TOTTI: “Capisco Ibra e quello che prova. Rimpianti? Ogni volta che vedi rotolare un pallone. Il mio ultimo anno non lo auguro al mio peggior nemico”

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ULTIME NOTIZIE AS ROMA – Francesco Totti, storico e amatissimo capitano della Roma, ha rilasciato un’intervista ai microfoni dell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport.

Il tema della chiacchierata è stato Zlatan Ibrahimovic con un parallelo tra le carriere dei due calciatori e svariati riferimenti ai momenti del ritiro dell’ex numero 10 giallorosso. Le sue parole:

Francesco te la senti di riavvolgere il nastro?
«Così mi vuoi male… (sorride, ndr). Sono passati 5 anni ma le sensazioni me le ricordo tutte e guardando Ibra nell’ultimo periodo le rivivo. Anche se la mia situazione era un po’ diversa dalla sua. Io non avevo avuto particolari infortuni. Sentivo di poter ancora dare il mio contributo, ma fui messo subito da parte e se giochi tre minuti o cinque o dieci una volta ogni tanto diventa uno stillicidio. L’ultimo mio anno non lo auguro al mio peggior nemico. Fu pesantissimo a livello mentale. Logorante. Perché quando dopo una vita in campo non giochi con continuità, soprattutto a una certa età, il fisico non lo stai facendo riposare, lo stai facendo arrugginire. Quando ti abitui solo a subentrare, piano piano perdi il ritmo partita. E quando poi entri ti accorgi che arrivi secondo sul pallone, che stai perdendo quei centesimi di secondo che fanno la differenza. Perché la testa ti dice ancora perfettamente cosa fare, ma le gambe ci arrivano un attimo dopo. Tu lo sai di essere più bravo degli altri ma se il fisico non “resta in partita” diventa dura. Zlatan in questo momento gioca poco e mi immagino le sue difficoltà anche perché il suo corpo è una macchina impegnativa. Però rispetto a me ha una fortuna…».

Quale?
«Da quel che mi sembra dall’esterno la sua voglia di stare in campo è forte come quella del Milan di averlo ancora a disposizione. Il problema non è il tecnico o la società, sono il numero di minuti di gioco e cosa comportano per lui fisicamente nei giorni successivi, quando devi recuperare e subentrano fastidi che prima non avevi mai avuto. Se uno anche a 40 anni ha un infortunio serio, ma poi recupera e torna a posto è un conto: ma se i fastidi sono continui…».

Quindi a parte l’età in cui vi siete trovati al bivio nessun’altra analogia?
«No, aspetta… Altre analogie ci sono. Io credo di sapere cosa stia provando, le domande che si pone, i dubbi, la voglia che fa a pugni con la realtà del momento. Fammi però prima fare una premessa: Ibrahimovic è stato uno dei più grandi centravanti al mondo. Un giocatore magnifico sotto tutti i punti di vista: tecnico, atletico e di personalità. Un leader assoluto, un professionista esemplare con un enorme carisma. Ha segnato la storia del calcio degli ultimi trent’anni. Campioni così vorremmo che non smettessero mai. Perché hanno regalato gioie, emozioni, sono stati l’essenza del calcio. E al calcio hanno dato la loro vita, amandolo più di ogni altra cosa».

Sembra che tu stia parlando allo specchio…
«Per questo ti dico che nessuno può capirlo quanto me… Io da amante del calcio spero che Ibra possa continuare. Che domani mattina i fastidi che lo stanno tenendo fuori così spesso possano sparire. Sarebbe un regalo non solo per lui, ma per tutti noi che seguiamo il calcio. Ibra è stato amatissimo dai suoi tifosi e ha fatto disperare (il termine è più colorito, ndr) quelli avversari. Ma il giorno che dovesse dire basta, il dispiacere sarebbe di tutti. Un po’ come è successo con me».

Cosa gli consigli?
«È una decisione troppo personale. Io spero continui finché ne ha voglia, ma solo se il fisico gli consente di poter essere decisivo come è sempre stato. Ma giocare dieci minuti per poi fermarsi, passare più tempo in infermeria che sul terreno di gioco, essere impiegato col contagocce… Eh, così è pesante. Ibra è stato un leone in campo e fuori. Io che lo stimo tanto gli auguro di non trasmettere mai un senso di tenerezza in chi lo vede in seconda fila in panchina o peggio ancora fare fatica in campo. Io nell’ultimo mio anno, rivedendomi in tv, in panchina, mi facevo tenerezza. Ibra nella carriera ha scelto, anche per caricarsi, di essere divisivo. A lui piace essere anche fischiato, e spero per lui che abbia sempre una parte dello stadio che lo acclama e una che lo maledice, perché lo teme. Senza dover trascinare il finale. Io so che significa vivere una stagione in cui resti a guardare e nel mio caso stavo pure bene fisicamente. Un anno può diventare infinito».

Quanto può far paura il dopo mentre sta per arrivare?
«Tanto, perché hai vissuto per tutta la vita in quel rettangolo verde. Perché chiami per nome anche i fili d’erba del tuo stadio o del tuo centro sportivo. Perché tra il cambiarti per l’allenamento o essere in giacca e cravatta da dirigente in uno spogliatoio passa tutta la differenza del mondo. Però a quel momento bisogna prepararsi. Ibra è un uomo intelligente, brillante, lo vedo anche da come riesce a stare davanti alle telecamere e credo abbia un ottimo senso degli affari».

Vi siete divertiti a girare l’ultimo spot insieme?
«Moltissimo. È stato divertente. E lo sarebbe stato ancora di più giocare insieme. Ci pensi? Non so quanti gol lui abbia fatto in carriera, ma con i miei assist in tre o quattro anni sarebbe salito sicuro di un centinaio in più… (ride, ndr)»

Dopo aver smesso ogni quanto si affacciano i rimpianti?
«Ogni volta che vedi rotolare un pallone…».

E magari ti dici: forse potevo continuare un altro po’.
«È normale avvenga, è stata la nostra vita. Io potevo continuare ancora all’estero o in Italia. C’erano la Samp, il Bologna, il Torino… Ma con una maglia diversa da quella della Roma non mi ci sarei mai visto. Ibra però non avrà quel dubbio: se vuole può continuare al Milan».

Il passaggio dal campo al bordo campo spesso è più complicato del previsto.
«Uno come Ibra, per l’immagine e l’impatto che ha, credo lo vorrebbero tutte le società. Certi atleti o ex atleti da soli hanno più seguito di un club intero. Ma bisogna stare attenti a non diventare un poster o una bandiera da sventolare solo quando serve. Il giorno che deciderà di smettere, Ibra capisca cosa vuole fare realmente: quale ruolo operativo pensa di poter occupare. E quando gli dovesse arrivare la proposta pretenda chiarezza e trasparenza. Due sono le domande da porre: cosa devo fare e con chi devo farlo. Deve saperlo subito, dopo diventa troppo tardi».

Anche in questi consigli c’è molto di autobiografico.
«Io sono passato da un addio lacerante a fare subito il dirigente della Roma: un percorso che a tutti sembrava naturale e scontato, ma i ruoli non erano chiari. Lì per lì all’inizio ti senti in balia di tutto. Se sei stato un giocatore e hai vissuto sulla pelle le dinamiche del campo e dello spogliatoio ti rendi conto come ragioni in maniera totalmente diversa chi lavora accanto a te e il campo non l’ha mai calcato. Ignorano aspetti che invece nel calcio fanno la differenza. Forse anche per questo non ero mai realmente chiamato a partecipare e a decidere, perché le mie idee al momento delle scelte risultavano totalmente diverse dalle loro. Io ho cercato di calarmi in un nuovo ruolo con umiltà: non ho mai preteso di sapere di finanza, marketing, contratti, organizzazione come altri dirigenti esperti nella gestione aziendale, ma se parliamo di calcio, di giocatori, di tecnici, penso di saperne abbastanza per essere ascoltato… La sinergia tra uomini di campo e uomini d’azienda non è sempre facile. Ecco perché a Ibra ricordo, quando verrà il giorno, di fare quelle due domande».

Finisci tu la frase: Caro Ibra…
«Spero di vederti allargare le braccia ed esultare ancora dopo qualche gol in queste ultime giornate di campionato. Poi a fine stagione ascolta il tuo corpo: sarà lui a dirti cosa fare».

Fonte: Gazzetta dello Sport

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51 Commenti

    • Sono sincero ho amato con entusiasmo il Totti giocatore che per me rimane tra i primi 5 nel mondo all time. Ho apprezzato un po meno il dopo tipo esternazioni da deluso, presenzialismo e altro però riconosco che non è facile per un asso come lui uscire tranquillo dall’osanna degli appassionati di calcio e ancora meno ho capito il toscanaccio malefico. Non so se erano ordini superiori o rancori personali ma le umiliazioni che ha inferto a un idolo sono state decisamente rivoltanti. Per finire ho apprezzato molto questo articolo e le sue esternazioni.

  1. La gestione di Spalletti fu da denuncia per maltrattamenti
    (e ancora non lo capisco…),
    ma per me era arrivato alla fine, era giusto ritirarsi in quel momento.
    Come lo sarebbe per Ibra, a meno di non voler andare a fare passerelle
    in qualche campionato esotico.

    40 anni del resto sono già un miracolo,
    anche CR7 e Messi ormai mostrano i segni del tempo.

    Grazie di tutto Capitano. Unico.

    • Non era arrivata la fine, è questo il punto.
      Totti l’ha spiegato molto bene. Quando hai una certa età, devi giocare, il riposo diventa ruggine, non recupero. Solo chi l’ha vissuto, può capirlo.
      A me è accaduta la stessa cosa sotto il lockdown, con le MMA. Mi allenavo 3/4 ore al giorno, chiuse le palestre, non è stato più lo stesso. Ho perso brillantezza. Perché a quell’età è così. Spalletti lo ha centellinato volutamente, non è uno scemo: è un grande allenatore, e ogni allenatore ha dei rudimenti di preparazione – quindi sapeva che quel tipo di comportamento avrebbe portato quel tipo di conseguenze. Ciò che non aveva previsto, il finale di stagione di Totti, che ha obbligato la Roma, a rinnovare il suo contratto per un altro anno.
      Il resto è storia.
      Queste cose le dissi allora, e sono contento di sentire Francesco che lo spiega.
      Lo può capire chi l’ha vissuto.

      Poi a Roma ci sono tanti sorci. Mi ricordo proprio di Galopeira, che faceva gli eventi invitandolo, e sbavandogli dietro, e fu il primo a voltargli le spalle. Non tutti i giocatori sono uguali, perché non tutti i giocatori sono Totti. Qualche colpo di testa, può essere ammesso.
      Ibra è ancora decisivo: ma, come sottolinea giustamente Totti, lui ha più problemi di Francesco. Parli di passarelle…19 partite, 8 goal: molti più del vostro idolo Zaniolo.

      Il talento non ha età…se fosse integro potrebbe giocare ancora per altri due anni. E vedendo certi goal di totti al calciotto…ti dico che se non ci fosse stato Spalletti, ma Zeman o Garcia, Totti stava ancora giocando e facendo la differenza.

      Ci saranno valanghe di pollici versi…lo so.

      Me ne frega meno di zero.

  2. France’ sei stato il più grande giocatore che la Roma (e anche la nazionale) abbia avuto in rosa, sarà difficile averne un altro.
    Le caratteristiche di romanista, romano e supercampione, tutte in un unico uomo, sono come un allineamento astrale: capita una volta ogni migliaia di anni.
    Spero che tornerai ad avere un ruolo chiave per la nostra squadra.
    Grazie per quello che hai dato alla Roma e ai tifosi.

  3. Premetto che a Totti, per la sua storia di romanista, avrei fatto un contratto a vita al minimo, ma con la condizione di non rompere sul suo minutaggio, deciso dall’allenatore del momento.
    Qui invece lui ribadisce che voleva giocare con continuità e addirittura attribuisce il naturale calo delle prestazioni fisiche all’utizzo col contagocce…

    Sul ruolo dirigenziale, continuo a ritenere che avrebbe dovuto avere più pazienza, ma… Pazienza!

    • Ma nun hai un pi di vergogna a scrivere ste cose?!?
      Sinceramente, non é una provocazione né voglio mancarti di rispetto, voglio proprio capire se sei convinto di quello che scrivi.

    • Vergogna di cosa?
      Che gli avrei fatto un contratto da giocatore al minimo fino ai giorni nostri?
      Che l’unica clausola avrebbe dovuto essere la “pretesa” di sottostare senza brontolare alle decisioni dell’allenatore, chiunque fosse?
      Che da dirigente avrebbe potuto pazientare un po’ di più per capire meglio come muoversi?

      Dimmi pure, cos’è che ti sconvolge in quel che ho scritto?

  4. Podio dei suoi gol: (secondo me) 1° il pareggio contro la cazzio in semi rovesciata; 2° il tiro al volo a genova contro la sampe; la punizione contro l inter da distanza siderale nell anno che la Roma è stata allenata da del Neri… ma ce ne sarebbero altri di pregevole fattura che meriterebbero uguale citazione… quelli fatti all udinese tutte le volte che si presentava a Roma ad esempio… il 5-1 co la cazzio a palombella… avoja a te QUANTI CE NE STANNO…🤣

    • Io al primo ci metto il cucchiaione contro l’Inter, secondo quello al volo con la Sampdoria e terzo quello al Torino quando mise a sedere mezza difesa.
      Menzioni speciali vs Lazio e Udinese.

    • Per me fra i più sottovalutati c’è quello che fa a bucci ad empoli, il più impossibile dei cucchiai: da posizione defilata e col portiere praticamente fra i pali la mette da fermo nell’unico millimetro in cui può entrare all’incrocio dei pali.
      Coefficiente di difficoltà al livello esame di fisica quantistica per cassano.

    • Si ce ne sarebbero tanti ma io quello che apprezzavo più di Francesco erano gli assist che riusciva a fare in quello secondo me è stato unico al mondo

  5. Si vabbè ma non è colpa di nessuno, è la vita ad essere così. Ci si invecchia e basta, nessuno è al di sopra di questo processo. Se fai sport professionistico devi saper accettare che l’età fermerà primo o poi le tue performance.
    Chiaro che un grande unico campione come Totti poterebbe giocare pure da fermo ma non sarebbe più un trequartista sarebbe Totti fermo in campo non sarebbe uguale. Tutti corrono un squadra altrimenti gli altri segnano .
    Insomma lasciamo pure il Dio Totti riposare e godersi la famiglia, basta ascoltare la solita parte penosa dell addio stile via col vento con Spalletti disegnato come il cattivo venuto da Marte. Guardiamo avanti ,con amore e rispetto vero il grande capitano, ma guardiamo avanti.
    Forza Roma

  6. Mio CAPITANO 💛❤️o mio CAPITANO 💛❤️…
    IERI sera ho visto l’ultima puntata del film di TOTTI 💛❤️…… Piangevo come un ragazzino

    Che lunedì lo spocchioso possa perdere….
    Che ogni volta che incontri la ROMA 💛❤️non vinci…….

    Eternamente innamorato di…..

    FRANCESCO TOTTI 💛❤️

  7. “…se parliamo di calcio, di giocatori, di tecnici, penso di saperne abbastanza per essere ascoltato… La sinergia tra uomini di campo e uomini d’azienda non è sempre facile…”

    Aggiungo, caro Francesco, che tu sei stato un GRANDE uomo di campo; quegli altri erano solo dei piccoli, insignificanti, omuncoli di azienducole.
    SEMPRE ONORE A FRANCESCO TOTTI
    Eterno disprezzo per Ballotta & friends, rovina della ASRoma

    • Mi associo.
      E’ allucinante quello che ha consentito il porco in bermuda.
      Se penso a come deve essersi sentito a vedere gente che non ha mai dato un calcio a un pallone scavalcarlo, denigrarlo e distruggere la sua Roma sto male prima per lui che per me.
      Che sia stramaledetto per sempre insieme a tutti i suoi complici e scendiletto.

    • Pienamente in linea con quanto detto sia da @Kawa62 che da @unodepassaggio Avrà avuto anche i suoi difetti (chi non ne ha) però rimango dell’idea che Totti, sia rimasto vittima dell’egocentrismo di chi lo aveva preso in antipatia, a causa di motivazioni a noi sconosciute

  8. Ho goduto solo di uno scudetto, quello dell ’83 ero piccolo, ma ringrazio il Padreterno di aver vissuto quel VENTENNIO ed essermi goduto le gesta del nostro capitano.

  9. Ma non è che si arriva secondi sul pallone proprio perchè si hanno 42 anni e rotti?
    Ancora si parla di gestione sbagliata di Spalletti ma siamo matti davvero?
    Per carità Totti è stato Totti ma l’anno del ritiro l’ha chiuso male per colpa sua e non per colpa di Spalletti (che mi pare non abbia fatto un campionato da settimo posto)

    • H. P. L sei l’unico finora ad avere il coraggio di dire delle cose sensate, quanta paura mette ancora andare contro il Dio di Roma!! Intanto gli altri Co spalletti lottano per lo scudetto…. Noi a sentire sti lamenti dei puponi viziati!!!

    • C’hai ragione romole’, ce vo coraggio a di tutte ste castronate di kaka’!
      O no, non e’ coraggio, solo mancanza di dignita’ come l’amore vostro pelatone toscano!

  10. Quello che non si capisce e di cui si lamenta è il ruolo da dirigente che ha avuto.Lui stesso ammette di essere un grande esperto,certo non di tutti i settori che vanno poi a determinare un contratto o l’acquisto di un calciatore, ma se così fosse perché ha accettato un ruolo che non avrebbe poi sentito suo.Non sapeva che faceva il Zanettiallinter??se lo sai se conosci le situazioni allora non si capisce..

    • E chi te l’ha detto che lo sapeva? Era (in teoria) invenstito di mansioni tecniche, non di immagine o comunicazione.
      Ha detto chiaramente che aveva preso Ziyech, che non se lo sono filato e hanno dato retta a chi ha portato quella pestilenza di pastore.
      Che serve di più per capire come è andata?
      Gli stessi che appena hanno messo piede a Roma hanno detto che il problema era lui e dal primo hanno fatto di tutto per farlo fuori dal campo, lo hanno messo li (perchè costretti da contratto) e poi lo hanno trattato come lo scemo del villaggio.
      Mi pare surreale che ci sia chi ancora non l’ha capito.

    • Aveva preso Ziyech? Sta cosa mi è completamente nuova, mai sentita….
      Era anche innamorato calcisticamente di Cissè…

    • Scusa, avrebbe. Non è che Ziyech lo aveva in mano lui, ma la Roma. Si trattava di scegliere e lui disse Ziyech si e pastore mai.
      Qualcun altro (balzaretti pare, per farti capire la follia) disse il contrario e lui venne scavalcato. Uno screzio, e sulla pelle della Roma, bello e buono.
      Questa cosa, oltre che direttamente lui nell’intervista di addio, l’ha detta pure benatia. Se fai una ricerca trovi tutto.

  11. Capitano sarai sempre nel mio cuore..grazie di tutte le gioie che mi hai regalato del rispetto che hai sempre avuto per me come tifoso e per la tua maglia per aver difeso la tua squadra fino a che hai potuto. Grazie dell’orgoglio che mi hai fatto provare nel vedere il mio capitano essere sempre attivo nella beneficenza nell’aiutare i più sfortunati, nell’amore e sensibilità che hai sempre mostrato per i bambini,nel fermarti sempre a firmare autografi e a scambiare battute con noi gente a te sconosciuta e grazie anche per aver sopportato nel tuo ultimo anno oltre a un omino invidioso di te a cui rubavi inevitabilmente la scena anche quei pseudo tifosi schierati a fianco di quel sistema marcio a Roma che aveva unico obiettivo deromanizzare la squadra per avere meno proteste durante la depauperizzazione della squadra.

  12. Totti tra i 10 giocatori piu grandi calciatori di tutti i temi ! Anche come uomo. Se i Frankli gli daranno la possibiltà, Totti ci rifarà vincere …anzi, ci farà DOMINARE come ha fatto la vecchia signora, solo che …Rubbe forte ma ladra, Roma Forte e Maggica!

  13. L’unico difetto attuale di Totti è l’età…..se avesse anche solo 4/5 anni in meno co ‘sti norvegesi non ci sarebbe stata storia…..

  14. Ho sempre evitato di esprimere giudizi in merito ad una vicenda di cui non sono mai venuto a saperne nulla di piu’ di quanto venne detto dai Protagonisti. Tuttavia, visti i “successivi avvenimenti” ammetto che nei confronti dell’attuale tecnico napoletano non nutro grandi simpatie. Intendiamoci bene, nella mia giovinezza a parte alcuni giocatori che hanno indossato con onore la nostra maglia (Bruno Conti, Romeo Benetti – Capace di commettere falli incredibili. senza che nessun Direttore di Gara se ne accorgesse 🙂 – Nela, Di Bartolemei… sino ad arrivare all’attuale Salah) ho avuto pochi idoli. Per quanto concerne Totti, il modo in cui è stato trattato, sinceramente mi ha infastidito parecchio. Nonostante le svariate motivazioni o scusanti edotte, l’impressione avuta sul momento (sotto sotto) è stata di una vera e propria “bullizzazione”. Un umiliazione voluta, condita da un egocentrismo senza limiti. Ma forse è solo un modo di pensare sbagliato. Una cosa la reputo sicura: Se dovessi fare una scelta tra chi nel momento del bisogno, rifiutò la nostra panchina a Prescindere (spalletti) e chi ha indossato per tanti anni la nostra maglia con onore non avrei dubbi:
    💛💖”FrancescoTotti” – Sempre Forza Roma💛💖

  15. Continuo a pensare che la Roma avrebbe assolutamente bisogno di avere nel suo organico la sua Bandiera più rappresentativa e conosciuta nel mondo. Certi amori non finiscono…

  16. Non si discute il giocatore ma non può decidere quanti minuti giocare visto che camminava in campo, parlo degli ultimissimi anni. Il giocare con il contagocce ha prolungato la sua carriera nonché la qualità delle sue partite. Entrava quando la squadra avversaria era stanca e con la sua classe poteva fare quasi quello che voleva. Poi con questa storia della maglia ha sinceramente stufato, se avesse avuto a cuore al 100% la squadra/società avrebbe evitato determinati comportamenti/esternazioni. Sembra chissà che abbiano fatto, alla fine sono dei fortunati e alcuni anche molto viziati. Se permettete i rimpianti sono ben altri. Poi se una persona è stato un grande calciatore non è scontato che sia altrettanto capace nelle vesti dirigenzialei. Questo ovviamente è il mio pensiero.

    • Pardon, probabilmente in ciò che dici c’è del vero ma se con tali motivazioni si vuole giustificare l’operato del tecnico, “non mi trovi d’accordo”. Non dimenichiamoci di quelle dichiarazioni al “veleno” (quando in un certo Roma Inter del 2018) ci negarono un rigore clamoroso su Zaniolo. Oppure (come già detto), quando spalletti rifiutò la nostra panchina a prescindere adducendo a mille scusanti e facendoci passare una “squadretta di provincia” Nessun astio ma parole difficili da dimenticare… Il fatto è che qui “alcuni avvenimenti” mi sembra che si seppelliscano troppo in fretta.

  17. Si entra sempre in un campo minato quando si parla di Francesco Totti e del suo epilogo da calciatore con l’unica maglia da lui indossata.
    Per farla breve, concordo in pieno con le sue parole riguardo l’esperienza da dirigente: è entrato nel ruolo solo per una promessa fatta a suo tempo, ma probabilmente, anzi, quasi sicuramente, non c’era tutta questa smania da parte della vecchia proprietà di valorizzarne la presenza. E lui ha sbagliato a farsi tirare dentro senza avere alcuna garanzia su quelli che fossero i suoi orizzonti.
    Per quanto riguarda la fine della sua esperienza in campo, credo che ancora non sia in grado di leggere con serenità quanto accaduto, i tempi non sono ancora maturi.
    L’affermazione sui “centesimi di secondo” persi causa la permanenza in panchina e non per l’età, ne sono la dimostrazione evidente.
    I più anzianotti tra noi ricorderanno Josè Altafini e il suo passaggio alla Juve a 34 anni (allora era praticamente il capolinea). Ebbene, per qualche anno ancora riuscì ad essere decisivo proprio in virtù del fatto che veniva impiegato negli ultimi minuti di partita.
    Lui si calò perfettamente nel ruolo, comprendendo che poteva essere ancora importante proprio grazie a quei pochi minuti, cosciente che non avrebbe potuto reggere di più.
    La stessa cosa fece Spalletti nel penultimo anno, e Totti riuscì ancora a dare un importante contributo. Non era la dimostrazione che avrebbe potuto e dovuto giocare di più, ma esattamente l’opposto.
    Ma è inutile tornarci sopra, le posizioni sono talmente cristallizzate che nessuno recederà mai di un centimetro. Forse tra cinque o dieci anni, chissà…

    • Ci fossero state già allora le 5 sostituzioni, un posto a gara in corsa lo avrebbe avuto per altri due anni. O se fossero permesse sostituzioni come nel basket, pure oggi, a battere rigori, punizioni e calci d’angolo, farebbe meglio di tanti altri. Cmq Spalletti fu un bimbominchia con Totti.

  18. Totti avrebbe dovuto smettere l’anno precedente: avrebbe finito in bellezza con i gol determinanti segnati entrando alla fine. L’ultimo anno è stato uno stillicidio per lui, ma anche per la Roma, per i tifosi e per Spalletti. Dalle sue parole si evince che avrebbe voluto fare più o meno il titolare, quindi il fatto di non aver giocato “i famosi 5 minuti a Milano”, oppure l’intervista prima di Roma-Palermo sono stati solo un pretesto. Ci hanno rimesso tutti: lui per primo che ha vissuto un anno da incubo, la Roma che ha dovuto gestire un caso scomodissimo, il mister che è scappato a Milano e tutta la tifoseria che non aveva bisogno di ulteriori spaccature.

    • Al di la di come ciascuno la pensa, è un dato di fatto che tutta la gestione della faccenda da parte della rosticceria del porchettaro è stata dilettantesca e vergognosa.
      E’ stata viscida.
      Dal primo giorno in cui la prima cosa che hanno fatto è stato dargli del pigro, al rinnovo fatto controvoglia, al trattamento da dirigente.
      Non hanno avuto nè il coraggio di farlo fuori senza guardarlo in faccia, nè il buon senso di fidarsi e assecondarlo. In balia degli eventi, sempre un piede quà e uno la, dei ponzi pilati ributtanti.
      Viscidi. Viscidi e schifosi.

    • La precedente gestione si è distinta per un’assoluta mancanza di nerbo e chiarezza in ogni ambito.
      Con Totti hanno toccato il punto più basso della loro ignavia, se non vera e propria vigliaccheria.
      Non sono stati in grado di dirgli che era ora di smettere, tacendo di buon grado di fronte alla surreale faida tra il tecnico e il capitano, un pesante fardello sulle spalle della squadra per tutta la stagione.
      Né si dimostrarono abbastanza uomini nel fargli sapere per tempo che il ruolo che avevano in mente per lui da dirigente fosse di pura rappresentanza e di dover soltanto sorridere e firmare autografi seduto tra Monchi e Baldissoni.

    • Chi frequenta questo forum sa cosa penso di Pallotta e ancora benedico il giorno che se ne è andato. Però bisogna ammettere che gestire un addio di un idolo di tutta la tifoseria (per molti, più che un idolo, un trofeo…in assenza di quelli veri)e per giunta controvoglia da parte dello stesso non è impresa facile. Molti dicevano: “lo decide Totti quando smettere…”, il che poteva anche essere corretto in linea generale, ma nella realtà Totti non sarebbe mai stato pronto a smettere e tantomeno a rassegnarsi ad avere un ruolo diverso dall’attore principale. Il ruolo da dirigente secondo me è stato solo un espediente x non creare fratture con la tifoseria, ma in società nessuno era convinto della scelta, soprattutto nessuno sapeva cosa fosse in grado di fare Totti in giacca e cravatta. In sostanza non hanno avuto il coraggio di affrontare i tifosi più che quello di affrontare Totti. Del resto la prova è stata data dalla latitanza di Pallotta dallo stadio negli ultimi 2 anni…

    • “un trofeo…in assenza di quelli veri” Chico sei più giornalista tu di tutti quelli che credono di esserlo.
      Hai dato il titolo e che titolo!
      Il tifoso dovrebbe chiedersi del perchè è accaduto questo e darsi (senza scannarsi) delle risposte soprattutto una : ” sono i giocatori che vanno in campo e i titoli chi me li deve portare il fuoriclasse o il giocatore normale?”
      Tra qualche ora ci sarebbe la possibilità (forse) di centrare la terza semifinale in 5 anni ( le precedenti semifinale tutte anteriori al 1992.) e la gazzetta che ti fa? Questo articolo, che riciccia cose che sentiamo da 5 anni sempre le stesse, non siamo capaci di andare avanti solo di guardare indietro oggi ci dovrebbe essere la Roma al centro del pensiero del tifoso, invece, grazie anche al trofeo sostituto dei trofei abbiamo al centro altro, sempre lo stesso argomento. Il tifoso proprio non riesce ad uscire da questo corto circuito, alimentato da stampa e interessato e non capisce che se non ci liberiamo di questo sogno vivremo solo nell’incubo dell’insuccesso.

    • Chico dalle sue sue parole NON si evince assolutamente nulla. Anzi. Giocare con regolarità non vuol dire voler fare il titolare bensì giocare con regolarità e cioè non 5 min, se non 2, ogni 4/5 partite ma 10/15 minuti quasi tutte le partite. E lo poteva fare BENISSIMO. Ma hanno avuto strizza di quanto avvenne l’anno prima, cioè con pochi minuti a partita fece gol determinanti con relativo rinnovo. Totti un solo errore ha fatto: non essere andato via da Roma a guadagnare e vincere di più alla faccia di tanti ingrati……che nascondendosi dietro “un fenomeno….però come uomo” come se lo conoscessero…..non perdono occasione per denigrarlo. (non dico te…..ma molti sono così)

    • No, ci ha rimesso solo la Roma e i romanisti! Gli altri hanno comunque guadagnato un sacco di soldi.

  19. Si mio Capitano, ma nessuno capirà mai e proverà mai tutto l amore che abbiamo avuto in passato ,adesso e in futuro per te! Questo ti ripagherà di tutte le tue amarezze! FORZA ROMA!

  20. Alcune considerazioni:
    Riguardo alle polemiche sul finale di carriera e la gestione Spalletti, proprio perché si parla di Ibrahimovich, Totti avrebbe dovuto comportarsi come Ibra, che obiettivamente a livello di carriera e di fama mondiale è ben sopra di lui, e nonostante ciò accetta tutte le panchine senza farne un caso ogni volta.
    Sulla gestione Pallotta non mi addentro nei particolari dell’incarico perché sono opinabili, dico solo questo però: ma se è vero che è stato trattato male e che invece avrebbe potuto dare molto alla Roma perché i Friedkin (che non sono né viscidi né schifosi come scrive un utente poco sopra) dopo due anni non hanno deciso di coinvolgerlo nei ranghi dirigenziali?

  21. capisco le dichiarazioni di Totti, ma siamo alla centesima volta, capità. e purtroppo (volente o nolente) si è prestato al gioco della gazeta, che con la Roma ai quarti parla di Ibra e di tante altre cose, come sempre, prima della Roma. neanche un accenno alla partita.

  22. Per vent’anni ogni volta che allo stadio subivi un’ingiustizia, o un momento brutto o complicato, di tensione, di incertezza. Alzavi la testa, scrutavi il campo e cercavi il Capitano. Tutto tornava sereno. Quanto ci manchi.

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