STEKELENBURG: “Ora sto di nuovo bene”

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TELEGRAAF.NL –È stato bello vincere giocando da titolare. Dopo la parata sulla punizione di Pirlo e qualche presa aerea, ho sentito che non ce ne sarebbe stato per nessuno. Mi sono sentito forte”, sono le parole di Stekelenburg dopo la vittoria contro la Juventus che lo ha visto nuovamente protagonista.

Il portiere olandese ha continuato: “Dopo la fantastica rete di Totti sapevo che sarebbe iniziato un bel momento per me e per la squadra dopo un periodo difficile. Anche l’atmosfera allo stadio era grandiosa”.

Ora la distanza dall’Europa non è così ampia.
“Ma non siamo ancora lì. Dimostrerò che possiamo raggiungere questo risultato. Il mio obiettivo è quello di tornare a giocare per la nazionale”

Nelle ultime ore è stato vicino al Fulham
“Allora la Roma non fece in tempo a trovare un sostituto, così son dovuto tornare. Ma ora mi sento di nuovo bene, anche con la società va tutto a meraviglia. Abbiamo acquisito nuova fiducia dopo la vittoria contro la Juventus e anche la squadra è tornata in carreggiata. Onestamente, dico di sentirmi bene nel mio ruolo”.

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Ora cinque partite abbordabili

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CORSPORT (A. GHIACCI) – La vittoria sulla Juventus, come ha detto Andreazzoli, può rappresentare davvero «un buon punto di partenza». E da questo la Roma, ritrovata un po’ tranquillità, ha intenzione di fare quanti più punti possibili nelle prossime cinque partite prima del derby. Cinque avversari che sulla carta sono alla portata dei giallorossi: domenica la trasferta di Bergamo in casa dell’Atalanta, poi il Genoa all’Olimpico e ancora il viaggio verso Udine, il Parma in casa e la visita al Palermo. In queste gare, è la convinzione che c’è a Trigoria, può cambiare definitivamente il senso della stagione e il ritmo della marcia verso un piazzamento che possa garantire l’accesso a una delle competizioni europee del prossimo anno. Un’altra base da cui ripartire è anche il feeling ritrovato con i tifosi, che proprio contro la squadra di Conte, dopo aver sostenuto Totti e compagni, hanno riscoperto la voglia dei propri beniamini: Totti e compagni ce l’hanno mesa tutta, proprio quello che chiedeva il pubblico giallorosso. Già da domenica pomeriggio sul campo dell’Atalanta la Roma dovrà fare leva sulla buona dose di entusiasmo ritrovato. (…)

De Rossi ritrovato

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IL TEMPO, A. AUSTINI  – I monumenti restaurati fanno sempre un certo effetto. Al primo, Totti, è servita giusto un’imbiancata dopo l’ottimo lavoro di Zeman. Il secondo, De Rossi, era invece abbandonato a se stesso nel cantiere del boemo e Andreazzoli ha dovuto dedicargli, oltre alle sue attenzioni,tutti gli operai per rimetterlo a lucido. L’allenatore si è dedicato all’aspetto psicologico e ha motivato un ragazzo triste, senza stimoli, con la tentazione ancora intatta di scappare altrove […]

Il risultato s’è visto sabato scorso contro la Juventus. Non ancora il De Rossi splendente dell’Europeo, ma una versione molto simile. Un gran lavoro tattico, takle fin troppo decisi, un paio di lanci niente male e la tranquillità di poter lasciare il resto dell’impostazione ai piedi delicati di Pjanic. Ma il vero segno di rinascita sono quegli occhi lucidi di Capitan Futuro, sotto la curva, a raccogliere l’abbraccio dei tifosi dopo la partita.[…]

De Rossi è tornato a emozionarsi per la Roma, cosa che non gli vedevamo fare da tempo. Totti non ha mai smesso e ora riaverli insieme «sul pezzo» può aiutare il resto della truppa a rimettersi in corsa.

Non subito però: domenica a Bergamo non ci saranno entrambi per squalifica. Una sosta che consentirà a Totti di rifiatare (ha saltato una sola gara finora) e a De Rossi di avvicinarsi ancor di più alla condizione ideale, anche se il suo vero problema è il ritmo-partita: su 24 gare ne ha giocate solo 12 dall’inizio. «Con la Juventus – ha spiegato ieri Andreazzoli – ha dato il suo massimo in questo momento, i margini di miglioramento sono ampi. […]».

Chi quel «circolo» lo frequenta in pianta stabile da vent’anni è Totti. «Lo invito sempre ad essere da esempio per gli altri – sottolinea Andreazzoli – e lui lo fa benissimo stando dietro le quinte. Potrebbe tranquillamente stare tre passi avanti». Giusto, il Colosseo merita la prima fila dei monumenti.

Modulo, giocatori, dialogo: la Roma è «dezemanizzata»

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GAZZETTA DELLO SPORT, M. CECCHINI Ora che il ventre di Trigoria è tornato caldo e persino un po’ sazio, le conversazioni anonime su Zeman hanno il sapore agrodolce di un 25 aprile calcistico: una liberazione. Se sia più o meno elegante ciò che adesso appare una via di mezzo tra un mea culpa e una demonizzazione, lasciamo che sia il futuro prossimo a raccontarlo. Di certo, però, c’è che la più grave crisi finora affrontata dalla Roma americana è stata risolta in modo drastico, ovvero con una dezemanizzazione in 5 mosse quasi brutale.
1) CAMBIO DEL MODULO  La mutazione più evidente. Addio al 4-3-3, e soprattutto apertura piena alla difesa a tre, confermata nonostante la lunga assenza di Castan. Per il resto, niente più dogma, niente più assalto forzato, ma un modulo e un atteggiamento che possano cambiare di partita in partita.
2) GERARCHIE RIBALTATE Sia pure in forme diverse, alcuni dei fedelissimi del boemo sono stati accantonati. Goicoechea e Tachtsidis su tutti, ma anche Florenzi e Bradley hanno per adesso perduto il posto da titolare. Insomma, con Aurelio Andreazzoli in panchina, c’è stato esplicitamente il riaffidarsi a Stekelenburg, Burdisso, De Rossi e Pjanic. Il tutto, ovvio, senza clima da epurazioni.
3) ALLENAMENTI DIVERSI  Anche sul piano del lavoro, sono state definitivamente accantonate le doppie sedute, puntando più sulla qualità che sulla quantità degli allenamenti.
4) DIALOGO COL GRUPPO  Sfruttando la sua ormai lunga permanenza alla Roma, il nuovo tecnico ha puntato sulla fiducia e sul dialogo con i giocatori, molti dei quali conosceva appunto da anni. E questi colloqui sono stati fondamentali per la rinascita dell’autostima.
5) RAPPORTO CON I DIRIGENTI  Un punto strettamente connesso al primo e secondo. Anche se sarebbe assai improprio parlare di gestione collegiale, di certo tra le stanze tecniche e quelle dirigenziali non ci sono steccati. Tutto sommato, in mancanza di un ideologico Verbo di base, il colloquio fra le parti non sorprende nessuno.
LA VERITA’ DI ANDREAZZOLI Con queste premesse, ecco pillole delle sensazioni del nuovo tecnico colte ieri a Coverciano, dove ha applaudito e poi salutato Zeman. «Io credo nei sogni. Senza, non si va da nessuna parte, ma la vittoria con la Juve non deve essere una resurrezione, bensì una base per ricostruire qualcosa. Il mio è un gruppo di lavoro stupendo. Non ho mai dovuto puntualizzare nulla; ho inserito delle regole, senza avere problemi nell’applicarle. Se ci sono stati dei problemi, come quello del rigore di Genova, si risolve prima davanti a tutti, poi tra di noi». Poi Andreazzoli punta ancora su De Rossi. «Ha ampi margini di miglioramento. Con la Juventus è stato bravo, ha giocato bene. Ha dato il massimo di quello che può dare in questo momento. Non penso che il dualismo con Tachtsidis lo abbia fiaccato. Può darsi che l’abbia disturbato, però sono momenti passati. Daniele deve mettersi dietro le spalle ciò che è successo e impegnarsi per far vedere ciò di cui è capace. Lui è stato tra i pochi centrocampisti al mondo che potevano dirsi “migliori”: ci ritornerà sicuramente. Non ci sarà nessuna difficoltà perché lui torni ad essere al top. Totti? Di lui posso dire solo cose bellissime. Francesco è sempre un esempio per gli altri pur restando dietro le quinte. Eppure potrebbe stare tre passi davanti a tutti. Adesso, però, meglio pensare all’Atalanta, sfruttando l’onda positiva». Titoli di coda sui rapporti subito spinosi con l’informazione dopo il caso Osvaldo e il rigore. In sintesi: «Nulla di ciò che emerso è vero». Come dire, tutta colpa dei giornalisti. Ovvero, il più grande segno di continuità a Trigoria da vent’anni a questa parte.

Rinascita Piris: adesso è decisivo per la difesa a tre

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GAZZETTA DELLO SPORT, A. PUGLIESE –  Va bene, il video non è proprio quello e contro Neymar su Youtube Ivan Piris fa più brutta figura che bella. Ma alzi la mano chi rischia di non farla, contro quel fenomeno del brasiliano. E poi erano altri tempi, più di un anno fa, quando Piris era in forza al San Paolo e per sua stessa ammissione «in Brasile ho allenato tanto l’attacco, qui in Italia sto mettendo a posto anche la fase difensiva». A dire il vero, lo scetticismo intorno a Ivan è ancora forte, a causa probabilmente di quell’inizio di stagione a tratti tragico. Ma se si vuole essere altrettanto onesti, va detto che nella vittoria di sabato sera contro la Juventus, una delle sorprese più belle è stata proprio la sua affidabilità in un ruolo che metteva paura: centrale destro nella difesa a tre, lui che finora aveva palesato limiti anche nel gioco aereo. Ed invece Piris è piaciuto, ha tenuto il campo ed ha giocato una delle sue migliori gare da quando è in Italia. Non a livello della semifinale d’andata di Coppa Italia con l’Inter («È stata la mia migliore partita in assoluto da quando sono a Roma», disse subito dopo il fischio finale), quando regalò due assist e una prestazione d’autore.
OBIETTIVO  Finora, dunque, l’avevamo visto solo come esterno destro di difesa, ruolo dove aveva convinto a tratti. A dire il vero, forse anche di meno. Ma se c’è una qualità che bisogna riconoscere a «soldatino» Piris è che non si è mai fatto condizionare dall’ambiente e dalle tante critiche piovutegli addosso nei mesi scorsi. Tra meno di un mese (il dieci marzo) compirà 24 anni e nella sua casa di Casal Palocco festeggerà con la famiglia (la compagna Maria e il figlio Kevin) e alcuni degli amici più stretti (tra questi il suo agente Giuseppe Addamiano e i giallorossi Burdisso, Nico Lopez, Lamela e Balzaretti, con cui in ritiro ha diviso la camera). L’obiettivo? Cercare di trovare presto la conferma per il prossimo anno, con la Roma che ha un diritto di opzione per l’acquisto dal Deportivo Maldonado (club uruguaiano controllato da un fondo) a 4 milioni di euro.
METAMORFOSI Quando Castan si è fatto male a Genova, in molti hanno pensato che per la Roma fosse la fine dell’esperienza della difesa a tre. Ed invece Andreazzoli dal cilindro ha tirato fuori proprio Piris e dopo la prestazione di sabato, c’è da scommetterci su che la cosa andrà avanti ancora. E con essa, addio anche alla presunta rivalità con Torosidis («L’ex giocatore dell’Olympiacos potrà essere solamente uno stimolo in più per Ivan», aveva detto qualche giorno fa Addamiano). Per Piris, ora, c’è una nuova vita, quella di centrale nella difesa a tre. E chissà che non sia una svolta nuova per un futuro diverso da quello che sembrava già scritto fino ad un mese fa…

Conte attacca Totti, Zeman lo esalta

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IL TEMPO, A. SERAFINI – Totti continua a far parlare di sé. La serata dell’Olimpico, conclusa sotto l’insegna del numero dieci, ha fatto il giro del mondo: tra le immagini di quella saetta finita alle spalle di Buffon, c’è stato anche chi non è riuscito proprio a digerire quel pericoloso intervento sul ginocchio di Pirlo.

Un mix contrastante di complimenti e accuse, su cui è tornato ieri anche il tecnico bianconero Antonio Conte, fresco vincitore a Coverciano del premio Panchina d’Oro 2012. «Faccio grandissimi complimenti a Francesco per il gol straordinario – ha ribadito il tecnico – anche se nella partita ha fatto una cosa bellissima e una cosa brutta», riferendosi proprio al fallo incriminato[…]

L’amicizia e la stima reciproca tra i due campioni del mondo infatti, non ha lasciato alcuni tipo di strascico, come ribadito dallo stesso Pirlo: «L’intervento di Totti? Sono falli che in campo succedono, lui si è subito scusato. Ho il ginocchio un po’ gonfio, ma è normale quando capitano queste cose». Chiuso il caso quindi, per il capitano romanista c’è stato anche il tempo di ricevere i complimenti da parte di un vecchio amico, che senza dubbio, avrebbe preferito farglieli direttamente di persona sabato sul campo. La Panchina d’Argento, riservata al miglior tecnico dell’anno scorso in serie B, ha infatti un sapore agrodolce per Zeman. «Totti? Aspetto di andare a festeggiare con lui il superamento dei gol di Nordhal. Gli manca poco per raggiungere questo traguardo».[…]

AG. LAMELA: “Il City su Erik? Non è una novità l’interesse delle big”

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TUTTOMERCATOWEB.COM – Prestazioni strabilianti, undici gol in campionato. Inevitabile che se a tutto ciò si aggiunge il fatto di avere solo 20 anni, le grandi del calcio mondiale si accorgono di te. E infatti, Manchester City su tutte, le big europee hanno aggiunto ai loro preferiti il curriculum di Lamela. Queste le parole, a riguardo, dell’agente del calciatore, Pablo Sabbag“City su Lamela? Erik sta disputando un ottimo campionato, è un giovane talento ed è normale che le big europee possano interessarsi a lui. Lo scorso mese sono stato in Italia e ho parlato con la Roma di alcuni aspetti legati al contratto di Lamela; piace in Europa, ma non c’è nulla di concreto”.

Alcuni media rivelano che la Roma è disposta a parlare di cessione in caso di una grande offerta.
“Questo non posso dirlo, sono aspetti e valutazioni che riguardano la società giallorossa. Personalmente posso dire solo che è normale l’interesse delle big nei riguardi di Lamela”.

Sulla presenza di Mancini a Marassi cosa puoi dire?
“Non è una novità che le big siano interessate a Lamela. Erik è un ragazzo eccezionale e un professionista esemplare, ma è presto per parlare di mercato e del suo futuro visto che manca ancora molto alla fine della stagione”.

Pirlo: “Il fallo di Totti? Cose che capitano”

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RAI SPORT – A latere dell’assegnazione del premio “Bulgarelli”, Andrea Pirlo  ha rilasciato una breve dichiarazione dopo la sconfitta della sua Juventus contro la Roma.Ecco le sue parole:

«Delusione per la sconfitta con la Roma? Perdere non fa mai piacere ma ora dobbiamo subito pensare alla partita di domenica  sapere che sabato abbiamo fatto una brutta gara e cambiare registro. Intervento di Totti? Sono falli che in campo succedono, lui si è scusato, ho il ginocchio un po gonfio ma è normale quando capitano queste cose. Milan-Barcellona? Sarà certamente una partita spettacolare, auguro ai miei ex compagni di fare del loro meglio. Il campionato italiano è sempre stato molto difficile, non c’è mai una partita scontata quindi bisogna avere sempre la stessa concentrazione e non è semplice averla in tutte le partite. L’obiettivo nostro è quello di ripeterci in campionato, la Champions League è un sogno e vedremo partita dopo partita dove potremo arrivare».

 

Preziosi: “Vorrei tenere Borriello, troveremo un accordo con la Roma”

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SKY SPORT – Il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, ha rilasciato alcune dichiarazioni all’emittente satellitare affrontando anche alcuni temi di mercato. Queste le sue parole:

Borriello ci sta dando una mano, sarò sempre felice di avere un giocatore così in squadra. Il suo futuro? Mi auguro che si trovi un accordo con la Roma. Coi giallorossi abbiamo 3-4 giocatori in comproprietà, quindi penso che troveremo una soluzione”.

SONDAGGIO – Totti escluso, chi è stato il migliore nella vittoria contro la Juve?

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GIALLOROSSI.NET  –  Tolto Francesco Totti, che si è contraddistinto in maniera indiscussa come il migliore in campo, vi chiediamo: chi vi è piaciuto di più nella vittoria di sabato scorso contro la Juventus? Qual è il vostro personale migliore in campo?

Dite la vostra!

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La Roma scopre l’importanza di Torosidis

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GIALLOROSSI.NET –  Arrivato a Roma in punta di piedi, il terzino destro della nazionale greca Torosidis si sta mettendo subito in evidenza, grazie soprattutto all’ottima partita di sabato scorso contro la Juventus. Corsa, quantità e grinta sono le doti migliori di questo giocatore d’esperienza, che non ha una tecnica sopraffina ma che compensa questa lacuna con una diligenza tattica importante.

Contro la Juventus il terzino ellenico è riuscito ottimamente ad arginare un cliente scomodo come Asamoah, e nella ripresa ha addirittura fornito un apporto prezioso in fase di spinta. La Roma scopre così un giocatore che, vista la carenza nel ruolo, potrà tornare molto utile da qui fino al termine del campionato. Soprattutto ora che Piris sembra essersi riadattato nel ruolo di difensore centrale nella difesa a tre.

Zeman: “La Roma ha grandi potenzialità. Non sono riuscito a fare quello che volevo”

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REPUBBLICA.IT – Presente al Centro Tecnico FIGC di Coverciano, per ritirare la Panchina d’Argento, Zdenek Zeman parla anche della sua tormentata seconda avventura sulla panchina della Roma:

Non mi pento di niente di quanto fatto quest’anno. Sono arrivato a Roma perché  volevo fortemente la Roma, mi dispiace solamente di non essere riuscito a fare ciò  che avevo in testa e per quello che secondo me aveva la squadra come potenzialità”.


Dichiara il tecnico boemo al latere della consegna della premiazione e poi aggiunge: “ Mi fa piacere che c’e’ tanta gente che ha creduto e crede ancora in me. Dove ricominciare? Non ci ho ancora pensato. Totti? Aspetto di andare a festeggiare con lui il superamento dei gol di Nordhal. Gli manca poco per raggiungere questo traguardo“.

ANDREAZZOLI: “Ho un gruppo stupendo e unito. De Rossi tornerà presto al top”

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SKY SPORT – Aurelio Andreazzoli, presente a Coverciano per la premiazione della panchina d’oro 2011/2012, ha rilasciato delle dichiarazioni alla tv satellitare. 

Conte: “Totti? Ha fatto una cosa bellissima e una brutta”

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SKY SPORT – Queste le parole di Antonio Conte, due giorni dopo la sconfitta per 1-0 all’Olimpico contro i giallorossi:

“Che effetto mi fa vedere Totti in queste grandi condizioni a 37 anni? Grandissimi complimenti a Francesco, ha fatto un gol straordinario. Ha fatto una cosa bellissima e una cosa brutta durante la partita (il fallo a gamba tesa su Pirlo, ndr). Rimaniamo sulla cosa bella, complimenti a lui. So che per la cosa brutta lui è il primo ad essere dispiaciuto perché è stata fatta nei confronti di un ragazzo con cui ha giocato per tanto tempo”. 

Panchina d’oro, Zeman arriva secondo dietro a Conte

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La Panchina d’Oro 2011-2012 e’ stata assegnata ad Antonio Conte, allenatore della Juventus campione d’Italia in carica.

L’argento, invece, va all’ex allenatore della Roma, Zdenek Zeman. Il premio è stato assegnato al centro tecnico di Coverciano dove erano presenti tra gli altri Montella, Stramaccioni, Cosmi, Maran, Bisoli, Ballardini, Pulga, Atzori, Serena, Bergodi e Ventura. Presente anche l’amministratore delegato della Juve Marotta.