GIALLOROSSI.NET – Nella formazione che scenderà in campo questa sera, nessun dubbio in difesa: Stekelenburg in porta, Piris, Burdisso e Castan formeranno la linea dei tre centrali.
Nela torna alla Roma. Conti ci resta
FONTE: CORSPORT – La Roma ha chiesto la disponibilità a Sebino Nela su un suo possibile ritorno a Trigoria, e l’ex terzino giallorosso ha risposto molto positivamente a questa eventualità. Difficile però che possa occuparsi del settore giovanile, come ipotizzato nella giornata di ieri. La situazione appare ancora molto fluida, anche se il feeling tra le due parti lascia pensare a un’imminente fumata bianca. L’eventuale accordo dovrebbe partire dalla prossima stagione.
Per un ex romanista che potrebbe arrivare, ce n’è un altro che potrebbe restare. Bruno Conti, compagno di Nela nella Roma del secondo scudetto e campione del mondo nel 1982, nella Roma si occupa del settore giovanile fino alla categoria Allievi. Il dirigente giallroosso è in scadenza di contratto: la Roma, come da programma, sta per proporgli il rinnovo.
Impossibile infatti, proprio perché le grandi figure del passato sono trattate con la massima considerazione, pensare a una Roma senza Bruno Conti.
Roma, non ti fermare
IL TEMPO (A. SERAFINI) – Nessuna regola, finzione o scaramanzia. Ci ha provato, ma alla fine non è riuscito a trattenersi: «Devo essere sincero? Alla società consiglierei Andreazzoli anche per il prossimo anno». Il neo tecnico romanista, vuota il sacco e mostra le sue carte: troppe volte gli è stato chiesto cosa si aspettasse dal futuro, troppe volte le sue riposte erano rimaste ancorate all’istituzionalità che il nuovo ruolo gli imponeva. Nella conferenza stampa alla vigilia della trasferta di Udine, il tecnico si gode quindi i recenti risultati e un ritrovato spirito di gruppo, facendo leva nei piani alti di Trigoria per una riconferma, che difficilmente diventerà tale prima che l’ultima gara stagionale traccerà il bilancio definitivo: «Credo molto in me stesso, ciò non toglie il fatto che sono un dipendente della società chiamato a svolgere un compito, accettando ogni decisione».
Un legame, quello con la Roma, che potrebbe anche fargli decidere di ritornare nell’ombra, magari al fianco di qualche nome altisonante, come Ancelotti o Mancini: «Magari alla fine di questa esperienza, potrò essere a disposizione del tecnico che verrà scelto. Questi sono due nomi importanti, che io stesso consiglierei». Per il momento però, basta sfruttare, come dice Andreazzoli: «Le sinergie che sono stato bravo a trovare», per continuare un percorso rafforzato da tre vittorie consecutive. Un’atmosfera di serenità nello spogliatoio, che sembra coinvolgere tutti, tranne il tanto discusso Osvaldo. «Continuo a leggere racconti di cose che non sono neanche vere – precisa però il tecnico – , non c’è stato alcun chiarimento tra Muzzi e Osvaldo dopo la sostituzione con il Genoa. La sua settimana si è svolta normalmente senza la necessità di prendere provvedimenti di qualche tipo. Per un attaccante non segnare diventa una cosa fastidiosa, ma per me non è un problema. L’importante è che ci siano i comportamenti giusti sul campo».
Sicuramente migliori quelli di De Rossi, in crescita di condizione, ma privo stasera del suo nuovo compagno di reparto Pjanic: «È evidente che insieme formano una coppia più funzionale, uno si mette a disposizione dell’altro. Daniele sa fare quel lavoro a prescindere, l’ha fatto in nazionale e tante volte anche con noi. Non sta ancora al meglio, ma è migliorato molto». Una parabola opposta, che sta coinvolgendo Balzaretti, a cui Andreazzoli dedica un pensiero particolare: «È un professionista esemplare, mai superficiale. Sicuro entrambi abbiamo visto tanto calcio. Magari possiamo farlo sulla passione in comune per la bicicletta, anche se pratichiamo due sport diversi, perché lui va su strada e io in mezzo ai boschi».
Sabatini a un passo dal rinnovo
TUTTOMERCATOWEB.COM – Secondo quanto riporta la redazione del portale di calciomercato, Walter Sabatini, direttore sportivo della Roma, sarebbe ad un passo dal rinnovo di contratto per un’altra stagione. L’accordo scritto tra la Roma e il ds scade a questo giugno, ma il dirigente starebbe per sciogliere le riserve davanti alla proposta del club di Trigoria.
La società giallorossa ha valutato positivamente gli acquisti fatti da Sabatini e la scelta di affidare la squadra ad Aurelio Andreazzoli dopo l’esonero di Zdenek Zeman, e perciò vorrebbe ancora continuare con lui come direttore sportivo.
Osvaldo, 40 giorni che ti ho perso
IL ROMANISTA (D.Galli) – Non segna da 40 giorni tondi tondi. Quando ha realizzato l’ultimo gol – quello del momentaneo 2-1 al Bologna, era il 27 gennaio – avevamo ancora un Papa, un Governo ma soprattutto avevamo ancora Zeman.
Osvaldo sta cercando disperatamente la prima rete del nuovo corso, la prima sulla via di Aurelio. L’occasione è ghiotta. È un appuntamento con se stesso, perché Udine per Daniel è stata una tappa speciale.
Speciale, in negativo: oggi può riscattare una parte di quell’infausto passato. Quassù, negli spogliatoi del Friuli per la precisione, una notte di novembre di due anni fa mollò una manata a Lamela. Incomprensioni sul campo, un passaggio atteso e disatteso, una discussione che proseguì a fine partita. Degenerando. Dev’essere il clima di Udine, perché in quello stadio resterà indelebile il ricordo della lite accesissima tra Doni e Panucci, iniziata dopo e a causa dell’unico gol di marca bianconera e continuata dopo e nonostante i tre di marca giallorossa.
Non si sa quanti treni passeranno ancora, non si sa se Osvaldo avrà ancora tante altre chance per dimostrare di valere e volere davvero questa maglia, non si sa se dimostrerà altra stizza alla prossima sostituzione, non si sa se basterà segnare stasera per far sì che la società non lo metta in vendita a fine stagione. Si sa, e mai come ora contano i fatti, che Andreazzoli non l’ha affatto scaricato. Il tecnico ha spiegato che il martedì ci si confronta sempre, ha fatto capire che ogni comportamento – dentro e fuori dal campo – viene vivisezionato, analizzato, promosso o bocciato. L’insoddisfazione (chiamiamola così) di Osvaldo per la sostituzione con il Genoa non ha lasciato il segno, non ha indispettito, sostiene Aurelio.
L’attaccante ha però bisogno di riacquistare un po’ di credito, e se non per lo staff tecnico, per la dirigenza e i tifosi. La gente pretende – pretende, certo – di rivedere lo stesso ardore di Roma-Juve, la stessa disponibilità al sacrificio, la stessa umiltà. Perché poi i gol arriveranno. Latitano da un po’, è vero, ma non si può dimenticare che Osvaldo è il capocannoniere di questa stagione – Serie A più Coppa Italia – con dodici centri, uno in più di Lamela, due in più di Sua Maestà Totti. È a due reti dal suo primato personale, tredici gol nella Liga 2010/2011 con l’Espanyol, l’ultima prima del suo ritorno in Italia, del suo approdo alla Roma.
«Per un attaccante – ha spiegato ieri Andreazzoli – non segnare per un certo periodo di tempo diventa una cosa fastidiosa». Gli serve un gol, è assodato e può farlo oggi nello stadio dove ha fatto un pezzetto di storia romanista, ma per i motivi sbagliati. La dedica c’è già. È alla sua donna. Ma ci piace pensare che sia la Roma.
Zeman aveva previsto tutto
IL MESSAGGERO (P. Liguori) – Zeman è tornato a Trigoria. Anzi, la sua ombra. Osvaldo, Burdisso, De Rossi: tre giocatori importanti, tre problemi aperti per la Roma. A diversi livelli di gravità e urgenza. Esattamente, come aveva diagnosticato il Boemo settimane fa, prima di essere esonerato. È il momento di fermarsi a ragionare e la vigilia della partita di Udine è adattissima. Non c’é emergenza, ma un test importante per valutare la solidità fisica e psicologica della Roma.
Osvaldo, talento bloccato dall’egocentrismo; Burdisso, leone rallentato dall’età; De Rossi, campione appesantito da una crisi che si tira dietro da mesi: nella testa, prima ancora che nei movimenti.
Vogliamo aggiungere Lamela ai problemi? Non lo è ancora, ma può diventarlo: ha smesso di giocare in profondità (e segnare), sta tornando sterilmente a far l’amore col pallone. Anche nel suo caso, ricordate Zeman? Niente nostalgia, solo diagnosi di calcio. I fatti parlano da soli, più dei risultati.
Altro tema da aprire, visto che pochi lo fanno: che fine ha fatto quel ragazzo straordinario che il centrocampo della Roma ha proiettato in Nazionale? Prima l’Under, poi da Prandelli. Ricordate? Si chiama Florenzi, titolare inamovibile, adesso gioca solo quando gli altri boccheggiano. La Roma di Baldini, Sabatini e Andreazzoli coccola i casi di malumore, ma penalizza chi pensa solo a giocare e non lavora per diventare un caso sui giornali.
Nela: “Se la Roma vuole, io ci sono. Vorrei tornare a Trigoria”
GASPORT – «Se la Roma vuole io ci sono. Mi piacerebbe molto, dopo tanti anni, poter tornare a lavorare a Trigoria». Ci spera, Sebino Nela, che la «chiacchierata» di un paio di giorni fa col dg Baldini al Fulvio Bernardini possa trasformarsi presto in qualcosa di più concreto. Cinquantadue anni la prossima settimana, difensore della squadra campione d’Italia nel 1983 con Nils Liedholm, domenica scorsa ha salutato i tifosi sotto la curva Sud, prima della partita vinta con il Genoa: «Una grande emozione», racconta, lui che nella sua carriera ha vestito anche la maglia dei rossoblù. Giovedì è andato a Trigoria a trovare Baldini «come ho fatto già altre volte in passato», è rimasto nel centro tecnico per un paio d’ore e ha anche guardato una parte dell’allenamento diretto da Aurelio Andreazzoli. Non gli è arrivata ancora nessuna proposta ufficiale, ma la Roma ha voluto sondare il terreno perché ha intenzione di coinvolgere nel club, adesso e soprattutto in futuro, tutti quei giocatori che hanno scritto pagine importanti della storia giallorossa. Nela, ovviamente, è uno di questi. La sua disponibilità è stata «totale, perché mi piacerebbe molto poter fare qualcosa con la Roma. Questa società mi piace, apprezzo le sue idee e il fatto che coinvolga tutti i grandi ex. Nel calcio è giusto non disperdere il patrimonio storico».
IL RINNOVO – Nato lo stesso giorno di Nela, è già invece nella dirigenza giallorossa Bruno Conti. Responsabile del settore giovanile (anche se di Primavera e Allievi si occupano di più Sabatini e Massara), ha il contratto in scadenza a giugno. Pradè lo porterebbe volentieri a Firenze, il Cagliari gli affiderebbe un ruolo importante — complice anche il figlio Daniele — e la Figc lo considera uno degli ambasciatori più importanti del calcio italiano nel mondo. La Roma a parole non intende privarsi di un suo simbolo, adesso però Conti aspetta i fatti (che potrebbero arrivare a breve) visto che il suo contratto scade tra quattro mesi.
Ballottaggio Tachtsidis-Perrotta. Torna Castan
IL TEMPO (E. Menghi) – Tachtsidis o Perrotta, l’antagonista di De Rossi (in campo, perché fuori sono amici) o il suo compagno campione del mondo come lui. Andreazzoli sembra intenzionato a dare fiducia al greco, più adatto a ricoprire il ruolo di regista, anche se con caratteristiche molto diverse da Pjanic.
Verticalizzazioni più rapide, alla Zeman, ma meno movimento in mezzo al campo. Ci penserà De Rossi a tenere di più il pallone, come piace ad Andreazzoli, che in allenamento si sgola per chiedere più possesso. Per Tachtsidis sarebbe l’occasione del riscatto, la chance da sfruttare per cancellare i fischi dell’Olimpico. Insieme a De Rossi ci ha giocato meno di 350 minuti, nemmeno 4 partite complete, ora Andreazzoli ha bisogno di entrambi per la quinta gara della sua gestione. Perrotta garantirebbe un centrocampo più muscolare, lasciando a Daniele il compito di dirigere. Per garantire maggiore equilibrio, il tecnico potrebbe confermare Balzaretti a sinistra, nonostante la pioggia di fischi con il Genoa.
Marquinho sta attraversando un momento molto positivo, ma il terzino della nazionale italiana è in vantaggio. A destra sarà riproposto Torosidis, Castan torna dal primo minuto nella difesa a tre, completata da Burdisso e Piris. Romagnoli ha fatto bene, ma l’esperienza del brasiliano offre maggiore sicurezza alla squadra, perciò si rimetterà seduto in panchina, in attesa di un’altra occasione. Davanti, occhi puntati su Osvaldo e Lamela, entrambi alla ricerca di un gol che manca da tanto. Se dovesse arrivare un’altra prestazione sottotono dell’italo-argentino, è pronta la soluzione di spallettiana memoria: Florenzi trequartista alla Perrotta, con Totti che avanzerebbe di qualche metro.
Pjanic: “Il mio futuro è a Roma. Dovremo faticare per arrivare in Champions”
GIALLOROSSI.NET – Miralem Pjanić ha concesso un’intervista ad una televisione bosniaca, durante la quale ha parlato della prossima sfida contro la Grecia della sua selezione e del momento che sta vivendo in giallorosso. Queste le sue parole:
“La gamba va migliorando, sono felice che l’infortunio non sia stato grave, non c’è frattura. Mi dispiace che debba fermarmi in questo periodo, sto cercando di pensare positivo, poteva andare peggio. Roma? Di recente sono stato votato miglior giocatore del mese, ma sto giocando bene da un lungo periodo. Sono concentrato sul gioco e voglio rispettare il mio contratto. Starò a Roma, anche se nel calcio non c’è nulla di sicuro al 100%. Nessuno del club mi ha parlato di partenza, e non mi hanno avvertito di offerte, nemmeno del Barcellona. Ambizione? Bisognerà faticare per qualificarci in Champions League e in finale di Coppa Italia. Nonostante i risultati avuti, abbiamo l’obiettivo di arrivare terzi e giocare la Champions”.
Pallotta offre il rinnovo a Sabatini. Ma il direttore sportivo prende tempo
CALCIOMERCATO.COM – Mancano tre mesi alla scadenza di contratto di Walter Sabatini. Il direttore sportivo giallorosso firma soltanto contratti annuali, e deciderà a fine stagione se accettare l’offerta della società di prolungare il rapporto fino al 2014. L’anno scorso in primavera si erano sparse le voci di un possibile approdo alla Fiorentina, ma le indiscrezioni furono messe a tacere a fine maggio, quando Sabatini stesso annunciò il suo rinnovo con la Roma. Potrebbe accadere lo stesso anche quest’anno.
Il presidente Pallotta lo stima molto per aver ingaggiato giocatori come Marquinhos, Pjanic e Lamela, ma per Sabatini l’unico giudice è la propria coscienza. La vicenda Zeman e gli insulti dei tifosi dopo l’esonero del tecnico lo hanno ferito. Tra due mesi scioglierà le riserve. Tutti in società credono in una sua permanenza.
Sponsor tecnico, Adidas nuova favorita
ROMANEWS.EU – Contattato dalla redazione di Romanews.eu, Mimmo Mazzella, direttore di sponsornet.it, principale sito di riferimento per lo sport business, ha parlato della questione sponsor tecnico dell’As Roma. Indicando nell’Adidas la candidata numero uno a diventare il prossimo sponsor tecnico della Roma. Queste le sue parole:
In queste ultime ore si sta parlando di Macron come possibile sponsor dell’A.S Roma, cosa può dirci in merito?
“Per accordo contrattuale la Macron non può avere due squadre della stessa città, avendo già la Lazio. Per norma consolidata non può stare con due club della stessa piazza”.
Potrebbe produrre comunque le maglie senza mettere il logo, la cosidetta produzione schermata?
“E’ un’ipotesi campata in aria, vorrebbe dire sconfessare il contratto che ha ora con la Lazio e quindi la Macron rischierebbe seriamente. La Roma è sicuramente più interessante della Lazio e potrebbe riuscire a trovare un cavillo, ma come immagine non le conviene, soprattutto sapendo che la società giallorossa sta cercando un brand internazionale”.
Ci sono dei movimenti importanti tra la Roma e possibili marchi internazionali?
“La Roma ha un profilo internazionale a partire dal nuovo responsabile commerciale Winterling, fino ad arrivare al nuovo amministratore delegato Zanzi, e loro hanno l’obiettivo di rendere Roma un marchio internazionale. Per cui tutti gli sponsor, a partire da quello tecnico, dovranno avere un profilo internazionale, sebbene Macron sia una realtà che sta crescendo molto. Però è evidente che loro puntino sui 2-3 brand più importanti che ci sono al mondo e sappiamo quali sono”.
Si parla di Nike, Adidas e Warrior: in questo momento chi siede in prima fila?
“E’ evidente che la Nike già ha Inter e Juventus, andrebbe a prendere un terzo brand in un Paese come l’Italia che non è noto per essere particolarmente votato al merchandising: una cosa è essere sul mercato inglese o tedesco dove la cultura del tifoso è quella di comprarsi la maglia tutti gli anni, anche di club di minor fascia. In Italia, per Nike, avere un terzo brand inizierebbe ad essere un impegno: ad esempio in Spagna veste solo il Barcellona, non ha solitamente più di due squadre. L’Italia ha un problema, perchè non fa volumi importanti di acquisto a livello sportivo. Tutto questo può essere sconfessato dal fatto che trattandosi di un brand americano ed essendo la proprietà della Roma una società americana le due parti potrebbero avvicinarsi”.
L’Adidas?
“L’Adidas non è un marchio solo europeo, veste tutta l’NBA e Pallotta è socio dei Boston Celtics. Winterling viene dall’Adidas e in Italia veste solo una squadra, il Milan. Per una logica di mercato l’Adidas dovrebbe essere in pole position, però la Roma ne fa una questione monetaria”.
Cosa blocca l’accordo tra un brand tecnico importante e la Roma, in questo momento?
“La Roma ambisce a diventare un club a livello mondiale, vuole raggiungere gli stessi tifosi che in questo momento seguono Juventus, Inter e Milan e se fa un’operazione di marketing sicuramente il marchio Roma è più noto delle altre squadre, anche perché è la città più importante del mondo. Su questo stanno puntando, prendere anche dei tifosi in estremo Oriente dove già hanno fatto delle attività di ricerca di mercato. Ovviamente la Roma punta ad offrire questa prospettiva all’eventuale sponsor tecnico e quindi vogliono incassare, non dico quanto i primi club, ma poco sotto”.
Daffina (ROTHSCHILD): “Cessione Roma fu difficile per colpa di personaggi loschi”
INSIDEROMA.COM – Rothschild Italia, advisor di Unicredit, ha seguito la vendita dell’A.S Roma dall’era Sensi alla società statunitense. Di tutto questo parla a insideroma.com, l’amministratore delegato, Alessandro Daffina.
Partendo dalla storia di questa trattativa, quali sono state le problematiche che avete trovato nell’individuazione di soggetti interessati all’acquisto dell’asset AS Roma?
“La problematica numero uno è stata la scrematura dei soggetti interessati. Il calcio attrae tutto e di tutto, soprattutto in Italia. Quindi, per una società come la Roma, che ha un bacino di utenza non di secondo livello, la preoccupazione maggiore era di non mettersi in una trattativa con soggetti che avrebbero potuto creare noie al processo stesso, per non parlare delle conseguenze negative sulla squadra. C’è stata grande attenzione, pertanto, su tutti gli interlocutori coinvolti”.
Che tipo di soggetti avrebbero potuto avvicinarsi alla trattativa?
“Soggetti che utilizzano una squadra per pubblicità, per pulire una immagine (o losca o poca chiara) o per esercitare un potere sul territorio”.
E questo rischio era reale?
“Sì, certo. Perchè sa quando si possiede una squadra come la AS Roma, con più di 2 milioni di tifosi, puoi avere un certo peso. Guardi, per esempio, il caso della famiglia Sensi. Persone perbene che hanno fatto delle scelte, giuste o sbagliate che siano, ma eravamo di fronte a persone corrette. Hanno anche pagato per queste scelte, ma se la famiglia Sensi fosse stata sostituita con persone poco chiare certamente il risultato non sarebbe stato positivo”.
Si sono avvicinati personaggi strani?
“I personaggi “strani” non si avvicinano mai direttamente, ma sempre attraverso intermediari. Sa quando vedevamo che l’intermediario era lo studio legale di un paesino è chiaro che faceva pensare subito male. Ma come non hanno la consapevolezza che non era il caso, tra prezzo di acquisto e costi di una gestione di una squadra di calcio? Magari in quei posti non c’erano neppure le risorse per muoversi su un’operazione così importante. In questi casi mi creda non abbiamo neppure risposto. La banca Unicredit è stata sempre molto attenta e non ha mai permesso che si avvicinassero personaggi poco credibili o inopportuni”.
Qual è stato il peso del mercato estero (in termini di soggetti credibili) in questa trattativa?
“Più o meno il 50%”.
Rotschild è una società di profilo internazionale. Molti addetti ai lavori speravano di vedere grandi società straniere interessate all’asset AS Roma. Perchè, a posteriori, questo non è avvenuto?
“La Roma, come qualunque altra società di calcio italiana, ha il problema del Paese. Oggi come oggi non c’è una crisi di investimento sulle squadre tricolori, ma c’è soprattutto una crisi di Paese. Un soggetto estero che vuole investire nel calcio italiano ti chiede una struttura dei costi sotto controllo ed una struttura dei ricavi equilibrata. Le componenti dei ricavi sono: biglietteria (ricavi da stadio), merchandising, diritti tv e sponsorizzazioni. Sui diritti tv non c’è nulla da dire, siamo tra i Paesi top (l’advisor della Lega per la serie A è il leader di mercato internazionale Infront, nda). Sul merchandising, per esempio, le racconto un aneddoto che ci ha coinvolto proprio con la famiglia Sensi”.
Ma la famiglia Sensi ha collaborato durante la fase di vendita?
“Sì, certo. Assolutamente. Ci hanno aiutato a venderla al meglio”.
Si spieghi meglio…
“Una volta ho criticato Rosella Sensi perchè i numeri delle magliette vendute della Roma non erano elevati. Mi rispose: Daffina faccia una prova. Giri tra le bancarelle vicino all’Olimpico. Vendono le magliette, ma non sono le nostre ufficiali. Se proverà a chiamare un vigile per bloccarle, si arriverà ad un nulla di fatto, perchè il merchandising non viene tutelato”.
Questo ha pesato sulla trattativa finale, e in che termini percentuali?
“Beh pesa! C’è da pensare soprattutto ai margini di manovra per un investitore interessato a un club di calcio italiano. Il merchandising pesa anche perchè non è protetto e non abbiamo potuto valorizzarlo in sede di trattativa, come avremmo voluto, con gli acquirenti potenziali”.
Andreazzoli: “Penso di meritare una riconferma. Le assenze? Non incideranno”
GIALLOROSSI.NET – Il tecnico della Roma Aurelio Andreazzoli ha parlato in conferenza stampa, alla vigilia di Udinese-Roma, in programma domani sera ore 20:45.
Udinese-Roma, i convocati
ASROMA.IT – La Roma ha diramato l’elenco dei convocati per la sfida contro l’Udinese di domani alle ore 20.45. Assenti gli infortunati Marquinhos, Pjanic e Destro oltre allo squalificato Bradley.
Balzaretti
Burdisso
Castan
De Rossi
Dodò
Florenzi
Goicoechea
Lamela
Lobont
Lopez
Lucca
Marquinho
Osvaldo
Perrotta
Piris
Romagnoli
Stekelenburg
Tachtsidis
Taddei
Torosidis
Totti
QUI TRIGORIA – Fisioterapia per Marquinhos. Partitella in famiglia
QUI TRIGORIA (Giallorossi.net) – Assenti gli infortunati Marquinhos (che effettua fisioterapia), Destro e Pjanic. La squadra svolge riscaldamento e stretching.
I giocatori iniziano a fare torello, poi esercizio sul possesso di palla. Questi i due schieramenti provati da Andreazzoli:
ROSSI: Taddei, Burdisso, Romagnoli, Marquinho, Tachtsidis, Bradley, Balzaretti, Florenzi, Totti e N.Lopez;
BIANCHI: Piris, Castan, Lucca, Torosidis, Perrotta, De Rossi, Dodò, Lamela, Marcelo e Osvaldo.
Al termine dell’esercizio, il tecnico fa svolgere una partitella con gli stessi schieramenti.
(Seguono aggiornamenti)




























