Spalla lussata, Solbakken non si opera e sceglie la terapia conservativa: i tempi di recupero

17
975

NOTIZIE AS ROMA – Ola Solbakken ha deciso di non operarsi. L’attaccante norvegese, dopo i controlli effettuati nei giorni scorsi, ha avuto la temuta conferma: il dolore alla spalla avvertito durante Torino-Roma è dovuto a una lussazione dell’arto.

A quel punto al giocatore sono state prospettate due strade: quella dell’intervento chirurgico oppure la terapia conservativa.

L’ex giocatore del Bodo Glimt, che già la scorsa estate ha avuto un problema simile, in accordo con lo staff medico della società giallorossa ha deciso di non operarsi ma di ricorrere all’approccio conservativo.

Un nuovo controllo per fare il punto della situazione e valutare il recupero della spalla infortunata è fissato tra due settimane. Certo lo stop di un mese, ma con la stagione che terminerà i primi di giugno, il norvegese può ancora sperare di tornare a disposizione per le ultime partite di campionato.

Fonti: Corriere della Sera / Il Tempo / Il Messaggero

Articolo precedenteMou sceglie: Abraham o Pellegrini? Il capitano ancora in dubbio per il Feyenoord
Articolo successivoSmalling rinnova: c’è la svolta dopo l’incontro tra Pinto e l’agente. Segnale Roma, futuro ambizioso

17 Commenti

  1. Ok alla terapia conservativa per poter rientrare in campionato, ma a giugno si dovrà senz’altro operare perchè è recidivo, col Torino si è fatto male in modo incomprensibile con una normalissima caduta e non credo che la Roma voglia rischiare ulteriori infortuni.

    • No, non si è fatto male cadendo, ma è caduto perché si è fatto male. La sua smorfia di dolore è evidente prima di andare a terra.
      La spalla è uscita in seguito a un semplice movimento, quindi è chiaro che qualcosa occorrerà fare per evitare altre recidive.

  2. Se l’operano come l’hanno operato i pescatori di merluzzi……. Certo che la fortuna sarà pure cieca ma la sfiga ci vede benissimo (almeno a noi). Perché l’intervento possa essere risolutivo bisogna vedere le condizioni della cavità gleno-omerale, la capsula articolare, i legamenti e considerare che su queste parti si è già intervenuto una volta. Purtroppo una recidiva non è un bel segnale. Speriamo che mi sbagli

    • scopro con piacere tanti colleghi……. comunque se c’è recidiva….e frattura del cercine….si arriva alla lussazione semplicemente pettinandosi i capelli all’indietro o grattandosi la schiena. Se si parla di conservativa evidentemente non è così…. altrimenti o i medici che lo hanno in carico sono fessi…..o è la solita ipotesi giornalistica………a caso.
      un saluto…..a disposizione per chiarimenti….

  3. E’ un infortunio che per la dinamica con cui si è verificato (minimo traumatismo da movimento senza impatto) denota un’insufficienza della cuffia dei rotatori. Per occhi esperti,la diagnosi è questa.Il trattamento conservativo non potrà mai ovviare a questo deficit,occorre un intervento di riparazione,che è risolutivo e abbrevia i tempi di recupero.

    • Egregio Cetriolo,
      se il riferimento di luminare è rivolto a me medesimo,ti faccio presente che ho tutte le carte in regola per formulare opinioni come quella esposta in forma tracciata e quindi di piena responsabilità .E qui mi fermo.

    • se Zenone è un collega lo saluto e scambiamo opinioni. Però è troppo permaloso……non vale la pena prendersela ….. è un forum…non è un ring…e non ci sono titoli in palio….solo opinioni spesso astruse….incompetenti….appassionate e di parte ….ma solo opinioni.

  4. la spalla che esce è, per noi comuni mortali, un vero problema,se la operi devi essere fortunato altrimenti fai come il mio grande collega che ogni volta la rimette apposto da solo e continua a lavorare con meraviglia dei nuovi assunti

    • Se la spalla esce e poi rientra in tempo allora significa che è una spalla ben..educata..🤣🤣🤣🤣

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome