Video hot a Trigoria, la Souloukou non sarà ascoltata. La dipendente licenziata: “Raccontare i fatti è stato umiliante”

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AS ROMA NEWS – Sono iniziati ieri in Procura Federale i primi interrogatori da parte di Giuseppe Chiné ai diretti interessati del caso legato al video hot che ha portato al licenziamento di due dipendenti e che sta creando dei problemi dentro la Roma.

Raccontare ciò che mi è successo è stato per me umiliante ma non potevo esimermi per rispetto di me stessa. Per questo ho ribadito alla magistratura sportiva ciò che è successo a Trigoria”, le parole riferite dalla dipendente messa alla porta dal club capitolino.

Nelle ore il procuratore della FIGC proseguirà i colloqui con alcuni tesserati della società giallorossa ma tra questi non dovrebbe esserci Lina Souloukou, che in questo momento gode di un ruolo apicale ai vertici della dirigenza guidata da Dan Friedkin.

Nessuna conferma sul coinvolgimento di giocatori della Primavera. Sarà infatti la Figc a chiarire chi ha fatto girare il video.

Da Trigoria, nel frattempo, non filtra particolare preoccupazione nonostante le polemiche degli ultimi giorni sulla vicenda e c’è la certezza di aver operato correttamente utilizzando una “giusta causa” per l’allontanamento dei dipendenti.

Fonti: Il Tempo / La Repubblica

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63 Commenti

  1. Avevo scritto, a fine Febbrajo, che credevo poco nello stadio per tutta una serie di motivi, tra i quali Caltamattone e politichetta locale che mesta badando solo al proprio tornaconto. Ma avevo anche scritto, più o meno, “qualsiasi amministratore di fede laziale si metterà di traverso con ogni suo potere, a qualsiasi livello operi, non vi fate illusioni: sottovalutare questo aspetto sarebbe ingenuo”. Qualcuno aveva sorriso, lo capisco. L’articolo del Fatto Quotidiano che ha scoperchiato il sexgate è opera di due giornalisti laziali. È iniziato come un caso di discriminazione, ma lo hanno scritto talmente coi piedi che si è smontato sùbito (non c’era nessuna discriminazione per la donna, ovviamente).

  2. È stato umiliante,,,, mah… avere dei propri filmati hot sul cellulare che dai in mano ad estranei…. è stato umiliante…. ma chi vuoi koglionare

  3. Quindi per stessa ammissione della ragazza ancora niente denuncia alla giustizia ordinaria, cioù l’unica competente a fare giustizia mha

    • ammissione poi a chi? una volta si specificava “raggiunta telefonicamente da” oppure “la ragazza intercettata nei corridoi della procura dal nostro inviato’…

  4. mah scusate il caro giocatorino della primavera non si poteva fare i cassetti suoi questa gente la conosco e quella che fa la spia all asilo alle elementari alle medie al liceo all universita e poi al lavoro e nel condominio dove abita e io detesto questo tipo di persone perche alui non gli hanno fatto niente ma forse la societa vuole proteggerlo io di un calciatore cosi non saprei che farmene

    • che sia un primavera è da vedere. non credo che un ragazzo di 18/20 anni non abbia un proprio smartphone. Più probabile si parli di un ragazzo di 15/16 anni il che giustificherebbe in modo ineccepibile il licenziamento. Poi se volete punire con l’allontanamento da un’attività sportiva un minorenne invece di rieducarlo allora per tutte le cavolate che fanno i ragazzi a quell’età diamogli anche l’ergastolo forse cosi siete più contenti. io continuo a ritenere ripugnante che due adulti abbiano rapporti sessuali sul lavoro soprattutto se il loro lavoro implica la presenza di minorenni. Se due insegnanti si intrattenessero intimamente tra le mura di un asilo col rischio di essere beccati da un bambino come la pensereste? eh ma la bambina poteva farsi i #@$$! suoi? Chiarito ciò la posizione della Roma in quanto società alla quale vengono affidati questi ragazzi “minorenni” è più che lecita ed inattaccabile. A me da fastidio che una donna stia al gioco di chissàchi e che stia cercando di farsi reintegrare in un luogo di lavoro dove io avrei immensa vergogna a farmi rivedere. Ma attenzione non per il video, chissene, ma per aver tradito la fiducia del mio datore di lavoro e dei bambini di cui ero responsabile. Inoltre sembrerebbe dal comunicato della Roma che i rapporti filmati fossero stati realizzati all’insaputa del manager, anch’esso licenziato, in quanto mezzo per ricattare il diretto interessato affinchè la dipendente in questione potesse essere favorita a livello lavorativo. Da donna purtroppo devo ammettere che anche se non sovente, ma mele marce le ritroviamo anche tra di noi. Soprattutto quando si tratta di persone che senza alcuno scrupolo guardano solo al proprio tornaconto. E credetemi non sto attaccando una donna per preconcetto, ma sto provando io vergogna per lei.

  5. Mi sfugge a quale titolo Chiné ascolta un non tesserato della AS Roma e ancora meno a quale scopo la ragazza si sottoponga a tale “umiliazione” per raccontare particolari scabrosi a un procuratore federale.
    Cosa vorrebbe ottenere dalla giustizia sportiva, il reintegro? Mah!

    • hai detto bene! poiché non ha ottenuto il reintegro nel posto di lavoro, ha deciso di far valere le sue ragioni raccontando cosa era accaduto

    • forse perchè Chine’ ha sentito dire che un tesserato della FIGC ha distribuito un video privato

    • Bravo clay. Quindi dimmi, la ragazza è tesserata? No.
      Secondo, cosa ne guadagna la medesima ad accettare questa “umiliazione” di farsi interrogare da un giudice sportivo e non ordinario? Nulla, se non continuare ad alimentare l’attenzione sulla vicenda. Dico bene?

    • @Alfredo, o mi sono perso qualcosa io, o non è assolutamente detto che la fonte del Fatto Quotidiano fosse la donna, o la coppia, anzi. Magari è uno di quelli colpiti dai recenti licenziamenti, che si sta vendicando.

    • caro Grillo è evidente che è iniziata una guerra tra la Roma e la ragazza licenziata e ognuno la combatte con le armi che ha a disposizione. Credo che la procura federale ascoltera’ tutti ma è evidente che debba partire dall’inizio e l’inizio è la ragazza che era una dipendente di una societa’ iscritta alla FIGC e quindi era sotto la giurisdizione delle FIGC

  6. Leggo di parecchi che ancora si lamentano della mancata denuncia della donna alle forze dell’ordine civili. Ma siete sicuri serva? In Italia metà delle denuncie per molestia non hanno seguito perché umilianti e troppo difficili da dimostrare in tribunale tanto per ottusaggine dei giudici quanto per carenza legislativa. Per di più non si sa nemmeno si tratti di un minorenne. Infine, vi state accanendo sul revenge porn quando lei lamenta di un altro torto: l’ingiusto licenziamento. Il comportamento dei due poteva valere una lettera di richiamo ma non il licenziamento; mentre il ragazzino (assumendo sia un primavera) manco il buffetto sulle mani. Non c’entra niente che sia la Roma, qui è comportamento scorretto del datore di lavoro.

    • Come fai ad affermare queste cose con tale sicumera? Sai dove è stato girato il video incriminato? E in quale orario?
      Fosse successo sul luogo di lavoro e nell’orario ad esso dedicato diresti le stesse cose?
      A maggior ragione se nell’audio fossero percepibili discorsi su favoritismi in cambio di prestazioni sessuali?
      E anche sulle responsabilità del ragazzo mancano particolari importanti: se gli è stato dato in mano un telefono sbloccato contenente materiale hard e lui fosse stato minorenne all’epoca dei fatti è la ragazza ad avere commesso un reato.
      E se anche fosse stato maggiorenne, il “furto” è tutto da dimostrare. Perché se il ragazzo era tra i contatti di lei e quel video è stato spedito su un suo social è praticamente impossibile dimostrare che sia stato lui a farlo e non la proprietaria del cellulare.
      Il problema è che tu arrivi a conclusioni per le quali non hai ancora alcun elemento probante.

    • il revenge porn necessita di una querela di parte che io sappia, ci sono dichiarazioni anche sue che sia un primavera che all’epoca era minorenne oggi no e comunque se denuncia può ottenere risarcimenti da tutti quelli che lo hanno inviato a loro volta. La Roma non ha licenziato per il video ma perché, sempre secondo la Roma, nel video ci sono evidenze che dimostrano che l’assunzione, all’epoca la dipendente era un interinale, è avvenuta grazie alla relazione tra i due e non per questioni lavorative. Ovviamente con notizie di parte e incomplete è difficile capire con precisione tutti i risvolti.

    • @Il Grillo, che ci sia stato un comportamento scorretto non è in dubbio, ma la sanzione e la rivalsa della società. Chi ha fatto uso del suo potere per ottenere favori sessuali è il capo, non l’interinale. Se il problema è il sesso sul luogo di lavoro, direi che non scandalizzo nessuno se dico che tutti abbiamo un collega ch’è stato beccato a guardare porno in orario di lavoro col portatile aziendale ed ha al più ricevuto una lettera di richiamo. Direi addirittura che questo caso è pure più grave visto che esistono seri rischi di sicurezza informatica su quelle pagine web. Infine, la società è venuta a sapere di questa cosa solo dopo che è stato (assumiamo) commesso un reato. Il revenge porn non dipende da come è stato ottenuto il video, ma se c’è il consenso alla diffusione o no. Non c’è denuncia, ma questo riguarda il tribunale, non il rapporto di lavoro.

    • @Rossa secondo me salti a conclusioni troppo affrettate. Dici che la ragazza lamenta il giusto licenziamento ma nell’intervista la ragazza parla di umiliazione nel raccontare la vicenda e non fa riferimento al licenziamento. Hai già stabilito che il comportamento corretto della società doveva essere solo un richiamo senza sapere come si sono effettivamente svolte le cose. Poi parli di guardare porno in orario aziendale ma qui si parla di atto sessuale vero e proprio. Hai già giustiziato la società e reintegrato la ragazza ma direi di aspettare perché le cose potrebbero anche essere l’opposto (società che ha agito correttamente e ragazza e capo scorretti).

    • @Rossa, perdonami, ma considero il chiarimento ancora più debole della premessa, come peraltro già ben esposto da MrLance.
      Guardare un video porno in orario lavorativo non è esattamente la stessa cosa di utilizzare gli spazi lavorativi per amplessi. E in genere non puoi farlo utilizzando la connessione aziendale perché il proxy (se ben configurato) ti impedisce l’accesso.
      Inoltre chi ti dice che sia stato l’uomo a richiedere i favori e non la ragazza ad offrirli? Ma questo è un particolare che cambia di poco la posizione della società.
      Sarebbe poi anche il caso di smetterla di utilizzare l’idioma “revenge porn” perché è tutt’altra cosa, anche dal punto di vista penale, poiché in quel caso parliamo di un (ex) partner che si vendica rendendo pubblico materiale hard relativo alla sua ex moglie o compagna (ma può anche essere nel senso inverso seppure più raro).
      Io invito tutti da giorni alla prudenza, in un senso e nell’altro.
      L’unica cosa di cui sono certo è che le cose non possono essere andate così semplicisticamente come illustrate nel pessimo pezzo del FQ.

    • No @IlGrillo, il revenge porn ha l’aggravante se si tratta di persona con legame o relazione, ma il reato esiste anche per rapporti occasionali, e quindi sconosciuti. Sui proxy, vabbè, lasciamo perdere lo stato che c’è in molte aziende in Italia. E comunque, mi rivolgo pure a MrLance, mi pare che siate voi a saltare a conclusioni perché si tratta della Roma. La ragazza dice ch’è stato umiliante raccontare ai procuratori federali quello ch’è successo, ma la causa riguarda il licenziamento. Non capisco poi perché io non posso farmi un’idea (mantenendo lo scetticismo per altro) verso un soggetto più debole rispetto la società, mentre voi si, visto che dubitate di quello che dice la ragazza senza elementi quanto me. Per finire, nei codici etici si parla di “atti sessualmente espliciti”, che quindi coinvolgono allo stesso modo tanto l’amplesso quanto la visione di materiali pornografico.

  7. Continuo a non comprendere il nesso tra questo caso e la procura federale, viste le competenze di quest’ultima.
    Leggo sul loro sito: “La Procura Federale ha il compito di svolgere tutte le indagini tendenti all’accertamento di irregolarità, di atti lesivi del principio della correttezza e lealtà sportiva, di violazione delle norme regolamentari, secondo quanto previsto dai Regolamenti federali, sempreché non abbiano formato oggetto di giudizio da parte di altri Organi di Giustizia federali o per i quali siano previsti e scaduti termini perentori di impugnativa.
    La Procura federale procede d’ufficio, a seguito di esposto da parte di Affiliate o di tesserati, su richiesta del Presidente federale o del Segretario Generale, su richiesta degli Organi giudicanti federali”.
    Trattandosi di impiegati amministrativi, i due non sono tesserati e la vicenda non riguarda la correttezza e lealtà sportiva. I temi sono di natura giuslavoristica, per il licenziamento, e penale, per la diffusione di immagini. Sul giovane, effettivamente, potrebbe intervenire ma cosa accadrebbe se poi la giustizia ordinaria lo ritenesse non colpevole? I

  8. scusami rileggi quello che hai scritto perchè c’è una contraddizione grossa come una casa, se non denuncia il ragazzo delle giovanili come potrebbe essere punito dalla roma?
    Senza denuncia, processo o condanna come può un tesserato essere essere allontanato dal club o dal mondo del calcio?
    L’esempio lampante è Portanova che pur essendo stato condannato in primo grado la figc non lo ha ragiato perchè aspetta l’appello.

    • Se ti riferisci a me, non ho scritto che la Roma potrebbe intervenire. Il soggetto sottinteso era procura federale, visto che stavo parlando di quella. Dicevo che la procura potrebbe intervenire sul giovane ma, rientrando la questione in ambito penale e non sportivo, cosa accadrebbe se poi la giustizia ordinaria ritenesse il ragazzo non colpevole?
      La Roma potrebbe essere addirittura parte lesa nella vicenda, per questo bisognerebbe aspettare i dettagli. Così come potrebbe rientrare in una generica responsabilità oggettiva, qualora si ravvisasse la colpa di qualche dirigente avessero. La responsabilità della società potrebbe rilevarsi solo se avesse adottato comportamenti dolosi finalizzati al licenziamento o fatto girare il video, ma non sembra proprio questo il caso.

    • Esistono codici etici e di condotta aziendali che possono indurre in sanzioni senza che una società debba aspettare un la denuncia. Ad esempio, se l’azienda scopre che discrimini lavorativamente un disabile, può sanzionati senza che questo debba sporgere denuncia.

    • davvero rossa esistono codici etici?
      come quelli che ti impediscono di fornicare in orario di lavoro e soprattutto se serve a farti assumere?
      La legge è uguale x tutti.

    • la sanzione senza denuncia nel caso di revenge porn dovrebbe valere se la vittima è un minore o è disabile o è una donna in stato di gravidanza

  9. prima cosa vorrei capire se e’ posdibilebsevsu un posto delavorose po’ fa sesso ?
    secondo gia’ che lo fai li cade la privacy o che ne so’
    3 te ce fa8 pure ol filmato se lo fai sul posto de lavoro?
    e voi pure tenere lavita privata ?
    apart che come te girotutyi sanno chi sei basta che aprono link o un hâter o glibhaker sanno cio’ chi sei e la tua vita privata e’ finita
    non dimentico che basta un Green sanno tutto di te ,patente ,codice fiscale dpin o spid e mi venite à parlare de vita privata ? ma de che non esiste oggi basta un clic
    mettono telecamere dapertutto o le famosa cimici e neanche te ne accordi oggi sanno pure quante volte vai al bagno
    sapendo ste cose te metti à farlo in un posto de lavoro ? e annamo su’

  10. Resta la domanda del perché Chine ‘ detto Speedy Gonzales sia così celere e veloce nell’aprire fascicoli contro la Roma, mentre con le altre si muove come un bradipo..
    Non sono complotti? E cosa sono???

  11. prima cosa vorrei capire se e’ possbile fare sesso sul posto de lavoro
    secondo gia’ che lo fai li cade la privacy o che ne so’
    te ce fai pure il filmato se lo fai sul posto de lavoro?
    e voi pure tenere la vita privata ?
    a parte che come te giri tutti possono sapere chi sei basta che aprono link o un hâcker o gli hacaker sanno cio’ chi sei e la tua vita privata e’ finita
    non dimentico che basta un Green pass e sanno tutto di te ,patente ,codice fiscale pin o spid e mi venite à parlare de vita privata ? ma de che
    non c’e vita privata non esiste oggi basta un clic
    mettono telecamere dapertutto o le famose cimici e neanche te ne accorgi oggi sanno pure quante volte vai al bagno
    sapendo ste cose te metti à farlo in un posto de lavoro ? e annamo su’

    • vuoi una risposta? Secondo te due insegnanti possono fare sesso nell’aula di fianco dove ci sono bambini a giocare? Quindi due dipendenti di una società sportiva è lecito che abbiano rapporti sessuali in ambienti frequentati anche da bambini/ragazzini che giocano a calcio? Qui non si tratta di codice etico, ma di responsabilità e i due si sono dimostrati degli irresponsabili.

  12. Per me la vicenda presenta alcuni lati oscuri ,che penso potranno essere chiariti più in sede di giustizia ordinaria che sportiva. Quello che mi lascia interdetto è il comportamento di questa signora o signorina. Pur sapendo che il suo cellulare contiene video strettamente personali ,se non intimi, lo cede a un giocatore per una telefonata. Ma a quel punto,lei che fa? Invece di presenziare alla telefonata ,se ne va da un’altra parte? E per quanto tempo? E’ ipotizzabile che la suddetta ha lasciato il cellulare al ragazzo della primavera, senza curarsi di quello che faceva,perchè questi si è messo a rovistare tra i vari files e ha pescato quelli incriminati ,per poi trasferirli sul suo smartphone?
    Chiedo,la condotta della signorina nella fattispecie è stata appropriata alla situazione oppure c’è stata negligenza o qualcos’altro che non è soltanto ingenuità ?

    • Perdonami ma non penso c’entri molto l’eventuale condotta “negligente” della signorina. Mancherebbe sempre il consenso.
      Poi pare che sia una cosa mai successa, purtroppo accade anche troppo spesso.

    • sembra probabile che il “ragazzo” sapesse già cosa cercare, a meno che il video non lo tenesse sulla schermata home.
      Secondo quel che si legge su tutti i giornali il video è stato girato NON sul posto di lavoro e molto prima che fosse divulgato.
      PS Anche i numeri sulla rubrica telefonica sono dati sensibili e soggetti alla legge sulla privacy, non si dovrebbe mai prestare il telefono.

    • sembra che lo abbia detto il giocatore. dico sembra perchè ormai le chiacchiere stanno a zero.

    • Il giocatore lo deve confermare davanti alle autorità competenti.
      Che lo abbia detto a Pinto o a Vito Scala conta zero in sede di giudizio se non lo conferma.
      La discriminante sta tutta in dove è atterrato quel video la prima volta quando ha lasciato il cellulare della ragazza.
      Se il giovane primavera era tra i contatti della ragazza e gli è arrivato su WhatsApp, la situazione per lei è molto critica.
      Diverso se è andato a finire su un cloud privato del giovanotto. In quel caso può essere stato solo lui a compiere l’azione. Ma è difficile che sia andata così, perché se accedi a un tuo cloud, e.g. Google Drive, da un device non autenticato sul sistema parte la procedura MFA (Multi Factor Auth) e il proprietario deve confermare l’accesso dal suo telefono (che non aveva con sé) o tramite mail o per SMS.

  13. vedrai come scatta la responsabilità oggettiva nn aspettavano altro, certo dentro trigoria i geni, caccia il marmocchio subito.no??! Invece siamo arrivati a sta robba, a prescindere da che abbiano fatto sti due..meglio il silenzio, e appena cacciato qlk dirigente rancoroso e uscita fuori chissà perché.

    • Prima avete detto che la Roma ha adottato un comportamento vergognoso e discriminatorio, senza conoscere alcun dettaglio e il motivo del licenziamento. Poi abbiamo capito che non c’è nessuna vergogna e, tantomeno, discriminazione.
      Ora date per scontata la colpevolezza assoluta del ragazzo (ricordo minorenne all’epoca dei fatti) senza conoscere minimamente le modalità con cui è entrato in possesso del video. Su questa base inconsistente, criticate l’AS Roma per non averlo allontanato, senza considerare che la società ha un’ufficio legale e professionisti che, oltre ad essere competenti, conoscono i fatti. Consiglierei di aspettare…

    • il marmocchio è dipendente a sua volta e quindi anche lui gode di certi diritti oltre ad essere minorenne con tutte le prerogative del caso ed è anche un valore economico della società che ha il diritto/dovere di tutelare i propri interessi considerando anche la peculiarità dei contratti dei calciatori. Anche per lui come per tutti gli altri la giusta causa va poi provata nelle sedi opportune per non incorrere in sanzioni. Che questa storia rientri nei recenti tagli del personale è una sensazione comune a molti, ma sempre di sensazione si tratta.

  14. A leggere certi commenti si comprende il perché, codesto paese è alla frutta…..

    Patriarcato ne abbiamo?????
    L’uomo che si permette di valutare, disagi, umiliazioni emozioni, di una donna, come se egli sapesse cosa sia essere donna…..
    Ma si sa che in questo paese, gran parte della gente italica é tuttologa…. …

    La colpa ora è diventato il video…..
    E non la sottrazione, la divulgazione…..

    Roba per psichiatri Seri e pure di quelli bravi

    • invece facciamo la caccia alle streghe senza avere le idee e i comportamenti chiari..esiste davvero sto ragazzo primavera?..o forse era un agente provocatore nemico infiltrato..ha davvero diffuso lui sta roba?..e nn se ne sta montando in polverone mediatico esagerato?..piedi di piombo..

    • Sto Paese è alla frutta perché l’incompetenza e la dabbenaggine regnano sovrane. Perché la gente sputa sentenze senza conoscere una ceppa e nemmeno si preoccupa di informarsi. Perché la gente ingurgita le minchiate che sente senza porsi domande e senza valutare se i racconti abbiano una benché minima logica.
      Poi leggi amenità varie che escono fuori come le scu….ge. Ci mancava il patriarcato ora, perché non la guerra, il clima e il genderismo? Le cose che vi ficcano a forza nella testa prima o poi da qualche orifizio devono uscire…

    • sono perfettamente d’accordo con te. da quello che si legge sul blog la maggior parte dei commentatori è d’accordo sul fatto che un giocatore della roma puo’ fare cio’ che vuole

  15. mandare fuori squadra il ragazzino impiccione no vero teniamocelo stretto questo ficcanaso vedi se lo mandi fuori squadra come capisce l 11 comandamento

    • il ragazzino ficcanaso, se esistesse, avrebbe permesso di far venire a galla un reato ancor più grave della violazione della privacy.

  16. Inviterei molti utenti ad evitare di scrivere “eh ma lei”, “eh ma allora”….
    Secondo me, trovandosi in un forum di calcio, non ci si rende conto della gravità del fatto, se veritiero.
    Ora, non sarà consono avere rapporti a lavoro, ma sant’iddio è un reato divulgare foto, video ed altri contenuti privati “senza il consenso” di chi ne è proprietario.
    Con la nostra (maggioritaria qui dentro ovviamente) mentalità maschile (non dico maschilista con cognizione di causa) ce ne freghiamo del fatto. Infatti nessuno parla del partner della ragazza. Ricordiamoci però che gesti del genere, quale la diffusione di materiale privato, ha portato più volte (troppe) a soluzioni estreme da parte di chi subisce il torto. Sarà questo il caso? Non lo so, ma starei attento a trattare la cosa con tanta leggerezza.

    Se, ripeto se, la Roma era a conoscenza del fatto avrebbe dovuto punire il ragazzo. La denuncia penale peraltro, essendo ormai manifesta la notizia di reato, non è necessaria visto che l’azione penale, in Italia, è obbligatoria.
    La Roma può essere imputata per responsabilità oggettiva perchè purtroppo ha sbagliato a non allontanare, non denunciare, non prendere provvedimenti nei confronti del ragazzo.

    Tutto questo, ribadisco, se e solo se venga accertato il tutto.
    Spiace, ma ci sono cose più importanti nella vita che il solo calcio.

    • Fai il garante della ragazza, condanni senza appello il ragazzo, ritieni la Roma responsabile per non averlo condannato e poi scrivi “se e solo se venga accertato il tutto”.
      Appunto, il tutto non è stato accertato, anzi la vicenda è molto confusa e piena di incongruenze. Pertanto, anche se condivido la tua parte iniziale, i tuoi successivi commenti sono pericolosi e fuorvianti tanto quanto quelli che critichi.

    • hai scritto bene è reato divulgare quindi insieme al primavera devi cacciare tutti quelli che lo hanno inoltrato giocatori dirigenti o magazzinieri che siano, visto che siamo nel campo delle ipotesi e quel video pare sia circolato nelle chat di primavera e prima squadra di quanti giocatori stiamo parlando (a noi diciamolo questo interessa)? E che danno economico comporterebbe di quante decine di milioni parliamo? Poi in estate ci ritroviamo con la punta del FC Garbatella e tutti a strilla Friedkin caccia li soldi?

    • aggiungo il tutto senza una sentenza che certifichi i fatti ma basandoti sui ‘dicheno’ che non hanno molto valore legale

    • @ Andy67
      Penso l’italiano sia un codice semplice e chiaro. Con tutti i “se” che ho messo, subordinati alla verifica che il fatto sia accaduto, il tuo commento non ha senso. Se ha commesso il fatto va punito. Devo scrivere che se non l’ha commesso non va punito? Mi pare ridondante, scontato, sottinteso…Non ho fatto il processo a nessuno, ho descritto una fattispecie.

      @Caciara: dove avresti letto il contrario? Chi ha trasgredito la legge, se lo ha fatto, deve pagare. Viviamo già in una società classista in cui se sei un colletto bianco puoi delinquere, a differenza dei disgraziati come me, vogliamo dare l’immunità pure ai calciatori, agli staff ecc ecc?

    • Perdonami h.p.l ma è il tuo commento a non avere senso perché è totalmente incoerente premettere una miriade di “se” e poi concludere con una sentenza. Quando un periodo ammette troppi condizionali e ipotesi diviene buona norma astenersi dal giudicare e condannare. Questa logica dovrebbe valere per tutti, per la ragazza e per gli altri soggetti coinvolti.
      L’italiano non è affatto semplice, poi sicuramente diviene poco chiaro se utilizzato per esprimere concetti privi di logica.

    • Andy67, non hai mica niente da farti perdonare, semplicemente non ci stiamo capendo.

      Ovvio che metta dei se, perchè non conosco i dettagli della vicenda. Quindi le possibilità sono due: o c’è un ragazzo che ha commesso il fatto o no.
      Nel caso 1 il ragazzotto commette reato. Nel caso 2 ovviamente no. Tutti questi “se” li pone il diritto penale perchè una persona è imputabile “se” ha commesso un fatto”. Siccome siamo in uno stato di diritto garantista, fino a sentenza passata in giudicato rimane il “se”.
      Infatti nel mio post io non sto giudicando nessuno, sto dicendo che se qualcuno ha commesso il fatto in oggetto va punito, punto. Lo giudicheranno altri. Sto chiedendo di non giudicare la ragazza.

      Il post era incentrato sul fatto , invece, che non stiamo parlando di calcio. E’ un vizio comune ,direi vecchio, addossare responsabilità alle ragazze nel caso succedano queste cose. Negli anni novanta molti dicevano che se te mettevi la gonna ti stava bene essere aggredita…. roba così. Leggere “eh ma il cellulare incustodito” …. non vuol dire nulla, se io non chiudo a chiave casa non è che sei legittimato a rubare, no?
      Ripeto , i “se” sono legati ad un fattore garantista (se non si accerta la commissione del fatto questo non sussiste).
      Tutto qui.

    • non ho detto che devono farla franca ma che oltre a lui devi cacciare anche altri con un potenziale danno non sopportabile dalle magre finanze e senza che ci sia una sentenza a certificare il reato per tutti ma solo le dichiarazioni di uno, inoltre io continuo a leggere che ” il reato è punibile a querela della persona offesa, pertanto dipende dalla volontà della vittima mettere in azione la macchina della giustizia, e può farlo entro sei mesi (così come previsto per gli altri reati di natura sessuale). Diversamente, si procederà d’ufficio nel caso in cui il delitto sia connesso ad un altro per cui già si procede d’ufficio o nel caso in cui la persona offesa sia affetta da inferiorità psichica o fisica o sia in stato di gravidanza.” Quindi mi chiedo se c’è veramente l’obbligo del licenziamento di tutti i giocatori (che si riciclano facilmente altrove mentre la Roma fa il botto). Inoltre ho anche trovato che il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 9992/2019 del 14/11/2019 e quindi successiva alla legge in materia detta codice rosso del 9.08.19, che essere vittima di un video di revenge porn può comportare il licenziamento dal luogo di lavoro. Tra l’altro secondo la Roma nel video ci sarebbero le prove che la relazione tra i due ha comportato dei vantaggi lavorativi. il tutto da ignorante di legge mi sembra che spieghi il comportamento della società, e sottolineo da ignorante di legge basandomi sulle mezze verità.

  17. da quando in qua una persona non puo’ chiedere di essere assunta? anche se questo è registrato in un video e durante un amplesso nell’ambito delle societa’ private non costituisce reato.

  18. da quello che e’ riportato dalla ragazza e’ successo à trigoria non in un altro luogo
    quindi sul posto de lavorose po fa’
    insommae’ giusto pure fasse il film poi dire che e’ stato sottratto da un losco individuo

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