Proteste dei tifosi su Twitter, la Roma cancella i commenti

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FONTE: IL MESSAGGERO – Il malumore della tifoseria  si trasferisce dalle radio locali su Twitter. Ieri la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un tweet del profilo ufficiale della Roma che dava il via alle votazioni per la «Hall of fame, l’era dei pionieri 1927-61».

A quel punto sono iniziate le proteste veementi dei follower giallorossi. Tra i messaggi riferibili ne vengono riportati alcuni: «Ma vivete su Marte, ma chi se ne frega»; «La conoscete la parola priorità nella vita?»; «Mentre Sabatini gioca a scudetto voi vi divertite con noi»; «Siamo stanchi, almeno tacete»; «È ufficiale, ci state prendendo in giro». Proteste veementi, e probabilmente inaspettate, che hanno indotto il club giallorosso a cancellare i commenti. 

La Roma stringe per Benatia e punta Magallan

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IL MESSAGGERO (S. CARINA) – Mentre in città impazza il toto-allenatore, Sabatini è in viaggio. Weekend che servirà per schiarirsi le idee sul prossimo tecnico ma anche per chiudere l’affaire Benatia. In una delle soste previste, in Spagna, il d.s. dovrebbe (oramai con la Roma l’utilizzo del condizionale è d’obbligo) incontrare il patron dell’Udinese, Pozzo, per definire l’operazione. Ma il club giallorosso continua a monitorare altri centrali difensivi.

Già seguito a gennaio, nelle ultime ore è tornato a circolare il nome dell’argentino Lisandro Magallan del Boca Juniors. Classe ’93, forte fisicamente, bravo negli anticipi, insuperabile di testa. In patria, come accade a volte con troppo ottimismo, il ragazzo è paragonato a Samuel ed è seguito anche dall’Inter.

Roma nel caos. Pallotta torni qui

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GASPORT (B. TUCCI) – Telenovela infinita questa dell’allenatore che dovrebbe sedere sulla panchina della Roma il prossimo campionato. Sono settimane che se ne discute, ma la fumata è ancora nera. I nomi che si rincorrono sono tanti: da Rudi Garcia a Marcelo Bielsa; da Laurent Blanc a Roberto Mancini. Si sfoglia la margherita a Trigoria: i giorni passano e la programmazione ritarda. Perché finché non si saprà chi è il mister, la campagna acquisti non potrà cominciare. Ed è noto che se si arriva tardi, il mercato finisce col fornire soltanto gli scarti. Però, che volete?

Questa è una situazione che non riesce a sbloccarsi. Si è dimesso Franco Baldini e sembrava che tutto potesse risolversi al più presto. Nemmeno per idea. Pallotta, il presidente, dovrebbe pronunciarsi e fare un nome. Ma del calcio italiano conosce ben poco e quindi deve fidarsi dei suoi più stretti collaboratori, i quali, al contrario, tentennano. Sabatini, in primo luogo. Rimasto il solo (o quasi) a comandare, ha una grande paura di compiere un passo falso. Sarebbe il terzo, dopo Luis Enrique e Zeman. La piazza, già stanca, non gli perdonerebbe un altro errore. Così, la matassa si ingarbuglia e non se ne riesce a prendere il capo. A proposito dei tifosi: qual è il loro orientamento? Preferirebbero un italiano sulla panchina della Roma. Ma l’unico di cui si è fatto il nome finora è Roberto Mancini. Con un passato laziale. Ed allora? A questo punto, le scuole di pensiero sono due: c’è chi dice che il calcio è professionismo e non ci si deve fermare dinanzi a simili quisquiglie; e c’è, invece, chi afferma che la storia non si cancella e che giammai un «biancazzurro doc» sulla panchina giallorossa.

Sono tutti sintomi di una società che vive uno stato di confusione. Non è una novità: da quando gli americani sono entrati a Trigoria, la squadra non ha vissuto momenti esaltanti. Di chi è la colpa? Di Baldini che si è dimesso? Forse, ma è inutile discutere ora del passato. Di Sabatini? Può darsi. Lui, però, è ancora in sella e dovrà spiegare a quanti vogliono bene alla Roma perché si continuano a commettere tanti errori. La verità è che ci sarebbe bisogno di un presidente a tempo pieno. Per carità: mister Pallotta è una persona intelligente e preparata che vive, ahimè, lontano. Ricordiamo tutti insieme un saggio proverbio: «L’occhio del padrone ingrassa il cavallo». Ecco, Trigoria dovrebbe avere un numero uno presente tutti i giorni

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Avanza Garcia. Dalla Roma scende Mancini

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GASPORT (A. PUGLIESE) – Mettetevi l’anima in pace, per sapere l’allenatore della Roma bisognerà aspettare metà della prossima settimana. Sempre che non ci siano ulteriori intoppi strada facendo. La margherita, però, resta sempre quella, con due petali preferiti nelle mani di Walter Sabatini: Rudi Garcia e Marcelo Bielsa, con il primo che sta «battagliando» economicamente con il Lilla e il Loco che da ieri è un allenatore libero. «Posso solo dire che sarà una grande Roma—ha detto ieri il d.s. giallorosso — Se il nuovo tecnico sarà italiano o straniero? Italiano direi che è assai improbabile».

Il che, vorrebbe dire addio alla suggestione legata a Roberto Mancini, «caldeggiata » da un’importante ala societaria. Anche se poi, a conti fatti, le carte in tavola potrebbero anche cambiare e Mancini restare più di una semplice soluzione.

Battaglia francese Ieri, intanto, Garcia ha provato a risolvere la sua di situazione con il Lilla. Il tecnico francese ha già dato il suo sì alla Roma (a circa 1,5 a stagione per due anni), ma essendo ancora sotto contratto con il club transalpino per un’altra stagione, vorrebbe una buonuscita di un milione di euro. Soldi che il Lilla non vuole dargli, soprattutto in virtù del fatto che nel 2009 Garcia fu esonerato per divergenze con l’allora d.s. Xavier Thuilot, per poi essere richiamato 15 giorni dopo dal presidente Seydoux, che cacciò invece il d.s.. Thuilot, però, nel frattempo ha vinto la causa per licenziamento ingiusto e deve incassare 1,25 milioni di euro. «Perché tutto questo tempo? Perché vogliamo fare tutto nel modo migliore», ha detto ancora Sabatini, intorno al quale giravano anche delle voci (smentite) di possibili dimissioni. In realtà, potrebbe proprio star aspettando che Garcia si liberi, magari rinunciando ad una buona fetta di quel milione di euro. Il Lilla, infatti, si è irrigidito e ha fatto sapere al tecnico che non lo libererà presto, se non ridurrà le sue pretese.

Loco free Nel frattempo, però, da ieri sera è libero invece Marcelo Bielsa, l’altra idea di Sabatini, forse il nome migliore in questo momento a livello mediatico, quello buono per calmierare la piazza. Urrutia, presidente dell’Athletic Bilbao, lo ha salutato così: «All’unanimità la giunta direttiva ha deciso di non proporre un nuovo contratto a Bielsa. So che tanta gente ci chiedeva di rinnovarlo, ma per i nostri interessi pensiamo sia meglio cambiare» A Bilbao Bielsa guadagnava 2,5 milioni di euro lordi (poco meno di due netti, visto che da quelle parti l’aliquota fiscale è al 24%). Con la Roma ha un’intesa a circa 2,5 milioni a stagioni. Suggestioni Ieri, poi, è uscito anche il nome di Gerardo Martino, il tecnico del Newell’s Old Boys, cercato dal Malaga e che ha già rifiutato la Real Sociedad (che farà la Champions e che invece di Laurent Blanc—oramai scartato dalla Roma — ha scelto in casa Arrasate). Martino resterà dunque in Argentina, dove sta facendo molto bene con il Newell’s. «Se il prossimo tecnico sarà un nome prestigioso? Di prestigioso ci sono solo le persone», ha detto alla fine Walter Sabatini. La speranza, invece, è che ci sia anche l’allenatore

Promesse e annunci. Ma ora servono fatti

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GASPORT (A. CATAPANO) – Centoventisei giorni dopo l’esonero di Zeman e a due settimane dalla madre di tutte le sconfitte, la montagna ha partorito un topolino: «L’annuncio del nuovo allenatore arriverà a metà della prossima settimana. Non sarà italiano, è improbabile. Sarà sicuramente una grande Roma. Se sarà un allenatore di prestigio? Di prestigio sono solo le persone. Stiamo aspettando tanto perché vogliamo fare le cose nel modo migliore». Così parlò ieri Walter Sabatini, il d.s. che dopo l’uscita di scena di Franco Baldini è assurto al ruolo di manovratore più o meno incontrastato della macchina giallorossa, l’uomo solo al comando della Roma (almeno dell’area sportiva), con un gregario, Mauro Baldissoni, al suo servizio.

1 – E allora perché definire le sue dichiarazioni un «topolino»? Non dovrebbero essere, invece, le prime parole rassicuranti sul futuro della Roma?
«Dovrebbero, se solo i tifosi si fidassero ancora di questa società. Se non fossero le stesse identiche promesse fatte nel 2011, quando la scelta di Luis Enrique doveva imporre addirittura una rivoluzione culturale nel calcio italiano, e ripetute un anno fa, con l’avvento di Zeman, spacciato per il continuatore ideale di un progetto che dopo una stagione di rodaggio sarebbe certamente esploso. Dopo due anni di scelte tecniche sbagliate, risultati mediocri e manovre societarie illogiche, i tifosi hanno perso fiducia, punti di riferimento, perfino identità. Servirà ben altro che un annuncio a mezza bocca per ridargli morale».

2 – Scegliere l’allenatore giusto sarebbe già un bel punto di (ri)partenza…
«Già, ma certamente non la panacea di tutti i mali. Dovremmo stabilire una volta per tutte se alla Roma serva più un motivatore, un sergente di ferro o un insegnante di calcio. Zeman – sul quale erano quasi tutti d’accordo, pure i tifosi e i giornalisti che oggi lo rinnegano – sembrava avere le caratteristiche giuste per imporre le proprie scelte. Non ci è riuscito, ma la società nei momenti cruciali e nelle decisioni più sofferte non ha voluto o saputo sostenerlo fino in fondo. Il nodo è sempre lo stesso: un allenatore senza dirigenti «complici» a Roma dura poco. Potranno arrivare anche Mancini o Bielsa, ma senza una spalla pure loro farebbero molta fatica qui. Lo dice la storia: Capello aveva Lucchesi e Baldini, Spalletti Conti e Pradè, Ranieri poteva contare su Montali».

3 – Luis Enrique e Andreazzoli avevano Baldini e Sabatini…
«Solo che il primo ambiva a qualcosa di ben più «nobile» che rapportarsi ogni giorno con i calciatori, e al secondo riesce molto meglio scovare talenti che trovare le parole giuste per compattare una squadra».

4 – E Zanzi? E Fenucci? Seppure orfana di Baldini, la Roma ha un esercito di dirigenti a libro paga…
«Zanzi ha la carica che avrebbe voluto Baldini, ma a Trigoria non è percepito come figura, diciamo, autorevole. Fenucci è stato ridimensionato dall’avvento di Pannes: pur essendo quello con più esperienza nel calcio italiano, gli hanno lasciato «solo» la cura dei bilanci. In sostanza, alla Roma servirebbe un uomo spogliatoio di peso. Ma forse si scontrerebbe con le velleità di Sabatini. A questo punto, non resta che augurarsi per la Roma una presenza più assidua di Pallotta. In queste ore tribolate, per esempio, un suo messaggio forte e chiaro sarebbe apprezzato dai tifosi».

5 – Ha appena risposto a Claudio Lotito…
«Dandogli del tifoso romanista… Le dichiarazioni del presidente della Lazio, e le successive punzecchiature di De Laurentiis, forse meritavano concetti un po’ più profondi. Ma non è mai troppo tardi».

Perroni alla Verdone: «L’allenatore lo trovo io»

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IL MESSAGGERO (F. ANGELI) – «Mo’ basta, mo ‘a risolvo io sta situazione». Iniziano tutti così i video del comico Andrea Perroni, che da giorni spopolano sul web. Una riuscitissima parodia, facendo il verso al grande Carlo Verdone, della ricerca di un allenatore della Roma, da «Robberto Mancini a Josuè Mourigno», fino all’ultimo, il francese Blanc, al quale spiega che «il raddoppio della Laurentina l’hanno fatto, per Trigoria se score facile»”.

Come le è venuta l’idea?
«Per la mia generazione dei trentenni il linguaggio verdoniano è pane quotidiano… Così seguendo le vicende della Roma da grande tifoso ho voluto lanciare una piccola provocazione, ma anche sdrammatizzare il momento. Nessuna intenzione di voler essere ostile».

In passato alcuni comici hanno avuto problemi con le imitazioni in giallorosso…
«Il pubblico mi conosce, sa chi sono e quello che ho fatto in questi anni e anche quanto ho difeso la Roma, come a Zelig. Nelle mie performance non c’è offesa. Quando imitai Spalletti fui addirittura incensato dalla tifoseria romana».

Ha già ricevuto tante reazioni?
«Commenti d’affetto da tutti, anche da parte degli amici. Quando una cosa del genere diventa virale il pubblico è il vero termometro».

Questi corti sono un chiaro omaggio a ”Enzo di Roma”, il personaggio di ”Un sacco bello” che cerca compagni per un Ferragosto a Cracovia telefonando a chiunque. Ma Verdone l’ha sentito?
«No e mi farebbe molto piacere sapere che ne pensa, io ho solo riadattato e reinterpretato questo cult del cinema italiano… Un video fatto in fretta e furia, pensato alle 7 di sera e girato alle nove e mezza con alcuni amici. A Carlo chiedo solo venia».

Ma vista la situazione non è preoccupato che la ricerca del nuovo tecnico duri troppo a lungo?
«Io mi auguro di interromperlo ora, oggi stesso. Tutto nasce come un gioco e quindi finirà presto, ma continuerò a sdrammatizzare in altri modi».

Ma chi sarà secondo lei?
«Sinceramente non lo so, ho le idee veramente confuse. Spero solo che sia un professionista che ami la Roma. Non vorrei dei laziali dichiarati, ma qualcuno che ami la Magica quanto me».

Altre idee per il futuro?
«Per ora continuiamo il tour estivo, ”Hai capito chi è”, dal tormentone di Zelig, dove tornerò anche per la prossima edizione. Poi su Radio2 con Luca Barbarossa e teatro».

E il cinema?
«Assolutamente no».

Intanto è una star di internet, grazie soprattutto ai tifosi laziali. 

Sarà straniero

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IL MESSAGGERO (M. FERRETTI)«L’annuncio del nuovo allenatore arriverà a metà della prossima settimana. Assolutamente improbabile che sia italiano, al 90% sarà straniero». Il ds Walter Sabatini, ieri pomeriggio, è uscito allo scoperto. Assicurando che «sicuramente sarà una grande Roma». Dopo giorni e giorni di silenzio, un primo messaggio (indiretto) alla tifoseria. «Se sarà un allenatore di prestigio? Di prestigio ci sono solo le persone. Stiamo aspettando così tanto perché stiamo ragionando su tutto per fare le cose nel migliore modo possibile», le sue parole.

L’IDENTIKIT
La Roma, dunque, sembra aver scelto. Un allenatore straniero, tanto per cominciare. A patto che Sabatini non abbia bluffato. Curioso il modo in cui ieri abbia comunicato le ultime novità (novità?): visto che sotto il suo ufficio in Via Principessa Clotilde c’era in attesa un gruppo di cronisti, ne ha convocato uno in rappresentanza di tutti e, con l’obbligo di non fare domande, gli ha spiegato la situazione. Tralasciando ogni giudizio sul suo pittoresco modo di fare comunicazione, la Roma ha fatto sapere che, al 90%, il nuovo allenatore non sarà italiano. E immediatamente il pensiero è andato a due tecnici, Rudi Garcia e Marcelo Bielsa, lasciato ieri libero dall’Athletic Bilbao.

SOS TATA
Dal Sud America, però, ieri è rimbalzato, per la prima volta, il nome di Gerardo Daniel Martino, allenatore del Newell’s Old Boy, ex ct del Paraguay. El Tata, 51 anni, che è stato dal 2007 al 2011 alla guida del Paraguay, non ha mai allenato un club in Europa. Potrebbe essere lui il Mister X che la Roma, in maniera ufficiosa, fa trapelare attraverso canali amici?

RUDI TRATTA
Tornato in tutta fretta in Francia dalla vacanze che stava consumando con la famiglia in Marocco, Rudi Garcia si è incontrato con Michel Seydoux, presidente del Lille, per trovare un accordo per la rescissione del contratto che ha fino al 30 giugno 2014. Accordo non trovato, perché il Lille non vuole dare a Garcia una buonuscita di circa un milione di euro sapendo che sulle sue tracce ci sono Roma e Malaga. Si tratta, però. E fin quando Garcia non sarà libero, non potrà (potrebbe) firmare per la Roma. Da qui le parole di Sabatini?

BIELSA IN ATTESA
EL Loco Bielsa sta aspettando una telefonata. Da Roma, certo, ma anche dalla Turchia dove ha un sacco di estimatori. A dire il vero, l’argentino non si è ancora accordato con qualcuno perché non si è messo l’anima in pace sul Real Madrid: fin quando Florentino Perez non annuncerà il nome del sostituto di Josè Mourinho, lui continuerà a sperare in una chiamata dal Real.

BLANC ACCASATO, ANZI NO
Nel primo pomeriggio di ieri, dalla Spagna è rimbalzata una notizia: Laurent Blanc sta per firmare per la Real Sociedad, club spagnolo che nella prossima stagione parteciperà alla Champions League. Addio, quindi, all’ex ct della nazionale francese? No, perché un’ora più tardi sempre dalla Spagna è arrivato l’annuncio ufficiale: Real Sociedad affidata a Jagoba Arrasate, 35 anni, collaboratore dell’ex tecnico Philippe Montanier. Blanc, insomma, in linea teorica resta in lizza per la panchina della Roma. Va ricordato, però, che Blanc è (stato) un uomo di Franco Baldini, quindi la sua candidatura non ha (più) grande forza.

IL DS IN VIAGGIO
Oggi Sabatini è annunciato a Milano, ma c’è chi dice che potrebbe svoltare verso la Francia/Spagna. La farsa legata all’allenatore, comunque, sta per finire.

Alemanno: “Progetto stadio presentato entro agosto”

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FONTE: RADIO RADIO – Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, nel corso di un’intervista all’emittente radiofonica Radio Radio, è tornato a parlare del progetto dello stadio di proprietà della Roma. Queste le sue parole:

“Lo stadio? E’ un’iniziativa delle squadre di calcio, la Roma è a un passo. E’ stato scelto il sito che è quello dell’area di Tor di Valle e adesso aspettiamo di vedere il progetto. Gli americani ci hanno detto che sarà presentato entro agosto. Per quanto riguarda la Roma, quindi, è tutto a posto. La Lazio, invece, è indietro”

Sabatini: “L’allenatore sarà straniero”. Spunta Martino, ma il testa a testa è tra Garcia e Bielsa

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GIALLOROSSI.NET – Altra giornata calda per conoscere qualcosa di più sul nome del prossimo allenatore della Roma. La redazione di Giallorossi.net segue anche oggi in diretta tutte le ultime notizie

Il giocattolo

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GIALLOROSSI.NET (A. Diofebbo) – Come da bambino. Hai il tuo giocattolo preferito, lo prendi, lo lanci, lo sbatti, lo fai cadere ma nonostante tutto sai che lui è lì per farti divertire, farti passare del tempo senza accorgertene. I giocattoli poi possono unire, creare e far nascere amicizie, fino a rendere semplice anche l’approccio più difficile. Ma guai a giocare coi giocattoli degli altri. Il giocattolo è mio.
Così appare oggi la Roma : un gioco con cui divertirsi e sfogare tutte le proprie passioni per crearla a propria immagine somiglianza. Di chi parliamo? Di Walter Sabatini. La nebbia che si staglia giorno dopo giorno attorno alla società diventa sempre più fitta e al tifoso, ormai rimasto UNICO sostenitore di questa maglia, non resta che sperare che qualcuno, dotato di poteri magici o semplicemente di capacità decisionale, riesca a far uscire almeno un timido sole.

Chiamate, contatti, trattative ma quello che resta sulla panchina giallorossa è il vuoto totale. Se la situazione sembrava difficile, a ben 12 giorni dal derby, adesso è diventata un buco nero. Nessuno, all’interno della dirigenza, è uscito allo scoperto. Nessuno si è degnato di rassicurare il tifoso o di parlare a quei sostenitori che, nonostante le umiliazioni subite in questi due anni di gestione banca-americani, hanno già dato la massima fiducia rinnovando 15.000 tessere per la stagione 13/14. Anzi, abbiamo subìto smentite e dimissioni. L’ultima è quella di Franco Baldini, resosi conto dei madornali errori commessi, partendo dalla gestione delle situazioni più calde nello spogliatoio arrivando fino alla scelta degli allenatori. Il primo è saltato. Pieno potere a Sabatini dunque. Lo stesso Sabatini che ha creato la Roma unendo schiere di giovani promesse a giocatori di dubbia qualità tecnica. La stessa Roma che per due anni è rimasta fuori dall’Europa, ha perso una finale di Coppa Italia con la Lazio, cambiato già tre allenatori ed ottenuto al massimo il piazzamento di sesta squadra italiana.

Ora, pare (è d’obbligo, ma gli indizi ci sono tutti) che il caro buon vecchio Walter voglia affidare la panchina della nostra Roma a Rudi Garcia, ex tecnico del Lille. Un’altra scommessa a cui abbinare una lunga lista di sudamericani pescati chissà dove, trasformandoli tutti in suoi vecchi pallini da prendere assolutamente. Noi siamo stufi. Stufi di vedere la Roma in mani menefreghiste, stufi di vedere che se la Roma perde va tutto bene perché il nostro è un lavoro che si vedrà durante i prossimi anni, stufi di non sentire nessuno spiegare questo immobilismo sul fronte allenatore, stufi di sperare che l’allenatore o il giocatore di turno imbecchino la scelta giusta per far sì che ogni tanto si possa gioire. Vogliamo certezze, vogliamo sicurezza. Rudi Garcia potrebbe anche essere bravo, magari lo diventerà, ma Sabatini non può pretendere di portarlo a Roma. Sabatini deve capire che qui si fa il bene della Roma, si fanno gli interessi di una fede che è anche qualcosa in più e che non è il suo giocattolo.

Non si fa un squadra tanto per  farla, comprando i propri ‘bimbi’ preferiti e sperando che esca qualcosa di buono. Bisogna cambiare rotta. Possibile che nemmeno il finale disastroso di questa stagione abbia risvegliato gli animi di qualcuno all’interno della nostra dirigenza? Vogliamo sperare che non sia così. E forse lo capiremo presto. Se il nostro direttore sportivo dovesse capire questo e cominciare a ragionare diversamente, allora si potrebbe andare avanti. Altrimenti, la porta è quella. E Baldini, uscendo, ha dimenticato di chiuderla. Noi siamo la Roma. E vogliamo gente spinta dall’amore per la squadra.

ON AIR – Trani: “Se la Roma lo chiama, Spalletti viene”, Renga: “Scordatevi Mancini”, Galopeira: “Baldini è fuggito”

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GIALLOROSSI.NET – Prosegue la nostra rubrica dedicata al variopinto mondo delle radio romane. Un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore.
Buon divertimento!

Maurizio Catalani (Rete Sport): “Bielsa? E’ la brutta copia di Zeman. Mancini? Unicredit ha detto chiaramente che se lo vogliono prendere, Pallotta e soci dovranno usare i soldi loro. E noi siamo qui, impotenti, ad assistere ad una Roma che sta sparendo. Noi abbiamo vissuti momenti bruttissimi, come tutte le società del mondo. Però non pensavo di vivere questo. Perchè questo non è solo un momento brutto, ma quello delle grandi umiliazioni. E quelle non passano con il tempo. Zanzi e Pannes sanno di calcio come io so di baseball, cioè zero.”

Mimmo Ferretti (Tele Radio Stereo): “Sabatini avrebbe scelto Rudi Garcia, perchè gli piace come allenatore. Ma se lo ha scelto, perchè non lo porta alla Roma? Perchè ha paura della piazza? Allora dovrebbe farsi da parte, se non ha la personalità per imporre le proprie idee. Qualcuno dice che il motivo per cui non si è chiusa l’operazione è perchè Garcia non è ancora libero. Può darsi, ma allora perchè non farlo sapere? Mancini? Era un nome gradito a Baldini. Sabatini farà in modo che non arrivi, e se arrivasse non sarebbe una scelta sua. Le cose qua sono due: o c’è un nome nascosto, il famoso mister X, oppure c’è qualcuno che potrebbe essere e ancora non è perchè magari non si è sicuri di quel nome e non si è tutti d’accordo”

Alessandro Angeloni (Rete Sport): “Sabatini non ha ancora preso Garcia perchè nella Roma c’è tanta gente che deve mettere bocca. L’allenatore come può sceglierlo Pallotta, o Pannes, o Zanzi? Che ne sanno loro?  Ora come non mai c’è un mischione dove ognuno dice la sua, e non si combina niente”

Luca Valdiserri (Rete Sport): “Nella Roma ci sono problemi seri all’interno, c’è una decisone non facile. Bielsa è un candidato serio, Garcia è il candidato di Sabatini. Mancini è una possibilità, ma la sua candidatura va in collisione con la figura di Sabatini. Nomi a sorpresa? Boh, e quali? Già Mancini mi sembra abbastanza a sopresa e mi sembra l’unico italiano spendibile. Colantuono? Da quello che so la Roma non ci pensa”.

Roberto Renga (Radio Radio): Due sono le notizie: che De Laurentiis tratta con Unicredit e non con Sabatini, e questo mi preoccupa, e l’altra è che la Roma che vuole cedere Osvaldo, e non il Napoli che lo cerca. Mancini? Scordatevelo. Andrebbe benissimo, ma non lo prendono. A Unicredit piacerebbe, ma non è la banca che decide sulle questione tecniche. Sensibile verrà alla Roma a fare il direttore generale. Secondo me resterà Andreazzoli”

Furio Focolari (Radio Radio): “Io non ci credo neanche un po’ che ci sia stata una trattativa tra De Laurentiis e Unicredit. Sarà stato un semplice pour parler, magari si sono incontrati ad una festa e lui una battuta gliel’ha fatta.”

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio): “Non posso credere che la Roma vada a prendere Garcia o Bielsa, dopo essere stata dietro ad allenatori come Allegri e Mazzarri. Secondo me la Roma sta preparando il colpo Mancini, altrimenti non so quello che potrebbe succedere”

Riccardo “Galopeira” Angelini (Tele Radio Stereo): “L’addio di Baldini? Non lo vedo come un atto coraggioso, ma come una fuga. Lui lascia una Roma a pezzi. L’allenatore? Se aspettare lunedì fosse una strategia fatta da dirigenti che non hanno sbagliato una mossa, io aspetterei. Ma questa non sembra una strategia, piuttosto sembra che questi non sanno più dove mettere le mani. Credo che tenteranno un altro esperimento, come quello di Rudi Garcia. La Roma s’è talemte incartata che qualunque allenatore viene c’è il rischio che sia quello sbagliato”.

Ugo Trani (Rete Sport): “Formerò un comitato in difesa della Roma, che risponderà con comunicati stampa quando qualcuno, come Lotito, offenderà la Roma. Mancini? Lui la disponabilità l’ha data, e qualcuno dentro alla Roma ci ha pensato. Secondo me loro non hanno la voglia di annunciare Garcia, perchè per loro è poco. Loro vogliono un nome che la piazza condivide. La Roma può prendere Spalletti, e va benissimo per la piazza. Spalletti viene, se la Roma lo chiama. Gli sta bene la squadra, non ti fa problemi sui giovani. Qual è il problema legato a Spalletti? E’ lo Zenit. Chi va a trattare con lo Zenit?”

Dario Bersani (Tele Radio Stereo): “Garcia pare proprio il favorito, mentre sullo sfondo resta Bielsa. Mancini è una pista davvero impraticabile. Questo ritardo sta diventando davvero imbarazzante. La Roma punta ancora due allenatori sotto contratto, col Lille e con l’Athletic Bilbao. Se fatichi a tesserare Garcia, non so più chi vai a prendere”.

(Continua…)

Mauri e la Lazio nei guai per 150 telefonate

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REPUBBLICA (G. FOSCHINI, M. MENSURATI) – Dopo un anno di tentennamenti, qualcosa si muove sul fronte dimenticato del calcioscommesse. E non tanto perché il procuratore Palazzi ha depositato i 33 deferimenti per il filone relativo a Bari-Treviso e Salernitana- Bari (con l’archiviazione per Ranocchia e con Gillet che rischia fino a 5 anni di squalifica); ma soprattutto perché si è improvvisamente sbloccata l’“inchiesta” sportiva derivante dalle indagini di Cremona, quella per capirsi che riguarda la serie A e in particolare le partite Lazio-Genoa e Lecce-Lazio del maggio 2011.

E, a quanto pare, l’intenzione della procura è quella di fare un bel po’ di deferimenti – tra questi, quello della Lazio e del suo capitano Stefano Mauri – entro il mese di luglio, per poi procedere rapidamente verso i processi, così da dare una parvenza di regolarità almeno al prossimo campionato. A smuovere il cosiddetto “007 federale” alcuni documenti rilevanti inviati dalla procura di Cremona e raccolti negli ultimi mesi dagli uomini del Servizio centrale operativo della polizia, che continuano a lavorare sul calcioscommesse e che hanno recentemente scoperto che il calcio italiano, due anni dopo l’arresto di Beppe Signori e l’inizio dello scandalo, è messo peggio di prima. Tra questi documenti, c’è, tra l’altro uno schema che ricostruisce analiticamente il flusso di telefonate intercorso la notte prima di Lazio-Genoa (4-2) tra Mauri e quelli che secondo la procura penale sono stati gli altri organizzatori della combine.

Tra mezzanotte e le quattro del mattino – ricostruisce nella sua analisi lo Sco – ci sono circa 150 “contatti consequenziali”. Per fare un esempio: alle 00.21 Gervasoni (Carlo, uomo degli zingari) chiama Zamperini (ex calciatore, secondo l’accusa il contatto con la Lazio). I due chiudono, e immediatamente Zamperini chiama Mauri sulla scheda telefonica “dedicata” in uso al centrocampista e intestata a Samanta Romano, fidanzata di Luca Aureli, titolare di un centro scommesse e amico di Mauri. I due a loro volta chiudono, e Zamperini chiama subito il capo degli Zingari, Ilievsky (che in quei giorni va a Formello, come testimoniano le celle telefoniche che mappano gli spostamenti del suo telefonino). Mentre Mauri si precipita a chiamare il suo amico Aureli. Nel frattempo Ilievsky chiama Singapore, dove c’è Tan Set Eng, cioè Dan, cioè il capo di tutto. E così via, fino all’alba, in un vorticoso giro di telefonate, con il cellulare di Zamperini in costante contatto con quello di Gervasoni, Mauri, Ilievsky e Aureli; quello di Mauri con Aureli e Zamperini; e quello di Ilievsky con Zamperini e Tan Set Eng. Agli atti ci sono anche telefonate tra Zamperini e Gecic (l’altro membro del gruppo degli Zingari, ora agli arresti) e tra Zamperini e Bobo Vieri (i due sono amici).

Il giorno della partita, poi, arrivano le telefonate tra Ilievsky e il gruppo degli ungheresi, altri scommettitori che la settimana successiva andranno a Lecce dove giocherà di nuovo la Lazio. Secondo la versione di Mauri la scheda “dedicata” gli serviva solamente per scommettere sugli altri sport. Secondo gli investigatori, che non hanno mai creduto a questa versione, questa analisi dimostra che la versione è fasulla: anche perché non coinciderebbero nemmeno i tempi di attivazione tra quanto raccontato da Mauri e quanto riscontrato dalla polizia.

Roma, Sabatini scarta Mancini. Restano in corsa Garcia, Bielsa e… mister X

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GIALLOROSSI.NET – La volontà popolare è stata ignorata. La Roma ha vagliato solo per un attimo la candidatura di Roberto Mancini, senza voler mai andare fino in fondo nell’affascinante (ma solo per la piazza) ipotesi. Una parte della dirigenza, la minoranza, ha caldeggiato la sua candidatura e continua a farlo, ma ha capito che la volontà del club erano altre, Sabatini su tutti.

Mancini chiede troppo: e il problema non è tanto il suo stipendio (vorrebbe poco più di quanto la Roma ha offerto ad Allegri), quanto ciò che pretenderebbe una volta sbarcato a Trigoria. La prima richiesta di Mancio sul mercato è stata Modric. Un vero e proprio colpo, un po’ come quello che è preso alla dirigenza romanista. Inoltre l’ex tecnico del City ha posto come condizione necessaria per il suo arrivo l’incedibilità di De Rossi. Insomma, Mancini ha fissato dei paletti che entrano in conflitto con le idee di Sabatini. E ha messo in chiaro un concetto che non è piaciuto molto dalle parti di Trigoria: se volete me, le cose si fanno a modo mio.

Sabatini, scartata l’ipotesi Mancini (salvo clamorosi colpi di coda), valuta Rudi Garcia e Marcelo Bielsa. Il primo è il prescelto da tempo dal ds: l’accordo è già raggiunto sulla base di un biennale da 1,2 milioni. Ma il direttore sportivo nicchia per due motivi: il nome di Garcia non piace alla piazza e non convince tutta la dirigenza. Servirebbe insomma una grande assunzione di responsabilità. Altrimenti resta in piedi, come già detto ieri, l’ipotesi Bielsa. El loco non dispiacerebbe alla piazza, ma presenta delle pesanti controindicazioni: lui, un po’ come Zeman, è una mina vagante. Come potrebbe reagire all’impatto con un ambiente “particolare” come Roma?

Da Trigoria fanno sapere che non c’è fretta, che si prenderanno  tutto il tempo necessario prima di una scelta definitiva. Ma la rosa dei candidati, tra allenatori scartati e che  hanno risposto “no grazie”, si assottiglia. Ecco perchè questo temporeggiare da parte della dirigenza sulla scelta del nuovo tecnico può significare che si sta attendendo l’apertura di una terza via: quella che porterebbe al fantomatico mister-X. Un nome ancora ignoto, su cui i giallorossi stanno lavorando a fari spenti. Ma, restando freddamente ai fattti, al momento questa sembra più una speranza che una possibilità concreta.

A.F.

Roma, Sabatini assalito dai dubbi. Ma la tifoseria ha scelto Mancini

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CORSERA (G. PIACENTINI) – A poco più di un mese all’inizio della nuova stagione, ancora non si conosce il nome del tecnico della Roma. Walter Sabatini sta infatti valutando i candidati con tutta calma, per non fallire per la terza volta la scelta dell’allenatore. Ma se il d.s. sfoglia la margherita, assalito dai suoi dubbi potenti, i tifosi giallorossi sembrano avere già scelto Roberto Mancini, primo per distacco nell’indice di gradimento rispetto a Blanc, Garcia e un mister X che però, se esiste, non è ancora stato reso noto.

Le radio sono subissate di telefonate in favore del Mancio, e sui social network stanno nascendo pagine in favore dell’ex tecnico del Manchester City. Una sollevazione popolare poco prevedibile, se si pensa al suo passato biancoceleste che però sembra non essere un problema per nessuno davanti al suo curriculum. Proprio il fatto di essere riuscito a vincere in tutte le squadre – Fiorentina, Lazio, Inter e Manchester City – che ha allenato, gioca in favore di Mancini, che è visto come una certezza di importanti investimenti, cioè quello che la piazza chiede a James Pallotta.

Non sono rassicuranti, invece, i nomi di Blanc e Rudi Garcia
. Il tecnico del Lille è stato oggetto di scherno su Twitter e Facebook dove i tifosi romanisti hanno cominciato a postare le foto di Luigi Garzya (ex difensore della Roma) e addirittura di Henry Calvin, l’attore che impersonava il sergente Garcia nella serie tv Zorro, con la didascalia: «Ecco il nuovo allenatore della Roma ». Ironia dei tifosi a parte, il dubbio di Sabatini è proprio quello di portare nella capitale un tecnico che non abbia le spalle abbastanza larghe per sopportare le pressioni di una piazza esasperata.

Per questo più passano i giorni e più la candidatura di Mancini, che conosce benissimo la città, prende forza. Tra i suoi sponsor viene inserita anche Unicredit, sebbene il socio di minoranza con un comunicato abbia voluto sottolineare ieri come non ci sia nessuna interferenza da parte sua nelle scelte tecniche. La stesa banca è stata tirata in ballo dal presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis: «Ho trattato Marquinhos e Lamela con UniCredit – le sue parole – Ho offerto 40 milioni ma loro volevano darmi Osvaldo»

Pallotta: “La Roma c’è, e forse Lotito ne è tifoso…”

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LEGGO (F. BALZANI) – «Allora è vero che Lotito è romanista…». Il derby tra Roma e Lazio non è ancora finito. All’articolo scritto da Lotito e apparso ieri sul Corriere dello Sport in risposta a un altro articolo (del giornalista Dotto) in cui si rivendicava il primato cittadino, ha replicato Pallotta con una nota ufficiale: «A quanto pare Lotito sente il bisogno di parlare costantemente della Roma, a sproposito e con evidenti inesattezze. Forse è vero quello che si dice, che è un tifoso della Roma. In ogni caso, voglio rassicurare lui e chiunque altro che la Roma e’ viva e solida. E che importanti risultati sul campo arriveranno presto».

Nell’articolo il presidente laziale – che già in passato aveva stuzzicato la proprietà americana – ha definito la Roma «un club che non conta più nulla, dove i suoi stessi tifosi hanno chiesto l’annientamento di una dirigenza che ha sbagliato tutto». «Per quanto riguarda la governance del calcio – ha concluso Pallotta – abbiamo idee e piani migliori per il futuro. La nostra priorità adesso è la prossima stagione, non gli sterili e inutili dibattiti sulla stampa».