Stadio della Roma, i dubbi di Friedkin sul business park. Intanto Vitek spinge per entrare nel club

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ULTIME NOTIZIE AS ROMANovità sul fronte stadio raccontate oggi dal quotidiano romano “Il Tempo” (A. Austini). Nella giornata di ieri è andato in scena un nuovo incontro tra i legali di Friedkin e Vitek. Sul tavolo c’è il progetto dello stadio a Tor di Valle, dopo che il ceco ha acquistato le società di Parnasi.

Ora serve un accordo fra i due imprenditori, Friedkin ha parecchi timori sul business park, teme che gli uffici progettati accanto allo stadio possano restare vuoti, ma senza di quelli salterebbe l’equilibrio economico di tutta l’operazione e il molo di Vitek andrebbe rivisto.

Il magnate della Cpi vorrebbe in realtà entrare nella Roma e finanziare la costruzione dello stadio. Si continua a trattare e dopo anni di melina, tocca al Comune aspettare: la deadline dettata dalla Raggi è la prima settimana di dicembre. Altrimenti se ne riparla nel 2021. Ammesso che i Friedkin vogliano andare avanti con Tor di Valle.

Fonte: Il Tempo

25 Commenti

  1. Questo è il Tempo, no? Quindi niente “gombloddo” del Calta da denunciare. Se aziende come Microsoft, Twitter e Facebook annunciano di voler adottare lo smart working permanente anche dopo la fine dell’emergenza, qualcosa vorrà dire.
    E non c’è dubbio che queste stanno facendo e faranno da traino per gli altri. Se anche la PA dovesse seguire il solco, significa che in futuro milioni di persone eviteranno di congestionare e inquinare quotidianamente le nostre metropoli già sofferenti, Roma in primis, svolgendo la propria attività lavorativa da casa.
    Probabilmente ci si recherà in ufficio non più di qualche giorno al mese, per non rendere troppo alienante la permanenza a casa, e per tenere comunque saldo il rapporto coi colleghi e l’azienda.
    Gli spazi necessari per consentirlo saranno comunque una frazione di quelli richiesti adesso.
    Siamo prossimi a una rivoluzione epocale, che cambierà radicalmente la vita della gente e delle maggiori città, prese quotidianamente d’assalto da un esercito di pendolari che in buona parte non vedremo più.
    Spendere oggi quasi mezzo miliardo di euro per costruire ciò che potrebbe rimanere una cattedrale nel deserto è un grosso azzardo. E questa non è gente che ama buttare i propri soldi.

    • Allora je conviene ristrutturà er Flaminio, senza stravolge troppo er disegno de Nervi…

    • Sta bene. Questo si verifichera’ poiche la pandemia, improvvisa , ha portato alla chiusura di tutti e a sto smart working.
      Ma se lo stadio e la riqualificazione di Tor di Valle non si fara’,e grazie l’ostracismo DI una manica di incapaci e dalla guerra messa in atto da Caltagirone e company, attraverso i suoi servi plebei .
      E chi ne ha pagato e pagherà le conseguenze sarà la gente di Tor di Valle che continuerà a vedere una merd*di trubuna in eternit; il degrado totale e poi la ROMA calcio che meriterrebbe lo stadio nuovo, dico NUOVO.Progetto che e’stato sempre ostacolato, prima a Viola, poi a Sensi e ultimo a PALLOTTA
      A prescindere da uffici e colate di cemento (Caltagirone non ne ha fatte noooo) a prescindere di chi sarà lo stadio, a prescindere dalla zona. Il nuovo impianto giallorosso e’stato sempre osteggiato.

  2. Spero vivamente che entri anche Vitek nella Roma così da coalizzarsi e formare un club di livello mondiale quello che meritano i tifosi ROMANISTI

    • er poro Vitek…chissà chi ce l’ha ficcato in questo impiccio..avrà buffi a destra e manca.
      con tanti miliardari e imprenditori che stavanso in italia, tutt’an tratto spunta Vitek, ma chi è?
      spuntato siti web ad hoc e biografie scopiazzate..e noi ci crediamo pure.
      Se lo stadio lo fa…lo fa la banca punto mettetevelo in testa.

  3. Il problema fondamentale è che ricominciare l’Iter da capo, anche con le “persone giuste”, significa far trascorrere almeno un altro lustro, e sono ottimista. Da un lato, sono propenso a comprenderli, perché quel progetto non lo hanno partorito loro, e visti i tempi che stiamo vivendo, è normale che abbiano dei dubbi sull’utilità di quegli uffici… d’altra parte però, ci penserei molto bene, perché piaccia o no, avere uno stadio di proprietà è fondamentale per la crescita di un club come il nostro.

    Comunque, ci fosse stata una forte volontà e pressione popolare, sono certo che l’impianto sarebbe stato realizzato da anni, dato che nel nostro paese, il consenso popolare ha sempre indirizzato le scelte politiche. Purtroppo però, la stragrande maggioranza dei tifosi era indifferente, se non addirittura contraria a tale opera, e i motivi di tale avversione, non sto qui a spiegarli, anche se sono lapalissiani.

    • Sarà pure paradossale, ma alla fine la Raggi, col dimezzamento delle cubature, ha reso un favore ai proponenti. Tra opere pubbliche a carico (circa 200 mln) e costo del Business Park, il vecchio progetto avrebbe comportato oltre 800 mln di spesa per i privati. Soldi che, alla luce di quanto sta accadendo, non sarebbero mai stati recuperati.
      Oggi si sta seriamente riflettendo sul senso di investirne 440 complessivi, figuriamoci 800. Tu ci penseresti bene, e certamente lo stanno facendo anche loro. Più di quanto faccia tu, perché i soldi sono i loro.
      In quanto a cominciare l’iter da capo, beh, quanto passerà prima che gli impianti potranno essere utilizzati al massimo delle loro capacità? Pensa che bagno di sangue per gli investitori se lo stadio fosse stato pronto adesso.
      Alla fine, questa imprevedibile e indesiderata congiuntura potrebbe essere un ottimo pretesto per trovare una soluzione meno costosa, al netto di quanto è già stato investito finora.

  4. La mia personale valutazione.
    Con l’ingresso di Vitek nel progetto TdV la questione invece che semplificarsi si fa molto più complicata; la sua pressione per realizzare il vecchio progetto così com’è incontrerà inevitabilmente la resistenza del Presidente Friedkin, che invece vuole attendere per vederci più chiaro e mantenersi le mani libere per eventualmente cambiare piano seguendo le sue esclusive valutazioni.
    Un socio come Vitek direttamente dentro AS Roma a questo punto non è
    affatto desiderabile in quanto complica il processo decisionale e lo ancora a una iniziativa immobiliare sempre più ingombrante e ricca di incognite.
    Sarà una trattativa complessa, non mi aspetto affatto che il piano rimarrà invariato neanche se alla fine si punterà ancora su TdV.

  5. Il business park vuoto?
    Anche Milano che in 5 anni hanno fatto una DECINA di grattacieli, dicevano che rimanevano vuoti…
    Invece tra Arabi, cinesi e multinazionali, li hanno riempiti..
    Certo sono due città economicamente diverse, ma se non fai progetti e strutture, Roma rimarrà sempre un paesello, con impiegati delle poste e ferrovie…
    Famo sto stadio.

    • Oggi però ci ritroviamo anche in un’epoca e un mondo molto diversi.
      Pensa se a Milano volessero riempire tutti quegli stessi nuovi vani a partire da oggi o nei prossimi anni.
      Come hai detto poi anche tu, Milano e Roma sono realtà profondamente differenti.

    • Già, non ha senso questo paragone. Qui si parla di edifici che dovrebbero essere tirati su a breve scadenza e possibilmente affittati o venduti in una città in cui ci sono una frazione degli interessi economici ed industriali di Milano.
      La grande maggioranza dell’esercito di impiegati che invadono quotidianamente Roma è legato alla PA e società di servizi e telecomunicazioni, settori che molto probabilmente saranno notevolmente impattati dallo smart working.

    • Carlo, non sono d’accordo.
      Questi investimenti sono a lunga portata.
      Ad oggi, nessuno investirebbe, ma la storia insegna che dopo una grande depressione, inizia sempre una ripresa.
      Certo stiamo ancora pagando la crisi del 2008, oltre il COVID, ma fra 5 anni, chi ha investito di più è in vantaggio rispetto agli altri.
      Io non sono un economista, ma la storia insegna..
      P.S. un conto mi fai due grattacieli al torrino, scollegati dal mondo, un altro è fare un business park con due metro e vicino l’aeroporto…

    • Milano è la capitale economica d’Italia circondata da alcune delle regioni più produttive d’Europa.

  6. Mah? Io dico che i Fridkin sono riservatissimi e quello che stanno pensando lo sanno solo loro. Questi sognori hanno acquistato il club e tutte le società collegate dopo lo scoppio della pendemia per cui sapevano/ sanno benissimo la situazione.

  7. stavo riflettendo sul vecchio progetto Marino con le torri, era sicuramente più completo però causa virus il taglio delle cubature voluto dalla Raggi non volendo viene incontro a questa esigenza di Friedkin di snellire il progetto stadio.
    Anzi secondo molte fonti Friedkin vorrebbe snellire ancora di più

  8. Non volendo discutere sull’onestà o meno di tale personaggio Ma sentirlo definire un poraccio mi sembra alquanto azzardato Almeno informatevi prima: Secondo Forbes il suo patrimonio netto ammonta a 4.2 miliardi di dollari ed è al 451esimo posto della classifica dei miliardari a livello Mondiale. Altri lo danno come 617esimo uomo più ricco del Pianeta (al primo posto c’è Jeff Bezos, Amazon, e al secondo c’è Bill Gates) Tutto mi sembra tranne che “poraccio.”
    Oltretutto il fatto che lui entrebbe in affari “con” o sotto controllo di Unicredit …
    è tutto da verificare

  9. Vitek è un’altro impaccato di soldi, che vi devo dire,meglio avere un socio così, che soci come radiolone o viperetta, che riscuotono molti fans tra gli irriducibili stemmaroli

    • Su Vitek e su come ha fatto i soldi e se sono tutti suoi non ci sono certezze.
      Dubito che Friedkin lo voglia come socio.

    • Te sei perso pe er web n’antra vòrta…vieni a dispensà commenti e opinioni non richiesti qui, quanno pe i giuventini simpatizzanti de la Dea c’è atalanta.net, tifi pe questi ma sempre qua stai…

  10. A questo punto se non si può fare di meglio io mi prenderei il Flaminio porta 30 mila posti lo puoi buttare giù e rifarlo da 50 mila posti senza dover chiedere permessi vari a chi che sia perché già esistente e avvìi subito i lavori non posso bloccare nulla perché già esistente

    • Guarda l’ho scritto qualche giorno fa. Dovresti passare al vaglio della fondazione Nervi che vorrebbe mantenerlo il più possibile simile a come lo stadio è attualmente. Inoltre credo cge penda un vincolo architettonico con buona pace di eventuali ampliamenti. In ultimo la struttura ha problemi di statica. Poi sui posti auto intorno allo stadio e su come raggiungerlo con i mezzi pubblici, discorso molto caro a questa amministrazione, ci sarebbe anche da discutere.

    • Dan, il problema del Flaminio, credo che non siano gli eredi Nervi, il loro parere è importante ma NON vincolante, il problema è il VINCOLO della sovraintendenza che non permette MODIFICHE o AMPLIAMENTI rilevanti.
      Oltre il problema parcheggi e nessuna possibilità di avere strutture parallele di intrattenimento e uffici per ammortizzare i costi.

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