I convocati di Atalanta-Roma

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AS ROMA – Aurelio Andreazzoli ha diramato la lista dei giocatori che prenderanno parte alla sfida che la Prima Squadra disputerà domani allo stadio Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo.

Roma, 24 febbraio 2013
Atalanta-ROMA
Lista convocati A.S. Roma:

BALZARETTI
BRADLEY
BURDISSO
DODÒ
FLORENZI
GOICOECHEA
LAMELA
LOBONT
LOPEZ
LUCCA
MARQUINHO
MARQUINHOS
OSVALDO
PERROTTA
PIRIS
PJANIC
ROMAGNOLI
STEKELENBURG
TACHTSIDIS
TADDEI
TOROSIDIS

QUI TRIGORIA – La probabile formazione anti-Atalanta

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QUI TRIGORIA  – Giallorossi.net – A Trigoria una pioggia incessante accompagna l’allenamento della squadraIl gruppo si riscalda agli ordini di mister Andreazzoli. Sono assenti Totti, De Rossi,  Castan e Destro.

La squadra lavora sulla parte atletica, e sulla velocità. Si passa poi ad esercizi con il pallone.

Fuori dai cancelli campeggia uno striscione che recita emblematicamente:  “Questa è la Roma che vogliamo. Fuore le palle e ricominciamo!”.

stessi schieramenti si affrontano nella partitella conclusiva.

Inizia la partitella, questi gli schieramenti:

ROSSI – Taddei, Burdisso, Romagnoli, Dodò, Cedric, Florenzi, Bradley, Pjanic e Osvaldo.

GIALLI – Piris, Marquinhos, Balzaretti, Marquinho, Lucca, Tachtsidis, Perrotta, Lamela e Nico Lopez.

Pjanic è stato più volte a colloquio con Andreazzoli.

Questa la probabile formazione che mister Andreazzoli dovrebbe mandare in campo domani pomeriggio:

ROMA (3-5-2) – Stekelenburg, Piris, Marquinhos, Burdisso, Torosidis, Balzaretti, Bradley, Pjanic,  Florenzi, Lamela, Osvaldo.

(Seguono aggiornamenti)

Lo sceicco di Perugia che vuole la Roma

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CORSERA (F. DE ROSA) – Ai tifosi non è sembrato vero. Dopo Manchester e Parigi gli arabi finalmente sono arrivati a Trigoria. Inutile raccontare cosa girava ieri per le radio e nelle fantasie dei tifosi. E anche in Borsa, dove l’arrivo dei petroldollari ha fatto esplodere le quotazioni della Roma fino a costringere Piazza Affari a sospendere il titolo per eccesso di rialzo. La Consob ha acceso i riflettori per capire cosa ci sia davvero dietro. Il rischio è che sia tutta un’illusione. Un altro castello di carte, a cui ahimè la Roma ha fatto il callo. Fioranelli, Flick, George Soros. L’elenco di chi ha giocato al rialzo su Totti & co. è lungo. Adesso pare sia arrivato il turno di Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi, lo sceicco che vuole da James Pallotta un pezzo dell’As Roma. Di lui si sa poco. Ma quel poco basta ad alimentare qualche dubbio sulla solidità finanziaria di questo arabo che all’improvviso si è materializzato all’orizzonte di Pallotta.

Arabo di Perugia, dove risiede da oltre mezzo secolo, insieme alla moglie e due figli. Più di preciso vive a Cordigliano, minuscola frazione tra Montelaguardia e Ponte Pattoli. È una delle poche certezze. Qualcuno racconta che non solo il legame con le famiglie reali saudite e giordane è inesistente, ma che le stesse origini dello sceicco sarebbero piuttosto modeste. Normali. Il figlio è appuntato dei carabinieri. Anche le foto circolate ieri sui giornali non sono le sue. Al Qaddumi, nato a Nablus secondo alcune fonti, in Qatar secondo altre, è quello ritratto in questa pagina. Cercando negli archivi è spuntata fuori un’altra istantanea, della Tribuna dell’Olimpico, che lo immortala con l’ex juventino Michele Padovano, una vita consumata tra campi di calcio ed eccessi, finito nei guai per una storia di spaccio di stupefacenti che gli costò l’arresto e una condanna a otto anni e otto mesi. Sarebbe stato proprio Padovano a fare da tramite con gli intermediari di Pallotta.

Un primo passo al Qaddumi l’ha già fatto, firmando due giorni fa un accordo preliminare per entrare nella cassaforte che controlla Neep Roma Holding Spa, a cui fa capo il 78% della squadra. Un preliminare. Che dovrebbe trasformarsi in qualcosa di concreto «al verificarsi di determinate condizioni» ha fatto sapere il presidente del team capitolino. Tra le condizioni la più importante, a quanto risulta, è l’arrivo dei soldi. Una formalità, secondo lo sceicco. E, sembra di capire, anche per gli americani. Peccato che il canovaccio somiglia molto, forse troppo, alla sceneggiata andata in scena due anni fa quando al Qaddumi si presentò all’Acqua Marcia per comprare la società. Allora si era parlato di un emiro dell’Arabia Saudita interessato agli alberghi e agli immobili di Francesco Bellavista Caltagirone.

A Roma era arrivato insieme al superconsulente americano Sean Deson. I movimenti vennero monitorati (forse qualche sospetto già c’era) e i rapporti dello sceicco non erano esattamente quelli tipici di un arabo di alto lignaggio in trasferta nella Città Eterna. Puntate in via della Magliana Nuova, giri notturni alla Borghesiana — una zona non proprio residenziale — su una Opel, incontri in bar di periferia. Anche con Bellavista Caltagirone, non proprio un finanziere di primo pelo, firmò un preliminare il cui perfezionamento era condizionato all’arrivo dei soldi su un conto vincolato. Una prima tranche dei 700 milioni pattuiti al preliminare. Li stanno ancora aspettando.

Lo sceicco e l’intermediario

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TUTTOSPORT (S. CARINA) – Mentre il titolo impazza in Borsa (tra le diverse sospensioni al rialzo, ieri ha chiuso con un +9,7%: passato di mano il 2,1% del capitale) la tifoseria sogna in grande e la Consob attiva un monitoraggio sugli scambi del titolo della società giallorossa (si tratta, osservano dalla Commissione, di una prassi consueta), inizia a trapelare qualcosa in più sui protagonisti dell’accordo preliminare per l’ingresso «diretto o indiretto, nella compagine societaria che detiene la partecipazione di controllo di NEEP Roma Holding SpA» di Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi.

LO SCEICCO Ieri il diretto interessato ha rilasciato alcune dichiarazioni all’Adn Kronos: «Siamo ancora in una fase di trattativa. Perché la Roma? C’è un legame speciale. Mi piace moltissimo la squadra e la mia passione per il calcio e la Roma, mi hanno spinto a fare questo passo». Nato a Nablus, in Cisgiordania, appartiene secondo quanto appreso alla famiglia Reale Saudita e non giordana come circolato nelle ultime ore. Ha poco più di cinquanta anni, è sposato ed ha due figli, un maschio ed una femmina. Il suo business è concentrato nei mercati del petrolio e dell’energia, essendo proprietario di raffinerie e pozzi che avrebbe ereditato. Tuttavia allo stato attuale di lui si sa veramente poco se non che in Italia non ha mai investito e che le sue attività sono sparse tra il Medioriente e alcuni paesi africani.

OMONIMIA? Singolare come da 25 anni in provincia di Perugia, a Cordigliano, minuscola frazione tra Montelaguardia e Ponte Pattoli, sia residente un Adnan Adel Aref Qaddumi Al Shtewi. Il signore in questione vive non in un palazzo da ‘Mille e una notte’, bensì in una modesta casa a due piani. Tradotto: appare inverosimile che possa essere lo sceicco eppure ieri si vociferava fosse proprio lui e che avrebbe ereditato le sue fortune appena un paio di anni fa. Tuttavia il fatto che il comunicato della Roma parli di un ingresso «diretto o indiretto», fa sì che Qaddumi possa celare un parente o un socio. quello che è certo è che aumenta il mistero. Che possa essere un intermediario?

L’INTERMEDIARIO La risposta sembra però essere negativa. Perché un mediatore in questa vicenda già c’è e si chiama Michele Padovano. L’ex attaccante della Juventus è stato immortalato insieme allo sceicco durante Roma-Juventus di sabato scorso. Senza voler entrare nelle vicende personali, non è la prima volta che Padovano prova a fare l’intermediario in una acquisizione di una società calcistica. Nel 2005-06, quando il Torino a causa della grave situazione economica nella quale versava non venne iscritto alla serie A e il suo titolo sportivo fu rilevato da un gruppo di professionisti cittadini (‘lodisti’) e dall’imprenditore ciociaro Luca Giovannone, l’ex bianconero venne chiamato a svolgere il ruolo di direttore sportivo. In realtà era soprattutto il braccio destro dell’imprenditore laziale che a fronte delle forti contestazioni dei tifosi cedette il suo pacchetto di maggioranza a Urbano Cairo. Il nome di Padovano viene riaccostato nel 2010 prima al Livorno e poi al Torino. Stavolta rappresenta la famiglia Tesoro (Savino e Antonio, padre e figlio) che dopo aver accarezzato l’idea di prendere il club toscano, dirotta le mire sui granata e si dice pronta ad aprire un dialogo diretto con Cairo. L’affare, però, non va in porto.

COSA FARA’ Ora se l’accordo preliminare si tramuterà in definitivo, l’ex calciatore della Juventus è convinto che nella Roma affiancherà Baldini e Sabatini nella costruzione della squadra. Possibilità che almeno per ora il club esclude categoricamente.

ON AIR – Valdiserri: “Questa storia mi ricorda quella di Volker Flick”

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ON AIR – Giallorossi.net – Il giornalista del Corriere della Sera Luca Valdiserri è intervenuto ai microfoni di Rete Sport per commentare gli sviluppi della trattativa tra la Roma e lo sceicco al Qaddumi. Queste le sue parole:

“La Roma ha smentito che ci sia di mezzo Padovano. Mi viene da dire, ci mancherebbe altro! Mi piacerebbe che una volta si avvicinasse seriamente alla Roma una persona facoltosa di cui si conosce il nome e la ricchezza, e che non ci costringa ad andare ogni volta su google per cercare qualche notizia sulla sua esistenza. Questa storia mi ricorda quella di Volker Flick, che nessuno sapeva davvero chi fosse. Speriamo che la situazione sia diversa, e non voglio dare patenti a nessuno. Però la situazione al momento è poco chiara.”

Roma, faro Consob sullo sceicco

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IL MESSAGGERO, R. DIMITO – Si tinge di giallo l’arrivo dello sceicco alla Roma. Ieri la Consob ha acceso un faro sull’identità di Adel Aref Qaddum Al Shtewi e sulla struttura dell’operazione che verrebbe realizzata in esecuzione dell’accordo preliminare ufficializzato due sere fa da As Roma SVP LLC. E ha chiesto alla newco di James Pallotta di fornire queste spiegazioni al mercato entro l’apertura della Borsa di lunedì 26[…]
IL PRECEDENTE DEL 2010
Dubbi sulle referenze dell’uomo d’affari arabo sarebbero stati manifestati anche da Unicredit agli americani, attraverso i rispettivi legali, dopo aver raccolto informazioni. Dalle quali sarebbe scaturito che il personaggio non ha una consistenza patrimoniale. Ancora ieri sera, però, da parte del team di Pallotta si confermavano le garanzie sulla solvibilità dello sceicco. Il nuovo investitore della Roma calcio sarebbe residente a Perugia ed è lo stesso che in passato ha corteggiato Acqua Marcia, il gruppo immobiliare schiacciato da 1 miliardo di debiti. Inoltre Adnan Adel Aref Al Qaddumi Al Shtewi, assistito dalla banca d’affari americana Deson, aveva già corteggiato la As Roma. Alla fine del 2010[…]
Le responsabilità, dunque, su credenziali e affidabilità di Al Qaddumi ricadono sulle spalle di Pallotta. L’imprenditore di Boston, che è affiancato dall’avvocato Mauro Baldissoni, ha gestito l’operazione che dovrebbe aprire le porte dello sceicco nella newco Usa e «potrebbe portare a un aumento di capitale di Neep e di As Roma in misura maggiore di quanto determinato dai patti e deliberato dall’assemblea». Cioè 80 milioni, di cui 50 versati sotto forma di finanziamento soci in attesa di trasformarli in capitale (il prospetto non sarebbe stato ancora consegnato alla Consob). La Neep, tuttavia, controllata al 60% dagli americani e al 40% da Unicredit, nella sua totalità, quindi comprendendo anche piazza Cordusio, sempre due sere fa, su sollecitazione Consob, ha invece affermato «di non avere informazioni di trattative volte a modificare la propria compagine azionaria nè quella della Roma Calcio». La banca quindi è estranea alla trattativa con Al Qaddumi.

 

LE IPOTESI SULLA GOVERNANCE
L’avrebbe saputo tre settimane fa, quando è stata sondata sulla disponibilità a modificare i patti relativi ai posti nei cda della Roma e di Neep nella prospettiva di un nuovo investitore. Nel consiglio del club, Unicredit dispone di cinque posti di cui un vicepresidente (Roberto Cappelli): secondo le richieste, dovrebbe scendere a tre. Nella Neep vanta invece quattro posti e dovrebbe scendere a tre. A metà febbraio ha poi conosciuto il nome dell’investitore, ma avrebbe subordinato la modifica del patto nella holding alle garanzie sulla sua reputazione e al versamento dei 50 milioni promessi. Questa somma, aggiunta ai 12 milioni della quota spettante a Unicredit nella nuova tranche dell’aumento deliberato (30 milioni), avrebbe costituito l’ammontare della futura ricapitalizzazione ipotizzata per un totale di circa 62 milioni. Secondo questo piano, Unicredit si sarebbe diluita al 25%, salvo scendere ancora al 15% qualora si chiudessero i negoziati con Luca Parnasi. […]

ON AIR – Corsi: “Gli americani stanno dismettendo il loro capitale dalla Roma”

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ON AIR – Giallorossi.net – Dopo l’entusiasmo dei giorni scorsi, soprattutto all’indomani del comunicato che annunciava un accordo preliminare tra la Roma e lo sceicco Al Qaddumi, oggi ominciano ad affiorare i primi dubbi intorno alla trattativa. Queste le parole di Mario Corsi, conduttore del programma radiofonico Te la do io Tokyo, in onda sulle frequenze di Centro Suono Sport:

“In questo momento non so che dirvi, è tutto poco chiaro. Gli americani sembra che stiano dismettendo piano piano il loro capitale nella Roma. E’ un fatto che ci deve far riflettere. Tutti dicono “che bello”. In realtà al momento sembra che si stia cercando qualcuno che si compri la Roma. La nostra preoccupazione deve essere la Roma, ancor prima del possibile arrivo dell’arabo. Tantissimi mi chiedono, ma è davvero ricco questo Adnan? Ragazzi, io questo non lo so. Questo sceicco ha del denaro in un fondo di investimento. Ma non posso pensare che sia davvero squattrinato come leggo, che vive in una casetta con due camere e un bagno. Se ha firmato un preliminare con la Roma, ed è davvero un nullatenente, allora vorrebbe dire che siamo in mano a degli imbecilli.”

Roma, le manovre dello sceicco

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ITALIA OGGI (R. SANSONETTI) – Uno sceicco dei ministeri per il calcio romano di sponda giallorossa. Sotto di lui una rete di tre società che in Italia stanno muovendo le prime mosse. La prima si chiama Amyga, si occupa di petrolio e dintorni, ma negli archivi della camera di commercio non c’è traccia dei suoi bilanci. La seconda è la Amyga Oil & Gas, giovanissima holding di partecipazioni di cui si conosce solo un’investimento di due milioni di dollari per rilevare il 54% di una società di diritto saudita. La terza si chiama Technofin, un’altra holding di partecipazioni che, sebbene sia nata nel 2003, risulta oggi inattiva, anche in questo caso senza traccia di un bilancio. Insomma, gli elementi del mistero ci sono tutti.

Dietro tutto questo c’è< Adnan Adel Aref Qaddumi, lo sceicco giordano che è in fase di avanzata trattativa per entrare nella As Roma Spy Llc, ovvero la finanziaria americana di James Pallotta che controlla la Neep Roma holding e quindi a cascata la società calcistica. Certo, non è proprio agevole capire chi sia Qaddumi Cominciamo dall’ultima sua creazione italiana. Nel 2011, infatti, ha costituito a Roma la Amyga Oil & Gas srl con buona parte dei componenti della sua famiglia. L’oggetto sociale parla di una holding di partecipazioni, ma la vita della società è talmente breve che l’unico bilancio depositato racconta poco. Con un curioso dettaglio. Il 16 maggio del 2011, infatti, è stato sottoscritto un contratto preliminare per la costituzione e di una società di diritto saudita, la «Assir Hi Tech International Group for Commerce Industry and Contracting Ltd». Ebbene, il documento contabile, approvato nel corso del 2012, riferisce che il preliminare prevede la partecipazione futura al 54% del capitale della nuova società, con versamento da parte della Amyga Oil & Gas di 2 milioni di dollari. Operazione che, a questo punto, potrebbe essersi completata.

Nel capitale della Amyga Oil & Gas, dopo tutti i componenti della famiglia Qaddumi, troviamo con 1’1% la Ipe – Italiana produzione energia, società che fa capo al commmercialista Gualtiero Gian-nini, al cui indirizzo romano di trova la sede della holding. E con un altro 1% c’è la Global Service International, società di consulenza detenuta al 95% da Giuseppe Deiana. Poi c’è la Amyga srl, nata nel 2005 sempre a Roma (con sede secondaria a Perugia dove lo sceicco ha la residenza) per effettuare tutte le attività di raffinazione, trasformazione e trattamento del petrolio. Questo, almeno, dice l’oggetto sociale. Nonostante i sette anni di vita, però, presso gli archivi della camera di commercio non risulta depositato alcun bilancio. Qualche curiosità spunta fuori nell’azionariato. Nella Amyga, infatti, il 60% è in mano allo stesso Qaddumi, mentre il restante 40% fa capo a Gerardo Catelotti, nato in provincia di Varese, che è anche consigliere di amministrazione della società.

A carico di Catelotti, sempre sulla base dei dati di conservatoria, emergono ben quattro decreti ingiuntivi per importi che variamo tra i 34 e 205 mila euro, tutti a favore di istituti bancari (Hypo Alpe Adria Bank, Credito bergamasco, Banca popolare di Intra e Intesa Sanpaolo). Ai quali si aggiunge la registrazione di due verbali di pignoramento immobiliare, entrambi a favore del Credito bergamasco. Infine Qaddumi risulta essere titolare del 50% di un’altra holding, la llechnofin, costituita nel 2003 a Gallarate, in provincia di Varese. Anche nel caso della Technofin, che risulta inattiva, è impossibile trovare traccia di bilanci depositati. L’unico dettaglio che si può aggiungere riguarda i soci di Qaddumi: Sandro Toffoletto al 30%, Angelo Attolini al 15% e Roberto Bedendo al 5.

Ballottaggio Florenzi-Balzaretti

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CORSPORT (R. BOCCARDELLI) – Si gioca col 3-5-2, o col 3-4-2-1, ma alla fine è quasi la stessa cosa. E l’unico ballottaggio rimasto nella testa di Andreazzoli è tra Florenzi e Balzaretti. Non per lo stesso ruolo, naturalmente. Se gioca Florenzi a centrocampo (o leggermente avanzato sulla trequarti sinistra) Marquinho viene confermato esterno di sinistra. Se gioca Balzaretti il brasiliano si accentra e l’ex rosanero va sulla fascia. (…)

IN TRENO – L’ultima opzione sul viaggio verso Bergamo sembra privilegiare il treno fino a Milano e qundi il pullman alla volta di Bergamo. Resta aperta (dipende dalla neve) l’opzione aereo più pullman sempre via Milano. Il terreno di gioco è stato rizollato ed è protetto dai teloni. (…)
OCCASIONE – Sarà il vice di De Rossi. Per Michael Bradley un’occasione per dimostrarsi prezioso per la Roma. Analizza la classifica non proprio consona a una squadra come la Roma: «E’ una cosa che ci fa male. Con questa squadra dovremmo stare più in alto in classifica, dovremmo lottare per lo scudetto, per entrare in Champions. – ha affermato – Purtroppo non siamo riusciti quest’anno a rendere al meglio. Sappiamo tutti che quello che stiamo facendo non basta. Abbiamo disputato tante partite buone ma ci manca quella continuità che serve per vincere qualcosa. Mancano ancora tante partite e il periodo più importante della stagione deve ancora venire. Siamo tutti concentrati per finire la stagione al meglio»  (…)

 BABY SUPER – Intervista doppia sul sito della Roma per i baby fatti in casa. E se Florenzi ormai è un titolare, Romagnoli, il più piccolo di tutti, aspetta il suo turno. Intanto emergono personalità spiccate dalle loro risposte. Scopriamo così che per Florenzi l’idolo e il giocatore cui ispirarsi è Fabregas, il pregio è l’inserimento senza palla, il difetto è la gestione delle risorse atletiche in partita, il personaggio è il cantante Propizio, che è anche il suo migliore amico, che Basket e Tennis sono gli altri sport che ama e che tra Real e Barça sceglie Barça e che tra Messi e Cristiano Ronaldo la preferenza è per Messi.  (…)

La Roma smentisce: Padovano non è coinvolto nella trattativa con lo sceicco

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FONTE: Corriere della Sera – Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, la Roma ha smentito che Michele Padovano, ex giocatore bianconero, sia coinvolto nella trattativa che potrebbe portare lo sceicco al Qaddumi nel club giallorosso.

Nella giornata di ieri era circolata l’indiscrezione che l’ex attaccante della Juventus, immortalato accanto al nuovo potenziale socio arabo, fosse il mediatore nella trattativa tra la Roma e lo sceicco.

Ecco lo sceicco innamorato

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IL TEMPO,  A. AUSTINI – Dopo la firma, un volto e qualche parola. Lo sceicco Adnan Adel Aref Al Qaddumi al Shtewi spiega cosa lo sta spingendo all’affare più chiacchierato della sua vita. «Con Roma c’è un legame speciale – dice il futuro socio di Pallotta – e la prima cosa che uno pensa quando sente l’Italia è la squadra giallorossa»Parla già da tifoso il ricco giordano pronto a investire una parte della sua eredità nel progetto lanciato dagli americani . […]

Firmato l’accordo preliminare, ora vanno sbrigati gli ultimi passaggi per la ratifica attesa per fine marzo, inizia aprile. Servono le necessarie garanzie e la riscrittura dei patti parasociali. L’operazione si sta strutturando così: lo sceicco verserebbe inizialmente 50 milioni di euro per diventare socio di Pallotta, Ruane, D’Amore e DiBenedetto nella As Roma Spv LLC, con circa la metà delle quote complessive; a quel punto i 50 milioni non finirebbero nelle tasche degli americani ma verrebbero girati in Neep, controllante diretta del 78% del club, per l’aumento di capitale insieme ai 30 milioni già stanziati da americani e Unicredit (rispettivamente 18 e 12 milioni), in aggiunta ai 50 già finiti nelle casse della Roma attraverso il finanziamento soci dello scorso anno. Ne verrebbe fuori un unico aumento di capitale da circa 130 milioni di euro, con la conseguente diluzione della quota in Neep (ora il 40%) di Unicredit. Lo sceicco è destinato a entrare nel nuovo cda, si vedrà con quale carica.

L’annuncio dell’accordo preliminare dato dalla Roma giovedì sera ha fatto schizzare ieri il titolo in Borsa: chiusura per eccesso di rialzo, +9,73% a fine giornata e la lente d’ingrandimento della Consob. Un’attenzione inevitabile per le travagliate vicende societarie del recente passato.

Anche sullo sceicco c’è qualche punto da chiarire. L’uomo che a fine 2011 lo ha presentato a Baldini e alla Roma è Michele Padovano, ex giocatore della Juventus e della Nazionale, coinvolto in una brutta storia dopo aver appeso gli scarpini al chiodo: è stato condannato in primo grado a 8 anni e 8 mesi per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti ed è in attesa del processo d’appello. Padovano ha recitato nella prima fase il ruolo di intermediario: sabato scorso era seduto accanto all’arabo in tribuna autorità dell’Olimpico per assistere a Roma-Juventus. […]

Intanto emergono nuovi dettagli sullo sceicco, la cui vita sarebbe cambiata da qualche anno dopo aver ricevuto l’eredità inseguita a lungo. Persi i genitori in guerra, è scappato dalla Giordania, vive da oltre 25 anni in Italia e lo descrivono come una persona umile, sposato con un’impiegata da cui ha avuto due figli, una femmina e un maschio che ora fa il carabiniere. Ha aperto un resort in Umbria e guida una società petrolifera con sedi in Canada e Stati Uniti oltre all’Italia, in passato è entrato in affari con il Qatar e gli Emirati Arabi. I rapporti col suo paese natale sono migliorati quando è salito al trono il giovane re Abd Allah II. La sua normalissima casa di Perugia (quella di Roma è sulla Borghesiana), fotografata ieri, ha fatto il giro del web e messo in allerta i romanisti. […]

Roma, lo «sceicco fantasma». Dubbi e misteri su al Qaddumi

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CORSERA (G. PIACENTINI)  Possibile che uno sceicco arabo, che vive in Italia da quasi quarant’anni e con un portafoglio di circa due miliardi di dollari, non abbia mai lasciato nessuna traccia dietro di sé? Forse se lo sarebbero dovuto chiedere i dirigenti della Roma, prima di annunciare – giovedì sera – di «aver siglato un accordo preliminare» per l’ingresso in società dello sceicco in questione. Peccato che lo sceicco non sembrerebbe proprio essere chi dice di essere. Magari il nome, Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi, sarà pure quello ma tutto il resto sembra davvero non trovare riscontri concreti. Due anni fa, ad esempio, al Qaddumi si era lanciato in un’altra impresa, quella del «salvataggio» della società Acqua Marcia, sull’orlo del fallimento.

Presentato da un intermediario, fu accolto a braccia aperte dietro la promessa di un acconto di 30 milioni di euro su 700 pattuiti. Promessa, non mantenuta, che inizialmente gli spalancò le porte della sede, alle spalle del Circo Massimo, che l’arabo ha usato per ricevere «clienti», fare pubbliche relazioni e svolgere addirittura colloqui per valutare le persone che avrebbero dovuto diventare i suoi futuri dipendenti. Viaggiava su una Porsche con un autista personale che a tempo perso lavorava pure come facchino in una società con sede sull’Ardeatina, il cui titolare è proprietario di un ristorante sulla via Portuense.

Ma non era quella l’unica stranezza: lo sceicco aveva infatti scelto come «residenza » un casale in zona Borghesiana, estrema periferia sud-est. Da uno con patrimonio (presunto, viene da sospettare) come il suo ci si aspetterebbe altro. Sicuramente non di incontrarlo a fare colazione in un bar di via Casilina o in un altro fuori dall’ippodromo delle Capannelle, tappa intermedia tra casa e la sede dell’Acqua Marcia, dove ha organizzato il suo (finto?) compleanno ricevendo anche in regalo un costosissimo orologio. Tra Perugia (altra sua residenza, dove vivono la mioglie impiegata e il figlio carabiniere) e Roma si spostava in treno, regionale.

E a suo tempo, insieme con il consulente Sean Deson, aveva provato a rilevare la Roma attraverso un’offerta ritenuta irricevibile da Unicredit. Per gran parte della giornata di ieri sono circolate voci in base alle quali al Qaddumi avrebbe usato come tramite l’ex attaccante juventino Michele Padovano, il cui curriculum non è proprio immacolato (è stato condannato a 8 anni e 8 mesi di reclusione per una vicenda di droga). In serata invece fonti vicine alla società giallorossa hanno escluso che Padovano abbia avuto un ruolo nella vicenda.

BRADLEY: “Vogliamo finire la stagione il meglio possibile”

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ROMA CHANNEL – Ecco le parole del centrocampista americano della Roma Michael Bradley al canale tematico giallorosso. Questo l’intervento dell’ex mediano del Chievo. Questo l’intervento INTEGRALE:

La prima sensazione nel vestire la maglia della Roma.
Sono molto orgoglioso di giocare qua per questa squadra. E’ sempre stato il mio sogno poter giocare in un grande club, importante e adesso che sono qui è una cosa bellissima. Quando indosso la maglia giallorossa è un’emozione incredibile.

Il calcio in America, nelle scuole, sta diventando il secondo sport. Quale la situazione del movimento calcistico nel tuo paese?
Sta crescendo tanto. Ci sono tanti bambini che sanno giocare al calcio. Quando vedi il campionato, la nazionale, quanti giocatori sono in Europa ad alto livello, vuol dire che il calcio sta iniziando ad avere una grande importanza.

Qual’è il tuo sport preferito?
Il calcio. Ma mi piace guardare tutto.

Come hai cominciato con il calcio?
Quando sono nato mio padre faceva l’allenatore. Poi ho avuto sempre un pallone dentro casa quindi per me è stata l’unica opzione, l’unica cosa di cui sono stato sempre innamorato.

Qual’è stato il passaggio che ti ha portato in Italia?
Ho fatto due anni nel campionato americano. Poi ho avuto l’opportunità di venire in Europa. Quando hai 17 anni fai una scelta che ti cambia la vita. Hai paura ma sapevo di dover venire qui.

Cosa significa la maglia degli Stati Uniti?

Significa tutto. Do tutto in campo, per i tifosi, per la squadra. Giocare per la nazionale significa giocare per il mio paese. E’ una cosa importantissima, una cosa che non dimentichi mai.

La stagione della Roma. Come mai la Roma ha trovato difficoltà?
E’ una cosa che ci fa tanto male. Con questa squadra e questi giocatori avremmo dovuto lottare per raggiungere lo scudetto, la Champions. Non siamo riusciti a rendere al meglio. Abbiamo fatto partite buone ma ci manca la continuità per lottare e vincere qualcosa. Tutti abbiamo capito che mancano tante partite e il periodo più importante della stagione deve ancora arrivare. Siamo tutti concentrati e vogliamo finire la stagione al meglio.

Come avete assimilato il cambio di modulo?
Siamo stati bravi a capire quello che ci chiede il mister. Il calcio è un qualcosa di normale ma devi applicarti per capire le cose nuove. Siamo sulla strada giusta e dobbiamo continuare così.

Roma-Juventus.
Una partita in un momento molto difficile. Quello che abbiamo fatto vedere sul campo potrebbe essere una cosa importantissima per ora e per il proseguio della stagione. Quando le cose non vanno bene tutti devono dare un pò di più e lottare e correre maggiormente. Questo l’abbiamo fatto. Ora è importantissimo dare continuità ai risultati.

Che emozione è stata il riscaldamento sotto la Curva Sud?
Prima della partita non sapevamo quale reazione aspettare dai tifosi ma quando siamo entrati sotto la curva si vedeva e sentiva che tutti sarebbero stati con noi. Questo è importantissimo.

Dove potete arrivare?
Dobbiamo restare con i piedi per terra. Dopo una stagione così non possiamo permetterci di pensare troppo. Dobbiamo continuare a migliorarci lavorando e iniziare a lottare per vincere qualcosa.

Nel Chievo giocavi davanti la difesa ma negli inserimenti sei molto presente. Qual’è il tuo ruolo ideale?
Dipende dalla squadra, da quello che vuole il mister. Ho giocato molte partite in molti ruoli. Mi trovo bene davanti la difesa però sono un giocatore che cerca di dare tutto per la squadra e quindi se il mister vuole che io sia più dinamico posso fare anche quello, basta che vince la squadra.

Il gol contro l’Atalanta nella giornata della Hall of Fame. La prima emozione nella Roma?
Ho giocato quella gara dopo un periodo in cui non stavo bene. Tornare titolare in una gara importante all’Olimpico, facendo gol, con la vittoria della squadra, ha reso la giornata molto bella.

Cosa pensi dell’Atalanta.
Giocare a Bergamo non è facile. E’ una squadra che viene da un risultato non positivo a Torino quindi sarà molto pericolosa. Dovremo stare attenti e scendere in campo con la stessa voglia e mentalità mostrata contro la Juventus.

Giocare vicino a Francesco Totti cosa rappresenta?

Che posso dire…E’ un giocatore che ha fatto la storia del calcio a Roma e in tutto il mondo. Sapevo fosse fortissimo ma da quando sono qui e ho l’opportunità di giocarci insieme, è veramente molto forte.

AL QADDUMI: “Siamo in trattativa. Con la Roma c’è un legame speciale”

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ADNKRONOS – “Con Roma c’e’ un legame speciale”. Con queste parole lo sceicco Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi spiega i motivi che lo hanno spinto a valutare l’ipotesi di rilevare una quota del pacchetto azionario americano dell’As Roma. “Siamo ancora in una fase di trattativa. Sono giornate particolarmente intense, sono un po’ stanco…”.

Lo sceicco, segnalato allo stadio sabato sera per la gara Roma-Juventus, in realta’ segue la formazione giallorossa assiduamente gia’ dall’inizio della stagione. “Mi piace moltissimo la squadra e la mia passione per il calcio e la Roma, sicuramente, mi ha spinto a fare questo passo. La prima cosa che uno pensa quando sente l’Italia e’ la squadra di Roma”.

Lo sceicco senza turbante che fa sognare la Roma

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REDAZIONE GIALLOROSSI.NET – Dopo tante immagini fasulle, escono questo pomeriggio le prime foto dello sceicco Al Qaddumi, presente allo stadio olimpico in occasione di Roma-Juventus, partita vinta per uno a zero dalla Roma.
Niente turbante in testa. Solo un cappotto, una sciarpa al collo e un paio di occhiali scuri in viso. (GUARDA LA FOTO).

C’è chi giura che questo fantomatico sceicco giordano sia ricco, molto ricco. Merito soprattutto di un’eredità che lo ha reso ancora più potente di quanto non fosse già. E, cosa più importante, pare che sia pronto a investire pesantemente nella Roma, squadra della quale sembra essere tifoso verace.

Questa mattina intervenendo in una radio romana, Gianluca Di Marzio ha assicurato che, se si dovesse arrivare alla fumata bianca, la Roma avrebbe tanti soldi da spendere sul prossimo mercato. (LEGGI L’ARTICOLO). Roba da far impallidire Juventus e Milan.

Entusiastico anche il commento del giornalista Sky Paolo Assogna, che intervenuto a Tele Radio Stereo ha lasciato intendere come una scalata all’interno del club da parte del nuovo socio non sia un’ipotesi da scartare, stando soprattutto a quanto fatto intendere dall’entourage dello sceicco. (LEGGI L’ARTICOLO).

A gettare benzina sul fuoco dell’entusiasmo del tifoso, la notizia battuta dall’Ansa: Pallotta sta cercando di portare Al Qaddumi all’interno della Roma, e con lui ben 100 milioni di aumento di capitale, contro i 30 previsti nei patti parasociali (LEGGI L’ARTICOLO). Numeri importanti, che fanno tremare i polsi del popolo romanista.
Che però dovrà tribolare ancora: la trattativa non è ancora ufficialmente chiusa. Prima della fumata bianca sarà necessaria ancora qualche settimana di sofferenza