Roma, parla la mental coach: “Grandissimo lavoro di De Rossi. I miglioramenti non possono essere atletici o tecnici”

15
471

NOTIZIE AS ROMA – La mental coach Nicoletta Romanazzi ha rilasciato un’intervista al quotidiano La Repubblica oggi in edicola, parlando anche dei calciatori della Roma da lei seguiti e del miglioramento avuto in queste settimane grazie alla cura De Rossi. Le sue parole:

Tra i calciatori che lei segue ce n’è uno della Roma, la squadra del momento, che però non l’ha autorizzata a fare il suo nome.
“Credo siano sbagliati i paragoni con Mourinho ma De Rossi sta facendo un grandissimo lavoro. Segue ogni giocatore, ha riportato fiducia, piacere e divertimento nel gruppo. Gli allenamenti sono sempre stimolanti. In così poco tempo i miglioramenti non possono essere atletici o tecnici, è tutta una questione mentale”.

De Rossi fa parte di una generazione che conosce l’importanza del lavoro sulla testa.
“Ma si fa ancora troppo poco. Se ne parla di più, c’è maggiore apertura. Si comincia a capire che l’allenamento mentale è importante quanto quello fisico. Non bisogna curare i problemi, ma prevenirli con l’aiuto di un professionista.

Decine di campioni sono andati in difficoltà per le pressioni e l’ansia da prestazione: Simone Biles, Michael Phelps, Naomi Osaka . Anche Federica Pellegrini si è rivolta a un mental coach”.

Fonte: La Repubblica

Articolo precedenteTotti “scarica” Dybala: “Gioca 15 partite l’anno, se fossi nella Roma ci penserei…”
Articolo successivoLukaku out per un sovraccarico all’inguine, ma resta col Belgio. Bove rientra a Trigoria

15 Commenti

  1. Il mio ideale di giocatore della ASRoma NON ha bisogno del mental-coach.
    Sotto questo aspetto, credo di pensarla esattamente come José Mourinho.

    • Lewis Hamilton, che è uno dei piu grandi campioni di F1, si porta sempre appresso una biondina. Non è l’amica, è la sua mental coach. Negli ultimi 20 anni non l ho mai visto senza quella persona dietro. Avere una figura di questo tipo non è indice di debolezza ma saper riconoscere di avere bisogno di qualcuno che ti aiuti a tirare sempre fuori il meglio. Putroppo non sempre i professionisti la pensano così però la differenza con chi ne fa buon uso è lampante.

    • Tommy93,
      la tua replica è ineccepibile, complimenti, però converrai con me (che poi è il vero senso della mia provocazione) che un conto è mettere a disposizione di campioni come Hamilton, Djokovic, Totti, Dybala, lo stesso DDR, un professionista che possa aiutarli a “tirare sempre fuori il meglio” da sé stessi, un altro è dover sostenere degli psicolabili che hanno paura anche della propria ombra o che non riescono a trovare le giuste motivazioni senza le coccole del Mister… non faccio nomi per quieto vivere.
      Credo ci sia molto di generazionale in tutto ciò.
      Un saluto giallorosso.

    • E qui ti sbagli caro Kawa62. È un pregiudizio quello di pensare come debole chi ricorre al mental coach.
      I migliori atleti del mondo lo fanno: o sono tonti loro, o sei tu fuori dal tempo.

    • Intravedo una terza possibilità, caro totti2709: che tu non abbia compreso fino in fondo il mio pensiero.

  2. quante ballle si devono sentire ancora, e siamo nel 2024… c’era stato uno scollamento tra società e tecnico è stato allontanato mourinho ed i giocatori ora si sono tranquillizati e si sentono responsabilizzati e stanno dando il 100%… cosa susccessa ogni volta che si cambia allenatore,con garcia, con fonseca, con ranieri, con spalletti…..

    • Mica sempre, spesso il cambio allenatore non sortisce effetti positivi.
      Va dato merito a De Rossi di aver azzeccato una qualche alchimia di gruppo, dando innanzitutto prova di coraggio tattico passando alla difesa a 4, dopo che da Fonseca in poi sembrava che fossimo schiavi della prudenza. Il messaggio che l’allenatore dava ai suoi era “siccome non siete capaci a uscire dalla nostra fase possesso, ci chiudiamo con la difesa a 3”.

    • Sicuramente parzialmente è vero. Ma oltre a questo vanno dati i meriti anche a De Rossi che ha lavorato bene sui calciatori (anche il Napoli ha cambiato allenatore 2 volte, ma non c’è stato questo gran cambiamento per ora). Senza considerare che anche il cambio di modulo e quello tattico stanno dando i loro frutti.. innegabile la differenza dal prima al dopo da questo punto di vista.

    • “Mica sempre, spesso il cambio allenatore non sortisce effetti positivi.”

      Dipende da chi lo ha fatto cacciare, da chi non lo sopportava piu’.
      Se il “sentimento” e’ dei giocatori, gli effetti sono quasi sempre positivi.
      Alla Roma lo abbiamo visto gia’. Per esempio nel 2015-16 quando cacciarono Garcia a gennaio e facemmo tipo 34 punti con lui e 46 dopo. Corsi e ricorsi.

    • Il cambio allenatore a mio avviso è utile quando è fuori dubbio che la squadra stia under-performando rispetto al potenziale.
      Lo era nel caso di Garcia quando fu esonerato per Spalletti e lo era due mesi fa con Mourinho.
      Non pensavo che sarebbe successo invece granché quando fu esonerato Di Francesco per Ranieri che infatti mantenne suppergiù lo stesso ritmo del predecessore.

  3. “Ho provato a lavorare anche su uno che fa il terzino destro. Ma la scienza non è ancora progredita fino a tal punto”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome