CONFERENZA STAMPA DERBY – Andreazzoli: “Fortunato a vivere un evento simile”, Burdisso: “Abbiamo la giusta tensione, vogliamo alzare la coppa”

0

andreazzoli

GIALLOROSSI.NET – In vista del match di domani contro la Lazio, oggi in conferenza stampa nella sala conferenze dello Stadio Olimpico,si presentano Nicolas Burdisso e Aurelio Andreazzoli.

Lazio, telefonate minatorie ai giocatori: “Dovete perdere il derby”

0

marchetti

FONTE: RADIO RADIO – Alcuni giocatori della Lazio avrebbero ricevuto telefonate minatorie nelle quali gli veniva intimato di perdere il derby di domani pomeriggio. Lo rivela l’emittente Radio Radio, che rivela il succo del contenuto di tali chiamate minacciose: “Perdete il derby o sono affari vostri”. Tra i giocatori bersagliati dalle telefonate ci sarebbe anche il portiere Marchetti.

A confermare l’accaduto è stato l’addetto stampa della Lazio Stefano De Martino, a margine della conferenza stampa di Petkovic: “Ci sono state minacce a perdere alla partita ad alcuni giocatori, altro non posso dire. La società, di concerto coi calciatori, ha inoltrato tutto alle autorità”.

IL PUNTO – Le parole di Baldini allontanano Allegri dalla Roma

0

baldini-allegri

GIALLOROSSI.NET (A. Fiorini) –  Quando si parla di Roma, le certezze non esistono. Partendo da questo semplice ma ferreo assunto, si torna a parlare della telenovela Allegri, che da qualche giorno ha preso il posto di quella Mazzarri. Già, perchè l’ex tecnico del Napoli, a lungo corteggiato dalla Roma,  ieri ha messo nero su bianco il suo passaggio all’Inter. Chiudendo definitvamente ogni spiraglio di un suo possibile approdo alla corte di Pallotta.

Il testa a testa Allegri-Mazzarri, di fatto,  si era già concluso da qualche giorno. Nella lista della Roma restava solo il nome di Massimiliano Allegri, anche lui, come il suo collega,  dato continuamente ad un passo da tutti i giornali.  Nelle ultime ore però qualcosa cominciava a puzzare: Allegri infatti, dopo le parole di Berlusconi, non è andato allo scontro frontale con i rossoneri, ma ha preferito far sbollire gli animi. A conferma che  la sua prima scelta resta quella di continuare al Milan. Galliani, da parte sua, sta provando in tutti i modi possibili a far scendere a miti compromessi il suo focoso presidente. Per riuscire nell’impresa (impossibile?)  era addirittura arrivato ad organizzare una gustosa cenetta  a tre, in programma per lunedì sera: Berlusconi e Allegri dovevano essere gli ospiti d’onore. Scopo della serata, una clamorosa, improbabile, ma possibile riappacificazione generale. Cena che, a quanto pare, potrebbe saltare a causa di impegni improrogabili del presidente rossonero. La Roma, se così fosse,  dovrà aspettare ancora: ma vorrà farlo?

Così’, dopo il no di Mazzarri, la Roma rischia di essere snobbata anche dall’altro grande favorito alla panchina. Le parole di Baldini certificano una certa freddezza da parte dei giallorossi, piuttosto seccati dall’evolversi della vicenda: “Allegri? E’ stato lui a cercarci”, il pensiero espresso dal direttore generale al Tg1. Parole che non avranno di certo fatto felice Massimiliano Allegri. L’intrigo continua, si infittisce, arricchendosi di nuovi, preoccupanti elementi.

Oggi però la telenovela-Allegri è messa in stand-by: domani si gioca una finale che può non solo cambiare una stagione, ma anche tutte le carte in tavola. Allenatore compreso. La Roma si trova davanti ad un bivio. La vicenda Allegri può ancora aspettare qualche giorno.

FLASH – Slitta a giovedì l’incontro Berlusconi-Galliani per il futuro di Allegri

0

allegri-galliani

SKY SPORT – Il futuro di Massimilano Allegri si deciderà la prossima settimana, ma si dilatano i tempi. L’incontro tra Berlusconi e Galliani, nel quale si deciderà anche sulla permanenza in rossonero del tecnico livornese, inizialmente previsto per lunedì, è stato rimandato per impegni del presidente rossonero.

Secondo quanto riferisce l’emittente satellitare Sky Sport il vertice è slittato a giovedì. Questo rinvio complica i piani della Roma, che sperava in una soluzione più breve della vicenda e adesso dovrà attendere ancora per capire il futuro di Allegri.

ON AIR (AUDIO) – Valdiserri: “Allegri? Siamo all’allarme rosso”, Corsi: “Baldini lo ha bruciato”, D’Ubaldo: “C’è una battuta d’arresto”, Trani: “E’ la dirigenza più fregnacciara di sempre”

0

 

onair2

GIALLOROSSI.NET – Prosegue la nostra rubrica dedicata al variopinto mondo delle radio romane. Un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore.
Buon divertimento!

Riccardo “Galopeira”Angelini (Tele Radio Stereo):La cosa che mi rattrista è di avere la convinzione che ci sarà qualcuno che ci godrà, se questa cosa eventualmente non dovesse andare come noi tifosi della Roma speriamo, ma non veri o non veri. I tifosi della Roma. Quelli che non c’hanno altre storie più alte della Roma, quelli che non sono obbligati a fa il sindaco di Roma. Sto giro però è n’ariaccia, lunedì mattina potrebbe diventà un’ariaccia per gli psicopatici. Quindi, in campana.”

[soundcloud url=”http://api.soundcloud.com/tracks/93805399″ params=”color=ff6600&auto_play=false&show_artwork=false&show_playcount=true&show_comments=true” width=” 100%” height=”81″ iframe=”false” /]

Mario Corsi (Centro Suono Sport): “Le dichiarazioni di Franco Baldini di ieri hanno bruciato Allegri. La cosa incredibile di Baldini è che dice che gli altri hanno cercato la Roma, quando invece Allegri lo hanno cercato loro qualche mese fa, a Mazzarri ci stavano pensando da tantissimo tempo ed è stata la Roma a chiamarlo. Baldini scarica sempre le persone dopo che non è riuscito a fare qualcosa, e lo dice a tutti. Un comportamento non lineare. Se c’hai ancora chance con Allegri, che sicuramente verrà, così l’hai messo in difficoltà. Perchè Allegri sta facendo il braccio di ferro con il Milan? Perchè vuole i soldi per la buonuscita. Se tu dici questo, loro possono denunciare Allegri, fermarlo per un anno…gli possono fare di tutto. Oppure dico a Baldini, pagagliela tu la buonuscita”

[soundcloud url=”http://api.soundcloud.com/tracks/93805535″ params=”color=ff6600&auto_play=false&show_artwork=false&show_playcount=true&show_comments=true” width=” 100%” height=”81″ iframe=”false” /]

Jonathan Calò (Centro Suono Sport): Berlusconi aveva detto pure che Balotelli era un cattivo ragazzo e che non era degno di vestire la maglia, poi Galliani lo ha convinto e lui gli ha segnato 12 gol, quindi vanno prese sempre con le molle. Percentuali? Le faccio fare a Bargiggia, perchè pure Mazzarri per me era sicuro, poi esce il  bilancio della Roma…”

[soundcloud url=”http://api.soundcloud.com/tracks/93805584″ params=”color=ff6600&auto_play=false&show_artwork=false&show_playcount=true&show_comments=true” width=” 100%” height=”81″ iframe=”false” /]

Roberto Renga (Radio Radio): Allegri ha sempre messo il Milan in cima ai suoi pensieri, l’abbiamo sempre detto. Io invece  sarei andato su altre soluzioni, tipo Rocca, Zeman o Di Francesco. Io società non posso stare appesa ad un filo, perchè se poi il filo si spezza?“.

Ugo Trani (Rete Sport): “Baldini dice che Luis Enrique è una meravigliosa persona? Vacci a cena la sera. Io voglio vincere, non voglio la meravigliosa persona. Qua sono tutte meravigliose: meravigliosi i ragazzi, meraviglioso Andreazzoli…però devi vincere lo scudetto, devi vincere la Champions, quelle sono le cose che contanto. Devi lottare per qualcosa. Non puoi arrivare a dieci punti dal terzo posto. Ma che è, lottare per qualcosa? La coppa Italia teniamola fuori, perchè non vorrei che nasconda delle magagne.Ma tu ti rendi conto: i due allenatori che hai fatto testa a testa, perchè ce l’hanno detto loro eh, non è che poi ce lo siamo inventati noi… uno ha già firmato per l’Inter e l’altro è a Wembley con l’ad. del Milan. Te stai al Tg1 a raccontare la favola di Pinocchio…dai su. (…) Questi in blocco come dirigenza sono quelli che c’hanno raccontato più fregnacce in assoluto nella storia del calcio italiano, non solo della Roma, sommate pure le altre”

[soundcloud url=”http://api.soundcloud.com/tracks/93805260″ params=”color=ff6600&auto_play=false&show_artwork=false&show_playcount=true&show_comments=true” width=” 100%” height=”81″ iframe=”false” /]

Guido D’Ubaldo (Radio Radio):Le parole di Baldini? E’ evidente che c’è stata una battuta d’arresto tra la Roma e Allegri”.

Luca Valdiserri (Rete Sport): “Su Allegri mi sembra quasi che siamo all’allarme rosso. Visto che questa telenovela purtroppo va avanti, si dice che è Allegri ad aver cercato la Roma, che è anche abbastanza vero. Ora vediamo se era davvero una voglia di allenare la Roma o se era una abile sponda per avere più carte da giocarsi col Milan. Mi sembra che anche Baldini abbia queta idea. Se non andrà a buon fine, saremo stati degli ingenui, dei romantici, che si fidano delle persone. Se non viene nemmeno Allegri, e il ballottaggio era Mazzarri-Allegri, siamo di fronte ad un fallimento quasi epocale.”

[soundcloud url=”http://api.soundcloud.com/tracks/93806777″ params=”color=ff6600&auto_play=false&show_artwork=false&show_playcount=true&show_comments=true” width=” 100%” height=”81″ iframe=”false” /]

 

(Live) TRIGORIA: la Roma apre i cancelli ai tifosi. Cori per Totti, De Rossi e Perrotta

0

cancelli-trigoria

GIALLOROSSI.NETCancelli aperti a Trigoria: i tifosi giallorossi presenti, circa duecento, potranno assistere alla fase iniziale dell’allenamento.

Lazio, undici anni di B? No, sono dodici

0

lalaziorestainb

IL ROMANISTA (L. PELOSI) – Undici anni di B? Magari, dovrebbe affermare un vero laziale. Già, perché gli anni di Serie B sono almeno 12, secondo la storia del calcio, anche se all’epoca che andiamo a raccontare non si parlava di Serie B semplicemente perché non c’era ancora il campionato a girone unico. Ma ciò che va raccontato è a tutti gli effetti una retrocessione, avvenuta nel 1925-26, tant’è che nella stagione 1926-27 la Lazio non partecipò alla Divisione Nazionale, che comprendeva i gironi da cui poi uscivano le squadre che avrebbero concorso per lo scudetto.

I fatti: la stagione 1925-26 è quella in cui si avvia il processo che avrebbe portato al campionato a girone unico. Per arrivarci, però, era necessario cominciare a ridurre il numero delle squadre partecipanti al torneo. L’assemblea della FIGC decise dunque che a fine stagione ci sarebbero state delle retrocessioni per ogni girone. La Lega Nord era divisa in due gironi e ne sarebbero retrocesse quattro per ognuno dei due. La Lega Sud era divisa nei campionati Campano, Laziale, Pugliese, Siciliano e Marchigiano. Le prime due avrebbero partecipato alla fase nazionale, le altre sarebbero retrocesse. Questa la classifica finale del campionato laziale: Alba 17, Fortitudo 16, Podistica Lazio 14, Audace 7, Roman 6, Pro Roma 0. Nella stagione 1926- 27, quindi, come fu deciso dalla Carta di Viareggio che riformò il calcio italiano nell’estate del 1926, Alba e Fortitudo parteciparono alla Divisione Nazionale. L’Audace fu assorbita dall’Alba, il Pro Roma dalla Fortitudo e la Podistica Lazio partecipò alla Prima Divisione. La seconda serie. La cadetteria. Il piano di sotto. Chiamatela come volete. La Serie B, si sarebbe detto pochi anni dopo.

Per la prima delle 12 volte della sua storia. Va anche detto che la Podistica Lazio non conquistò sul campo il diritto di partecipare al primo campionato a girone unico, quello della stagione 1929-30. Il campionato 1928-29 infatti fu disputato a due gironi, con l’obiettivo di creare un girone unico a 16 squadre per la stagione successiva cui avrebbero partecipato le prime 8 dei due gironi. La Roma conquistò facilmente il diritto, la Podistica Lazio invece si classificò all’ottavo posto a pari merito col Napoli. Siccome però gli spareggi tra le due squadre accomunate dai colori finivano sempre pari, fu deciso di ammetterle entrambe e, tirando dentro anche la Triestina, nona classificata nell’altro girone, di fare la Serie A a 18 squadre. Ultima considerazione: la storia di solito la raccontano i vincitori. Ma i laziali, pur essendo stati spesso sconfitti, pretendono di farlo ugualmente. E così cambiano i criteri a seconda di ciò che fa loro comodo. Si vantano di essere nati prima, ma non conteggiano la retrocessione che avvenne nel 1926. Dice: non era un campionato a girone unico. Vero. Infatti per loro i campionati non a girone unico contano solo quando si tratta di aggiungere dei gol a Silvio Piola, temendo che Totti possa avvicinarlo. Di sicuro fantasia e applicazione non fanno difetto ai tifosi della squadra che porta il nome della regione e che infatti al derby insultano il nome della città che li ospita.

Roma – Allegri, lunedì si decide

0

allegri

CORSPORT (R. BOCCARDELLI) – Nel vento novembrino di Trigoria si perdono i penultimi ordini di Andreazzoli mentre nel vento di Heathrow plana Allegri scortato da Galliani. Sono le due partite più importanti della stagione giallorossa e si giocano quasi in contemporanea. La finale di Coppa Italia, il derby che affascina e preoccupa, farà restare magicamente in sospeso tutta la questione. Lunedì la Roma giallorossa si risveglierà e vedrà un orizzone cambiato, diverso. (…)

LE SOMME – La Roma ha fatto tutto quello che doveva fare. Oggi e domani lascerà che il pallone bollente scorra velocemente sui tappeti verdi e nelle lancette dell’orologio. Da lunedì si comincerà a tirare le somme. Sabatini tirerà a riva la sua rete e se non ci troverà Allegri sarà un bel guaio. Perchè Mazzarri è andato e Allegri che era la prima scelta e poi forse la seconda, è in realtà oggi l’unica scelta. 
ATTESA – La palla passa al Milan e all’intricatissimo triangolo tecnico-tattico-passionale Berlusconi-Galliani-Allegri in cui non c’è in gioco solo il futuro del tecnico livornese ma anche molto altro in casa rossonera. La Roma non può far altro che aspettare con fiducia. (…)
ALTRI SCENARI – A meno che la Roma non si trovi con gioia a coltivare il piano AA, Aurelio Andreazzoli. Ma questo vorrebbe dire (scongiuri consentiti…) aver vinto la Coppa Italia, conquistato l’accesso nell’Europa League. Si è tornato a parlare anche di Bielsa, ma è un’ipotesi molto remota. Si tornerebbe ad una situazione zemaniana con l’aggravante che il “mago” argentino non ha mai frequentato il calcio italiano, nè i calciatori italiani tantomeno quelli della Roma. Una vera incognita. (…)

L’Argentina convoca Lamela: avrà la 10 come Maradona

0

lamela4

CORSPORT (R. BOCCARDELLI) – Lamela in nazionale per sostituire l’acciaccato Messi, non uno qualsiasi. (…) Il ct Sabella ha dichiarato di non aver mai smesso di far monitorare gli argentini che giocano in Italia e in particolare l’attaccante romanista che ha segnalato evidenti progressi nel corso della stagione.

La notizia della convocazione ha colto Lamela in pieno ritiro pre-derby e sicuramente gli avrà fatto molto piacere. A 21 anni chiude la stagione con 15 gol nel campionato italiano di serie A, una finale di Coppa Italia che può vederlo tra i protagonisti e una prestigiosa convocazione nella nazionale argentina. Colombia ed Ecuador le avversarie contro le quali il “Coco” potrà dimostrare di valere la prestigiosa maglia di Messi e che fu anche di Diego Armando Maradona. Quasi un’investitura. Da brividi.

(…)

La stagione di Lamela è stata decisamente positiva. I progressi dopo il primo anno così così, sono stati evidenti. Soprattutto nella prima parte quando Lamela è stato probabilmente uno dei giocatori che più hanno beneficiato della cura Zeman. Nel senso che il talento sudamericano aveva cominciato a muoversi bene anche senza palla, facendosi trovare spesso e facilmente in zona gol.

Roma-Lazio, le probabili formazioni: Destro favorito su Osvaldo

0

destro

IL ROMANISTA (A. F. FERRARI / V. VERCILLO) – Silenzio, la Roma è al lavoro. Da ieri, la squadra è in ritiro. Niente intrusi, oggi (alle 11) saranno concessi 15 minuti alla stampa, poi (alle 17) all’Olimpico parleranno in conferenza stampa Andreazzoli e Burdisso. Stop. Il gruppo ieri si è incitato a vicenda, a Trigoria non si parla di logo, di maglie, di nulla che non sia il campo. Che non sia la Coppa. Duro lavoro, quello di Andreazzoli. Che (all’apparenza) non sa ancora che fine farà, perché Allegri è a un passo dalla Roma, mentre Mazzarri – è ufficiale – ha firmato per l’Inter: Stramaccioni è stato esonerato. In attesa del valzer degli allenatori, Aurelio è con la testa e il cuore alla Roma. C’è da preparare una finale. La finale. C’è solo lei. C’è solo l’As Roma.

Di dubbi invece sembra che ce ne siano pochi, il modulo pare deciso: sarà il 4-2-3-1. Andreazzoli dovrebbe puntare ancora sulla difesa a quattro. Fuorigioco Stekelenburg, dato ormai per ceduto al Fulham, in porta toccherà naturalmente a Lobont. Per Torosidis, ancora non in perfette condizioni fisiche per un trauma contusivo alla caviglia sinistra (ieri ha svolto ancora differenziato), si prospetta la panchina. A destra dovrebbe andare quindi Marcos, dal lato opposto Balzaretti. La coppia di centrale sarà formata da Burdisso e Castan. Non sono attese sorprese nemmeno a centrocampo: i due mediani saranno De Rossi e Bradley, i tre trequartisti dovrebbero essere Lamela, Totti (al centro) e Florenzi. Il vero ballottaggio sarà tra Destro e Osvaldo. Mattia è reduce da un’ottima prestazione con il Napoli, all’Olimpico ha segnato la rete del raddoppio. Osvaldo sembra un po’ appannato. Andreazzoli deciderà all’ultimo. Intanto i tifosi continuano ha spronare la squadra. «Er popolo de Roma vole sta vittoria!». Questo lo striscione apparso ieri fuori dai cancelli del “Fulvio Bernardini” dove ad attendere i giocatori c’erano anche una cinquantina di tifosi. Tifosi che domani sera sosterranno ininterrottamente la loro squadra. Tifo che farà anche il presidente, James Pallotta, arrivato nella Capitale da qualche giorno per l’occasione e non solo. Il numero uno giallorosso, dopo il lancio del logo, l’udienza generale dal Papa e l’incontro con il presidente della Repubblica, ieri sera si è concesso un po’ di relax assistendo al Pala Tiziano alla Gara1 di Semifinale dei PlayOff tra la Virtus Roma e Cantù.

LAZIO – La Lazio ha, invece, terminato il ritiro prederby: i biancocelesti ieri hanno abbandonato Norcia e sono tornati nella capitale. Nell’ultimo allenamento prima del ritorno a Roma si è lavorato molto sulla concentrazione e meno sulla tattica. Il modulo è scelto (4-1-4-1), la squadra sembra pressoché fatta. L’unico dubbio dovrebbe riguardare Alvaro Gonzalez. Anche ieri l’uruguagio si è allenato a parte, colpa della fascite plantare che lo tormenta da tempo, ma ha ripreso a lavorare con il pallone. Nel caso in cui non ce la dovesse fare è pronto Onazi. Insieme a lui a centrocampo ci saranno Lulic, Ledesma, Hernanes e Candreva. In difesa la coppia Cana insidia Dias-Biava, con Konko e Radu a completare la linea arretrata. Klose sarà l’unica punta con alle spalle Hernanes.

Totti-De Rossi date una gioia ai vostri tifosi

0

totti-festa

CORSPORT (G. DOTTO) – Ci siamo. Smaltiti papi, presidenti, marchi, sproloqui, allenatori veri e presunti, eccoci finalmente, come nei grandi western della classicità, faccia a faccia con il nemico. Che non è (solo) la Lazio, ma la fottutissima tremarella di scoprire che non sei all’altezza della tua ambizione. La Roma, se Roma sarà, ha bisogno di questa vittoria (…).

Abbiamo letto in questi giorni, tra l’Olimpico e Trigoria, appelli anche agghiaccianti, sverniciati dalla muffa della più cascante retorica bellicistica. Non si tratta di vincere o morire. Il mio appello è un altro. Quando sarete seduti sulla panca, nella pancia dello stadio, e sarà arrivato il momento d’infilarvi la maglia. L’avete fatto mille volte, fatelo stavolta come fosse la prima. Dilatatelo il più possibile quel tempo in cui dovrete passare prima la testa e poi il torace. Rallentatelo quel breve buio che vi separa da tutto ciò che eravate fino a pochi istanti prima. Respiratelo l’odore. Immaginate intensamente quanti vorrebbero essere, ora, adesso, al vostro posto, dentro quella maglia. Ragazzi come voi, che sognano di diventarlo o che non potranno più esserlo. Immaginate e moltiplicatevi. Amplificatevi. (…)

Domani sapremo. Sapremo anche chi avrà avuto ragione. Se l’approccio più morbido della sponda giallorossa o quello più “feroce” dello sbirro latinorum, che ha segregato i suoi e forse anche imbelvito o, chissà, annichilito in un lungo ritiro lontano da Roma, tra le potenti esalazioni degli effluvi norcini. Ma a decidere, domani, non saranno le formazioni, le tattiche o i salumi, sarà l’eventuale anima. E’ l’occasione giusta per scoprire di averne una. Totti e De Rossi, è la vostra partita. Lamela e compagni cercheranno di capire da voi cosa vuol dire. Vincendo, aiuterete voi stessi e i vostri tifosi a diventare migliori, a tornare quelli che erano un tempo, ingenue percussioni del cuore e non un branco di pettegoli e rancorosi mosconi che hanno scambiato il mondo per una discarica. Vincere domani non è tutto, ma è quanto basta. Fate in modo che la gente romanista non sia infelice domani sera. Non se lo merita. Sono stati due anni penosi e l’infelicità è indecente quando dura troppo a lungo. Soprattutto, se è l’infelicità di chi ti ama.

“Pensiamo ad Allegri”. Ma la Roma chiama Bielsa

0

baldini6

FONTE: IL TEMPO  – Due giorni di attesa per capire meglio cosa fare degli ultimi due anni. Non sarà semplice prendere una decisione per Franco Baldini, confinato nella delusione dei risultati acquisiti nell’avventura della nuova Roma americana. «Parlarne adesso a tre giorni dalla finale non mi sembra opportuno», ha ammesso ieri il dg ai microfoni del Tg1. «Il calcio è fatto così: ci sono i risultati, a volte non ci sono. Abbiamo commesso anche qualche errore di comunicazione. Ne ho 4-5, in generale, inconfessabili – ammette Baldini – di cui mi sono sempre ritenuto responsabile». Un’ammissione di colpa che probabilmente lo costringerà a salutare la Roma nel caso in cui la finale dell’Olimpico dovesse andare male, lasciando sul piatto le dimissioni e quel progetto da riproporre magari a Londra alla corte del Tottenham.

Aspettando il derby quindi, la scelta dovrà comunque passare al vaglio di Pallotta, che per costringerlo a rimanere potrebbe anche certificare quei poteri di cui spesso Baldini in stagione si è sentito esautorato. Anche nella scelta del prossimo allenatore. E quando spunta il nome di Allegri, il dg lascia socchiusa la porta: «La Roma è stata cercata da tanti allenatori perché pensano che abbia un potenziale importante. Allegri ha manifestato più volte l’apprezzamento e la stima per la squadra». Un messaggio positivo, che negli uffici di Trigoria non lascia dormire sonni tranquilli.

Stasera il tecnico rossonero assisterà a Londra alla finale di Champions League insieme a Galliani. Per molti l’ultimo tentativo per convincerlo a restare, dopo i pareri unanimi negativi (Berlusconi a parte) di affidare a Seedorf il Milan. Una situazione che spaventa la Roma, nonostante un triennale da 2,7 milioni già accettato dallo stesso Allegri in cui manca soltanto la firma. La «tarantella» milanista non è piaciuta a Sabatini, che ha contattato Marcelo Bielsa, (Pioli non convince fino in fondo) come ultima carta di riserva rimasta nel mazzo.

MERCATO – Bradley verso il Verona

0

bradley

GASPORT (F. DI CHIARA) – Un Verona americano. No, non è l’inizio di un romanzo fondato su sogni di carta, piuttosto la sintesi delle prime mosse del nuovo Verona targato Setti. In attesa di sciogliere il nodo allenatore (vicenda di cui ci occupiamo parte), il diesse Sogliano e il direttore generale Gardini stanno sistemando i tasselli delle rispettive aree.

Derby a distanza Così in un’ideale primo derby a distanza con il Chievo il Verona si è fiondato sul centrocampista statunitense Michael Bradley che due stagioni fa si è messo in luce in A proprio nel Chievo. A metà settimana Sogliano ha avuto una chiacchierata con Sabatini: si è parlato del prestito in gialloblù di Nico Lopez, talentuoso attaccante uruguaiano, ma soprattutto della volontà di riportare a Verona il 25enne americano. Sensazioni? Affare possibile, sulla base di un prestito con diritto di riscatto, mentre per l’uruguaiano Barreto (portato proprio da Sogliano a Palermo nella sua breve esperienza alla corte di Zamparini) l’ingaggio elevato (sui 700 mila euro) rappresenta un ostacolo non da poco. E poi? Aspettando l’ufficialità dell’arrivo di Ebagua dal Varese, è concreto anche l’interesse per l’esterno Pisano (attualmente a metà tra Genoa e Palermo), vecchia conoscenza di Sogliano che lo ha avuto con sé a Varese, e nei prossimi giorni si procederà al riscatto delle metà di Cacciatore (Samp) e Martinho (Catania).

Colpo commerciale L’altra (grossa) novità riguarda l’importante accordo di partnership raggiunto dal Verona per i prossimi 4 anni con la Nike: il colosso Usa in Italia è sponsor tecnico solo di Inter e Juventus e dal 2014 lo diverrà anche della Roma. Manca l’ufficialità ma l’intesa c’è, presto diventerà operativa e sarà ad ampio raggio perché la Nike, attratta dalle grandi potenzialità di crescita e dalla solidità del nuovo progetto Hellas, vestirà col proprio marchio il Verona già nel prossimo torneo e sarà partner commerciale anche del nuovo Verona Store che a luglio sarà inaugurato in Piazza Bra.

Berlusconi convoca Allegri: lunedì a cena il momento della verità

0

allegri-berlusconi

GASPORT (A. BOCCI / C. LAUDISA) – Invito a cena: con o senza dessert? Silvio Berlusconi cosa ha preparato per Adriano Galliani e Max Allegri lunedì ad Arcore? Il confronto prevede il dolce di un rinnovo o l’amaro di un fragoroso addio? Gli indizi, nel caso Allegri, lasciano aperta ogni possibilità, anche se Berlusconi ha ancora bene in mente Seedorf sulla panchina del Milan. Il fatto però che il tecnico esonerando accompagni l’amministratore delegato Adriano Galliani a casa Berlusconi fa pensare che forse lo spiraglio è più che mai aperto. Se il padrone del Milan fosse stato ancora incrollabilmente deciso al cambio della guardia, e soprattutto troppo stizzito per le ultime scelte tattiche di Allegri per poter cambiare idea, forse non si sarebbe nemmeno curato di invitarlo a cena ad Arcore. Dove invece lunedì sera i tre si vedranno e decideranno se continuare insieme o dirsi addio.

Giocare d’azzardo Qualsiasi scelta è rischiosa, per tutti. Berlusconi potrebbe pentirsi subito di aver concesso ancora fiducia al tecnico con il quale non è mai sbocciato il feeling; Allegri potrebbe ritrovarsi dopo poche partite in balia delle onde berlusconiane; Galliani dovrebbe prepararsi a subire altri appunti e disappunti. Anche l’altro protagonista della vicenda, Clarence Seedorf, rischia più di qualcosa, perché potrebbe bruciarsi in fretta, vista la totale mancanza di esperienza e il carattere non esattamente flessibile. Ma tutti sembrano disposti a rischiare. Tutti, tranne Berlusconi. Che non ne ha bisogno, perché è il padrone, quindi alla fine decide lui.

Menu Nel menù della cena ci sarà il futuro del Milan. Berlusconi, furibondo dopo la partita di Siena, chiederà conto di alcune scelte considerate bislacche, e Allegri dovrà essere bravo a spiegare al presidente i dettagli che all’esterno non si vedono, e che lui solo e i suoi collaboratori (oltre a Galliani) possono conoscere. Più volte in queste tre stagioni Allegri si è mostrato molto sportivo, un vero incassatore dei colpi del presidente. Un talento che ha tenuto Ancelotti ancorato alla panchina del Milan per 8 stagioni, puntellato anche dai successi internazionali che ad Allegri mancano. Non è un caso che il punto più alto di intesa fra Berlusconi e Allegri sia stato raggiunto dopo la vittoria con il Barcellona a San Siro. Il tracollo del Camp Nou invece ha fatto a brandelli la tela, e dopo il sofferto terzo posto in campionato tocca a Galliani ricucire strappi e smagliature. L’ondata popolare di dissenso per la decisione presidenziale di licenziare Allegri potrebbe essere un buon motivo per tornare indietro, ma è non è detto che il presidente si lasci convincere, anche se le speranze di Galliani crescono.

Attese L’a.d ci proverà, perché fiuta la possibilità. La diplomazia a tavola spesso funziona, solo che lunedì comanderanno Berlusconi e i suoi cuochi, e Allegri e Galliani sperano di non tornare indietro ridotti come certi concorrenti di Masterchef. I due oggi sono a Londra per la finale di Champions, Berlusconi, saltata la gita da Putin, passerà il fine settimana fra Roma e Milano. La Roma resta alla finestra,ma pare spazientita. Il pokerista Allegri gioca sui nervi saldi.

Totti e De Rossi, il derby della vita

0

totti-derossi3

IL TEMPO (A. AUSTINI)«Non posso prevedere come andrà, ma ho la sensazione che la coppa sarà nostra». Una frase del genere Totti e De Rossi non l’avrebbero mai pronunciata alla vigilia di un derby del genere.
Pallotta, invece, si è lasciato andare all’ottimismo (a Radio Manà Sport) durante l’intervallo di Roma-Cantù, alla faccia della scaramanzia che regna sovrana a Trigoria dove oggi irromperà proprio il presidente per caricare la squadra. Provate a chiedere un pronostico a Francesco e Daniele. Il primo, per risolvere il problema in partenza, ha deciso addirittura di perdersi tutti gli Internazionali di tennis, di lasciare al vice capitano il ruolo di rappresentante della Roma ieri al Quirinale da Napolitano e di concedere oggi i microfoni a Burdisso nella conferenza della vigilia. Un po’ per uno: prima della partita toccherà all’altro «senatore» Perrotta confidare le sensazioni giallorosse a pochi minuti dal match.

Nelle ultime due settimane Totti si è voluto concentrare su tutto il resto: il campo, gli allenamenti, il morale della truppa da tenere altro. Ieri ha guidato una delle due squadre impegnate nella sfida dei tiri in porta, ha vinto l’altra guidata proprio da De Rossi: in palio un gelato che è toccato pagare al capitano e ai suoi compagni di giornata. Un modo per allietare il ritiro iniziato dopo il penultimo allenamento. Dentro le stanze di Trigoria non si pensa ad altro che alla partita di domani. Per Totti vale come una finale di Coppa del Mondo: vuole alzare il suo sesto trofeo con la Roma. Magari segnando: dopo aver raggiunto i capocannonieri del derby a quota 9 gol, ora insegue il primato assoluto di Da Costa a 11. Sarebbe l’ennesimo record di una carriera che non ha nessuna intenzione di interrompere: a bocce ferme arriverà il momento di parlare del rinnovo di contratto. Totti vorrebbe partire per le vacanze con una rassicurazione.

De Rossi si avvicina invece alla partita con quello che Sabatini chiamerebbe «un dubbio atroce»: e se fosse l’ultima partita con la maglia della Roma? È ormai qualche anno che la domanda sorge spontanea alla fine della stagione. Anche stavolta un fondamento c’è: De Rossi, esasperato dalle critiche e orientato a mollare la Roma soprattutto in caso di sconfiitta in Coppa Italia, si tiene in contatto con Mourinho. Il portoghese non è ancora sicuro di poter allenare il Chelsea ma se lo porterebbe volentieri dietro anche se dovesse finire al Psg. Negli ultimi giorni sul centrocampista è piombato anche il Bayern Monaco con un’offerta sostanziosa. La Roma è pronta a valutarla, nonostante ieri Baldini abbia ribadito che «il futuro di De Rossi è a Roma e spero sia migliore: la sua annata non è stata quella che ci aspettavamo e può invece fare la differenza». Parole di circostanza, come quelle di Daniele durante e dopo la visita Napolitano. «È la prima volta che vengo qui prima di una partita» ha scherzato col presidente al quale ha ribadito «la volontà di giocare una partita leale e corretta in cui accetteremo il verdetto del campo». Poi, all’uscita dal Quirinale, l’appello ai tifosi: «È successo qualche volta qualcosa di spiacevole nei derby, la preoccupazione c’è sempre, ma sono fiducioso perché tanta gente vuole venire e sperare di vincere e festeggiare, ma che lascerà tutte le armi e coltelli a casa». Uno scivolone involontario.

De Rossi ha anche ammesso che «noi sul campo dobbiamo essere i primi a non esagerare». Lui ha già dato nel penultimo derby. Ma stavolta è troppo importante: se dovesse davvero salutare la Roma, la sua città, vuole farlo a testa alta. Insieme ad altri compagni con le valigie già pronte. Per esempio Osvaldo: a Trigoria, in molti, lo considerano già un ex.