Svilar in stile “The Terminal”: ora è rimasto senza nazionale

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AS ROMA NOTIZIE – Vi ricordate il film “The Terminal”, con Tom Hanks nei panni di un cittadino dello stato della Krakozia il cui passaporto non è più valido per un colpo di Stato avvenuto in volo che lo trasforma in un apolide e lo blocca in aeroporto?

Bene, la strana storia di Mile Svilar si avvicina un po’ a quella. Il portiere giallorosso, scrive l’edizione odierna de Il Giornale, è al centro di un caso di diplomazia internazionale fra due rappresentative. Nato a cresciuto ad Anversa, in Belgio, dove ha frequentato tutte le selezioni giovanili (tranne l’under 20), è di famiglia serba suo padre Ratko, pure portiere, ha giocato nella Jugoslavia degli Anni ’70 ed è andato al Mondiale 1982 come riserva.

Nel 2021 aveva deciso di seguire il legame di sangue e debuttò con la Serbia nell’amichevole di Debrecen contro il Qatar. Da allora il ct Stojkovic lo ha però richiamato solo qualche settimana fa dopo averne valutato i progressi fatti con la Roma di De Rossi. A quel punto, nonostante la dichiarata preferenza di papà Ratko, Svilar ha detto no. Preferisce il Belgio, sponsorizzato anche dal compagno di squadra Lukaku.

Ma il Ct italiano dei Diavoli Rossi Domenico Tedesco lo ha gelato: “Lo seguiamo, ma per questioni regolamentari non possiamo utilizzarlo. Il problema è proprio quell’amichevole con le Aquile Bianche”. I regolamenti Fifa permettono infatti di cambiare nazionale solo se si è preso parte a meno di tre gare con la precedente nazionale e a nessuna gara ufficiale.

Secondo i legali della Federazione belga, quella partita è da considerarla tale, nonostante si tratti solo di un’amichevole quindi un dietrofront nel caso di Svilar non sarebbe consentito. Ecco dunque il paradosso: il portiere belga naturalizzato serbo è una sorta di esodato del calcio, visto che rischia di perdere l’opportunità di partecipare agli Europei con una delle due maglie.

C’è un però cedente benaugurante che guarda un altro giocatore della Roma. Evan N’Dicka, nato a Parigi, ha debuttato in amichevole con la Francia ma poi ha optato per la nazionale ivoriana e ha vinto l’ultima Coppa d’Africa.

Fonte: Il Giornale

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18 Commenti

  1. Qualcosa non torna. Se ha giocato una sola volta con la nazionale serba e il regolamento consente il cambio di casacca se hai giocato meno di 3 volte non vedo problemi anche perchè nell’unica apparizione con la maglia serba era una amichevole e non una partita ufficiale di un torneo. Evidentemente c’è una contraddizione nel regolamento se parla di meno di 3 partite e poi lo esclude per una amichevole.

    • A dire il vero è tutto molto chiaro, come riportato correttamente nell’articolo: se hai giocato meno di tre partite e tutte non ufficiali con una nazionale puoi cambiare, altrimenti no (quindi se ne giochi quattro non ufficiali già non puoi più cambiare maglia). Il problema, invece, è nel regolamento che indica le amichevoli come gare non ufficiali. Ndicka ha giocato con la Francia un’amichevole e poi ha potuto scegliere per la Costa d’Avorio in quanto quell’amichevole è stata considerata gara non ufficiale. Questo aspetto è da chiarire, ma il precedente Ndicka potrebbe permettere a Svilar di passare dalla Serbia al Belgio.

    • Ufficiale non vuol dire che c’è qualcosa in palio: se, per dire, l’ amichevole è organizzata dalla fifa è una partita ufficiale.
      Non ufficiale vuol dire che te la organizzi tu per conto tuo con chi ti pare senza renderne conto a nessuno.

  2. Allora l’articolo è riportato estremamente male. Le parole di Tedesco in realtà chiariscono il tutto dicendo che Svilar non può essere convocato ora dal Belgio, non per l’amichevole disputata con la Serbia bensì per il fatto che Svilar che ha disputato le giovanili con la maglia della nazionale dei Diavoli Rossi ha poi optato per cambiare e giocare con la Serbia. Non è dunque consentito ricambiare scelta. L’amichevole di per se non sarebbe un problema, il problema è appunto che sarebbe un doppio cambio e non è consentito.

  3. Come si dice in questi casi… Mile, è la ROMA la tua nazionale…. daje, clean sheet a go-go 🤘🏽🤞🏼👌🏽 e s abbracciamo…😉

  4. mi dispiace per il ragazzo al quale ovviamente auguro il meglio finche para per la Roma… ma come scrivevo pochi giorni fa in merito a Hujisen, questi cambi di Nazionale come se fossero Club mi sembrano una cosa assurda.

    la Nazionale è una, punto.

    Fare tutte le giovanili con una Nazionale, un Inno, dei compagni ecc, e poi per mera convenienza di carriera cambiare tutto, mi pare una cosa che non si può vedere proprio.

    ❤️🧡💛

  5. Dispiace x lui, ma visti i danni provocati ai nostri giocatori dagli impegni con le nazionali direi che per noi non è proprio la peggiore delle notizie

  6. …vabbè.. l orgoglio nazionale dei serbi prende talmente tante mazzate da 30 anni a sta parte che non so quanto ce ne sia più….

  7. Le forzature del calcio, o meglio dire “le forzature del cacio” hanno prodotto questi clamorosi stati imbarazzanti!!!
    Ora, questo ragazzo è di fatto “nella terra di nessuno”!!!
    Può vivere un così tale imbarazzo?!
    Non può andare dove SI SENTE DI APPARTENERE e non può professionalmente soddisfarsi, perché non sarebbe cmq ben accetto, a prescindere dalle regole….
    Ecco quindi nato il figglio di n.n. (calcisticamente parlando).
    FORZA ROMA

  8. L’uruguagio Ghiggia (e romanista!) con il suo gol ammutolì il Maracanà e diede la coppa del mondo al suo paese…anni dopo giocò con la nazionale italiana.

    Nessun problema allora…ma vabbè il regolamento è cambiato.

    Auguro a Mile tutta la felicità possibile che sia con il Belgio o la Serbia…ma soprattutto con la magica Roma!!!

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