Totti, la storica collezione di gol che parte da Roma e unisce l’Italia

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GASPORT (A. DE CALO’) – Se una decina di anni fa Francesco Totti fosse entrato nel pantheon del Real Madrid, ora il mondo apprezzerebbe meglio uno dei più forti calciatori di sempre ma noi non potremmo applaudire il secondo miglior goleador italiano nella storia della Serie A. Jorge Valdano — allora braccio operativo del presidente dei Galacticos — considerava Francesco l’erede di Zizou Zidane, sintesi estetica di mezzo secolo di calcio. Sognava di far giocare l’asso francese col romanista, un tandem che avrebbe deliziato gli occhi del pubblico nel Bernabeu, e non solo. Ci sono traguardi apparentemente impalpabili e record che hanno un impatto evidente. Il tetto dei 225 gol in A di Gunnar Nordahl era uno degli obiettivi di Totti in questa lunga stagione cominciata agli ordini del maestro Zeman.

Il rigore generosamente concesso contro il Genoa ha permesso al capitano della Roma di agguantare il leggendario bomber svedese, consacrato nel Milan di metà secolo scorso. Niente cucchiai, palombelle o altre citazioni di Panenka: il destro potente e angolato, spedito alle spalle di Frey, riassume bene la fretta che ha Totti di scalare le ultime posizioni nell’olimpo dei bomber di sempre. Le lacrime di gioia, spartite alla fine sul campo con i figli, aggiungono un’emozione maradoniana alla piccola grande impresa. In cima alla montagna resta scolpito il nome di Silvio Piola con le sue storiche 274 reti.

Probabilmente Totti non ce la farà a scavalcare anche l’ex campione del mondo, ma dalla sua parte c’è una cosa: il romanista ha segnato tutti i gol con la stessa maglia e in questo è il numero uno assoluto, un frammento di storia contemporanea applicata al calcio. Per uno disegnato come numero 10 — ma attaccante per varie necessità — l’impresa è straordinaria. Curiosamente, comincia nel 1994, con un gol al Foggia, confezionato un anno prima che nascesse Romagnoli, il baby imbeccato ieri dal capitano per il 2-1 che ha spento definitivamente il Genoa. Così la storia continua.

PJANIC: “Immenso Capitano, festeggeremo il sorpasso a Piola insieme”

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Miralem Pjanic, tramite la sua pagina ufficiale su Facebook, ha lasciato questo messaggio. Il bosniaco è uscito nel primo tempo per un infortunio alla caviglia. Ecco il post:

“Volevo ringraziare tutti voi per l’affetto che mi date, per fortuna non ci sono fratture, domani saprò di più. Approfitto per fare gli auguri al mio amico Erik per il suo 21 compleanno e naturalmente al nostro immenso Capitano (festeggeremo il sorpasso a Piola insieme.”

Le lacrime del campione

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CORRIERE DELLO SPORT, G. D’Ubaldo –  Tra Francesco Totti e Alessio Romagnoli ci sono diciotto anni e mezzo di differenza. Il capitano potrebbe essere il padre del giovane difensore, ieri all’esordio in Serie A, dopo una manciata di minuti contro il Milan. Il calcio racconta storie come questa, regala emozioni che hanno piangere. Hanno pianto Totti e Romagnoli e si sono commossi i tifosi, in una serata che l’Olimpico ricorderà a lungo. (…) Il Capitano ha festeggiato con i figli l’ennesimo record di una carriera incredibile, costruita con il talento puro e l’entusiasmo che cresce con il passare degli anni. E’ arrivato a 225 gol e ora insegue Piola: 225 volte grazie. (…) Stekelenburg ha fatto il fenomeno e per venirne a capo c’è voluto Romagnoli, diciotto anni appena compiuti, un altro prodotto del florido vivaio giallorosso. Le lacrime del ragazzino, dopo l’abbraccio dei compagni, fanno bene al calcio. Così come è salutare un’altra storia straordinaria, quella di Simone Perrotta, un campione del mondo che è un esempio per i giovani come Romagnoli che si affacciano nel calcio che conta. Suo il terzo gol, pochi minuti dopo essere entrato dalla panchina.

Aurelio Andreazzoli, con questo cocktail di esperienza e gioventù, ha collezionato la terza vittoria consecutiva. La Roma sta arrivando, a cinque punti dal terzo posto e a quattro dalla Lazio. Dimenticato Zeman, questa squadra ha ritrovato entusiasmo. E la voglia di crederci. Con il suo infinito capitano (autore anche dei due assist decisivi), i suoi giovani bravissimi, il suo portiere ritrovato.

Marquinhos a rischio per Udine

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CORSPORT (A. GHIACCI) – Alla fine è stato costretto a dare forfait. Evidentemente la fitta accusata negli ultimi istanti dell’allenamento di sabato nascondeva qualcosa di più sostanzioso di un semplice risentimento. Marquinhos non ce l’ha fatta: ieri non ha giocato Roma-Genoa e a questo punto le sue condizioni andranno attentamente valutate già a partire da domani, quando saranno trascorse più di quarantotto ore dal trauma, causato da un appoggio sbagliato della gamba sinistra. Probabile che Marquinhos abbia accusato una lesione al flessore: il provino di ieri era finalizzato soltanto a testare il brasiliano per vedere se poteva giocare il posticipo contro la squadra di Ballardini.(…) Il rischio è che Marquinhos possa dover saltare anche la trasferta di Udine, in programma nel fine settimana.

STOP – Se il problema alla coscia sinistra di Marquinhos dovesse rivelarsi ancora più grave, la difesa della Roma potrebbe andare in emergenza. Anche Castan, infatti, è fermo da Samp-Roma, quando Gastaldello gli cadde addosso provocandogli la distorsione del ginocchio sinistro con interessamento del legamento collaterale mediale. Quando dall’infortunio è trascorso quasi un mese le condizioni di Castan sono in via di miglioramento, tanto che la scorsa settimana è tornato a svolgere parzialmente il lavoro con il resto della squadra. Castan corre e si sottopone al lavoro specifico e a sedute di fisioterapia: ci sta mettendo grande impegno e ha voglia di mettersi a disposizione di Andreazzoli per la partita in casa dell’Udinese. Nessuno, però, ha voglia di correre alcun rischio e i tempi non saranno affrettati.(…)
DERBY – Nel frattempo prosegue anche il lavoro di Destro, reduce dall’operazione al menisco del ginocchio sinistro. L’attaccante giallorosso vuole rimettersi al pari dei compagni e vorrebbe provare ad essere tra i convocati per il sabato di Pasqua, il 30 marzo, quando la Roma giocherà a Palermo. Servirà ancora un po’ di tempo prima di rivedere Destro al lavoro sui campi di Trigoria: per ora siamo ancora alla fase della fisioterapia e degli esercizi specifici (…)

Il vecchio e il bimbo: ci scappa il brindisi per due generazioni

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GASPORT (A. PUGLIESE) – La scena più bella è condensata tutta alla fine, con Totti in lacrime al centro del campo mentre bacia i figli Cristian e Chanel, accorsi da casa a fine gara per festeggiarlo nel più bello dei modi. «Sei forte papà» è la maglia che gli hanno dedicato per i suoi 225 gol in Serie A e l’aggancio a Gunnar Nordahl. «Sapevo che erano a casa, in settimana erano stati male, è stata la sorpresa più bella — dice Totti —. Per un papà queste sono cose meravigliose, resterà una serata indimenticabile». Anche grazie al baby Alessio Romagnoli, che nel momento più difficile della partita gli ha permesso di festeggiare l’ennesimo traguardo. Il più vecchio e il più giovane, l’anziano e il bambino, uniti da un filo sottilissimo che va oltre la romanità, non fosse altro perché lo scorso 22 dicembre (contro il Milan) Romagnoli esordì in Serie A sostituendo proprio Francesco.

Venti anni La festa di Totti era cominciata così: il primo gol al compianto Mancini nel ’94 e l’ultimo a Buffon proiettati sui megaschermi, con lo stadio a far rimbombare il suo nome per 10 volte e i led a bordocampo che passano il dolce messaggio dei figli (anticipato dal «225 grazie a tutti voi» di Francesco), accompagnato da un coreografico «Grazie Capitano» in Tevere. Totti esordì in A il 28 marzo 1993, neanche due anni dopo nasceva Romagnoli, 4 giorni dopo il 2° gol in A di Francesco (8 gennaio 1995, Roma-Bari 2-0). Una festa lunga quasi 20 anni, quelli che dividono Francesco e Alessio, gli stessi da cui Totti delizia gli amanti del calcio. Ma mentre Francesco a far gol ci è abituato, Alessio quasi non ci credeva: con gli occhi gonfi di lacrime. «È una serata unica, una gioia immensa. Non mi immaginavo un esordio così da titolare — dice il giovane difensore, festeggiato con gli “schiaffetti” della gestione Spalletti —. E’ un’emozione unica, in un gruppo stupendo. E poi giocare con Totti è troppo bello, lui è unico». Già, e allora le dediche finiscono altrove. «Sono per la mia famiglia. Io titolare? C’è tempo, non mi faccio problemi. Stiamo lavorando bene, dobbiamo continuare così. Le vittorie con Juve e Atalanta sono state importantissime, questa ci permette di allungare la striscia positiva». 
La promessa Rigore e assist (due, in tutto sono già 12) a parte, se proprio vogliamo trovare un difetto alla prestazione di ieri di Totti è che non è stato di parola. «Segnerò una doppietta al Genoa e supererò Nordahl», aveva promesso. «Pazienza, è stato tutto lo stesso molto emozionante, lo volevo a tutti i costi e ci sono riuscito davanti alla mia gente — dice —. Era doveroso contraccambiare l’amore che mi ha sempre dimostrato». Da Udine sabato andrà alla caccia di altri traguardi. Nel frattempo, è salito a 10 reti (a -1 da Lamela e Osvaldo), chiudendo in anticipo la sua 13a stagione (su venti) in doppia cifra. «Next stop Piola» recitava ieri un altro striscione. Per quella fermata, ora, mancano ancora 49 gol. «Non dipende da me, ma appena lo supero smetto», scherza Francesco. Che poi di traguardo ne fissa un altro. «Se devo scegliere, tra Piola e il 3° posto opto per quest’ultimo». E oggi andrà a pranzo con lo sceicco Al Qaddumi, come ha rivelato scherzando alla Rai con Gene Gnocchi, il quale gli ha chiesto: «Ma è vero che non ha i soldi per fare una ricarica al cellulare, gliela fai tu?». «Sì, gliela faccio io…» — ha risposto sorridendo il capitano.

Andreazzoli: “Noi sotto le attese”

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GASPORT (C. ZUCCHELLI) «L’ingresso di un nuovo investitore non riguarda direttamente la Roma, ma gli americani che fin dall’inizio dicevano che avrebbero cercato nuovi investitori per consolidare la società. Baldini parla del possibile ingresso dello sceicco Al Qaddumi: «Qualora dovesse accadere ne prenderemo atto, ma noi non siamo preoccupati». Il dg ostenta tranquillità, ma Unicredit non sembra dello stesso avviso: «Le banche fanno San Tommaso».
Contento a metà –  Di società non parla Aurelio Andreazzoli, alle prese con la rincorsa al 3° posto: «Da questa gara si possono trarre indicazioni positive perché abbiamo dimostrato che sappiamo soffrire. Tranne Stekelenburg e Romagnoli però gli altri si sono espressi al di sotto delle loro possibilità». A rovinare la serata ad Andreazzoli l’infortunio di Pjanic, anche se la radiografia ha escluso fratture. A vedere il bosniaco, ma anche Lamela, c’era Vieira, emissario del Manchester City. Sul futuro Andreazzoli glissa: «Se la società me lo chiedesse darei la disponibilità anche per i prossimi anni, ma se così non fosse non avrei problemi a tornare al mio vecchio ruolo». Per un allenatore che vince contento a metà, ce n’è uno che perde, ma si complimenta coi suoi: «La squadra – dice Ballardini – ha giocato bene e siamo convinti che così potremo toglierci soddisfazioni». I rossoblù sono a 5 punti dal terzultimo posto, ma Ballardini predica calma: «Non dobbiamo essere tranquilli». A lasciarlo perplesso l’espulsione: Gervasoni lo ha visto sbracciarsi e ha pensato protestasse. In realtà stava invitando i suoi a buttare fuori il pallone perché c’era Osvaldo a terra: «La prima regola dovrebbe essere il buon senso, ma sembra l’eccezione».

 

Romagnoli: “Come un sogno”

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CORSPORT (A. GHIACCI) – Diciotto anni compiuti il 12 gennaio scorso. E’ nato a Nettuno, da dove arrivava un certo Bruno Conti. Nel secondo tempo, dopo tredici minuti, è saltato in area del Genoa, scegliendo benissimo il tempo sull’angolo di Totti: Alessio Romagnoli, alla sua seconda presenza in A, ha trovato il gol del quale si ricorderà per tutta la vita. Lo stadio è esploso, perché la Roma era ferma sul pari, la panchina giallorossa è scattata ed è volata intorno a “Roma”, i buffetti in testa e le pacche si sono sprecate. Bellissimi i sorrisi e gli abbracci di Totti e De Rossi. Romagnoli ha rispettato la previsione di Andreazzoli: «Giocherà da serie A». Non solo attento in difesa, però, perché il centrale mancino, in campo per la contemporanea assenza di Castan e Marquinhos, ci ha messo un gol bello e importante. Su di lui a inizio stagione hanno puntato senza dubbi il ds Sabatini e l’ex tecnico Zeman. «Una serata unica, faccio ancora fatica a realizzare – racconta Romagnoli a fine partita – la dedica è per i miei genitori, per mio padre. I compagni mi hanno chiesto di portare doppia pizza martedì agli allenamenti. Quando sono nato Totti aveva già segnato due gol? Non lo sapevo, ero piccolo… Lui è unico, me l’ha messa sulla testa, è troppo facile segnare con lui. Mi ha detto di stare tranquillo e giocare come so. Lui è un mito, per me e per i ragazzi della mia età e per tutti i romanisti. Lo resterà sempre e poi come persona è fantastico. Sognavo una serata così, ora andrò a festeggiare a Nettuno».

GIOIA – Alla fine c’è stato spazio anche per la gioia di Perrotta, al suo secondo gol stagionale dopo quello di Siena. «Quando non giochi soffri parecchio – ha detto il centrocampista – però sono sempre rimasto tranquillo, mi sono sempre allenato con entusiasmo ed è normale che la società abbia fatto scelte diverse cercando di ringiovanire la rosa. Io sono rimasto per dare una mano. Totti? Ci aspettiamo anche altro. Lui è grandissimo, è nella condizione di potere fare ancora tanti gol, sta bene, ha risolto i problemi fisici avuti in passato e sta facendo un’annata straordinaria». Perrotta dà un’occhiata alla classifica: «Per quello che siamo e rappresentiamo dobbiamo pensare in grande e provare ad ottenere il massimo, che sarebbe arrivare tra le prime tre. E’ molto difficile, siamo distanti, ma ci giocheremo le nostre carte». (…)
SOCIETA‘ – In tanti lo cercavano, ma non si è trovato. Non c’è traccia all’Olimpico di Al Qaddumi, l’uomo con cui la proprietà statunitense è in trattativa per la cessione di parte delle quote. Il dg Franco Baldini ha fatto il punto della situazione: «Qualsiasi cosa ci sia non riguarda direttamente la Roma, ma l’ingresso di un nuovo investitore nel gruppo degli americani che dall’inizio hanno sempre detto che avrebbero cercato nuovi soci per consolidare la società stessa. Per quel che riguarda la Roma ne prenderemo atto qualora dovesse accadere, per il resto non siamo minimamente né distratti né preoccupati per le voci che si rincorrono ogni giorno»(…)

Totti: “Supero Piola e poi smetto!”

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CORSPORT (R. MAIDA) – Non c’è da vergognarsi: piangi. E’ meravigliosamente umano, per un calciatore disumano, non aver resistito. Quando hai visto Cristian e Chanel che ti correvano incontro con quella maglia addosso («Sei forte papà»), quando hai sentito uno stadio intero che urlava il tuo nome, ti sei lasciato andare, hai ceduto, ti sei liberato: viva le lacrime, viva il cuore, viva la vita, viva Francesco Totti. (…) «E’ stata un’emozione enorme e inaspettata – spiega il capitano della Roma negli spogliatoi – nemmeno sapevo che i miei figli fossero allo stadio, mi avevano detto che sarebbero rimasti a casa visto che in settimana erano stati poco bene. Nemmeno sapevo della maglietta, anche se quella frase me la dicono spesso a casa…». Ha organizzato tutto Ilary, che alla fine ha preferito gustarsi il commovente spettacolo in tribuna: «Questa non è soltanto la felicità. E’ tutto. Per un padre l’abbraccio dei figli è il massimo. Non posso dimenticare questa serata. E penso che neppure Perrotta e Romagnoli, che diventerà uno dei migliori difensori dei prossimi vent’anni, la dimenticheranno. Volevo questo record a tutti i costi. L’ho conquistato davanti alla mia gente, che meritano di essere contraccambiati per l’amore e l’affetto che mi hanno sempre dato».

IL RECORD – E’ arrivato dove voleva essere, alla pari di Nordahl che dall’alto sarà orgoglioso di essere accostato a te. Duecentoventicinque gol in serie A, però con una sola maglia a differenza dell’illustre collega («Il più importante è sempre quello al Parma, nel giorno dello scudetto: il più bello è quello di sinistro contro la Sampdoria»). E sono 300 in carriera, anche se questo forse oggi interessa meno perché il numero più eccitante lo sistema al secondo posto della classifica di sempre del campionato italiano. Indietro non si torna, è scritto nella storia. L’ultimo obiettivo, next stop come ha spiegato la curva Sud, è Silvio Piola, che nei campionati a girone unico si è fermato a quota 274. Totti qui si scioglie mandando un messaggio pungente alla società a proposito del rinnovo del contratto: «Non so se lo prendo. Non dipende da me… Se mi fanno il contratto, vedremo: se dovessi smettere il prossimo anno non ci riuscirei mai. Diciamo così, appena lo supero smetto». Più semplice fare altri 49 gol, avendo 36 ani e mezzo, o portare la Roma in Champions League? «Credo e spero che il terzo posto in classifica sia più facile da raggiungere. Ci stiamo avvicinando, abbiamo vinto tre partite di fila, di questo passo possiamo mettere in difficoltà sia il Milan che l’Inter: proveremo a rientrare». (…)

La Roma fa tris, Totti è leggenda

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roma-genoa1IL MESSAGGERO (U. TRANI) – Non è diverso solo l’allenatore in panchina. Adesso cambia anche la classifica della Roma. Battuto il Genoa, 3 a 1, Andreazzoli spinge i giallorossi, ora settimi dopo il sorpasso sul Catania, a 5 punti dalla zona Champions. Il terzo posto, occupato dal Milan, non è più lontano e con undici giornate a disposizione l’obiettivo è ancora possibile.Totti segna la rete 225, festeggiata in campo a fine gara con i figli Cristian e Chanel che mostrano la maglia con la scritta Sei forte papà e lo seguono con i compagni sotto la Sud, aggancia Nordahl e offre due assist, il primo a Romagnoli, per celebrare anche il più giovane di questo gruppo ritrovato e finalmente convinto. Merito dell’allenatore che sa che cosa fare per aggiustare l’assetto in corsa, come è accaduto ieri sera.

ORE 21,01: RAGGIUNTO NORDAHL – E’ la notte dei romani. Prima dell’inizio del match e dei gol di Totti e Romagnoli, il pubblico dell’Olimpico ascolta con commozione Roma nun fa la stupida stasera, per ricordare la scomparsa del Maestro Armando Trovajoli. E dopo un quarto d’ora, per un lieve contatto in area del Genoa tra Bovo, anche lui cresciuto a Trigoria, e De Rossi, Gervasoni concede il rigore che Totti trasforma sotto la Sud.
Sono 225 le reti del capitano in serie A: adesso è secondo, nella classifica dei marcatori di tutti i tempi, accanto allo svedese Nordahl. In assoluto sono 280 i gol in giallorosso e 300 in carriera, comprese le nazionali. Lo speaker fa per dieci volte il nome di Francesco, come il suo numero di maglia e come le reti segnate in questo campionato. La gente urla in risposta Totti mentre il capitano indica si suoi tifosi per dedicargli il nuovo primato e anche il vantaggio, 1 a 0 al sedicesimo.
PRUDENZA E POCO RITMO Rientrano De Rossi e Totti, fuori inizialmente Bradley e Marquinho, ma Andreazzoli deve rinunciare a Marquinhos, problema muscolare: in difesa debutta da titolare il diciottenne Romagnoli, anche lui cresciuto nel vivaio giallorosso. Il Genoa si presenta con l’annunciato 3-5-1-1 che in fase di non possesso palla diventa 5-4-1. Borriello, di solito accompagnato da Bertolacci, è spesso solo davanti, perché il partner offensivo si abbassa ad aiutare i centrocampisti. Ballardini, subentrato a Del Neri e imbattuto nelle cinque gare che hanno preceduto questa all’Olimpico, conta sul sacrificio dei suoi interpreti che si difendono in blocco e che trovano anche le energie per ripartire. Dopo il gol di Totti, la Roma evita dunque di sbilanciarsi per non farsi trovare impreparata, ma non sempre ci riesce. La manovra lenta e macchinosa dei giallorossi avvantaggia il Genoa che rischia poco e acquista convinzione. Lamela e Osvaldo non si accendono, Torosidis spinge a destra ma non trova riferimenti davanti. Si fa male Pjanic, distorsione alla caviglia sinistra, nel finale del tempo, spazio a Bradley.
L’ASSETTO SI SPACCA I rossoblù, nei primi quarantacinque minuti, contano 11 corner (a zero): è la dimostrazione che la Roma concede troppo campo, separandosi in due. Restano avanti Osvaldo, Totti, Lamela e a volte anche Torosidis e Balzaretti. A centrocampo i due mediani sono in inferiorità contro i cinque rivali, da destra Pisano, Kucka, Tozser, Vargas e Antonelli. Il Genoa, subito dopo la mezzora, ha due palle gol in meno di un minuto con l’ex giallorosso Bertolacci, di testa, su cross di Borriello e grande risposta di Stekelenburg, e di piede, con l’olandese attento sulla conclusione ravvicinata. Borriello, prima dell’intervallo, pareggia su rigore che conquista allargandosi a sinistra. Burdisso è in ritardo e atterra l’ex compagno, bravo poi a spiazzare Stekelenburg: 1 a 1 al quarantunesimo.
LE LACRIME DEL PUPETTO – Il pubblico fischia la Roma che non accelera. Andreazzoli interviene: Marquinho per Balzaretti per andare all’assalto. Totti batte un angolo, Romagnoli anticipa Antonelli e di testa firma il sorpasso al tredicesimo. Il diciottenne di San Giacomo, periferia di Nettuno, è il quindicesimo marcatore stagionale e piange di gioia dopo l’abbraccio dei compagni, compresi quelli in panchina. Per trovare l’equilibrio, ecco il 4-3-2-1, con Piris terzino destro e Torosidis spostato sul lato sinistro. Ballardini inserisce Jorquera per Pizano e Immobile per Tozser. Bertolacci, prima di lasciare il posto a Rigoni, ha la palla del 2-2: bravo Stekelenburg.
LA RABBIA DI OSVALDO – Dopo la mezz’ora espulsi Ballardini, per un malinteso con Gervasoni, e Kucka che prende il secondo giallo per un battibecco con Totti. Osvaldo, fischiato al momento di uscire dal campo, non prende bene la sostituzione e non si ferma in panchina. Tocca a Perrotta e si rivede il 4-2-3-1 con il capitano centravanti, come nell’éra Spalletti. E la mossa paga: secondo assist di Totti per il 3 a 1, in spaccata, proprio di Perrotta al quarantaquattresimo. Il passato per il futuro.

Roma-Genoa, le interviste di fine gara

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roma-genoa1GIALLOROSSI.NET – Queste le parole dei protagonisti al termine di Roma-Genoa:

Roma-Genoa (LIVE) 3-1 (15′ Totti, 41′ Borriello, 58′ Romagnoli, 87′ Perrotta)

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stadio-olimpicoGIALLOROSSI.NET-  Poche ore al calcio d’inizio tra Roma e Genoa. Stando alle ultime indiscrezioni che filtrano da Trigoria, Marquinhos non ce la fa. Il verdetto è arrivato questa mattina, dopo gli esami strumentali di rito. Il brasiliano non giocherà stasera, e rischia che lo stop possa essere anche più lungo del previsto.

Al suo posto è pronto Romagnoli, altro giovane prodotto del vivaio su cui la Roma punta con grande forza.

Questa la formazione ufficiale anti Genoa:

Roma (3-4-2-1): Stekelenburg, Piris, Burdisso, Romagnoli, Torisidis, De Rossi, Pjanic, Balzaretti, Lamela, Totti, Osvaldo.

Totti spera nel record di gol, tifosi pronti alla festa

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LA REPUBBLICA, F. Ferrazza –  La festa è pronta, manca solamente il protagonista. L’Olimpico è ben disposto a trasformarsi nell’ennesimo palcoscenico sul quale scrivere un altro pezzetto di storia della Roma, facendo accomodare Francesco Totti tra i grandi del calcio di sempre. A meno uno da Nordahl (bloccato a 225), secondo nella classifica dei marcatori di sempre in Serie A, il numero dieci ha come obiettivo aggancio e sorpasso, nel suo stadio, contro un Genoa da ridimensionare.

La società ha preparato una piccola sorpresa, nulla di clamoroso per questioni scaramantiche, pronta a omaggiare, nel caso, il suo uomo simbolo in occasione della prossima gara casalinga. Quasi cinquantamila gli spettatori, per una squadra che vuole regalare l’ennesimo record al suo capitano, non abbandonando il sogno della corsa a un terzo posto diventato nuovamente possibile grazie alla cura Andreazzoli: ”Essere sognatori non è un peccato, anzi, chi non ha sogni ha già finito di vivere – spiega il tecnico –certo, c’è poi la realtà, che vede la situazione problematica in termini di punteggio, ma dobbiamo concentrarci molto e guardare l’impegno successivo con un’attenzione particolare e maniacale”.

Dubbio Marco, c’è Romagnoli

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IL TEMPO (E. MENGHI) – Marquinhos o Romagnoli, il primo compirà 19 anni a maggio, il secondo è diventato da poco maggiorenne. Per età si potrebbe parlare di ballottaggio tra difensori della Primavera, il dubbio riguarda invece la Roma di Andreazzoli.

Il brasiliano si è fermato ieri pochi minuti prima della fine della rifinitura per un risentimento muscolare ai flessori della coscia sinistra. Marquinhos è ottimista: «Sto bene – assicura all’uscita da Trigoria – ma vedremo domani mattina (oggi, ndc). Dovrei farcela». La decisione verrà presa però solo dopo gli esami strumentali di rito, ma è in forte dubbio. Romagnoli si tiene pronto: è lui l’unico centrale disponibile e Andreazzoli vuole dargli fiducia ed evitare di ricorrere all’arretramento di De Rossi in difesa (Bradley prenderebbe il suo posto in mediana, accanto a Pjanic).

Per far spazio a Totti, che torna dalla squalifica, Marquinho scivolerà dalla trequarti alla fascia sinistra. Balzaretti ha una chance, ma il brasiliano appare in gran forma e parte favorito. Lamela e Osvaldo sono inamovibili. Castan, intanto, prepara il ritorno in gruppo: difficile che sia pronto martedì per la ripresa, ma ci proverà. Aspettando Destro.

A Tor di Valle i cavalli frenano lo stadio

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GASPORT – Con i conti attuali della Roma, lo stadio è ancora più vitale di prima. Ma venerdì sera, ad Unire Tv, è arrivata la gelata di Alessandro Cochi. Il delegato allo sport del comune di Roma ha infatti assicurato che i lavori non partiranno almeno finché non ci sarà una sistemazione per il trotto romano. Le ipotesi? O a Pescaccio (nel progetto di Parnasi) o a Capannelle (nuova pista interna). Ma i tempi sono stretti, bisogna fare presto.

Lo sceicco tace: “Nulla da dire”

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CORSPORT (R. MAIDA) – Lo sceicco ne ha sentite tante e non vuole più aprire bocca. «Non ho niente da dire, mi scusi, arrivederci» spiega dall’altra parte del telefono l’ineffabile Al Qaddumi, con ferma cortesia, senza specificare se sia intenzionato ad andare allo stadio stasera per Roma-Genoa (ma i biglietti omaggio non erano stati eliminati?) e senza ovviamente chiarire se i soldi per entrare in società esistano oppure no […].

DISIMPEGNO – Le perplessità di Unicredit, intanto, hanno contagiato il management della Roma che ha fissato per il 14 marzo il giorno del dentro/fuori: senza le garanzie bancarie (leggasi bonifico o fideiussione) Pallotta riterrà chiuso ogni rapporto con il misterioso interlocutore […]. Sullo sfondo restano la Consob, che chiede aggiornamenti continui sulla trattativa per fermare la fibrillazione del titolo in Borsa, e la Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo su una storia che ha contorni troppo sospetti per non essere studiata.

PENDENZE – 
Di sicuro, di questo signore si sta parlando anche a Perugia. Lo conoscono bene da quelle parti, visto che ha una casa a Cordigliano, poco lontano dal capoluogo. Secondo Il Giornale dell’Umbria, lo sceicco è stato coinvolto in una vicenda giudiziaria legata alla ditta Fagnus, sartoria di Umbertide con 160 dipendenti stritolata dalla crisi economica. Messa in mora dai lavoratori per il mancato pagamento degli stipendi, l’azienda è stata dichiarata fallita per un buco di 360 milioni di lire nel 1997. A quel punto si sarebbe inserito Al Qaddumi, entrato nella società con la promessa di capitali freschi superiori al miliardo di lire. Quei soldi però non sarebbero mai arrivati a destinazione. E lo sceicco, sempre secondo la fonte umbra che non è stata smentita, ha passato dei guai in tribunale, però con il beneficio della «non menzione»: in pratica, se davvero è stato condannato, la notifica non è presente sul casellario giudiziale e quindi non è di dominio pubblico […]