Champions League, il PSG di Luis Enrique centra il bis: Arsenal battuto ai rigori

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Il Paris Saint-Germain si conferma sul tetto d’Europa. La squadra di Luis Enrique conquista la Champions League per il secondo anno consecutivo al termine di una finale poco spettacolare ma combattutissima contro l’Arsenal, decisa soltanto ai calci di rigore dopo l’1-1 maturato tra tempi regolamentari e supplementari.

La partita si era messa subito in salita per i campioni di Francia. Dopo appena pochi minuti, infatti, erano stati gli inglesi a sbloccare il risultato grazie alla rete firmata da Havertz, che aveva indirizzato la sfida dalla parte dei Gunners.

Il PSG, però, non ha perso lucidità e nella ripresa è riuscito a ristabilire l’equilibrio. A firmare il pareggio è stato Dembélé, freddo dal dischetto nel trasformare il calcio di rigore che ha riportato la finale in perfetta parità.

Nei tempi supplementari le due squadre hanno preferito non scoprirsi eccessivamente, consapevoli che un episodio avrebbe potuto risultare decisivo e il verdetto è stato rinviato alla lotteria dei rigori. Dal dischetto è stato il Paris Saint-Germain a dimostrarsi più preciso e lucido: decisivo l’errore di Gabriel all’ultimo penalty.

Per Luis Enrique arriva un altro trionfo continentale che conferma il PSG ai vertici del calcio europeo. Una vittoria sofferta, costruita tra carattere, pazienza e freddezza nei momenti decisivi della finale.

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Giallorossi.net – G. Pinoli

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80 Commenti

    • Curiosità: nelle interviste post partita Luis Enrique ha salutato e ringraziato il suo “professore romanista” Claudio Bisceglia, attuale interprete della Roma che lo aveva aiutato nell’apprendimento dell’italiano nel 2012 (che per chi si ricorda fu rapido ed eccellente). Lo aveva già fatto dopo la conquista del primo titolo col Barcellona, nel 2015.

    • Si Giorgio budget illimitato

      ma stranamente vince da due anni
      Cioè da quando hanno lavorato per scelta di L.E con budget limitatissimo eliminando giocatori costosissimo compreso donnarumma

    • Si Giorgio, budget illimitato come il City o come il Real Madrid o come il Bayern di Monaco, ma Luis Enrique vince anche perchè ha una mente innovativa forgiata nel sacrificio sportivo e nella ricerca ossessiva del risultato attraverso il gioco, oltrechè, purtroppo, forgiata anche attraverso il dolore, il tradimento e la rinascita. Uomo verticale. Ricordo un Bologna Roma, dove il bologna letteralmente non toccò mai la palla, una partita assurda e perfetta.

    • @Giorgio
      chi l’ha preceduto al PSG ha avuto un mercato perfino più illimitato, ma ha disperso rosorse e raccolto meno.

  1. Pensa te questi…da contar meno dell’Udinese,in 11 anni si sono vinti millemila campionati e 2 champions…Potenza degli arabi

    • Tutti continuano a parlare solo di quando Pallotta vendeva facendo enormi plusvalenze, nessuno però dice che Pallotta aveva Dirigenti che 14 anni fa avevano già capito chi era Marquinhos e chi era Luis Enrique.

    • Pallotta non sapeva nemmeno se un pallone era rotondo o quadrato…..
      A Luis Enrique volevo, voglio e vorrò sempre bene….aggiungo ce da noi alla Roma fu trattato da quasi tutti in maniera ignominosa.

    • Caro MS44, i romanisti, o parte di essi, criticarono e addirittura condannarono un certo Franco Baldini, che oltre a uno scudetto, poi aveva portato sia Marquinos che Luis Enrique…ma vabbé

    • Ammazza che veleno

      andateve a informa su Calafiori
      ieri arteta ha fatto una scelta conservativa preferendogli Hincapié…(più difensore ) e i risultati si sono visti

      e se posso dire la.mia ieri la finale la
      ‘ha persa Arteta e.lamloro rovina é stato quel gol nei primi 5 minuti

    • Caro Paolo, il forum è frequentato da aquilotti, ma vanno capiti, non hanno più una squadra.

  2. Luis Enrique ha vinto ovunque meno… indovinate un po’?
    C’era un radiolaro tuttora in sella, che lo chiamava Il Nullo.

    • si ma da noi che squadra aveva, onore a lui per quello che ha vinto dopo ma con che squadre lo ha fatto.

    • a Roma non gli fu dato il tempo di lavorare ricordiamoci la valanga di ceitiche…avrebbe vinto anche qui..lo pensavo all’epoca e lo penso.a maggior ragione oggi

    • Tanti pseudo tifosi stupidi , lo chiamavano con disprezzo Richetto , come per il mister attuale, Gasperino er carbonaro , ricordate? Ma guardiamo avanti…

    • Semplicemente falso.
      Casomai chi l’ha svenduto alla prima occasione buona è stato (giustamente) criticato.
      I tifosi della Roma lo adoravano.
      Non si sa perchè dovete scrive ste menzogne.
      Non se sa il vostro scopo, la vostra funzione.

    • Marquinos non era criticato, era forstissimo anche con noi e lo diedero via per un sacco di soldi ai tempi di Pallotta, in cui la Roma si vendeva ogni anno di tutto. Quello che invece era della Roma ed e’ stato criticato (eufemismo) e’ Luis Enrique, che dopo essere stato bollato praticamente come scemo del villaggio dai nostri “beneamati” radiolari, e’ andato poi altrove a vincere tutto il vincibile, inclusa la coppa Universo per pianeti…

    • ma criticato da chi? dai laziali, era un fenomeno che aveva 18 anni e ha fatto un anno a Roma da titolare fisso, se lo sono venduto in un nanosecondo. Cmq di Champions ne ha vinte 2

    • Macché criticato, aveva fatto intravedere da sibito le stimmate del campione. Poi, per amor di plusvalenza è diventata un’altra mitica cessione dello stesso Sabatini che lo aveva scoperto giovanissimo. Ma a Roma aveva già fatto vedere di che pasta fosse, osannato da molti e rispettato da tutti.

    • Mai criticato da nessuno era giovanissimo e già bravo. Non è che a Roma siamo tt idioti e altrove tt scienziati

  3. Lo so a Roma Luis Enrique non ha lasciato il segno, ma col tempo ho imparato ad apprezzarlo. Il tempo è galantuomo. Come lui. Chapeau.

  4. E anche quest’anno, per il secondo anno consecutivo, mi auguro che ogni tifoso della Roma che ha deriso e parlato male di Luis Enriche si faccia un profondo esame di coscienza e tragga le dovute conseguenze che lo possano guidare quando arriverà il momento di andare contro ad un tesserato della As Roma come purtroppo è successo a questo straordinario allenatore e essere umano.

    • Quanta nauseante retorica.

      Allenare la Roma con le relative finanze del 2011 e allenare il PSG, ti sembrano due situazioni nelle quali le possibilità di successo, date dal peso degli investimenti sul mercato, siano anche lontanamente comparabili?

      Ma perché invece di iniziare ogni santa volta questa fuffa retorica, non la finite di ignorare che tale è la mole della potenza economica del PSG, che ogni lezioncella morale sull’etica del tifo nell’ambiente romanista NON HA SENSO?

    • Quando stava alla Roma ,spesso abbiamo assistito a umiliazioni , per me, superiori ai famosi 6-1.
      Vedere Cosmi, e Colantuono, fare segno di fermarsi sul 4-0 , ai propri giocatori fu molto umiliante, senza contare la”eliminazione contro i ridicoli dello Slogan Bratislava.
      Stiamo parlando di una vita fa, ora però è un ‘altra cosa.

    • @ Gaetano da Sarno Giallorossa

      io ricordo , o meglio ce l’ho ancora sul gozzo , l 1-7 in casa con il bayern , coi vari totti , de rossi , pjanic , nainggolan , strotmann e l’allenatore non credo fosse luis enrique

    • massimiliano: “ogni volta una fuffa retorica nauseante”? se luis enrique allena il psg dipende dai suoi meriti. meriti acquisiti anche allenando la Roma. perchè taluni hanno visto il grande allenatore e altri gli hanno vomitato addosso il loro malessere. alcuni hanno sofferto a vederlo andar via senza aver potuto costruire, altri hanno fatto i tuoi ragionamenti. tutto qua. se hai la nausea prenditi un gaviscon. Gaetano: e allora ogni volta che un grande stecca mandiamolo via, giusto?

    • C’è una differenza: quel giorno la Roma perse per grobbelaar che fa delle danze mai più viste su un campo da calcio. qui l’Arsenal sbaglia per propri errori

    • Mi fa abbastanza ridere il fatto che la gente che si sia annoiata per questa finale, in cui si e’ giocato a calcio per davvero, inclusa LA FASE DIFENSIVA fatta benissimo dall’ Arsenal, mentre si erano divertiti da morire a vedere PSG – Bayern che sta al calcio come il circo Barnum a un giorno in pretura.
      Another sign of the times…

    • Fase difensiva perfetta, vero…o quasi, perché è bastato un solo errore per vedere sfumare la vittoria ed è difficile non farne nemmeno uno soprattutto quando l’avversario ha tanti campioni e il gol lo trovi dopo 5 minuti.
      Considera pure che i catenacciari una volta potevano menare, oggi non si può fare come Gentile con Zico e Maradona nel 1982.

    • “Fase difensiva perfetta, vero…o quasi, perché è bastato un solo errore per vedere sfumare la vittoria”

      Verissimo, e questo e’ esattamente il gioco del calcio ad altissimo livello, il calcio dell’equilibrio tra due squadroni, dove ci vuole un mezzo errore o una giocata metafisica per risolvere l’incontro. IL calcio che piace me e’ fatto di tutto: portiere, difesa, centrocampo e attacco. Non e’ un tiro a bersaglio tra 2 squadre schierate con l’ 1-2-7…Poi dei gusti altrui non discuto.

    • @ Mario
      era la vera e unica coppa dei campioni , quella disputata da chi il campionato lo aveva vinto e non da cani e porci

    • speramo di non incontrarlo invece altrimenti ci seppelliscono di gol.
      non scherziamo è già per noi un miracolo esserci in champions, per noi è solo un modo di far più soldi e far accrescere la squadra.

    • Te vojo bene per l’entusiasmo, ma il PSG è de un altro pianeta. Età media 23 anni(terza squadra più giovane in CL), do te giri c é qualità.

      C era chi diceva della potenza degli arabi. Vero, però finché spendevano settordicimila mioni perdevano. Poi é venuto Louis Enrique che ha fatto tutti innesti mirati. Poi so andati a pesca il 21 enne che ora ha già vinto du ciemptszionz.

  5. partita dominata dal Psg. Arsenal troppo remissivo. Comunque giocata ad alta intensità, cosa che in Italia ci sognamo di vedere.

    • però quel rigore non fischiato a fine partita…
      Mi sa che il Qatar ha tanto ma tanto potere…

    • una piazza intera che lo sbeffeggiava. non era troppo presto, bastava non fargli venire voglia di scappare a gambe levate

    • a Silvio
      e daje
      quegli undici in mano a qualcuna altro sempre nel PaSG non avrebbero mai vinto e la controprova c’è l’hai dagli 11 anni prevendita in cui hanno giocato mettendo in campo i forti del mondo Ibrahimovic Mbappe il brasiliano che ora non mi viene il nome…. con un budget veramente illimitato eppure faticavano ad arrivare in finale

      qui c’è proprio la.mano anche tattica di Luis Enrique

  6. Luis Henrique allenava la Roma ed i radiolari e tutta la tifoseria diceva che era una Pippa! Come si dice in gergo velista fate tutti una “strambata”!

  7. In 25 anni con totti mai superati gli ottavi. Prima e dopo lui con squadre e uomini più scarsi finali di ogni tipo.
    Lo “sciocco” Luis voleva rendere secondario Totti ormai 33enne per iniziare un ciclo di calcio indipendente dagli uomini già 20 anni fa.
    Sbagliava perché er pupone ha vinto un sacco di medagliette e record personali, mentre Luis “solo” qualche Champions, scudetti e applausi da tutto il mondo che oggi lo capisce e imita.
    Ancora stiamo attaccati al Romanismo, ma confido in Gasp.

    • Stefano, queste verità non piacciono….
      Però spiegano tante cose della nostra gloriosa storia calcistica.

  8. Orario orribile, non so in base a quali criteri, anche se posso immaginare.
    Per l’anno prossimo, con la Roma in finale (😁), pretendo il ripristino del classico orario delle 21:00.

  9. Onore ad entrambe le squadre arrivate in finale.
    Luis Enrique era già capace di lavorare bene già ai tempi della Roma, ma essendo una persona seria e non un manipolatore mediatico veniva etichettato negativamente. Io non sono lo stesso Carlo che ha commentato precedentemente questa notizia

  10. Mi auguro un giorno che Luis Enrique possa tornare a Roma, magari una Roma con Stadio e posto champions fisso, che possa farci vincere tutto come vince in Spagna e Francia.

    • da quando ha sbolpgnato mbappe ,ha speso meno e preso i giocatori giusti e giovani ,prima spendevano miliardi e non vincevano una cippa

    • ” a me pare che abbiano vinto i miliardi degli arabi..”

      Assolutamente no. Il PSG ha speso stra-miliardi per piu’ di un decennio, faceva squadre che riempivano 3 album di figurine e non vinceva NIENTE in Europa. La squadra di Luis Enrique al limite e’, se per questo, meno appariscente al livello di nomi. La differenza e’ il manico, che ha creato una squadra e non una collezione di vedette da sfilata di moda…

  11. Davvero felice per quest’uomo!!!
    La vita è stata davvero terribile con lui, perché non c’è successo che possa rimarginare un dolore come la perdita di un figlio.
    Ma almeno così può trovare barlumi di felicità che “per un attimo lo distraggano”…
    P.S.
    Continuo a sentir parlare chi dovrebbe star zitto, e vedere i fatti di chi col silenzio continua a lavorare…..
    Grazie Luis.
    FORZA ROMA

  12. Ma tutti quelli che osannano Luis Enrique per aver vinto tre Champions League e danno addosso ai tifosi che lo criticavano, lo sanno che le ha vinte con Barcellona e PSG e non con Celta Vigo o Lens?

    • Parli del Barca che non la vede da 15 anni e del Psg che è stato gestito da altri 20mister che con Messi, neymar, Mbappe al seguito non hanno mai superato gli ottavi o quasi, oppure hai un problema di T9.
      Da 20 anni le squadre che vincono si basano sul gruppo e non più sul singolo ( al limite è una gradita ciliegina).
      Lo aveva capito Luis a Roma che voleva rendere Totti 33enne un alternativa al gruppo (la ciliegina appunto), ma apriti cielo, etichettato e cacciato.
      Er pupone doveva fa I record

    • Il PSG ha sempre investito tanto anche prima di LE, ma solamente lui li ha portati sul tetto del mondo

    • Si, peccato che prima di Luis Henrique il PSG rimediava figure in Europa con Mbappe, Neimar ed una rosa di campioni al libro paga.
      Per vincere la Champions una squadra forte è necessaria, ma spesso non sufficiente.

  13. Luis Enrique ha trasformato un’accozzaglia di figurine costosissime in una squadra di calcio. È stato bravo, prima di lui pure spendevano un botto ma in europa non riuscivano a vincere. A Roma per la squadra che aveva non fece neanche malissimo. Mi ricordo un partitone a bologna, due derby persi in 10 e figuracce bruttissime altrove. È stato solo un anno, ma che poteva fare di più

  14. Impossibile paragonare il LE di Roma con quello di Parigi,A Roma arrivò da allievo di Guardiola proponendo il tiki taka col risultato di una squadra sterile, statica, poche idee e tanta prevedibilità. poi si è evoluto ed è diventato uno degli ideatori del calcio moderno: veloce, verticale, spettacolare… ma c’è una netta differenza tra il LE giustamente criticato allora, e quello attuale, giustamente celebrato

    • Finalmente un commento sensato. Dopo tanti anni ci sta che un allenatore cambi modo di allenare. In quel momento non poteva mostrare il suo lato migliore semplicemente, perché si è evoluto come fanno tutti i tecnici intelligenti. Onore a Luis Enrique che ha saputo crescere tantissimo come allenatore e anche all’uomo, che ha mostrato sempre una maturità e sensibilità sopra la media.

  15. Luis Enrique ha portato il PSG alla storica doppietta in Champions dopo aver convinto la società a cambiare politica sui giocatori.
    Campioni e giocatori forti si, prime donne e figurine no.
    Il PSG si è lasciato alle spalle l’era degli Mbappé, Neymar, Messi ed ha investito su giovani giocatori, prevalentemente francesi, di grande talento.
    Così facendo ha creato una squadra solida, che non dipende da nessuno, tranne forse da LE, e che sarà tra le favorite x la Champions anche x i prossimi anni.

  16. PSG ARSENAL di ieri ha mostrato che le squadre forti sono quelle che corrono di più ,con elementi pronti al sacrificio fino a cader a terra stravolti dalla fatica, e se due squadre si equivalgono allora la differenza la fa lo scontro uno contro uno, chi vince più duelli vince , e se nemmeno qui c’è una squadra che prevale allora devi contare sull’episodio o si va ai rigori. Per questo a volte squadre deboli battono quelle forti, vincono quando una squadra corre e l’altra no.

  17. Per anni il PSG ha investito pesantemente senza ottenere risultati. I meriti di Luis sono stati, allontanare le « dive » Neymar, Messi e Mbappé per costruire una squadra in cui tutti si sacrificano.
    In Italia il suo tipo di gioco porta a rischiare figuracce con le coriacee squadre di bassa e media classifica. Difficilemente qui avrebbe vinto. Rimane il rammarico di un progetto ambizioso troncato, e la lezione ad essere pazienti con Gasperini che potrebbe darci grandi soddisfazioni.

  18. Se è arrivato dove è ora, è anche grazie all’apprendistato che ha fatto sulla panchina della Roma costringendoci a subire sconfitte inaspettate ed ancora oggi un unicum. Dovrebbe offrirsi lui di venire a Roma ad allenare per gratitudine nei nostri confronti. Tanto più di così è difficile che ottenga. Sarebbe una bella sfida per lui. Adesso lo sarebbe anche per noi.

  19. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

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