcio. Dalla prossima stagione sarà infatti la nuova responsabile della comunicazione della Fiorentina, andando a rafforzare la “colonia” di ex romanisti che già affolla il club di Andrea Della Valle

La lezione di Udine: mai più senza Totti

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CORSPORT (A. GHIACCI) – Un attimo dopo è arrivato il gol del pareggio dell’Udinese che ha complicato ancora di più le cose. Ma la sensazione, immediata, era stata che la scelta di Andreazzoli non fosse quella giusta: la sostituzione di Totti è costata cara alla Roma che senza il capitano non è più riuscita ad avere un’idea di gioco […].

ERRORE – La decisione di Andreazzoli, senza che si voglia condannare nessuno, può essere considerata sbagliata. Lo ha fatto capire lo stesso allenatore della Roma, quando ha confermato che la Roma «senza Pjanic…» oggi fatica ad avere un filo logico. Ma allora si è capito che, proprio perché non c’era Pjanic (e il bosniaco non ci sarà almeno fino a Palermo-Roma di sabato 30 marzo), Totti non andava mai tolto. Anche se un po’ stanco e innervosito dai duri interventi dei difensori avversari, Totti era comunque l’unico giallorosso in grado di dettare tempi e idee ai compagni. Dai suoi piedi sono nate tutte le azioni con cui la Roma si è resa pericolosa; fino al gol di Lamela, arrivato dopo un lancio di Totti per Florenzi. Spalle alla porta avversaria, il Totti finto centravanti molto simile a quello dei tempi di Spalletti, portava continuamente fuori posizione i difensori di Guidolin (Danilo su tutti). Poi, dopo il primo controllo, il numero dieci romanista era in grado di girarsi e aspettare i movimenti dei compagni (Florenzi, che non si è fermato un attimo, su tutti). L’ultima mezz’ora in casa dell’Udinese avrebbe potuto dire sicuramente di più se la Roma avesse continuato su quello spartito. Più di attacchi confusi, senza logica, basati soprattutto su ripartenze. Ma Andreazzoli ha cambiato… […].

Osvaldo con la valigia

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IL MESSAGGERO (M. FERRETTI) – È una faccenda complicata, visto che non si tratta più soltanto di gol mangiati o di rigori prima scippati e poi sbagliati. Qui si tratta di comportamenti che non hanno nulla di bello e, soprattutto, di utile per la Roma. Ecco perché tirare in ballo soltanto quell’occasionissima sprecata in pieno recupero a Udine ha poco senso: il discorso è più ampio e va al di là dell’aspetto tecnico. Dani Osvaldo, undici gol in cassaforte, ha smesso da tempo di rappresentare un valore in più per la Roma. Non segna dal 27 gennaio, a Bologna, ma soprattutto ormai sembra un corpo quasi estraneo alla squadra.

Era già capitato che finisse in panchina, ma l’esclusione iniziale di Udine (mascherata da Andreazzoli come scelta tecnica) ha avuto un sapore diverso. Come se il tecnico e la società avessero voluto dare un segnale (definitivo?) all’attaccante di Buenos Aires. Tipo: i bonus sono finiti. Non tanto per il rendimento sul campo quanto per alcune scelte (comportamenti…) del numero 9 nei confronti del gruppo. Come la palese insofferenza mostrata in occasione del cambio durante Roma-Genoa, dopo una prestazione inguardabile. L’Osvaldo furioso (agonisticamente, s’intende) visto in azione contro la Juventus, dopo una settimana di dura contestazione a Trigoria, non s’è più visto: al suo posto un giocatore ombroso, scontroso e inutile per la causa giallorossa.

Ecco perché la sua presenza in panchina al Friuli non ha fatto gridare allo scandalo. Ma ci si aspettava che, una volta preso il posto di Francesco Totti, Osvaldo si sarebbe mangiato pallone e avversari per dimostrare che qualcuno aveva sbagliato, invece niente. Anzi, un atteggiamento (comportamento…) di eccessiva sufficienza, nella circostanza assolutamente inadeguato. Si dice: Osvaldo ha un carattere particolare. È indubbio, ma questo non basta a salvarlo dalle critiche se/quando non gioca bene. E la cosa si sta ripetendo un po’ troppo spesso. Al punto che, sempre più palesemente, si parla di una sua cessione a fine stagione. Considerando anche che la Roma ha già in casa un eventuale sostituto di valore, cioè Mattia Destro. Discorsi prematuri? Non proprio, visto che da sempre è proprio marzo il mese della programmazione.

Nonostante tutto, Osvaldo è una punta che vanta ancora parecchi estimatori, sia in Italia (Juventus e Fiorentina) che all’estero (Tottenham). La Roma due estati fa l’ha pagato circa 18 milioni di euro e il suo valore, tutto sommato, se non è cresciuto è rimasto a quei livelli. Del resto, l’italo-argentino ha segnato finora con la maglia giallorossa 23 reti, che non sono poche: ecco perché una sua cessione sarebbe legata – forse esclusivamente – a motivazioni non squisitamente tecniche. Fermo restando che potrebbe essere lo stesso Osvaldo a chiedere di andare via.

Mercato, la Roma non molla Ruben Botta

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TMW.COM – L’Inter è in prima linea, ma su Ruben Botta resta vivo l’interesse della Roma. Secondo quanto afferma oggi la stampa argentina, il club giallorosso non si sarebbe affatto tirato indietro, ma anzi sarebbe ancora prepotentemente sul centrocampista classe ’90 del Tigre. Secondo il quotidiano El Portrero,  gli uomini mercato della Roma  sono ancora sul giocatore sudamericano, che resta un’idea concreta per il prossimo mercato giallorosso. L’Inter resta in prima linea, ma la Roma è ancora in corsa.

Baldini assicura: “Pronto rinnovo di Totti”

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LA REPUBBLICA (F. FERRAZZA) – La Roma è intenzionata a rinnovare il contratto a Totti di anno in anno. In scadenza nel 2014, il capitano giallorosso ha già pronto un accordo da dirigente, ruolo che però il numero dieci vorrebbe posticipare nel tempo. E il club di Trigoria sembra propenso a parlarne. «Finché giocatori come Totti e Di Natale avranno voglia di giocare con questa professionalità, possono certamente continuare», sorride Baldini, intento a studiare con la proprietà americana una formula che preveda il rinnovo annuale del numero dieci, con opzione per il secondo, con un contratto a base fissa (di molto inferiore ai 5 milioni attuali), più gettoni legati alle presenze.

Più incerto il futuro di Osvaldo, escluso ieri dalla formazione titolare. «Scelta più tattica che tecnica, bastava infatti vederlo allenarsi dopo tutte le polemiche seguite a Roma — Genoa per vedere quanto sia coinvolto — spiega Baldini — ha fatto sempre buonissimi allenamenti, soprattutto l’ultimo, che ho seguito per intero. Non so se il cambio di modulo possa influire sul suo rendimento, ma non mi è parso, in particolar modo contro la Juve». Sul fronte infortunati, è davvero impossibile tenere fuori troppo a lungo Marquinhos, che già smania per rientrare. Il brasiliano si è infortunato in allenamento alla vigilia della gara con il Genoa e dovrebbe tornare a disposizione per la sfida con il Parma. Una decina i giorni infatti diagnosticati al ragazzo, alle prese con una lesione di primo grado alla coscia. Giusto in tempo per giocare la prossima sfida casalinga, anche se lo staff medico tende a frenare l’entusiasmo del difensore. Marquinhos ha dimostrato già in altre occasioni di avere una notevole capacità di recupero, e anche questa volta vorrebbe riuscire a sorprendere tutti, bruciando i tempi.
Per capire se effettivamente ce la farà bisognerà aspettare i prossimi giorni. «Forza Pjanic e Destro, riprendetevi presto!», il Tweet scritto ieri dal brasiliano, che seppur infortunato lui stesso, non dimentica i compagni che hanno guai fisici più seri dei suoi. Il bosniaco è infatti alle prese con una lesione alla caviglia, che non gli permetterà di allenarsi almeno fino a Pasqua. Destro sta recuperando dopo l’intervento al menisco, e il suo obiettivo è quello di rimettersi a disposizione di Andreazzoli proprio in occasione della gara con la Lazio.
Ma la prossima settimana è quella decisiva per capire se effettivamente Al Qaddumi sarà in grado di versare i soldi promessi alla Roma con la sottoscrizione del preliminare. La data ultima è stata indicata nel 14 marzo, ossia giovedì prossimo, con lo sceicco che vorrebbe avere più tempo a disposizione, ma è messo alle strette dal comunicato del club giallorosso.

Le pagelle dei quotidiani: pareri discordanti su Florenzi. Osvaldo bocciato senza appello

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GIALLOROSSI.NET – Pareri discordanti sui giornali di oggi circa le prestazioni dei giocatori giallorossi nella partita di ieri sera contro l’Udinese. Promossi soltanto Lamela, Totti,  Torosidis, Perrotta e Florenzi. Tutti gli altri sono risultati insufficienti, almeno stando alla media-voto.

Ma ogni giornale si è distaccato parecchio dalle valutazioni dell’altro, arrivando in certi casa a confliggere radicalmente su singole prestazioni. Florenzi ad esempio è stato bocciato da Il Messaggero (5,5 il suo voto), mentre su tutti gli altri quotidiani è stato giudicato tra i migliori in campo (6,5 il voto medio).  Pareri discordanti anche su De Rossi e Marquinho.

Questi i voti e la media dei giocatori giallorossi secondo le pagelle dei quotidiani di oggi:

IL MESSAGGERO

Stekelenburg 5
Piris 6
Burdisso 4,5
Castan 6
Torosidis 6,5
De Rossi 6
Perrotta 6
Marquinho 5,5
Lamela 6
Florenzi 5,5
Totti 6,5
Osvaldo 4,5
Andreazzoli 5,5

GAZZETTA DELLO SPORT

Stekelenburg 5,5
Piris 5,5
Burdisso 5,5
Castan 6
Torosidis 6
De Rossi 5,5
Perrotta 6
Marquinho 6,5
Lamela 6,5
Florenzi 6,5
Totti 6,5
Osvaldo 5

Andreazzoli 5,5

CORRIERE DELLO SPORT

Stekelenburg 5,5
Piris 6
Burdisso 5,5
Castan 6
Torosidis 6
De Rossi 5,5
Perrotta 6
Marquinho 5,5
Lamela 6,5
Florenzi 6,5
Totti 7
Osvaldo 5 (16′ st)

Andreazzoli 5,5 (All.)

IL ROMANISTA

Stekelenburg 5
Piris 5,5
Burdisso 5,5
Castan 6
Torosidis 6
Perrotta 6
De Rossi 6
Marquinho 5,5
Florenzi 6,5
Lamela 6,5
Totti 6,5
Osvaldo 5
Balzaretti 6

Andreazzoli 5,5

 

MEDIE VOTO

Stekelenburg 5,25
Piris 5,75
Burdisso 5,25
Castan 6
Torosidis 6,125
Perrotta 6
De Rossi 5,75
Marquinho 5,75
Florenzi 6,25
Lamela 6,3
Totti 6,625
Osvaldo 4,875

Andreazzoli 5,5

 

 

 

Ora anche Andreazzoli diventa imputato

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IL TEMPO (E.Menghi) –  Piccole sfumature di confusione. Andreazzoli ha provato a mantenere la sfrontatezza della vigilia anche dopo una partita pareggiata con l’uomo in più per gli ultimi venti minuti. Ma tra un sospiro e un altro gli si leggeva in faccia il primo segnale di cedimento. Mossa coraggiosa quella di tenere fuori Osvaldo dagli undici titolari, ardita quella di buttarlo poi nella mischia finale levando dal campo Totti, il burattinaio della Roma. Il caso ha voluto che una manciata di secondi dopo il cambio arrivasse il gol di Muriel, ma non è stato il caso a mandare in confusione la squadra. Senza le idee del capitano, la Roma già priva della regia di Pjanic è rimasta in silenzio a guardare il tempo scorrere sul cronometro, accontentandosi di un pareggio su un campo sicuramente difficile, ma non impossibile. Almeno bisognava provarci.

«Quando giochi contro l’Udinese – dice Andreazzoli – sai che trovi una gara di questo tipo. Abbiamo interpretato la gara nella maniera giusta, non eravamo partiti benissimo, ma ci siamo adattati bene. Siamo andati in vantaggio e forse lì dovevamo essere più bravi nell’imbucare l’ultimo passaggio. Il campo non era in perfette condizioni e questo ha creato delle difficoltà». La pioggia leggera ma eterna che ha innaffiato il Friuli (ben coperto però dai teloni) da mercoledì scorso non può essere una scusante.

E non si può nemmeno attribuire tutta la responsabilità ad Osvaldo, prima escluso, poi chiamato a dare una risposta. Ma l’occasione sbagliata al 90’ resta negli occhi di tutti, anche di Andreazzoli: «Emozioni che passano per la mente di tutti quando uno porta a casa un punto che potevano essere tre. Errore tecnico, è andata così. Ha fatto il possibile, non sempre si può far tutto ciò che si vuole. Vogliamo valutare Dani da un’occasione sbagliata? E’ vero, poteva darci i tre punti, siamo rammaricati anche per lui. Ma è uno sport di squadra e accettiamo l’errore di qualsiasi componente del gruppo». Se si tratta di De Rossi, il tecnico è pronto ad alzare la voce: «Sono un po’ stanco di parlare sempre delle individualità in questa maniera. Posso dire che poteva essere più pulito, ma hanno sbagliato tutti tecnicamente, anche Totti. Daniele ha fatto un’ottima prestazione anche dal punto di vista fisico».

De Rossi non si tocca, Osvaldo sì. Sembra questo il messaggio di Andreazzoli a fine gara: «Ho fatto delle scelte perché credevo di avere con Totti la possibilità di mandare dentro gente che partiva da dietro e al tempo stesso maggiore brillantezza in mezzo al campo. Quando è uscito, abbiamo subìto il pari. Se la squadra avesse mostrato personalità e forza, non l’avrei tolto. L’ho fatto perché volevo aiutare la squadra, allungandola. E con le qualità di Osvaldo potevamo farlo. Totti voleva superare Nordhal? Ne ha di tempo per farlo».

Gol non fatti e gol subiti: «Quello di Muriel non l’ho rivisto, l’ho visto dal campo. L’errore era prima della scivolata di Burdisso: Piris era troppo alto e l’ha costretto a uscire, lì abbiamo fallito e quando fallisci paghi». Stavolta ha fallito un po’ anche lui, pagherà?

Roma-Parma, il nuovo Papa “può” rinviarla

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CORSPORT (R, MAIDA) – La pioggia del Friuli è molto lontana dal fascino della Cappella Sistina, ma le novità in arrivo dal Vaticano possono condizionare il calendario della Roma: la partita contro il Parma è rischio rinvio. Se i 115 cardinali elettori arriveranno alla fumata bianca in tempi relativamente brevi, il prefetto disporrà il rinvio dell’evento. E’ una questione di ordine pubblico: sono attesi a Roma oltre 60 capi di stato per l’insediamento del nuovo papa; quasi tutte le forze dell’ordine saranno mobilitate, rendendo insufficiente la copertura per una partita di serie A. In misura minore, l’eventuale elezione inciderebbe anche sulla maratona di Roma, prevista sempre domenica 17: ma in quel caso, non essendo necessario uno spiegamento di forze di polizia, gli organizzatori hanno concordato con il prefetto un piano B, cioè un cambio di percorso e lo spostamento della corsa al pomeriggio per non sovrapporsi all’affollamento dei fedeli in Vaticano.

IL MECCANISMO – Il venticinquesimo conclave, successivo alle sorprendenti dimissioni di Ratzinger, comincia martedì, quando i 115 cardinali si chiuderanno a chiave all’interno della Cappella Sistina senza contatti con il mondo esterno: il primo giorno è fissata una sola votazione, mentre dal secondo giorno in poi ce ne saranno due al mattino e due al pomeriggio. Il papa sarà eletto con una maggioranza di due terzi, quindi con almeno 77 voti. Non è così semplice che succeda ma nemmeno improbabile, entro sabato(…)
TENTATIVO – La possibilità crea una certa preoccupazione alla Roma. E anche al Parma. In caso di rinvio, con la sosta che arriva subito dopo, le due squadre sarebbero obbligate a stare tre settimane senza partite. Non una buona cosa per la gestione delle risorse, tanto più perché il recupero successivo intaserebbe il calendario durante lo sprint finale della stagione. Proprio per questo motivo la Roma aveva proposto al Parma di giocare venerdì sera, con il placet del Coni che si sarebbe impegnato a sistemare il campo nella notte dopo Lazio-Stoccarda, ma la risposta è stata negativa. Sabato, invece, non si può giocare perché lo stadio Olimpico è a disposizione del Sei Nazioni di rugby per Italia-Irlanda. (…)
MOVIMENTI – Intanto è una settimana importante anche per la società: giovedì scadrà il termine entro cui il misterioso Al Qaddumi dovrà presentare le garanzie bancarie (i soldi) per acquisire una quota della Roma. Dentro o fuori. E sempre nei prossimi giorni potrebbe essere ufficializzato l’ingresso di Sebastiano Nela nella compagine dirigenziale. Ieri Nela, chiamato a Trigoria da Baldini, era a Udine in veste di commentatore Mediaset. Il suo sarà comunque un ruolo part-time, almeno inizialmente.(…)

Andreazzoli: “Totti? L’ho cambiato perchè stanco e a rischio esplulsione”

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CORSPORT (R. MAIDA) – Forse non meritava di vincere, ma aveva quasi vinto. Solo che poi Osvaldo ha spedito chissà dove il perno che avrebbe potuto orientare la stagione verso la Champions League. Aurelio Andreazzoli allarga le braccia e un sorriso amaro, cercando di giustificare un giocatore ribelle e smarrito:  «Capita nel calcio un errore individuale e tecnico. Osvaldo ha sbagliato ma non credo che l’abbia fatto volutamente. Non so se sia sereno in questo momento, andrebbe chiesto a lui. Di sicuro siamo tutti rammaricati per quest’occasione persa, potete immaginare la nostra delusione. L’esclusione iniziale invece era una scelta. Non intendevo dare segnali. Quelli semmai li do moralmente» .  Nel complesso è stata però una Roma troppo rinunciataria e conservativa. Nel primo tempo ripartiva, nel secondo no:  «Condivido ma abbiamo fatto il possibile. Contro squadre come l’Udinese è sempre complicato giocare, quindi siamo soddisfatti del pareggio. Non sempre si riesce a ottenere quanto si vorrebbe: qui del resto vincono in pochi. E’ vero, sono mancate un po’ di ripartenze: dopo l’1-0 ci sono state diverse situazioni che, se giocate meglio, sarebbero state importanti. Ma anche i nostri avversari hanno sbagliato molto. Magari ha inciso il campo: i ragazzi mi hanno detto che non era in condizioni perfette» . Una volta in superiorità numerica,(…).

I SINGOLI   – Burdisso ha fatto una figuraccia contro Muriel sul gol dell’Udinese ma Andreazzoli legge in un modo diverso l’azione:  «L’errore viene prima della scivolata, che comunque non va condannata: Piris esce troppo alto  (su Maicosuel, ndi)  e costringe Burdisso lasciare la sua posizione. Il resto è secondario» . (…)

LA LETTURA – Nel momento di difficoltà ha arretrato il baricentro. Ma la decisione più strana è stata la sostituzione di Totti, appena prima di incassare il gol. Andreazzoli chiarisce:  «Francesco era stanco e rischiava l’espulsione. All’inizio il nostro piano aveva funzionato con gli inserimenti. Dopo invece la situazione è cambiata. A quel punto, visto che l’Udinese stava giocando meglio di noi, ho provato ad allungare la squadra sperando che Osvaldo riuscisse a sfruttare le palle lunghe dietro ai difensori. Tra l’altro avevo notato che Lamela non si stava esprimendo ai suoi livelli e gli esterni non “entravano” più. Ma evidentemente la mia idea non si è concretizzata» . Ma si può giocare senza Totti e Pjanic nello stesso tempo? Andreazzoli ride e sospira: «No…» . E ora che succede?  «Niente. Vado a trovare la mia famiglia che non vedo da 15 giorni, poi ci dedichiamo al Parma» . Con apertura totale al futuro:  «Se arrivassero Mancini o Allegri sarei felice di collaborare con loro perché li stimo entrambi» . Ma in cuor suo spera e crede nella conferma.

Problema alla coscia, è allarme Torosidis

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CORSPORT (A. GHIACCI) – Un guaio la cui entità andrà approfondita martedì, nel giorno della ripresa degli allenamenti a Trigoria. Torosidis si è fatto male e alla fine della partita aveva dolore dietro alla coscia sinistra. I medici giallorossi però non hanno avuto il tempo di capire al volo di cosa si trattasse. Quando c’è di mezzo la parte posteriore della coscia, però, bisogna sempre procedere con i piedi di piombo. Torosidis, però, a questo punto è da considerare a rischio. Intanto sta meglio Marquinhos, la lesione di primo grado al bicipite femorale sinistro è ormai alle spalle: la settimana abbondante di prognosi, indicata alla vigilia della partita poi vinta contro il Genoa, è ormai trascorsa. Marquinhos, se domenica prossima la Roma andrà in campo (la partita con il Parma può essere spostata per l’elezione del nuovo Papa), sarà abile e arruolabile. Sarà il primo dei tre infortunati giallorossi a tornare. (…)

LAVORO – Marquinhos al lavoro anche ieri. Per rivedere all’opera Pjanic e Destro, invece, ci vorrà un po’ di più. Il giorno del ritorno in squadra dei due potrebbe anche coincidere: entrambi hanno voglia di giocare il derby del prossimo 7 aprile. Destro deve cominciare l’ultima fase del lavoro per completare il recupero dopo l’intervento al menisco del ginocchio sinistro effettuato il 26 gennaio scorso. Dopo quaranta giorni la situazione è buona, l’attaccante sta alternando ancora lavoro specifico e sedute di fisioterapia. Ma l’ora del campo si avvicina: Destro potrebbe riprendere parte del lavoro con il resto del gruppo tra dieci giorni, per poi cominciare a pensare a Palermo-Roma di sabato 30 o, appunto, a Roma-Lazio del 7 aprile. Perché, come detto, il derby “tira” e tutti vorrebbero esserci.
PJANIC – Oltre a Destro anche Pjanic pensa alla sfida di ritorno con la Lazio. La trasferta di Palermo potrebbe servire come provino generale, durante il quale sia il centrocampista che Destro potrebbero giocare qualche minuto a gara in corso. I due vengono da infortuni non semplici come soluzione. Detto del menisco di Destro, va ricordato che Pjanic è fermo per la fortissima distorsione riportata nei primi minuti della partita contro il Genoa all’Olimpico. Il lavoro, tra fisioterapia ed esercizi mirati, è già a buon punto. Dalla prossima partita la Roma ritroverà Bradley, che a Udine non c’era per squalifica. Ad aprile, oltre al derby, ci sarà poi la semifinale di ritorno di Coppa Italia. Pjanic, peraltro, è nel mirino di diversi grandi club europei. L’ultima voce, rilanciata dall’Equipe, lo vede come possibile obiettivo di mercato del Manchester City. La squadra allenata da Roberto Mancini, infatti, sarebbe pronta a cedere Nasri al Paris Saint Germain e avrebbe individuato il bosniaco giallorosso come possibile sostituto. Nei mesi scorsi ci ha provato il Barcellona, che alla Roma aveva parlato di oltre venti milioni di euro. Siamo di nuovo su quelle cifre, con il City pronto a offrire anche di più: si parla di circa 26 milioni. Pjanic piace perché è forte.(…)

Il periodo nero di Daniel. A giugno finirà sul mercato

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IL MESSAGGERO (U. TRANI) – Erik Lamela esce dal terreno del Friuli dopo essere salito sul gradino più alto del podio. E’ il miglior marcatore giallorosso in campionato, da ieri sera, con 12 gol. Uno più di Osvaldo e due più di Totti, gli altri due attaccanti in campo contro l’Udinese. Si sono divisi la partita, Francesco un’ora e Dani mezza. La staffetta ha fatto discutere anche se Andreazzoli ha difeso la sua scelta: l’italoargentino al posto del capitano che stava facendo bene.

Osvaldo in panchina: scelta tattica, ovviamente. Anche se poi non si può glissare su quanto accaduto domenica all’Olimpico. «Non c’è stato bisogno di alcun chiarimento con Muzzi». Aurelio Andreazzoli, alla vigilia della gara di Udine, aveva deciso di chiudere la questione. Come per proteggere Osvaldo, fischiato dal pubblico quando, domenica scorsa, è stato sostituito con Perrotta. Ma, dopo il cambio, l’italoargentino era stato scortese con Muzzi. Insofferenza che non era sfuggita ad Andreazzoli. Per evitare di alimentare polemiche, il tecnico giallorosso aveva preferito spiegare che «Osvaldo è nervoso, come accade a tutti gli attaccanti, quando non segnano da tempo». Al Friuli l’italoargentino si è pappato il gol-vittoria. Prima della partita è stato difeso pure da Baldini: «L’ho visto allenarsi, è molto coinvolto». A fine stagione può però finire sul mercato. Sabatini ha avviato contatti con alcuni manager che lavorano per società del campionato russo, ma in questa settimana si è fatto vivo il Tottenham. In Italia lo cercano Juve e Fiorentina. Sempre dall’Inghilterra è ufficiale l’interessamento del City per Pjanic per sostituire Nasri che dovrebbe andare al Psg. Tra martedì e mercoledì il questore prenderà in esame la possibilità del rinvio di Roma-Parma: le società sono contrarie.

Roma, il poker è solo un bluff

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IL MESSAGGERO (U. TRANI) – La Roma rallenta al Friuli: l’1 a 1 contro l’Udinese, primo pari con Andreazzoli, è un occasione sprecata. I giallorossi sbandano sul più bello, si fanno raggiungere e non sfruttano l’uomo in più negli ultimi venti minuti. L’arbitro Guida, negando due rigori a Torosidis, incide però sul risultato e quindi sulla classifica: la zona Champions si allontana, meno 7 dal Milan terzo.

CAMBIANO GLI INTERPRETI – Andreazzoli è come se facesse il turn over da una partita di campionato all’altra, anche se la sostituzione di Totti dopo un’ora non convince: il capitano era il migliore. Quattro novità rispetto alla gara contro il Genoa. Perrotta gioca la prima gara da titolare nella stagione, da mediano accanto a De Rossi. Anche Florenzi parte dall’inizio, cosa mai accaduta nelle precedenti quattro gare con il nuovo allenatore, e va a fare la mezza punta accanto a Lamela, perché il centravanti è Totti. Osvaldo comincia in panchina. Tatticamente sono comprensibili le mosse dell’allenatore che cerca l’equilibrio e la corsa contro l’Udinese che ha meno qualità e punta sul dinamismo. Ecco spiegato anche il ritorno di Marquinho sulla fascia sinistra al posto di Balzaretti: il brasiliano deve spingere dal lato di Basta e costringerlo a fare il difensore più che l’esterno. In difesa rientra Castan.
CONFERMATO IL SISTEMA La Roma è diversa negli uomini, ma non nell’assetto che ha garantito tre successi di fila: Andreazzoli insiste con il 3-4-1-2, mettendosi a specchio con il collega Guidolin che ha Di Natale, alla Totti, prima punta, con Muriel e Maicosuel alle spalle che sono due dei nove stranieri dell’Udinese. Solo sei italiani nelle formazioni di partenza. Quattro sono i giallorossi: Perrotta, De Rossi, Totti e Florenzi. Passato, presente e futuro della nazionale. E comunque protagonisti al Friuli.
IL CAPITANO UNIVERSALE – Totti è il centravanti. Ma interpreta il ruolo come faceva, nell’éra Spalletti, quando era la prima punta del 4-2-3-1. È lui che manda in porta i compagni. Dopo una conclusione dell’altro senatore Di Natale, con risposta in volo di Stekelenburg, il capitano giallorosso offre due grandi chance a Florenzi. Nel primo caso il tiro di piatto del centrocampista, libero in area dopo la verticalizzione del numero dieci, è troppo fiacco e soprattutto centrale: facile la chiusura di Brkic. La seconda, anche se non sfruttata direttamente, porta al vantaggio. Silva sbaglia il rinvio, Totti pennella al centro, colpo di testa di Florenzi deviato dal portiere, traversa e tap in vincente, di sinistro, di Lamela per l’1 a 0 al ventesimo. L’argentino diventa il miglior realizzatore giallorosso in campionato: 12 reti.

LA MODIFICA TATTICA –  Inizia la ripresa e Andreazzoli cambia subito sistema di gioco: 3-5-2. De Rossi diventa centrale con Perrotta e Florenzi intermedi. In avanti Lamela e Totti. Maicosuel fa un tiretto centrale e Stekelenburg blocca. Al sedicesimo esce Totti: in campo Osvaldo. Intervento fatale. Passano pochi secondi e l’Udinese pareggia: Muriel rientra dalla linea di fondo, saltando prima Burdisso e a seguire anche Torosidis, e calcia forte di destro per l’1 a 1, con Stekelenburg che si fa passare la palla sotto le gambe. Hertaux, fallaccio su Florenzi a centrocampo, prende il rosso diretto. L’espulsione, al ventottesimo, è in mezzo a due cadute in area di Torosidis, falli di Silva e Danilo che Guida ignora e chissà perché. Uscito Totti, pesa l’assenza di Pjanic. Squadra muscolare ma non tecnica, incapace di sfruttare la superiorità numerica. Entrano nel finale Lopez per Florenzi e Balzaretti per Marquinho. Troppo tardi, però. Anche se Osvaldo si divora un gol grande così nel recupero.

E’ rigore su Torosidis, Heurtaux-rosso: ci sta

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CORSPORT (E. PINNA) – Non tutto è limpido nella partita di Guida, male l’assistente numero uno, Crispo. PRIMO TEMPO – E’ fallo di Danilo, che fa blocco su Totti, Guida fa proseguire, è l’inizio delle tensioni con il capitano della Roma. Totti per Florenzi, che spara su Brkic: è tenuto in gioco da Domizzi. Florenzi in fuorigioco: c’è, poi il giallorosso tira e si prende il rimprovero. Perrotta in scivolata su Maicosuel: non c’è contatto, arriva il giallo per simulazione, forse più per l’atteggiamento di “richiesta” del bianconero dopo la caduta. Due calci di Gabriel Silva a Torosidis: manca il giallo. Che arriva per Totti, che allarga il braccio (ma senza violenza) su Danilo, promosso per uno stage a Hollywood (toccato al petto, si tiene il volto).

SECONDO TEMPO – Domizzi in area giallorossa, liscia il pallone, cade ed è lui che tocca Piris e con malizia si tiene le gambe come a dire: ho subito fallo. Ancora una volta, per questo atteggiamento, secondo noi, prende il giallo. Ok l’1-1: in gioco Muriel. Cominciano i casi (due dalla parte dell’arbitro d’area Rizzoli): Torosidis parte in fuorigioco netto non visto, poi in area viene affrontato da Gabriel Silva che prende prima la gamba e poi il pallone. Subito dopo, Heurtaux a gamba alta sulla destra di Florenzi: ci sta il rosso diretto. L’intervento di Danilo su Torosidis è da rigore, c’è un tocco (foto Sky) sul polpaccio sinistro del greco: difficile da vedere, ma c’è. Occasione per Osvaldo: sembra in linea con Basta.

Osvaldo, stavolta è finita davvero

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CORSPORT (A. GHIACCI) – Non c’è stato bisogno di alcun chiarimento con Muzzi dopo la sostituzione nella partita contro il Genoa, quando filò via senza passare dalla panchina. Si è allenato bene per tutta la settimana, è solo un po’ nervoso perché non segna da un po’. Era stato spiegato questo da Andreazzoli alla vigilia della trasferta di Udine. Nel momento dell’annuncio delle formazioni, però, il nome del centravanti italoargentino era tra quelli della panchina giallorossa. « La scelta è tattica – ha spiegato il direttore generale romanista Franco Baldini perché dopo le tante polemiche per il suo atteggiamento durante quella sostituzione ha sempre continuato ad allenarsi bene. E’ coinvolto, è particolarmente dentro la cosa. La sua partita contro la Juventus me la ricordo come una delle sue migliori, pur non avendo segnato ha dato un contributo fantastico. Se il cambio di modulo gli ha complicato le cose non me ne sono accorto contro la Juve… ». Insomma per la Roma Osvaldo c’è.

MOMENTO – Il numero nove giallorosso, però, non segna dal 27 gennaio scorso, vale a dire dal 3-3 di Bologna. Ieri ha preso il posto di Totti nell’ultima mezz’ora di partita ed era entrato bene in partita: sembrava in grado di dare una mano alla Roma. Poi, però, quando al fischio finale mancavano pochi minuti, si è divorato in maniera incredibile il gol che avrebbe regalato una vittoria importantissima. In una ripartenza la palla è finita sul piede sinistro di Balzaretti, che arrivava in corsa da dietro. Il mancino di prima l’ha messa in mezzo, quasi senza guardare: Osvaldo è arrivato all’appuntamento col pallone davanti a Brkic in uscita, il tocco però non è stato pulitissimo, l’ha presa quasi con la caviglia più che con il piatto del piede. Il risultato? Il pallone ha superato il portiere dell’Udinese ed è finito a lato della porta, fuori non di poco per la posizione centrale – seppure al limite dell’area – da cui era stato calciato. (…)
MERCATO – A questo punto la cessione a fine stagione appare praticamente inevitabile. A maggior ragione perché la Roma in quel ruolo punterà forte e decisa su Destro. Osvaldo è nel mirino di diversi club, sia italiani (Juve e Fiorentina) che europei (Tottenham). Serviranno però le condizioni che non si sono verificate nelle ultime due sessioni di mercato, l’estate scorsa e a gennaio: che la società interessata presenti alla Roma un’offerta importante, di almeno 15 milioni di euro. A proposito: il prezzo di Osvaldo, uscito dagli spogliatoi con la testa bassa e i capelli ancora sciolti (non ha risposto agli inviti dei tifosi che volevano autografi e foto) sta precipitando con il passare dei giorni. (…)

Udinese – Roma, le interviste. Andreazzoli: “Osvaldo? Capita di sbagliare”, Burdisso: “Vincere le prossime ed il derby”

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Ecco le interviste al termine di Roma – Udinese.