Osvaldo “usa e getta”

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IL TEMPO (A. AUSTINI) – Al centro della scena. Sempre e comunque. Osvaldo, per i motivi più svariati, rimane il protagonista delle vicende romaniste. Sul campo, perché domani c’è bisogno di un suo segnale di vita. E sul mercato: la ri-costruzione della squadra ruoterà in buona parte attorno alla sua cessione. L’immediato si chiama Roma-Siena: con il grande ex Destro squalificato, Andreazzoli deve affidarsi ancora ad Osvaldo in attacco. Per questo ieri al tecnico sono venuti i brividi quando lo ha visto abbandonare l’allenamento: l’italo-argentino ha preso un colpo alla gamba destra e il dolore è stato più forte del solito perché non indossava il parastinco. In più c’è un polpaccio che gli dà fastidio da qualche giorno e per questo i medici gli hanno consigliato di fermarsi lì. Comunque oggi, salvo contrattempi, è atteso in gruppo per la rifinitura e domani dovrebbe toccare di nuovo a lui il ruolo di centravanti.

Si spera con risultati migliori rispetto al recente passato. Sono trascorsi quattro mesi (Roma-Milan 4-2 del 21 dicembre) dal suo ultimo gol all’Olimpico. E nel 2013 ha segnato la miseria di due reti tra Bologna e Torino. In mezzo tanti problemi e un distacco sempre più forte dalla realtà romanista, tanto che ormai la frattura e netta. Di sicuro domani l’accoglienza del pubblico non sarà tenera. Nonostante la delusione della gara col Pescara, ci saranno anche stavolta tanti tifosi sugli spalti: tra abbonati e biglietti sono già 39mila i posti assegnati. Osvaldo proverà a trasformare i fischi (scontati) in applausi.

Gli restano cinque partite di campionato più la finale di Coppa Italia con la Lazio: probabilmente le ultime con la maglia giallorossa. Il centravanti ha capito da tempo che la società vuole venderlo e, negli ultimi tempi, ha maturato la convinzione di restare in Italia per dimostrare che non è un «bluff», come si è tornato a pensare da queste parti, e per mantenere il posto in Nazionale. La Confederations Cup sarà la sua prossima grande occasione, utile a lui e alla Roma in chiave mercato. I giallorossi vorrebbero inserirlo insieme a Bertolacci in un maxi-scambio con la Fiorentina per Jovetic. Affare complicato ma possibile anche se bisogna battere la concorrenza agguerrita: Napoli e Juve in Italia, Manchester City e soprattutto Arsenal in Inghilterra. «Di Jovetic tutti ne parlano ma alla fine decide il presidente – ha ricordato ieri Andrea Della Valle – ne riparleremo a giugno». Jo-Jo o meno, Osvaldo può comunque tornare a Firenze dove Montella lo accoglierebbe volentieri. Lo stesso farebbe Mazzarri a Napoli. E se il tecnico dovesse sbarcare a Trigoria? Per Osvaldo sarebbe comunque difficile ripartire in un ambiente che ormai lo sopporta a fatica.

Tra i possibili partenti c’è anche Stekelenburg. Mentre Sabatini tiene in pugno Rafael del Santos («ma io non ne so nulla» ha detto ieri il portiere brasiliano), l’olandese prova a stoppare le voci di mercato per chiudere la stagione con un po’ di tranquillità. «Il Fulham per me è una storia passata – spiega a Roma Channel – non ci penso più, basta. Non mi diverto qui? Chi dice questo non mi conosce». Aveva ricominciato a divertirsi Dodò, che in un’intervista delle scorse settimane diffusa ieri raccontava: «Ora sto meglio, non salto un allenamento». Invece in questa settimana li ha saltati tutti per un risentimento muscolare e domani non ci sarà, al pari di Marquinho e probabilmente Tachtsidis, bloccato ieri da una distorsione. Marquinhos viene tenuto a riposo per un sovraccarico su entrambe le ginocchia, Florenzi ha accusato problemi intestinali ma non è in dubbio.

Roma, Allegri studia. Mazzarri nega

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SERIE A 2008/2009 - ROUND 7° - TORINO-CAGLIARI

IL MESSAGGERO (M. FERRETTI) – Max Allegri, allenatore del Milan con contratto fino al 30 giugno del prossimo anno, continua ad essere in pole position nella griglia dei probabili/possibili tecnici della Roma 2013-14. E Walter Mazzarri, attualmente sulla panchina del Napoli, continua a essere la sua più concreta alternativa. Il tecnico di San Vincenzo, ieri mattina, ha affrontato ancora una volta il discorso sul suo futuro e, per la prima volta, ha parlato apertamente dell’ipotesi Roma. «Quando ci sarà la certezza del secondo posto, ci aggiorneremo per quanto concerne il mio futuro», ha annunciato in conferenza-stampa. «Se ci sono i presupposti è meglio seminare dove già si è arato, però bisogna tenere in considerazione tanti fattori. Napoli è una piazza bella, affascinante, difficile. Ti dà tanti stimoli, dopo che ci sei stato rappresenta un bagaglio di esperienza importante da portarsi dietro. La Roma? Sono lusingato da quello che scrivete voi, ma daa Roma (in romanesco, ndr) non so niente», le sue parole in un slang simil-capitolino. «Mi è scappato perché stavo rispondendo a un giornalista romano…». Furbetto, per usare un eufemismo…

VADO AL MAX – A ritmo quotidiano, proseguono i contatti tra Roma e Allegri, che piace tantissimo a Aurelio De Laurentiis. Allegri non avrebbe assolutamente paura di affrontare un’avventura (sulla carta) molto problematica come quella romana. A Milano, del resto, per lui la vita non è mai stata, e non lo è tuttora, mai facile. È molto tentato dalla sfida capitolina, ma non può decidere autonomamente il proprio futuro. Se il Milan gli allungherà il contratto, resterà lì; in caso contrario, l’ipotesi Roma diventerebbe molto più concreta. E, secondo indiscrezioni, Allegri – che ha profonda stima dell’attuale organico della Roma – avrebbe intenzione di chiedere soprattutto due difensori, un centrocampista e un attaccante esterno. Al Milan gioca spesso con il 4-3-3 ma ha proposto di frequente anche il 4-4-2 a rombo, cioè il 4-3-1-2. Alla Roma i giocatori per fare entrambi i moduli non mancano, mentre latitano per un eventuale arrivo di Mazzarri, il profeta del 3-5-2. Modulo che necessita obbligatoriamente di esterni che oggi alla Roma scarseggiano.

GLI ALTRI NOMI – Non solo Allegri e Mazzarri, però, viaggiano nella fantasia dei tifosi della Roma. C’è chi, ad esempio, sogna Carlo Ancelotti. A proposito del quale, ieri la stampa francese parlava di divorzio a fine stagione dal Psg. Secondo Le Parisien, il tecnico di Reggiolo avrebbe già deciso di non proseguire l’avventura a Parigi. Ancelotti avrebbe comunicato la decisione già mercoledì scorso al presidente della società Nasser Al Khelaifi e l’ufficialità arriverà solo dopo la matematica conquista del titolo. Tutto lascia pensare che Carletto andrà al Real Madrid al posto di Josè Mourinho, destinato a tornare al Chelsea, però non sono stati pochi quelli che hanno pensato ad una soluzione romana per Ancelotti. Che, a scanso di equivoci, guadagna quasi quanto Totti e De Rossi messi insieme…

CONFERME E SMENTITE – Un altro allenatore accostato nelle settimane passate da radio-mercato alla Roma è Stefano Colantuono, mai contattato dalla dirigenza. «Il mio futuro? Resto a Bergamo al 150%. Non leggo molto i giornali e dal mondo del web ogni tanto escono notizie che riguardano il mio futuro, ma le voci che mi vogliono lontano da Bergamo sono prive di ogni fondamento», il suo chiarimento. Se mai, è da tenere sotto controllo la situazione contrattuale di Eusebio Di Francesco, l’artefice numero 1 della splendida stagione del Sassuolo. E Stefano Pioli? Non è la prima scelta della Roma, che dopo Luis Enrique e Zdenek Zeman ha deciso di portare comunque a Trigoria un italiano. Magari non un novellino o uno con un curriculum ridotto. Sennò tornerebbe d’attualità la poco attuale candidatura di Aurelio Andreazzoli.

Derby, vince il pomeriggio: probabile inizio alle 18

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CORSERA (R. FRIGNANI) – L’appuntamento per la partita più importante sarà per il 26 maggio, stadio Olimpico. Ma alle 18 anziché alle 21. È l’ipotesi più probabile sulla quale potrebbero convergere le esigenze delle forze dell’ordine e gli interessi della Lega calcio su Roma-Lazio, finale di Coppa Italia. L’ultima parola spetta al prefetto Giuseppe Pecoraro e dovrebbe arrivare la prossima settimana. A Palazzo Valentini sono ancora in attesa della risposta della Lega alle richieste di chiarimenti sull’ora e sulla data del derby, come anche sulle proposte per gestire l’evento.

Dopo gli incidenti dell’ultima stracittadina— 8 accoltellati, arresti, denunce e scontri fra PonteMilvio, piazza Mancini e il lungotevere — i responsabili dell’ordine pubblico non hanno intenzione di correre altri rischi. Tanto più che quella domenica sarà anche la prima giornata delle elezioni amministrative e ci sarà la necessità di presidiare i seggi elettorali (molte scuole adibite a quel servizio si trovano proprio attorno all’Olimpico). Come primo segno di buona volontà, sul quale intavolare una trattativa, la Prefettura si aspetta che la Lega decida di anticipare la partita al pomeriggio. L’ideale potrebbe essere il calcio d’inizio alle 15, ma andrebbero bene anche le 17 o le 18.

Il prefetto Pecoraro è deciso a non indietreggiare: dopo gli incidenti del derby aveva annunciato di non voler più autorizzare partite a rischio in notturna, ipotizzando anche il trasferimento degli incontri in altre città o di farli disputare a porte chiuse. Anche i responsabili dell’ordine pubblico vorrebbero che tutto si concludesse prima del tramonto e il derby alle 15 sarebbe un’ottima soluzione in questo senso. Ma proprio per venire incontro agli impegni della Lega e delle società l’orario potrebbe essere spostato di qualche ora in avanti, in modo che il deflusso dei 70 mila spettatori —compresi gli eventuali supplementari, i rigori e la cerimonia di premiazione—possa avvenire alle 21 circa. Sarà già buio, ma gestire il deflusso viene considerato più abbordabile rispetto all’afflusso, sebbene il questore Fulvio Della Rocca abbia già messo in guardia sui pericoli di scontri alla fine del derby fra chi avrà vinto e chi avrà perso. E l’oscurità non aiuterà chi deve controllare la situazione.

Anche il piano della Questura non consente molti margini di manovra alla Lega. Bocciata la proposta di infilare al centro della tribuna Tevere quasi 4mila spettatori (famiglie con bambini e ragazzi), un «cuscinetto» fra tifosi, a San Vitale confermano l’intenzione di dividere in due l’Olimpico con i giallorossi in curva Sud e Monte Mario e i biancocelesti in curva Nord e in Tevere. La presenza delle forze dell’ordine in divisa sarà ridotta al minimo sia all’interno dell’impianto sia fuori, dove contingentimobili saranno pronti a intervenire nel giro di pochi istanti in caso di incidenti. Visto che le elezioni si terranno solo in alcuni comuni, è prevista la richiesta di rinforzi da altre province.

La Roma torna all’antico: modulo “alla Spalletti”

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CORSERA (G. PIACENTINI) – Una nuova rivoluzione tattica, l’ennesima da quando si è seduto sulla panchina della Roma. Contro il Siena—presenti sugli spalti almeno 40mila spettatori, di nuovo esaurito il settore dedicato alle famiglie — Andreazzoli ripartirà dal 4-2-3-1, il modulo che ha fatto grande la Roma di Luciano Spalletti. Dopo aver sperimentato molte soluzioni, dalla difesa a 3 al 4-3-3 zemaniano, il tecnico sembra orientato a cambiare di nuovo, anche per valorizzare le caratteristiche di alcuni calciatori, Pjanic e De Rossi su tutti. Senza Destro (squalificato), Marquinhos e Marquinho infortunati, ieri Andreazzoli ha rischiato di perdere anche Osvaldo per una botta ricevuta in allenamento da Bradley: si tratta però di una semplice contusione alla gamba destra e già oggi dovrebbe allenarsi regolarmente con il gruppo.

Più complicata la presenza del greco Tachtsidis per una distorsione alla caviglia sinistra. In difesa tornerà Burdisso in coppia con Castan, mentre sugli esterni spazio a Balzaretti e a uno tra Torosidis e Piris. Con Pjanic e De Rossi in cabina di regia, il dubbio più grande riguarda la posizione di Francesco Totti. Con il capitano «finto nueve», alle sue spalle giocherebbero Lamela, Florenzi (ieri non si è allenato per un problema gastrointestinale) e Perrotta. Se invece il centravanti dovesse essere Osvaldo, Totti scalerebbe sulla sinistra con Florenzi e Perrotta a giocarsi il posto di incursore centrale.

Fuori dal campo tiene sempre banco la questione-allenatore. E se la dirigenza giallorossa sta lavorando sotto traccia al nome del prossimo tecnico, la piazza romanista attraverso le radio e i social network ha eletto i suoi candidati, cioè Massimiliano Allegri e Walter Mazzarri. «Sono lusingato ma io della Roma non so proprio niente, però so parlare bene il dialetto romano…», la risposta del tecnico del Napoli a chi gli chiedeva del suo futuro. In molti, nella capitale, l’hanno interpretata come un’apertura nei confronti della Roma.

Mazzarri strizza l’occhio alla Roma: “Piazza affascinante”

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IL TEMPO – «Io ’n so gnente daaa Roma, me lo state dicendo voi» dice in dialetto romano Mazzarri durante la conferenza stampa pre Pescara. Le sirene giallorosse lo tentano, si dice lusingato, d’altra parte non ha mai negato che Roma gli piaccia.

«Una piazza particolare, difficile e per questo affascinante. Anche Napoli è complicata e farcela qui ti dà un bagaglio importante che ti porterai dietro ovunque te vada. Ma solo quando il secondo posto».Quindici giorni e sarà chiaro il suo futuro. «Quando ci sarà la matematica certezza del secondo posto ci rivedremo e parleremo».

Roma, contatti con Lo Monaco

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FONTE: GASPORT – Oltre a una nuova rivoluzione nella rosa della Roma, a fine stagione potremmo assistere anche a qualche avvicendamento nei quadri dirigenziali. Secondo quanto scrive La Gazzetta dello Sport, il club giallorosso avrebbe avvicinato l’ex dirigente del Catania Pietro Lo Monaco. Il contatto però risale all’esonero di Zeman, quando era finito sul banco degli imputati l’intero management.

Ora però, prosegue La Gazzetta dello Sport, tutto sembra rientrato. Ma un indizio su eventuali gusti, almeno, adesso c’è.

Stekelenburg: “Il Fulham? Storia passata”

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GIALLOROSSI.NET- Il portiere della Roma Maarten Stekelenburg, ha rilasciato un’intervista a Roma Channel. Queste le parole del giocatore olandese al canale tematico giallorosso:

Due anni che sei qui. Come stai vivendo Roma?

Mi trovo bene, è una bella città.

Una stagione particolare per te, come l’hai vissuta?

C’è stato un periodo difficile, ma ho continuato a lavorare per tornare a lavorare.

Ti stavi per trasferire in Inghilterra

Quel momento è passato.

Ora stai ritrovando serenità. E hai ritrovato la Nazionale

Si, sono contento, cerco di fare il massimo. Il Mondiale? Voglio giocarlo, come lo vogliono tutti.

Ti descrivono come silenzioso

Queste persone non mi conoscono, io cerco sempre di lavorare divertendomi.

Chi è il miglior portiere attuale?

Non ho un portiere preferito. Per me Casillas e Buffon sono dei grandi portieri.

I problemi nelle ultime partite. Che succede?

Non tutte le partite vanno come vuoi tu, l’importante è dare sempre il massimo. E noi stiamo dando il massimo.

Le critiche, cosa ti ha dato più fastidio?

Non leggo i giornali.

L’obiettivo della Roma?

Finire bene la stagione, qualificarsi in Europa e poi naturalmente la Coppa Italia.

Il tuo sogno nel cassetto?

Nulla di speciale, solo stare bene con la mia famiglia.

Roma, Mazzarri sorpassa Allegri

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mazzarri6GIALLOROSSI.NET – Se fino a qualche giorno fa Allegri era diventato il candidato numero uno alla panchina della Roma, adesso sono schizzate le quotiazioni di Walter Mazzarri.

I giallorossi infatti avrebbero avuto risposte più positive dall’attuale tecnico del Napoli, affascinato dalla grande possibilità di allenare in una piazza come quella di Roma. Le smentite (timide) di Mazzarri nella conferenza stampa odierna circa l’interesse dei giallorossi non cambiano la situazione: la dirigenza avrebbe individuato in lui l’uomo giusto per dare carattere ad una squadra che non ha la giusta cattiveria.

Più complicato sembrerebbe arrivare ad Allegri, che è diviso tra un rinnovo con il Milan e un futuro all’estero. Insomma, la corsa alla panchina della Roma sembra ristretta a questi due nomi, con Mazzarri nuovo favorito. Ma un occhio va sempre tenuto su Stefano Pioli, possibile outsider dell’ultimo minuto.

A.F.

Jovetic alla Roma? Non prendiamoci in giro…

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GIALLOROSSI.NET (A. Fiorini) – L’anno scorso ci hanno parlato di Arjen Robben, quello prima ancora di Fernando Torres. Questa volta il sogno proibito della Roma (o dei giornali?) sarebbe Stevan Jovetic, talento montenegrino seguito dai top-club di mezza Europa.

L’interesse dei giallorossi per Jo-Jo è una notizia (si fa per dire) che risale a qualche settimana fa, quando su quasi tutte le testate era uscita l’indiscrezione di una trattativa tra la Viola e la Roma che riguardava Osvaldo (su cui c’è un concreto interesse della Fiorentina) e Jovetic. Uno scambio, non alla pari, che avrebbe potuto portare il fuoriclasse in giallorosso.  Oggi la notizia (si fa per dire) torna prepotentemente su tutte le pagine dei quotidiani.

Andando però ad osservare i fatti con fredda razionalità, la trattativa tra Jovetic e la Roma assomiglia più a una non-notizia. Che si fonda su questo semplicistico silloggismo: la Fiorentina vuole Osvaldo, la Fiorentina cederà Jovetic, dunque la Roma è su Jovetic. I motivi che dovrebbero far dubitare della presunta trattativa sono molteplici, e tutti validissimi. In primo luogo c’è il fatto che i giallorossi il prossimo anno rischiano di non giocare nemmeno l’Europa League. Un fatto a dir poco rilevante per un calciatore come Jovetic, corteggiato da top club europei  come Manchester City, Arsenal, Juventus,  squadre stabilmente protagoniste nella Champions League. Altro aspetto che non può non essere considerato sono i conti della Roma, al momento tutt’altro che floridi. C’è una ricapitalizzazione da effettuare entro il 30 giugno che pesa sul bilancio del club, e che per il momento mette un freno al prossimo calciomercato. E a meno di future soprese (come l’ingresso di un nuovo socio), la Roma non potrà permettersi di spendere cifre folli.

Ecco perchè la storia della presunta trattativa tra Jovetic e la Roma sembra l’ennesima presa in giro dei giornali nei confronti di una tifoseria che per quanto può essere sognatrice, non merità di essere ingannata da voci (ad oggi) prive di reale fondamento.

Dodò: “Voglio diventare titolare e vincere la Coppa Italia”

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ESPORTE.UOL.COM.BR –Sono arrivato alla Roma a giugno dell’anno scorso ed ho avuto problemi con una contusione. Tornavo ad allenarmi ma senza continuità. – dice Dodò intervistato dal portale brasiliano – Il recupero è durato molto tempo. Per molti mesi non sono riuscito ad aumentare il muscolo della gamba. Tutto per colpa di quella lesione che ho avuto in Brasile. Ma adesso sto meglio, nel mio migliore momento. Adesso non salto un allenamento”.

Di Bolivar, il difensore del Botafogo autore del fallaccio che interruppe la sua carriera mentre giocava con il Bahia, il terzino della Roma dice: “Non ci ho mai parlato e non mi ha nemmeno chiesto scusa direttamente. Lo ha fatto solo attraverso la televisione. Ma credo che non ha messo cattiveria. E’ stato imprudente, questo sì. Ma io non ho nessun risentimento nei suoi confronti,. L’ho perdonato, ormai fa parte del passato”.

Dodò poi si sofferma sulla sua esperienza in Italia con la Roma: “Qui ho imparato molto dal punto di vista tattico. Sono molto rigidi sulla fase tattica e fanno quello che il tecnico vuole. In Brasile conosciamo il 4-4-2 e il 3-5-2. Non abbiamo tante altre alternative. Qui si lavora molto sulla tattica e sul posizionamento in campo”.

Il terzino brasiliano ha chiari i suoi obiettivi:La maggior parte delle partite ho giocato come laterale, ma con Andreazzoli ho giocato anche a centrocampo o come ala o come esterno. A Roma mi sono adattato subito ed ho imparato presto anche la lingua. Quello che volevo era tornare in campo senza sentire dolore alla gamba. Sono tornato a giocare con maggiore continuità. Ora i miei obiettivi sono quelli di diventare titolare, di ottenere un posto in Europa League e di vincere il mio primo titolo italia, la Coppa Italia in finale contro la Lazio

City, 80 milioni per Cavani e Marquinhos

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ADNKRONOS – Ci sono 80 milioni di sterline per riprendersi il titolo dai rivali cittadini dello United: è il budget per la prossima campagna acquisti del Manchester City. Con questa consistente cifra i Citizens si apprestano a fare shopping in serie A.

Principali obiettivi Edinson Cavani, centravanti del Napoli e Marquinos difensore della Roma, per il reparto arretrato. Dopo tre anni di investimenti economici pesanti, il City, l’anno scorso per attenersi al fair-play finanziario non ha speso molti soldi ma quest’anno vista la cessione di Mario Balotelli, quella probabile di Edin Dzeko e la scadenza di contratti pesanti come quelli di Roque Santa Cruz e Wayne Bridge, può di nuovo disporre di forze economiche importanti da investire.

Txiki Beguiristain, vuole muoversi per tempo e spera di annunciare il primo colpo, subito dopo la fine della stagione. Una cosa è certa: Mancini vuole avere una squadra rinforzata già alla partenza per il ritiro estivo ai primi di luglio. Tanti i nomi che potrebbero arrivare all’Etihad Stadium, per il centrocampo piacciono Isco e Bale, per l’attacco tre nomi su tutti e di primissimo livello, oltre a Cavani, anche Falcao e Lewandoski, per il quale si prevede una sfida con lo United e il Bayern Monaco.

 

Mazzarri: “L’interesse della Roma? Non so niente, e ora non ci penso”

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GIALLOROSSI.NET – Il tecnico del Napoli Walter Mazzarri dribbla le domande su un suo futuro alla Roma con un ermetico: “Non so nulla”. A margine della conferenza di preparazione alla sfida contro il Pescara, l’allenatore dei partenopei ha risposto così a chi gli chiedeva dell’interesse dei giallorossi:

E’ una cosa che oggi non prendo in considerazione. Io non so niente di queste voci e adesso non ci penso neanche”.

ON AIR – Trani: “Rescissione Zeman? Sarebbe vergognoso”, Valdiserri: “Follia”, Renga: “Jovetic? Non mi risulta nulla”, Galoperia: “Finchè non vedo non credo”

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ON AIR (Giallorossi.net) – Prosegue la nostra rubrica dedicata al variopinto mondo delle radio romane. Un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore.
Buon divertimento!

David Rossi (Tele Radio Stereo):Secondo me il Siena se la viene a giocare e per me è persino favorita. Se la Roma è quella che abbiamo visto domenica col Pescara allora ne prende tre. Se la Roma gioca come domenica scorsa il Siena sembrerà il Real Madrid”.

Riccardo Galopeira (Tele Radio Stereo): “Jovetic alla Roma? E’ un giocatore straordinario, finchè non vedo le firme non ci credo”.

Mario Corsi (Centro Suono Sport): “Palermo-Roma è stata una partita strana… Devo parlare di Palermo-Roma? Ne devo parlare? (lungo silenzio, ndr). Io direi di andare avanti, che è meglio…Ora però la Roma tratta Ilicic. Che però mi sembra forte, anche se quest’anno ha giocato quattro partite”

Jonathan Calò (Centro Suono Sport):Munoz? E’ uno dei difensori più disattenti del nostro campionato. Non andrei mai a comprare un difensore di una squadra che sta andando in serie B”.

Ugo Trani (Rete Sport): “La diatriba tra la Roma e Zeman mette tristezza. E’ vergognoso che un club chieda la rescissione del contratto per un’intervista. Chi sputa verso l’allenatore quanto prende di multa?”

Furio Focolari (Radio Radio): “Chiunque prende Jovetic fa un grandissimo affare. Scordatevi, però, che la Fiorentina dei Della Valle possa perdere Jovetic in cambio di pizza, fichi e fave. Bertolacci non è giocatore da grande squadra. Con Osvaldo e 15 milioni puoi prendere Jovetic, ma se pensi di offrire Osvaldo, Bertolacci, Nico Lopez o Tachtsidis, scordatelo”.  

Roberto Renga (Radio Radio): “La trattativa per portare Jovetic alla Roma mon mi risulta. Alla Fiorentina non sono state fatte proposte di nessun tipo. Se poi hanno intenzione di fargliele, allora è un altro discorso. Però, fino ad ora, non è stato fatto niente di niente”.  

Luca Valdiserri (Rete Sport): “Adesso leggo la follia di una possibile azione legale contro Zeman. Non ci credo che sia vero, sarebbe pura follia…ma cosa ha detto? Vuoi fare azione legale nei confronti di un allenatore che ha sempre fatto contratti annuali, mentre tu hai voluto fargli a tutti i costi un contratto biennale?”

Osvaldo e Bertolacci per avere Jovetic. L’alternativa è Ilicic

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IL TEMPO (A. AUSTINI)Osvaldo, Bertolacci e un gruzzolo di soldi per realizzare il sogno di mercato della Roma. Stevan Jovetic, l’uomo più ambito del momento, uno che andrebbe bene a qualsiasi allenatore, resta nei pensieri dei dirigenti giallorossi nonostante la forte concorrenza.

Juventus e Manchester City sono parecchio avanti con l’entourage del giocatore, ora si muovono anche il Napoli e l’Arsenal, ma sulla scrivania della Fiorentina è arrivata un’offerta che può cambiare le carte in tavola: è quella proveniente da Trigoria, con due contropartite gradite al club viola e un conguaglio in denaro da trattare. Cinque, sei milioni, forse si può arrivare fino a dieci per una valutazione complessiva di 30 milioni di euro. Gli stessi che «basterebbe» pagare cash per portarsi via Jo-Jo grazie alla clausola rescissoria inserita nel contratto. Possibile lo faccia il City, a patto che resti Mancini, innamorato di Jovetic. Per la Juve non è una scelta ma un obbligo: se vuole davvero il montenegrino, dovrà versare il prezzo della clausola visto che i Della Valle non sono disposti a trattare con il club di Agnelli.

La Roma, come detto, può puntare su un maxi-scambio per trovare l’accordo con la Fiorentina prima di trattare con il giocatore. Osvaldo rientra nei piani di Pradè e Montella, lo stesso ds non l’ha negato l’altro ieri. «È un giocatore forte, se lo vogliamo ne parleremo direttamente con la Roma». L’argentino è già sul mercato, il problema semmai sarebbe convincerlo a tornare a Firenze dove non ha lasciato un gran ricordo. Bertolacci è un altro pallino di Pradè, assistito dal procuratore Lucci con cui i rapporti sono ottimi. Seguito anche dal Milan e attualmente in comproprietà con il Genoa, i giallorossi dovrebbero prima riscattarlo e poi girarlo ai viola.

Un maxi-affare intrigante ma molto complicato. Per questo Sabatini tiene in piedi l’alternativa Ilicic. «Ci sentiremo con Walter a fine campionato per parlare di un paio di giocatori» ha confermato ieri il presidente del Palermo Zamparini. L’altro rosanero nel mirino dei giallorossi è Hernandez, un potenziale sostituto di Osvaldo. Ma prima bisogna rinforzare la difesa.

Zeman non teme la rescissione

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IL TEMPO (A. AUSTINI) – Magari si aspettava un 25 aprile più tranquillo da dedicare solo al golf, ma Zeman è riuscito a trascorrere il giorno di festa con una discreta serenità. La notizia della possibile richiesta di rescissione del contratto, come replica della Roma alla sua recente intervista «non autorizzata», lo ha colto di sorpresa, senza però turbarlo più di tanto.

Il boemo, in fondo, pensa di non aver detto nulla di grave e semmai di aver ribadito concetti già esposti da allenatore nel pieno delle sue funzioni. Non aveva però calcolato tutti i rischi: a Trigoria le sue parole hanno creato un bel po’ di agitazione, a tal punto da rivolgersi agli avvocati per studiare un possibile licenziamento per giusta causa. Dopo aver letto l’intervista, Baldini si è confrontato con Zanzi, Fenucci e il consigliere Baldissoni e insieme hanno deciso di inviare l’intervista ai legali di fiducia che ora stanno analizzando le parole del boemo e il suo contratto. In quelle pagine c’è la chiave della faccenda: secondo la Roma esiste una clausola che specifica chiaramente il divieto di parlare senza l’autorizzazione del club e le relative sanzioni, a detta del boemo non c’è nulla di così specifico che potrebbe inchiodarlo a livello legale. La richiesta di una multa è scontata, ma visto come si sono messe le cose Zeman potrebbe opporsi anche a quella.

Una questione di principio e di soldi. Se la Roma dovesse davvero ottenere la rescissione del contratto, risparmierebbe oltre due milioni di euro lordi, quelli che deve al boemo fino a giugno 2014. A meno che un’altra squadra se lo prenda.