Pallotta o la banca: chi avrà ragione?

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GIALLOROSSI.NET (A. Fiorini) – Mai come adesso possiamo dire che i rapporti tra Unicredit e la proprietà americana sono ai minimi storici. Grande freddezza ha dimostrato in questi giorni la banca, socio di minoranza dell’As Roma. Soprattutto ieri, in occasione di un Cda che si attendeva come particolarmente acceso fra le due anime del club. Le parole del vicepresidente Cappelli (“Siamo in balia degli eventi“), ma anche l’assenza (fisica) di alcuni uomini chiave della banca (Fiorentino, lo stesso Cappelli, Marra) sono piuttosto indicative del distacco di UniCredit da quello che sta accadendo intorno alla Roma.

Da una parte c’è James Pallotta, il suo entourage statunitense e quello italiano (Baldissoni, Baldini): la metà che si dice certa della solidità finanziaria dello Sceicco. Nessuna “bufala”, è la loro tesi. Anzi, la due diligence americana avrebbe addirittura individuato il fondo a cui Al Qaddumi potrebbe (il condizionale è d’obbligo) aver accesso . Un fondo di dimensioni ingenti, che potrebbe permettere al potenziale socio non solo di entrare a far parte del club, ma anche di dare una mano agli americani con una ricapitalizzazione più “robusta” del previsto. Questo è almeno quanto credono James Pallotta e i suoi uomini. Ora però bisogna capire se lo sceicco ha davvero la possibilità di attingere a questo fondo. La Roma si è detta disposta ad attendere, ma non oltre il 14 marzo

Dall’altra parte della barricata c’è però la banca. Che non ritiene valida la figura di Al Qaddumi, vecchia conoscenza di UniCredit. La banca guarda allo sceicco con grande scetticimo, e non vede affatto di buon occhio questa trattativa prolungata con la proprietà americana.

A sostenere la tesi di Unicredit ci stanno pensando tutti i giornali, che ogni giorno sfornano un articolo volto a sminuire (per usare un eufemismo) la figura di Al Qaddumi.
A favore degli americani c’è una tesi che vuole la banca avversa a questa operazione perchè, con l’ingresso dello sceicco e conseguente massiccia ricapitalizzazione, Unicredit vedrebbe diluita la sua quota nell’As Roma, senza trarne alcun vantaggio. Da qui nascerebbe, anche in questo caso il condizionale è obbligatiorio, l’avversione della banca alla trattativa.

Quale dei due contendenti, alla fine dei giochi, potrà dire all’altro te l’avevo detto?

Roma, conti in rosso: a rischio la partecipazione alle coppe europee? Arriva la smentita del club giallorosso

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AS ROMA – La Roma in queste ore ha smentito l’articolo apparso su IBTIMES nella quale si paventava il rischio dell’esclusione dalle competizioni europee. Di seguito vi riportiamo il testo della notizia in questione:

 

INTERNATIONAL BUSINESS TIMES – I progetti Luis Enrique e Zeman sono stati uno più effimeri dell’altro, portando scarsissimi risultati sportivi che hanno indebitato sempre più il club capitolino. Investimenti sbagliati, che fanno sentire il proprio peso sul bilancio economico. La Roma – semmai dovesse centrare la qualificazione all’Europa League – è seriamente a rischio Fair Play Finanziario. Lo scrive l’edizione italiana di International Business Times.

La semestrale chiusa al 31 dicembre del 2012evidenzia ancora perdite in esercizio. 26 milioni di rosso che si vanno a sommare ai 52,5 della scorsa stagione. Positivo, invece, il dato relativo ai ricavi (57,8 milioni) in aumento del 22% rispetto allo stesso periodo del 2011.

Il raggiungimento del parametro fissato dall’Uefa per il Fair Play Finanziario è però ancora distante. Il massimo organismo continentale ha prescritto che non bisogna sforare il muro dei 45 milioni di euro nel corso degli esercizi 2012 e 2013 (si sommano i due bilanci). La proiezione sulla Roma porterebbe a un esposto maggiore e quindi al serio rischio di incorrere in sanzioni, inclusa quella dell’esclusione dalle coppe europee.

E non fa dormire sonni tranquilli  – scrive ancora IBTimes – nemmeno la vicenda dell’imminente ingresso in società dello sceicco giordano al Qaddumi. Attorno alla cui figura monta diffidenza, sia da parte del tifo romanista che dell’azionista di minoranza Unicredit. Il tutto nonostante James Pallotta, rappresentate e socio della proprietà americana, continui a dimostrarsi fiducioso.

La due diligence americana dimostra l’esistenza di un fondo di investimento

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FONTE: Corriere della Sera (L. Valdiserri) –  Secondo quanto scrive il quotidiano il Corriere della Sera, la due diligence effettuata dagli americani ha assicurato l’esistenza del fondo di investimento (il Philadelphia Capital?), ma al Qaddumi deve ancora mettere sul tavolo le garanzie definitive che dimostrino la sua disponibilità ad attingere al fondo. Un dettaglio fondamentale per il closing, che lascia aperta qualsiasi soluzione.

 

Mercato Roma, l’Anzhi mette gli occhi su Osvaldo

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SKY SPORT – L’Anzhi è fortemente interessata all’attaccante della Roma Daniel Pablo Osvaldo. Lo rivela la tv satellitare Sky Sport.

Domenica sera allo stadio Olimpico, in occasione della partita tra Roma e Genoa, saranno presenti alcuni emissari del club russo per seguire più da vicino il giocatore.

Zanzi: “Onorato di essere stato nominato Ceo della Roma. Daje!”

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zanziGIALLOROSSI.NET – Italo Zanzi, tramite il profilo ufficiale di Twitter, ha voluto manifestare al pubblico la sua felicità per l’ufficializzazione della sua recente nomina a CEO dell’As Roma.

Sono onorato di essere stato nominato ufficialmente CEO dell’As Roma. Daje!

VAI AL PROFILO TWITTER DI ZANZI

ON AIR – Valdiserri (Corsera): “Americani sicuri dell’esistenza del fondo di Al Qaddumi”

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ON AIR – Giallorossi.net – Questa mattina Luca Valdiserri, giornalista del Corriere della Sera, è intervenuto a Rete Sport per parlare della trattativa in corso tra la Roma e lo sceicco Al Qaddumi. Questo il suo punto della situazione:


“Nel cda non si è affrontata direttamente la questione dello sceicco, ma poi comunque se ne è parlato. Si tratta di un possibile passaggio epocale, e secondo voi non se ne parla? Gli americani sono certi che questo fondo esista, i loro controlli hanno dato questo risultato. UniCredit ha invece un’altra idea. Poi c’è questo discorso che le quote della banca potrebbero essere diluite senz aalcun benefincio, se Al Qaddumi entrerà in quote americane e non della banca. Al Qaddumi, pur di continuare nella trattativa, ha buttato a mare il suo portavoce. E se gli verrà richiesto di buttare a mare anche Padovano, lo farà. Resta da capire perchè lo sceicco dovrebbe versare 50 milioni e non comandare nella Roma.  Un gruppo come quello americano, che fa per lavoro la ricerca di investimenti, ha un know how più che sufficiente per conoscere la reale portata di chi ha davanti. Pallotta e soci un motivo ce l’avranno per proseguire questa trattativa”.

 

QUI TRIGORIA – Andreazzoli prova il 3-4-2-1. In evidenza Marquinho, gran gol di Totti

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QUI TRIGORIA – Giallorossi.net – La squadra è scesa in campo questa mattina per il consueto allenamento mattutino. Assenti dal campo Destro e Leandro Castan. Il gruppo ha eseguito prima una fase atletica, basasta su riscaldamento, cambi di direzione e scatti, per poi dedicarsi alla fase tattica.

Mister Andreazzoli ha fatto disputare una partitella a campo ridotto, con due schieramenti:

GIALLI: Taddei, Burdisso, Marquinhos, Florenzi, De Rossi, Bradley, Balzaretti, Marquinho, Lamela, Osvaldo

ROSSI: Piris, Lucca, Romagnoli, Torosidis, Pjanic, Tachtsidis, Dodò, Perrotta, Totti, Lopez
Da segnalare la tripletta di Marquinho, tra i più in forma, e un gran gol di Francesco Totti. Piccolo problema per Burdisso, che è rimasto a terra dopo  un contrasto di gioco: le sue condizioni però non destano preccupazioni.

Mister Andreazzoli ha provato il modulo 3-4-2-1, con Marquinho schierato nei due trequartisti dietro l’unica punta.

Roma: ecco le partecipazioni societarie e le cariche ricoperte in Italia da Al Qaddumi

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ILSOLE24ORE.COM (M. BELLINAZZO) – In definitiva chi è Qaddumi Adnan Adel Aref? Sarà in grado di depositare entro il 14 marzo, quando scadrà l’ultimatum della cordata americana guidata da James Pallotta, i circa 50 milioni nelle casse della Roma? O, per essere più precisi, di acquisire attraverso un aumento di capitale ad hoc una quota della società che controlla il club giallorosso. I dubbi agitano tanto i “soci” italiani di Unicredit, quanto gli organi di vigilanza (Consob e Procura di Roma).

Premesso che spetterà a questi ultimi scrivere una parola definitiva sulla vicenda e assumere le decisioni di propria competenza, un po’ di chiarezza la si può fare interrogando il registro delle imprese. Ebbene, risultano queste partecipazioni societarie riconducibili in Italia a Qaddumi Adnan Adel Aref, nato a Nablus (Giordania), il 9 marzo 1959 e residente a Perugia:

 

1) una quota (del valore nominale di 5mila euro) nella Technofin Holding Srl (società che ha un capitale sociale dichiarato di 10mila euro);
2) una quota (del valore nominale di 60mila euro) nella Amyga Srl (società che ha un capitale sociale dichiarato di 100mila euro);
3) una quota (del valore nominale di 7.700 euro) nella Amyga oil & gas holding Srl (società che ha un capitale sociale dichiarato di 10mila euro).

Per quanto riguarda le cariche societarie, inoltre, Qaddumi Adnan Adel Aref risulta essere:
1) fra il 19 dicembre 1996 e il 19 dicembre 1999, consigliere e presidente del consiglio di amministrazione della Fagnus Spa con sede legale a Umbertide (Perugia), azienda che dal 1973 ha iniziato a occuparsi della “confezione in serie di abbigliamento esterno” (eslcuso l’abbigliamento in pelle e pelliccia);
2) dal 15 luglio 2005, presidente del consiglio di amministrazione della Amyga Srl, con sede legale a Roma (via Adolfo Gandiglio 73), che opera nel ramo “raffinerie di petrolio”;
3) dal 9 maggio 2011, presidente del consiglio di amministrazione della Amyga oil & gas holding Srl con sede legale a Roma (via Pietro Della Valle, 2), impresa allo stato “inattiva”;
4) dal 7 novembre 2003, presidente del consiglio di amministrazione della Technofin Holding Srl, con sede legale a Gallarate (Varese), impresa anch’essa “inattiva”.

Moncalvo: “Ero io il portavoce dello sceicco. Il suo dietrofront? Ci sono state delle incomprensioni tra di noi”

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RADIO DUE – Gigi Moncalvo, presunto “ex” portavoce dello sceicco Al Qaddumi, è intervenuto a Radio2 per parlare della vicenda. Queste le sue parole:

“Io sono stato incaricato di fare il portavoce, ma leggendo le parole dello sceicco mi sono ritirato e non ho detto più niente. Lo sceicco? Non è tanto sconosciuto perché tentò di acquistare il Torino anni fa. Le domande che si fanno i tifosi romanisti sono se questo sceicco sia una bufala e se abbia i soldi. Tutto ciò nasce non tanto dalle sue interviste, bensì da un comunicato della Roma, perché nella serata dopo Milan-Barcellona, il 20-21 febbraio la Roma emette un comunicato riguardo l’ingresso dello sceicco nella società. Pertanto, la Roma, essendo una società per azioni, è normale che abbia cercato le informazioni riguardo questa persona. Il reato di aggiottaggio per cui sarebbe accusato? Occorre aspettare il 14 marzo, giorno in cui lo sceicco dovrà rispondere concretamente alla domanda riguardante il fatto se i soldi ci siano o non ci siano. Lo sceicco l’ho conosciuto tramite una persona che conoscevamo in comune. L’ho incontrato vicino a Terni,  in un ristorante. Abbiamo trascorso parecchie ore insieme e siamo arrivati anche al punto di redigere un comunicato di quasi tre pagine affinché comunicasse questo, cioè la sua entrata nella società della Roma. Poi sono tornato a casa e tramite Internet ho esaminato se ci fossero i soldi e se tutto questo non fosse una bufala. Il dietrofront nei miei confronti? Credo lo abbia fatto perché nei due giorni precedenti gli avevo espresso il mio disappunto riguardo una sua intervista rilasciata a Il Tempo. Ha dato alcune sue notizie biografiche che secondo me non doveva dare, poi si era fatto fotografare con una felpa della Roma. Questo va bene, ma stando in tempo d’immagine poteva farsi una fotografia in un qualche albergo di lusso di Roma o in un qualche altro salone importante. Poi, la Roma ha emanato un nuovo comunicato, che riferiva che lo sceicco non aveva mai dato le garanzie necessarie richieste. Così, ho parlato con una radio romana ed ho espresso alcune perplessità riguardo la trattativa con la Roma”.

Al Qaddumi, a breve un colpo di scena?

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FONTE : Gazzetta dello Sport (M. Cecchini) – Notizie contrastanti sul tanto atteso confronto tra la banca e gli americani riguardo al potenziale ingresso dello sceicco Al Qaddumi nell’As Roma.

Secondo quanto scrive questa mattina la Gazzetta dello Sport, dalla Roma (sponda americana) fanno sapere che non c’è stato alcun chiarimento tra le parti. Diverse invece le versioni che giungono da parte UniCredit: fonti interne alla banca fanno sapere come Fiorentino abbia ribadito a Pallotta tutti i dubbi relativi alla solidità del personaggio, con cui il club ha firmato un preliminare per l’ingresso nella LLC, cioè la società che controlla la Roma.

Il presidente americano però ha ribadito che intenderà aspettare il termine concordato  per togliere eventualmente la fiducia allo sceicco. In mezzo a tutto questo c’è Al Qaddumi, che si dice in grado di onorare il proprio impegno (pari a 50 milioni) anche prima della scadenza. Tanto sicuro che c’è addirittura chi parla di un clamoroso colpo di scena a brevissimo.

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ON AIR – Corsi: “O lo sceicco è davvero ricco, oppure qualcuno finirà a Rebibbia”

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ON AIR – Giallorossi.net Mario Corsi, dai microfoni di Te la do io Tokyo, torna a parlare dell’affare Al Qaddumi, e lo fa usando termini piuttosto netti: “Qua le possibilità sono due: o lo sceicco è ricco, e allora ci sarà il lieto fine, oppure qua qualcuno finisce a Rebibbia.”

Il discorso dello speaker radiofonico si articola: “Dal CdA di ieri è uscito un segnale postivo e molto forte, e cioè che Pallotta crede nella scalata dello sceicco. E’ una novità importante. Unicredit di contro sta facendo fuoco e fiamme, non si è mai vista una guerra così tra la banca e gli americani. Le possibilità a questo punto sono due: o lo sceicco è ricco, e allora ci sarà il lieto fine, oppure qua qualcuno finisce a Rebibbia. In quel caso bisognerà capire chi lo ha portato, e perchè lo ha portato. Non posso credere che James Pallotta, che comunque è un uomo di affari, caschi nel tranello di uno che si traveste da sceicco senza esserlo. Perchè se così fosse, non solo bisognerebbe domandarsi chi è questo sceicco, ma anche chi è James Pallotta.”

Perico (dir. Don Orione): “Come fa la Roma a stare dietro ad Al Qaddumi? Non aspettatevi niente, a noi fa un po’ tenerezza”

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LEGGO – Ecco l’intervista del quotidiano gratuito a Dario Perico, direttore del “Don Orione” di Bergamo. Cosa devono aspettarsi i tifosi della Roma da Qaddumi?

«Niente. A noi disse di essere il figlio del re saudita Faysal e ci promise 10 milioni. Ma quando veniva a trovarci non aveva neanche i soldi del caffè. Come fa una società come la Roma a stargli dietro?»

Non è possibile che stavolta dica il vero circa l’eredità?

«A noi un anno fa disse di avere già su un conto svizzero ben 23 miliardi di dollari. Ma a Bergamo si presentava sempre col cappotto di cammello con il quale è stato immortalato all’Olimpico…»

È vero che Qaddumi ha minacciato di quererarla?

«Dopo che abbiamo parlato di lui a L’Eco di Bergamo ci ha mandato una decina di sms: “Ma che vi ho fatto di male?”. A noi fa anche un po’ tenerezza».

Spalletti: «Aurelio? L’uomo giusto, ma mi dispiace per Zeman»

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GASPORT (L. CALAMAI) Luciano Spalletti passeggia intorno alla panchina del Siena. L’amichevole con la squadra di Iachini chiude il mini-ritiro dello Zenit in Italia. Domani si riparte sognando la vittoria in campionato e in Europa League. Il tecnico di Certaldo si sofferma su Napoli-Juve, una sfida che vale lo scudetto. E sul talento oggetto di grande dibattito. «Ero convinto che questo sarebbe stato l’anno del salto di qualità dell’attaccante bianconero. Invece manca ancora qualcosa. Manca un gol che decida una partita «storica». Una magia contro il Napoli potrebbe consegnare lo scudetto alla Juve e cancellare qualsiasi dubbio sul valore di Giovinco. Anche lui ha bisogno di questa iniezione di fiducia».
Come finisce Napoli-Juve? «La squadra di Conte è più forte. Ha più calciatori decisivi, ha più panchina, ha più abitudine a vincere questo tipo di partite. Però…».

Però?
«In questi anni il Napoli ha lavorato meglio di tutti. Il presidente De Laurentiis e Mazzarri devono vivere questo momento senza paura. Se lo sono meritato sul campo, nella gestione del mercato, nel comportamento della società. Per questi motivi sarebbe bello se il Napoli vincesse lo scudetto».
Chi può decidere la gara contro la Juve?
«Gol di Cavani su invenzione di Hamsik. Troppo facile».

Passiamo al Milan.
«Allegri si è comportato da fuoriclasse. Quando tutti lo mettevano in discussione, ma proprio tutti-tutti, lui ha continuato ad andare dritto per la sua strada trovando anche il coraggio di investire su qualche giovane di talento. La rinascita del Milan è merito di Allegri».

I rossoneri riusciranno a eliminare il Barcellona?
«Perché no! All’andata hanno disputato la partita perfetta. Non si è mai visto un Barcellona incapace persino di tirare in porta. I rossoneri possono andare avanti. L’importante sarà segnare almeno un gol anche nella gara di ritorno».
Passiamo alla «sua» Roma.
«L’ambiente giallorosso è speciale. Devi stare attento alle sfumature. La Roma ha trovato la soluzione giusta promuovendo il mio amico Aurelio. Può vincere la Coppa Italia e centrare una grande rimonta in campionato».

L’idea Zeman è fallita.
«Ma il tecnico boemo non merita di essere processato. Tutti gli allenatori italiani, ripeto «tutti», hanno studiato i suoi schemi offensivi. Ero convinto che il matrimonio Zeman-Roma avrebbe funzionato».

E il matrimonio Inter-Stramaccioni?
«Il tecnico nerazzurro è alla ricerca di soluzioni. Prima andava benissimo ora va benino ma il presidente Moratti deve dargli fiducia. Mettere in discussione Stramaccioni sarebbe l’errore più grave che l’Inter potrebbe commettere. È lui l’uomo giusto per riportare i nerazzurri a grandissimi livelli. Stramaccioni diventerà uno degli allenatori più bravi del calcio italiano».

Montella sta facendo bene alla guida della Fiorentina.
«Ha costruito una squadra a misura del Montella-bomber. Vincenzo per fare gol aveva bisogno di avere alle spalle una formazione che esprimeva un gioco di qualità. La Fiorentina è uno dei progetti più divertenti del campionato anche se gli ultimi risultati non sono esaltanti. Può conquistare un posto in Europa».

Cosa ha detto al suo vecchio allievo Iachini?
«Abbiamo ricordato i tempi di Venezia. Io allenatore, lui leader in campo. Ricordo un suo modo di dire che aveva fatto breccia nello spogliatoio: “Dobbiamo lottare a pane e acqua”. Era un messaggio giusto E quando qualche compagno di squadra si lamentò per le condizioni del campo di allenamento lui mi disse: “Ora faccio vedere a questi signorini come si fa la “scivolata nella ghiaia”. E nessuno protestò più».

Ha nostalgia del calcio italiano?
«Mi manca la mamma, la mia casa, i colori dell’Italia ma a San Pietroburgo sto bene e con lo Zenit voglio rivincere lo scudetto anche se ripartiamo con cinque punti di ritardo in classifica e solo undici partite da giocare».

Roma, semestre in rosso

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asromaIL MESSAGGERO (R. DIMITO) – La Roma calcio chiude in rosso i conti dei primi sei mesi. Ma la continuità aziendale è salva, grazie alla prossima chiusura di un nuovo contratto di sponsorizzazione tecnica: l’accordo pubblicitario, secondo quanto risulta al Messaggero, dovrebbe essere siglato con il colosso Usa Nike, specializzato in abbigliamento sportivo. I termini economici e la durata del contratto sarebbero in fase di finalizzazione, come sarebbe stato riferito ieri pomeriggio, durante il consiglio del club a Trigoria.

NESSUNA NOVITÀ SU AL QADDUMI – A latere della riunione, Paolo Fiorentino, vicedirettore generale di Unicredit, avrebbe rivolto qualche domanda al presidente James Pallotta, collegato in call come Tom DiBenedetto, sul caso, divenuto quasi un romanzo giallo, di Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi, anche in conseguenza di una gestione approssimativa della comunicazione da parte di americani e della società giallorossa. L’uomo d’affari arabo sarebbe interessato a investire nella As Roma SVC LLc e, a cascata, tramite Neep, mettere piede nel club, dove addirittura ambirebbe a una vicepresidenza. Ma Pallotta non avrebbe fornito dettagli ulteriori rispetto a quanto finora noto, confermando di aver svolto una due diligence sulle attività dello sceicco, da cui sarebbero emerse garanzie sulla solvibilità. Nulla di più, quindi, non resta che attendere il termine del 14 marzo per il versamento dei 50 milioni promessi, anche se, nei giorni scorsi, Pallotta avrebbe promesso un bonifico entro questa settimana. 
LA VIGILANZA DI UNICREDIT – Il piatto forte della riunione è stata comunque l’approvazione del rendiconto semestrale chiuso il 31 dicembre che registra una perdita di 26 milioni, minore rispetto a quella dello stesso periodo 2011 con ricavi in aumento. Ma il rosso avrebbe potuto insidiare la continuità aziendale, cioè la capacità di far fronte alle obbligazioni ed agli impegni nel corso della normale attività. Su questo punto il dibattito sarebbe salito di tono. Pallotta avrebbe firmato una lettera di attestazione secondo le norme, invitando Fiorentino a controfirmarla, visto che i rappresentanti di Unicredit hanno poteri in materia finanziaria. Ma il banchiere, avendo ricevuto il testo poco prima, si sarebbe riservato di ratificarlo.
L’incidente scoppiato sul presupposto che consente a una società di andare avanti, non mina il futuro del club. E i soci non dovranno mettere mano al portafoglio per una ricapitalizzazione fuori programma. A breve dovrebbe essere siglato un contratto pubblicitario con Nike che sostituirà Robe di Kappa come sponsor tecnico. E i soldi che il gigante americano verserà saranno sufficienti a sostenere la gestione in relazione alla capacità di fronteggiare le scadenze debitorie. D’altro canto l’altro giorno il direttore generale Franco Baldini, con delega agli aspetti sportivi, aveva confermato che la continuità aziendale è garantita a prescindere dall’ingresso di al Qaddumi. Una frase che, però, detta a freddo, avrebbe potuto allarmare il mercato e non sarebbe stata digerita da Unicredit.
L’USCITA DI GABRIELLE – Il consiglio ha proceduto alla cooptazione di Italo Zanzi, attribuendogli gli stessi poteri del predecessore Mark Pannes come amministratore delegato. Zanzi, 39 anni, nato a New York, finora si è occupato della pianificazione di eventi futuri per conto di Coppa America. È entrato in consiglio al posto del dimissionario Andrea Gabrielle, uomo di marketing vicino a DiBenedetto che, all’ultimo momento ha preferito non tagliare per sempre i rapporti con la Roma.

Pallotta ci crede: “Al Qaddumi ha i soldi”

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LEGGO (F. BALZANI) – L’investitura ufficiale di Zanzi, l’approvazione della semestrale e la conferma di voler proseguire l’affare con lo sceicco Adnan Adel Aref Qaddumi. È stato un Cda caldo ma per pochi intimi quello andato in scena ieri pomeriggio a Trigoria e finito poco prima di cena. Assenti sia Pallotta che DiBenedetto, sia Fiorentino che Cappelli (collegati in conference call), il resto dei consiglieri ha in primis ufficializzato l’investitura del global Ceo Zanzi (che eredita così le deleghe operative di Pannes) e l’ingresso dello stesso Zanzi nel Consiglio d’amministrazione al posto del dimissionario Gabrielle che ha lasciato per motivi personali come sottolinea uno stringato comunicato ufficiale. Nel comunicato del club si legge che la relazione finanziaria semestrale è stata approvata con un rosso di circa 26 milioni, dato migliore del previsto grazie ai maggiori ricavi da stadio e merchandising.

Ufficialmente inoltre «non era la sede per discutere dell’affare con Qaddumi», ma qualcosa è trapelato lo stesso. La distanza tra i soci Unicredit e quelli americani sulla figura del controverso investitore arabo è apparsa ancora una volta evidente. Da Boston, Pallotta si è detto convinto di poter chiudere l’operazione addirittura prima del termine ultimo fissato al 14 marzo e anche lo sceicco al telefono conferma di voler consegnare tutte le garanzie di cui dice di essere in possesso entro il week-end. La banca, però, continua a considerare al limite della commedia tutta l’operazione e, in caso di fallimento, si aspetta una conferenza stampa riparatrice da parte di Pallotta. «Finché non si chiarisce qualcosa o non c’è nulla di definito restiamo in balia degli eventi», si lascia scappare Cappelli, vice-presidente giallorosso e rappresentate Unicredit nel Cda (parole poi smentite). Quel che appare evidente è la volontà di Pallotta di restare presidente e di non voler riparare da solo a tutti i debiti di un club che continua a essere in profondo rosso. Infine, sono iniziati da alcuni i giorni i lavori di ristrutturazione presso il Bar Angelini (da Quinto) che entro un mese diventerà un punto di ristoro ufficiale.