Roberto Muzzi sarà il vice di Andreazzoli

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FONTE: CORRIERE DELLO SPORT – Comincia l’avventura di Aurelio Andreazzoli. Come riporta l’edizione del Corriere dello Spor è andato in scena  il primo vertice organizzativo con Sabatini. Oggi pomeriggio invece ci sarà il primo contatto con la squadra.  Si va definendo anche lo staff tecnico: Roberto Muzzi, come si vociferava da giorni, sarà il collaboratore tecnico. Antonio Carlos Zago continuerà ad occuparsi dei brasiliani.

Cambieranno radicalmente anche i sistemi di allenamento: niente gradoni e cellule fotoelettriche di Zeman, probabilmente niente doppie sedute, da valutare invece la questione del ritiro per le partita in casa.

Tuttavia, oggi Andreazzoli sarà costretto a lavorare a ranghi ridotti, visti gli impegni delle Nazionali in settimana.

Le colpe del boemo e gli errori targati Usa

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IL MESSAGGERO (P. MEI) – Ora se, come i cuori che palpitano in giallorosso si augurano, la Roma dovesse cominciare una delle sue celebri e celebrate cavalcate sarebbe facile dire e pensare: visto? La colpa era di Zeman. Tutto si è sempre sentito sul boemo, sacerdote del bel calcio sconfinante nel fondamentalismo, giacché ciascuno ha i difetti delle proprie qualità, e il parsimonioso rischia l’avarizia, il buon conversatore la maldicenza. Zeman, ovviamente, ha le sue responsabilità, essendo l’allenatore di una squadra che a furor di popolo e anche di pronostico, doveva collocarsi su un gradino della classifica decisamente più alto. Ma c’è da dire che Zeman non era, almeno all’inizio, solo: dopo, forse, così è stato lasciato da molti, ma non da tutti né, tantomeno, da Totti, che è stato fin qui il vero baluardo della Roma e del “romanismo”.

Certo, nessuno avrebbe mai pensato che Stekelenburg dovesse uscire dalla porta principale per lasciarne la custodia (la custodia?) a un ragazzo che potrà crescere ma un ragazzo, come Goicoechea, un altro che, come la Roma tutta, richiedeva tempo e pazienza. E meno ancora di nessuno ce n’erano che avrebbero preventivato che De Rossi, Capitan Futuro, trattenuto nella rosa giocando sul suo amore giallorosso e su molti zeri, finisse per vedersi preferito Tachtsidis, un prospetto greco, ma per ora solo un prospetto da far germogliare. E queste sono state le scelte di Zeman. Ma ci sono anche altri.

La società all’americana, per esempio, che rappresenta una interessante spinta all’innovazione, per la Roma e per il calcio, magari con l’introduzione di dinamiche differenti da quelle cui si è abituati. Però non che se Zeman ha sbagliato, e prima di lui Luis Enrique, non c’è l’errore a monte: un progetto (parola da abolire, pare) va anche sostenuto con atti, pensieri ed opere e non con omissioni. O con dichiarazioni che tagliano l’erba sotto i piedi e la terra pure. Non ci si salva l’anima fingendo l’assunzione di responsabilità, l’unanimità d’intenti e tutte le altre belle cose che non c’erano.E dette pure male. Va sostenuto con un presidente che presieda non un oceano lontano e con dirigenti (Baldini, Sabatini) che dirigano sì, ma abbiano ben presente la direzione presa o da prendere. E i giocatori poi, non tutti né Totti come si diceva. L’ultima volta ce n’erano che pascolavano sul prato dell’Olimpico aspettando che passassero i 90 minuti e Zeman.

Il dispiacere di Totti viaggia via sms

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IL MESSAGGERO (S. CARINA) – «Se i giocatori mi hanno già telefonato? Alcuni». Devono essere stati molto fortunati. Già, perché rintracciare telefonicamente Zdenek Zeman da sabato pomeriggio è veramente molto difficile. Cellulare perennemente staccato per evitare le centinaia di telefonate di amici e conoscenti che stanno facendo a gara per manifestare la propria solidarietà al tecnico. Che come al suo solito, ha preferito – a parte la parentesi con i tifosi che si sono raggruppati l’altra sera sotto la sua casa al Fleming – chiudersi nel silenzio.

Anche Francesco Totti, molto dispiaciuto per l’esonero, alla fine ha alzato bandiera bianca e si è visto costretto ad inviare un sms al tecnico, rimandando l’appuntamento telefonico ai prossimi giorni.

FACEBOOK Chi invece ha preferito salutare in pubblico Zeman è stato Miralem Pjanic. Singolare che lo abbia fatto su Facebook, il cui utilizzo l’allenatore ha provato in tutti modi a limitare: «I giocatori oggi sono troppo immersi nell’elettronica e in internet – rifletteva nei mesi scorsi – Io non posso proibire Facebook, ma posso provare a dire che stare da soli davanti a un video non va bene. I ragazzi non sono cattivi, ma molto individualisti, non guardano attorno e nemmeno all’altro». «Sicuramente è stata una decisione non facile per la nostra dirigenza. Mi dispiace tanto che sia finita così e auguro il meglio al nostro mister». Una mano tesa al club, un’altra al tecnico con il quale il rapporto inizialmente è stato difficile, culminato nello sfogo del bosniaco dopo il gol al derby. Zeman, comunque, oramai appartiene al passato. Ne è consapevole anche Pjanic: «Adesso cambiamo pagina e vi chiedo di essere uniti per riportare normalità e uscire da questa situazione, per il bene della nostra Roma!!!».

LA BENEDIZIONE DI SPALLETTI «È una scelta molto intelligente, Aurelio conosce bene Roma, la vive da 8 anni. Ha incarnato lo spirito romanista e ha avuto la possibilità di far esperienza rimanendo un passo indietro. Può essere la soluzione giusta» spiega Spalletti che presenta Andreazzoli, «Merita questa chance, può riproporre il 4-2-3-1. E non è un traghettatore».

Sabatini in ascesa, Baldini in caduta

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IL MESSAGGERO (U. TRANI) –  «La squadra è forte e la stagione non finirà così». La frase è del direttore sportivo, l’uomo che ha disegnato e scolpito il gruppo ottavo in classifica e che è uscito allo scoperto dopo l’esonero di Zdenek Zeman. Oggi, più di prima, è la Roma di Walter Sabatini. Domani non si sa. Ma adesso comanda il ds, con il vento in poppa, perché a soffiare nelle vele, c’è il presidente James Pallotta. Sabatini, dopo aver messo alla porta il boemo già nella conferenza stampa di lunedì a Trigoria consegnandone la testa ai giocatori, ha preso in mano la situazione. Scegliendo Aurelio Andreazzoli, suo uomo di fiducia nello spogliatoio, per dare un senso all’annata: ieri mattina lo ha convocato nel suo ufficio a Trigoria per indicargli la via da seguire. Il rapporto tra i due si è consolidato durante la gestione di Luis Enrique. Walter gli chiese di supportare l’asturiano. Ora ritiene che l’ex collaboratore di Spalletti, affiancato da Roberto Muzzi (41 anni, guida i giovanissimi classe ’99), possa essere la persona giusta per dialogare con i calciatori: è legato ai capitani Totti e De Rossi e in sintonia con i senatori Perrotta e Taddei. Accanto a lui tutti gli uomini del ds, dal preparatore atletico Chinnici a quello dei portieri Nanni. E il tattico Beccaccioli che per lui studia anche i giocatori da acquistare.

GLI AMERICANI Sabato Pallotta, in una conference call, ha confermato i pieni poteri agli attuali dirigenti. Il bostoniano, nei giorni della crisi, si era tenuto in contatto con il suo management. Via email. «Se voi mi dite che la squadra è competitiva, io vi credo», la sintesi del pensiero del presidente che pretende almeno la partecipazione alla prossima Europa League e a fine stagione dovrà tirare le somme. Sabatini non si discute, anzi gli è stato proposto il rinnovo del contratto e ha avuto più potere dalla fine della scorsa stagione: i suoi uomini sono stati tutti confermati e qualcuno promosso. E si è portato dentro Trigoria anche qualche sponda in più.

UN UOMO IN BILICO Lo stesso non si può dire di Franco Baldini. Il dg, nell’estate scorsa, ebbe un’investitura dal presidente: «Tu sei la Roma». A parole. Nei fatti aveva però perso tre uomini: l’allenatore Luis Enrique, il preparatore dei portieri Tancredi e il responsabile della comunicazione Lo Monaco. Solo il dottor Gemignani, responsabile dello staff medico, è rimasto, l’unico tra le sue scelte iniziali. Poco per aver peso in società e con la squadra. Due giorni fa non si è dimesso. Anzi, parlando con Pallotta, ha chiarito che il suo impegno aumenta. Per gestire la crisi e provare a ripartire. Già oggi parlerà alla squadra per responsabilizzarla. A fine stagione, però, non è detto che resti. Potrebbe essere lui a chiamarsi fuori. La presenza di Italo Zanzi, il ceo imposto dalla proprietà, può diventare decisiva per l’addio.

IL RUOLO DI UNICREDIT I vertici dell’istituto di credito, per ora, non intervengono. Seguono con preoccupazione il nuovo fallimento che riguarda il management e non solo l’aspetto tecnico. Daranno il loro parere alla fine della stagione. E, se sarà il caso, potrebbero chiedere stavolta di cambiare dirigenti più che giocatori. Oggi la Banca si confronta con l’ad Claudio Fenucci che, però, non è certo di restare. UniCredit non ha mai interrotto il rapporto con Giampaolo Montali, traghettatore del club dei Sensi prima dello sbarco dei bostoniani. In ballo anche Pietro Leonardi, oggi al Parma.

IL NUOVO TECNICO Scegliere l’allenatore del futuro oggi è l’ultimo problema. «Temporaneamente» si legge sul comunicato della società che annuncia l’incarico ad Andreazzoli. Perché non si sa mai quello che può accadere. Baldini e Sabatini si augurano di chiudere la stagione con il tecnico di casa. Senza dover ricorrere al romanista in panchina, tipo Giannini, Rocca o Panucci (contattato), suggerimento arrivato ai dirigenti. Da qui a giugno, però, bisogna prenderne uno per tornare in Champions. Il preferito resta Allegri, ma Galliani avverte: «Il contratto con il Milan scade nel 2014». Da non scartare Ancelotti. E Blanc.

SONDAGGIO – Zeman esonerato: è giusto che abbia pagato solo lui?

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GIALLOROSSI.NET – Questo sabato nero per la storia della Roma si è aperto con la notizia dell’esonero di Zdenek Zeman da allenatore del club capitolino. Notizia che è stata accolta con sentimenti contrastanti dai tifosi giallorossi.
Per questo vi chiediamo: è giusto che alla fine sia stato solo il tecnico a pagare per questa stagione fallimentare? O sarebbe stato più opportuno che anche i dirigenti avessero rassegnato le dimissioni, assumendosi la loro colpa?

DITE LA VOSTRA VOTANDO IL SONDAGGIO QUI SOTTO!

 

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Paga solo Zeman: Sabatini pronto a rinnovare il contratto

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FONTE: GAZZETTA DELLO SPORT – Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, nell’incontro avvenuto ieri tra i dirigenti della Roma dove si è discusso e poi deciso per l’allontanamento di Zdenek Zeman, si è parlato anche del futuro dei dirigenti.

La sconfitta di Zeman, l’utopista che pretendeva dedizione da calciatori viziati

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GIALLOROSSI.NET (A. Fiorini) –
“Se venissi esonerato mi dispiacerebbe molto”. Era uno Zeman emozionato quello visto subito dopo la batosta subita contro il Cagliari.

Zeman ai tifosi sotto casa: “Dispiaciuti? Io di più…”. Silenzi su giocatori e società (VIDEO)

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Il tecnico boemo viene intercettato per strada da alcuni tifosi affezionati che gli rivolgono la propria solidarietà, all’alba del giorno successivo al suo esonero.

Ecco la Roma di Andreazzoli: 4-2-3-1 con De Rossi e Stek titolari

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CORSPORT (G. D’UBALDO) Aurelio Andreazzoli ha la grande occasione della sua vita non più giovanissimo, a 59 anni. Gli hanno affidato la guida della Roma, dopo essere stato il consigliere tattico di Spalletti,

Baldini e Sabatini nella bufera. Ma Pallotta gli rinnova la fiducia

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(Corriere della Sera – G.Piacentini) – Ha pagato Zeman, ma non andrebbero esonerati anche i dirigenti?

PJANIC: “Dispiaciuto per l’esonero di Zeman”

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Il centrocampista della Roma Miralem Pjanic è amareggiato per l’esonero di mister Zeman. Ad affermarlo è lo stesso bosniaco tramite il proprio proiflo ufficiale su Facebook: 

“Sicuramente decisione non facile per la nostra dirigenza. Che sia finita cosi, mi dispiace tanto e auguro il meglio al nostro mister. Ma adesso cambiamo pagina e vi chiedo di essere uniti per riportare normalità e uscire da questa situazione per il bene della nostra roma!!! Abbraccio a tutti voi”

Allo sbando: ma dov’è la proprietà?

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(Corriere dello Sport – S.Agresti) – La Roma americana ha un sapore molto casereccio. Da società di borgata, diremmo, per risultati e comportamenti, scelte e immagine. Mannò, peggio di una società di borgata[…]

Zeman: “Mi dispiace per i tifosi della Roma, ho cercato di dare tutto”

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Pochissime, come sempre, le parole dell’ormai ex tecnico della Roma trasmesse tramite il suo sito web.

Andreazzoli al posto di Zeman. Ma la Roma tratta ancora con Blanc

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GIALLOROSSI.NET – Al termine di una mattinata convulsa Franco Baldini ha comunicato ai cronisti presenti che Zdenek Zeman è stato sollevato dall’incarico di allenatore della Roma.

Zeman informato dell’esonero da un suo collaboratore

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SKY SPORT- Come riferisce l’emittente satellitare la notizia dell’esonero è arrivata mister Zeman solo per vie traverse.