Roma, siamo alle solite. Tecnico e dirigenti tutti sotto accusa, mentre i giocatori…

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GASPORT (A. PUGLIESE) – Al di là degli attriti e delle incomprensioni di Trigoria, una cosa sembra oramai certa: l’effetto Zemanlandia ha esaurito la sua scia, purtroppo non dorata come aveva invece promesso (o illuso?) di essere la scorsa estate. I motivi e le ragioni sono molteplici, ma l’umore della città è oramai chiaro: il tecnico boemo sembra aver fatto il suo tempo, la gente ha smesso di credere al vangelo del suo messia. Ma per quello che rischia di essere il secondo fallimento consecutivo in casa giallorossa, con Zeman sul banco degli imputati ci finiscono anche i due dirigenti principali del management di Trigoria: Franco Baldini e Walter Sabatini. La gente ce l’ha anche con loro, basta navigare sul web o via etere per sfogliare od ascoltare giudizi poco lusinghieri per tutti.

Il tecnico – A Zeman la gente rimprovera soprattutto le scelte, non il suo integralismo tattico. L’esasperazione riguarda i casi De Rossi e Stekelenburg, esclusi a favore di concorrenti considerati neanche lontanamente all’altezza di calcare un campo di Serie A. «Ma come si fa a preferire a Daniele un polentone come Tachtsidis o al portiere olandese un citofono come Goicoechea» è un po’ il succo del pensiero della tifoseria giallorossa. Le prestazioni, del resto, sono lì a testimoniare il malumore. Un po’ come quando, ad inizio stagione, il boemo ha messo in dubbio un talento come Miralem Pjanic, fino a lasciarlo spesso in panchina, un’altra scelta che gran parte della tifoseria non ha mai digerito e che ancora oggi gli rinfaccia.
Il club – Nel mirino, come detto, ci è finita però anche la società, imputata di aver speso 110 milioni sul mercato in due anni ed aver raccolto solo fallimenti. La sostanza è differente, perché fuori dal campo la Roma ha fatto anche cose buone, ma i risultati non pagano (e non hanno finora pagato) ed allora si fa presto a mettere tutto nel calderone. A Baldini si imputano le scelte scriteriate: prima quella di Luis Enrique, definito un «meraviglioso errore», poi proprio quella di Zeman, scelto secondo molti solo per esigenze di piazza (ed abbonamenti). Su Sabatini, invece, si punta il dito per alcuni acquisti considerati bizzarri: dai Kjaer e José Angel (voluto però da Luis Enrique) dello scorso anno ai Piris e Balzaretti di quest’anno. In realtà, il d.s. romanista in due anni ha portato a casa anche colpi da mille e una notte come Marquinhos, Lamela e Pjanic.
I giocatori Nel cortocircuito cittadino di questi giorni, quelli che appaiono meno colpevoli agli occhi della tifoseria sono invece i giocatori. A parte Tachtsidis, Goicoechea, Piris e Balzaretti (considerato finora la più grande delusione come rendimento), per gli altri vige una sorta di immunità calcistica che non li sottrae dal mirino della gente. Anche se lo striscione esposto mercoledì in coppa Italia («Per voi è una partita, per noi la vita. Fuori le palle») fa capire come i bonus siano esauriti anche per loro. Il Cagliari non deve essere uno spartiacque, ma l’inizio di un domani diverso. Altrimenti, anche per la squadra ce ne sarà da vendere, c’è da scommetterci su.

Sabatini: “Zeman via se non cambia”

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IL MESSAGGERO (A. ANGELONI) – Walter Sabatini, ds della Roma, presenta Torosidis e in sostanza delegittima Zeman. E se il boemo non cambia registro, addio. Per ora regge «il rimpasto di governo», per dirla alla Sabatini, molto verboso, anche più del solito. Parla di uno «Zeman 2», tipo Rambo o Rocky. Ma ecco le parole del ds, che spesso si riferisce a Zdenek al passato.

LA SCELTA E I DUBBI Sabatini racconta i motivi di una scelta. «Lo abbiamo voluto in maniera euforica, volendo fare un calcio propositivo, arrogante, prepotente. E un bel tratto del suo lavoro è stato apprezzato da noi, spero anche dai calciatori, magari non da tutti. Ha valorizzato giocatori che saranno importanti per la Roma». Tutto bene, ma? «C’è insoddisfazione per i risultati. Ci fermeremo un po’ per interrogarci sui motivi che ci hanno portato a fare cose non congrue. Forse abbiamo sbagliato qualcosa nel comporre l’organico. È una fase di studio che contempla anche l’idea di cambiare allenatore. La possibilità è remota ma esiste». E siamo al nodo, il possibile cambio della guardia, Sabatini lo ammette candidamente. «Non siamo per niente condizionati dalle dichiarazioni fatte sabato. Non ci siamo sentiti attaccati, lui ha citato l’assenza di un regolamento, ma penso sia una cosa detta così e che non ci fosse un secondo fine, anche se la disciplina spicciola dipende dal tecnico. Il gruppo di ragazzi che abbiamo non può essere attaccato come un gruppo non in gamba». E questi sono i punti di maggiore rottura.
RAPPORTI INCANCRENITI Zeman ha rotto con il gruppo, questo il ds fa capire. «Tra i problemi di questa annata c’è l’incancrenirsi di alcuni rapporti, che da parte di Zeman non sono sentiti come cancerogeni. Alcuni giocatori dovranno essere recuperati al meglio alla causa. Ci dovrà essere una normalizzazione dei rapporti. La squadra dovrà essere più forte, motivata e unita. La Roma ha bisogno di un allenatore normale, ma che abbia carisma e la capacità di costruire qualcosa di importante. La valuteremo più avanti tenendo presente questa indicazione».
RIMPASTO ZEMAN La soluzione morbida: il rimpasto. Ma Zeman cambierà? Utopia. «Pensiamo di rimettere a posto le cose, significa anche passare a uno Zeman 2, come si fa con i governi. Quando tutti si prenderanno responsabilità ci sarà uno Zeman 2, prendetelo come uno spartiacque e abbiamo rimpastato il governo». La tenerezza cala su Trigoria, quando Sabatini racconta un retroscena: «Senza fare tanta poesia, sennò mi prendono in giro in tutta Italia, ma per esempio fu quasi decisivo il pianto di Zeman a Genova, quando conquisto la A con il Pescara. Notammo questa commozione che ci aveva presi. Pensavamo che fosse arrivata l’età dell’emozione per lui e abbiamo voluto coglierla. Alla stessa maniera, dico che basterebbe meno in questi giorni, magari vedere relazionarsi l’allenatore in una certa maniera. Basta poco per sospendere o cambiare una decisione. Siamo in attesa di capire, anche parlando con lui. Vogliamo essere una squadra. La Roma ha dato a Zeman quello di cui aveva bisogno. Tutte le scelte sono state concertate. Fatto salvo Torosidis. Abbiamo sempre fatto tutto insieme, anche con soddisfazione. Lui ha controllato i giocatori che stavamo prendendo e li ha avallati con soddisfazione. Riconosco che Zeman è stato molto celebrativo per la squadra in sala stampa, e lo ringrazio. Non ci potrà essere nessuno scontro sotto questo punto di vista. Qualsiasi cosa succeda, non mi sono mai pentito di averlo preso».
VERRATTI-DE ROSSI –  Nel caso di conferma dell’allentare boemo, il Paris Saint Germain propone lo scambio dei prestiti tra Verratti (che piace a Zeman) e De Rossi (che piace ad Ancelotti). Anche se la società giallorossa smentisce la trattativa.

Niente schiarita, Zeman in bilico

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AS Roma v Gaz Metan Medias - Preseason Friendly

IL MESSAGGERO (U. TRANI) – E’ caduto il governo Zeman. Più che separato, esonerato in casa. La Roma, in queste ore, è come se non avesse l’allenatore, pure se il tecnico di Praga è sotto contratto (anche per la prossima stagione che difficilmente passerà però ancora a Trigoria) e se ieri mattina, come se niente fosse, è stato in campo per insegnare calcio ai giocatori giallorossi. A sfiduciarlo, pubblicamente, è stato il ds Walter Sabatini a Trigoria. Usando il passato e non il presente per parlare del lavoro del boemo in questi sette mesi. Rafforzando la posizione del club che non lo ritiene più in grado di gestire lo spogliatoio. La situazione era chiara già da domenica mattina: prima della gara di Bologna, il dg Franco Baldini aveva preso le distanze da Zdenek, schierandosi apertamente con la squadra. L’unica novità, chiamiamola così, sta nella proposta del direttore sportivo all’allenatore: il rimpasto. Lo ha chiamato Zeman 2. Nel senso che il boemo può restare solo se accetta agli input della società. Che gli chiede di cambiare soprattutto atteggiamento nei confronti dei calciatori e, quando sarà necessario, anche modo di giocare. Prendere o lasciare. Messa così, sembra chiara la strategia. Sabatini, contestando il suo Metodo, lo ha spinto alle dimissioni. Perché conoscendo Zdenek appare improbabile che diventi improvvisamente un altro. Nei rapporti con la squadra e tatticamente. Ma, cosa da non trascurare, è improbabile che sia lui a chiamarsi fuori.

IL GRANDE DUBBIO Se fosse per Baldini, Zeman già da due giorni non sarebbe più l’allenatore della Roma. Il direttore generale è infuriato. Non ha mandato giù le accuse del tecnico a dirigenti e calciatori. In particolare quelle alla squadra sulla mancanza di spirito di sacrificio e sull’indisciplina. Per il dg va subito esonerato. Il paragone con Luis Enrique, protetto dal club fino all’ultima ora della sua gestione, non regge. Perché l’asturiano, anche dopo le sconfitte più pesanti, ha sempre difeso i giocatori. Quindi il capitale. Zdenek no, è andato allo scontro, in privato e in pubblico, a volte anche in partita. La lista degli scontenti è così lunga che si fa prima a elencare chi ha feeling con il boemo: Goicoechea, Piris, Balzaretti, Florenzi, Tachtsidis, Bradley e Totti. Più Marquinhos e Lamela, ma solo perchè i due hanno sempre avuto spazio. Pochi nove giocatori per essere squadra.
L’ATTESA Sabatini, però, cerca di prendere tempo, anche se nessuno a Trigoria può garantire che venerdì, all’Olimpico, in panchina ci sarà l’allenatore attuale. Il ds ha cercato di convincere, al telefono, Baldini. Come il ds, anche gli altri dirigenti, l’ad Fenucci e il consigliere Baldissoni, non vogliono accelerare. O meglio, vogliono capire se l’allenatore è disposto a cambiare. Se resta, è bene dirlo subito, non sarà più Zeman. Perché dovrebbe spiegare ogni scelta, dal portiere al centravanti passando per il regista, alla società che finora lo ha sostenutoma adesso non ha più intenzione di restare fuori da alcune decisioni. Quasi un commissariamento. Oggi il confronto tra il boemo e la dirigenza. Ieri è saltato. Per l’assenza di Baldini e anche perché Zeman non si aspettava di sentire la parola esonero da Sabatini in diretta tv. Prima dell’allenamento, il boemo, davanti al video, aveva contestato ai giocatori gli errori difensivi commessi nella gara di Bologna.
L’IDENTIKIT Baldini ha parlato con il presidente Pallotta. E ha ricevuto carta bianca. La proprietà è preoccupata, ma lascia la piena autonomia al direttore generale. Dall’inizio della nuova éra i bostoniani si sono sempre comportati così. Hanno fiducia nel management italiano. Il direttore generale sta scremando le candidature. Non vuole cambiare tanto per farlo. L’unico traghettatore, stimato da Sabatini e dai giocatori più rappresentativi, potrebbe essere Aurelio Andreazzoli, l’ex tattico di Spalletti che è nello staff tecnico già dall’anno scorso, con Giuseppe Giannini. Oppure Christian Panucci, attualmente collaboratore di Capello in Russia: «voglio fare l’allenatore», ha detto ieri. Più loro di Alberto Malesani che non convince a 360 gradi. L’ideale sarebbe un tecnico di statura internazionale che resti anche l’anno prossimo. Uno come Laurent Blanc, uomo di alto profilo e di grande carisma.
LO SCENARIO Se Zeman non cambierà linguaggio, anche nel vertice con i dirigenti, la Roma lo solleverà dall’incarico. Per il Cagliari potrebbe esserci proprio Andreazzoli. Così Baldini si potrà dedicare a Blanc, offrendogli la panchina giallorossa anche per la prossima stagione: l’ex difensore di Napoli e Inter, contattato già a dicembre, si è dimesso da ct della Francia a fine giugno. Chiede un anno e mezzo di contratto.

SKY: “Zago o Giannini al posto di Zeman”

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Come afferma l’emittente satellitare Sky Sport, il futuro di Zdenek Zeman sulla panchina della Roma è sempre più in bilico. Antonio Carlos Zago e Giuseppe Giannini sono tra i nomi più accreditati per traghettare la squadra giallorossa fino alla fine della stagione.

(FONTE: Sky sport)

 

Giannini: “Io al posto di Zeman? Non so nulla”

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Giuseppe Giannini è entrato nel novero degli allenatori che potrebbero sostituire Zdenek Zeman in caso di addio. Queste le parole dell’ex numero 10 giallorosso: “Non ho avuto alcun tipo di contatto con la dirigenza romanista nei giorni scorsi. E’ chiaro che se dovesse arrivare una chiamata la mia risposta sarebbe scontata… del resto, ho indossato questa maglia per 17 anni e la porto nel cuore. Tuttavia penso che sia un’ipotesi remota. Al momento non sono in corso trattative con alcuna società; non ho ancora piste concrete da seguire, ma sono fermo da un po’ e ho grande desiderio di rimettermi in gioco. In Italia o all’estero? Andrà bene qualsiasi soluzione, purché si tratti di una società con un programma serio, che mi permetta di lavorare al meglio sul campo”.

 

UFFICIALE, Torosidis è un giocatore della Roma

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Tramite il proprio sito internet, l’Olympiacos ha ufficializzato l’acquisto da parte dell’As Roma del terzino Torosidis. Questo il comunicato della società greca:

“L’Olympiacos FC ha annunciato l’accordo con l’AS Roma per l’acquisto del calciatore Vassilis Torosidis”.

(olympiacos.org)

VAI AL COMUNICATO UFFICIALE

In serata è arrivato anche il comunicato dell’As Roma che ufficializza l’operazione che ha portato nella capitale il difensore greco, che avrà la maglia numero 35:

“L’A.S. Roma S.p.A. rende noto di aver sottoscritto con la società greca Olympiacos Football  Club il contratto per l’acquisizione a titolo definitivo dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore Vasileios Torosidis, a fronte del riconoscimento di 0,4 milioni di euro

Con il Calciatore è stato sottoscritto un contratto di prestazione sportiva fino al 30 giugno 2015, con diritto di opzione in favore di A.S. Roma per la stagione sportiva 2015/2016″

(asroma.it)

 

 

Mercato Roma, rifiutata offerta del Santos per Marquinho

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Nelle ultime ore è arrivata a Trigoria un’offerta per il prestito di Marquinho, da parte del Santos. La Roma ha declinato la proposta. Resta aperta la pista che porta il centrocampista brasliano aPalermo.

(sky sport)

ROMA-INTER, le probabili formazioni dei quotidiani

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Pochi dubbi per mister Zeman: il boemo, alle prese con infortuni e squalifiche, si trova a dover fare a meno di Osvaldo e De Rossi. Al loro posto Destro, al rientro dal primo minuto dopo lo scampolo di gara giocato domenica sera, e Tachtsidis, fischiato dal pubblico dell’Olimpico al momento dell’ingresso in campo in Roma-Inter di domenica scorsa. In difesa possibile staffetta Castan-Burdisso, con il brasiliano tenuto a riposo. A centrocampo affiancheranno il greco di Nauplia Bradley e Florenzi. Tra i pali si rivede Stekelenburg.

 

Il Messaggero: Stekelenburg, Piris, Marquinhos, Burdisso, Balzaretti; Bradley, Tachtsidis, Florenzi; Lamela, Destro, Totti

Gazzetta dello Sport: Stekelenburg, Piris, Marquinhos, Burdisso, Balzaretti; Bradley, Tachtsidis, Florenzi; Lamela, Destro, Totti

Corriere dello Sport: Stekelenburg, Piris, Marquinhos, Burdisso, Balzaretti; Bradley, Tachtsidis, Florenzi; Lamela, Destro, Totti

Il Romanista: Stekelenburg, Piris, Marquinhos, Castan, Balzaretti; Bradley, Tachtsidis, Florenzi; Lamela, Destro, Totti

Corriere della Sera: Stekelenburg, Piris, Marquinhos, Burdisso, Balzaretti; Bradley, Tachtsidis, Florenzi; Lamela, Destro, Totti

La Repubblica: Stekelenburg, Piris, Marquinhos, Castan, Balzaretti; Bradley, Tachtsidis, Florenzi; Lamela, Destro, Totti

(laroma24.it)

Blitz di Sabatini, preso Torosidis

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IL ROMANISTA (C. ZUCCHELLI) – Stavolta Walter Sabatini è riuscito a sorprendere tutti. Che la Roma stesse cercando un esterno in grado di giocare sia a destra sia a sinistra e che quel qualcuno dovesse essere un giocatore esperto, in grado di non avere bisogno di troppo tempo per adattarsi, era risaputo. Ma che quel qualcuno fosse Vasilis Torosidis era poco prevedibile. Capitano (ex, ormai) dell’Olympiacos, 27 anni, punto di forza della nazionale greca, Torosidis piaceva alla Roma già in estate. Ma l’accordo non si era trovato e tra i tanti nomi circolati in questa sessione di mercato quello del greco non era stato fatto. Sabatini invece ci stava lavorando da giorni ma l’accelerazione è stata data nelle ultime ore: il ds, una volta capito che il Fulham era a un passo dal prendere il giocatore, ha sfruttato i buoni rapporti col club greco e col suo entourage e ha forzato i tempi.

Tanto che ieri Torosidis era a Roma per le visite mediche. Ne ha fatte una parte al Gemelli, un’altra la farà oggi al Campus Biomedico e se non ci saranno sorprese l’ufficialità dell’acquisto arriverà in giornata. Intanto, Torosidis parla già da ex giocatore dell’Olympiacos e al sito del club greco dice: «In occasione di quello che è stato scritto e detto a proposito del rinnovo del mio contratto, vorrei chiarire alcune cose nel rispetto del più grande club greco. Ho deciso di continuare la mia carriera all’estero. Voglio sottolineare che il motivo di questa decisione non è economica. Voglio vivere il calcio all’estero. Mi era stato a lungo proposto il rinnovo dall’Olympiacos che ringrazio assolutamente per questo, soprattutto l’amministrazione e il Presidente. Ma la mia decisione è quella di giocare all’estero. In Grecia, per me c’è solo l’Olympiacos».

A chi lo ha intercettato ieri a Roma Torosidis invece non ha detto nulla, si è solo lasciato sfuggire di essere molto «felice» per tutto quello che sta vivendo. La notizia dell’arrivo di Torosidis a Roma è stata data con un tweet dalla società giallorossa prima di pranzo: «Vasilis Torosidis sta incontrando in queste ore i dirigenti della As Roma che nel frattempo hanno trovato un accordo di massima con l’Olimpiacos. L’ ufficialità è subordinata al superamento delle visite e all’ accordo economico tra le parti». L’accordo, anche se come detto manca ancora l’ufficialità, sarebbe stato trovato sulla base di 500mila euro da versare al club greco (il giocatore era in scadenza di contratto e in più potrebbe aver influito anche la cessione, praticamente a zero, di Greco in estate). Al giocatore dovrebbe andare un contratto di tre anni a poco meno di un milione a stagione.

 

Mercato Roma, controffensiva dell’Inter per Bellomo

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Nonostante sembrasse chiusa la comproprietà tra la Roma e il Bari per Nicola Bellomo, talento classe ’91, l’Inter si sarebbe inserita nuovamente nella trattativa.
La società giallorossa non avrebbe ancora definito i dettagli per rilevare il cinquanta per cento del sup cartellino e i nerazzurri, rimasti in stand-by a causa dell’operazione Sneijder, potrebbero decidere di tornare all’attacco per il centrocampista offensivo del Bari.

Se Bellomo è vicinissimo alla Roma? Vicinissimo non direi, ancora il discorso non può dirsi chiuso“, aveva dichiarato il ds della società pugliese Angelozzi.

(sky sport)

Giudice Sportivo: Lamela salta Bologna-Roma

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Sono dieci, tutti per un turno, i calciatori squalificati in serie A dal Giudice sportivo Gianpaolo Tosel a seguito delle gare disputate nella 2a giornata di ritorno. Si tratta di Giorgi(Atalanta), Cherubin,Pazienza (Bologna), Bergessio(Catania), Cana (Lazio),Behrami (Napoli), Garcia(Palermo), ModestoWeiss(Pescara), Lamela (Roma). Tra gli allenatori, un turno al vice di Iachini al Siena, Giuseppe Carillo.

Tra le societa’, ammende aRoma (12.000 euro “per avere suoi sostenitori, dal 30^ al 46^ del primo tempo, indirizzato reiteratamente un fascio di luce laser sull’arbitro, per avere inoltre, nel corso del primo tempo, rivolto reiteratamente cori ingiuriosi al direttore di gara), Juventus (10.000 euro “per avere suoi sostenitori, al 44^ del primo tempo e al 31^ del secondo tempo, indirizzato alla tifoseria di altra squadra un coro costituente espressione di discriminazione territoriale), Pescara (7.000 euro), Torino (5.000 euro), Pescara (2.000 euro).

(legaseriea.it)

Trigoria, domani esami clinici per De Rossi

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Al 44′ del primo tempo, Daniele De Rossi ha avvertito un fastidio: il cambio, avvenuto negli spogliatoi, non è arrivato in tempo per evitare che la Roma subisse il pareggio nerazzurro, appena prima del fischio di Rizzoli.
«Si è fatto male poco prima del gol di Palacio – ha affermato Zeman al termine del match – e adesso aspettiamo i risultati degli esami clinici».

Esami clinici che avverranno nella giornata di domani.
Il sospetto di una lesione all’adduttore della coscia destra fa tenere il fiato sospeso al numero 16 giallorosso che si sta allenando a parte.

(laroma24.it)

Mercato Roma, offerto in prestito Beck dell’Hoffenheim

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Andreas Beck è l’ultimo nome proposto alla Roma. In queste ore, il laterale tedesco dell’Hoffenheim è stato offerto in prestito alla dirigenza giallorossa. Una soluzione che però non convince il ds Walter Sabatini fino in fondo. Per ora la Roma non accelera. Beck è ancora un’idea da valutare.

(gianlucadimarzio.com)

Mercato Roma, i giallorossi chiudono per la comproprietà di Bellomo

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La Roma ha chiuso per la comproprietà di Bellomo del Bari per 2 milioni di euro.

Il giocatore resterà in Puglia fino a fine stagione.

(gazzetta.it)

Avv. Scuderi (Deson & Co.): “La nostra offerta era qualitativamente la migliore di tutte”

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L´avvocato Scuderi, che cura gli interessi per la Deson & Co. per l´Europa, è intervenuto questa mattina a Centro Suono Sport nella trasmissione Te la do io Tokyo:

“Le parti dovevano osservare l´obbligo di riservatezza dei dati, finchè non fosse stata ceduta la società. Noi abbiamo presentato un´offerta vincolante che doveva contenere l´aspetto economico e il piano di sviluppo. Sappiamo che ci sono altre offerte, io dai comunicati ufficiali leggo che la cordata DiBenedetto ha una posizione di vantaggio. La richiesta di altri documenti non è una cosa marginale. Noi tecnicamente siamo ancora in ballo. La nostra offerta è stata ricevuta ed era completa, proposta nei termini”

L´offerta di DiBenedetto come la valuta?
“Io non posso parlare di cifre, la nostra offerta comunque non prevedeva alcuna partecipazione di Unicredit. Alcuni giornali scrivono che la nostra è superiore?Il nome di Sean Deson verrà tutelato, è ben conosciuto nel mondo della finanza ed è titolare di un gruppo che gestisce grandi capitali, anche orientali. E´ un soggetto in cui moltissimi soggetti ripongono fiducia ed è sostenuto anche in questa avventura”

L´offerta è stata presentata a nome di Sean Deson?
“Si, è stata presentata dalla Deson & Co. L´Amyga è uno strumento operativo costituito lo scorso anno, ma non entra in questa operazione. Credo che la Roma vada valorizzata, il nostro progetto era finalizzato a qualcosa di internazionale”

E’ vero che dietro c’è un principe arabo dietro a questa offerta?

Ci può essere chiunque…diciamo che ci sono persone molto serie, anche dal mondo arabo.

Il giorno in cui Unicredit è andata a New York, voi avete incontrato Rothschild a Via Veneto?
“Si ve lo confermo, ho partecipato a questo incontro”

Deson conosce DiBenedetto?
“Non so se lo conosce di persona, ma in America è un nome importante lo conoscono tutti. Sean Deson può anche perdere la battaglia per la Roma, l´importante è salvaguardare il nome. Noi aspettiamo che la trattativa arrivi al termine, poi valuteremo se intraprendere o meno alcune azioni istituzionali. Una notizia falsa su una persona può creare un danno. Il mio intervento è soprattutto per fare chiarezza. E´ molto meno pericolosa una pistola di una penna”

Qual è stato il vostro stato d´animo quando avete letto le prime agenzie?
“Noi eravamo consapevoli della nostra offerta, quando ho letto le agenzie sono rimasto stupito perché ero convinto che la nostra offerta fosse qualitativamente la migliore. Posso confermare che il nostro progetto comprendeva l´ampliamento dello stadio, la cittadella dello sport, etc”

Come avete preso il fatto che Unicredit è andata fino negli States per trattare con DiBenedetto?
“Mi domando perché non siano venuti anche da noi, forse il Nevada dove Sean risiede è più lontana”