Voeller dg, Rangnick o Boldt ds. Sta nascendo in Germania la nuova Roma di Friedkin

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ROME, ITALY - AUGUST 18: Bayer Leverkusen team manager Rudi Voeller looks on before the UEFA Champions League qualifying round play off first leg match between SS Lazio and Bayer Leverkusen at Olimpico Stadium on August 18, 2015 in Rome, Italy. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

AS ROMA NEWS – Una “pazza idea” quella che ha in testa Friedkin. La definisce così l’edizione odierna di Leggo (F. Balzani), che rivela come nelle intenzioni del nuovo proprietario ci sia l’intenzione di riportare a Trigoria Rudi Voeller, il tedesco volante che con i suoi gol aveva fatto sognare la Sud.

L’idea di sondare Jonas Boldt non sarebbe infatti casuale, ma frutto di un suggerimento che l’ex attaccante della Roma, ora dg del Bayer Leverkusen, avrebbe dato a Friedkin. Boldt infatti è stato per anni un pupillo di Voeller al club tedesco ricoprendo prima il ruolo di osservatore poi quello di ds prima di passare all’Amburgo. E anche l’affare Schick, finito proprio al Leverkusen, non sarebbe una semplice coincidenza.

Ma Boldt non è l’unico candidato al ruolo di direttore sportivo: c’è infatti un altro tedesco che resta fortemente in corsa, e cioè Ralf Rangnick. I contatti avuti con i Friedkin nei giorni scorsi sono stati più che positivi. La nuova Roma targata Friedkin sembra dunque nascere in Germania.

Fonte: Leggo

54 Commenti

    • Rudi e’ stato il mio primo idolo giallorosso. Grandissimo attaccante. Davvero. Un fenomeno.
      Poi, però, mi ricordo la sua esperienza da allenatore a Roma.

      Non mi è sembrato allenatore di gran polso. E qui, ci vuole una persona che abbia polso. Carattere.

  1. Balzani scopiazzatore. Dopo 2 giorni che se ne parla a trs (Ferretti e Torri), se ne esce lui come se fosse uno scoop.
    spero che finisca quest’altra soop opera, non se ne può più.

  2. Ammetto che intriga.
    Su Boldt avrei qualche riserva perché viene dalla B tedesca, ma è giovanissimo e da qualche parte dovranno pur fare gavetta.
    Per ora rimangono comunque supposizioni di giornali, anche se la questione è da chiudere il prima possibile.

  3. Ma il titolo dice di Voeller DG, poi leggi sotto e c’è scritto che attualente sta al Leverkusen e che ha consigliato Bolt a Friedkin…Alla fine quale sarebbe sta notiziona?
    Non vedo nessun comunicato da parte del B Leverkusen di rescindere Voeller…quindi amici come prima, bah

  4. Forse, e non a caso, non tutti sanno che il cognome Friedkin(d) é di origine ebrea-tedesca e significa “bambino in pace”.Questa scelta diretta verso la Germania, potrebbe essere un ritorno agli ancestri e un dirigersi verso l’efficenza tedesca da parte dei Friedkin!

    • il motivo potrebbe essere più prosaico, i Friedkin potrebbero aver scelto questa strada perchè solo i club tedeschi riescono a restare nei parametri gestendo con abilità e serietà le società.

    • Pensavo che erano russi-ebrei, dato che je l’ammollano ner settore business…. l’inghevrimmi che vengono dalla russia so fenomeni a fa i sòrdi

  5. Sarei molto stupito se Voller venisse a Roma, la sua situazione è simile a quella di Paratici alla Juve (sotto contratto e ben radicato nel BL). F. R.!

  6. Rudy ha svolto un ottimo lavoro a Leverkusen.
    Da tanti anni è in n. 1 di quella società che spesso naviga in zona Champions, nonostante una politica di bilancio sempre molto oculata.
    È un dirigente serio e preparato che ha dimostrato di saperci fare con i giovani. La sua conoscenza dell’ambiente romano e romanista potrebbe aiutarlo, mentre i suoi poco edificanti trascorsi da allenatore in giallorosso non mi sembrano rilevanti, stante la diversità del ruolo che verrebbe a ricoprire ed il fatto che, quella allenata all’epoca, era una delle peggiori versioni mai viste della nostra squadra.
    Tra l’altro come mentalità e modi è un tedesco atipico con connotati mediterranei.
    Gli altri due li conosco poco e solo per i risultati delle squadre nelle quali hanno operato, ma l’impressione è che trattasi di soggetti con mentalità troppo “teutonica” per poter essere utilmente trasportata a Roma.
    Comunque, al di là delle qualità del papabili ds e dt, molto dipenderà dalle scelte della proprietà.
    Quest’anno il Leverkusen ha venduto Havertz ed Holland, gran parte del suo pregiatissimo attacco, per oltre 100 mln di euro, spendendone poi circa 26 per Schick.
    Il nostro ex aveva fatto bene l’anno scorso a Lipsia ed è partito bene anche quest’anno a Leverkusen, ma ora è già ai box per i consueti guai muscolari.
    È presto per dire se il rimpiazzo si rivelerà all’altezza, ma è certo che se il diktat della proprietà sarà sempre quello di monetizzare con i migliori per ripartire da nuovi giovani di talento, prima o poi il giocattolo è destinato ad incepparsi.
    Una squadra che vuole ambire a competere per la vetta un giocatore come Havertz, a 20 anni già uno dei migliori al mondo nel suo ruolo, deve aver pe la forza di trattenerlo almeno x qualche anno in più.

  7. Il calcio italiano non ha nulla da apprendere da dirigenti stranieri

    Ritengo che i dirigenti italiani siano migliori , anche di quelli tedeschi .

    Fino a prova contraria :

    Squadre di club italiane 12 champions e 9 Europa League vinte

    Squadre di club tedesche 8 champions e 6 Europa League vinte

    ….Adesso arriverà qualche utente che furbescamente mi dice cosa c’entra

    • Infatti cosa centra, Rudy è una persona seria e preparata, il fatto che in Italia complessivamente si sia vinto più che in Germania non mi pare rilevante per scegliere un dirigente

    • Cosa c’entra? Le squadre tedesche non spendono il botto di soldi che viene impiegato dalle nostre, a parte il Bayern, che infatti vince a rotta di collo. Sei contento ora?

    • veramente il calcio tedesco ha saputo ricostruire una base importante lavorando molto sui giovani, così come si parlava di possibile azionariato popolare per prima e seconda divisione, lasciando il 50+1 ai soci (tifosi) per farli sentire più importanti, e i loro stadi sono sempre gremiti, nonostante non sia il campionato migliore d’Europa. Penso che da inglesi e tedeschi avremmo molto da imparare quanto a gestione del mondo calcio, e non solo a Roma. Questo sputare sempre addosso a chi viene da fuori, questo sentirsi tutto stoca anche quando i risultati deprimenti sono sotto gli occhi di tutti, direi che è un vizio che faremmo meglio a toglierci, imparando a prendere il meglio da chi prima di noi ha intrapreso percorsi virtuosi

    • @Andrea , non ho capito , quindi per vincere basta essere una persona seria? Non sapevo bastasse così poco

      @Dario, perché in serie A si spendono un botto di soldi rispetto ad altri campionati ? Guarda che il Bayern magari non fa acquisti da 70 milioni , però gli ingaggi che eroga ai suoi tesserati sono parecchio alti . Ma poi il Bayern vince a rotta di collo ???
      Caspita ha vinto una champions dopo 7 anni e per 3 anni sai quanto dava a Guardiola (per fare fiasco) di stipendio ?
      Vai a fare una bella ricerca su Google !

    • @criptico ma tu credi alle favole come l azionariato popolare ?

      Guarda che il Bayern è di proprietà di Adidas e Audi,
      l’azionariato popolare è tutta una sceneggiata montata ad arte per far sentire i tifosi più partecipi

      Come mai squadre che adottano l azionariato popolare senza avere “alle spalle” colossi top non hanno tutta questa forza economica ?

    • Poraccio il Bayern, ha vinto solo la CL, la sesta della serie, a sette anni di distanza dalla precedente, uno schifo proprio. A Carew, guarda che mica semo ar Bagaglino Online…

    • @Carew, sempre meglio che far sentire i tifosi solo polli da spennare…già il fatto che se ne parli, è importante. E comunque ti sei fermato solo su un aspetto della questione. Dei settori giovanili e stadi sempre pieni che hai da dire? e ti ricordo anche che in Italia sono 10 anni che non si vince una coppa europea, anche a fronte di investimenti importanti sia su allenatori che giocatori (juve docet). Comunque sia il calcio italiano dall’estero può solo imparare, comunque la metti la metti

    • @cripitico , anche con l azionariato popolare i tifosi sono polli da spennare

      Riguardo i settori giovanili , in Italia il problema principale è che la tecnica dei giovani in Italia è stata storicamente subalterna alla tattica dominate sin dai settori giovani , rispetto ad altri paesi come Spagna e Germania dove neanche sanno cosa sia la tattica e si vede quando giocano .

      Riguardo gli stadi : è noto che in Italia le TV hanno un potere più elevato rispetto ad altri paesi europei , e questo è uno dei motivi oltre a quello delle strutture vecchie che ha allontano la gente dagli stadi

      @Dario, il Bagaglino lo stai facendo tu che non sai neanche che i proprietari del Bayern sono colossi che si chiamano Adidas e Audi .

    • il calcio italiano per anni ha avuto a disposizione soldi che i tedeschi non avevano. Infatti i grandi dirigenti, che dici tu, ci hanno portato poi a 15 anni di buio in europa.

    • Carew, ma la domanda non è tanto “cosa c’entra”, quanto se si tratti veramente di un criterio discriminante. Mi spiego: il mercato e il vivaio delle squadre cadette è molto radicato sul, e limitato al territorio; ed è quindi ovvio che ci sia un divario sulla preparazione di un dirigente di quel territorio ed un dirigente straniero. Il calcio di prima categoria, però, è estremamente internazionale sia nella rete di contatti con i procuratori, sia nello scouting; ed allora non fa la benché minima differenza la provenienza del dirigente, quanto piuttosto le capacità individuali. Devi anche considerare che si parla di un DS e non dell’allenatore. In Italia, tempo fa, erano i primi a costruire le squadre ed aveva senso che conoscessero bene lo stile di gioco italiano, mentre adesso si limitano ad accontentare le richieste dell’allenatore.

  8. Io pe Rudy c’ho n’adorazione che nun finisce mai…magari fosse…mo se spiega pure er regalino che c’ha fatto co Shick

  9. A sentire tutti gli allenatori che hanno allenato là Roma, qui è mancata sempre la cultura del lavoro e della disciplina, probabilmente ai Friedkin glielo hanno detto, per cui una Roma made in Germany, non sarebbe male come idea

    • Eh, ma la cultura del lavoro devono avercela i giocatori e lo staff, prima che il capoccione che ci metti a controllarli, perchè sennò quelli continuano a sbattersene e il capoccione salta (come già visto in tante occasioni). Sarebbe meglio avere una squadra con 25 giocatori tedeschi e tutto lo staff di Trigoria teutonico, e poi mettere un DS romano o napoletano…sarebbe più efficace se lo scopo è quello che dici tu 😉

    • Ranieri è andato via ha detto ci vorrebbe la frusta, Capello sappiamo bene come la pensa, Zeman diceva che non si allenavano come voleva lui, Garcia quando ha provato a fare le doppie sedute è stato boicottato, Spalletti è uno dei pochi che è riuscito a fare qualcosa, pero poi l’ha pagata a caro prezzo si è dovuto scontrare con tutto l’ambiente, visto che è impossibile fare una squadra con 25 tedeschi, se ne metti due che li fanno filare, forse le cose almeno un po’ migliorerebbero

  10. Balzani legge nel caso del capo…
    Cmq Rudy è amato e rispettato e soprattutto uomo di calcio e fuori dall’ambiente.
    Guardiamo con stima e simpatia.

  11. Sono solamente deduzioni, per quanto logiche, dell’estensore dell’articolo, ma non notizie. Qualcuno deve aver segnalato Boldt ai Friedkin e potrebbe essere stato un Tedesco,Voeller o Rangnick stesso .Nell’articolo si fanno più nomi,compreso Gandini,che è un profilo completamente diverso più adatto ad occupare il ruolo che adesso è occupato da Fienga che non quello di DG. Dai,dai,Friedkin,dai retta a me,che piano piano ti avvicini,Gandini AD,VoellerDG e,come DS io preferirei un Italiano (Sartori),Boldt puoi metterlo a capo dell’area scouting! D’accordo? 🙂

    • Magari fossero deduzioni… le ha copiate da chi le ha scritte nei giorni scorsi, e le ha riportate nell’articolo di oggi.

  12. Scusate ma la cultura del lavoro da chi dipende? L’allenatore arriva con uno staff di persone corposo e ben pagato, poi ci sono i preparatori che spesso dipendono dall’allenatore stesso. Non è che la cultura del lavoro dipende dal magazziniere o dal custode o dai tifosi….

    • Eh caro TT, una bella domanda…se i lavoratori so’ lavativi, dipende da loro o dal loro capo? se un ragazzino è ignorante, dipende da lui o dalla famiglia? è sempre un discorso di manico e di leve…se un lavoratore è strapagato e non rischia il posto manco se piscia nel caffè del direttore, come lo convinci a lavorare? sti ragazzotti milionari che a Roma fanno la bella vita, chi li deve convincere che se non corri le partite le perdi? e che se non corri è perchè non ti alleni bene? del resto pare che la gente quando va in Svizzera la carta per terra non la butta, mentre lo svizzero che viene in Italia la carta per terra ce la butta e magari scrive pure su un monumento…sono quelle questioni molto difficili da chiarire e ancor di più da risolvere…

  13. Mi piacerebbe un modello tedesco, improntato sullo stile Dortmund con un allenatore capace di esaltare il gruppo come fu Klopp all’epoca e potrebbe essere Sarri il mentore.
    Gente giovane fortissima presa a prezzi non esorbitanti (vedi Haaland, Sancho, il primo Levandowski, Hummels) giovani fatti esordire da florido vivaio (Gotze, Pulisic) abbinata con giocatori di esperienza internazionale.
    Poi mi piacerebbe si creasse una buona base italiana per il futuro (Mancini, Pellegrini, Zaniolo) con degli innesti stranieri da nord europa dove c’è un calcio emergente e pieno di talento (Norvegia, Danimarca, Svezia. Olanda, Belgio e Germania) al posto di colonie spagnole. Mi sarebbe piaciuto che gente come Lammers e Hauge li avesse presi la Roma quest’anno, sono stati pagati 4 soldi e sono potenziali fenomeni.
    Magari Voeller, magari un’impronta tedesca, marchio di garanzia.

  14. Rudy sarebbe un lieto ritorno! Uomo che a quelli della mia generazione ha fatto venire la pelle d’oca! Venisse lui sarei contento anche perché lo reputo un ottimo dirigente!

  15. Premesso che discutiamo di pensieri partoriti dalla mente dello scrivente, per nulla suffragati dai fatti, io vado controcorrente: amo Rudy Voeller, come tutti noi, ma vorrei gente, almeno nei posti apicali, che non nutrisse teneri sentimenti nei confronti della città e del club. Fattori che potrebbero interferire con la necessaria lucidità e freddezza per portare avanti quei compiti.
    Comunque Rudy è lì da una vita e tendo a credere che ci resterà. Per poter continuare a godersi Roma senza pensieri, da turista e amico. Fermo restando che qualche consiglio a chi di dovere può anche darlo.

    • condivido, a me comunque come personaggio piace e credo non sarebbe neanche tanto “influenzabile”. Più che altro non seguo molto il leverkusen e non so quanto sia incisivo il suo lavoro li, a parte il fatto che se occupa quella poltrona da così tanto tempo troppo male non deve essere.

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