SMALLING: “A Roma mi sento a casa. Mourinho ha sempre voglia di vincere. Matic il collante della squadra”

29
1574

AS ROMA NEWS – Il difensore inglese Chris Smalling ha rilasciato un’intervista a StarCasinò Sport, in cui ha parlato della sua esperienza finora con la maglia della Roma. Queste le sue parole.

Quando sei arrivato a Roma sei diventato subito un leader. Cosa hai provato e cosa provi ora?
“Sì, è stata una grande sensazione arrivare in un grande club come questo, riuscire ad adattarsi e sentire tutto l’affetto di tifosi e compagni. È uno dei motivi principali per cui sono ancora alla Roma”.

Giocare qui è diverso dalle altre piazze.
“Vero. Anche nelle città dove ho giocato in precedenza, come a Manchester, ci sono molti tifosi di altre squadre. Qui ci sono tantissimi tifosi della Roma, ci sono anche laziali ma mi capita di incontrare esclusivamente tifosi della Roma”.

Senti un po’ di pressione?
“Credo che sia positivo sentire la pressione di vincere e ottenere risultati, è ciò per cui si impegnano tutti i grandi giocatori”.

La scorsa stagione è stata ottima per te.
“Credo che concludere la stagione con un trofeo e riuscire a dare un contributo importante sia stata una grande sensazione”.

Come hai detto prima, i tifosi della Roma sono speciali. Impazziscono per la squadra.
“Sì, lo sono veramente. Non ci sono molte altre squadre con lo stadio sempre pieno in ogni partita, indipendentemente dall’avversario. È incredibile avere un seguito del genere”.

I tifosi ormai ti hanno adottato, per loro sei romano e romanista anche se in realtà sei inglese.
“È bello che una persona che non è né romana né romanista possa entrare nei loro cuori. Io e la mia famiglia ci sentiamo veramente a casa, è un club che è veramente una famiglia”.

Penso a tuo figlio.
“Lui ha passato più tempo in Italia che in Inghilterra, gli piace molto vivere qui per cui è una bellissima esperienza per noi”.

Credo che tu sappia che i tifosi sono impazziti al tuo “Daje Roma” dopo il gol del 2-2 contro il Milan.
“Ho visto il video, credo che in certi momenti tiri fuori tutte le emozioni che hai dentro. Poi sono qui alla Roma da tempo, per cui frasi come quelle non sono insolite per me”.

Com’è il tuo rapporto con José Mourinho?
“Lo conosco da tempo, abbiamo vinto insieme a Manchester per cui è stato bello ritrovare facce note, parlo del suo staff tecnico. Lo conoscevo prima che arrivasse a Roma e non ci ha messo molto a conquistare un trofeo che aspettavamo da tempo. Il mio rapporto con lui è ottimo, ho vinto con lui in Inghilterra e ora voglio farlo in Italia. È una persona che ha sempre voglia di vincere, non si accontenta di un trofeo ed è la mentalità che dobbiamo avere. La sua esperienza è preziosa per noi”.

Come hai aiutato Tammy Abraham ad ambientarsi a Roma?
“Abbiamo parlato prima del suo arrivo perché siamo molto legati. Gli ho fatto vedere alcuni luoghi da frequentare per ambientarsi ma credo ci sia riuscito molto facilmente. Come sappiamo è partito alla grande con tanti gol, ha percepito l’amore e la gioia di vivere a Roma. Siamo seduti accanto nello spogliatoio per cui parliamo molto”.

Roma è diversa da Londra.
“Sì, molto diversa. Sia a me che Tammy piace scoprire nuove parti di Roma e del resto d’Italia, per cui per entrambi è stata un’esperienza positiva che speriamo possa durare a lungo”.

Ti chiedo di Nemanja Matic. Hai giocato con lui a Manchester e qui ha portato tutta la sua esperienza.
“Ricordo quando iniziarono a circolare le voci sul suo arrivo, sapevo che avrebbe portato qualità e tranquillità al reparto. Lo considero il collante che lega tutti i reparti, dalla difesa all’attacco, e sta dimostrando tutta la sua qualità. Sono felice di giocare con una persona che conosco e può darci molta qualità. José lo ha voluto in tre squadre diverse, per cui è come se fosse un padre. E poi ha vinto tanto, perciò porta ulteriore mentalità vincente”.

Qual è l’attaccante più difficile da tenere in serie A?
“Ce ne sono molti. Direi Vlahovic, ma anche Osimhen. Entrambi hanno forza, tecnica e velocità. Possono restare tranquilli per 89 minuti poi gli basta un’occasione per punirti. Avranno sicuramente una grande carriera”.

E il difensore più forte in serie A?
“Ce ne sono tanti in Italia, credo che nel calcio italiano le capacità difensive dei difensori sono uno degli elementi portanti. Kim gioca molto bene, ha avuto un rendimento straordinario, considerando che veniva da un altro campionato e non era molto conosciuto. Gli faccio i complimenti”.

A un certo punto della tua vita hai smesso di giocare a livelli professionistici.
“Sì, è successo quando giocavo nel Millwall, un club di Londra. Vivevo lontano e per questo ero costretto a saltare molti allenamenti. Decisi di concentrarmi sugli studi per superare l’esame di maturità, poi fino ai 18 anni ho giocato nelle serie inferiori, nel Maidstone United. Ho sempre avuto l’ambizione di essere un giocatore ma ero anche realista, perciò decisi di concentrarmi sugli studi e usare il calcio come divertimento. Dopo essermi diplomato sono stato convocato per due provini, ho pensato che non avevo nulla da perdere così sia Fulham che Middlesbrough mi hanno offerto un contratto”.

Dopo il Fulham, il Manchester United.
“Sono stato in prova 3-4 giorni, poi ho giocato una partita con le riserve. L’allenatore Roy Hodgson mi ha subito convocato in ufficio dicendomi che voleva offrirmi un contratto”.

Come nasce la tua scelta di diventare vegano?
“Credo non sia solo una questione di alimentazione, ma è qualcosa che entra a far parte della tua vita quotidiana. Influenza alcune delle tue scelte, il modo di vestire e i tuoi comportamenti. Ti rende più consapevole di certi aspetti, anche se ognuno vive questa scelta a modo suo”.

Hai un luogo o monumento preferito di Roma?
“È difficile rispondere, credo sia questo il bello di Roma. Uno dei nostri posti preferiti è il Parco della Caffarella dove portiamo i cani, ma ci piace anche andare al mare che non è molto distante. Tutti amano Roma. Non ero mai stato a Roma prima di arrivare qui, ma molti amici che c’erano già stati me ne avevano parlato benissimo”.

Puoi parlarci dell’associazione “Football Beyond Borders”?
“Tanti anni fa mi hanno presentato il fondatore Jasper e lui stava facendo un ottimo lavoro a Londra e Brixton. Si è reso conto che spesso il calcio è una passione condivisa da molti ragazzi, per cui ha cercato un modo per far convivere questa passione con l’istruzione. Ha istituito diversi programmi con l’obiettivo di aiutare i ragazzi a concentrarsi su vari progetti. In seguito l’associazione si è espansa fino a Manchester e si è visto subito il progresso e il percorso compiuto da molti ragazzi. Mi appassiona molto vedere la crescita di questi ragazzi”.

Come va con il tuo italiano?
“Con qualche alto e basso, credo sia normale quando si impara una nuova lingua. Devo continuare ad insistere”.

Ti piace la musica?
“Sì, mi piacciono diversi tipi di musica. In squadra abbiamo giocatori portoghesi, spagnoli, italiani, inglesi, c’è un bel mix di musica grazie alle nostre diverse culture”.

Segui altri sport?
“Sì il tennis, è il secondo sport che seguo dopo il calcio. Sono un grande appassionato”.

Articolo precedente“ON AIR!” – DE SANTIS: “Con la Fiorentina una semplice amichevole”, FERRETTI: “Solo una rottura di scatole”, PUGLIESE: “Il Siviglia concede in difesa”, CORSI: “Non potrai piazzare il pullman stavolta”
Articolo successivoRoma in viaggio verso Firenze: Mou lascia a casa tanti big, prima chiamata per Pagano

29 Commenti

    • Lui e la sua famiglia sono innamorati di Roma, perché vuoi rovinargli il concetto che hanno di questa città!!?

  1. Ti senti a casa ma dopo quattro anni ancora devi fare le interviste in inglese e non spiccichi una parola di italiano.
    Cio’ costituisce, secondo me, una grande mancanza di rispetto e denota poca professionalita’, secondo me, a parte le dichiarazioni di circostanza che lasciano il tempo che trovano.
    I giocatori stranieri hanno il dovere, fra gli altri, di imparare la nostra lingua prima possibile e al quarto anno non e’ accettabile che Smalling non parli italiano nemmeno per rispondere a due stupidagini.

    • ma che cavolo dici, ha rilasciato due interviste in italiano, documentati prima di dire cavolate.
      ❤️🧡💛SSFR💛🧡❤️

    • bro ma che cacco stai a di?
      Ma che c’entra??? Cioè se uno non è portato per le lingue deve significare una mancanza di rispetto?
      Ma hai viaggiato mai in vita tua?

      boh…
      Forza Roma

    • Avvilente che si debba anche solo spiegare il perche’ sia opportuno e rispettoso che uno straniero che viene a lavorare in Italia, a Roma per di piu’, deve imparare l’italiano.
      Una affermazione che in una nazione ed ad un popolo con un minimo di amor proprio e consapevolezza non dovrebbe essere nemmeno fatta tanto e’ scontata e banale risulta invece fortemente impopolare.
      Il ribaltamento totale di tutti i valori proprio, anche i piu’ scontati.
      Incredibile cosa siamo diventati, in cosa ci (direi vi hanno, piu’ precisamente) hanno trasformato. Proprio un bel lavoretto.
      Allo stesso tempo la reazione contraria della massa mi conforta e rassicura.
      Mi preoccuperei qualora la sub-umanita’ imperante fosse d’accordo con me. In quel caso mi farei delle domande…

    • la vera cosa avvilente è che dovresti documentarti prima di scrivere cavolate. e vedo che ne scrivi anche parecchie.
      ❤️🧡💛SSFR💛🧡❤️

  2. Intendevo “studaggini”, ovviamente e c’e anche un “secondo me” di troppo. Questo per la precisione.
    Approfitto per aggiungere riguardo a Smalling che, ovviamente e purtroppo, nessuno lo obbliga a imparare la lingua e non averlo fatto dopo quattro anni, sempre purtroppo, non e’ reato, ma rimane poco serio.

    • Sarebbe bene che tu scrivessi in Inglese, almeno per quanto mi riguarda mi eviterei le tue stupidaggini
      Che Cris denota poca professionalità. scusa ma non se po senti ( legge )

    • Ale un po’ capisco quello che dici, ma io so che per i madrelingua inglesi imparare altri idiomi quando (soprattutto nello spogliatoio e a casa) ti parlano in inglese è molto più difficile. Gli slavi e i nordafricani sono fenomenali nell’apprendere lingue diverse ma per gli anglosassoni decisamente no. Quasi un luogo comune.

    • Ale, sei troppo avanti. un avanguardista. Parlo di avanguardia letteraria, sei il fondatore del Delirantismo. Nei paesi dove c’è un grande movimento etnico, le lingue si contaminano, per formare un linguaggio nuovo, fatto di termini che incrociano varie lingue. Vedi New York, Singapore, Manila… Ma poi tieni conto che i giocatori (quelli più seri almeno) non hanno tutto questo tempo per fare vita sociale; e ci sono persone che imparano subito l’italiano, e altri che sono negati. A noi ci preme che non faccia cazzate in area di rigore.

  3. Un commento più rinko di questo e’ difficile trovarlo negli annali.
    Imparare una seconda (o terza, quarta) lingua non e’ assolutamente facile e, come in tutte le cose, c’e’ chi lo fa meglio e chi deve sforzarsi molto di più. Dopo una certa eta’, poi, diventa pressoché impossibile, vedi le miriadi di emigrati in ogni parte del mondo.
    E poi, come lo sai che non spiccica una parola. Penso che parli abbastanza bene da essere “funzionale” nell’ambito della sua professione e della sua vita privata, ma che, nelle interviste, usi l’inglese in quanto gli e’ più familiare. La lingua orale e’ più difficile da padroneggiare perché e’ on-line, e quindi non hai tempo per pensare, mentre, nello scrivere hai tempo per le pause etc…
    Dico tutto questo dall’alto della mia duplice esperienza/funzione:
    1. Sono perfettamente bilingue e ho vissuto per 44 anni in un ambiente anglo-sassone;
    2. Sono un linguista e come insegnante di lingua conosco perfettamente la pedagogia e i meccanismi di insegnamento ed apprendimento della Lingua 2.
    Le tue esternazioni incoerenti ed infondate ti qualificano come una quaglia becera e razzista.

    • a stingre’, io a te l’inglese lo insegno. E l’italiano pure.
      Smalling, e si evince bene da come parla e dai concetti che esprime e come li esprime in inglese, che anch’io parlo come l’italiano, non e’ un ragazzo ne’ ignorante ne’ stupido. Non e’ insomma il tipo che anche se si applicasse non riuscirebbe ad impararlo l’italiano. Non e’ la capra che puo’ studiare quanto vuole ma senza speranza.
      Quello che io gli imputo e’ che non si e’ applicato fino ad ora e continua a non applicarsi nell’apprendimento. Anche Abraham (anche lui ancora a carissimo amico con la lingua – per la seria il bue che dice cornuto all’asino…) in un video di qualche mese fa lo prende in giro perche con l’italiano sta a zero o quasi…
      Per quanto lui possa far quello che gli pare, a me questa cosa non piace e credo non sia seria da parte sua. Noi Londra l’abbiamo costruita come ripostiglio per le scope e questo snobbismo dei tipi umani come lui e Abraham, inglesucoli cockney, lo tollero male e credo sia irrispettoso. Guarda Matic, uomo e professionista serio, quanto ci ha messo ad imparare.
      Per quanto sia vero che non tutti possono avere gli stessi tempi, considerata l’intelligenza di Smalling, il suo livello di italiano dopo tutto questo tempo non e’ accettabile. E’ una questione di volonta’. Se per te e’ importante e rispetti veramente Roma ed il suo popolo la lingua la impari, altrimenti no.

    • ironia cosa sconosciuta ai piu
      qualcuno forse ha capito che mi riferissi a Cris Incredibile

    • Ale, ma quanta “ale” ti sei fatto prima di scrivere ste castronate?
      Tu mi insegni l’inglese? Bella battuta, visto che io insegno l’inglese ai madrelingua. Comunque, una cosa certamente non me la insegni, come apprendere la L2. E quello che dici dimostra la tua più profonda ignoranza. Imparare la Lingua 2 e rompere la barriera del monolingualismo e’ una delle cose più difficili che esistano, soprattutto se vieni esposto alla seconda lingua in eta’ matura. Dai 25 anni in poi, la corteccia cerebrale comincia ad indurirsi ed e’ sempre piu’ difficile acquistare nuove nozioni e nuovi “skills” (sai che significa?). Non metto in dubbio che Chris sia in grado di esprimersi in un inglese ottimo e articolare bene i suoi pensieri. Sono anche d’accordo che una buona/ottima padronanza della L1 sia fondamentale per l’acquisizione della L2. Ma, la vita e’ bella perché e’ varia. Siamo tutti differenti, abbiamo differenti bisogni, viviamo in contesti differenti. Solo un becero lazzista puo’ insultare uno come Chris dicendo che non rispetta Roma, la Roma e l’Italia, solo perche dopo 4 anni ancora rilascia interviste in inglese (oimarooooonnnnnnaaaaaaaaa). Ma Trapattoni dopo anni di esperienza in Germania ed in Irlanda, le interviste le rilasciava in Lingua 2? No? Cattivone, mancanza di rispetto, suppongo.
      Comunque, lascia a me decidere il livello del tuo d’inglese. Sto in giro per l’Italia e per l’Europa, ma a fine giugno sto a Roma. Vediamoci per una birretta insieme e una bella conversazione , in inglese chiaramente.
      PS, ma tu parli con l’accento di Oxford?

  4. non è,’ serio ?..ma stai fuori .che azzecca la lingua che parla con la serietà…ma rintanati va..vai a parlare con i bambini come te forza Roma..daglie Chris..una capocciate in finale..ti amiamo

  5. Cioè, intuisce che dovrebbero esserci anche tifosi della formellese ma non gli capita mai di vederne.
    Possibile nessuno gli abbia ancora spiegato il fenomeno della transumanza?

  6. Avvilente quanto si stia nuovamente radicando sto nazionalismo privo di ogni logica. Per quanti sforzi si vogliano fare il mondo non può tornare indietro, non è mai successo. Poi sta boria di definire sub-umani coloro che ritengono ridicole tale affermazioni la dice ancora più lunga. Ancora col concetto dei romani che hanno portato la civiltà nelle lande inglesi? Penso che in termini di civiltà non possiamo permetterci di dare lezioni.
    Ce ne faremo comunque una ragione, noi massa ovina priva di ogni coscenza nazionalista e conservatrice.
    Ce ne fossero di calciatori (e persone) come Mr. Smalling, professionista dentro e fuori dal campo, che nella sua serietà ha affermato di non parlare ancora sufficientemente bene da poter rilasciare una intervista. Ma poi, de che stamo a parlà?

  7. Aaaaa Alassiale, tu tacci Chris di poca professionalità e poco rispetto per Roma e la Roma. Ma tu, che fai? Sei un incompetente che sputa sentenze senza neanche informarsi per benino (primo requisito di onesta’ intellettuale). Io, accademico, ricercatore e divulgatore, ho fatto quello che avresti dovuto fare tu: sono andato su Internet e ho digitato Chris Smalling interviste. E, Lo and Behold, la prima che mi e’ apparsa sullo schermo e’ dell’ottobre 2022, dopo la vittoria sul Lecce. Da un punto di vista schiettamente professionale, Chris sembra capire bene le domande del giornalista, risponde a tono e non fuori tema, presenta tutte le caratteristiche di pronuncia di un non-italofono, con un accento anglosassone neanche troppo marcato. La sintassi lascia a desiderare, of course, ma non e’ malvagia – ho sentito di molto peggio – Ergo, Chris il suo dovere lo sta facendo, non mostra nessuna spocchiosita’, contrariamente a te, e, alla fin fine, dice di amare Roma (e la Roma) e questo e’ quello che conta per noi veri romani e romanista. Dzeko forse parlava meglio ma ha sempre sputato su Roma (ricordate le buche di Sarajevo) e sul piatto in cui aveva abbondantemente mangiato.
    Torna a scuola, gigge’!

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome