PELLEGRINI: “Zaniolo un fratello minore, so bene quanto è forte. La finale di Conference? Non la rivedrò mai. Mou sta male se non vince”

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AS ROMA NEWS – Lorenzo Pellegrini ha parlato a DAZN a poche ore dalla ripartenza del campionato e dalla sfida contro il Bologna di oggi pomeriggio.

Il capitano ha parlato di tutto, della Roma, di Mourinho, di Totti e De Rossi e del suo modo di essere capitano. Ecco le sue parole:

Quale è il tuo primo ricordo della Roma?
“Non posso non pensare alla famiglia e a mio papà. Al di là delle partite che mi portò a vedere allo Stadio Olimpico, che alla fine non furono neanche tante perché dopo finì con la vittoria dello Scudetto. Era molto impegnativo portarmi allo stadio, avevo 5 anni. La prima cosa che mi viene in mente è sicuramente mio papà, vive la partita come se fosse allo stadio nonostante fosse a casa”.

Con il Parma ti portò?
“No, ma era bello anche solo stare a casa. Mi ricordo i festeggiamenti in città, bandiere della Roma per quattro mesi. L’entusiasmo e la passione della gente si vive ogni giorno, ogni istante. Quando si passeggia per strada ti salutano, qua è così. Per me non si vive da nessun’altra parte”.

Il primo gol in Serie A.
“L’emozione fu grandissima, anche perché non fu facile trasferirmi, ma fu una mia decisione. Quell’anno c’era Rudi Garcia e con lui ho un bellissimo rapporto, è un allenatore top e lo stimo infinitamente”.

Lui è quello che ti fece esordire a Cesena.
“Sì. Non essere più il ragazzo della Primavera mi ha fatto tanto bene, tanto che i primi mesi al Sassuolo non giocai mai, saltai le prime 10. C’erano degli aspetti in cui dovevo migliorare per poter giocare a certi livelli. Contro il Cagliari in Coppa Italia giocai 90 minuti, la domenica subito dopo accadde la stessa cosa e mi sentii benissimo. Mio padre ha la maglia del primo gol”.

Sul passaggio dalla Primavera alla Serie A.
“Mi vengono attribuite un sacco di cose, ma non si dice mai che sono un lavoratore, non lascio niente al caso. Entro a Trigoria e so che devo lavorare sia per me sia per dare l’esempio agli altri. Sono anche molto esigente verso gli altri. Lì ero alle prime armi, avevo fatto 6/7 mesi fisso in prima squadra, ma ero principalmente della Primavera. Quando fai il salto in Serie A ti cambia il mondo, ma quando hai 18 anni e hai la possibilità di condividere lo spogliatoio con gente di 33/34 anni ti viene naturale chiederti di più”.

Su Totti.
“Con lui ho sempre parlato molto liberamente, per me lui è Francesco, non è una cosa che si può spiegare. Conoscere Totti è stato importantissimo per me, mi è stato sempre affianco e mi ha aiutato. Lui è una persona eccezionale e con un grande cuore. Credo che le promesse a cui lui si riferisse non siano fare 100 gol all’anno o vincere un milione di trofei, ma avere la responsabilità di meritarsi quello che si ha”.

Sulla fascia da capitano.
“Quando la indossi provi un brivido incredibile, ma alla fine della partita bisogna entrare con la fascia da capitano anche nello spogliatoio e nelle riunioni tecniche. La fascia è la realizzazione di un sogno, ma conta essere capitano”.

Sulla maglia numero 10.
“Non ho mai pensato di prenderla perché il 7 è il mio numero preferito. Quando ho visto che era libero non mi sembrava vero. Non avrebbe senso cambiare numero, alla fine conta ciò che fai in campo. Quando vedi la 10 pensi solo a Francesco, mi piace ed è giusto che sia così”.

Nel tuo essere capitano, c’è qualcosa che hai visto da Totti e De Rossi e hai fatto tuo?
“Loro sono due simboli di Roma e lo saranno per sempre. Ciò che mi piaceva tanto di Francesco è che quando si entrava in campo non si parlava, ma lui è come se potessi sentirlo. Tutti riconoscevano in lui questa leadership e questo mi piace tanto perché so che con il mio carattere posso aiutare un compagno in difficoltà, posso fargli sentire meno pressione. A me piace dare l’esempio e a volte le parole non bastano”.

Su Zaniolo.
“Ho un rapporto particolare con lui, per me è come un fratello minore. Mi dispiace che tante volte viene fatto passare per quello che non è. Zaniolo è un ragazzo speciale e un calciatore straordinario. So che giocatore è e quanto sia forte”.

La finale di Conference League.
“Non l’ho mai rivista e non lo faro mai”.

Perché?
“Non c’è bisogno di vederla, basta che entro a Trigoria e c’è la coppa. Mi ricordo tutto”.

Scorrono le immagini della festa a Tirana. Che effetto ti fa?
“Che ne voglio vincere un’altra. Questo effetto qua”.

La festa a Roma.
“Non so spiegartelo, è stata un’emozione talmente grande perché in questi anni sono state tante le cose difficili da gestire sia qui sia personali. Io sono uno ambizioso, non vengo a Trigoria per allenarmi e poi vado a casa. Quando sto a casa penso sempre a migliorarmi e a cosa possa fare a Trigoria. Non dico che per me vincere questa coppa era una cosa dovuta, scontata, perché comunque abbiamo dovuto lottare e sudare tanto per conquistarla, però era il mio sogno. I sogni sono belli quando li realizzi”.

Nella mentalità di Pellegrini, Mourinho che posto occupa?
“Occupa il primo posto. Per me è stato fondamentale, mi ha insegnato delle cose che non avrei mai pensato. La cosa che mi piace di più è che a lui non gli basta mai. Se non vince il prossimo trofeo sta male. Se non vince domenica sta male. Ti fa esprimere al cento per cento e ti fa percepire la passione di una persona che ha vinto tutto e ha ancora voglia di vincere una partita. Abbiamo vissuto solo una finale con lui e non si parlava di altro che vincere”.

Sulle punizioni.
“I primi anni che ero qui ho avuto la possibilità di allenarmi con Kolarov, lui prendeva la rincorsa, mi guardava e diceva ‘Su questa non ci può fare niente il portiere’. Batteva e segnava. Lui mi aiutò tanto perché a lui non piaceva la mia rincorsa, infatti l’ho modificata. Contro il Cagliari mi veniva da ridere, mi hanno sempre chiesto perché la tirassi. Ho fatto dei miglioramenti e mi sono tolto delle soddisfazioni. La punizione contro il Cagliari è stata una liberazione. Adesso quando c’è una punizione mi sento in obbligo di dover fare bene”.

Il gol di tacco contro l’Hellas il più bel gol della tua carriera?
“Sì, anche la punizione nel derby contro la Lazio. Il primo contro i biancocelesti è però quello a cui sono maggiormente affezionato. Era un brutto periodo, penso che fossimo in ritiro e quel gol ha cambiato tante cose”.

L’esultanza con le mani sulle orecchie?
“Non è una polemica, è che sono talmente tanto felice che non vedo l’ora di sentire le persone che urlano il mio nome”.

Fonte: DAZN

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24 Commenti

    • Vaglielo a spiega a questi che finita la partita vanno a cena ecc ecc e noi litigamo con la moie cosi se sfogamo co qualcuno

  1. “Cose che voi umani non potete neanche capire”…sì, va bene, ma si devono vedere in campo e non a chiacchiere.
    Oltretutto, non credo di conoscere allenatori che inculchino ai propri giocatori il concetto di “perdere”, almeno non tra i professionisti. Salah diceva di Spalletti che fosse “ossessionato dalla vittoria”.
    Certo se poi alleni il Lecce, a volte va pure bene il concetto di “pareggiare”, ma Mourinho i salentini non li ha mai allenati.
    Basta con queste fesserie, pensate a giocare piuttosto…

    • Troppa gente parla a vanvera, e tu sei uno di quelle.
      Queste parole, sono da capitano VERO.
      Il problema è: voi siete tifosi veri?
      Si vede la mano di Totti, si vede una sorta di continuità con il suo “capitanato”.
      Non è il più forte capitano della Storia? Tutti sono secondi a Francesco Totti, tranne Maradona e Pelé. Quindi traete le vostre conclusioni.
      Ma Pellegrini e Dybala sono i nostri campioni, cari detrattori.
      Statece.

  2. quando inizi a mettere in pratica questi insegnamenti? Purtroppo siamo ridotti con te, Mancini e Cristante punte di diamante di questa squadra. Ed è tutto dire….

  3. Forza capitano che hai 26 anni e se vuoi davvero rimanere nella storia del Calcio come un Top Player devi fare in modo che d’ora in poi ogni movimento che fai e ogni palla che tocchi, contino…

    Non puoi più accontentarti di un grandissimo gesto (gol, passaggio, punizione, interdizione, etc.) ogni tanto, intervallato da 20 passaggi e 15 tiri sbagliati…

    La platea è piena di aspettative: la pausa così lunga (e così piena di Calcio) ha creato un clima da ‘2nd chance’, che qui nessuno vuole vedere sprecata…

    Per cui in bocca al lupo e facci vincere ⚽️…

    Ciao a tutti 😊.

    • Pellegrini non sarà mai in top player, non prendiamoci in giro. Così come non lo era il principe Giannini, ma gli abbiamo voluto bene lo stesso, così come a Lorenzo.

    • aspetta Enrico però PELLEGRINI (prima dell’arrivo di DYBALA) é, con distacco, il giocatore con più qualità nella Roma. Tanta qualità, ma anche tanta sostanza, e un’insospettabile mole di lavoro sporco tra recuperi e contrasti senza palla.
      I giocatori come lui quasi mai non hanno, mentalmente, pause durante i 90. É questione di caratteristiche, DNA, per me. Ci sono eccezioni (MODRIC uno che fa partite spesso dal 1 al 98esimo fisso acceso, ho visto Kimmich a volte, qualche altro…), anche il miglior TOTTI si prendeva, non in tante gare, qualche piccola pausa.
      Quindi perdonami una cosa buona tra 20 passaggi e 15 tiri sballati proprio solo da un laziale si può sentire che tu non sei sicuro.
      Poi giocasse sempre come quel periodo l’anno scorso,che segnava pure dagli spogliatoi modello marziano probabilmente non sarebbe a ROMA, anche se non é voluto mai andar via, e forse potresti minimamente avvicinarlo (no paragonarlo eh?) al 10 leggenda della ROMA.
      Anche perché non é per nulla vero, magari nei tiri non é il massimo mai, ma i passaggi sbagliati non sono mai troppi, anche quando gioca male.

    • l’errore più comune nel suo caso è aspettarsi che sia un Fuoriclasse, non è giusto nei suoi confronti.

      Per me è un bel giocatore che se messo nelle condizioni può fare molto bene, continua a pagare il confronto con Totti che non esiste.

      Forza Lorenzo, ragazzo onesto e corretto ❤️🧡💛

  4. io capisco che sei il capitano e devi cercare di fare tutto te però damme retta qualche punizione falla batte a Dybala specialmente quelle dal limite, l’abbiamo preso anche per questo visto che quando le batti tu o prendono la barriera o vanno direttamente in curva e raramente prendono la porta quindi facci un pensierino visto che dici di tenerci molto alla Roma e di vincere le partite. Forza Roma

    • se guardi bene le gare con Lollo e Paulo in campo diverse punizioni le ha battute Dybala infatti, fratello giallorosso…😁.
      Comunque nell’ultima amichevole saltata da Lorenzo, i calci d’angolo (che per noi sono stati spesso quasi mezzi… rigori!) hanno prodotto zero o poco più palle pericolose…)

  5. Esagero se dico che mi sembra totalmente disconnesso dalla realtà?
    Cioè dice tutto quello che in pratica poi non fa.
    Predica bene e razzola male.
    Bah, vediamo oggi che combinano

  6. mah.. non capisco le continue critiche al capitano (Lorenzo) ,forse è troppo composto e riservato e questo per molti non va bene

  7. daje capità, nu je da retta a sti commenti da tifosi della lazie
    vincere o perdere non ha importanza, la ROMA resta magica

  8. Ma perché la domanda del gol di tacco al Verona ? Io un gol bello di Pellegrini di tacco che mi ricordo è quando aveva sostituito Pastore ed ha purgato gli sbiaditi nel derby con la Roma vittoriosa 3-1.
    Segue la magistrale punizione sotto l’incrocio del 3-0 sempre ai burini sbiaditi l’anno scorso.
    Daje Lollo !!!

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