Roma, nessuna svendita: Gasp si tiene i big

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Giugno si chiuderà senza volti nuovi, ma anche senza cessioni eccellenti. La Roma arriva alla scadenza del 30 giugno con il mercato in entrata ancora fermo e i rinnovi da definire, ma con una certezza tecnica importante: Gian Piero Gasperini, almeno per il momento, potrà ripartire dall’intera rosa.

Secondo quanto riportato da Il Tempo, il club giallorosso ha resistito agli assalti dell’ultimo secondo per i suoi giocatori più preziosi. Il ds D’Amico non è andato in giro con il piattino in mano a raccogliere offerte al ribasso, mantenendo una linea ferma nonostante la consapevolezza di dover fare i conti con i parametri del Settlement Agreement sottoscritto con l’UEFA nel 2022. A meno di 24 ore dalla chiusura del bilancio 2025-26, non risultano affari in definizione, con l’unica eccezione rappresentata da Alessandro Romano. Per il giovane centrocampista verrà ufficializzato il trasferimento al Cagliari con la formula del prestito con obbligo di riscatto.

La Roma era disposta ad ascoltare proposte soprattutto per due giocatori: Matias Soulé e Manu Koné. Le loro eventuali partenze avrebbero permesso di ridurre in modo significativo il gap rispetto all’obiettivo di una perdita aggregata di 60 milioni nell’ultimo triennio. Ma per entrambi non sono arrivate vere offerte, soltanto manifestazioni d’interesse che non hanno portato a una trattativa concreta.

Per questo la società non ha cambiato linea sugli altri elementi considerati centrali. Su Svilar, Pisilli e Wesley si sono affacciati alcuni club, ma la risposta della Roma è stata immediata: nessuna apertura. Un segnale chiaro anche per Gasperini, che considera questi giocatori fondamentali per alzare il livello della squadra nella sua prima stagione giallorossa. Resta ora da capire quali conseguenze potrà avere il mancato pieno rispetto degli obiettivi UEFA. Il rischio più immediato è una nuova multa, ma esiste una gradualità anche nelle sanzioni successive. Tra le possibili misure indicate ci sono la limitazione del numero di calciatori inseribili nella lista UEFA nella stagione 2027-28, il divieto di tesseramento di nuovi giocatori sempre per la stagione 2027-28 e, nello scenario più pesante, l’esclusione dalla prossima competizione UEFA per club alla quale la Roma dovesse qualificarsi nelle tre stagioni a partire dal 2027-28.

Fonte: Il Tempo

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8 Commenti

  1. L’immagine che viene fuori è di una società che vuole costruire qualcosa di importante. Finalmente un bel segnale per tutti!

  2. Il solito giugno dei giornalari romani…. svendiamo tutto ….non svendiamo tutto
    Ma un po’ di autocritica non vi farebbe vene?

  3. Credo che la politica della società fosse di vendere un pezzo pregiato ( esclusi Svilar, Pisilli e Wesley) e poi fare una grande campagna acquisti. Ma non sono arrivate richieste vere ( a parte l’Arabia per Soulè) e i Friedkin hanno resistito a svendite, chapeau.
    L’unico dubbio che ho, ma è sicuro che D’Amico sia meglio di Massara ?

  4. ma non dovevamo fare plusvalenze obbligatorie di 100,80,60,50 milioni vendendo tutti i titolari a Inter Juve e Milan entro oggi??!! nella realtá le plusvalenze erano per una cifra minore tra i 20/25 milioni, perché eravamo giá rientrati grazie, a sponsor, diritti, costi virtuosi, bonus e riscatti vecchie cessioni, cessioni di giocatori in esubero, gli incassi del cammino in EL fino agli ottavi… Nel prossima stagione potremmo mettere a bilancio la qualificazione alla Champions e passa la paura

  5. per stare in no bastano un paio di giocatori.
    un sostituto di el sha ed un sostituto di baldanzi.
    per il resto non era nenache necessario cambaire ds..

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