Rivoluzione Andreazzoli. Ma la Roma fa ancora flop

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GASPORT (M. CECCHINI) – La battuta più amara è di un romanista che uscendo dice: «Sabatini ha portato in Italia tre portieri e il migliore (Romero, ndr) l’ha dato alla Sampdoria». D’altronde, nel giorno in cui Stekelenburg non è impeccabile, la nuova difesa a tre perde subito un pezzo importante (distorsione al ginocchio per Castan, forse con interessamento dei legamenti: potrebbe stare fuori un mese) e la Roma colleziona la 10a sconfitta stagionale (2 punti nel 2013 in 6 partite) scivolando al 9° posto. Che cosa si può dire?

Sabatini & De Rossi «Dobbiamo lavorare per mettere a posto le cose, poi faremo le nostre considerazioni — dice il d.s. Sabatini —. Oggi abbiamo giocato bene per larghi tratti, poi sono successe alcune cose in campo che non ho capito (il rigore, ndr). Andreazzoli a rischio? Non scherziamo: ha fatto tre allenamenti». De Rossi è amaro. «Dobbiamo cambiare rotta e io mi devo rimettere in forma, non faccio due-tre partite di seguito da settembre, la condizione non può essere quella dell’anno scorso o dell’Europeo. Si è sempre parlato di un’incompatibilità con Zeman ma queste sono tutte fantasie, un falso storico. Io con lui avevo un rapporto cordiale e civile. Certo, non mi faceva piacere andare spesso in panchina, non ero felice. Potevo essere un giocatore importante per lui come lo sono stato per altri allenatori — e viceversa —, invece non è stato così. Non posso credere ci fosse qualcosa di prevenuto, ci sono rimasto male per alcune dichiarazioni uscite fuori visto che con lui ho sempre avuto un rapporto educato. La rabbia dei tifosi? C’è troppa divisione. C’è gente che critica questa società qualunque cosa faccia, come prima criticava i Sensi al 2° posto».

Andreazzoli: gol regolare Detto che De Rossi benedice la difesa a tre («l’abbiamo fatta per subire meno e da questo punto di vista ha funzionato: non abbiamo meritato di perdere»), Andreazzoli spiega così: «Tutte le partite sono figlie degli episodi. Il gol annullato a Lamela mi sembrava regolare. Al di là del risultato sono molto soddisfatto, i ragazzi hanno fatto tutto quello che volevo. A Lamela ho chiesto più sacrificio e nel primo tempo siamo stati equilibrati. Ha fatto una grande gara. La Samp dal suo punto di vista ha meritato il risultato e forse noi siamo stati penalizzati. Purtroppo l’infortunio di Castan ci toglie qualcosa anche per il futuro, vedremo se cambiare modulo. In questo momento c’è solo delusione, ma meglio guardare avanti e pensare alla Juve. Sarà una gara molto importante». Per cuori forti.

E poi in aereoporto sfiora la rissa con un tifoso

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CORSPORT (R. MAIDA) Un applauso nel silenzio assoluto, poi una parola che non offende ma ferisce: «Complimenti!». Alla fine di una domenica terribile, Daniel Osvaldo ha reagito male al sarcasmo avvelenato di un tifoso in trasferta. (…)

IL BATTIBECCO – «Dici a me? Vieni qua». Osvaldo ha capito che quel ragazzo bruno in jeans e maglietta, seduto su una poltrona in sala d’attesa, ce l’aveva con lui. «Bel rigore hai tirato: ho speso duecento euro per venire qui!» ha insistito il tifoso, che di lì a poco si sarebbe imbarcato su un altro volo. E il giocatore ha posato lo zaino a terra, pronto a regolare i conti con le mani, senza nemmeno togliere gli occhiali. «Alzati se hai il coraggio, ti spiego due cose». Lo ha salvato dalle imprevedibili conseguenze di un black-out nervoso l’intervento di Muzzi e Beccaccioli, i due nuovi collaboratori, che lo hanno marcato meglio di come avevano fatto Gastaldello e gli altri difensori della Sampdoria. Molti altri giocatori (non Totti, che era ancora ai controlli di sicurezza) osservavano incuriositi e un po’ preoccupati, mentre Lamela se ne stava in disparte divorando un panino e Andreazzoli parlottava con Sabatini. Vito Scala intanto cercava di mediare, chiedendo con garbo al contestatore di moderare i toni della protesta. Altri due tifosi, più pacati, hanno chiesto «rispetto per la gente, che soffre per le sconfitte: non si può andare avanti così. Siete una squadra forte, dimostratelo. Perdiamo sempre, siamo stanchi». (…)
ASSENZA – Ironia della sorte, lo scontro verbale (e quasi fisico) è capitato nella prima trasferta in cui la società aveva organizzato un volo charter di andata e ritorno. L’obiettivo, evidentemente fallito per l’incrocio fortuito in aeroporto, era evitare i contatti tra la squadra e il malcontento popolare. Ma il caso Osvaldo ha spiazzato anche l’“intelligence” romanista. (…)

La Roma è sempre peggio

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L MESSAGGERO (U. TRANI) – Cambia l’allenatore, non il risultato. La Roma perde ancora nel 2013, solo due punti raccolti nelle sei gare di campionato del nuovo anno. La Sampdoria ha la pazienza di aspettare il secondo tempo per aggiudicarsi il match davanti all’idolo di un tempo, Roberto Mancini, arrivato ieri dall’Inghilterra. Il 3 a 1 di Marassi è pesante per i giallorossi: sullo 0 a 0 l’arbitro toglie un gol regolare a Lamela e sull’1 a 0 Osvaldo un rigore a Totti per consegnare il pallone tra le braccia di Romero. Restano, però, le cifre che sono inequivocabili: è la decima sconfitta in questo torneo, la quarta dal 6 gennaio, e le reti subite sono 45. La zona Champions è a 10 punti e pure l’Udinese è adesso davanti: quindi nono posto in classifica. Sempre peggio.

UNA PARTITA, DUE PRESTAZIONI La Roma fa un grande primo tempo: compatta e disciplinata. I giocatori si sacrificano e seguono le indicazioni di Andreazzoli. Il debutto del nuovo tecnico finisce, però, male. Perché nella ripresa i giallorossi è come se non si fossero ripresentati in campo. Preso il gol di Estigarribia, sono ricomparsi i vecchi difetti. Anche la paura di sbagliare. Fragile di testa più che tatticamente. Come con Zeman.

LA MODIFICA TATTICA Andreazzoli, riparte dalla difesa a tre che piace al gruppo, indica la nuova via. Ma non è atteggiamento prudente. Nel suo 3-5-2, Pjanic fa la mezzala sinistra, Lamela l’esterno a destra e Marquinho quello a sinistra, dietro a Totti e Osvaldo. L’equilibrio è ritrovato. La Roma non rischia niente, con la Sampdoria che nel primo tempo non conclude mai: a far schermo, qualche passo davanti ai tre centrali, c’è De Rossi che imposta facile e protegge senza essere in affanno. In attacco i giallorossi si affacciano spesso, anche se non sono concreti, come spesso gli è accaduto in questa stagione. Bradley, ignorando Lamela e Osvaldo, non sfrutta la superiorità numerica e di destro strozza a lato. Lamela, con il solito tiro di sinistro a giro, trova i guantoni di Romero che respinge. Totti, su punizione, indirizza nell’angolo basso più vicino e il portiere argentino devia in angolo. La chance migliore, a fine tempo, capita a Pjanic su invito, da sinistra, di Osvaldo: destro troppo lieve e Costa di petto salva in angolo.

L’ORGANIZZAZIONE SVANISCE  Basta una mossa di Delio Rossi per mandare in tilt la Roma nel secondo tempo: fuori Soriano dopo l’intervallo e spazio a Sansone che, sistemandosi alle spalle di Icardi, cambierà la storia del match. Andreazzoli, invece, cambia lato, e non si capisce perché, a Pjanic, che inizia la ripresa da intermedio destro: il bosniaco, forse il migliore della prima parte, esce dalla partita come d’incanto. I giallorossi perdono brillantezza e convinzione, la Samp, invece, riparte veloce e sembra anche più spigliata. Al sesto segna Lamela ma l’assistente Barbirati segnala il fuorigioco dell’argentino che è in posizione regolare. Celi annulla. Ad inizio azione è Marquinho a essere oltre i difensori blucerchiati, non si capisce però la segnalazione in ritardo. L’episodio incide sul risultato. De Rossi regala a centrocampo un pallone a Poli che verticalizza per Sansone, bravo a smistare a sinistra per Estigarribia: sinistro per l’1 a 0 all’undicesimo. La ripartenza è fatale e la Sampdoria, al primo tentativo, fa centro. Stekelenburg evita subito il bis: di piede si oppone a Poli.

OSVALDO SCANSA TOTTI Celi concede un rigore alla Roma, fallo di Gastaldello su Osvaldo. Il centravanti si prende il pallone e allontana Totti che è lo specialista. Il capitano, senza parole, resta per qualche secondo sulla linea dell’area di rigore. Non capisce, ma si adegua, anche perché dalla panchina nessuno interviene, a cominciare dal nuovo tecnico. Osvaldo batte centrale e Romero blocca. E’ il ventiquattresimo. Due minuti prima Andreazzoli aveva inserito Florenzi per Bradley e avanzato Lamela: il sistema di gioco adesso è il 3-4-2-1, con l’argentino accanto a Totti per assistere meglio Osvaldo. Sansone realizza il 2 a 0 su punizione, concessa per un fallo di Burdisso su Gastaldello. Stekelenburg prende il gol, sinistro piazzato, sul palo che dovrebbe coprire: la palla gli passa in mezzo alle mani. In quell’azione si fa male Castan che si arrende per una distorsione al ginocchio sinistro: dentro Dodò, con Marquinho che si accentra accanto a Pjanic e De Rossi che arretra in mezzo alla difesa. Su azione a destra di Florenzi, Lamela segna la sua undicesima rete in campionato, sinistro in mischia al trentesimo. La Sampdoria chiude due minuti più tardi il match, colpo di testa di Icardi, anticipando De Rossi, su corner ancora di Sansone. Si rivede Lopez, capocannoniere del Sub 20, in campo al posto di Marquinho. Nel recupero espulso Delio Rossi per un gestaccio a Burdisso, nervoso e spaesato, come Andreazzoli e il resto del gruppo che scivola ancora in classifica.

La Roma naufraga a Genova. E torna di moda la parola “autogestione”

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GIALLOROSSI.NET – La Roma prende l’ennesima imbarcata contro la Sampdoria, incassado altre tre reti ed evidenziando i soliti vizi: incapacità di gestire una partita cominciata bene, tragiche amnesie difensive e una fragilità emotiva che mette spavento.

Ma allora non era tutta colpa di Zeman…

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REPUBBLICA.IT (A. VOCALELLI) – Chissà se ancora diranno che era tutta colpa di Zeman. La Roma ha perso in casa della Sampdoria, incassando tre reti: pensate se fosse successo con il boemo. Tutti lì a dire: ecco la Roma che incassa tre gol a partita. Eppure il nuovo allenatore, Andreazzoli, aveva fatto di tutto e di più per mettere i giocatori a proprio agio. Spiegando in settimana di voler andare incontro alle loro esigenze personali, fatte anche di orari comodi per gli allenamenti. E poi in campo: difesa a tre, come la squadra aveva mostrato di gradire particolarmente a Firenze in Coppa Italia. E dentro tutti i giocatori che più avevano avuto problemi con Zeman. Ecco dunque Stekelenburg, riecco De Rossi, ecco Pijanic addirittura al centro del gioco, forse più ancora di Totti, ed ecco Marquinho, che da Zeman era stato addirittura punito con una mancata convocazione. Tutti insieme, non hanno però prodotto un calcio molto, molto, diverso. Anzi.

La Roma, come detto, ha incassato tre gol. Il primo per un errore di appoggio a centrocampo e ci sembra di sentirli i critici estremi di Zeman: ecco a cosa ti espone un calcio troppo rischioso, basta perdere il pallone e la frittata è fatta. Solo che stavolta Zeman non c’era e il primo gol è arrivato anche a difesa schierata, capace però di sbagliare la diagonale. Poi il raddoppio. Fosse capitato ad un altro, chissà cosa si sarebbe detto ed urlato. E’ invece toccato a Stekelenburg prendere gol su punizione sul proprio palo. Dove, dicono i maestri delle scuole calcio, non è proprio possibile. E poi il terzo gol. Calcio d’angolo e colpo di testa comodo comodo di Icardi. Fosse successo con Zeman avrebbero detto che questi sono i risultati della marcatura a zona dentro l’area, dove invece bisogna attaccarti all’uomo, impedendogli di saltare. Stavolta evidentemente si doveva marcare a uomo, eppure Icardi ha guardato il pallone arrivare, ha staccato e ha appoggiato dalla parte opposta senza la minima opposizione.

Insomma, Zeman avrà anche avuto le sue responsabilità – e negarlo sarebbe sciocco e impossibile – ma da qui a pensare che i problemi della Roma dipendessero tutti da lui, o soprattutto da lui… La Roma è un Problema ben più complesso, che solo con una bella dose di superficialità si poteva pensare di poter risolvere semplicemente allontanando l’allenatore e facendo sentire i giocatori quasi “liberati” dalla presenza di chi in settimana li opprimeva, ingabbiava, mandandoli in campo poi allo sbaraglio. Non era evidentemente così. Il Problema è evidentemente più grande. Tanto più grande da portare Osvaldo a sbagliare un rigore che per definizione doveva essere tirato da Totti. , ha confessato Andreazzoli alla fine, stupito così come noi da un fatto senza precedenti. Sì, senza precedenti. Questo con Zeman non è mai successo e , a pensarci a bene, non sarebbe successo.
Chissà se ancora diranno che era tutta colpa di Zeman.

LA FOTO – Il dito medio del “signor” Delio Rossi

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GIALLOROSSI.NET – Ecco la foto che dimostra la provocazione di Delio Rossi nei confronti di Burdisso, gesto indecoroso che ha scatenato il parapiglia nel finale di Sampdoria-Roma. Ai nostri lettori lasciamo ogni ulteriore commento.

OSVALDO: “Il rigore? Me la sentivo”, DE ROSSI: “Delio Rossi? Spero di non diventare come lui”

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GIALLOROSSI.NET – Queste le parole di Daniele De Rossi e Daniel Osvaldo al termine di Sampdoria-Roma.

Sampdoria-Roma, le interviste – Andreazzoli: “Soddisfatto, partita decisa da episodi”. Sabatini: “Alcune cose non le ho capite”

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GIALLOROSSI.NET – Queste le parole dei protagonisti al termine della partita Sampdoria-Roma, persa dai giallorossi per 3 a 1.

Sampdoria-Roma 3 a 1: le pagelle

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Queste le pagelle di Sampdoria-Roma, terminata tre a uno per i doriani.

Stekelenburg: 5,5 – Poco reattivo sul gol di Sansone.

Burdisso: 5 – Non sembra trarre giovamento dal nuovo sistema a tre.

Castan: 5 – Decisamente meglio in fase di appoggio, distratto in difesa.

Marquinhos: 5 – Non sembra nemmeno il parente del Marquinhos ammirato settimane fa.

Bradley 5,5 – Tanta quantità ma troppa poca qualità. Sbaglia malamente il gol dell’uno a zero.

De Rossi 5,5 – Non incide.

Marquinho: 5 – Fumoso, impacciato.

Pjanic: 5,5 – Ha sulla coscienza il gol fallito che avrebbe lanciato la Roma sul finale di primo tempo. Poi tanta confusione.

Lamela: 6 – Uno dei pochi a salvarsi: lotta e segna il momentaneo gol dell’ 1 a 2. Meglio quando gioca più centrale.

Totti 6 – Come al solito l’unico a lottare dentro e fuori dal campo. Illumina con  assist al bacio che non vengono concretizzati.

Osvaldo 4 – Irritante. Il rigore sbagliato è l’emblema della sua prestazione.

(dal 30′ st Florenzi 6) – Si stenta a capire perchè è rimasto fuori.

All. Andreazzoli: 5 – Manda in campo una formazione bizzarra. Il suo esordio non è felice.

 

LIVE Sampdoria – Roma: 3-1 (11’st. Estigarribia, 27′ st. Sansone, 30′ st. Lamela, 32′ st. Icardi)

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Diffusa la formazione ufficiale con cui la Roma scenderà in campo contro la Sampdoria a Genova.
Confermato il 3-5-2, Marquinho e Lamela a centrocampo, davanti Totti e Osvaldo.

SAMPDORIA-ROMA: le probabili formazioni

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GIALLOROSSI.NET – Pochi minuti al calcio di inizio di Samdoria-Roma. Grande attesa intorno alle scelte che andrà ad operare Aurelio Andreazzoli per questo suo esordio sulla panchina giallorossa.

SAMPDORIA-ROMA: le probabili formazioni dei quotidiani. Giallorossi in campo col 3-4-1-2

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GIALLOROSSI.NET – Aurelio Andreazzoli ha scelto: sarà difesa a tre.  Questa alemno è l’indicazione che emerge dalle probabili formazioni che i giornali di oggi ipotizzano per il match di questo pomeriggio tra Sampdoria e Roma.

Verratti-Roma, tutto vero

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CORSPORT (R. BOCCARDELLI) – Dice Leonardo davanti alle telecamere: «Verratti? Resta con noi. D’altronde ce lo ha chiesto solo la Roma e poi non se n’è fatto niente. So che in Italia se n’è parlato molto. E’ comprensibile che al ragazzo piaccia l’idea di giocare nella serie A». Già, la Roma. Lo avevamo scritto lo scorso 17 dicembre, e ribadito nella seconda metà di gennaio. Si poteva fare lo scambio di prestiti con De Rossi, almeno fino a quando c’è stato Zeman. Ma non se n’è fatto niente e niente si farà. Almeno fino a giugno.
Eppure, proprio all’indomani della prima nostra indiscrezione, i poco, anzi, perniente-informati, si affrettarono a bollare la notizia nei modi più variopinti e pittoreschi, per non dire insultanti. Sport molto praticato in una parte del mondo dei media, soprattutto romani. (…)

ALTRI SCENARI – L’addio di Zeman cambia gli scenari e non di poco. Perchè restituisce a De Rossi serenità e un posto sicuro da titolare, sempre che Daniele confermi sul campo di aver ritrovato una forma appena accettabile. Allo stesso tempo Verratti comincia a trovare un po’ più di spazio nel Psg e anche nella nazionale azzurra dove proprio l’altro giorno, lui che non è un uomo gol, ha firmato la sua prima rete con la maglia dell’Italia, quella che ci ha evitato la capitolazione contro l’Olanda ad Amsterdam. Le parole di Leonardo poi (”Verratti resterà a lungo con noi”) sembrano voler sgombrare il campo da ulteriori equivoci.
L’ANNO CHE VERRA’ – Quello calcistico è un vero punto interrogativo in casa Roma. Ad oggi non si sa chi sarà il prossimo allenatore e neanche se la squadra giallorossa potrà cimentarsi anche in campo europeo. Dunque anche il mercato della Roma è tutt’ora in alto mare, anche se un innesto di qualità a centrocampo sembra già ad oggi necessario. Difficile che Sabatini torni su Verratti, che costerà tanto e non sarà più l’unico capace di interpretare un certo gioco (quello di Zeman) in un 4-3-3 che non sembra più il modulo invariabile da mettere in campo. (…)

Totti e De Rossi per ricominciare

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IL ROMANISTA (V. META) – La metafora del Colosseo l’aveva già usata nella sua prima intervista da allenatore della Roma, Aurelio Andreazzoli, e l’ha ripetuta anche nella sua prima (e lunghissima) conferenza stampa: «Totti e De Rossi li considero due monumenti, per romanità e per tutto quello che rappresentano. Se li innalzo, salgono anche tutti gli altri, se invece li spingo verso il basso, il resto della squadra resta dov’è». La sua Roma, insomma, ricomincia da quei due, «Capitano e Capitan Futuro». E ricomincia sul campo in cui in fondo era iniziato tutto già al suo primo anno a Trigoria, Marassi, dove l’ormai celeberrima emergenza in attacco convinse Spalletti e il suo vice a varare la metamorfosi tattica che avrebbe fatto le fortune della Roma da quel momento in poi: 4-2-3-1 con il Colosseo Totti inedito centravanti.

L’altro momumento, allora appena ventiduenne, aveva cominciato il campionato alternando prestazioni scintillanti ad altre meno brillanti, ma in quel modulo ci mise poco a fare la differenza: «davanti alla difesa è un camion», diceva Spalletti qualche mese dopo. Metafora meno poetica, ma piuttosto efficace. Sette anni e mezzo dopo, riecco Genova per loro. Ai blucerchiati Totti ha già segnato tredici gol in quattordici partite (sono la sua vittima preferita insieme al Parma, affrontato però diciassette volte): niente male per uno che la maglia della Sampdoria ha rischiato di vestirla una quindicina d’anni fa e se non ci fosse stato quel famoso triangolare all’Olimpico, chissà adesso di cosa parleremmo.

De Rossi, invece, a Marassi ha segnato soltanto al Genoa e aspetta il primo gol stagionale, ormai completamente recuperato dopo l’infortunio muscolare rimediato contro l’Inter. «Giocherà tutte le partite, da qui alla fine della stagione» ha detto Andreazzoli, salvo poi aggiungere «se farà bene». Anche perché, ha argomentato il tecnico, dai suoi momumenti si aspetta qualcosa di più: «In quanto icone, nello spogliatoio devono essere di esempio, quindi da loro mi aspetto comportamenti ineccepibili. E loro lo sanno bene». D’altra parte, la Roma ha un gran bisogno di loro, del genio di Totti e dell’anima di De Rossi, per provare a rimettere insieme i pezzi di una stagione compromessa, ma non ancora del tutto. Contro la Samp della vecchia conoscenza Delio Rossi, entrambi saranno in campo dal primo minuto.

Quanto al modulo, Andreazzoli non ha voluto offrire appigli al collega blucerchiato: nella riunione tecnica con la squadra, si è parlato di 4-2- 3-1, ma anche di 4-3-1- 2 e di difesa a tre, soluzione provata anche nel corso della rifinitura di ieri. Sugli interpreti, invece, dovrebbero esserci meno dubbi: davanti a Stekelenburg («vale quanto detto per De Rossi: se farà bene, le giocherà tutte»), dovrebbero giocare Marquinhos, Burdisso e Castan. In mezzo linea a quattro con Torosidis, De Rossi, Bradley e uno fra Marquinho e Florenzi, con Pjanic avanzato sulla trequarti. In avanti, Totti si prepara a tornare centravanti, viste anche le non perfette condizioni di Oavaldo, ancora dolorante per la contusione al ginocchio rimediata nell’allenamento di venerdì. Accanto al capitanto ci sarà Lamela.

Roma, ora serve l’hombre diagonal

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CORSPORT (R. BOCCARDELLI) – C’era l’hombre vertical, che però giocava talmente orizzontal che i giocatori della Roma scambiavano le panchine con le porte. Arrivò poi l’hombre immutabile che giocava talmente vertical che i suoi giocatori si dimenticavano l’esistenza degli avversari, soprattutto dopo aver perso palla nell’ennesima, improbabile verticalizzazione.

Ed ecco ora l’hombre che in otto anni non aveva detto una parola e che quando gli hanno dato un microfono… son dovuti intervenire i reparti speciali per farlo smettere.
A noi basterebbe un uomo diagonal!!! Sì, un allenatore che spieghi ai suoi giocatori (che istintivamente lo sanno e lo fanno già), gli elementi base, i primi rudimenti della tattica calcistica, quelli che si apprendono a Coverciano, ma anche nei corsi regionali per allenatori dilettanti. Per esempio che il calcio è soprattutto un gioco “diagonale”, dove per far bene devi correre in diagonale, con e senza palla.

Se con Luis Enrique la squadra masticava orizzontalmente il pallone senza trovare mai una via di uscita (gli avversari ovviamente aspettavano l’errore per ripartire velocemente), con Zeman la filosofia diametralmente opposta ha fornito gli stessi effetti: tanti palloni persi e avversari di corsa verso il gol. Avete mai visto un portiere dare verticalmente il pallone al difensore centrale che lo dà verticalmente al centrocampista centrale che lo dà verticalmente al centravanti e questo segna? Si può fare solo se davanti non ci sono avversari. Altrimenti non funziona. Certo, è un paradosso, un’estremizzazione, ma è anche vero che nella ricerca dell’equilibrio perduto, pensare diagonale è una ricetta da seguire.

Correndo in diagonale senza palla si accorciano le distanze verso gli avversari. Si copre più velocemente la zona lasciata scoperta da un compagno di squadra, si ha una migliore visione periferica. Con la palla si difende meglio la stessa. In fase d’attacco, senza palla, ci si mette in condizione di vedere la porta una volta ricevuta. Un assist in verticale è fatto sempre per un giocatore che taglia in diagonale: ricordate il gol di Osvaldo a Napoli? Pjanic verticalizza sul movimento in diagonale di Osvaldo che deve solo (si fa per dire) girare la caviglia destra sull’uscita di De Sanctis. E quando Totti o Lamela vanno in diagonale partendo dalla fascia? (…)