ON AIR – Bersani: “La gente si è allontanata dalla Roma”, Corsi: “Serve un socio, altrimenti addio Lamela”, Carmellini: “Spalletti costa troppo”

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ON AIR – Continua la nostra rubrica dedicata al mondo radiofonico che costella l’etere romano. Un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie e qualche nota di colore.

Roma-Juventus: arbitrerà Rocchi

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GIALLOROSSI.NET – Sarà Gianluca Rocchi l’arbitro che dirigerà la sfida di sabato sera tra Roma e Juventus. Gli assistenti saranno Di Liberatore e Manganelli, il quarto uomo Tonolini.

Bergodi: “Zeman deluso dalla Roma”

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GIALLOROSSI.NET  –  Il tecnico del Pescara Cristiano Bergodi ha rivelato alcuni retroscena dell’incontro avuto sabato scorso al centro sportivo Vestina con Zdenek Zeman,  ex tecnico della Roma. 

“È stata una piacevole sorpresa. Era venuto a Miglianico per partecipare ad un torneo di golf e ha deciso di venirci a salutare. Mi ha chiesto del Pescara e delle condizioni di alcuni infortunati. Poi abbiamo parlato della Roma. Credo si aspettasse di trovare nella Capitale delle condizioni diverse di quelle che poi ha effettivamente trovato. L’ho visto un po’ deluso per quanto accaduto, ma resta un gran allenatore”.

QUI TRIGORIA – Contestazione fuori dai cancelli: cori contro Sabatini e Osvaldo (FOTO)

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GIALLOROSSI.NET – La squadra è in campo per l’allenamento odierno. Sono assenti Osvaldo, Dodò, Destro e Castan. Da capire il motivo dell’assenza dell’attaccante italo-argentino.

DI MARZIO: “La Roma non vuole vendere Lamela e Marquinhos. Per Osvaldo c’è la Juve”

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CENTRO SUONO SPORTGianluca Di Marzio è intervenuto nel corso della trasmissione Te la do io Tokyo:

“Non penso che la Roma abbia intenzione di vendere né Lamela né Marquinhos.

Sponsor tecnico: corsa a due tra Adidas e Nike

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GAZZETTA DELLO SPORT –  Tra qualche settimana sarà annunciato il nuovo sponsor tecnico della Roma. I giallorossi, dopo aver rescisso con la Robe di Kappa, stanno valutando la soluzione migliore.

MERCATO ROMA – La Fiorentina vuole Osvaldo: il giocatore tentato dai viola

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CORRIERE FIORENTINO – Secondo quanto riporta il quotidiano toscano le recenti difficoltà nei rapporti tra Osvaldo e la Roma potrebbero favorire un inserimento di Daniele Pradè, che vorrebbe riportarlo alla Fiorentina. Dal canto suo il centravanti italoargentino gradirebbe un ritorno in viola.

Totti in silenzio: parlerà oggi sul suo sito ufficiale

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GIALLOROSSI.NETFrancesco Totti, pressato per tutto il giorno dai cronisti, non è caduto in tentazione, preferendo non commentare gli ultimi fatti che lo hanno visto finire sul banco degli imputati.

Solo silenzi e qualche sorriso amaro. Ma secondo le indiscrezioni di ieri, il Capitano affiderà i suoi pensieri ad una nota che dovrebbe apparire quest’oggi sul suo sito ufficiale. Niente di polemico, come è nel suo stile: perchè per Francesco Totti il bene della Roma viene prima di tutto.

Il mondo dello sport sotto shock: Pistorius uccide la fidanzata

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REPUBBLICA.IT – Tragedia in casa di Oscar Pistorius, il primo atleta paralimpico ad aver partecipato alle Olimpiadi con gli atleti normodotati. Pistorius avrebbe ucciso la fidanzata in un incidente avvenuto nella sua casa di Pretoria. Lo scrive l’edizione online del quotidiano Beeld, citando fondi della polizia di Joahnnesburg. La ragazza sarebbe stata colpita da quattro colpi d’arma da fuoco alla testa e agli arti e sarebbe morta poco dopo.

La vittima è la modella Reeva Steenkamp, 30 anni. Lo scrive il sito Internet del giornale sudafricano City Press. Il sito cita un amico della famiglia di Steenkamp, che si è detta “devastata” dalla tragedia.

Secondo i media africani, l’incidente è accaduto nella residenza di Pistorius, nella zona residenziale di Silver Woods, intorno alle 4 di mattina. Una telefonata ha avvisato della sparatoria la polizia che quando è arrivata sul posto ha trovato già un’ambulanza e i medici che tentavano di tamponare le ferite a una donna ferita in diverse parti del corpo; la donna è morta sul posto.

Pistorius è in stato di fermo e comparirà davanti a un magistrato di Pretoria nelle prossime ore. Agli agenti avrebbe detto di aver udito dei rumori sospetti in casa e di aver sparato credendo che si trattasse di un ladro. La polizia ha confermato l’arresto di un uomo di 26 anni senza confermare che si tratti del campione, che ha 26 anni. Una portavoce della polizia, Katlego Mogale, ha detto che sul posto è stata trovata una pistola automatica calibro 9.
Secondo le ricostruzioni di alcuni media sudafricani, non si tratterebbe di un omicidio premeditato, ma di un’assurda tragedia: la fidanzata avrebbe pensato di fare una sorpresa a Pistorius, presentandosi in casa sua all’alba del giorno di San Valentino. A quanto pare, infatti, sarebbe entrata con le chiavi. Pistorius, però, si sarebbe spaventato sentendo un intruso in casa, avrebbe preso la pistola e fatto fuoco. Dopo, a chiamare i soccorsi sarebbe stato lui stesso.

Il Sudafrica è uno dei paesi con il più alto tasso di criminalità al mondo soprattutto per quanto riguarda le aggressioni per rapina alle persone e nelle abitazioni.

Oscar Pistorius corre indossando protesi in fibra di carbonio, è stato il primo amputato a correre alle Olimpiadi ed ha raggiunto le semifinali dei 400 metri a Londra 2012.  Ai giochi paralimpici ha vinto 6 ori, un argento e un bronzo tra Atene2004 e Londra2012. La sua vita è stata segnata dalla doppia amputazione degli arti inferiori al di sotto delle ginocchia quando era ancora bambino per una gravissima malattia. Lo scorso anno il settimanale Time lo ha inserito fra le 100 persone più influenti del pianeta.

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Is Arenas, arrestati Cellino e sindaco di Quartu

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UNIONESARDA.IT – Un terremoto scuote lo stadio Is Arenas dalle fondamenta. Stamattina, alle 8, sono stati arrestati il presidente del Cagliari calcio Massimo Cellino, il sindaco di Quartu Mauro Contini e l’assessore ai Lavori pubblici del Comune Stefano Lilliu. E’ l’epilogo di un‘inchiesta giudiziaria che aveva già portato in carcere due dirigenti del Comune e ai domiciliari l’impresario responsabile dei lavori allo stadio.

Gli arresti eccellenti seguono a quelli che gli uomini della Forestale, dietro mandato della Procura di Cagliari, avevano fatto scattare lo scorso 29 novembre. In carcere erano finiti due dirigenti del comune di Quartu: Pierpaolo Gessa e Andrea Masala. Al primo fu subito riconosciuto la misura dei domiciliari. Andrea Masala ha trascorso due mesi a Buoncammino. E’ stato scarcerato una settimana fa. Per l’imprenditore Antonio Grussu erano stati disposti subito i domiciliari.

Le accuse a carico del presidente del Cagliari calcio, del primo cittadino di Quartu e dell’assessore della sua Giunta sono le stesse a carico dei dirigenti già arrestati. Si tratta di tentato peculato e falso ideologico.

I tre sono ora a disposizione dell’autorità giudiziaria nella sede della Forestale, in via Biasi dove sono in corso gli interrogatori. Sul posto anche un’ambulanza del 118. Secondo indiscrezioni pare che uno degli arrestati sia stato colto da un malore.

Jankovic il baby serbo che sogna il giallorosso

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GASPORT (F. ODDI) – Poteva giocare con la Roma, che lo segue da più di un anno, per ora sta giocando in provincia di Viterbo Filip Jankovic, fantasista della Stella Rossa, 17 anni quando emerse l’interesse di Walter Sabatini, 18 da un mese. Nella scorsa stagione esordì in prima squadra, ma ancora non ne fa parte a tempo pieno, e così il club di Belgrado se lo è portato al Torneo di Viareggio: ha già dichiarato che si ispira a Kakà e Totti e che sarebbe felice di venire alla Roma, per ora ha assaggiato il calcio italiano affrontando la Lazio, mercoledì a Soriano nel Cimino. Maglia numero 11, caschetto biondo e fascia di capitano, è partito largo a sinistra in un 4-2-3-1: piccolino, mobile e scattante, ottimo tocco di palla con entrambi i piedi, ma non è riuscito a fare la differenza. Colpa forse della posizione in campo: caratteristiche più da trequartista che da esterno, ma in rosa ce n’erano un altro paio, tra cui il numero 10 Ristic, quello che più ha impressionato.

Occhio a Marcelo Perso — non per suoi demeriti — il confronto con l’altro numero 11, il senegalese della Lazio Keita (2 gol e un rigore procurato), il serbo che sogna l’Olimpico ha ancora due gare nello stadio della Sorianese, alle 15 di oggi contro il Mutual Uruguay e sabato contro la Juve Stabia. Ma non sarà facile strapparlo alla Stella Rossa, molto più agevole tesserare un altro ’95 che sta giocando la Coppa Carnevale, il fantasista brasiliano Marcelo: si allena a Trigoria da mesi, in campionato non può giocare, mercoledì ha debuttato in giallorosso con un gol da campioncino e tante altre piccole belle cose. Alle 15, con lo Spezia, dovrebbe riprovarci dall’inizio.

PRANDELLI: “Il futuro si chiama Roma”

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IL MESSAGGERO – U- Trani  – «Fa piacere che il mio nome sia accostato di nuovo alla Roma, ma io ora penso solo alle qualificazioni mondiali. Dopo il Brasile vedremo, sono ancora giovane… Il campo mi manca tanto, vorrei viverlo tutti i giorni con i giocatori e in nazionale non è possibile».

Accompagnato dal sole che scalda Firenze, Cesare Prandelli scende da Pian dei Giullari fino a Coverciano, dal suo rifugio fiorentino sopra piazzale Michelangelo a Casa Italia sotto la collina di Fiesole. E ricorda la sua brevissima parentesi da allenatore della Roma di Sensi, Baldini e Totti, lui che da calciatore è stato nella Juve di Boniperti, Trapattoni e Platini. Sabato sera all’Olimpico la sfida tra le sue due ex squadre. Il cittì non dà peso alla classifica. «Sarà un match aperto, da gustare».

Sono tanti i 21 punti tra la prima e la nona. Si aspettava la Roma così distante dalla vetta?
«No. Io credo dall’inizio nell’idea di calcio che portano avanti a Trigoria. Ma i giallorossi hanno la necessità di fare esperienza. In un anno e mezzo è dura diventare una squadra da vertice, cioè che possa avere la continuità per resistere ad alto livello. Più che la Roma ad avere pochi punti, può darsi che la Juve e lo stesso Napoli ne abbiano tanti… Mettiamola così. Sono andate forte le due davanti».

 

Spieghi perché il pronostisco non è scritto in partenza?
«Mi incuriosisce questa sfida. Sono due squadre che vogliono raggiungere la vittoria con uno spirito diverso. Se la Juve è quella che ha battuto il Celtic, arrembante e aggressiva, con una spiccata identità, la Roma è sempre imprevedibile, per tecnica e fantasia».

Due anni e mezzo fa, quando puntò sul blocco Juve per la nazionale, fu criticato perché prendeva uomini della squadra settima in campionato. Adesso spopolano in Italia e in Europa come replica? 
«Guardo come è cresciuta dall’agosto del 2010. Ha Pirlo in più. E soprattutto c’è Conte. Il grande merito di Antonio è di aver trasmesso la mentalità e la determinazione che prima non c’erano. Non bastano pochi giorni, conta il lavoro quotidiano».

Anche Prandelli, però, ha partecipato.
«Questa Juve è nata dalla mia prima nazionale. Io pensai di creare un gruppo basandomi su gente come Chiellini e Buffon: loro e gli altri italiani erano la matrice forte. Di carattere. Poi la società in due anni ha inserito pedine che hanno migliorato la squadra. Rendendola più tecnica e quindi più competitiva»

 

Senza gli stage, con gli juventini va sul sicuro. Si sente lo stesso allenatore?
«Certo, ma è chiaro che avendo meno tempo, è più facile assemblare i giocatori. Ora, poi, c’è anche il Milan. Il mio sogno è avere due blocchi, come la Spagna campione del mondo che ha come riferimento Barcellona e Real Madrid. Sfrutterei quanto fatto quotidianamente da Allegri e Conte».

 

Si fida così tanto dei suoi colleghi?
«Sì e anche delle società. Il club rossonero e la Roma hanno il progetto tecnico più interessante. Per il nostro calcio e per la mia Italia. Perché puntano sui giovani: il Milan, ad esempio, ha spesso titolari quattro ragazzi del ’92. In più c’è Balotelli. E anche i dirigenti giallorossi, già dall’anno scorso, hanno chiamato tanti ragazzi con caratteristiche differenti ma comunque di qualità. E il mio calcio è quello».

 

Perché allora Zeman, tecnico capace con i giovani, è stato mandato via?
«L’esonero fa parte purtroppo del nostro mestiere quando non vengono i risultati. La strada giusta è però quella intrapresa dalla nuova proprietà, bisogna solo avere ancora un po’ di pazienza. Non considero un fallimento quello di Zeman, termine che non mi piace. Perché se non si fanno punti, dipende dalle varie componenti. Bisogna rendersi conto che il responsabile o colpevole, come si dice nel nostro ambiente, non può mai essere solo uno. Forse, a vedere da lontano la situazione, non si è formato un corpo unico tra staff tecnico e dirigenza, mentre bisogna sempre condividere totalmente, all’interno, scelte e programmi».

 

Osvaldo contestato: perché non riesce a rimanere due anni nello stesso club?
«Mi dispiace per quello che sta passando. Lui sa quello che gli ho detto. In nazionale e quando, più giovane, era con a Firenze. Ha potenzialità enormi ma per esprimerle deve avere una serenità assoluta che spesso, come ammette pure lui, gli manca. E fare un passo alla volta senza crearsi troppe aspettative o fissarsi obiettivi irraggiungibili. Io non lo portai all’Europeo perché ha avuto sbalzi caratteriali nel finale della scorsa stagione. È bravo, generoso e altruista. Questo anche per spiegare l’episodio di Marassi. E i rigori lui li tira così…».

 

Cassano, Balotelli e Osvaldo: gli attaccanti ingestibili se li va a proprio a cercare. Perché?
«Ho avuto anche Mutu e Adriano… Sono loro i giocatori che ti danno qualcosa in più. O, è vero, in meno. Io sono amico di Gigi Riva che lavora non noi. Un mito. Anche lui da giovane aveva un carattere particolare, ma ha il record di gol in nazionale e ti faceva vincere le partite. In loro c’è l’imponderabile. Garantiscono la fantasia e l’imprevedibilità. Devi poi mettere in preventivo qualche sbandata che non agevola la formazione del gruppo. Chiaro che poi Gilardino è affidabile sempre. Ma siamo diventati vicecampioni d’Europa per il progetto tecnico e non grazie al codice etico».

La Roma si è fatta sfilare Verratti sul più bello e la Juve invece può riportarlo in Italia. Il piccolo regista è proprio così bravo?
«Un talento. Ma si deve completare, evitando le scivolate per rubar palla. Se non la prendi, nel suo ruolo, scopri la difesa. Ma Ancelotti è tra i più bravi al mondo. L’avventura al Psg gli sarà utile».

Il rapporto con Franco Baldini è sempre lo stesso?
«Certo. E va oltre l’amicizia. Mi volle alla Roma e, quando lasciai dopo poche settimane l’incarico, gli dissi che avrei accettato un’altra proposta solo se lui mi avesse dato il via libera. Lo ripetevo a tutti i club che mi contattarono. Lui poi lasciò la società giallorossa, io venni a Firenze e a Trigoria chiamarono Spalletti. Andò bene a tutti: la Fiorentina e la Roma, in quel periodo, giocarono un bel calcio».

Gli investigatori: «È Lecce-Lazio la gara con più prove di combine»

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GASPORT (F. CENITI)«Lecce-Lazio è la sfida con più riscontri tra quelle combinate. Certo, insieme con Lazio-Genoa. Il puzzle è stato ricomposto in modo minuzioso. Le indagini ora sono concentrate sui collegamenti tra Mister X e le persone già coinvolte nell’inchiesta. Bisogna pazientare ancora un po’, ma qualcosa accadrà». Le parole di un investigatore inquadrano bene la «gara» in corso alla Procura di Cremona: dopo aver individuato il personaggio misterioso (indicato da Gegig e Erodiani) che in un albergo di Milano «sussurrava» over sicuri sulle gare di A per 600 mila euro, è caccia aperta alla sue fonti. In altre parole: calciatori, dirigenti, allenatori. Il finale di questo percorso, almeno per quanto riguarda Mister X, sembra uno solo. Sui tempi, invece, non ci sono certezze. Il procuratore Roberto di Martino coordina il lavoro della squadra Mobile e dello Sco, portando avanti alcuni interrogatori. Ieri è arrivato a Cremona il difensore Stefano Ferrario. 

Ungheresi a Lecce Il giocatore del Lecce, indagato per frode sportiva, è stato sentito per circa tre ore. Con lui c’era il suo avvocato, Antonio De Rensis. A tirarlo dentro l’inchiesta era stato Alessandro Zamperini (arrestato nel dicembre 2011): dopo un paio d’interrogatori aveva ammesso che a Lecce nei giorni precedenti la partita non c’era andato proprio da turista. «A Ferrario feci una proposta per alterare la sfida, ma oppose un netto rifiuto». Il difensore aveva più o meno confermato il tutto circa un anno fa alla Procura Federale, aprendosi la strada verso una omessa denuncia. Da allora è «in attesa di giudizio» da parte della giustizia sportiva che si è guardata bene di affrontare la questione legata alla partita (e quindi anche a Stefano Mauri), ma questa è un’altra storia. Ieri di Martino ha contestato i 36 contatti telefonici con Zamperini (suo vecchio compagno e amico). Ferrario ha ripetuto la sua versione: «Zamperini ha voluto vedermi nella stanza di un albergo: mi ha fatto presente che c’erano alcuni amici disposti a scommettere sulla partita. Ho capito dove voleva arrivare, fermandolo». Gli inquirenti credono che Ferrario abbia un ruolo minore, ma sono convinti che conosca altri particolari. Tipo: quali compagni abbiano detto «sì».
La combine è sicura. Chi indaga fa notare come Zamperini sta a Lecce diversi giorni, soggiorna nell’hotel dove transitano i giocatori del Lecce e poi incontra Mauri nel ritiro della Lazio. In città ci sono anche gli ungheresi con 600 mila euro per i calciatori corrotti e Ilievski. Dalle intercettazioni si capisce come già dal mercoledì i due gruppi abbiano la certezza del risultato. Ferrario (era infortunato) è solo l’ultimo tassello, forse avvicinato perché amico di Zamperini oppure su suggerimento di Ilievski per chiarirsi le idee su Inter-Lecce, la combine proposta da Paoloni che aveva nominato proprio Ferrario tra i calciatori contattati. Di Martino ha chiesto conto all’indagato di questa gara e anche di Brescia-Lecce e Genoa-Lecce, sfide nel mirino, ottenendo dei secchi «non so nulla».
Prossime mosse Il pm nei prossimi giorni potrebbe sentire altri indagati legati a questo filone, ma anche a quello che ruota intorno al Siena. Il portiere Coppola è il primo della lista. E una convocazione è in arrivo pure per Stefano Bettarini.

Osvaldo alla prova d’appello

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IL TEMPO –  A.Austini – Nessun castigo. Tutt’altro: l’occasione per farsi perdonare l’ultima sciocchezza di una lunga serie. La Roma non molla Osvaldo e Andreazzoli è pronto a schierarlo sabato sera contro la Juventus.

Secondo il tecnico e la società, la storia del rigore di Genova è un capitolo chiuso. E allora non c’è motivo per tenere fuori l’unico centravanti disponibile (Destro è out per almeno un altro mese) in una partita che più delicata non si può. Il problema, semmai, è che Osvaldo non sta bene da tutti i punti di vista. I litigi con i tifosi degli ultimi giorni – prima all’aeroporto di Genova poi due volte a Trigoria con tanto di uova e pugni sull’auto – lo hanno scosso e preoccupato, tanto che ieri ha lasciato il centro sportivo dal cancello secondario per evitare nuovi contatti. I compagni, a partire da Totti, allenatori vari e i dirigenti stanno provando a rincuorarlo. Perché in fondo un po’ tutti nella Roma considerano l’argentino un buono d’animo. Dietro c’è anche una strategia del club: metterlo fuori in questo momento farebbe scendere il suo valore in vista della probabile cessione a giugno. Ma fino a quando sarà la Roma a pagarlo, Andreazzoli resterà liberissimo di schierarlo.

Per sfidare sul campo la Juve, che nelle ultime due estati ha provato a strapparlo alla Roma, il centravanti dovrà anche superare un problema fisico: il ginocchio destro, colpito duro venerdì scorso in uno scontro fortuito con Castan, è ancora dolorante. Per questo ieri ha interrotto l’allenamento qualche minuto prima della fine per curarsi con il ghiaccio. Ma i medici sono convinti che si tratti di una situazione gestibile in vista della gara.

I veri ostacoli sono tutti nella testa complicata di Osvaldo, messa a dura prova dalle tensioni degli ultimi giorni. Si è pentito, scusato ma non basta per tirarsi fuori dal ciclone. «Ora mi volteranno tutti le spalle» ha detto subito dopo aver scippato il rigore a Totti. E fuori da Trigoria è successo: il suo tasso di popolarità tra i romanisti è ai minimi storici e l’Olimpico difficilmente lo risparmierà sabato. Almeno in partenza.

Una consolazione gli arriva dalla vita privata: come riporta il «Clarin», la sua fidanzata Jimena Baron (un’attrice argentina) ha lasciato le riprese della soap opera a cui partecipava da protagonista in patria per stabilirsi a Roma con lui. Dal rigorista occasionale a quello vero, Totti invece è già passato oltre. Dopo essersi chiarito con Osvaldo e aver spiegato ad Andreazzoli perché non si è presentato sul dischetto, ha evitato altri commenti rinviandoli a un «post» atteso sul suo blog per oggi. «Preferisco non dire niente adesso» ha spiegato ieri a chi lo ha intercettato sotto casa dopo l’allenamento.

Il capitano vuole voltare pagina, senza alimentare ulteriori polemiche nonostante non abbia gradito che qualcuno a Trigoria lo ritenga più responsabile di Osvaldo nel caso incriminato. Meglio così: alla Roma già tormentata non serve di certo un nuovo caso Totti.

A Mancini fa gola Lamela. La Roma ha la tentazione

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GAZZETTA DELLO SPORT – M.Cecchini –  Una risata vi seppellirà, si diceva nelle piazze in tempi di politica corazzata. E così l’inizio della fine per Luis Enrique, un anno fa, cominciò quando Fiorello decise di farne una esilarante imitazione incentrata sul rapporto con Totti. Ieri è toccato a Walter Sabatini entrare nelle mire del talento comico di Andrea Perroni, costringendo la Roma a precisare che il direttore sportivo non aveva rilasciato nessuna intervista. Insomma, una brutta giornata per il dirigente, che tra l’altro era stato insultato anche da un gruppetto di tifosi fuori dal cancello di Trigoria.
LAMELA & CITY  Eppure il fiuto di Sabatini soldi in cassa potrebbe portarne. Ad esempio, da Genova filtra un fatto: domenica l’apparizione di Roberto Mancini sulla tribuna di Marassi durante il match dei giallorossi contro la Sampdoria non era del tutto disinteressata. Anzi. L’allenatore del Manchester City, infatti, ha voluto vedere all’opera Marquinhos, ma soprattutto Erik Lamela. In squadra, nella prossima stagione, gli sceicchi opereranno una rivoluzione, ma lo zoccolo duro di argentini come Tevez e Zabaleta (un leader) rimarranno proprio per le caratteristiche mentali che assicurano. In questa colonia, perciò, secondo gli inglesi Lamela ci starebbe benissimo, visto che adesso — in condominio con Osvaldo — è diventato anche il capocannoniere della squadra giallorossa. Certo, la cessione non avverrà a prezzi di saldo, visto che il giovane due anni fa è stato pagato ben 20 milioni e di sicuro la Roma vorrà farci una plusvalenza importante, da reinvestire sul mercato.
OSVALDO & TOTTENHAM  Perché una cosa è certa, anche i giallorossi in avanti faranno un repulisti e il primo indiziato a partire (Lamela a parte) è Osvaldo, ormai sempre più separato in casa con la tifoseria dopo il rigore scippato a Totti e sbagliato. L’italoargentino ha richieste nella gradita Premier League, e il Tottenham — club con un filo diretto col direttore generale Baldini — potrebbe chiederlo. Anche per lui una partenza non avverrà a cifre basse, proprio perché gli undici gol finora realizzati (e la presenza stabile nel giro della Nazionale di Prandelli) testimoniano il suo valore. Certo, il carattere è quello che è, ma la stima che l’attaccante dal punto di vista tecnico ha lasciato in tutti i posti dove è stato fa pensare che, anche lontano da Roma, sentiremo parlare ancora di lui.
ECCO DESTRO  Alla luce dei cambiamenti in essere, la squadra del futuro, perciò, avrà la faccia di Mattia Destro, che ieri ha parlato dalle pagine di Calcio 2000. «Non sono pentito di essere arrivato qui — ha spiegato —. Mi piace che la dirigenza stia puntando sui giovani e ce ne sono di super come Florenzi e Pjanic, che diventerà presto uno dei più giocatori forti d’Europa. Totti? Non si discute. Per come sta fisicamente è pronto a fare ancora altri due-tre anni a grandi livelli. Il mio obiettivo? Ovvio, andare al Mondiale del prossimo anno in Brasile. È il sogno da bambino di chiunque voglia fare il calciatore, perciò credo di non essere poi troppo originale». Il paradosso, in fondo, è che questa generazione di talenti fra un anno potrebbe davvero rincontrarsi al Mondiale in Brasile magari in una fantasmagorica Italia-Argentina. Ma questa è tutta un’altra storia. Adesso occorre provare a blindare i talenti giallorossi dall’assalto della Premier League. A meno che, con i soldi incassati, Sabatini non entri di nuovo in miniera a cercare nuove gemme.