Rosella Sensi: “Io, da papà a Mourinho: domenica sarà come un derby”

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AS ROMA NEWS – Rosella Sensi ha rilasciato oggi una lunga intervista al quotidiano torinese La Stampa. Queste le sue parole sulla sua avventura in giallorosso da presidente del club: “La Roma è qualcosa di unico, contribuire a realizzare i sogni dei tifosi una gioia immensa“.

Con un po’ di fortuna, gli scudetti potevano essere due: Ranieri giunse a un soffio nel 2009-2010.
Potevano essere anche di più: meritavamo già due anni prima con Spalletti, ma quella frenata fu davvero clamorosa.

Vinse l’Inter di Mourinho.
Da avversario ci ha fatto soffrire, ma sono molto contenta che oggi sia giallorosso.

Può essere per Friedkin ciò che Capello fu per suo padre?
Non gli manca nulla: da tifosa scaramantica, mi limito a dire che me lo auguro.

Domenica sfiderà la Juve.
Non è mai una sfida qualsiasi: rientra, come il derby, tra gli appuntamenti più attesi.

Il primo ricordo?
Brutto: il gol annullato a Turone. Avevo 10 anni. Però ne conservo bellissimi: su tutti il 2-2 in rimonta a Torino nel 2001, chiave dello scudetto.

Segnò Nakata e i bianconeri protestarono per le regole sugli extracomunitari cambiate in corsa: le polemiche tra i due club sono un destino?
Noi le abbiamo più subite che creare.

Il simbolo di quella Roma?
Totti è stato un grande capitano, ma dico il gruppo. Quell’anno ci fu una coesione totale: squadra, società e tifosi.

A volte alla Juve sono stati associati i poteri forti: a lei è capitato di riscontrarli?
Mettiamola così: in Italia alcune squadre avrebbero meritato di vincere di più.

I presidenti come suo padre si sono estinti…
Forse oggi, come figura, si avvicina solo De Laurentiis. Il calcio è cambiato, ma l’approccio finanziario non può cancellare la passione: l’attuale proprietà della Roma, rispetto alla precedente, tiene in conto i tifosi e ne sono contenta.

La gestione precedente ha chiuso il rapporto con Totti.
Ha buttato via un’occasione, Francesco ha intrapreso un nuovo percorso.

Lei, dopo la cessione, non è più andata allo stadio.
Spero di ritornarci adesso, mi è tornata voglia: merito dei nuovi proprietari, del modo in cui si sono posti verso la Roma.

Dopo Totti e De Rossi, c’è un altro campione romano: Pellegrini. E giovani come Zaniolo possono aprire un ciclo. Nel calcio di oggi, c’è spazio per le bandiere?
Dipende da chi le gestisce. Questa proprietà farà in modo di trattenere i gioielli.

Juve a -10 dalla vetta…
Ritardo netto, ma è presto per ritenere lo scudetto precluso.

La sua favorita per il titolo?
Il Napoli sta andando benissimo, ma il campionato è incerto.

Lei è stata la seconda presidente donna nella storia e vicepresidente di Lega: quanto è stato difficile?
Da parte dei miei colleghi di Serie A, mai un’ombra di maschilismo. Meno moderni alcuni presidenti stranieri.

Le è capitato di essere considerata non “la presidente”, ma “la figlia di Franco”?
È capitato, ma per me è motivo di orgoglio.

Fonte: La Stampa

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15 Commenti

    • @ Gio’
      Completamente d’accordo con te … in tutto !!!

      Sperando che questa nuova proprietà ci faccia vincere il triplo di quello vinto fino ad oggi …
      ormai, in questi tempi “moderni”, penso che non avremo mai piu’, purtroppo aggiungo io malinconicamente, presidenti appassionati e tifosi come i Sensi o i Viola e io aggiungo anche il presidente Anzalone … è stato il mio “primo” presidente quando ero bambino e se pure non ha vinto nulla e non era una Roma forte la sua ( a parte un meraviglioso 3° posto nel ’75 del valore quasi di uno scudetto per l’epoca ), ha comunque ingaggiato per 3 miliardi ( tantissimi in quel periodo ) un certo Roberto Pruzzo.

      Eccoli … questi tre, per me, sono i presidenti piu’ importanti della MIA storia da tifoso Romanista e resteranno per sempre nel mio cuore.
      Almeno fino ad oggi.

      Sempre Forza ROMA !!!

    • “bla bla bla bla…” chi rinnega il passato che oltretutto ha fatto vincere con sacrifici non è romanista.
      Onore a Franco Sensi

    • Sensi ha raccolto quasi niente per quello che ha dato, per quello che gli hanno rubato, i Friedkin si salveranno vincendo in Europa, prendendo il rispetto con prepotenza in Italia, il mio sogno, non di latta, è quello, che nessun rappresentante della società, compreso di staff, allenatore e calciatori, stringessero la mano, ai rappresentanti della federazione “ITAGLIANA” durante la premizione del primo trofeo vinto. Per tutto quello che ci hanno fatto passare, negli anni di Sensi, Pallotta e adesso con i Friedkin.

  1. 2 scudetti ci furono rubati dagli arbitraggi con aiutini ed aiutoni all’Inter e torti arbitrali alla Roma.
    Spero solo che con Friedkin possa cambiare il vento ed in qualche modo possa farci vincere più trofei nonostante pure adesso subiamo delle zozzate dall’alto che si materializzano negli arbitraggi nefasti a danno della Roma. Speriamo che la Roma riuscirà ad essere più forte anche di certe ingiustizie.

  2. Due scudett?
    Forse pure 3.
    E pure la supercoppa a Milano.
    La coppa Italia in cui Cassano fece le corna a chella chiavica di Rosetti
    Le porcherie che abbiamo subito sono molte di più

    • Mi sono solo limitato alla gestione di Rosella Sensi ed agli anni con Spalletti e Ranieri, le altre porcherie erano successe prima ed altre porcherie sono successe anche dopo, per elencarle tutte purtroppo bisognerebbe scrivere un romanzo partendo da quel goal di Turone nel 1981 annullato per fuorigioco inesistente nello scontro diretto proprio contro i gobbi juventini, quel goal valeva lo scudetto per la Roma.
      40 anni di porcherie arbitrali.

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