Dov’è finito Florenzi?

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GASPORT (M. CALABRESI) – Nella sua breve ma già intensa carriera, Alessandro Florenzi si è abituato a fare solo passi avanti. Ne aveva fatto uno solo indietro, il più importante e il più bello, quello che tanti suoi ex compagni sognano: il ritorno a Trigoria, per restarci, da protagonista. Lui ci è riuscito, allo stesso modo in cui è riuscito a entrare nel cuore dei tifosi: per il suo incarnare la passione della gente, e per quei chilometri corsi a perdifiato, prima ancora che per i quattro gol, due all’Inter e due al Bologna. E poi? Poi c’è stato l’esonero di Zeman, e per Florenzi è cambiato tutto dal giorno alla notte.

Retrocesso Sulla maglia porta il numero 48, non un numero old style ma neppure a quattro cifre: eppure, sommando i minuti giocati da Florenzi con Andreazzoli in panchina non si arriva neanche a 48. Ma a 42 (recuperi esclusi): 22 contro la Sampdoria, due contro la Juventus, 18 a Bergamo e nessuno contro il Genoa. Un inedito: è la prima volta che Florenzi va in panchina e non entra, con Andreazzoli che gli ha preferito Bradley (dopo l’infortunio di Pjanic), Marquinho e Perrotta. Ma perché, con il modulo di Andreazzoli, Florenzi ha perso lo status di intoccabile? La risposta, tattica, l’ha data lui stesso, in una recente intervista doppia (con Romagnoli). «Il mio pregio? La capacità di inserirmi senza palla». Ecco, ha detto tutto: il modulo di Andreazzoli (con quattro centrocampisti e un trequartista) non prevede quel tipo di movimenti dei due centrali e li riserva più agli esterni, ma in quei ruoli il tecnico sta preferendo Torosidis e Balzaretti. Con l’assenza di Bradley e Pjanic, a Udine potrebbe toccare nuovamente a Florenzi? Difficile, e il fatto che Andreazzoli ieri in allenamento gli abbia fatto fare il trequartista (compito che a Udine toccherà invece a Totti e Lamela), non è un indizio a suo favore, ma il contrario.

Paradosso Non è uno che si abbatte facilmente, Florenzi, che in questi giorni si sta allenando a mille per convincere Andreazzoli (che di lui ha detto «lo utilizzerei volentieri, ma oltre un certo numero non posso metterne in campo»). Ma non si aspettava di passare dall’essere la rivelazione del campionato a diventare un rincalzo, e il livello di serenità indubbiamente è sceso. Se in giallorosso non sembra esserci posto per lui, Prandelli dovrebbe invece convocarlo in azzurro per l’amichevole con il Brasile (21 marzo) e per il match con Malta (il 26). A giugno, poi, un bivio e non due, perché se pure alla Roma le cose restassero così, Florenzi ad andarsene non ci pensa, anche se più di un club di Serie A si è già informato: Confederations Cup o Europeo Under 21? Devis Mangia non si lascia influenzare. «Non ho il diritto di giudicare il lavoro di tecnici che lavorano quotidianamente sul campo, ma la mia considerazione sul ragazzo e sul giocatore non cambia — dice il c.t. —. Con me gioca da intermedio in un centrocampo a tre, ma anche laterale a destra o centrale nei quattro». Andreazzoli, evidentemente, ora non la pensa così.

In difesa la Roma scadrà nel 2030!

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CORSPORT (R. MAIDA) – Sembrava una delle tante provocazioni di un uomo che si diletta contro la banalità: «Marquinhos e Romagnoli hanno talento. Presto potranno soffiare il posto a Burdisso e Castan» . Così parlava Zeman all’inizio del campionato, quando tutti (tutti!) sostenevano che la Roma fosse un po’ “corta” in difesa (…) Invece la scelta coraggiosa della società è stata premiata: Marquinhos, 1994, e Romagnoli, 1995, sono già due diamanti sgrezzati che hanno attirato l’attenzione del mercato internazionale. (…)

MATURITA’ – Da questo punto di vista il progetto è stato lungimirante: Marquinhos e Romagnoli rappresentano una garanzia per quindici-vent’anni di Roma. Peraltro sono due difensori perfettamente integrabili: un destro e un mancino, uno scattante e l’altro poderoso, uno timido e l’altro estroverso, uno educato e l’altro pure. Hanno anche la scadenza contrattuale in comune, il 2015, e presto verranno blindati perché resistano al fascino della moneta e delle vittorie facili. «La Roma ha fatto tanto per me, non penso assolutamente di lasciarla» ha detto Marquinhos dopo una delle sue tante grandi partite, a Bergamo, spegnendo con una lucidità adulta le indiscrezioni sull’interessamento di Manchester City, Barcellona e Bayern. (…)
ATTUALITA’ – Adesso però è il tempo delle conferme. Marquinhos, titolare fisso ormai da cinque mesi, è stato appiedato da una “pizzicata” sul muscolo, che lo ha escluso dalla partita con il Genoa e non gli consentirà di giocare neppure sabato a Udine, mentre Romagnoli si augura di essere confermato dopo l’exploit di domenica scorsa. Castan si sta riprendendo, è ormai pronto a tornare in campo ( «E’ bello ricominciare a giocare a calcio» ), ma chissà cosa deciderà Andreazzoli: se è vero che non esistono più le vecchie gerarchie, nel testa a testa Romagnoli ha la possibilità di giocarsi le sue carte. (…)
 
FUTURO – In prospettiva, i cuccioli che non raggiungono insieme l’età di Totti saranno il patrimonio e la continuità tecnica della Roma: potenzialmente sono la soluzione di tutti i problemi difensivi della squadra, di qualunque squadra venga costruita, fino al 2030. Marquinhos, pagato poco più di cinque milioni, vale già almeno il triplo. (…) Romagnoli, prodotto del settore giovanile, potrebbe essere facilmente rivenduto a 5-6 milioni dopo una sola partita da titolare in serie A. (…)

Tachtsidis favorito su Perrotta e Florenzi

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IL ROMANISTA (A. F. FERRARI) – Cambio alla guida: fuori Pjanic, dentro Tachtsidis. Sabato, contro l’Udinese, Andreazzoli dovrà cambiare il suo centrocampo. Un cambio dettato dall’infortunio del bosniaco che rientrerà, forse, per il derby del 7 aprile, e dalla squalifica di Bradley. Sono due le possibilità che ha il tecnico toscano: schierare un centrocampo di “corsa” o uno più organizzato. L’unico certo del posto è De Rossi. Bisogna però capire chi lo affiancherà tra Florenzi, Perrotta e Tachtsidis. Il greco sembrerebbe essere il favorito. Il tecnico giallorosso, come ha più volte dichiarato, si fida molto di tutti i giocatori della rosa, delle loro qualità. Anche di Tachtsidis che, dopo l’esonero di Zeman, ha perso il posto da titolare, ma non la fiducia nei suoi confronti da parte di Andreazzoli. Fiducia che forse il centrocampista greco deve ritrovare in se stesso dopo il periodo difficile che ha vissuto e le contestazioni ricevute dai tifosi giallorossi.

Fino ad oggi sono 18 le presenze in Serie A di Tachtsidis con la maglia della Roma. L’ultima da titolare risale al primo febbraio contro il Cagliari allo stadio Olimpico (2-4), partita che costò definitivamente il posto a Zdenek Zeman. Dal punto di vista fisico il ragazzo sta bene. Lo si è visto anche nei dieci minuti disputati contro l’Atalanta sotto la neve di Bergamo. Dieci minuti giocati senza sbavature o cali di concentrazione. Insomma, l’allenatore giallorosso si può fidare di lui. Anche se, con tutto il rispetto, non è Pjanic. Il bosniaco è, infatti, diventato un vero e proprio punto di riferimento della squadra, un giocatore fondamentale. In otto partite senza di lui, infatti, la Roma ha vinto solo due volte, altrettanti i pareggi e quattro le sconfitte. In pratica il 50% delle volte che, volutamente o meno (squalifiche, infortunii o scelta tecnica), la Roma ha giocato senza Pjanic, la Roma ha perso. Un dato sicuramente non incoraggiante anche se va detto che contro l’Inter a San Siro (1-3), una delle partite migliori disputate dalla squadra giallorossa in questa stagione, il bosniaco non c’era o meglio era in panchina. Panchina che, ormai, ha definitivamente abbandonato anche Stekelenburg. Il portiere giallorosso è reduce da ottime prestazioni che hanno convinto il selezionatore della nazionale olandese, Louis van Gaal, a preconvocarlo in vista delle sfide degli Orange contro Estonia e Romania.

Stek tornerà quindi a vestire la maglia dell’Olanda dopo l’esclusione dall’ultima lista dei convocati che lo gettò nello sconforto. Intanto ieri la Roma ha svolto la seconda seduta di allenamenti della settimana in vista della trasferta di Udine. Unici assenti gli infortunati Destro, Marquinhos e Pjanic. Si sono allenati regolarmente, invece, Osvaldo e Marquinho che martedì avevano svolto lavoro differenziato per un mal di schiena il primo e una botta alla caviglia il secondo. Festeggiato dai tifosi Erik Lamelache domenica, dopo la partita, ha festeggiato a cena il suo 21esimo compleanno. L’argentino al suo arrivo a Trigoria ha trovato uno striscione a lui dedicato: “Forza Coco, Roma ti ama”. Alla seduta ha partecipato il giovane della Primavera, Cedric, impegnato come jolly nella partitella. Esercitazione che ha visto in evidenza Florenzi (provato come trequartista) e Bradley, entrambi a segno due volte, e Francesco Totti, autore di un bel gol al volo di destro.

Marquinhos fino al 2018

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IL TEMPO (A. AUSTINI) – Un bel gruzzolo di milioni per blindare il baby fenomeno che la Roma si ritrova in casa. È entrata nel vivo la trattativa per il rinnovo di Marquinhos, il 18enne cercato dai migliori club del mondo. Ma a Trigoria intendono tenerselo stretto e sanno di dover investire più di quanto era in preventivo. Esercitato il riscatto automatico del suo cartellino all’ottava presenza per 3 milioni di euro in aggiunta al milione e mezzo pagato per il prestito, ora c’è da adeguare e prolungare il contratto del giocatore. Marquinhos è legato al club giallorosso fino al 2017 e guadagna 80mila euro al mese, meno di un milione lordo l’anno.

Il mercato dice che adesso le sue prestazioni valgono più del quadruplo. In tempi diversi, e con sempre maggiore insistenza, si sono fatti sotto le due società più ricche d’Inghilterra, Manchester City e Chelsea, pronte a ricoprirlo d’oro e strapparlo alla Roma, magari sfruttando quella clausola rescissoria (non confermata) da circa 30 milioni di euro che sarebbe inserita negli accordi tra la società e il brasiliano. Il City non si è ancora arreso e ha inviato il suo «ambasciatore» Vieira domenica scorsa all’Olimpico, ma il francese è rimasto deluso: Marquinhos ha dovuto saltare la partita, così Vieira si è concentrato su Lamela, l’altro obiettivo di Mancini. Su Marquinhos, invece, c’è anche il forte interesse del Barcellona e del Real Madrid, mentre in Italia ha provato a muoversi il Milan.

Tutti concorrenti pericolosi che la Roma allontanerà a breve accontentando il difensore: si sta trattando un quinquennale tutto nuovo, con scadenza fissata al 2018 e stipendio che potrebbe toccare la punta di 2.5-2.7 milioni di euro netti a stagione. Più del quadruplo di quello attuale, appunto. La società è partita da un’offerta di 1.2 milioni, è arrivata a un milione e mezzo ma le prestazioni sempre più convincenti e continue del brasiliano hanno fatto lievitare la posta. I procuratori di Marquinhos, ovviamente, stanno cercando di monetizzare al massimo e hanno chiesto un ingaggio da 3 milioni, forti delle proposte degli altri club. L’incontro, come sempre, avverrà a meta strada. E senza fretta. La Roma tutta si è innamorata di questo ragazzo, fenomenale anche negli atteggiamenti fuori dal campo. Merito di un carattere mite, di una testa niente male e dell’appoggio di una famiglia per bene.

Marcos ha un fratello e due sorelline adottate dai genitori in Brasile ancor prima che diventasse un calciatore. Ora vivono tutti insieme nella casa all’Eur, un quarto d’ora di macchina da Trigoria, dove spesso lo accompagna il fratello in attesa della patente. I compagni stravedono per lui, da Totti ai più giovani, per non parlare di Andreazzoli e dei dirigenti. Ora è infortunato ma vorrebbe mettersi a disposizione per la panchina a Udine: ieri ha ripreso il lavoro in palestra, i medici ci vanno cauti contando sul recupero di Castan. Perderlo è impensabile, costi quel che costi. Il problema successivo sarà l’inevitabile la reazione a catena su altri contratti. Ma è il prezzo da pagare quando ti ritrovi in casa dei giovani richiesti dai grandi club. La situazione da sistemare più in fretta è quella di Pjanic, in scadenza nel 2015 e corteggiato pure lui dal Barcellona (e non solo).

Il bosniaco è pronto a restare ma aspetta una chiamata della società per adeguare il contratto: attualmente guadagna già più di 2 milioni netti, potrebbe servirne uno in più all’anno per fargli dimenticare le telefonate ricevute in questi mesi dalla Catalogna. In prospettiva sarà necessario sedersi a tavolino anche con Lamela: l’argentino ha uno stipendio di poco superiore al milione netto ma è legato alla Roma per un anno in più rispetto a Pjanic. A tempo debito chiederà un trattamento da «top player».

Ben altre cifre in ballo per Romagnoli, che la scorsa estate ha firmato un triennale a cifre da «Primavera» e presto verrà blindato con un quinquennale da giocatore vero. Nel frattempo Totti aspetta la chiamata per garantirsi altri due-tre anni da calciatore. Il problema più semplice e più complicato insieme per la Roma.

Lamela: “Posso migliorare ancora. I tifosi mi fanno sentire il loro affetto”

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ROMA CHANNEL – Ecco le parole del giovane attaccante argentino Erik Lamela al canale tematico giallorosso. Queste le sue parole:

Come ti stai trovando a Roma dopo un anno e mezzo?
Mi trovo bene. Sto sempre tranquillo con la mia famiglia, i tifosi si comportano bene. Ti fanno sentire l’affetto. E’ una cosa che a qualsiasi calciatore piace.

Com’è Erik fuori dal campo?
Sono tranquillo, soprattutto a Trigoria. A casa sono un pò più vivace

Com’è il rapporto con i compagni?
Mi trovo benissimo, sono tutti umili.

Coco, ci spieghi il soprannome?
Mi ci chiamava mio fratello perchè non sapeva dire il mio nome.

Come stai vivendo questo momento?
Sto facendo abbastanza bene, posso fare ancora meglio con l’aiuto dei miei compagni.

Che sensazione hai provato contro il Palermio, all’esordio?
Ho visto che avevo l’occasione di tirare e l’ho fatto. Ho dedicato il gol alla mia famiglia che era lì per me.

Quanto è importante la famiglia per te?
La famiglia mi ha accompagnato da sempre. Ringrazio loro per tutto ciò che hanno fatto e sempre fanno. Anche la mia fidanzata e i miei amici.

Hai già fatto meglio di Pastore…
Lui è fortissimo, non faccio paragoni. Penso sia un grande calciatore.

Messi-Maradona. Tu hai preferenze?
Penso che Messi è un calciatore unico al mondo. Non è normale…

Quale il più bel gol della stagione?
Il primo all’Udinese e poi quello con il Parma.

Molti dicono assomigli a Kakà o Cristiano Ronaldo…
Loro sono troppo forti a livello mondiale. Ancora mi manca tantissimo per raggiungerli…

Quanto sei riuscito ad esprimere del tuo potenziale?
So che posso dare ancora tanto. Penso che quando uno lavora anche negli allenamenti con impegno e volontà, si può migliorare tantissimo.

Quale ruolo preferisci?
Mi trovavo bene come attaccante destro. Ora sto cambiando la posizione e faccio ciò che mi chiede il mister. Posso fare più ruoli, anche quasi il terzino.

Dove può arrivare questa Roma?
Il terzo posto è lì, vicino ancora nonostante abbiamo perso molte partite. Dipenderà da noi…

Servirebbe un altro gol con l’Udinese. Una delle gare più importanti?
Si. Stiamo vincendo e dipende da questa gara se riusciremo a dare continuità.

Totti. Ti senti la responsabilità di giocarci accanto? Ti andrebbe di prendere la sua eredità?
All’inizio mi faceva strano. Con il passare delle partite è molto bello. Fa le cose con facilità. E’ un piacere.

Cosa ti senti di dire ai tifosi della Roma?
Faremo il massimo. Ognuno si impegna anche agli allenamenti senza risparmiarsi.

AS Roma, intervista doppia a Perrotta e Balzaretti

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AS ROMA – Continuano le interviste doppie proposte dal sito ufficiale della Roma: è il momento di Simone Perrotta, a segno domenica scorsa contro il Genoa, e Federico Balzaretti:

1 – Tre parole per descrivere il tuo modo di intendere il calcio?
Perrotta: Entusiasmo, felicità e normalità.
Balzaretti: Passione, sacrificio, divertimento.

2 – Hai vestito tante maglie e girato altrettante città, la particolarità di Roma e della Roma?
P: Quelli giallorossi non sono semplici tifosi ma, a differenza degli altri sostenitori, sono innamorati della loro squadra. Vestire la maglia della Roma, poi, significa anche rappresentare la città più bella al mondo.
B: Roma è una città che ti offre tutto: la vivi, la assapori e ne respiri la storia. Della Roma come squadra dico la stessa cosa: è un club diverso da tutti gli altri per la passione che si vive in città. Qui si parla della squadra 24 ore su 24.

3 – Molti tifosi allo stadio si sono apertamente schierati contro giornalisti e conduttori radiofonici: tu cosa pensi dei mezzi d’informazione che girano intorno alla società (giornali, radio, tv)?
P: Sinceramente mi interesso poco dei media. Se devo dire la mia, posso dire che spesso concorrono ad avere la notizia a tutti i costi anche se magari dietro non c’è nulla. Per questo, a volte dovrebbero essere più sinceri.
B: Io non leggo giornali e non ascolto radio: mi dedico al campo.

4 – La qualità migliore dell’altro in campo?
P: La sua disponibilità.
B: I tempi di gioco.

5 – E il difetto che l’altro potrebbe correggere?
P: Il tiro in porta.
B: Il colpo di testa.

6 – La tua qualità migliore in campo?
P: La disponibilità, credo.
B: La generosità.

7 – E il tuo punto debole?
P: Ce ne sono talmente tanti che sceglierne uno non è facile! (ride, ndr)
B: Il tiro.

8 – Se dovessi inviare un sms a Totti per l’ultimo record, cosa scriveresti?
P: “Mortacci quanti ne hai fatti…”.
B: “E lo scherzo continua…”.

9 – E se ne dovessi inviare uno a Romagnoli dopo l’esordio dal primo minuto e il gol?
P: “Ne devi mangiare ancora di pane…”
B: A lui lo massacro e lo stuzzico tutti i giorni in allenamento, quindi evito di mandargli degli sms!

10 – Tre vittorie consecutive, qual è stato il merito di Andreazzoli?
P: Ha reso normali le cose che inizialmente sembravano complicate.
B: Avere dato tranquillità e serenità al gruppo: sta facendo bene in allenamento. Gli effetti del suo lavoro settimanale si vedono la domenica sul campo.

11 – Le tue passioni fuori dal campo?
P: Montaggio video, tennis e ultimamente bicicletta.
B: Di solito mi dedico alle bimbe e alla famiglia. Nel tempo libero, poi, mi piace ascoltare musica.

12 – I programmi in tv sui quali ti soffermi spesso?
P: Guardo un po’ tutto.
B: Vedere la tele da solo e tranquillo mi capita raramente: prediligo documentari di ogni genere che vedo assieme alle mie bimbe.

13 – Della politica italiana che pensi?
P: Come personaggio mi piace Grillo e condivido tante cose nel suo programma: l’unica mia preoccupazione, ora, è quella di vedere se saranno in grado di attuare i punti cardine del loro programma. Se ci riusciranno daranno ragione a chi li ha votati, in caso contrario sono pronto a cambiare idea. Io non sono né di destra né di sinistra: nel futuro appoggerò quel qualcuno che a mio parere avrà idee positive.
B: Parlare della politica italiana richiederebbe un discorso troppo ampio. Quindi dico che, come in tutte le cose della vita, sarebbero da votare le idee piuttosto che i partiti. Tanti politici dicono cose giuste sulla carta, ma poi bisognerebbe metterle davvero in pratica.

14 – Tre film da portare sempre in viaggio?
P: Il gladiatore, Le ali della libertà e L’ultimo samurai.
B: Scelgo tre generi diversi: “Due single a nozze” (per ridere), Man on fire (azione), La vita è bella (più serio).

15 – Quando smetterai di giocare ti vedi più allenatore, dirigente, procuratore o altro?
P: Allenatore ora come ora non mi ci vedo. Per quel che riguarda gli altri tre ruoli sono aperto a tutto.
B: Sarei più portato come allenatore, ma solo per i bambini: ho molta pazienza con loro, mentre con i grandi ci vorrebbe più polso. Relativamente alle altre due figure, mi vedrei come dirigente, ma non come procuratore.

Black-out Osvaldo, N. Lopez merita spazio

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GIALLOROSSI.NET – Mister Andreazzoli è stato chiarissimo fin dal primo giorno: se starà bene, Osvaldo sarà sempre un titolare inamovibile. Un teorema che, con l’assenza forzata di Destro, appare inappuntabile. Ma che potrebbe venire ridiscussa quando il giovane attaccante azzurro tornerà a disposizione.
Nel frattempo però si torna a discutere delle prestazioni opache del bomber italo-argentino. Questa mattina su quasi tutti i giornali si parlava di una sua partenza oramai scontata al termine della stagione. Il club infatti sarebbe stanco delle sue continue insuordinazioni, l’ultima nei confronti del vice-allenatore Muzzi.

Nell’attesa che Mattia Destro torni a disposizione e possa giocarsi il posto da titolare con Daniel Osvaldo, c’è però da chiedersi che fine abbia fatto un altro giovane di cui si sono perse le tracce: parliamo di Nico Lopez, fresco vincitore della classifica marcatori del torneo sudamericano under 20. La sua strepitosa partenza in campionato (alla prima apparizione ha realizzato un gol pazzesco) non gli ha portato di certo fortuna. Con Zeman l’attaccante non ha giocato praticamente mai. Stessa sorte pare toccargli anche con il neo-allenatore Andreazzoli. Che di di lui, alla vigilia della gara con l’Atalanta, ha detto: “In questi ultimi giorni sta benissimo, molto meglio di quando è tornato dal Sudamerica”.

Nonostante l’assenza prolungata di Destro, Nico Lopez continua a restare a secco di minuti giocati. Il ragazzo è giovane, e ne avrà di tempo per mettersi in mostra. Ma qualche scampolo di gara in più non gli guasterebbe. Soprattutto vista la scarsa vena dell’ultimo Osvaldo.

Sponsor tecnico, nessun accordo con la Macron

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CENTRO SUONO SPORT – Nessun accordo  con la Macron come soluzione ponte, in attesa di un probabile accordo con la Nike. Smentita dunque l’ipotesi che vedeva il marchio come sponsor tecnico della Roma per la prossima stagione.

A rivelarlo è la trasmissione Te la do io Tokyo, in onda dalle frequenze di Centro Suono Sport.

La Roma su Abbiati? L’agente: “Non so”

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GIALLOROSSI.NET – Nelle ultime ore ha preso a circolare l’indiscrezione che vuole il portiere del Milan Christian Abbiati, in scadenza di contratto, vicino ai giallorossi. Secondo quanto scrive infatti il portale Tuttomercatoweb.com la Roma avrebbe stretto contatti con il giocatore per averlo con sé la prossima stagione.

Contattatto da vocegiallorossa.it, il suo procuratore Claudio Vigorelli ha glissato usando parle vaghe: “Christian è in scadenza di contratto, ma non lo so. Non so dir nulla a tal proposito”.

Ag. Goicoechea: “Normale che non giochi, davanti ha un grande portiere”

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TUTTOMERCATOWEB.COM  – La redazione del sito web ha intervistato l’agente del portiere della Roma Mauro Goicoechea. Queste le parole di Gustavo Nikitiuk:

Se tornerà al Danubio al termine della stagione? Al momento non saprei, tutto dipende da cosa vorrà fare la Roma. Normale che Mauro non giochi, davanti a sé ha un grande portiere come Stekelenburg. Posso solo dire che a Roma si trova molto bene, e che sa di dover lavorare molto sodo per crescere. Quando mi incontrerò con la dirigenza giallorossa? Al momento non saprei, magari verso aprile, maggio“.

LEGGI LA NEWS ORIGINALE

 

QUI TRIGORIA – Osvaldo e Castan in gruppo. Bradley, Florenzi e Totti in gran spolvero

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QUI TRIGORIA (Giallorossi.net) – Sotto una leggera pioggia la Roma è tornata ad allenarsi a tre giorni dalla gara contro l’Udinese. Assenti gli infortunati Destro, Marquinhos e Pjanic.
Hanno regolarmente svolto l’intera seduta sia Osvaldo che Leandro Castan.

La squadra ha effettuato riscaldamento e lavoro atletico, per poi passare alla fase tattica. Mister Andreazzoli ha diviso la squadra in due per far svolgere la consueta partitella. Questi i due schieramenti provati:

GIALLI: Stekelenburg, Piris, Castan, Dodò, Torosidis, Bradley, De Rossi, Balzaretti, Totti, Florenzi, Lopez.

ROSSI: Goicoechea, Lucca, Burdisso, Romagnoli, Taddei, Tachtsidis, Perrotta, Marquinho, Lamela, Guberti, Osvaldo.

Il giovane ragazzo della Primavera Cedric è stato impiegato come jolly.

Da segnalare le prestazioni di Bradley, Florenzi e Totti, apparsi in gran forma e risultati i migliori nella partitella.

ON AIR – Valdiserri (Corsera): “Osvaldo non è più lui. La Roma punterà su Destro”

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ON AIR (Giallorossi.net) – “Con Osvaldo si è usato forse troppo la carota, e poco il bastone. E io non sono di certo uno che pretende regole ferree.” E’ il pensiero di Luca Valdiserri, giornalista del Corriere della Sera, intervenuto questa mattina su Rete Sport: ” Il ragazzo non riesce a dare il meglio, e spesso lascia la squadra in dieci. Lui è un giocatore eccezionale come tecnica. Destro è meno bravo ora tecnicamente, però è sicuramente più dentro al progetto. L’Osvaldo dell’anno scorso dava di più per la squadra, quest’anno invece sembra limitarsi al gol e poi smette di giocare. E’ un peccato – conclude il giornalista –  perchè l’Osvaldo visto contro la Juventus è un giocatore che non venderei mai, per nessuna cifra al mondo.Io però credo che la Roma il prossimo anno punterà tutto su Destro”.

Trattativa Al Qaddumi, il silenzio è d’oro

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GIALLOROSSI.NET  (A. Fiorini) – Nessuna nuova, buona nuova. Si potrebbe sintetizzare così il momento che vive la trattativa tra la Roma e lo sceicco Al Qaddumi. Da un paio di giorni a questa parte, dopo le uscite pubbliche più o meno riuscite  dello stesso Al Qaddumi e le dichiarazioni-shock di Gigi Moncalvo, è finalmente calato il silenzio sulla vicenda.
Lo sceicco ha  capito che non è questo il momento delle parole, ma dei fatti. Dal suo staff non trapela alcuna notizia, se non quella che vede il potenziale nuovo socio arabo al lavoro per sbloccare i soldi che serviranno a mettere un punto alla trattativa.
L’unica novità di queste ultime ore è l’indiscrezione, trapelata ieri sul quotidiano La Repubblica, di un possibile slittamente del termine alla trattativa stabilito nel 14 marzo. Un’indiscrezione che, per il momento, non ha trovato conferme, ma neppure smentite.
A meno di dieci giorni dalla dead-line, l’unica notizia certa è che Al Qaddumi non si è dileguato nel nulla. Anzi, lo sceicco continua a lavorare per riuscire in un’impresa che a questo punto rappresenterebbe un vero e proprio colpo di scena. Soprattutto dopo averne lette di cotte e di crude nei suoi confronti sulla (quasi) totalità dei giornali.

Maglie Macron, poi Nike dal 2014

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IL TEMPO (A. Austini) – Sponsor tecnico, ci siamo. La Roma ci sta lavorando da mesi ed entro poche settimane arriverà l’annuncio ufficiale. La Nike è in vantaggio su Adidas – se non addirittura già vincente nella sfida – e questo significa dover trovare un’alternativa ponte per la prossima stagione per la fornitura del materiale tecnico, visto che gli americani «col baffo» forniranno il materiale dalla stagione 2014/15. In prima fila c’è la Macron, già casa distributrice per Napoli, Lazio, Bologna e non solo.

La nuova maglia rispecchierà i canoni tradizionali della Roma, dai colori al colletto, tutto sarà scelto rispettando la tradizione, proprio come ambito dalla dirigenza e richiesto dai tifosi. Ma sulle maglie non comparirà nessun logo, visto che si tratta di un accordo «one shot». Questo renderà la divisa della prossima stagione un pezzo da collezione. Per la prossima stagione si è proposta anche l’Asics. Invece, è tramontata l’idea della Roma di produrre da sé le maglie coinvolgendo i tifosi nell’ideazione, il tempo è poco e non basta per un progetto del genere.

Altra questione è quella degli abbonamenti, che andranno in vendita con largo anticipo. Slitta verso fine mese l’inizio della campagna prevista per metà marzo: si comincerà con il diritto di prelazione della Curva Sud. Inoltre, la società è al lavoro per riportare i tifosi senza tessera in trasferta. I carnet realizzati per le gare casalinghe hanno soddisfatto i canoni di sicurezza e possono essere un punto di partenza.

Non solo gol ma anche assist

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CORSPORT (R. MAIDA) – Dieci più dieci, per il più bravo dei numeri dieci. Scusate il gioco di parole ma con Francesco Totti è partito in automatico, senza controllo. Dieci sono i gol in questo campionato, dieci sono anche gli assist vincenti: sette passaggi su azione, tre calci piazzati che hanno fruttato un gol alla Roma. Ecco la miscela di un calciatore che non ha eguali in Italia: ha il passaggio di Rivera e i gol di Riva. Qualcosa di molto vicino alla perfezione di un campione modernissimo sul piano tecnico, ma anche antico per il senso di appartenenza.

I numeri avranno finalmente convinto anche i detrattori più determinati. Totti ha cominciato la stagione con una “doppietta” di assist contro l’Inter, ha tenuto un buon ritmo per tutto il campionato, poi è stato devastante contro il Genoa. Senza di lui, in un anno così pazzo, chissà dove sarebbe la Roma. Con lui, specialmente con lui, Andreazzoli può ancora inseguire la Champions League. O comunque un piazzamento in Europa che un mese fa sarebbe sembrato irraggiungibile.

E per rendere giustizia al fuoriclasse, bisogna contare anche i passaggi ideali che non si sono tradotti in gol per gli errori dei beneficiari. Basta ricordare la notte di Napoli, in cui Totti ha messo almeno tre volte Destro davanti al portiere. La Lega, attraverso la Panini Digital, questo conto l’ha fatto, verificando che Totti è il miglior rifinitore della serie A: i suoi assist complessivi, compresi quelli non finalizzati, sono 65, un paio in più rispetto a Pirlo e addirittura 8 in più rispetto a Hamsik. Non si possono elencare, invece, tutte le giocate che hanno creato un’occasione pericolosa e di conseguenza un gol.(…)

 

2 settembre Inter-Roma, Florenzi ringrazia – Nella prima vittoria stagionale, e nel primo gol in serie A di Florenzi, incidono la genialità e la precisione di Totti. Che dal lato sinistro dell’area pesca con un assist di piatto la testa del compagno, il più piccolo di statura di tutta la rosa della Roma: 0-1 a San Siro, proprio sotto la curva dei tifosi dell’Inter. E la strada si fa più semplice.

2 settembre Inter-Roma, Capolavoro per Osvaldo – Stessa partita a San Siro, altro campo, nuova perla di classe e altruismo. Il risultato è di parità quando Totti, rimasto sul centrosinistra, vede Osvaldo lanciato nello spazio proprio in verticale. Il capitano lo pesca nel corridoio senza sbagliare di un millimetro la scelta, Daniel completa l’opera con un cucchiaino a Castellazzi.

7 ottobre Roma-Atalanta, Una giocata per Lamela – A ottobre il clima è fosco, nonostante la festa per la Hall of Fame con Pallotta in tribuna. De Rossi e Osvaldo vengono esclusi da Zeman, tutto finisce sulle spalle di Totti. Non è male per la Roma. Totti apre le danze mettendo Lamela davanti al portiere con un tocco di fino in verticale. Lamela è rapido a capire e fortunato a concludere: Atalanta ko.

11 novembre Lazio-Roma, Un angolo per l’argentino – Bisogna saperli battere, i calci d’angolo, anche se nella classifica del nostro giornale non saranno mai contati come assist puri. La Roma va in vantaggio in un derby che si rivelerà amarissimo con Lamela, bravo a sfruttare la parabola tesa e arrotata di Totti, lato curva Nord: è il gol dell’illusione di Zeman, poi raggiunto e superato sul campo pesante.

8 dicembre Roma-Fiorentina, Ancora lui – Osvaldo ringrazia ancora Totti in un momento delicato sotto ogni punto di vista: personale, visto che Zeman ha preferito Destro tra i titolari, e di squadra, con la Fiorentina che ha sfiorato più volte il pareggio. Totti riceve palla in contropiede e la concede di esterno destro al compagno, che davanti a Viviano non sciupa l’occasione.

22 dicembre Roma-Milan, Che lancio per Daniel – Dell’ultima festa della Roma di Zeman, prima di Natale, Totti è grande protagonista anche senza segnare. Contro il Milan, mette sulla testa di Osvaldo un assist di sinistro perfetto che frutta un vantaggio di due gol. La doppietta di Lamela renderà in seguito ancora più evidente la differenza del momento tra le due squadre.

27 gennaio Bologna-Roma, Mette di nuovo Florenzi in porta – Totti prova fino all’ultimo a salvare Zeman dall’esonero. A Bologna, all’indomani delle frasi sulla mancanza di regole pronunciate dall’allenatore, la Roma parte forte. Totti guadagna palla sulla trequarti e punta la porta: quando sembra intenzionato a tirare, con la coda dell’occhio vede Florenzi e lo serve a sinistra. Tocco di piatto e gol.

27 gennaio Bologna-Roma, Ringrazia pure Tachtsidis – Al Dall’Ara, con un freddo pungente nonostante l’ora di pranzo, la girandola dei gol tiene la partita sul filo dell’incertezza fino all’ultimo. La Roma è a un passo dal baratro quando Totti calcia una punizione in area pescando il gigante Tachtsidis, che supera Agliardi e festeggia la prima rete in serie A. La partita si concluderà sul 3-3.

2 marzo Roma-Genoa, Corner perfetto Romagnoli gol – Il raggiungimento del record di Nordahl, con il rigore che è stato più forte della resistenza di Frey, non placa la fame di vittorie di Totti, che nel secondo tempo contro il Genoa si dedica alla squadra più che a se stesso. L’angolo che fa entrare nella storia della Roma il bimbo Romagnoli è il suo. Ok, lo sappiamo che non è proprio un assist. Ma pesa eccome.

3 marzo Roma-Genoa Fa segnare anche Perrotta – Il Genoa non smette di premere, anche in dieci contro undici, per riequilibrare una partita che non meriterebbe di perdere. Ma non può opporsi all’intesa pluriennale di Totti e Perrotta, che triangolano per completare l’azione del 3-1. Era un’azione tipica all’epoca di Spalletti: Totti vede Perrotta e lo lancia nello spazio.