Venditti: “A Udine lezione di civiltà e umanità, merce rara in un mondo spietato e violento”

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NOTIZIE AS ROMA – Antonello Venditti, storico cantautore e grande tifoso romanista, ha espresso il proprio pensiero riguardo l’atteggiamento e la solidarietà mostrata dall’Udinese e da tutto lo stadio dopo la sospensione della partita a causa del malore di Ndicka.

Questo il suo messaggio: “A Udine una lezione di Civiltà’ ed Umanità, ormai sconosciuta in questo mondo spietato e violento“, le parole del cantante affidate alla sua pagina Facebook.

“Per una volta un esempio positivo e immediato anche da arbitro e dirigenza di entrambe le squadre…Grazie Udine!…nella speranza che tutto si risolva nel migliore dei modi“.

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29 Commenti

    • Da aggiungere che anche l’arbitro è stato di grandissimo livello. Li critico sempre, li detesto fortemente, però quando un arbitro fa qualcosa di eccellente è giusto sottolinearlo.

  1. Per una volta il mondo del calcio si è distinto in positivo.
    La speranza è di arrivare al punto che non faccia più notizia.

  2. Abbiamo sentito l’arbitro dire all’allenatore dell’Udinese “…e se succede l’irreparabile mentre stiamo giocando?” L’arbitro è stato saggio, l’Udinese voleva concludere la partita ma ha prevalso “per una volta ” l’umanità e il buon senso. Sembrerebbe scontato ma non lo è! Forza Ndicka!

  3. da Romanista friulano, voglio salutare anch’io le due società ma anche il pubblico “furlan” che sin dall’inizio partita è stato esemplare e ha accolto i ns tifosi con amicizia, oggi sembrava una festa e non una guerra fra 2 popoli.
    Graciis Udin, Grazie Roma.

    • Bravo Rodolfo, che io ricordi le tifoserie dell’Udinese si sono sempre distinte in positivo e per intelligenza nelle questioni importanti, ed hanno sempre mostrato principi sani.
      Mandi frùs!

    • Da romanista romano un saluto a un romanista friulano, una rarità assoluta molto bella. E complimenti all’Udinese e ai suoi tifosi, per lo striscione di amicizia e per la comprensione mostrata, visto quanto accaduto.

  4. bravo Antonello parole giustissime, grande auguri al nostro ragazzo, il.calcio si contraddistingue sempre per svehe pietose ed indegne, questa finalmente e’ una pagina positiva…

  5. Ho vissuto 6 anni a Udine. I friulani sono gente meravigliosa, educata, civile ed ospitale con chi viene a vivere (rispettandoli) nella loro terra.
    Non mi sorprende il comportamento tenuto oggi dal pubblico friulano: un popolo dal quale abbiamo solo da imparare.
    Orgoglioso degli anni vissuti con loro.
    Forza Roma.
    Fuarce Udîn.

    • Non ho mai avuto l’occasione di andare ad Udine ed in Friuli ma ho visto diversi documentari su quei posti meravigliosi e mi sarebbe piaciuto andare a visitare una città come Udine e le Dolomiti Friulane. Non ti chiedo il motivo per il quale sei rimasto lì solo 6 anni perché da come hai descritto Udine ed i Friulani si intuisce il validissimo motivo per il quale Udine è al 1° posto in Italia come qualità della vita per quanto riguarda le città ed è un 1° posto strameritato.

    • Il gemellaggio tra le 2 tifoserie c’è dagli anni ’90, nel 1995 all’Olimpico a Roma-Udinese c’era anche uno scambio di sciarpe tra i tifosi delle 2 squadre.

  6. Non potro’ mai dimenticare la morte di Giuliano Taccola ero un ragazzo rimasi tanto male perche’ era la prima volta che scoprii’ la morte…poi per un giovane calciatore poi della Roma ancora di , amai la mia Roma di piu’… pero’ rimasi per 2 giorni senza parlare e mia madre che non capiva si accorgeva che non mangiavo era il vuoto, il lutto che attanaglia quando si vedono in campo queste cose ! Venditti ci ricorda come sia importante la vita per fortuna e’ andata bene, da una partita di calcio i valori della vita prima di quelli sportivi poi tutti i tifosi rimasti in silenzio. Che rispetto !!!!!

  7. Solo perché c’è amicizia tra le tifoserie ma cmq difronte a episodi simili ci mancherebbe che non ci fosse un po’ di umanità solo Forza ndinka in questo caso guarisci subito campione

  8. Per ciò che mi riguarda, da ieri , l ‘ Udinese ha un tifoso in più.Ovviamente quando non gioca contro di noi. Contento anche per il Cagliari ma solo perché ha come condottiero un grande uomo.

  9. Ricordo tanti anni fa gli applausi dell’Olimpico a Carnevale quando da solo davanti al portiere dell’Udinese tirò fuori senza dare segni di disappunto per il goal sbagliato. Mi pare fosse l’ultima giornata di campionato e che con quel pareggio l’Udinese si salvò, condannando alla retrocessione la Fiorentina di Cecchi Gori.

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