OSVALDO: “Chiedo scusa ai tifosi. Ci tengo tanto a questa maglia, usciremo da questa situazione”

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TWITTER – Il giorno dopo l’errore dal dischetto, Pablo Daniel Osvaldo chiede scusa ai tifosi giallorossi attraverso Twitter:

“Sono molto amareggiato, vorrei chiedere scusa a tutti i tifosi, non volevo assolutamente mancare di rispetto a Francesco. 

Sebastiani (pres. Pescara): “Zeman era inca…to, ci teneva a fare bene con la Roma”

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GIALLOROSSI.NET – Il presidente del Pescara Daniele Sebastiani ha rivelato alcuni retroscena dell’incontro avuto con Zeman sabato mattina:

ANCELOTTI: “Il mio futuro si decide a fine anno”

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L’EQUIPECarlo Ancelotti non è più così sicuro di rimanere sulla panchina del Psg. La sua permanenza è legata ai risultati e il contratto è in scadenza a giugno, con un’opzione per un uteriore anno:

“Io voglio restare – le sue parole riportate da L’Equipeil club deciderà a fine stagione e se non sarà soddisfatto… Però non sono inquieto, sono tranquillo: faremo un bilancio a fine stagione”

L’analisi tattica – Bocciato il 3-5-2 di Andreazzoli

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GIALLOROSSI.NET – La Roma rivoluzionata da Andreazzoli riesce a mettere in difficoltà la Sampdoria solo per i primi 45 minuti di gioco, complice anche l’impossibilità da parte di Delio Rossi  di sapere che tipo di squadra avrebbe affrontato. E infatti scende in campo la Roma che non ti aspetti: un 3-5-2 assai bizzarro, con due esterni assai poco abili nella fase difensiva. Uno dei due è addirittura Erik Lamela, capocannoniere dei giallorossi, costretto a lavorare sulla fascia come un tornante. Una mossa che spiazza tutti, anche l’allenatore dei blucerchiati. La Roma però non riesce a sfruttare il fattore sopresa, gettando alle ortiche tutte le occasioni da gol presentatisi nella prima frazione di gioco.

Nella ripresa Delio Rossi prende una semplicissima contromisura: l’ingresso di Sansone trasforma la Samp in un 4-4-2 che mette in grossa difficoltà la Roma. De Silvestri può occuparsi di Lamela, mentre Estigarribia può spingere da quella parte, mettendo in crisi la fascia destra giallorossa. Sansone sembra Garrincha, e i giallorossi franano.  Andreazzoli non è in grado di prendere tempestive contromisure, e la Roma va in bambola. Quando entra Florenzi, con Lamela spostato in mezzo, qualcosa migliora: è infatti il giovane centrocampista giallorosso a mettere in crisi la retroguardia doriana, permettendo a Lamela  di concludere due volte verso la porta sempre grazie ai suoi assist. Ma ormai è troppo tardi.

Bocciato questo 3-5-2 di Andreazzoli: Marquinho è apparso decisamente sottotono, mentre Lamela sembra inadatto (oltre che sacrificato) nel ruolo di tornante. Per questo sistema di gioco, basato soprattutto sul peso degli esterni, servirebbero interpreti con caratteristiche tattiche molto diverse.

Poche regole ferree…che non esistono

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GIALLOROSSI.NET (A. Fiorini) – Tutto iniziò ad ottobre, quando De Rossi e Osvaldo fecero notare a Zeman che gli allenamenti imposti alla squadra non erano cosa gradita al gruppo. La presa di posizione lasciò stupefatto il tecnico boemo, che rispose alla richiesta con una seduta di allenamenti ancora più severa. Ma la guerra tra chi voleva disciplina e chi non sembrava digerirla troppo era solo all’inizio. Basti pensare alle scioccanti dichiarazioni di Stekelenburg, con le quali l’olandese si è sentito libero di dichiarare alla stampa la sua perplessità su compagno di squadra: “Non capisco l’utilità dell’arrivo di Goicoechea, c’eravamo già io e Lobont”. Frasi che in un colpo solo hanno messo nel tritacarne Goicoechea, Zeman e la dirigenza tutta.

E come dimenticare lo sputo di Marquinho verso il proprio allenatore? Un gesto gravissimo, sintomo di una pesante assenza di regole all’interno del gruppo. Qualcuno della dirigenza si è sentito in dovere di prendere la parola per stigmatizzare l’accaduto? Macchè, silenzio assoluto anche stavolta.
La situazione stava precipitando.  E per cercare di riportare disciplina all’interno di un gruppo che stava dando troppi segnali di insubordinazione serviva un segnale. Che mister Zeman pensa  di lanciare nel corso di una conferenza stampa: “Serve un regolamento, e di solito è la società che deve farlo”, le parole del tecnico boemo.

Parole che pesano come macigni. Un grido di allarme che però ha avuto una spietata accoglienza da parte della società. Franco Baldini il giorno dopo si dice certo dell’esistenza di regole. Anzi, il direttore generale riserva parole al miele ai suoi ragazzi: “Dal punto di vista professionale siamo molto contenti dei nostri calciatori, il comportamento della squadra è da sottoscrivere”. Zeman è delegittimato, mentre i ragazzi, nonostante gli innumerevoli episodi di insubordinazione, vengono giustificati dei loro misfatti. Difficile rimettere in riga un gruppo di ragazzi. Molto più semplice invece sbarazzarsi dell’allenatore.

Con la cacciata del boemo arriva il momento di Aurelio Andreazzoli, che subito ci tiene ad assicurare: “Ci saranno poche regole, ma ferree”. Il neo allenatore non fa in tempo a dirlo, che a Genova accade l’ennesimo fattaccio: Osvaldo decide di fare di testa sua andando contro ogni gerarchia, strappando il rigore dai piedi di Totti, condannando la Roma a sconfitta certa.  Come può succedere una cosa del genere,  domandano gli addetti ai lavori a  fine gara. Andreazzoli non sa rispondere perché “Ho parlato solo due minuti con i ragazzi al termine della partita”. E dalla dirigenza non arriva una sola parola sull’accaduto.
E intanto la Roma, in attesa di regole che non esistono, sprofonda al nono posto in classifica.

SAMP-ROMA – I voti dei giornali: Osvaldo il peggiore, si salva solo Lamela

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GIALLOROSSI.NET – Osvaldo è di gran lunga il peggiore dei giocatori della Roma che hanno naufragato a Marassi contro la Sampdoria. E’ questo il verdetto espresso dai giornali, che promuovono soltanto Lamela. 

Mercato Roma – La Juventus punta Lamela

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TMW.COM – Non era presente solo il Manchester City, ieri, allo stadio Luigi Ferraris in occasione di Sampdoria-Roma. Oltre a Roberto Mancini sono stati avvistati anche osservatori di Barcellona e Juventus.

TOTTI: “Tutto chiarito con Osvaldo, mi dispiace che i tifosi se la prendano con lui”

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FONTE: GASPORT – L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport riporta le parole di Francesco Totti, che ha voluto commentare il discusso episodio del rigore calciato da Osvaldo:

“Subito ci sono rimasto un po’ così… ma poi abbiamo chiarito tutto nello spogliatoio. Io con Daniel ho un buon rapporto, mi dispiace che i tifosi se la siano presa con lui”.

La dirigenza è stanca di Osvaldo: si va verso una cessione a fine stagione

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FONTE: CORSPORT – Il futuro di Osvaldo si allontana da Roma. Lo scrive questa mattina il Corriere dello Sport.

Secondo il quotidiano sportivo i dirigenti giallorossi sarebberostanchi, stremati da una situazione che non sembra risolversi mai e stanno valutando l’idea di liberarsi dei calciatori più difficili da gestire.

Quasi sicuramente, prosegue il Corriere dello Sport, l’attaccante italoargentino verrà messo sul mercato nella prossima sessione di trattative: su di lui ci sarebbe il forte interesse della Juventus. Già questa estate la società aveva deciso di venderlo, ma Zeman aveva posto il veto sulla sua cessione.

 

Incroci pericolosi: Baldini al City o Mancini in giallorosso?

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GIALLOROSSI.NET – Fin dal pomeriggio di ieri sono rimbalzate indiscrezioni circa un incontro avvenuto in giornata tra Franco Baldini e Roberto Mancini. L’ex tecnico di Inter e Lazio era infatti presente a Marassi per assistere alla partita Sampdoria-Roma.

I giocatori non bastano. Ora servono gli uomini

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(Corriere dello Sport-G.Dotto) Che cos’è mai la sfiga, perché si accanisce così, sempre con gli stessi, da dove viene la sfiga, se non da una troppo morbida e arrendevole disposizione alla vita? (…) Come fa la Roma a perdere questa partita? Come fa a tollerarlo? Una partita in cui tira in porta e crea occasioni due, tre volte più dell’avversaria. Questa, così come tante altre negli ultimi due anni. Che in panchina ci siano asturiani, boemi o toscani, non cambia. Come può consegnare umiliazioni del genere alla propria storia di uomini e calciatori?
Esulto all’inizio. La formazione iniziale è la migliore possibile. Libera da dogmi e rancori. E’, sembra, la vittoria del buonsenso. Giocano i migliori, in campo il talento e la personalità. Ma poi, eccola, insopportabile, maledetta, la morbidezza. Cross morbidi, tocchi morbidi, fraseggi morbidi, tiri e rigori morbidi, anche quando devi solo spaccare il mondo. Vero Pjanic? De Rossi deve tornare calciatore nella testa, che poi verranno le gambe. Osvaldo vuole essere un eroe rock o una macchietta rock? Dice d’ispirarsi a Keith Richards, ma a volte sembra Boy George. E lì in questo malinteso estetismo parrocchiale che la Roma attira su di sé la furia cieca della sfiga. Arbitri inclusi. Le viene cancellato il gol regolarissimo del grandissimo Lamela. Divertitevi, si fa per dire, ad accertare quanti punti sono stati sottratti a questa Roma, già debosciata di suo, dalle sturmtruppen arbitrali negli ultimi due anni. Una caterva. Reazioni? Nessuna. Belle maniere e anime belle. Silenzi edificanti. Bon ton da fiocco della prima comunione, a caccia di chissà quale accademico consenso. Facciamo gli eunuchi in un mondo di lupi, quando i lupi dovremmo essere noi. Così non si va da nessuna parte. E non ci si va nel modo più deprimente. Non si chiede di cambiare sangue, ma di tirar fuori quello che c’è, se c’è.

Daniel dal rigore fallito alla rissa sfiorata con i tifosi

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(Il Messaggero – U.Trani) «Sei proprio bravo». L’applauso scatta appena Osvaldo passa la zona dei controlli, ieri all’aeroporto Cristoforo Colombo. È un tifoso che batte le mani al centravanti, insieme con altri due. «Ce l’hai con me?» urla l’italoargentino. «E con chi? Non l’ho tirato io quel rigore», insiste il ragazzo. «Vieni a dirmelo qui» insiste con rabbia l’attaccante che perde la pazienza, si toglie lo zaino dalle spalle e parte verso i tre tifosi. Lo trattengono Scala e Beccaccioli, trafelato accorre anche il ceo Zanzi. Goicoechea e Stekelenburg non hanno il tempo di intervenire. Più dietro Fenucci arriva con la sentenza di fine giornata: «È colpa dei giornalisti».

Il faccia a faccia crea confusione all’aeroporto di Genova, ma almeno la rissa muore sul nascere. «Devi rispettarci, sembra che non ti va» spiega uno dei tre. Dani replica: «Ma che cosa ne sapete voi, io do sempre il massimo, mentre voi fate i coatti e dovete smetterla». «Ci fate prendere in giro in tutta Italia: abbiamo speso duecento euro e hai pure il coraggio di parlare» la risposta di un altro. Che poi gli ricorda anche quanto è successo ultimamente: «Evita di fare quei gesti alla curva, ti tocchi davanti ai calzoncini e ci guardi». «Non è vero. L’ho sentita questa storia, mi sono fatto mandare anche alcune foto» ribatte il giocatore. La stretta di mano c’è, con il ragazzo dell’applauso. Ma uno stuzzica ancora: «Stai facendo peggio di Floccari».

Tutto per quel rigore con palla regalata a Romero e strappato a Totti. Che però non vuole accendere ulteriormente la polemica, anche se Osvaldo non gli ha chiesto di battere quel rigore. «In campo ci sono rimasto un po’ così, ma negli spogliatoi abbiamo chiarito tutto. Siamo amici…». Accadde pure l’8 marzo del 2011 a Donetsk, in Champions contro lo Shakhtar: sbagliò Borriello che, in assenza del capitano, sfilò il rigore a Pizarro. A fine gara Montella fu duro con l’attaccante. Morbido, invece, Andreazzoli: «Forse avevano concordato prima». Sabatini si limita a dire che «altre cose in campo non l’ho capite».

Ma è probabile che si riferisse al gol annullato a Lamela. Osvaldo invece si giustifica: «Mi sentivo di calciarlo. Volevo dare qualcosa in più alla squadra data la settimana difficile. Sono molto amareggiato ma bisogna guardare avanti, soprattutto dopo ciò che ho commesso e le critiche che riceverò. E’ stato bravo anche Romero. Sabato darò il massimo contro la Juve: prima o poi arriverà il gol». C’è pure il pettegolezzo che motiverebbe l’improvvisata: la t-shirt da mostrare alla nuova fidanzata.

Castan, distorsione al ginocchio: rischia un mese di stop

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IL MESSAGGERO (U.Trani) – I guai in casa Roma non finiscono mai. Scatta l’allarme Castan, vittima di un trauma distorsivo al ginocchio sinistro. Questa la dinamica dell’accaduto: è il minuto 28, Burdisso atterra Gastaldello che precipita su Castan. Il brasiliano rimane disteso sul campo. Il giocatore è costretto a lasciare il terreno di gioco e lascia  il posto a Dodò. La prima diagnosi fa preoccupare: seria distorsione al ginocchio. Le condizioni del numero 5 giallorosso verranno meglio valutate domani mattina quando la Roma tornerà ad allenarsi a Trigoria (se però il dolore e il gonfiore aumenteranno, potrebbero essere anticipati a oggi). Come affermano le pagine odierne de ‘Il Messaggero’, Castan dovrebbe restar fuori almeno due partite, ma il rischio è maggiore: un mese? Comunque non ci sarà contro la Juve.

Rendetevi conto

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IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Pensare che in serie A ci sia quel cafone di Delio Rossi e non un allenatore che prima di tutto pensava a rivolgersi ai bambini come Zdenek Zeman dà il voltastomaco. Il rammarico zemaniano finisce qua perché conta la Roma, e qui se lo stanno scordando tutti che cos’è la Roma, tutti così presi a dire che avevano ragione o che hanno subìto un torto. Oggi sarebbe troppo facile scrivere sarcasticamente che “è colpa di Zeman”, che la Roma ha preso zemanianamente gol al primo tiro in porta dopo aver praticamente tenuto in mano la partita (ma trotterellando…), che De Rossi e Stekelenburg hanno sbagliato sulle reti, che la Roma s’è persa dopo lo svantaggio, che più che una squadra ci sono giocatori che pensano a fare i supereroi…

E’ anche tutto vero, ma – oltre che prestare il fianco a chi strumentalizza tutto contro questa società, compiendo fra l’altro così anche un’ingiustizia nei confronti di una brava persona come Zeman – sarebbe fare lo stesso identico tipo di errore che si è fatto col Boemo: i capri espiatori così come gli alibi sono sbagliati, non servono, sono per mediocri. Non poteva evidentemente essere tutta colpa di Zeman, così come Aurelio Andreazzoli non può essere il salvatore della patria, così come Daniele De Rossi non può essere mai un problema non solo per la Roma (che è la sua vita sempre) ma per qualsiasi squadra di calcio. Ma visto che Zeman è stato esonerato la responsabilità qualcuno se la deve prendere, almeno adesso. E non come un capricccio, non come una ripicca per dire e per far vedere che adesso la faccia ce la mette.

Le “coattate” sono tutto tranne che gesti di personalità. La personalità è anche silenzio, è soprattutto lavoro. In questo tempo meschino è soprattutto umiltà. Abbassare la testa e tenerla giù fino a quando qualcuno non reclama il tuo sguardo con un sorriso, non nella rivendicazione altezzosa di chissà quale diritto ferito. Dopo Genova non ci sono arbitri, moduli, allenatori che tengano. Dopo aver visto quel “signore” di Delio Rossi (che l’anno scorso fece di tutto per venire alla Roma) uscire da Marassi trionfante come nel peggior remake trash del Gladiatore, tutto è troppo. Troppo per tutto. Sentire Osvaldo (ma è un esempio, l’episodio del rigore è solo la cartina di tornasole che il sole non c’è) che dice “adesso mi volteranno le spalle ma io andrò avanti” non può bastare. E’ sbagliato il pronome, ci vorrebbe il plurale non il singolare.

Ci vorrebbe la Roma. Ieri un gruppo di tifosi della Roma con regolare biglietto di gradinata (acquistato sfruttando un benedetto disguido delle rivenditorie) è stato fermato e respinto al casello perché sprovvisto di tessera pur avendo affrontato spese di viaggio. Ecco, è a loro che qualcuno da un po’ di tempo ha voltato le spalle. E sono loro che vanno avanti malgrado tutto. E’ ora che qualcuno li prenda ad esempio. Più che i poster degli idoli nelle camerette sarebbe ora di vedere le foto dei tifosi appese sugli armadietti dei giocatori. E sarebbe bello pensarli ad esclamare: “Un giorno vorrei tanto riuscire a essere come loro”. A essere la Roma

Non c’è più Zeman ma in campo è sempre caos

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Sampdoria vs Roma - Serie A tim 2012/2013

(Il Messaggero – V.Cerracchio) Nella Roma accadono cose incomprensibili per noi umani. Per esempio che Osvaldo decida da solo di togliere a Totti il calcio di rigore che poteva valere il pari almeno momentaneo alla squadra e che avrebbe permesso al capitano di avvicinare a -1 la quota gol di un certo Nordahl. Come complicarsi la vita: perché poi quel pallone lo calci da pivello (o da supponente, fate voi) e ora hai mezza città che ti contesta e chiede rispetto. Perché di rispetto si tratta, specie per un leader riconosciuto.

Poi, certo, c’è dell’altro. Come sempre in una sconfitta. Andreazzoli all’esordio ha sbagliato tatticamente, aprendosi alle letali ripartenze avversarie. La difesa ha sofferto le svagatezze dei centrocampisti, Pjanic ha fallito un gol fatto e Lamela se n’è visto annullare un altro per doppio svarione dell’assistente che non ha visto il fuorigioco che c’era e segnalato quello che non c’era. Stekelenburg non è stato poi tanto più sicuro di Goicoechea. Ma del resto tutti erano consci in partenza che le responsabilità di Zeman fossero limitate rispetto a certi problemi cronici dell’insieme. Il nuovo tecnico sarà molto amato, per ora è chiaramente spaesato e certo neanche lui si aspettava che sul dischetto andasse il rigorista di riserva. I numeri dicono che la Roma farà bene a puntare il grosso sulla coppa, un trofeo che oltretutto varrebbe il ritorno in Europa.

Per noi umani è anche difficile capire, e ancor più giustificare, un gesto plateale come quello di Delio Rossi: per miracolo non ci è scappata una rissa generale a partita finita. Qualsiasi sia stata la provocazione di Burdisso, gli allenatori hanno tra gli altri l’obbligo morale di insegnare l’educazione in campo e fuori. La Samp ha giocato bene e vinto con merito: perché metterci il dito?