Un altro manager a Trigoria: Zanzi porta Zubiria

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AS ROMA NEWS (IL TEMPO, A. AUSTINI) – Aggiungi un posto a tavola che c’è un dirigente in più. La Roma allarga la già folta schiera di manager dando il benvenuto a Manuel (detto Manolo) Zubiria, nuovo capo dei «progetti speciali» del club.

Lo porta Italo Zanzi, di cui diventerà una sorta di assistente: hanno lavorato insieme alla Concacaf, dove Zubiria era direttore del marketing e della televisione. Nato in Spagna e cresciuto in Italia, Manolo si è poi trasferito in Florida e ha fatto carriera nel business sportivo: ha collaborato ad esempio con la Fifa durante i Mondiali. La sua specializzazione è nell’ambito commerciale, grazie alle esperienze con Mastercard e Octagon.

Zubiria è già sbarcato a Trigoria e ieri si aggirava per la sala stampa durante la conferenza di Garcia. La conoscenza della lingua lo aiuterà a inserirsi più in fretta di quanto è riuscito a fare Zanzi. E, visti gli incarichi precedenti, potrebbe essere lui a colmare il vuoto lasciato dal direttore commerciale Winterling, silurato all’improvviso dagli americani senza preavvisi.

«Il nostro obiettivo è quello di far diventare la Roma il migliore club al mondo, sul campo e al di fuori» continua a ripetere Zanzi, intervistato ieri dalla Bbc. «Ci sono tanti grandi club che ora sono al vertice in Europa – prosegue il COO giallorosso – ma che solo qualche anno fa non erano così importanti. Crediamo che ci siano tutti gli ingredienti per far arrivare la Roma a quei livelli». Non lo dice ma l’esempio è quello del Borussia Dortmund, una squadra rilanciata grazie a un lungo lavoro sui giovani e senza i folli investimenti di uno sceicco. «La proprietà – spiega Zanzi – ha capito quali sono le potenzialità di un club con una storia così importante. Con i giusti investimenti e le scelte azzeccate la Roma non deve porsi limiti nel calcio internazionale. Per adesso a nostra volontà comunque è di tornare in Europa. Stiamo lavorando anche per il campionato: vogliamo essere un esempio per tutti gli altri in modo che la Serie A diventi un campionato dal profilo ancor più internazionale». L’asse appena creato con la Juve di Agnelli può aiutare a cambiare le cose. Prima che sia troppo tardi.

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