Terreni pignorati e Friedkin disorientati. Addio a Tor di Valle

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AS ROMA NEWS – La pietra tombale sul progetto del nuovo stadio della Roma ha le sembianze di una lettera. Due pagine scarse, datate 13 ottobre, rimescolano ancora una volta le carte su Tor di Valle e riservano l’ennesimo colpo di scena di un iter infinito: i terreni sui quali il club giallorosso vorrebbe realizzare la sua nuova casa sono pignorati. Lo scrive l’edizione odierna de La Repubblica (L. D’Albergo).

«Il complesso immobiliare — scrive il Comune — non è nella libera disponibilità dell’attuale proprietaria Eurnova Spa». La società di Luca Parnasi, il costruttore arrestato per corruzione nell’inchiesta sullo stadio romanista, non naviga in buone acque. Il vecchio ippodromo di Julio Lafuente, quello di Febbre da cavallo, potrebbe finire all’asta per ripianare i debiti. Sull’area gravano ipoteche per 42 milioni di euro da eliminare prima di cedere tutto all’immobiliarista ceco Radovan Vitek. Un guaio. Non tanto per la cifra, esigua a fronte di un masterplan da un miliardo di euro, ma piuttosto per il nodo che rappresenta. Un gomitolo sempre più difficile da dipanare.

In questo senso, la missiva di palazzo Senatorio è illuminante: «Questa amministrazione non è mai stata portata a conoscenza di quanto sopra (del pignoramento, ndr) negli innumerevoli tavoli e incontri via via succedutisi ai più vari e alti livelli». La procedura giudiziaria «sinora sottaciuta» risale al 18 gennaio 2019. Una (brutta) sorpresa per tutti. Per i tecnici del Comune. E soprattutto per la Roma: la lettera del Campidoglio è rimasta senza risposta.

Già, perché i Friedkin sono pesantemente disorientati su Tor di Valle. Dan e Ryan, padre e figlio, hanno acquistato un club zeppo di debiti (l’ex patron James Pallotta ha venduto lasciando un bilancio in perdita di 204 milioni) e non hanno intenzione di contrarne di nuovi. Vogliono un nuovo stadio per la Roma, ma senza avventurarsi in una mission impossible. Per mettere le mani sulla porzione dei terreni a ridosso del Grande raccordo anulare che interesserebbe lo stadio, si sono visti chiedere 45 milioni di euro da Vitek che acquisterebbe l’intera area a 50. Un prezzo giudicato non equo.

In più c’è il percorso autorizzativo: il Comune pretende che nei documenti ufficiali continui a figurare Eurnova, mentre i due tycoon texani non vedono perché si debbano legare a un intermediario fallito. Così hanno preso a guardarsi attorno. Cene, riunioni, videoconferenze: le opzioni sul tavolo sono la riqualificazione del Flaminio o il trasloco a Tor Vergata.

Tor di Valle, il «regalo di Natale» su cui la sindaca Virginia Raggi punta forte per a sua campagna elettorale, resterà ben impacchettato. E poco importa che il progetto fin qui sia costato 93 milioni. Quando ha letto il report con costi e planimetrie, la nuova proprietà è impallidita. Uno stadio da 52.500 spettatori rischia di essere sovradimensionato, ipertrofico e disegnato senza pensare a cosa ne sarà degli spettacoli dal vivo dopo il Covid. Lo stesso vale per il business park che dovrebbe finanziare l’opera e coprire circa 300 milioni di euro tra opere pubbliche e oneri di urbanizzazione: cosa fare di sette palazzine di uffici all’era dello smart working? Una domanda che non ha trovato risposta nei dossier della stadio Tdv spa.

Fonte: La Repubblica

113 Commenti

    • Ma guarda un po’! Ogni volta che si vede un po’ di luce “riesce lo scandalo” non credo che in un progetto portato avanti per così lungo tempo si sia pensato di “acquistare prima la frusta che il cavallo” È politica e chissà da quale parte…… certo la poltrona di Sindaco fa gola..

    • La politica…ci vorrebbe una immensa gomma da cancellare…..ma gira gira la corda si rompe… e allora ve li daremo noi i monopattini……

    • Questo è uno dei meglio articoli che ho mi ricordo di aver letto: “…si sono visti chiedere 45 milioni da Vitek che acquisterebbe l’intera area a 50” … chi scrive sta roba fino a ieri giocava a monopoli

    • Sarà fatto in un lampo a Tor Vergata,basta volerlo,qual’è il problema? Anche i Friedkin vogliono lo Stadium moderno

    • Ovviamente è colpa di Virginia Raggi se ci sono 40 mln di ipoteche su Tor di Valle.

      Assurda questa città.

      Rendetevi conto dei danni che ha fatto Pallotta, invece

    • Già si sapeva Paolo B. io credo che faranno lo stadio Flaminio con la complicità di Caltagirone. Vitek è un imprenditore speculatore.

    • Repubblica bla, bla bla, le cose sono risapute da anni. Ora che sembra che lo stadio veramente si farà, chi sarà escluso dalla torta dei miloni che lo stadio muoverá, agita la coda( perché chi scrive è un povero lacchè) cercando di tirare giù il firmamento. Il tempo ci dirà chi avrà avuto ragione,

    • @tifosogiallorosso, per fortuna c’è ancora qualcuno capace di ragionare, io amo la Roma, ma odio quasi tutti i suoi tifosi che ancora non hanno capito che lo stadio a tor di valle era una zozzerie in stile mafioso (tipo il sacco di Palermo) e che questa è stata la manovra più ignobile perpetrata ai danni dei tifosi romanisti e dei cittadini romani. Ho ricevuto numerosi insulti per le mie idee sullo stadio ed in generale sulla gestione della Roma da parte di Pallotta. Ora gradirei che tanto tifosi stesserozitti ed in silenzio e facessero un mea culpa enorme, perché se oggi siamo spaccati e divisi è solo colpa vostra,. Se siete persone di spessore vi toccano tre passi indietro, e li dovete fare per il bene della Roma. Avete distrutto l’ambiente con il vostro atteggiamento aggressivo, sempre e comunque di fronte ogni evidenza, ora basta abbassate le recchie e per un po’ fatevi da parte in silenzio. Anche perché la storia ha dimostrato che di calcio, di finanza, di gestione societaria e di piano regolatore non capite assolutamente nulla. Unica giustificazione che avete è che siete stati imboccato da una stampa compiacente, voi però non siete stavi capaci a leggere, avete letto da tifosi con gli occhi foderati e non da cittadini della vostra città.

      Lo stadio lo avremo, finalmente in posto idoneo

    • Perché Roma è paragonabile a Bergamo e udine… certo, stesso bacino d’utenza tra tifosi e turisti 👍🏻

    • Lo stadio ti da un vantaggio, che se lo sai sfruttare e ti chiami Juve vinci 9 scudetti di fila. Se lo sai sfruttare e ti chiami Atalanta finisci a giocarti l’accesso alla semifinale di cl contro il psg e se non lo sai sfruttare sei l’Udinese. Se non ce l’hai rinunci a un vantaggio, ma tanto a noi che ce frega, noi non ne abbiamo bisogno per confrontarci con Juve.

    • Chissà perché infatti quel cretino di Dino Viola, già a metà degli anni ’80 diceva che senza stadio, una realtà come la nostra non avrebbe mai potuto competere STABILMENTE (parola che da queste parti, spesso viene ignorata) con chi ha il triplo del nostro bacino d’utenza, e di conseguenza, più ricavi strutturali.

    • Se costruisci uno stadio di proprietà, solo con i naming rights (senza contare il resto) e visti gli agganci del nostro presidente con Toyota ti possono entrare dai 60 ai 100 milioni di euro in pochi anni, che puoi spendere per rinforzare la squadra. Soldi che ora non hai. Non possiamo solo pretendere beceramente come fa qualche radio romana “Friedkin caccia li sordi”, dobbiamo pretendere che questa città consenta a chi vuole investire di poterlo fare, non è accettabile che dopo 10 ANNI ancora non si sa se a tor di valle si può costruire o no!!!!! Queste tarantelle sono vergognose!!!

    • puoi avere tutti gli agganci che vuoi ma oggi se non rei il real nessuno ti da 100 milioni solo per il naming. Secondo te in Toyota li regalano i soldi?

  1. Per anni Pallotta e Baldissoni sono andati dietro a un progetto perdente e fallimentare, buttando via tempo e soldi. Incredibile. E c’è ancora chi rimpiange sta gente. Assurdo.

  2. Pensa se annava tutto in porto, cominciavano a costruì, arrivati magari a metà dell’opera esciva la sorpresina…
    Er mondo romanista se è l’è presa co tutti, tranne cor vero colpevole de tutta sta faccenda…quer clone de Parnasi. Se nun c’avemo lo stadio costruito è solo pe bòna grazia sua…n’ha combinate de cassate. Er peggio su piazza, appioppato da Unicredit pe rientrà dei buffi

    • Bravo.
      È esattamente quello che avevo in mente di scrivere anche io.

      Pensa se la Raggi avesse dato il via ai lavori (ignorando come in una dittatura i voti contrari espressi da tempo immemore dai soliti assessori e consiglieri oppositori da sempre imboccati o chissà… “foraggiati” dalle sovrintendenze locali, da Codacons, dal fronte Sgarb-ato e da tutti quei faccendieri come Caltagirone che passerebbero sul corpo della madre pur di rendere il progetto stadio un’emerita chimera!)… eh?!

      Tutti coloro che su questo sito si sono scagliati per anni contro di lei attribuendole la colpa di non voler realizzare lo stadio (io invece la giudico semplicemente un’incompetente dispiaciuta di non poter assegnare il primo stadio di proprietà a Lotito…) A QUEST’ORA, CON UN MARE DI DEBITI E UNA CAUSA INFINITA SULLE SPALLE DELLA NUOVA PROPRIETÀ, SAREBBERO PARADOSSALMENTE CAPACI DI ACCUSARLA DI AVER VOLUTO A TUTTI I COSTI LO STADIO DELL’AS ROMA!

    • Come non condividere i vostri commenti???

      Ho esordito in questo forum, passando da lettore silente per troppo tempo a commentatore, in tempi in cui i tuttologi/finanzieri/allenatori/direttori sportivi/brand…eruole/sito bello/le grandi società so tutte piene de debiti/solo che le altre lo sono davvero e vincono/Pollotta morto de fame de Boston c’ha salvato dai libri in tribunale/Rosella se pijava lo stipendio dopo che Geronzi e UNICREDIT avevano derubato il padre FRANCO SENSI di 1.000 mld£ e più/c’avemo tanti CEO PPT BOT BOND DS DT MMT CCT etc. tutti in vacanza a Roma e pagati dalla società e non dal morto de fame de Boston/er Bonsai è un segno distintivo/ormai semo conosciuti in tutto il mondo etc etc

      e al mio primo commento contestavo quanto sti mistificatori scrivevano, chissà per quanti prosciutti o 30 denari vari, semplicemente scrivendo che tutte le strade, e tutti i buffi presenti e futuri, portavano allo schifo UNICREDIT e che quel morto de fame de Boston null’altro era che un presidente con contratto a progetto…ho tenuto duro, come altri, e il tempo ha dato le sue risposte.

      Finalmente il tunnel è finito e la luce è tornata a splendere sulla Nostra Roma…

      VIVA DAN FRIEDKIN & FAMILY !!!

  3. Possiamo dire che……….. Il tutto fa veramente schifo……..
    Il comune vorrebbe far figurare ancora eurnova…… Una società fallita……. Roba da matti……. E questa sarebbe l’Italia nel 2020…..

    Negli ultimi 35 anni…. Chiunque abbia governato Roma…….. Ha fatto solo gli interessi propri o quelli del partito………e non quelli della collettività……..

    Sempre più schifato da questa società……

  4. ahahahaha “Uno stadio da 52.500 spettatori rischia di essere sovradimensionato, ipertrofico e disegnato senza pensare a cosa ne sarà degli spettacoli dal vivo dopo il Covid” secondo il gionalista dopo l’ondata del covid le persone continueranno a star chiuse in casa? Probabilmente le persone nel breve periodo usciranno più di prima per poi ritornare alle vecchie abitudini. L’unico dubbio al massimo è il businesspark, ma non credo che il telelavoro sostituira completamente quello classico è impossibile visto che molti lavori anche d’ufficio necessitano di coordinazione in loco. Per chiudere, se per il giornalista uno stadio da 52000 posti è troppo grande, sono troppi tutti i bar, ristoranti, tavole calde e negozi di abigliamento che pullulano tutte le città, saranno inutili anche quelli?

    • Questo è un altro aspetto tipicamente italiano, si tende sempre ad andare lontanissimi col pensiero, ogni volta che si rimane impressionati da qualche innovazione. Un futuro interamente in smart working, è improponibile, anche studi autorevoli rivelano che per l’uomo, sarebbe a dir poco dannoso trascorrere la gran parte delle giornate in casa, e oltre a questo, lo sarebbe pure per quelle attività che possono funzionare solo in via terrena. Finita questa pandemia, vedrete che tutto tornerà alla normalità.

    • Saranno pure autorevoli questi studi che citi. Sta di fatto che nella mia azienda ci sarebbe la possibilità di recarsi in ufficio, per chi lo vuole o non può farne a meno, ovviamente nei limiti della capienza ora disponibile e nel rispetto delle normative di sicurezza.
      Ebbene, nessuno se ne avvale: a settembre il nostro manager ci chiese se preferissimo andare in ufficio dal martedì al giovedì oppure continuare da remoto.
      Ci fu unanimità per la seconda ipotesi. Alcuni colleghi provenienti da altre regioni sono addirittura tornati nei luoghi di origine, avendo così opportunità di risparmiare sull’affitto.
      Per quanto mi riguarda, tra carburante e pasti, è come se avessi ottenuto un aumento di stipendio di 250 euro in busta paga.
      E ci guadagno pure in salute, evitando le quotidiane due ore e mezza di traffico snervante.
      Posso finalmente passare del tempo assieme alle mie figlie, cosa che mi è mancata per oltre 10 anni.
      Sto molto meglio di prima, con buona pace degli autorevoli studi. Magari capisco che per un single che vive in un monolocale la situazione sia diversa, ma non credo sia la situazione più diffusa.

    • chiunque abbia avversato questo progetto l’ha fatto per mille e uno motivi, spesso ideologici, si è detto tutto e il suo contrario. Hanno messo in mezzo urbanistica ranocchie, esondazioni, varianti, tribune; ora questa cosa, speriamo sia la pietra tombale così la facciamo finita e si guarderà oltre. Riguardo alla ultima domanda, secondo me si, troppi ristoranti, bar, negozi d’abbigliamento, tavole calde. Qualcosa dovrà cambiare e chi ci è incappato e ci ha rimesso, guardasse oltre e si reinventasse, nessuno deve niente a nessuno.

    • Non esiste soltanto il proprio orticello, perché il tessuto sociale di una nazione è determinato da svariati aspetti ed equilibri. Tanto per fare un esempio sciocco: pasticcerei, ristoranti, e bar, per ovvi motivi non potranno mai funzionare in smart working, e parliamo di attività che lavorano ANCHE grazie alle persone che si recano in ufficio, o che comunque, si muovono per svolgere le proprie mansioni, tra cui per esempio, portare i figli a scuola. E a proposito di questo, vari studi confermano come per un bambino/adolescente, non andare a scuola, nel senso stretto del termine, psicologicamente è assolutamente dannoso.

      Ah, tengo a sottolineare una cosa: in parte, io lavoro in smart working da diversi anni, anche perché vista la crisi del commercio “terreno”, da parecchio tempo ho deciso di sfruttare le piattaforme online per mettere in circolazione i prodotti. Quindi, neanche a dire che io abbia particolari interesse a sostenere certe tesi.

    • La scuola è tutto un altro discorso, ovviamente, e di certo i ragazzi torneranno in aula, ci mancherebbe altro.
      Per quanto riguarda le attività che si reggono esclusivamente sul catering per il pasto degli impiegati o i bar, certamente stanno soffrendo. Ma anche il loro allora è un “orticello”, come dici tu.
      Per quanto riguarda la comunità nel suo insieme, soprattutto nelle grandi città, è assolutamente di beneficio, dal punto di vista ambientale, fare a meno di qualche centinaio di migliaia di persone che appestano e ingorgano la città coi loro veicoli.
      Non dimenticare che Roma di soli residenti non arriva ai 3 mln di residenti. Che diventano oltre 4 coi pendolari che ogni giorno si recano al lavoro.
      In ogni cambiamento sociale ci sono attività che soffrono, altre che prosperano e altre ancora che nascono o scompaiono. Ma la vita va avanti.
      Le automobili hanno ucciso l’attività dei maniscalchi, non per questo siamo tornati indietro.

  5. Ora basta con la discarica tdv che continui a esserlo.. Roma è deturpata e svilita a causa di tutte le fazioni politiche che si sono succedute nei decenni. Niente posti di lavoro niente economia in crescita solo monnezza. A Roma si mangia bene…. Tanto accanimento e pretese per un progetto. Basta tdv avete rotto le palle

  6. Chi è che anticipava ‘sta roba di Eurnova? Arfio? UBvik? Stai a vedere che toccherà far ammenda… Anche se puntualmente domani uscirà fuori un altro giuornale col titolo: Tor di Valle, nuova accelerazione.
    Timeo Elkannos et dona ferentes, non dimentichiamoci chi è proprietario di Repubblica e che interessi calcistici coltiva.
    Certo, fosse vera la notizia, ci toccherebbe consolare Zenone che già pregustava la visuale del cantiere dal balcone di casa… E resterebbe la consolazione che mentre la Iatturissima di sindaca annuncia la sorpresa per Natale, i Friedkins intanto le dicono ciao, addio (e preparano la causa milionaria?). 👿

    • Caro HSL, io non ho anticipato nulla, non ho la pretesa di sapere o di far credere di sapere. Quello è uno sport che lascio volentieri ad altri.
      Ciò che ho riportato varie volte, ad onta di lazzi e sberleffi, è disponibile da tempo su svariati organi di informazione. Ovviamente tutto dipende dalla voglia di ognuno di noi di cercare notizie a 360° e non accontentarsi delle veline che vengono proposte dai diretti interessati, ribattute dai corifei qui presenti in numero nutrito.
      Ho sempre cercato di far notare che gli scempi compiuti in nome di quei terreni (bancarotta fraudolenta, mazzette, evasione fiscale) non sono da meno riguardo a quelli rinfacciati agli altri ben noti palazzinari romani (come se Parnasi fosse poi giapponese…).
      Questi sono fatti, scritti negli atti giudiziari, c’è poco da discutere in merito.
      Poi ho ovviamente anche lavorato su deduzioni personali, quali la sostenibilità finanziaria dell’intero progetto in una congiuntura che rischia di cambiare permanentemente il modo di intendere e svolgere certe attività lavorative; deduzioni che evidentemente non sono solo nella testa del sottoscritto.
      Ma queste sono appunto elucubrazioni personali, che potrebbero avere o meno riscontro nel futuro prossimo.
      Mentre le porcherie compiute da Parnasi, Papalia & Co. sono purtroppo delle solide realtà.

  7. La giunta Raggi ha certificato una sola cosa.
    A ROMA si continuano e si possono fare solo una cosa, le sterminate nuove PALAZZINE di Caltagirone, Mezzaroma & Co.

    La Raggi va ESILIATA e CONFINATA all’isola di Sant’Elena.

    • Certo…
      mica gente come Parnasi che ha fatto gli impicci, i faccendieri romani, Caltagirone, il direttore di UniCredit che s’incassa il ricavato del terreno pignorato all’asta, Pallotta e Baldissoni che hanno insabbiato l’ipoteca pendente sui terreni di Parnasi.., le sovrintendenze, il Codacons, Sharbi e tutti quegli assessori PD renziani e FI che mi hai volta in giunta hanno espresse il sistematico parere negativo sulla realizzazione dello stadio.
      Questi, no!
      Questi sono da elogiare e votare!!!!!

    • Dario, forse non hai capito. A Roma comandano ancora i palazzinari, non è cambiato nulla e ti fanno credere che c’è il vento del cambiamento…

      A tormarancia stanno costruendo 32 palazzine, 400mila mt cubi, quanto lo stadio e il business park…
      Vedo che sei contento..

  8. Questa è una grossa fesseria: in primo luogo, che esistesse un contenzioso sull’area è noto da anni, il comune non può essere venuto a conoscenza ora della questione, tra l’altro la penultima sospensione dell’iter fu giustificata dalla presunta esigenza di fare chiarezza su questo aspetto e se vi fossero delle notizie di reato a carico di Parnasi e compagnia varia. In secondo luogo, il pignoramento non blocca proprio nulla: la proprietà rimane in capo all’attuale proprietario, il quale però non può vendere sino a quando non estinguerà il debito. Lo stallo è determinato da Vitek, che vorrebbe spendere meno lucrando sulla situazione. Ma nel caso venissero messi all’asta, chiunque potrebbe aggiudicarsi i terreni, compresa la Roma. Ed in quel caso il nuovo proprietario subentrerebbe nella posizione giuridica del vecchio, pertanto non si potrebbe dire che l’iter amministrativo andrebbe rifatto da zero in quanto eurnova non avrebbe più titolo, essendo questa una vicenda che nel campo dell’immobiliare capita spesso, dati i tempi pluriennali che normalmente si spendono, tra progettazione e realizzazione

  9. Dirò una corbelleria, ma mi sorge il dubbio che Pallotta sotto la guida di UniCredit (?), ha messo su un bel pacco speculativo … come se dietro ci fosse una regia ad orchestrare la ‘stangata’ …

    • mi sembra solo inefficienza tipicamente italiana, nel mio comune per costruire un semplice palazzetto dello sport ci sono voluti più di 15 anni solo per iniziare i lavori

    • In effetti i dubbi germogliano. Io personalmente comincio ad averne anche su questi 90 e passa milioni spesi poi per che cosa? Consulenze e rapporti? Ragazzi 90 milioni son tanti, che contengano anche la liquidazione di qualcuno? Boh, chi vivrà vedrà.

  10. Ogni volta che scrivo su TdV c’è qualche tecnico che mi commenta dicendo che è l’area giusta, che non xapisco nulla, che Parnasi, UniCredit ecc. ecc. non c’entrano niente, che non importa se nel terzo millennio non ci puoi fare la metrolopitana, se la viabilità è e resterà una [email protected]@a, che altre sedinon sono idonee.
    Continuate così che intanto io il pezzo di pizza a via Giudo Reni pre partita continuero mangiarlo…state freschi…

  11. …povera Roma mia..e povera Italia ..gestita da papponi e malaffare… con una pseudo stampa lecchina e azzerbinata…che schifo!

  12. Una cosa mi è chiara, i Friedkin non sono qui per speculare, vogliono lo stadio e basta, tutto il resto tipo grattacieli business park non gli interessa. Vogliono la Toyota Arena. L’idea del Flaminio mi piace molto, se fattibile e se si può fare in tempi brevi non ci penserei due volte.

    • Infatti, fin dall’inizio le criticità su TdV sono venute fuori. Da UniCredit ai buffi di Parnasi alle infrastrutture fino al depuratore. Pallotta voleva solo il business ma non aveva fatto i conti con Roma, leggi Caltagirone, che ha ancora ettari a torvergata e si leccherebbe i baffi con il Flaminio o altro. Comunque una volta per tutte TdV è da abbandonare.

  13. La disamina precisa l’ha fatta enobarbo, probabilmente ferrato in materia. Faccio solo una considerazione: la raggi ha portato avanti una new diligence per 14 mesi ed il comune non sapeva nulla? Questi sono da”scherzi a parte”!!.

  14. Pensieri sparsi:
    Se la notizia è vera, dove stavano i giornalisti “a quel tempo” (assenteisti ingiustificati e quindi inetti ed incapaci o volutamente assenteisti, quindi in malafede e collusi)?!
    Perché un tono così “godereccio” dinanzi ad un pignoramento che metterebbe a rischio il progetto (non proprio un sentimento da romanisti…)?!
    Vitek e Friedkin de che caxxo se parlavano allora (tonti o fessi)?!

    In conclusione:
    Ma non ci starete a pija’ pe culo?!
    Io attendo solo notizie ufficiali della proprietà, che VIVAIDDIO è lontana anni luce da certa stampa!!!
    FORZA ROMA e VAFF….LO A CHI SE METTE CONTRO!!!

  15. Ma Bladissoni che è stato appresso allo stadio per 10 anni (a fa’ che nun se sa), ne sapeva qualcosa del pignoramento o era troppo impegnato con la messa in piega e i colpi di sole?

    • …. Un gran professionista e soldi ben spesi.
      Bladissoni per 10 anni ha preso il famoso “mijone de rosella” per chiaccherare co le radio romane.
      Poi dici nun li potevi vedere e non volevi sentire la parola oooostadio.
      Chissà perché.
      Ao bastava non essere conniventi per accorgersene.

    • Sinceramente rimango quanto meno perplesso sui pollici verso. In fin dei conti @Julianb mi pare che abbia detto un qualcosa che sotto sotto tutti pensano Nell’istante in cui avviene una simile defragrazione, mi sembra stranino che non si fosse a conoscenza di quanto stesse accadendo Lungi da me pensare ad un coinvolgimento dei “vertici”. Tuttavia il dubbio “serpeggia”. Rimane un dato di fatto: Mondo di Mezzo era una ramificazione di notevole portata Dove un malaffare formato da “tangenti e mazzette” regnava incontrastato. Un inchiesta che ancora oggi continua (Tant’è che proprio di questi giorni la notizia del sequestro dell’intero patrimonio di Buzzi e Carminati) Io mi auguro solo una cosa, che non salti mai fuori il nome della A.s Roma, cosa che per fortuna (almeno per ora) mi sembra non sia mai accaduto. Altrimenti ci ritroveremmo in un massacro senza precedenti. Di questo ne son piu’ che sicuro!

  16. “l’era dello smart working” chi glielo dice che non siamo a Copenaghen o a Stoccolma? Non è pensabile che tutte le aziende sul territorio si convertano nel breve periodo a questa rivoluzione, e sicuramente non vedremo sparire palazzi e uffici nel nulla. Mi fa ridere come Repubblica abbia una talpa nelle poste (o magari si sono offerti di portare la lettera con i gufi di Harry Potter e se la sono fatta portare), e come si parli di un contenimento a tutti i costi delle spese per poi tirare fuori la volontà di realizzare un nuovo progetto, come se la progettazione, gli studi e i rilievi non abbiano costi simili a quelli affrontati per le stesse cose a Tor di Valle. O magari facciamo disegnare lo stadio a Berdini, circondato da un parco concimato facendo aprire bocca a De Cicco, con la nuova sede del Codacons affiancata ad un’oasi per la protezione di rospi e pantegane; un nell’impianto a forma di faccia di Stalin, con la bellezza di duemila posti, attento alla natura e con somma soddisfazione del pupazzo Virginio. Ah, naturalmente collegato in modo magistrale da un tram chiamato desiderio

    • lo smart working o meglio telelavoro esiste dagli anni 90 e le aziende lo hanno sempre utilizzato, semplicemente oggi molte sono state costrette ad utilizzarlo; ma non vuol dire che lo utilizzeranno anche in futuro. Molti imprenditori lamentano cali dellla produttività quindi è facile immaginare che a parte casi di maggiore flessibilità appena possibile si ritornerà tutti negli uffici

    • Guarda che aziendine insignificanti quali Microsoft, Twitter, Facebook, hanno già annunciato che lo smart working sarà adottato in modo permanente, anche dopo la fine dell’emergenza.
      Con un simile traino, è molto probabile che buona parte del comparto IT seguirà a ruota.
      Il lavoro da remoto porta benefici sia ai dipendenti sia alle aziende, che possono risparmiare gli ingenti costi di locazione e delle forniture di servizi.
      La forzatura indotta dalla pandemia ha fatto comprendere come tutto il ciclo produttivo di tali aziende non risenta affatto dell’assenza dei dipendenti in un unico luogo, anzi, tutt’altro.
      Si tratta di un’attività prevalentemente per obiettivi, che non necessita di un canonico orario di lavoro, e per svolgere la quale sono disponibili da remoto tutti gli strumenti necessari.
      E ti assicuro che per convertirsi non ci vuole molto, se non la volontà: nell’azienda per la quale lavoro lo abbiamo praticamente fatto da un giorno all’altro nello scorso marzo.
      Da allora, abbiamo fatto ritorno in ufficio per non più di 10 gg durante il periodo estivo, e abbiamo portato a termine tutti gli obiettivi nei quali eravamo impegnati.

    • UB40, la mia non è una critica allo smart working che sono convinto quanto te sarà una strada imboccata, prima o poi, da tutti, ma al pensiero che da oggi a domani tutti i luoghi fisici presenti e futuri verranno totalmente abbandonati. L’aziendina insignificante Microsoft ha la sua sede principale di Redmond costruita su un’area di più di 200.000 ettari, attualmente in espansione, e noi ci dobbiamo preoccupare che sette palazzine diventino completamente inutili? Non stiamo mica costruendo delle repliche del Burj Khalifa, dai

    • guarda che in twitter, facebook e microsoft era gia possibile lavorare in smartworking e non mi pare che stiano dimettendo le proprie sedi di redmond e manlo park. Tra l’altro apple sta per ultimare la nuova sede. Semplicmente sarà qualcosa di più frequente, ma le sedi fisiche in cui si dovranno recare i dipendeti ci saranno sempre

    • Ragazzi, queste aziende non hanno mica una sola sede. E’ ovvio che una di rappresentanza ci sarà sempre. Ma qui parliamo mica di una sola palazzina: anche la mia, che non è un colosso come questi, ma comunque sempre un’azienda di oltre 3,000 dipendenti, solo a Roma di sedi ne ha due.
      Vi ricordate quante erano le sedi di Telecom Italia solo a Roma? Di certo non ci sarà più lo stesso fabbisogno e richiesta precedenti, a maggior ragione in Italia dove il lavoro da remoto era comunque rimasto molto indietro rispetto ad altre realtà.
      Pensate solo che la mia azienda, presente in altri quattro paesi, aveva già introdotto lo smart working in questi ultimi, ma non in Italia. Credo si trattasse del vecchio retaggio culturale per il quale il lavoratore italiano è essenzialmente un lavativo che necessita di stretta sorveglianza.
      La pandemia ci ha aiutato per dimostrare che non è affatto così, anzi, il rendimento da casa è addirittura superiore e maggiore il numero di ore di lavoro effettivo. Considerato il vantaggio reciproco per aziende e dipendenti, non vedo proprio perché si dovrebbe tornare indietro. Ovviamente non sarà come oggi, cioè permanentemente da remoto, ma immagino almeno una metà dei giorni lavorativi mensili passati a svolgere l’attività da casa. Quindi una richiesta di locazione almeno dimezzata.
      Per cui l’investimento di oltre 600 mln di euro necessari per il Business Park di TdV mi sembra oggi un bel salto nel buio.

    • Sono d’accordo in linea di massima, penso soltanto che un discorso del genere per un’area così relativamente ristretta sia ancora prematuro. Consideriamo tra l’altro che non abbiamo idea di quali aziende controlleranno effettivamente le strutture, o come la Roma stessa abbia intenzione di utilizzarle. Per queste cose confido in Friedkin che mi sembra abbia criterio in tutto ciò che fa, qualunque scelta sarà sicuramente più attenta e studiata che con la precedente proprietà

  17. Questo è il bel regalo di natale che ci voleva fare la Raggi.
    Progetto nato male, sempre ostacolato, altro che mission impossible.
    Friedkin lo deve immediatamente mollare, altrimenti rischia di impantanaesi come già successo a Pallotta

  18. Poveri ballottesi….e si che glielo dicevo da lustri che lo stadio a TdV non si sarebbe mai fatto. Ma loro niente, sentivano le trivelle.
    Oggi invece evocano il malaffare (ballotta estraneo a una faccenda tanto equivoca, ve!?), la stampa romana appecoronata (salvo qualche sparuta eccezione è stata la grancassa del fruttarolo) e amenità simili.
    Fa niente, fortuna che nonostante dieci anni terribili, con questo l’era ortofrutta si chiude in maniera certificatamente fallimentare. Tutto era fake, tutto ciò che i ballottesi vedevano come le basi per un grande futuro s’è rivelata una narrazione ridicola. Restano giusto le plusvalenze che, ora è chiaro, sono servite solo a ballotta&co.
    Speriamo adesso non spunti ancora qualche cesaro-commercialista che con tono saccente e arrogante, nonché in termini feroci e volgari, voglia spiegare alla plebe ciò che solo menti eccelse sono in grado di cogliere.

  19. Baldissoni è stato stipendiato con milioni per 10 anni dietro questa storia poi si scopre che non c’era neanche la proprietà dei terreni. Truffa di quart’ordine

  20. …. Tordupalle.
    Cmq sta cosa fa molto ridere.
    Un saluto al weeniethepuh e a Robbot1. 0 che hanno tirato la volata per 5 anni.
    Volata che come vedete finisce così.

  21. Notizia vecchia che ho anticipato nei miei commenti da diversi mesi.

    L’accordo tra Unicredit e Vitek è che questi prova a salvare Unicredit dal punto di vista penale e civile per tutti i tentativi al limite fatti per cercare di recuperare i 650 milioni di finanziamento che doveva avere da Parsitalia.
    L’accordo prevedeva l’acquisto delle quote in possesso di Unicredit della società che possiede il centro commerciale Maximo e poi l’acquisto di TdV.

    La prima operazione è andata in porto e se Maximo riuscirà ad aprire non ci saranno sconquassi. L’acquisto di TdV non sembra invece più all’ordine del giorno. Vitek quindi ha fatto non una operazione imprenditoriale ma semplicemente un piacere a Unicredit e non si saprà mai come è stato remunerato.

    Tutta l’operazione poi potrebbe saltare se il giudice fallimentare deciderà per il fallimento di Parsitalia. L’udienza finale si è tenuta il 23 Ottobre e il giudice si è riservato la sentenza.

    Se Parsitalia fallisce visto che era lei la proprietaria di tutte le iniziative, anche se poi ha usato diverse decine di società veicolo, salta tutto.

  22. Che poi, a volerla dire tutta, pensate veramente che l’era dello smart working proseguirà in eterno, e non si tornerà più alla vita terrena? Questa storia, mi ricordano tanto alcuni luoghi comuni che sentivo a metà degli anni ’90, riguardo all’evoluzione della tecnologia. Lasciando perdere che ormai anch’io mi avvalgo (sia per acquistare che per vendere prodotti) dei servizi e-commerce, ma se la realtà fosse questa, metà degli imprenditori italiani starà col cappello davanti a supermarket e chiese, visto che non tutte le attività possono funzionare in questo modo.

  23. E quella babbea di sindaca pochi giorni fa parlava di sorpresa per natale…..fortuna che nessuno le ha creduto a parte un paio di abbocconi a 5 stalle

  24. Ho una domanda da porre a tutti coloro che hanno accusato la Raggi di essersi PURE opposta alla realizzazione del progetto stadio modificato (quello post-Marino ridotto in metri cubi della metà e senza torri):

    ALLA LUCE DEI FATTI ODIERNI… (“procedura giudiziaria sottaciuta” persino al Comune)… ORA (e non ieri) volete o no che la Raggi dia il consenso definitivo alla realizzazione dello stadio a Tor di Valle?

    (Ora che siete sprovvisti di tutte quelle pietre scagliate per abbattere Maria Maddalena… come farete a lanciarle sui veri responsabili?)

  25. Ragazzi è un problema di poco conto. Un pignoramento si estingue nel momento di un acquisto. ViteK o chi per lui Libereta L ipoteca prima dell atto di compravendita. Siamo arrivati a conclusione e cercano di trovare altre storie
    Conta meno di zero questa notizia. Credetemi

  26. Da stamattina i Pallottiani e Bostoniani che per anni hanno blaterato nell’etere romana dicono che loro erano da sempre molto scettici. Hanno davvero una bella faccia di tolla. Senza vergogna. Se c’era un’area sbagliata era proprio Tor di Valle. Per fortuna ora i nuovi proprietari prima di agire pensano, valutano e si affidano a persone serie e competenti. Sempre forza Roma

  27. Finalmente pietra tombale! Basta! Adesso si puo’ certificare che pallotta (in corsivo, non merita la maiuscola) ha firmato il disastro finanziario e sportivo della Roma! Fiumicino, Tor Vergata, Flaminio va tutto bene, chiudiamo definitivamente questa pagina oscura per la città e tifoseria violentata da un infimo sciacallaggio di un frutta e verdura e da una politica vergognosa! Amen!

  28. Devo ammettere di non essere molto informato sulla vicenda stadio però uno dei pochi punti fermi che ho (avevo) era che Eurnova fosse stata acquistata da Vitek mentre nell’articolo si parla di Eurnova di Parnasi.
    boh se qualche anima pia potesse chiarire….

  29. beh..sta storia dei terreni pignorati è ridicola..adesso esce fori?..il Comune la prima cosa che deve fare è vedere il terreno..di chi è? è pignorato?è vincolato?..le carte chi ce l’ha scusate’?..MICA CE VOLE sHERLOCK..e manco Herrypotter..e mr.Raptor?..un dubbio sui terreni..o lo sapevano tutti e aspettavano che..io penso che ste cose se le fai a Mosca o a Berlino vedi er sole a scacchi fino ai 90..

  30. Personalmente mi auguro che lo stadio si faccia e lo si faccia a TDV.
    Il posto è molto bello da un punto di vista paesaggistico: l’ansa del Tevere è poesia pura.
    Si darebbe effettuazione ad un progetto già ultimato.
    Si riqualificherebbe un’area degradata.
    Si migliorerebbe la viabilità in quell’area.

  31. Tor di Valle e’ una discarica,e lo rimarra’ per molto tempo! Sono favorevole al Flaminio,a Tor Vergata o alla Bufalotta di cui gia si era parlato in passato.

  32. Se non si fa a Tor di valle., andare subito ai terreni vicino parco leonardo e lasciare Caltagirone il m5s ed il pd con un palmo di naso. Forza Roma

  33. notizia sottaciuta “persino al comune”…
    e c’è pure chi ce crede!
    Perché parlamose chiaro, ammesso e non concesso si tratta di manifesta incapacità

    PS
    Oggi il captcha mi chiede i trattori… mica stamo su un sito sbiadito oh…

  34. Ragazzi siamo in campagna elettorale, vedrete che si sentiranno autorizzati a parlare tutti su questa questione dal primo all’ultimo politico e si sperticheranno a tirare fuori le idee più diverse, anche strampalate ed inapplicabili. Naturalmente tutto quello che leggeremo e sentiremo saranno solo parole “si potrebbe, dovrebbero” etc…. se non mi sbaglio Sensi (per non parlare di Viola) voleva comprare il Foro Italico con lo Stadio Olimpico eppure? Non mi sembra che abbia ottenuto un consenso politico, infatti non c’è riuscito! Questi si svegliano solo quando c’è da votare.

  35. Tu invece sei un aquila che come responsabili di questa deriva sudamericana indichi Pallotta e Baldissoni
    Mah … che città di sprovveduti e arroganti

  36. Ma ragazzi, almeno fino a qualche tempo fa si diceva, comprensibilmente, che i giornali riportavano fake quando erano contro la Roma, diventando magicamente credibili se al contrario le notizie erano a favore della barca Giallorossa. Cosa vi prende adesso che sono diventati veritieri a prescindere? Per quanti mi riguarda ho sentito parlare troppo spesso di pietre “tombali” su TDV alternate a “svolte positive” che ho smesso da tempo di “informarmi” sulla carta stampata, purtroppo troppo ruvida per chi ha il culo delicato e buona solo per farne palline da lanciare al cane (uno predilige poi masticare ma vabbè…)…

  37. …applicando un minimo di buon senso pur senza essere dentro le segrete stanze, sono comunque evidenti alcune enormi stronzate emergere da queste righe, prima e non unica fra tutte la storia del Covid che rinchiuderebbe l’umanità tutta agli arresti domiciliari. Arresti che dovrebbero essere inflitti a tutti quelli che diffondono eresie grazie al diritto della libertà di stampa, diritto che ha ragione di essere per motivi ben diversi dal servire una parte finanziaria o politica ben precisa, come invece è. A primavera, immagino, la pandemia sarà quasi superata. E piazze, strade, spiagge, teatri, stadi riprenderanno la loro vita normale. Smart working? Ditelo all’imprenditore che è stato recentemente denunciato per aver cercato di costringere recentemente alcuni dipendenti a recarsi al lavoro nonostante, OGGI, fosse obbligato a fare il contrario. Ma quale “cambiamento” d’Egitto degli spettacoli post covid !

  38. Quindi mi state dicendo che nessuno sapeva che i terreni da un anno sono pignorati perché le ipoteche sono scadute…
    Certo è che se i debiti ipotecari sono 45, il terreno a 45 va pagato

  39. Altra cavolata di chi scrive è sottolineare che EURNOVA naviga in brutte acque e che i Friedkin siano “impalliditi” blablabla… pignoramenti, ipoteche, Comune che desidera avere solo la società suddetta come interlocutore (E quest’ultima è la barzelletta migliore, complimenti). Bello leggere poi di “colpo di scena” come se un cittadino X non sapesse già da tempo di queste ipoteche sui ranocchi della zona, e di conseguenza immagino i Friedkin stessi (puro buon senso) abbiano letto oggi Repubblica sobbalzando stupiti. Per quanto riguarda il Comune ignaro poi uno spasso. Sentita la Raggi l’altro giorno, gli amici di Lotito in amministrazione, e i suoi avversari politici, avranno semplicemente spolverato dal cassetto l’ennesima arma da sventolare conservata per l’occorrenza. Colpo di scena improvviso come lo scudetto della Juve con Nicchi a capo dell’Aia, la Lazio che vince al 114 minuto su rigore di Immobile, la stessa Juve fuori dalla Champions col Maestro Pirlo in panchina…

  40. Carissimo FEDE ora ahahhah sarebbe da chiedersi chi sono gli Abbocconi, e sganasciarsi da ridere per come i Cesaroni non si arrendano neanche di fronte ad un pignoramento ahahhaha un caro saluto. Forza ROMA

  41. Per chiudere il discorso voglio dire che la partita stadio, dopo un decennio, è ancora tutta da giocare. Noi metteremo in campo i Friedkin, e lo stesso Scalera immagino. Loro continuano a giocare con la politica inconcludente e corrotta che amministra questo paese (qui volutamente minuscolo) e la carta straccia dei quotidiani quelli si destinati a diventare un ricordo del passato, altro che spettacoli post covid, quando i giornali erano una cosa seria. Noi dovremmo smetterla di esaltarsi o esprimerci a giorni alterni e, da tifosi della Magica, pensare al Parma e ai 3 punti, domani.

  42. La solita paccottiglia giornalistica che rimastica ciclicamente notizie ormai consunte. Più si avvicina la votazione in Campodoglio più aumentano sia l’astio mediatico e i tentativi di pressione politica. Si tratta però solamente degli ultimi rantoli di una serie di conventicole cittadine che vogliono tenere in ostaggio la Città e nel contempo danneggiare l’As Roma….

    • Giusto Robbo, sono gli ‘ultimi rantoli’.
      Dopotutto lo skipper è ben saldo in tolda e padroneggia la situazione….
      Ultimi rantoli, Robbo!?
      Ma di chi!? Chi li emette!?

  43. Già alcuni componenti del mediacenter non commentano più, ahaha e poi sono rimasti due o tre forse ancora bettegati aahahah dalle loro società lazzie napule e giuventus ahahahh un caro saluto, Ilario.
    Forza ROMA

    • Ah ah…..due tre ancora discretamente bettegati per blaterare e una decina gettonati a spolliciata. Che tristezza….i ballocesaroniUn caro saluto e FORZA ROMA!

  44. Mah dopo quasi 10 anni si scopre ciò. Bhe in Italia tutto è possibile ed è anche vero che con questa classe dirigenziale italiana le situazioni che si vengono a creare sono queste. Io comunque non ci credo perché la stampa ed in particolare quella italiana da sempre notizie poco attendibile per non dire altro e soprattutto quando si parla di AS ROMA e in questo momento con la nuova presidenza che non fa trapelare nulla e questi non sanno cosa dire e per ripicca attaccano sempre. Però io mi domando ma è possibile che qualcuno che vuole fare un investimento in Italia trova sempre un intoppo politico e burocratico ed è normale che gli imprenditori stranieri sono restii ad investire in Italia ed in particolare a Roma dove ancora c’è chi difende la dirigenza politica che voleva cambiare il mondo e duemila anni di storia e l unica cosa che ha fatto fino ad ora è stato vietare la costruzione dello stadio e creare la corsia per le biciclette. Voglio anche ricordare che la area dove dovrebbe sorgere lo stadio purtroppo non è un giardino ma bensì una discarica ed invece di ringraziiare chi vuole ripulirla noi che facciamo attacchiamo l imprenditore. Comunque, come contribuenti, tocca sempre sperare che la società AS Roma non faccia causa perché poi toccherà risarcirla.

  45. Quindi fateme capì, la lettera del Comune “pietra tombale per tor di valle” risale al 13 ottobre e l’altro giorno la raggi parla di regalo di natale? Manco conosce le lettere che scrive il suo Comune?

  46. Magliaro di questa storia ne parla ,in un articolo ben spiegato , il 5/11/2020

    Anche Arfio ha ripreso la vicenda , facendo una precisa ricostruzione dei fatti giudiziari ( come vedi non sono prevenuto caro Arfio )

    L’articolo in questione mi sembra una enorme idiozia
    I terreni sono pignorati da pochi mesi , non dall’avvio del progetto nel 2012
    Parnasi smette di pagare nel giugno 2018 ,dopo il suo arresto
    Notizia riportata da molti giornali e dallo stesso Papalia

    Scrivere che il comune non ne sapeva nulla e manco la Roma è ridicolo
    Come accusare Pallotta e a Baldissoni se i terreni sono ipotecati : dovevano pagare loro le rate e l’erario secondo Alcuni ? Fatemi capire …

    Aspettiamo gli eventi prima di dire che TdV viene abbandonata
    Sarà Friedkin a dire “addio” non Repubblica

  47. Sono uno dei pochissimi che l’ha sempre sostenuto che non l’avrebbero mai fatto a Tor di Valle pero’se c’e’ancora qualcuno che ce crede io lascio il numero alla redazione, chiamatemi,sto giusto cercando un pollo non siate timidi sono una persona alla mano

  48. Non so se Vitek e Friedkin sapessero già dell’ipoteca al momento della cessione dell’As Roma… ma una cosa è certa:

    Pallotta ha tenuto la bocca chiusa al momento del passaggio di proprietà dell’As Roma e, SE SUBITO DOPO, Vitek avesse acquistato il terreno (e meno male non l’ha fatto proprio perché nel frattempo potrebbe aver richiesto una verifica catastale…) da quel figlio di buonissima donna di Parnasi, si sarebbe accollato pure una bella ipoteca da dover pagare (immagino) all’Unicredit.

    Sarebbe stato un bel raggiro a danno di Vitek e della nuova proprietà la quale si è trovata tra gli asset disponibili il valore di un terreno al netto di un’ipoteca mai dichiarata da Pallotta: si tratta di una furbata legalizzata ben congegnata e inscenata ad arte da un venditore di un immobile/terreno (su cui grava un’ipoteca a favore di una banca) con l’eventuale complicità di un notaio truffaldino al momento del rogito versato dall’acquirente. Questi è cosciente di pagare SOLO il valore dell’asset… poiché fino a quando non riceverà un avviso da parte della banca creditrice, non ha la più pallida idea di aver anche “acquistato” i debiti insoluti del precedente proprietario.

    Ora tutti dicono che è una notizia di poco conto… per il semplice fatto OVVIAMENTE che Vitek e/o Friedkin non hanno ancora acquistato i terreni e che l’Unicredit (immagino sia lei la creditrice di Parnasi) non potendo riscuotere l’ipoteca dall’architetto in bancarotta, avrà dovuto pignorare i terreni per tentare di ricavarne il più possibile da una vendita all’asta.

    La notizia, in effetti, non è affatto un guaio o un colpo di fulmine a ciel sereno per Friedkin e Vitek poiché qualsiasi businessman o persona accorta, prima di firmare un contratto di compravendita, si informa su carichi pendenti del venditore, diritti reali di godimento sull’asset ed eventuali ipoteche in corso su di esso…

    Questa vicenda, a mio avviso, mette a nudo un deprimente aspetto sociale: innanzitutto un’inadeguata giurisprudenza nell’universo non ancora scalfito delle torbide trattative, poi un James Pallotta subdolo, senza alcuna trasparenza nel mondo degli affari e infine un Parnasi malfattore a cui si è concessa (per giunta!) l’opportunità “legale” di scrollarsi dei propri debiti trasferendoli di “soppiatto” al primo acquirente fesso, disponibile sulla piazza.

    • Cioè stai dicendo che tutte le visure che si fanno abitualmente prima di comprare un qualsiasi normale immobile non vengono fatte da uno che investe sopra 50 milioni di euro per un terreno?
      Ma sul serio?

    • No, guarda… non hai letto bene il mio post.
      Al limite ho detto il contrario e cioè che persino una “persona accorta” (figurati un businessman!) farebbe tutte le dovute visure (a pagamento, però e a sua discrezione) per assicurarsi una negoziazione pulita e trasparente. Quello che volevo sottolineare è una falla del nostro sistema giuridico che, senza i dovuti controlli richiesti dall’acquirente, consentirebbe e “riconoscerebbe” a farabutti come Parnasi il diritto di accollare i propri debiti sulle spalle di un acquirente poco accorto. Purtroppo, non è raro che persone poco istruite o poco avvedute vengano raggirate da venditori farabutti e notai prezzolati che, tra l’altro, sull’atto di compravendita omettono di indicare ipoteche o diritti reali di godimento pendenti su immobili o terreni in vendita.

      Negli USA (e se ricordo bene, anche in GB), so per certo che questi tentativi di truffa non sono possibili poiché prima delle firme del contratto, il notaio deve essere informato dalle banche delle parti di ogni eventuale pendenza. Le visure spettano per legge alle banche e il notaio è tenuto (sotto la propria responsabilità penale) a riportare minuziosamente sui contratti di compravendita ogni dato fornitogli dagli istituiti di credito senza che i propri clienti debbano richiedere alcuna verifica al catasto.

  49. Caro Cipro facciamo conto che sei in buona fede e ti spiego la situazione reale.

    Il pignoramento di cui si tratta è di poco più di un milione è di un privato e non sarebbe un problema.
    Ma per comprare TdV servono circa 230 milioni perché si devono comprare le azioni di Eurnova tutte in mano a Parnasi.
    Di questi 42 vanno alla SAIS per l’acquisto dell’area, circa 80 alle banche creditrici UniCredit e una banca siciliana, un po’ai fornitori e poi una parte a Papalia per farlo rinunciare alla trascrizione della sua causa.
    Il resto a Luca Parnasi altrimenti morto per morto non vende.

    Comprare solo i terreni in IVA per 42 milioni non è possibile perché poi Eurnova fallirebbe e ci sarebbe la revocatoria.

    Il piano per fare comprare Eurnova a Vitek come ha fatto per il Maximo a Laurentina, sempre acquistando le quote di una società del gruppo Parnasi che possiede 6/7 cespiti poi nella disponibilità di Unicredit, per coprire i 650 milioni di debiti.

    L’acquisto non era una scelta imprenditoriale, ma solo un piacere di Vitek a Unicredit per coprire eventuali operazioni al limite fatte.
    L’acquisto è stato fatto dalla società Polma1 S.A. che è una società di diritto lussemburghese dove S.A. sta per Società Anonima di cui per legge non si possono conoscere i soci (e che è di Vitek è una boutade) che rispondono solo del capitale sociale versato.
    Quindi se Maximo apre bene, ma se non apre Polma1 SA non rischia nulla.

    Se poi lo stadio diventasse in proprietà di una società con questa struttura non sarebbe della Roma ma di sconosciuti.

    E i giornalisti stanno zitti.

    • Da quello che so io ci sarebbero anche dei soldini da versare all’erario, circa 16 mln, quelli che sono poi la causa prima dell’accusa di bancarotta fraudolenta nei confronti di Papalia, il quale non pagò la somma dovuta per la vendita dei terreni.
      La Sais fu poi dichiarata fallita su ricorso di Equitalia.

  50. Dico la mia, semplice semplice…qua…in questa storia, barzelletta, favola…chiamatela come meglio desiderate…non c’entra Baldissoni dal parrucchiere, la AS Roma o Vitek…o come ho letto…ancora Pallotta…qui…alla fine…a parte la guerra politica tra Comune e Regione…dove fanno di tutto per intralciarsi…alla fine ricordatevi queste parole…o si costruisce sui terreni di “don Gaetano” o si continuerà all’Olimpico…ce lo sapremo ridire.
    ❤💛SSFR💛❤

  51. Bhe secondo me sti pseudo debiti non ci sono, Unicredit ha già detto e mandato un resoconto ke Vitek abbia già pagato tutti i debiti con loro xcui non credo a ste cazzate, di sicuro qualcuno non vo ke la Roma abbia un suo stadio di proprietà

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