Di Marzio: “La Roma ha scelto Mazzarri”

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CENTRO SUONO SPORT – La Roma ha scelto Mazzarri. Ora però bisogna vedere se Mazzarri sceglierà la Roma. Si può sintetizzare così il pensiero di Gianluca Di Marzio, giornalista ed esperto di calciomercato, intervenuto a Centro Suono Sport:

“Allegri è stata la prima scelta da lungo tempo. Alla fine si è puntato su Mazzarri, per vari motivi, uno soprattutto, e cioè la forza caratteriale e di affrontare tutti, giocatori e giornalisti, a muso duro. In questo momento la Roma ha individuato in Mazzarri il prossimo allenatore. Ci sono stati dei contatti con Bozzo, ma adesso bisogna parlare di soldi e programmi. Ma la Roma ha deciso che farà di tutto per averlo. Il rinnovo di De Laurentiis? Non credo che per Walter sarà solo una questione economica, altrimenti avrebbe già rinnovato. E’ una questione di progetto e di stimoli. Sa che forse questo è il momento giusto per approdare alla Roma, dopo due stagioni deludenti. Sabatini si è convinto che l’identikit adatto è quello di Mazzarri. Lo stipendio? Credo che almeno due milioni e mezzo all’anno li vorrà.”

 

ON AIR – Corsi: “Osvaldo? Sto dalla parte di chi fischia”, Rossi: “Andrà via a fine anno”, Valdiserri: “Via solo per 25 milioni”, Pruzzo: “Già preso il nuovo allenatore”

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ON AIR (Giallorossi.net) – Prosegue la nostra rubrica dedicata al variopinto mondo delle radio romane. Un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore.
Buon divertimento!

Franco Melli (Radio Radio): “Andreazzoli ha una media di quasi due punti a partita, e ha fatto quattro fischioni al Siena. Uno spettacolo che non si vedeva dai tempi dei Sensi, e voi invece continuate a parlare del fatto che ha tolto Totti gli ultimi quindici minuti”.

Furio Focolari (Radio Radio): “Quelle rare volte che Andreazzoli ha perso, o ha pareggiato con il Pescara, subito con i cori: “E’ meglio Zeman! Aridatece Zeman!”. Quando Andreazzoli vince, si parla sempre di altro”.

Roberto Renga (Radio Radio):Tutti speravano in una sconfitta del Milan per far avvicinare Allegri ancora di più alla Roma. Ma vi sembra logico che uno deve sperare che un allenatore sia scarso per poterlo prendere? “.

Roberto Pruzzo (Radio Radio): “Inutile parlare di Andreazzoli: la Roma ha già preso il nuovo allenatore. Il nome? Non dico nulla”.

Luca Valdisserri (Rete Sport): “La partita di ieri conferma che la Roma ha enormi qualità ma non è un gruppo. Osvaldo oggi è più forte di Destro: andrebbe ceduto solo davanti ad un’offerta di 25 milioni di euro”.

Mario Corsi (Centro Suono Sport):Per me Palermo-Roma è di un sospetto straordinario. Sospetto di che? Sospetto… e basta. Ieri gran bella partita, grande Osvaldo. Io però sto dalla parte dei fischi, anche se bisogna dire che è uno degli attaccanti più forti del campionato. Quando sta bene è un giocatore straordinario, ma io ieri lo fischiavo. A Trigoria c’è un nuovo potere: Zanzi, Baldissoni e Sabatini sono quelli che comandano.”

David Rossi (Tele Radio Stereo): “Io dico che questa Roma, come valori generarli del campionato, aveva la possibilità di fare molto di più. Bastava vincere contro Pescara e Palermo, e stavamo lottando per il terzo posto. Osvaldo? Chi paga il biglietto può fischiare quanto gli pare. Però non mi infilerei in questa polemica, mi concentrerei sul finale di campionato. Osvaldo è un calciatore strepitoso, ma credo che il prossimo anno non lo vedremo più con la maglia della Roma”

Dario Bersani (Tele Radio Stereo): “Il minimo sindacale della Roma sarebbe stato ricalcare il campionato della Fiorentina. Dispiace questo. Osvaldo? Il vero peccato è che si parli sempre dell’extra-campo. Se vai a vedere nessuno dei nuovi acquisti ha reso con la continuità di Osvaldo, poi ci sono stato partite vergognose, ma questo chiuderà i due anni con trenta gol fatti. Non credo che il pubblico sia matto, e se ti fischiano un motivo ci sarà.”

Riccardo Angelini (Tele Radio Stereo): “Osvaldo? Fa solo gol difficili, e li fa in tutte le maniere. E non parlo dei gol di ieri. Lui dice che è un bravo ragazzo, e io ne sono sicuro. Lo dimostra l’affetto dei compagni di squadra. Io sono sicuro che sarebbe bastato al terzo gol girarsi verso la sud e fare un gesto di scusa ai tifosi: sarebbe diventato il beniamino della Roma”

Galliani scarica Allegri, ma alla Roma potrebbe finire Mazzarri

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GIALLOROSSI.NET – Allegri o Mazzarri. Uno di questi due tecnici sarà con ogni probabilità il prossimo allenatore della Roma. Al momento però il favorito non sembra essere più il tecnico dei rossoneri,  nonostante l’aria di divorzio con il Milan certificata ieri dalle parole di Adriano Galliani. L’amministratore delegato del club milanista ha commentato così il possibile avvicendamento con Seedorf: “Tutti quelli che hanno fatto grande la storia del Milan entrano in conclave il giorno in cui va via Allegri. Poi chi esce Papa non si sa. Ma lasciamo stare Allegri. Berlusconi non lo vuole più? Non smentisco né confermo nulla».  Parole che sanno di addio.

E con il divorzio di Allegri dal Milan potrebbe aprirsi un giro di allenatori che coinvolgerebbe  Roma  e Napoli. Perchè anche Mazzarri sembra orientato a cambiare aria, tentato dalle avances dei giallorossi e da un’esperienza che da sempre lo affascina. E così si materializzerebbe il tourbillon di allenatori: Allegri lascerebbe spazio a Seedorf per approdare sulla panchina del Napoli, con Mazzarri libero di sposare il progetto Roma.

Roma-Siena, le pagelle dei quotidiani

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GIALLOROSSI.NET – Osvaldo si aggiudica per distacco la palma di migliore in campo, con Erik Lamela subito dietro. Oltre la sufficienza anche Totti e Florenzi. Bene Lobont, nessuno scende sotto il sei di media.

Questi i voti di Roma Siena dei quotidiani:

Il Messaggero

Lobont 6,5, Torosidis 6, Burdisso 6,5, Castan 6, Balzaretti6, Bradley 6,5, De Rossi Ng, Lamela 7,5, Totti 7, Florenzi 7, Osvaldo 9, Pjanic 6, Perrotta 6, Lopez Ng.
All. Andreazzoli 7

Corriere dello Sport

Lobont 6,5, Torosidis 6, Burdisso 6,5, Castan 6, Balzaretti 6, De Rossi 6, Pjanic (34’ pt) 6, Bradley 6,5, Lamela 7, Perrotta (23’ st) 6,5, Totti 6,5, Florenzi 7, Osvaldo 8.
Andreazzoli (all.) 7

Gazzetta dello Sport

Lobont 7, Torosidis 6, Burdisso 6,5, Balzaretti 6, Bradley 6,5, De Rossi 6, Pjanic 6, Lamela 7, Perrotta 6, Totti 7,5, Florenzi 6,5, Osvaldo 8.
All. Andreazzoli 7

Media voto

Lobont 6,6, Torosidis 6, Burdisso 6,5, Castan 6, Balzaretti 6, De Rossi 6, Bradley 6,5, Florenzi 6,83, Totti 7, Lamela 7,16
Osvaldo 8,3, Pjanic 6, Perrotta 6,1.
All. Andreazzoli 7

 

 

 

Totti lancia messaggi alla dirigenza: “Mentalità vincente? Servono i campioni”

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GIALLOROSSI.NET  – Nonostante i quattro gol rifilati ieri pomeriggio al Siena, si continua a pensare alla Roma del futuro e della necessità che questa squadra acquisti una volta per tutte quella mentalità vincente che gli permetta di compiere un salto di qualità che manca da anni.

La ricetta semplice ed efficace la suggerisce il Capitano dei giallorossi, che sul suo blog suggerisce:  “Ci manca la mentalità da grande squadra, che si costruisce con grandi giocatori e grande personalità».  Come dire, servono i campioni. Giocatori non solo di talento, ma anche di carattere, abituati a lottare per traguardi importante. Solo così si può aiutare la squadra a crescere anche sotto il profilo della mentalità. Un messaggio che Francesco Totti ha inviato alla dirgenza giallorossa, che questa estate avrà il compito di non sbagliare mercato: un allenatore di carisma e giocatori di personalità. Solo con questa ricetta la Roma potrà tornare a competere.

Osvaldo grida: “Su di me troppe bugie”

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IL MESSAGGERO (M.Ferretti) Tre gol (e un palo), 19 reti stagionali (considerando la nazionale), i fischi e la contestazione di parte del cuore del tifo romanista. Prendere o lasciare? Chissà. Dani Osvaldo è tipo bizzarro, ma calciatore di primissima qualità. Solo che alcuni suoi atteggiamenti, come lo sguardo/sfida verso la Sud dopo la terza rete, con tanto di nome sulla maglia mostrato alla gente, lo portano a non essere amato. Anzi, a non essere addirittura sopportato. Parte della tifoseria non lo vorrebbe più vedere con la maglia della Roma; un’altra parte, invece, continua a riempirlo di applausi. Situazione delicata, anche/soprattutto in chiave futuro.

L’INTERROGATIVO
Perché quando si ha in rosa un attaccante come Osvaldo, capace di tutto e del contrario di tutto, occorre valutare con la massima attenzione le mosse per le prossime stagioni. Conviene davvero arrivare ad un divorzio per incompatibilità di carattere con l’ambiente, a fronte di un rendimento chic (è il miglior cannoniere della Roma)? Il verdetto che dovrà essere elaborato dai dirigenti di Trigoria non sarà facile e, in ogni caso, contestabile. Nell’attesa, Osvaldo, con il pallone della tripletta tra le mani, racconta la sua verità.«Ringrazio i tifosi, si sono comportati benissimo con me. C’è sempre una parte che mi va ancora contro, ma io ci tengo a questa maglia. La voglia c’è sempre e stavolta ho avuto la fortuna di fare tre gol. Quindici gol? Il mio dovere è fare il meglio possibile per centrare l’obiettivo di tutti, cioè l’Europa. Stavolta sono contento, stavo vivendo un momento negativo a livello personale. Si sono dette cose non vere sul mio conto e si è creata questa situazione particolare. Sono contento di giocare per questi colori. Restano poche partite e abbiamo bisogno di questo pubblico meraviglioso. Grazie a Dio con i compagni non c’è nessun problema, mi sostengono sempre e mi dà soddisfazione, mi fa molto più piacere quello. Ringrazio il mister e i ragazzi che mi sono sempre vicini», il suo virgolettato.

La Prefettura decide sul derby: niente sconti

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GASPORT (A. PUGLIESE) – Oggi dovrebbe arrivare la fumata bianca, anche se l’organizzazione parallela (i «village») potrebbe richiedere ulteriori 24 ore. Se tutto andrà a regime, però, il Prefetto di Roma in serata dovrebbe ufficializzare finalmente la data (26 maggio) e l’orario (ore 18) della finale di Coppa Italia.

Il programma Tutto confermato, anche se continuano le voci sullo slittamento a lunedì sera (ipotesi difficile, per orario e concomitanza con la chiusura dei seggi elettorali). Alla fine passerà l’idea della Questura di vendere i biglietti delle tribune ai possessori delle fidelity card. Solo se avanzassero tagliandi di curva potrebbero essere venduti liberamente, ma considerando l’attesa è un’ipotesi remota (Lega e Coni si divideranno invece 800 posti nella privilege, a Roma e Lazio 220 posti a testa). Il vero nodo, però, è quello dei villaggi-famiglie esterni allo stadio. La Questura ne vorrebbe uno unico, i club ne chiedono due separati per evitare contatti e mescolanze. A fine gara previsto un ampio intrattenimento per la squadra vincitrice per evitare contatti esterni tra tifoserie e favorire il deflusso separato.

Andreazzoli: “Il mio futuro? Lo conosco. Ma non è ancora finita”

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FONTE: IL MESSAGGERO  – Non avrà forse le physique du rôle ma i risultati parlano per Andreazzoli: 21 punti in 11 gare «non è roba da buttare nel secchio», come dichiara compiaciuto nel post-gara il diretto interessato. I tre di ieri, però, paradossalmente fanno aumentare i rimpianti: «Non riesco a godere pienamente di questo risultato. Ho ancora in testa le gare contro Palermo e Pescara. Lo avevo detto: le due partite in casa, anche se facili, lasciano sempre qualche insidia. Lo sapevamo ma siamo scivolati lo stesso». Il ruolino di marcia personale è soddisfacente ma ascoltando le parole del ds Sabatini della scorsa settimana non gli garantirà comunque la conferma: «Il mio futuro? Lo conosco. Non mi preoccupo io, non capisco perché lo dovete fare voi. Ora quello immediato mi dice che devo fare 400 chilometri per andare a casa… Scherzi a parte, sono convinto di fare bene. Detto questo, non aggiungo altro. Cerchiamo di fare il meglio fino alla fine e aspettiamo gli eventi». Sorride Andreazzoli, convinto del lavoro che sta portando avanti, al punto da non aver accantonato quello che somiglia ad una chimera, il terzo posto: «I tifosi fanno bene a chiederlo, ce lo chiediamo anche noi. Non giochiamo però da soli, ci sono anche gli avversari. Abbiamo comunque l’obbligo di tentare l’impossibile. Oggi possiamo essere soddisfatti: non ricordo i 10 minuti finali così rilassati da molto tempo».

Ingestibile e geniale, la Roma può tenerlo

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CORSPORT (R. BOCCARDELLI) – Avevamo scritto di un Osvaldo all’ultima chiamata, pensando in fondo di peccare di buonismo. Perché Osvaldo prima di ieri sembrava già ai titoli di coda del suo film con la Roma. Già, prima di ieri. La tripletta al Siena, alla quale bisogna aggiungere anche un clamoroso palo al culmine di una strepitosa azione personale, può rimettere tutto in discussione. (…)

CARATTERE – Tutta colpa del carattere fumantino, ma anche tendente al malinconico di Pablo Daniel, che sa segnare gol spettacolari ma che spesso non ha il dono delle pubbliche relazioni nè la furbizia per districarsi diplomaticamente da qualche situazione anomala. Normalmente in questi casi va d’istinto, fa la mossa sbagliata e ne paga puntualmente le conseguenze. Insomma un carattere un po’ così, prendere o lasciare. O lavorarci su. Molto. Una cosa è certa, Osvaldo è un patrimonio della Roma, ha toccato 15 gol in campionato tirando due rigori ma saltando 6 partite. (…)
E ADESSO? – Numeri inequivocabili, che al di là del carattere e delle marachelle di Osvaldo, obbligano probabilmente la Roma ad un ripensamento. Un attaccante così va tenuto, a meno che non arrivino offerte irrinunciabili.(…)
ALL’ESTERO – Osvaldo aveva più volte manifestato l’intenzione, qualora la Roma fosse entrata nell’ordine di idee di cederlo, di fare un’esperienza in Inghilterra, in particolare a Londra, città che il bomber argentino ama anche e soprattutto per questioni di musica rock. Il suo nome è stato spesso accostato al Tottenham, destinazione sicuramente gradita. Ma in ballo ci sarebbe anche uno scambio importante che prevederebbe il suo ritorno a Firenze in cambio di Jovetic, con la Roma che metterebbe sul piatto della bilancia anche Bertolacci, richiamando allo stesso tempo alla base Borriello, ancora sotto contratto con il club giallorosso. (…)
ESTIMATORI – Osvaldo ne ha tanti, in Italia e in Europa. La Roma ora s’interroga, avendo anche Destro (ieri assente per squalifica) che scalpita e chiede giustamente strada. Forse il salto di qualità sta proprio nel tenersi entrambi i due attaccanti di razza e trovare il modo di farli convivere, cosa non facile visto che si tratta di due prime punte. (…)

Osvaldo: “Ci tengo a questa maglia. Ora ho ritrovato il sorriso”

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LEGGO (F. BALZANI) –  Gol, fischi, provocazioni e rimpianti. Contro il Siena la Roma cala il poker e torna a sorridere grazie alla prima tripletta in carriera di un Osvaldo polemico, che prima mostra le orecchie alla tribuna poi indica il nome sulla maglia alla Sud con aria di sfida ricevendo sonori fischi (successe anche a Delvecchio dopo una tripletta al Napoli nel ’96). «La vittoria è dipesa da lui, si merita questa tripletta – lo difende Andreazzolie il pubblico mi pare alla fine lo abbia supportato dopo i fischi che si è anche meritato. Nel calcio si fa presto a innamorarsi di nuovo dopo aver perso il sentimento, spero ora possa tornare sereno». Davanti ai microfoni Osvaldo – che non segnava in casa dal 22 dicembre scorso col Milan – smorza i toni: «I tifosi si sono comportati benissimo con me. C’è sempre una parte che mi va contro, ma io tengo a questa maglia. Ho vissuto un momento negativo a livello personale e si sono dette tante cose false sul mio conto e si è creata questa situazione particolare. Ringrazio mister e compagni per essermi stati vicini. Questa tripletta mi restituisce il sorriso».

Un tris completato dalla perla di Lamela che vale il sorpasso sull’Inter e un quinto posto che vuol dire Europa League anche se Andreazzoli si spinge più in là in vista dello scontro di sabato con la Fiorentina: «I tifosi fanno bene a chiedere la Champions, ce lo chiediamo anche noi stessi. C’è rammarico per non aver fatto di più quest’anno e non mi so spiegare il perché. Rispetto alla settimana scorsa abbiamo incentivato di più il lavoro, la determinazione. È un problema quello della continuità con cui bisognerà fare i conti anche in futuro, ma ho dei giocatori brillanti e abbiamo il dovere di provare l’impossibile». Vola più basso Totti: «Abbiamo fatto il nostro dovere, era da tempo che non vincevamo così nettamente. Ora entriamo in un mese decisivo per il nostro finale di stagione, non mancano molti incontri e vanno affrontati tutti con personalità e questo spirito di sacrificio». Burdisso è dello stesso avviso: «In queste 5 partite dobbiamo dimostrare di essere gente seria, dobbiamo cambiare la mentalità e fare bene a lungo termine. Osvaldo? È un campione che ci può dare ancora tante gioie, spero la gente possa tenerne conto». Applausi a fine gara anche per Lobont, ieri all’esordio stagionale e in odore di rinnovo: «Non è poi così difficile fare il portiere della Roma, ma non è merito mio se abbiamo vinto oggi». Sospiro di sollievo, infine, per De Rossi uscito dopo 33’: solo trauma contusivo alla caviglia destra.

Roma, Europa più vicina

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IL MESSAGGERO (U. TRANI) – Il successo sul Siena, 4 a 0 in scioltezza e senza storia, determina il salto in alto della Roma. Quinta e da sola, come all’ottava giornata, il 21 ottobre. Così, dopo più di sei mesi, torna in Europa League, a quattro turni dal traguardo. Ora deve restarci: per il presidente Pallotta è l’obiettivo minimo di questa ’annata. La proprietà Usa non può accettare di restare ancora fuori dalle coppe continentali. Conservare la posizione in classifica, dunque, per non dipendere dal risultato del derby di Coppa Italia: la vittoria in finale garantirebbe la partecipazione alla competizione meno affascinante ma comunque da non snobbare. L’Olimpico, con 43 mila spettatori, fischia e applaude la prima tripletta della carriera di Osvaldo, centravanti ritrovato ma ancora poco sopportato dalla tifoseria. Da qui a fine stagione la società giallorossa deve valutare bene se è il caso di privarsene nel prossimo mercato. Perché sostituirlo, poi, non sarà facile.

IL QUINTO POKER
Altre quattro volte, prima di ieri pomeriggio, la Roma è stata capace di segnare quattro reti: al Genoa, unica raffica in trasferta, al Palermo, alla Fiorentina e al Milan. Mai però con uno scarto del genere. Quello sul Siena di Iachini diventa il punteggio più rotondo e coincide con il ritorno al sistema di gioco che Andreazzoli, allenatore a tempo, conosce meglio grazie all’esperienza vissuta in giallorosso da tattico di Spalletti: il 4-2-3-1, dopo il flop con il Pescara, restituisce certezze e gol a un gruppo che si sente più giovane, anche se il riferimento rimane sempre Totti, capace di entrare, da trequartista, in tre azioni della quaterna, iniziando dalla carezza al sedicesimo per Lamela che, di sinistro al volo, realizza il 2 a 0 e la sua quindicesima rete del torneo.
IL TRIS DELLA DISCORDIA 
Un minuto e mezzo prima l’argentino aveva offerto a Osvaldo, bravo a chiedere lo scambio in corsa al compagno, la verticalizzazione per l’ 1 a 0: splendido il cucchiaino sull’uscita di Pegolo. Il centravanti mostra le orecchie e riceve i fischi. Prende un palo prima di firmare il 3 a 0, su percussione di Florenzi che strappa la palla all’incauto Angelo, con una rasoiata di sinistro al quarantunesimo. E’ il giorno dell’italoargentino, a digiuno in casa dal 22 dicembre, poker al Milan: anche quella sera, la Roma chiuse la prima parte avanti di tre reti. Il Siena è fragile nel suo 3-4-2-1, nonostante in fase difensiva conti su cinque uomini. Gioca per salvarsi, ma non entra in partita e, per i successi del Palermo e del Genoa, lascia la capitale da penultimo. A metà ripresa Pegolo respinge il destro di Totti, Osvaldo segna il 4 a 0 sotto la Sud e indica ai tifosi il numero sulle spalle. Altri fischi (più coro di disprezzo), ma gran parte del pubblico festeggia il miglior realizzatore giallorosso con 16 gol (15 in campionato, 1 in coppa). E sono 19 stagionali, con i 3 in Nazionale.
IL MIGLIOR ATTACCO
La Roma, 68 gol (media di 2 a gara) ha il primo attacco della serie A e Andreazzoli ottiene la sua sesta vittoria in campionato, la più semplice per lo svolgimento e al tempo stesso la più pesante per la classifica. Non incidono gli assenti, lo squalificato Destro e gli infortunati Stekelenburg, Marquinhos, Dodò e Marquinho, nè la resa dopo mezz’ora di De Rossi che, per il solito fastidio al piede destro, lascia il posto a Pjanic. Lobont, il terzo portiere ieri al debutto stagionale, urla ai compagni per chieder loro la giusta attenzione e fa il suo contro Emeghara, unico avversario all’altezza della situazione. Florenzi corre da esterno offensivo a sinistra e finisce a destra: a dirgli grazie non è solo Osvaldo, ma Balzaretti prima e Torosidis dopo; Bradley suda e ragiona, anche per gli altri.
IL DISTACCO È MINIMO
Vince solo l’Udinese, tra le rivali nella corsa all’Europa League. E’ sesta, a un punto. L’Inter perde e ne ha due di meno. La Lazio pareggia e sta sotto di tre. Ma le formazioni di Guidolin e Petkovic sono in vantaggio per gli scontri diretti. La Roma, quindi, non si può permettere distrazioni nelle ultime quattro giornate. Il derby, ancora senza data e orario, viene dopo. Pure se vale di più e lo sanno tutti.

Ma ce ne sono in giro meglio di Osvaldo?

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CORRIERE DELLO SPORT (G.Dotto)Scelgo di vedere Roma-Siena davanti l’oceano, sparando la voce di un telecronista arabo per ottenere il massimo dello straniamento e guardare questa squadra con la verginità di un granchio da spiaggia. Russo, l’arbitro, mi riporta subito a casa. (…) Ci vuole la Roma migliore e Roma migliore sarà. Bastano due secondi per capirlo, quando De Rossi si avventa in tackle feroce sull’avversario. Cosa meravigliosa che non si vedeva da una vita all’Olimpico.
Roma bella, fluida, che ti accende il cuore a festa e ti butta il fegato ai cani per quanto distante da quella di una settimana prima. Basta un tempo per sotterrare il cranio di Iachini nel suo berretto. Manca solo il bandoneon, lo strumento del tango. I tangueros ci sono, Lamela e Osvaldo trasformano l’erba dell’Olimpico in uno struggente pavimento per milonghe. Totti non è argentino, lui è qualsiasi cosa. Un anticipo secco del mitico americano, pulito e rabbioso allo stesso tempo, è il manifesto della Roma che vorremmo. E’ il miglior Balzaretti della stagione. E anche il miglior De Rossi, ma gli manca il tempo per farlo sapere.
Osvaldo fa di tutto, tre gol e un palo sono “di tutto”, per trasformare l’acqua in vino, i fischi in applausi, ma il miracolo gli riesce solo a metà. Stadio infelicemente spaccato sul suo nome. E rabbia davanti all’oceano. Davanti a tanto oceanico autolesionismo. Separare i tre, Osvaldo, Lamela e Totti, è un delitto di leso calcio.
L’Osvaldo furioso va recuperato, a costo di sistemare una camera e cucina per la fidanzata a Trigoria. Una società forte se ne infischia dei cosiddetti umori della piazza. C’è una povertà gregaria che fa paura in questa persistenza dei fischi, che poi non sono fischi ma belati. Inventatevi il libero arbitrio almeno allo stadio, ragazzi. Osvaldo va fischiato quando sfila il pallone a Totti o fa il molle lumacone offeso, ma ieri andava solo osannato. (…) E poi, a essere brutalmente pragmatici, ce ne sono in giro di migliori del nostro Osvaldo furioso? A Roma c’è uno solo che può sanare la questione in un istante con due parole. Si chiama Francesco Totti.

ROMA – SIENA: le formazioni ufficiali

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GIALLOROSSI.NET – Out Pjanic, a centrocampo gioca Bradley. Risolto l’unico dubbio a centrocampo, per il resto confermata la formazione ipotizzata alla vigilia: sarà un 4-3-3 con Lamela, Totti e Osvaldo di punta.

Queste le formazioni ufficiali:

ROMA: Lobont, Torosidis, Burdisso, Castan, Balzaretti; Bradley, De Rossi, Florenzi; Lamela, Osvaldo, Totti. A disp.: Goicoechea, Svedkauskas, Piris, Romagnoli, Taddei, Tachtsidis, Lucca, Pjanic, Perrotta, Lopez. All.: Andreazzoli

SIENA: Pegolo; Felipe, Paci, Terzi; Angelo, Vergassola, Della Rocca, Rubin; Rosina, Agra; Emeghara. A disp.: Farelli, Marini, Teixeira, Grillo, Terlizzi, Bolzoni, Mannini, Calello, Valiani, Verre, Reginaldo, Bogdani, Paolucci. All.: Iachini

Andreazzoli: “Seguiamo il modello del Borussia: ci vuole tempo e pazienza”

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GIALLOROSSI.NET – Alla vigilia della sfida con il Siena, il tecnico della Roma Aurelio Andreazzoli torna a parlare nella consueta conferenza stampa prepartita. Queste le sue parole

Un aspetto che emerso nell’ultima partita, l’aspetto mentale. Baldini lo scorso anno parlo di suqadra “sopravvalutata sotto il profilo del carattere”. Qual è la cura?

Può essere anche che sia una componente da migliorare, ma non ho appunti da fare a questa squadra. Dopo, chiaramente, bisogna valutare le situazioni che si succedono. Si sono succedute spesso e ciò allarma. La scorsa settimana avevamoo messo l’accento sui pericoli, si sono ripetuti e ci dispiace. Avremmo desiderato non fare un passo indietro e questo ci ha lasciato amarezza e rabbia, ma l’ha lasciata anche nei calciatori e questo mi fa ben sperare.

Il pubblico sarà un po’ ostile?

Dipende da noi, non dal pubblico. Ma credo che il pubblico viene per sostenere la propria squadra. Ed è nell’interesse di tutti che sostenga la squadra. Avrà una reazione alla quale dobbiamo sottoporci.

Il modello che seguite è quello del Borussia Dortmund?

Il modello a cui tende la società è quello, il nemico è sempre il tempo. Vi ricordo che il Borussia era in crisi e hanno cominciato a vincere nel 2011, dopo 3 o 4 anni. E’ un bel modello, auguro alla Roma di riuscire a ottenere gli stessi risultati. Il calcio da giocare si fa con i protagonisti, l’idea è di andare in quella direzione.

Lei è alla Roma da 8 anni, ha vissuto vari gestioni ma c’è una costante: manca il salto di qualità quando la Roma è chiamata a farlo. Baldini aveva individuato nell’ambiente una delle cause. La pensa così anche lei o è un problema che viene da dentro? O è il fatto che sono cambiati tanti giocatori?

Le componenti che possono essere migliorate sono molte, metterei tutte quelle che hai enunciato. Ci metto il gruppo di lavoro, la società stessa, l’ambiente, ci metto voi. Nessuna di queste è decisiva, ma credo che tutti dobbiamo fare uno sforzo in quella direzione per quel modello di cui parlavamo prima.

Questi alti e bassi, dipendono dal fatto che la squadra è poco esperta?

E’ un po’ il proseguio della risposta data prima. E’ difficile individuare le componenti preponderanti. E’ difficile capire esattamente qual è, ma ci sono diversi aspetti che vanno migliorati, non è uno solo.

Osvaldo è in grado di giocare domani, dal punto di vista psicologico?

Se ci fosse questo dubbio, intanto inviterei a sostenerlo in qualsiasi maniera. Lui deve fare in maniera di avere questo riscontro dal pubblico. Ma lo farà, sono convinto.

Si può dire che questa rosa non è all’altezza e bisognerebbe fare investimenti per giocatori più forti?

E’ chiaro che tutto è migliorabile, è evidente che le qualità e le caratteristiche dei calciatori possono essere modificabili. La rosa deve tendere alla completezza per reparti e caratteristiche agonistiche, fisiche e tecniche. La tendenza porta a quello. Rispetto a due anni fa sono entrati calcaitori interessanti, la situazione non può che migliorare. Se ora non siamo soddisfatti, lo saremo per tempo.

Sulla finale di Coppa Italia, come si pone rispetto alla poca chiarezza?

Credo che sia un problema di ordine pubblico e sociale. Sono d’accordo con Petkovic, non è una novità. Se non siamo capaci di rendere un giorno memorabile per la città, come può essere il giorno della finale…. Credo che sarà un’occasione irripetibile. Sono otto anni che vivo i derby dall’interno e non ricordo un incidente dentro lo stadio. Non ho ricordo di questo, forse ero concentrato sulla gara. Il problema dell’ordine pubblico riguarda l’esterno. Contro chi sta affilando le lame che ci vuoi fare, lo puoi giocare anche la mattina alle 7 il derby. E’ un’occasione da non perdere per dimostrare al mondo che razza di popolo è il popolo romano.

Per l’ennesima volta si chiede pazienza. Non crede che si stia chiedendo troppa pazienza?

Credo che il pubblico sta dando tempo e pazienza. il desiderio di tutti è ottenere tutto e subito, ma il pubblico si è dimostrato paziente.

Qualche tempo fa disse di aver raggiunto gli obiettivi che si era prefissato. Oggi è la stessa cosa?

Faccio un passo indietro: l’obiettivo al quale ci riferivamo, cioè la continuità, pensavo di averlo raggiunto. Sull’entusiamo dello spogliatoio no, ti invito a venire a bordocampo per tutta la settimana. Fai attenzione ai ragazzi e allo spirito con cui si allenano e ti  renderai conto che non c’è un pericolo da questo punto di vista.

Il Siena ha due giocatori veloci come Rosina e Emeghara. Come cambia la difesa a tre senza Marquinhos?

Ci sono più giocatori che hanno il passo. La tua puntualizzazione è giusta e abbiamo messo a punto questo aspetto con la squadra. Non è detto che solo con la qualità fisica puoi diminuire i pericoli, ma anche con l’attenzione tattica. Di sicuro è una squadra da prendere con le molle, hanno la possibilità di ripartire spesso e con qualità

Il Siena si gioca le ultime chance per restare in A. Questo spirito può essere un problema? La Roma avrà le motivazioni giuste?

E’ un problema, ma lo sarà anche per il Siena affrontare le nostre motivazioni. La gara dipende dall’interpretazioni che dai, altrimenti il livello in Serie A è vicinissimo. Lo abbiamo visto anche con il Pescara, che ha fatto una bella figura con noi. Quindi bisogna tener conto di tutto, ma anche loro dovranno tener conto delle nostre motivazioni.

Lei giustifica così i punti distribuiti con le squadre che la Roma precede?

No, non lo giustifico. Ma ti dico che è così. Quanti punti abbiamo dalla Juve? Non abbiamo perso, perchè abbiamo messo in campo tante situazioni. Il livello in Serie A è così, quando dimostriamo di mettere in campo queste qualità possiamo battere anche la Juventus, come abbiamo fatto con Milan e Fiorentina.

Stekelenburg, qualora non dovesse farcela chi sarà il secondo, Lobont o Goicoechea?

Uno dei due.

Facciamo pretattica anche per il Siena? 

Il Siena è snobbato, la prima domanda è venuta dopo tutti. Al momento giusto lo saprai, è anche giusto nei confronti dei giocatori, che hanno aspettative di cui devo essere rispettoso. Perchè dovrei dare la formazione? Volgio che si arrivi alla partita nelle migliori condizioni possibilii, con tutti che sono convinti di giocare. Non è giusto che lo dico qui, non è per una mancanza nei vostri confronti.

Roma-Siena, i convocati: c’è Osvaldo, out Marquinhos

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ASROMA.IT – Al termine dell’allenamento odierno il tecnico della Roma Aurelio Andreazzoli ha diramato la lista dei convocati per la gara con il Siena, in programma domani allo Stadio Olimpico alle ore 15. A disposizione del mister anche  Stekelenburg, Osvaldo, Tachtsidis e Florenzi. Non ci saranno invece Dodò, Marquinho e Marquinhos, al pari dello squalificato Destro.

Questo l’elenco dei convocati:

BALZARETTI
BRADLEY
BURDISSO
CASTAN
DE ROSSI
FLORENZI
GOICOECHEA
LAMELA
LOBONT
LOPEZ
LUCCA
OSVALDO
PERROTTA
PIRIS
PJANIC
ROMAGNOLI
STEKELENBURG
TACHTSIDIS
TADDEI
TOROSIDIS
TOTTI

(asroma.it)