GIALLOROSSI.NET – In vista della partita di questa sera contro il Genoa, un solo dubbio sembra esserci nella formazione che affronterterà: Marquinhos riuscirà a scendere in campo?
Roma-Genoa, i convocati
AS ROMA – Aurelio Andreazzoli ha diramato la lista dei giocatori che prenderanno parte alla sfida che la Prima Squadra disputerà domani allo Stadio Olimpico.
Roma, 3 marzo 2013
ROMA-Genoa
Lista convocati A.S. Roma:
BRADLEY
BURDISSO
DE ROSSI
DODO’
GOICOECHEA
LAMELA
LOBONT
LOPEZ
LUCCA
MARQUINHO
MARQUINHOS
OSVALDO
PERROTTA
PIRIS
PJANIC
ROMAGNOLI
STEKELENBURG
TACHTSIDIS
TADDEI
TOROSIDIS
TOTTI
Andreazzoli: “Possiamo crescere ancora. Basta paragoni con Zeman”
As Roma, più ricavi e meno spese
IL ROMANISTA, D. GALLI – Ricavi in crescita rispetto a un anno fa e costi pressocché uguali ma previsti in diminuzione per fine esercizio. Nella semestrale di bilancio approvata due giorni fa dal Consiglio di amministrazione dell’As Roma ci sono più luci che ombre. Anzi, c’è un trend preciso. C’è una strategia chiara. La società sta continuando a investire per mantenere una rosa competitiva, ma alla stesso tempo sta riducendo le spese.
I RICAVI – Nei primi sei mesi dell’esercizio 2012-2013 i ricavi sono stati pari a 57 milioni 792 mila euro, in netto aumento (+22%) in confronto allo stesso periodo del bilancio 2011-2012. Il dato è parzialmente drogato dalle due gare in più disputate rispetto alla precedente semestrale. A giugno, a chiusura esercizio, i ricavi faranno presumibilmente registrare un incremento sempre positivo, ma non così netto. Analizzando nel dettaglio l’andamento economico del semestre, si scopre che a rendere più florida la voce ricavi sono stati principalmente i diritti tv (oltre 29 milioni contro i circa 23 di dodici mesi prima) e quelli da gare (9,6 milioni, a fine dicembre 2011 erano 6,7 milioni). L’incidenza delle due partite in più si fa sentire. I ricavi da sponsorizzazioni sono rimasti sostanzialmente invariati (6,3 milioni contro 5,8). Curiosità. Spulciando la semestrale, emerge quanto ha incassato l’As Roma da questa (prima) partnership con la Volkswagen. «Il contratto, relativo alla stagione sportiva 2012/2013, ha una scadenza – si legge – fissata al 30 giugno 2013, ed un corrispettivo pari a 1,1 milioni di euro. È prevista altresì la facoltà di rinnovo automatico per la successiva stagione sportiva 2013-2014».
I COSTI – In questi primi sei mesi di esercizio le uscite sono state pari a 70 milioni 887 mila euro, in crescita di 2 milioni 197 mila euro rispetto a un anno fa. Ma se i ricavi sono influenzati da questi due benedetti incontri in più, i costi risentono degli incentivi all’esodo pagati dalla società per liberarsi di ingaggi pesanti. Si tratta di un’una tantum, a giugno il risultato sarà decisamente migliore. Senza gli incentivi, per intenderci, le spese per il personale sarebbero state di gran lunga inferiori ai 49 milioni 890 mila euro di questo semestre. Allo stesso tempo è interessante notare come, a dispetto di una riduzione del monte ingaggi (che sarà ancora più visibile, ripetiamo, a fine bilancio), il management romanista abbia messo a segno degli oggettivi colpi di mercato – Marcos su tutti, senza dimenticare i Pjanic e i Lamela del 2011 – che hanno mantenuto inalterato il livello di competitività dell’As Roma. Se la squadra non ha reso come doveva, la ragione va ricercata altrove. Non certo in una semestrale che evidenzia, al contrario, gli sforzi del club, sforzi tesi a rafforzare l’organico.
GLI SCENARI – La perdita di gruppo è di 26 milioni 109 mila euro. Un anno fa era appena superiore: 27 milioni 241 mila euro. È scontato che in un’Europa del calcio che fa dell’equilibrio finanziario il proprio cavallo di battaglia l’As Roma debba continuare a percorrere la strada della riduzione dei costi e degli aumenti dei ricavi. Nell’ottica del Fair Play della Uefa non c’è comunque da temere nulla. Siamo in una fase di monitoriaggio da parte del Governo del calcio europeo, e la situazione dell’As Roma non è affatto dissimile da quella di Milan e Inter in Italia e di tanti altri club del nostro continente. È logico che la società non può permettersi di continuare a tamponare le perdite con costanti iniezioni di liquidità, perché quando nel 2018 il Fair Play andrà a regime lo scarto tra ricavi e costi non potrà superare i 5 milioni di euro. Ma è un tempo lontanissimo e la società – ne sono traccia i dati di questa semestrale – sta lavorando proprio nella direzione auspicata da monsieur Platini. Quanto alla continuità aziendale, alla paura che qualche tifoso può avere che qualcuno un giorno sia costretto a portare i libri in tribunale, l’As Roma non corre alcun rischio. L’aumento di capitale non dovrebbe limitarsi, a quanto si sa, agli 80 milioni di euro originariamente deliberati. «Gli amministratori – riporta la semestrale – hanno ricevuto dall’azionista di riferimento, NEEP Roma Holding Spa, formale intenzione ad assicurare tutte le eventuali ulteriori risorse necessarie per far fronte ai bisogni finanziari ». Con o senza “sceicco”, la cordata americana e Unicredit continueranno a investire per permettere all’As Roma non solo di sopravvivere, ma anche e soprattutto di lottare per quelle posizioni di campionato che a questo club spettano per natura.
Totti e la freccia su Nordahl: “Roma, non finisce qui”
GASPORT (A. PUGLIESE) – «Vorrà dire che segnerò una doppietta al Genoa e sorpasserò Nordahl». Due settimane fa Francesco Totti aveva festeggiato così la vittoria con la Juventus, pensando già al prossimo traguardo.
Questa volta individuale, per fare un altro passo avanti nella storia di sempre. Quel passo lo aspetta domani sera all’Olimpico, quando contro i liguri il capitano giallorosso proverà a salire sul secondo gradino dei marcatori di sempre della Serie A a girone unico.
Per riuscirci, ex aequo, gli basterà un gol alla squadra di Ballardini, a cui non ha mai segnato all’Olimpico (in tutto sono tre i gol realizzati finora al Genoa, ma tutti a Marassi). Con quella doppietta lì, invece, Totti sarebbe da solo alle spalle di Silvio Piola, il re dei goleador italiani. Troppo lontano, è vero, ma chissà…
Fiducia – Totti quest’anno ha segnato finora nove gol, già uno in più rispetto all’intero bottino portato a casa nella scorsa stagione. Con un’eventuale rete segnata domani sera non solo però aggancerebbe Nordahl, ma chiuderebbe (in anticipo) in doppia cifra il suo 13° campionato. Ci credono anche i bookmaker, che offrono in lavagna l’aggancio allo svedese a 1,80 (probabilmente di destro, rete offerta a 1,91, contro l’11 ad esempio del gol su punizione) e il sorpasso a 4,20.
Del resto, anche nel giorno in cui è stato festeggiato a sorpresa a Trigoria per il gol alla Juve Francesco è stato chiaro: «Non finisce qui». Così, dopo aver saltato la sfida di Bergamo per squalifica, domani Totti tornerà in campo ancora una volta da trequartista (insieme a Lamela), il nuovo ruolo che gli ha ritagliato addosso Aurelio Andreazzoli. Anche se, a conti fatti, Francesco ha libertà di manovra, esattamente come ce l’aveva con Zeman, dove invece di giocare esterno sinistro d’attacco puro faceva in realtà il registra arretrato sul centrosinistra.
Il patto – Intanto, giovedì sera la squadra è andata a cena per compattarsi ancora di più, su proposta dello stesso Totti, De Rossi e Osvaldo. Il momento è positivo, l’entusiasmo nel gruppo è forte e si avverte. La cena doveva essere inizialmente in un ristorante ai Parioli, poi invece si è virato in zona Colosseo: tavolo unico, disposizione tipo ritiro, niente alcool e brindisi, con mogli e fidanzate e qualcuno (tra cui Lamela, Osvaldo e Florenzi) che poi ne hanno approfittato per una passeggiata in centro. Niente ore piccole però, con il conto che è ballato tra Totti e Osvaldo.
L’ultima cena risaliva a più di un anno fa, quando dopo il pesante k.o. con la Juve in Coppa Italia, la squadra si ritrovò a Via Veneto. A Trigoria, invece, ieri è spuntato il cappellino «motivazionale» (ideato da Baldissoni e distribuito a dirigenti e dipendenti), con su scritto 0,2% e di fianco «Io ci sono» o «Contate su di me!».
Slogan legato alle parole di Andreazzoli («Basta lo 0,2% di ognuno di noi che, sommato agli altri, ci farà raggiungere le vittorie») che ieri ha commentato così: «È uno slogan che avrà un buon seguito, una via importante. La voglia di spingere il vagone ci porterà avanti». Proprio come Totti. La freccia su Nordahl è già messa, basta completare il sorpasso.
La Champions è un sogno. Per il bilancio
CORSERA (L. VALDISERRI) – A Roma gira tra i tifosi, con quel pizzico di spavalderia che non manca mai, una domanda di quelle che spaccano in due l’opinione: scambiereste il terzo posto in campionato — e annesso preliminare di Champions League—con una vittoria nella finale di Coppa Italia contro la Lazio? Una maggioranza consistente risponde: no. Troppa la voglia di alzare fisicamente un trofeo, tanto più all’Olimpico, davanti ai rivali cittadini, dopo tre sconfitte consecutive nella stracittadina. Chi lo dice, di sicuro, non ha presente i conti della semestrale della As Roma, approvata giovedì scorso nel Consiglio di Amministrazione che ha anche ratificato l’ingresso di Italo Zanzi come global Ceo che ha ereditato anche le deleghe di Mark Pannes, il braccio destro di James Pallotta che ritorna ad occuparsi a tempo pieno degli affari «americani». E non ha visto nemmeno l’analoga semestrale della Juventus. I conti giallorossi parlano di un «rosso» di 26 milioni. In linea con le previsioni e accompagnati da un incoraggiante aumento dei ricavi. I conti bianconeri hanno fatto segnare un +11,3 milioni di euro. L’anno prima, la Juventus aveva chiuso con un -34,6. La differenza in positivo nasce da un +75% nei ricavi (da 85,4 a 149, 49 milioni di euro) dovuti in parte allo stadio di proprietà ma soprattutto dalla qualificazione alla Champions League. La ricerca di un nuovo socio per la Roma, insomma, nasce anche dai cattivi risultati ottenuti sul campo.
Lo sceicco domani sarà all’Olimpico
FONTE: Gazzetta dello Sport (A. Pugliese) – Lo sceicco Adnan Al Qaddumi domani sera sarà all’Olimpico per vedere la Roma, forse ancora con Michele Padovano. Niente Gigi Moncalvo, invece, che ieri si è defilato. Lo afferma La Gazzetta dello Sport di oggi.
Ieri Al Qaddumi ha lavorato sotto traccia, probabile che cerchi di «muovere» gli eventuali capitali ad inizio della settimana. La Roma resta in attesa, Pallotta è fiducioso. Un po’ meno i tifosi, che sentono «odor di bufala».
Roma a caccia di soci per lo stadio
Fonte: La Repubblica (F. Ferrazza) – In attesa di conoscere l’esito della trattativa in corso con lo sceicco Al Qaddumi, la Roma continua a cercare potenziali soci, necessari per condividere il progetto stadio. Lo scrive questa mattina il quotidiano La Repubblica.
Lo stesso Italo Zanzi, nuovo Ceo del club giallorosso, si è espresso chiaramente su questo aspetto: “Costruiremo uno stadio di livello internazionale, dobbiamo diventare un marchio capace di attirare investimenti non solo a livello locale. Bisogna trovare nuovi partner che vogliano condividere il nostro progetto, è l’unico modo per arrivare al top”.
Cena di gruppo fino a tardi
IL TEMPO (A. SERAFINI) – Tutti insieme appassionatamente. Una vecchia abitudine, che nella Roma è tornata di moda insieme alla serenità riportata da Andreazzoli. Attorno a un tavolo ci si compatta: ecco il motivo della cena andata in scena giovedì sera all’Os Club, locale sulla vetta del colle Oppio, dove l’intera squadra si è data appuntamento per passare una serata tra amici, più che tra compagni. Lasciato a casa staff tecnico, mogli e fidanzate, il gruppo si è ritrovato intorno alle 21.30 per cenare in uno dei locali più conosciuti e frequentati dalle due sponde calcistiche della capitale, preferito all’ultimo momento a un locale di via Veneto.
Totti è passato a prendere a casa Osvaldo, dimostrazione di un legame mai scalfito anche dopo le incomprensioni di Genova, aspettando poi il resto della squadra da vero padrone di casa. Alla spicciolata sono arrivati Torosidis, Balzaretti, Bradley, Florenzi, Tachtsidis accompagnato dal suo grande amico Pjanic e l’intero e inossidabile gruppo sudamericano. All’appello mancava soltanto Destro: ragioni personali e nulla più, visto che la cena era stata annunciata con un foglio affisso nello spogliatoio. Senza eccessi, il convivio è durato più di tre ore, interrotto soltanto da chi sorpreso di vederli tutti insieme, ne ha approfittato per scattare le solite foto di rito.
I brasiliani sono stati prima ad andare via accompagnati da un sorridente Lamela, poi è stato il turno di Totti che ha lasciato il compito a Florenzi di non lasciare a piedi Osvaldo. De Rossi, Tachtsidis e Pjanic si sono intrattenuti a parlare con qualche amico, prima di chiudere il gruppo e tornare casa. Con gli stessi sorrisi, che a Trigoria da qualche tempo sono tornati anche durante gli allenamenti.
Totti come Giggs: punta a giocare fino a 40 anni. Rinnoverà presto con la Roma
CORSPORT (R. MAIDA) – Ryan Giggs ha dimostrato che si può. E Javier Zanetti sta per andargli dietro. Non è una follia poter giocare a calcio in una grande squadra fino all’uscio dei 40 anni. Francesco Totti è lassù che ha spostato il mirino, dopo aver vinto per distacco la gara dei vecchietti del 1976. (…)
Totti domani sera contro il Genoa andrà a caccia del sensazionale numero di Nordahl, che lo precede di un gol soltanto al secondo posto della classifica marcatori all time in serie A: 225 a 224.
Di tre anni più giovane rispetto alla coppia Giggs-Zanetti, tutti e due nati nel 1973, Totti ha ancora tempo per raggiungere il suo obiettivo dichiarato: «Voglio giocare fino a 40 anni. Se starò bene fisicamente, ci riuscirò». Lo aveva detto un paio di stagioni fa. E qualcuno in quel momento pensò a una burla. Invece ora è una speranza molto realistica.
A 36 anni e 6 mesi, Totti ha la certezza di giocare nella Roma fino al 30 giugno 2014, come da contratto firmato ancora nell’èra Sensi. Ma una promessa che gli ha fatto recapitare il presidente Pallotta, confermata poi da Baldini, prevede il prolungamento per un’altra stagione. Dunque Totti resterà calciatore almeno fino al giugno 2015, quando sarà vicino ai 39 anni (da festeggiare a settembre) e avrà toccato i 23 campionati di serie A. (…)
Orario, firma e bilancia: ecco le regole di Aurelio
IL MESSAGGERO (M. FERRETTI) – Poche regole, ma ferree. E chi sbaglia deve pagare senza fiatare. La Roma guidata da Aurelio Andreazzoli lavora seguendo principi rigidi ma ispirati, come ha sottolineato il tecnico, dal buonsenso. Si comincia con l’allenamento quotidiano, fissato stabilmente per le ore 11. I giocatori devono arrivare a Trigoria entro le 10 (con Zdenek Zeman il limite era fissato in mezzora prima) e dalle 10 in poi tutti devono rimanere all’interno dello spogliatoio.
Chi vuole fare colazione al Bernardini, per dirne una, può farlo ma entro le 10: chi si presenta nello stanzone dopo quel termine deve pagare una multa. Prima di cominciare a spogliarsi, i giocatori – che vengono pesati una volta a settimana – devono firmare un registro di presenze: questo registro-orario viene tolto alle 10 in punto e chi non è riuscito a mettere l’autografo deve passare alla cassa per pagare la multa.
IL GRUPPO – Chi ha bisogno di farsi visitare o sa che non potrà allenarsi, deve comunicarlo ai medici (e allo staff) entro le 10 (come accadeva con Luis Enrique). In attesa di andare in campo, Totti e compagni possono tenere il cellulare acceso ma senza suoneria, solo vibrazione. «Il nostro allenamento comincia nello spogliatoio», ha confidato Andreazzoli.
Questo perché, alle 11, il tecnico e il suo staff si presentano nello stanzone spiegano il lavoro che andranno a fare. Nessuna riunione all’aperto, insomma, ma un colloquio al chiuso dello spogliatoio. Poi, tutti insieme, i giocatori vanno in campo. Non esiste (più) che si vada in campo ognuno per conto proprio.
IL RITIRO – Al Bernardini o in un albergo quando la squadra è in trasferta, i giocatori devono cominciare a fare colazione e pranzare tutti insieme. È il capitano Totti a verificare, all’orario stabilito da Andreazzoli, se tutti sono al loro posto e quindi a dare l’ok.
Chi è assente al momento della verifica di Totti, viene multato. Sia a colazione che a pranzo, il menù viene studiato, ormai da un paio di anni, da Fabrizio Angelini, il nutrizionista della squadra. I giocatori hanno ampia facoltà di scelta e non possono assolutamente sgarrare, tipo chiedere cose diverse a quelle offerte.
Andreazzoli non ha dato ordini particolari ai giocatori in merito al look ma ogni elemento della rosa, in totale 23, deve chiedere l’autorizzazione alla società (oltre che l’ok dell’allenatore) per rilasciare un’intervista, mentre (per ora) può comunicare attraverso i social network, a patto che non vengano tirati in ballo compagni o membri dello staff tecnico e dirigenti.
Roma, così non va
IL TEMPO (A. AUSTINI) – Un problema in prospettiva. Se la Roma si qualificasse per una coppa europea, il prossimo anno la giocherebbe. Ma c’è bisogno di dare una sistemata ai conti per sfuggire alle tenaglie del fair play finanziario imposto dall’Uefa che minaccia tutti i club italiani e non.
La semestrale chiusa al 31 dicembre 2012 e approvata l’altroieri cda evidenzia una perdita di 26 milioni, che va ad aggiungersi al «rosso» di oltre 55milioni registrato nello scorso esercizio.
E siccome la società per il bilancio annuale da chiudere a giugno prevede «una perdita significativa, seppure inferiore rispetto all’esercizio precedente», la Roma si porterà dietro un fardello da circa 90 milioni nel biennio. Praticamente il doppio del limite di 45 fissato da Platini. Se la squadra giallorossa tornerà in Europa sarebbe scontato il «warning», l’avvertimento dell’Uefa, ma le sanzioni saranno graduali nei prossimi anni. Toccherà a una commissione disciplinare giudicare caso per caso, la Roma avrebbe l’attenuante del cambio di proprietà che viene considerata dai parametri, ben più grave la situazione ad esempio del Milan che ha un indebitamento di oltre 300 milioni. A Trigoria se la passano un po’ meglio, con una posizione finanziaria netta al 31 dicembre a debito di 92 milioni di euro, in peggioramento di 35,9 milioni di euro rispetto al giugno precedente.
I costi del semestre (70 milioni) sono rimasti pressoché invariati, i ricavi (57,8 milioni) cresciuti del 20% grazie soprattutto al maggiore numero di gare giocate in casa e al marketing. L’accordo con Volkswagen ha portato in cassa 1,1 milioni e prevede la possibilità di rinnovo automatico per un’altra stagione. Ora si attende lo sponsor tecnico: Nike è in vantaggio ma entrerebbe solo dalla stagione 2014/15.
Intanto Unicredit ha concesso una seconda linea di credito da 20 milioni come anticipo dei diritti tv e delle rate future della cessione di Borini al Liverpool. Per pagare gli stipendi, tra gennaio e febbraio la banca e gli americani hanno inoltre anticipato altri 15 milioni dell’aumento di capitale, oltre ai 50 già versati lo scorso anno.
La ricapitalizzazione totale sarà inevitabilmente superiore agli 80 milioni previsti: entro il 14 sapremo se parteciperà anche lo sceicco Adnan oppure gli attuali proprietari dovranno trovare da soli altre risorse. La continuità aziendale è garantita, le coppe del futuro no: l’Uefa non calcola gli aumenti di capitale nei suoi parametri. Stadio di proprietà e introiti Champions sono le ancore di salvezza.
Marquinho: “Andreazzoli si adatta agli uomini che ha, Zeman no. Ora siamo motivati”
ROMA CHANNEL – Marco Antônio de Mattos Filho, meglio noto come Marquinho, è stato intervistato ai microfoni diRoma Channel. Queste le parole del giocatore giallorosso:
Come stai vivendo questa situazione, da titolare e da protagonista?
La situazione perfetta. Adesso era il momento giusto, è arrivato mister Andreazzoli, al quale voglio bene, ed era giusto lavorare al 100%. Lui ha detto tante cose belle per me, mi ha dato tante motivazioni. L’unica cosa che potevo fare era fare il meglio il campo.
Il mister ti ha parlato della tua importanza che avresti avuto per la squadra?
Non solo con me, ha parlato con tutti. Ci ha detto che ognuno ha importanza. Mi ha detto che ero un buon giocatore che poteva fare il meglio in molte posizioni. Ha lasciato un po’ di motivazioni che avevo perso dall’inizio dell’anno
Ieri in un’intervista Andreazzoli ha detto di te: “Quando guardo Marquinho negli occhi mi rendo conto di potergli chiedere alcune cose. E’ un giocatore forte, forte, forte”. Ti ha fatto piacere?
Tanto. E’ una bella persona. Mi ha trattato bene già con Luis Enrique quando sono arrivato, come tutte le persone che lavoravano col mister. Io sono così, non solo con lui. Anche con Zeman era così, mi sono messo a disposizione. Questa era una mia volontà.
Senza fare paragoni, quali sono le differenze tattiche con Zeman?
Con Zeman bisognava adattarsi al suo gioco. Con Andreazzoli è po’ diverso, lui si adatta ai giocatori che ha a disposizione.
Ma quanti ruoli hai fatto nella Roma?
Ma questa è una mia caratteristica… Non so, tre o quattro… Non è facile, ma bisogna adattarsi. Ho giocato come terzino, che un ruolo completamente diverso. Io sono centrocampista ma posso giocare più avanti, ho le caratteristiche per andare in area. Come terzino è diverso, devi marcare di più e non bisogna fermarsi. Ma se lo devo fare non c’è problema.
Dietro la punta nel 3-4-2-1: è il tuo ruolo migliore?
Preferisco sempre arrivare da dietro, posso vedere tutto il campo per aiutare i compagni. Ma si è più vicino alla porta, è meglio perchè si può fare gol.
Il gol di sinistro con l’Atalanta. Lo scorso anno sembravi fortissimo soprattutto di testa, ma questa è la tua specialità
E’ meglio calciare dalla parte destra, rientrando. E’ più facile, mi alleno sempre sui tiri in porta a fine allenamento con tanti compagni che si fermano. Così nella partita, se c’è un opportunità, possiamo fare sempre meglio.
A gennaio potevi andare via. Cosa è successo?
Non ero mai stato per sei-sette mesi senza giocare da titolare. ENon era un problema la panchina, era una motivazione in più. Però a nella mia testa le opportunità erano poche. Per questo era meglio per me cercare una squadra dove potevo giocare di più. Il calcio è così, tutto cambia da un giorno all’altro. Adesso è cambiato e resto qua…
Hai sempre detto di esserti legato a questi colori. Il rapporto con i tifosi?
Bellissimo, il loro grande affetto è una motivazione in più per noi
Un grande rapporto con tutto il gruppo. Con i brasiliani, vi aiuta il fatto di stare insieme?
Si, quando sono arrivato ho trovato Taddei, era l’unico a venire a fare il ritiro. Noi brasiliani proviamo a fare così con tutti. Insieme siamo più forti di tutti, cerchiamo di migliorare in questo perchè è una cosa che in campo fa la differenza
Il gruppo può essere anche vincente
Certo, siamo abiutati in Brasile anche a fare un po’ di casino alle volte, ma soprattutto ade ssere felici. Oggi ne abbiamo avuto la prova, abbiamo fatto un bel lavoro. Abbiamo l’obiettivo per il terzo posto
La Roma può rimontare per il terzo posto?
Si, questa partita di domenica è imprescindibile e anche difficile, ma se vinciamo ci possiamo credere
Mister Zeman in campo parlava poco, questa cosa mi dava fastidio. Andreazzoli invece parla molto. Anche noi lo facciamo di più in campo
Il Genoa, come state preparando la partita?
E’ una partita difficile in questo momento. Loro hanno passato lo stesso momento, ma quando fai una serie di vittorie è difficile fermarsi. E noi pensiamo a questo, è il nostro obiettivo
L’Europa?
Con questa squadra non si può solo giocare nel campionato italiano
Dodò?
Ho giocato contro di lui in Brasile, la mia squadra perse 2-0 e lui giocava benissimo. E’ un giocatore incredibile con un futuro bellissimo
Marquinhos?
E’ il nostro ‘uomo del momento’. E’ un bravissimo ragazzo, ha tutto
Marquinho fuori dal campo
Ho la passione per le automobili, in Brasile è più difficile guidare. Mi dedico alla mia famiglia, vado al parco, mi piace stare con gli amici
Sei un po’ un uomo-spogliatoio?
Parlo con tutti, mi sto imparando anche qualche parola in greco… Io sono così e sono felice così
La Coppa Italia e la possibile finale con la Lazio
Pensiamo prima all’Inter, che sarà una partita difficile. Dobbiamo vincere per giocare il derby in finale
Più emozionante il primo gol o quello con l’Inter a San Siro
Più quello con il Novara, il mio sogno era arrivare in una grande squadra europea e arrivare qui, giocare da titolare e fare un gol è stato incredibile. Anche i miei genitori guardavano la partita. Per me era la partita perfetta per segnare
Francesco Totti e il record di gol. Gli darete una mano o farà da solo?
Tutte e due. Lui è un esempio per noi giocatori. Ha qualità incredibili, spero di dargli una mano
Chiusura su Totti, che cerca un nuovo record di gol. Gli darete una mano o farà da solo?
Lui ha grande storia, un esempio. Ha fatto tantissimo, è un grande esempio. Spero di aiutarlo a fare il record
Ag. Lamela: “Vuole continuare a far bene nella Roma”
CALCIOMERCATO.IT – Il procuratore del talento argentino della Roma Erik Lamela ha rilasciato alcune dicharazioni al portale dedicato al calciomercato, parlando del futuro dell’ex River Plate. Queste le sue parole:
“E’ prematuro parlare di mercato Erik sta bene ed è concentrato al 100% sugli aspetti del campo. Vuole continuare a fare bene per la Roma. C’è poco da aggiungere”.
Zanzi: “Vogliamo diventare il più importante club al mondo. Tutti insieme vinceremo”
ROMA CHANNEL – Ecco le parole del nuovo CEO Italo Zanzi al canale tematico giallorosso. Questo le sue parole:
Nominato nuovo Ceo. Prime reazioni?
Sono molto emozionato. Avevo già avuto piacere nel trascorrere molto tempo a Trigoria prima di essere nominato.
Quali, le cose più importanti da fare?
Sapere quello che stiamo facendo. Il nostro obiettivo è chiaro: vogliamo diventare il miglior club al mondo, dentro e fuori dal campo. E’ molto stimolate: abbiamo un’ottima squadra, buoni dirigenti e lavoriamo nella città più bella del mondo. Bisogna lavorare in maniera innovativa e migliorarci costruendo uno stadio di livello internazionale. Diventare un marchio internazionale che attiri.
Quali sono le ambizioni di risultato?
Apprezzo la passione e il calore del nostro pubblico. Se fosse indifferente sarebbe molto peggio. Dobbiamo cercare di vincere tutte le partite. Abbiamo un team fortissimo. Non voglio creare illusioni. La dirigenza è impegnata a migliorare la squadra costantemente. Abbiamo gestito il passaggio tra i due allenatori: la scelta è stata giustissima, Andreazzoli è stimatissimo da tutti. C’è grande ottimismo
Cosa manca per arrivare al top?
Partiamo da buon punto. Roma è una città meravigliosa, a partire dal nome. In più abbiamo una grande squadra in grado di portare a sè grandi partner. E’ l’unica strada per raggiungere il top.
Cosa l’ha colpita di più?
I tifosi, il loro calore. Non sapevo cosa mi aspettava. Mi piace la loro onestà, ti dicono quello che pensano. E’ molto stimolante e positivo. Credo che un dialogo sincero con la tifoseria sia la base. Dobbiamo lavorare per garantire la felicità che meritano.
Il segreto è lavorare tutti insieme?
Si, squadra, dirigenti, impiegati, tifosi. Senza coesione non si vince e non si superano le difficoltà. Ne sono certo, tutti insieme vinceremo.





















