Castan, distorsione al ginocchio: rischia un mese di stop

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IL MESSAGGERO (U.Trani) – I guai in casa Roma non finiscono mai. Scatta l’allarme Castan, vittima di un trauma distorsivo al ginocchio sinistro. Questa la dinamica dell’accaduto: è il minuto 28, Burdisso atterra Gastaldello che precipita su Castan. Il brasiliano rimane disteso sul campo. Il giocatore è costretto a lasciare il terreno di gioco e lascia  il posto a Dodò. La prima diagnosi fa preoccupare: seria distorsione al ginocchio. Le condizioni del numero 5 giallorosso verranno meglio valutate domani mattina quando la Roma tornerà ad allenarsi a Trigoria (se però il dolore e il gonfiore aumenteranno, potrebbero essere anticipati a oggi). Come affermano le pagine odierne de ‘Il Messaggero’, Castan dovrebbe restar fuori almeno due partite, ma il rischio è maggiore: un mese? Comunque non ci sarà contro la Juve.

Rendetevi conto

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IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Pensare che in serie A ci sia quel cafone di Delio Rossi e non un allenatore che prima di tutto pensava a rivolgersi ai bambini come Zdenek Zeman dà il voltastomaco. Il rammarico zemaniano finisce qua perché conta la Roma, e qui se lo stanno scordando tutti che cos’è la Roma, tutti così presi a dire che avevano ragione o che hanno subìto un torto. Oggi sarebbe troppo facile scrivere sarcasticamente che “è colpa di Zeman”, che la Roma ha preso zemanianamente gol al primo tiro in porta dopo aver praticamente tenuto in mano la partita (ma trotterellando…), che De Rossi e Stekelenburg hanno sbagliato sulle reti, che la Roma s’è persa dopo lo svantaggio, che più che una squadra ci sono giocatori che pensano a fare i supereroi…

E’ anche tutto vero, ma – oltre che prestare il fianco a chi strumentalizza tutto contro questa società, compiendo fra l’altro così anche un’ingiustizia nei confronti di una brava persona come Zeman – sarebbe fare lo stesso identico tipo di errore che si è fatto col Boemo: i capri espiatori così come gli alibi sono sbagliati, non servono, sono per mediocri. Non poteva evidentemente essere tutta colpa di Zeman, così come Aurelio Andreazzoli non può essere il salvatore della patria, così come Daniele De Rossi non può essere mai un problema non solo per la Roma (che è la sua vita sempre) ma per qualsiasi squadra di calcio. Ma visto che Zeman è stato esonerato la responsabilità qualcuno se la deve prendere, almeno adesso. E non come un capricccio, non come una ripicca per dire e per far vedere che adesso la faccia ce la mette.

Le “coattate” sono tutto tranne che gesti di personalità. La personalità è anche silenzio, è soprattutto lavoro. In questo tempo meschino è soprattutto umiltà. Abbassare la testa e tenerla giù fino a quando qualcuno non reclama il tuo sguardo con un sorriso, non nella rivendicazione altezzosa di chissà quale diritto ferito. Dopo Genova non ci sono arbitri, moduli, allenatori che tengano. Dopo aver visto quel “signore” di Delio Rossi (che l’anno scorso fece di tutto per venire alla Roma) uscire da Marassi trionfante come nel peggior remake trash del Gladiatore, tutto è troppo. Troppo per tutto. Sentire Osvaldo (ma è un esempio, l’episodio del rigore è solo la cartina di tornasole che il sole non c’è) che dice “adesso mi volteranno le spalle ma io andrò avanti” non può bastare. E’ sbagliato il pronome, ci vorrebbe il plurale non il singolare.

Ci vorrebbe la Roma. Ieri un gruppo di tifosi della Roma con regolare biglietto di gradinata (acquistato sfruttando un benedetto disguido delle rivenditorie) è stato fermato e respinto al casello perché sprovvisto di tessera pur avendo affrontato spese di viaggio. Ecco, è a loro che qualcuno da un po’ di tempo ha voltato le spalle. E sono loro che vanno avanti malgrado tutto. E’ ora che qualcuno li prenda ad esempio. Più che i poster degli idoli nelle camerette sarebbe ora di vedere le foto dei tifosi appese sugli armadietti dei giocatori. E sarebbe bello pensarli ad esclamare: “Un giorno vorrei tanto riuscire a essere come loro”. A essere la Roma

Non c’è più Zeman ma in campo è sempre caos

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Sampdoria vs Roma - Serie A tim 2012/2013

(Il Messaggero – V.Cerracchio) Nella Roma accadono cose incomprensibili per noi umani. Per esempio che Osvaldo decida da solo di togliere a Totti il calcio di rigore che poteva valere il pari almeno momentaneo alla squadra e che avrebbe permesso al capitano di avvicinare a -1 la quota gol di un certo Nordahl. Come complicarsi la vita: perché poi quel pallone lo calci da pivello (o da supponente, fate voi) e ora hai mezza città che ti contesta e chiede rispetto. Perché di rispetto si tratta, specie per un leader riconosciuto.

Poi, certo, c’è dell’altro. Come sempre in una sconfitta. Andreazzoli all’esordio ha sbagliato tatticamente, aprendosi alle letali ripartenze avversarie. La difesa ha sofferto le svagatezze dei centrocampisti, Pjanic ha fallito un gol fatto e Lamela se n’è visto annullare un altro per doppio svarione dell’assistente che non ha visto il fuorigioco che c’era e segnalato quello che non c’era. Stekelenburg non è stato poi tanto più sicuro di Goicoechea. Ma del resto tutti erano consci in partenza che le responsabilità di Zeman fossero limitate rispetto a certi problemi cronici dell’insieme. Il nuovo tecnico sarà molto amato, per ora è chiaramente spaesato e certo neanche lui si aspettava che sul dischetto andasse il rigorista di riserva. I numeri dicono che la Roma farà bene a puntare il grosso sulla coppa, un trofeo che oltretutto varrebbe il ritorno in Europa.

Per noi umani è anche difficile capire, e ancor più giustificare, un gesto plateale come quello di Delio Rossi: per miracolo non ci è scappata una rissa generale a partita finita. Qualsiasi sia stata la provocazione di Burdisso, gli allenatori hanno tra gli altri l’obbligo morale di insegnare l’educazione in campo e fuori. La Samp ha giocato bene e vinto con merito: perché metterci il dito?

Rivoluzione Andreazzoli. Ma la Roma fa ancora flop

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GASPORT (M. CECCHINI) – La battuta più amara è di un romanista che uscendo dice: «Sabatini ha portato in Italia tre portieri e il migliore (Romero, ndr) l’ha dato alla Sampdoria». D’altronde, nel giorno in cui Stekelenburg non è impeccabile, la nuova difesa a tre perde subito un pezzo importante (distorsione al ginocchio per Castan, forse con interessamento dei legamenti: potrebbe stare fuori un mese) e la Roma colleziona la 10a sconfitta stagionale (2 punti nel 2013 in 6 partite) scivolando al 9° posto. Che cosa si può dire?

Sabatini & De Rossi «Dobbiamo lavorare per mettere a posto le cose, poi faremo le nostre considerazioni — dice il d.s. Sabatini —. Oggi abbiamo giocato bene per larghi tratti, poi sono successe alcune cose in campo che non ho capito (il rigore, ndr). Andreazzoli a rischio? Non scherziamo: ha fatto tre allenamenti». De Rossi è amaro. «Dobbiamo cambiare rotta e io mi devo rimettere in forma, non faccio due-tre partite di seguito da settembre, la condizione non può essere quella dell’anno scorso o dell’Europeo. Si è sempre parlato di un’incompatibilità con Zeman ma queste sono tutte fantasie, un falso storico. Io con lui avevo un rapporto cordiale e civile. Certo, non mi faceva piacere andare spesso in panchina, non ero felice. Potevo essere un giocatore importante per lui come lo sono stato per altri allenatori — e viceversa —, invece non è stato così. Non posso credere ci fosse qualcosa di prevenuto, ci sono rimasto male per alcune dichiarazioni uscite fuori visto che con lui ho sempre avuto un rapporto educato. La rabbia dei tifosi? C’è troppa divisione. C’è gente che critica questa società qualunque cosa faccia, come prima criticava i Sensi al 2° posto».

Andreazzoli: gol regolare Detto che De Rossi benedice la difesa a tre («l’abbiamo fatta per subire meno e da questo punto di vista ha funzionato: non abbiamo meritato di perdere»), Andreazzoli spiega così: «Tutte le partite sono figlie degli episodi. Il gol annullato a Lamela mi sembrava regolare. Al di là del risultato sono molto soddisfatto, i ragazzi hanno fatto tutto quello che volevo. A Lamela ho chiesto più sacrificio e nel primo tempo siamo stati equilibrati. Ha fatto una grande gara. La Samp dal suo punto di vista ha meritato il risultato e forse noi siamo stati penalizzati. Purtroppo l’infortunio di Castan ci toglie qualcosa anche per il futuro, vedremo se cambiare modulo. In questo momento c’è solo delusione, ma meglio guardare avanti e pensare alla Juve. Sarà una gara molto importante». Per cuori forti.

E poi in aereoporto sfiora la rissa con un tifoso

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CORSPORT (R. MAIDA) Un applauso nel silenzio assoluto, poi una parola che non offende ma ferisce: «Complimenti!». Alla fine di una domenica terribile, Daniel Osvaldo ha reagito male al sarcasmo avvelenato di un tifoso in trasferta. (…)

IL BATTIBECCO – «Dici a me? Vieni qua». Osvaldo ha capito che quel ragazzo bruno in jeans e maglietta, seduto su una poltrona in sala d’attesa, ce l’aveva con lui. «Bel rigore hai tirato: ho speso duecento euro per venire qui!» ha insistito il tifoso, che di lì a poco si sarebbe imbarcato su un altro volo. E il giocatore ha posato lo zaino a terra, pronto a regolare i conti con le mani, senza nemmeno togliere gli occhiali. «Alzati se hai il coraggio, ti spiego due cose». Lo ha salvato dalle imprevedibili conseguenze di un black-out nervoso l’intervento di Muzzi e Beccaccioli, i due nuovi collaboratori, che lo hanno marcato meglio di come avevano fatto Gastaldello e gli altri difensori della Sampdoria. Molti altri giocatori (non Totti, che era ancora ai controlli di sicurezza) osservavano incuriositi e un po’ preoccupati, mentre Lamela se ne stava in disparte divorando un panino e Andreazzoli parlottava con Sabatini. Vito Scala intanto cercava di mediare, chiedendo con garbo al contestatore di moderare i toni della protesta. Altri due tifosi, più pacati, hanno chiesto «rispetto per la gente, che soffre per le sconfitte: non si può andare avanti così. Siete una squadra forte, dimostratelo. Perdiamo sempre, siamo stanchi». (…)
ASSENZA – Ironia della sorte, lo scontro verbale (e quasi fisico) è capitato nella prima trasferta in cui la società aveva organizzato un volo charter di andata e ritorno. L’obiettivo, evidentemente fallito per l’incrocio fortuito in aeroporto, era evitare i contatti tra la squadra e il malcontento popolare. Ma il caso Osvaldo ha spiazzato anche l’“intelligence” romanista. (…)

La Roma è sempre peggio

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L MESSAGGERO (U. TRANI) – Cambia l’allenatore, non il risultato. La Roma perde ancora nel 2013, solo due punti raccolti nelle sei gare di campionato del nuovo anno. La Sampdoria ha la pazienza di aspettare il secondo tempo per aggiudicarsi il match davanti all’idolo di un tempo, Roberto Mancini, arrivato ieri dall’Inghilterra. Il 3 a 1 di Marassi è pesante per i giallorossi: sullo 0 a 0 l’arbitro toglie un gol regolare a Lamela e sull’1 a 0 Osvaldo un rigore a Totti per consegnare il pallone tra le braccia di Romero. Restano, però, le cifre che sono inequivocabili: è la decima sconfitta in questo torneo, la quarta dal 6 gennaio, e le reti subite sono 45. La zona Champions è a 10 punti e pure l’Udinese è adesso davanti: quindi nono posto in classifica. Sempre peggio.

UNA PARTITA, DUE PRESTAZIONI La Roma fa un grande primo tempo: compatta e disciplinata. I giocatori si sacrificano e seguono le indicazioni di Andreazzoli. Il debutto del nuovo tecnico finisce, però, male. Perché nella ripresa i giallorossi è come se non si fossero ripresentati in campo. Preso il gol di Estigarribia, sono ricomparsi i vecchi difetti. Anche la paura di sbagliare. Fragile di testa più che tatticamente. Come con Zeman.

LA MODIFICA TATTICA Andreazzoli, riparte dalla difesa a tre che piace al gruppo, indica la nuova via. Ma non è atteggiamento prudente. Nel suo 3-5-2, Pjanic fa la mezzala sinistra, Lamela l’esterno a destra e Marquinho quello a sinistra, dietro a Totti e Osvaldo. L’equilibrio è ritrovato. La Roma non rischia niente, con la Sampdoria che nel primo tempo non conclude mai: a far schermo, qualche passo davanti ai tre centrali, c’è De Rossi che imposta facile e protegge senza essere in affanno. In attacco i giallorossi si affacciano spesso, anche se non sono concreti, come spesso gli è accaduto in questa stagione. Bradley, ignorando Lamela e Osvaldo, non sfrutta la superiorità numerica e di destro strozza a lato. Lamela, con il solito tiro di sinistro a giro, trova i guantoni di Romero che respinge. Totti, su punizione, indirizza nell’angolo basso più vicino e il portiere argentino devia in angolo. La chance migliore, a fine tempo, capita a Pjanic su invito, da sinistra, di Osvaldo: destro troppo lieve e Costa di petto salva in angolo.

L’ORGANIZZAZIONE SVANISCE  Basta una mossa di Delio Rossi per mandare in tilt la Roma nel secondo tempo: fuori Soriano dopo l’intervallo e spazio a Sansone che, sistemandosi alle spalle di Icardi, cambierà la storia del match. Andreazzoli, invece, cambia lato, e non si capisce perché, a Pjanic, che inizia la ripresa da intermedio destro: il bosniaco, forse il migliore della prima parte, esce dalla partita come d’incanto. I giallorossi perdono brillantezza e convinzione, la Samp, invece, riparte veloce e sembra anche più spigliata. Al sesto segna Lamela ma l’assistente Barbirati segnala il fuorigioco dell’argentino che è in posizione regolare. Celi annulla. Ad inizio azione è Marquinho a essere oltre i difensori blucerchiati, non si capisce però la segnalazione in ritardo. L’episodio incide sul risultato. De Rossi regala a centrocampo un pallone a Poli che verticalizza per Sansone, bravo a smistare a sinistra per Estigarribia: sinistro per l’1 a 0 all’undicesimo. La ripartenza è fatale e la Sampdoria, al primo tentativo, fa centro. Stekelenburg evita subito il bis: di piede si oppone a Poli.

OSVALDO SCANSA TOTTI Celi concede un rigore alla Roma, fallo di Gastaldello su Osvaldo. Il centravanti si prende il pallone e allontana Totti che è lo specialista. Il capitano, senza parole, resta per qualche secondo sulla linea dell’area di rigore. Non capisce, ma si adegua, anche perché dalla panchina nessuno interviene, a cominciare dal nuovo tecnico. Osvaldo batte centrale e Romero blocca. E’ il ventiquattresimo. Due minuti prima Andreazzoli aveva inserito Florenzi per Bradley e avanzato Lamela: il sistema di gioco adesso è il 3-4-2-1, con l’argentino accanto a Totti per assistere meglio Osvaldo. Sansone realizza il 2 a 0 su punizione, concessa per un fallo di Burdisso su Gastaldello. Stekelenburg prende il gol, sinistro piazzato, sul palo che dovrebbe coprire: la palla gli passa in mezzo alle mani. In quell’azione si fa male Castan che si arrende per una distorsione al ginocchio sinistro: dentro Dodò, con Marquinho che si accentra accanto a Pjanic e De Rossi che arretra in mezzo alla difesa. Su azione a destra di Florenzi, Lamela segna la sua undicesima rete in campionato, sinistro in mischia al trentesimo. La Sampdoria chiude due minuti più tardi il match, colpo di testa di Icardi, anticipando De Rossi, su corner ancora di Sansone. Si rivede Lopez, capocannoniere del Sub 20, in campo al posto di Marquinho. Nel recupero espulso Delio Rossi per un gestaccio a Burdisso, nervoso e spaesato, come Andreazzoli e il resto del gruppo che scivola ancora in classifica.

La Roma naufraga a Genova. E torna di moda la parola “autogestione”

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GIALLOROSSI.NET – La Roma prende l’ennesima imbarcata contro la Sampdoria, incassado altre tre reti ed evidenziando i soliti vizi: incapacità di gestire una partita cominciata bene, tragiche amnesie difensive e una fragilità emotiva che mette spavento.

Ma allora non era tutta colpa di Zeman…

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REPUBBLICA.IT (A. VOCALELLI) – Chissà se ancora diranno che era tutta colpa di Zeman. La Roma ha perso in casa della Sampdoria, incassando tre reti: pensate se fosse successo con il boemo. Tutti lì a dire: ecco la Roma che incassa tre gol a partita. Eppure il nuovo allenatore, Andreazzoli, aveva fatto di tutto e di più per mettere i giocatori a proprio agio. Spiegando in settimana di voler andare incontro alle loro esigenze personali, fatte anche di orari comodi per gli allenamenti. E poi in campo: difesa a tre, come la squadra aveva mostrato di gradire particolarmente a Firenze in Coppa Italia. E dentro tutti i giocatori che più avevano avuto problemi con Zeman. Ecco dunque Stekelenburg, riecco De Rossi, ecco Pijanic addirittura al centro del gioco, forse più ancora di Totti, ed ecco Marquinho, che da Zeman era stato addirittura punito con una mancata convocazione. Tutti insieme, non hanno però prodotto un calcio molto, molto, diverso. Anzi.

La Roma, come detto, ha incassato tre gol. Il primo per un errore di appoggio a centrocampo e ci sembra di sentirli i critici estremi di Zeman: ecco a cosa ti espone un calcio troppo rischioso, basta perdere il pallone e la frittata è fatta. Solo che stavolta Zeman non c’era e il primo gol è arrivato anche a difesa schierata, capace però di sbagliare la diagonale. Poi il raddoppio. Fosse capitato ad un altro, chissà cosa si sarebbe detto ed urlato. E’ invece toccato a Stekelenburg prendere gol su punizione sul proprio palo. Dove, dicono i maestri delle scuole calcio, non è proprio possibile. E poi il terzo gol. Calcio d’angolo e colpo di testa comodo comodo di Icardi. Fosse successo con Zeman avrebbero detto che questi sono i risultati della marcatura a zona dentro l’area, dove invece bisogna attaccarti all’uomo, impedendogli di saltare. Stavolta evidentemente si doveva marcare a uomo, eppure Icardi ha guardato il pallone arrivare, ha staccato e ha appoggiato dalla parte opposta senza la minima opposizione.

Insomma, Zeman avrà anche avuto le sue responsabilità – e negarlo sarebbe sciocco e impossibile – ma da qui a pensare che i problemi della Roma dipendessero tutti da lui, o soprattutto da lui… La Roma è un Problema ben più complesso, che solo con una bella dose di superficialità si poteva pensare di poter risolvere semplicemente allontanando l’allenatore e facendo sentire i giocatori quasi “liberati” dalla presenza di chi in settimana li opprimeva, ingabbiava, mandandoli in campo poi allo sbaraglio. Non era evidentemente così. Il Problema è evidentemente più grande. Tanto più grande da portare Osvaldo a sbagliare un rigore che per definizione doveva essere tirato da Totti. , ha confessato Andreazzoli alla fine, stupito così come noi da un fatto senza precedenti. Sì, senza precedenti. Questo con Zeman non è mai successo e , a pensarci a bene, non sarebbe successo.
Chissà se ancora diranno che era tutta colpa di Zeman.

LA FOTO – Il dito medio del “signor” Delio Rossi

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GIALLOROSSI.NET – Ecco la foto che dimostra la provocazione di Delio Rossi nei confronti di Burdisso, gesto indecoroso che ha scatenato il parapiglia nel finale di Sampdoria-Roma. Ai nostri lettori lasciamo ogni ulteriore commento.

OSVALDO: “Il rigore? Me la sentivo”, DE ROSSI: “Delio Rossi? Spero di non diventare come lui”

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GIALLOROSSI.NET – Queste le parole di Daniele De Rossi e Daniel Osvaldo al termine di Sampdoria-Roma.

Sampdoria-Roma, le interviste – Andreazzoli: “Soddisfatto, partita decisa da episodi”. Sabatini: “Alcune cose non le ho capite”

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GIALLOROSSI.NET – Queste le parole dei protagonisti al termine della partita Sampdoria-Roma, persa dai giallorossi per 3 a 1.

Sampdoria-Roma 3 a 1: le pagelle

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Queste le pagelle di Sampdoria-Roma, terminata tre a uno per i doriani.

Stekelenburg: 5,5 – Poco reattivo sul gol di Sansone.

Burdisso: 5 – Non sembra trarre giovamento dal nuovo sistema a tre.

Castan: 5 – Decisamente meglio in fase di appoggio, distratto in difesa.

Marquinhos: 5 – Non sembra nemmeno il parente del Marquinhos ammirato settimane fa.

Bradley 5,5 – Tanta quantità ma troppa poca qualità. Sbaglia malamente il gol dell’uno a zero.

De Rossi 5,5 – Non incide.

Marquinho: 5 – Fumoso, impacciato.

Pjanic: 5,5 – Ha sulla coscienza il gol fallito che avrebbe lanciato la Roma sul finale di primo tempo. Poi tanta confusione.

Lamela: 6 – Uno dei pochi a salvarsi: lotta e segna il momentaneo gol dell’ 1 a 2. Meglio quando gioca più centrale.

Totti 6 – Come al solito l’unico a lottare dentro e fuori dal campo. Illumina con  assist al bacio che non vengono concretizzati.

Osvaldo 4 – Irritante. Il rigore sbagliato è l’emblema della sua prestazione.

(dal 30′ st Florenzi 6) – Si stenta a capire perchè è rimasto fuori.

All. Andreazzoli: 5 – Manda in campo una formazione bizzarra. Il suo esordio non è felice.

 

LIVE Sampdoria – Roma: 3-1 (11’st. Estigarribia, 27′ st. Sansone, 30′ st. Lamela, 32′ st. Icardi)

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Diffusa la formazione ufficiale con cui la Roma scenderà in campo contro la Sampdoria a Genova.
Confermato il 3-5-2, Marquinho e Lamela a centrocampo, davanti Totti e Osvaldo.

SAMPDORIA-ROMA: le probabili formazioni

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GIALLOROSSI.NET – Pochi minuti al calcio di inizio di Samdoria-Roma. Grande attesa intorno alle scelte che andrà ad operare Aurelio Andreazzoli per questo suo esordio sulla panchina giallorossa.

SAMPDORIA-ROMA: le probabili formazioni dei quotidiani. Giallorossi in campo col 3-4-1-2

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GIALLOROSSI.NET – Aurelio Andreazzoli ha scelto: sarà difesa a tre.  Questa alemno è l’indicazione che emerge dalle probabili formazioni che i giornali di oggi ipotizzano per il match di questo pomeriggio tra Sampdoria e Roma.