ZALEWSKI: “Devo ancora dimostrare molto. Non mi aspettavo di fare così bene da terzino”

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ULTIME NOTIZIE AS ROMA – Inizia con il racconto di quel gol con il Manchester United ma non assegnato a lui in Europa League il percorso in prima squadra di Nicola Zalewski. Il giovane talento della Roma, si è raccontato durante una puntata del podcast ufficiale della società giallorossa.

Questo è il tuo primo ritiro da giocatore da Prima Squadra. Cambia qualcosa?
Sicuramente cambia qualcosa. Devo dimostrare molto per rimanere qui ma non mi sento un giocatore aggregato”.

Che posto è Poli, il tuo luogo d’infanzia.
“Poli è un paese piccolissimo di 3 mila abitanti. I miei genitori mi hanno raccontato che sono stati accolti fin dall’inizio alla grande, lo stesso vale per me e mia sorella. Non parlo di ricordi perché vivo tuttora lì, non posso definirli come tali, sono contento di essere cresciuto lì, mi ha aiutato a crescere. Il fatto che sono qui adesso lo devo anche ai miei amici e alle persone che mi sono stato vicino”.

Il tuo primo giorno a Trigoria?
“Non mi ricordo molto bene, ricordo che feci il provino assieme a Calafiori. Abbiamo semplicemente fatto degli allenamenti normali e partitelle, con ragazzi più grandi del 2001, poi ci hanno preso tutti e due”.

Ci sono stati dei momenti in cui ti sentivi più piccolo rispetto agli altri?
“Ci sono stati periodi in cui pensavo di essere fisicamente troppo piccolo per giocare a grandi livelli, poi ho avuto la fortuna di avere accanto persone che mi hanno sempre sostenuto e mi hanno aiutato a non mollare mai. L’importante è circondarsi di persone giuste”.

Oltre a Calafiori, con quale altro giocatore hai condiviso questa tua crescita?
“Edoardo Bove. È venuto più tardi di noi, è qui da 10 anni. Abbiamo fatto tutte le giovanili insieme”.

Cosa cambia tra allenarsi con le giovanili e con la Prima Squadra?
“Ho sempre cercato di giocare come ho fatto sempre, dall’Under 15 fino alla Primavera, di mettere da parte l’emozione cercando di dare il meglio di me, anche se a volte non ci sono riuscito”.

Il tuo primo gol contro il Manchester United è stato assegnato dalla UEFA come autogol?
“Secondo me quel pallone andava in Tevere (ride, ndr)”.

Ti aspettavi di giocare quella sera?
“Ho sempre cercato di farmi trovare pronto, sapevo che sarebbe arrivato il mio momento prima o poi”.

Che hai pensato quando Mourinho è stato eletto nuovo tecnico della Roma?
“Ho pensato che se mi avesse portato in ritiro, di dare il meglio di me per giocarmi le mie carte. A noi giovani il mister ci ha sempre dato e dimostrato molta fiducia”.

L’esordio con la Nazionale Polacca?
“Mi aspettavo di fare quell’esordio, il mister me lo aveva già accennato. Ho cercato di farmi trovare pronto, dovevo dimostrare qualcosa sicuramente”.

Sapevi fin da subito della tua duttilità da esterno sinistro?
“Si e no. Il mister mi aveva detto di tenermi pronto, ma non mi sarei aspettato di fare cosi bene”.

Dalla sfida contro l’Atalanta Mourinho non ti ha mai praticamente tolto dal campo. Te lo aspettavi?
“No, non me lo aspettavo. Nel corso degli anni ho fatto più ruoli, ma terzino sinistro non mi ci ero mai provato.

Hai avuto la fortuna anche di riabbracciare i tifosi. 
“Il pubblico è stato incredibile. Ogni partita lo stadio era pieno. Contro la Salernitana ne è un esempio, contro una squadra che già era retrocessa”.

Il momento più bello della Conference?
“Personalmente i due assist contro il Bodo e con il Leicester. Il più bello? Quello a Pellegrini. La notte prima di Tirana ho dormito, ero tranquillo”.

Il tuo rapporto con Lorenzo Pellegrini?
“Ci è sempre stato un buon rapporto con Lorenzo, come un fratello maggiore”.

Concludiamo con l’incognita ruolo. Hai mai avuto l’idea di giocare più avanti?
“Posso sicuramente giocare più avanti. Se mi dovesse mettere avanti cercherò sempre di giocare avanti”.

Fonte: AS ROMA PODCAST

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14 Commenti

    • È così, la crescita esponenziale di Nicola è sotto gli occhi di tutti, io penso che ancora, che il bello deve ancora venire…. Credo che, rimarrà per sempre alla ROMA… 💛🧡❤️🐺🐺🐺🏆

  1. Daje nicola sei un grande.
    Hai fatto bene a giocare con la Polonia perché con la mafia che c’è nella nazionale italiana non ti avrebbero fatto giocare a discapito di tante pippe raccomandate.

  2. Da sottolineare anche come chi gli sta intorno (società compresa) sia stato in grado di tirarlo fuori dalla brutta situazione in cui si era cacciato e la maturità dimostrata dal ragazzo nel comprendere subito, al primo sbaglio, che ha delle responsabilità e che deve rigare dritto

  3. Puo’ fare tutti i ruoli di fascia sia a sinistra che a destra perché e’ uno dei pochi calciatori che hai tutte le qualità tecniche e fisiche e un carattere forte ed equilibrato

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